Tutte nude in appogio alla blogger egiziana Alia Magda Elmahdy,   Leave a comment


 

Alia Magda Elmahdy

 

Unisciti al grido e spogliati. E’ l’invito rivolto alle donne di tutto il mondo dall’attivista per i diritti umani Maryam Namazie, iraniana che ha vissuto molti anni in India Ie adesso lavora a Londra. l Il risultato è un calendario di nudi femminili ‘rivoluzionari’ realizzato in solidarietà alla blogger egiziana Aliaa Magda Elmahdy, che lo scorso novembre ha pubblicare una sua foto nuda su Facebook e Twitter come «urlo contro una società di violenza, razzismo, sessismo, violenza sessuale e ipocrisia».
Dodici donne di ogni età e di diversi Paesi hanno scelto così di farsi ritrarre senza veli con un messaggio a favore dell’uguaglianza di genere e della lotta alla discriminazione: qualcosa che da noi ricorda il movimento femminista degli anni Sessanta e Settanta e che invece è drammaticamente di attualità in altri Paesi del mondo.
Mallorie Nasrallah, una fotografa ritratta nel calendario, spiega così la sua scelta: «E’ bello quando uno strumento di oppressione viene usato come un’affermazione di potere. La nudità, se celebrata, non ferisce nessuno. Quando è resa oggetto di vergogna e barbarie ferisce chiunque».
Ne è convinta anchel’ideatrice del progetto, Maryam Namazie, una donna con una lunga esperienza in difesa delle donne alle spalle, nei paesi islamici e non solo. Portavoce dell’associazione “Equal Rights Now”, Namazie lotta contro la discriminazione in Iran, in Inghilterra e negli Stati Uniti. «Dal momento che l’islamismo, come le altre religioni, è ossessionato dal corpo delle donne, che vuole vedere velato, legato, imbavagliato» scrive sul suo blog
freethoughtblogs.com/maryamnamazie, «la nudità può da sola rompere i tabù ed è un’importante forma di resistenza».
Il calendario è stato pubblicato in omaggio all’azione di Aliaa Magda Elmahdy, che era valsa alla ragazza notorietà sui media di tutto il mondo ma anche numerose minacce di morte, soprattutto nel suo Paese. «Ho sentito che le donne dovevano alzarsi in solidarietà ad Aliaa», spiega Sonya Barnett, la grafica canadese che ha disegnato il calendario. «Ci dev’essere voluto tantissimo coraggio per fare quello che lei ha fatto, e le conseguenze potranno essere dolorose. Ho pensato che avesse bisogno di sapere che ci sono moltissime altre donne come lei, che vogliono superare i limiti imposti per denunciare un oltraggio».
Sostegno all’idea è arrivato da tutto il mondo, tra cui da un gruppo di donne iraniane che hanno posato a seno nudo per un video (
guarda) «Il nostro corpo nudo è la nostra sfida al patriarcato, alla dittatura e alla violenza» ha detto sul calendario una delle ‘modelle’, Alena Magelat «Ispiriamo le persone intelligenti; i dittatori ne hanno invece solo orrore».
Potete vedere la preview completa del calendario a questo
link

alena Magelat Femen movement 1331630157220_2 Saskia

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