Archivio per 26 novembre 2006

la scienza di Auschwitz..per non dimenticare   Leave a comment


I campi di sterminio nazisti..hanno insegnato qualcosa al mondo..alle  civiltà democratiche occidentali..la scienza di Auschwitz..

"La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo "

"Per mia fortuna, sono stato deportato ad Auschwitz solo nel I944, e cioè dopo che il governo tedesco, da­ta la crescente scarsità di manodopera aveva stabilito di allungare la vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti nel tenor di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio dei singoli.

Esso non è stato scritto allo sco­po di formulare nuovi capi di accusa; potrà piutto­sto fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano.

A molti individui o po­poli può accadere di ritenere piu’ o meno consape­volmente, che «ogni straniero è nemico ». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti sal­tuari e incoordinati e non sta all’ origine di un siste­ma di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il La­ger.

Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minac­ciano.

La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo .

Mi rendo conto e chiedo venia dei difetti struttu­rali del libro. Se non di fatto, come intenzione e come concezione esso è nato già fin dai giorni di Lager. Il bisogno di raccontare agli «altri », di fare gli «altri» partecipi, aveva assunto fra noi, prima della liberazio­ne e dopo, il carattere di un impulso immediato e vio­lento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elemen­tari; il libro è stato scritto per soddisfare a questo bi­sogno; in primo luogo quindi a scopo di liberazione interiore.

Mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti è inventato." PRIMO LEVI

"Non c’è ove specchiarsi, ma il nostro aspetto ci sta dinanzi, riflesso in cento visi lividi, in cento pu­pazzi miserabili e sordidi. Eccoci trasformati nei fan­tasmi intravisti ieri sera.

Allora per la prima volta ci siamo accorti che la no­stra lingua manca di parole per esprimere questa offe­sa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. "

(Se questo è un uomo) 

il carcere di Abu Ghaib originale (Auschwitz) ..andate a questa pagina (vai alla pagina)

Se siete capaci di vedere il sadismo dell’uomo andate a questa pagina

L’altra Abu Ghraib(vai alla pagina)

Un’altra Abu Graib

(vai alla pagina)

.

Pubblicato 26 novembre 2006 da sorriso47 in Popoli e politiche

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: