Il concetto di Dio e la sua evoluzione 2   Leave a comment


fromm

Una volta ancora Dio appare nel testo biblico come il signore arbi­trario che può fare con le sue creature quello che il vasaio fa con un vaso che non gli piace. Poiché l’uomo è ‘malvagio’, Dio decide di di­struggere la vita sulla terra . Questo racconto nel suo svolgersi porta tuttavia al primo importante cambiamento del concetto di Dio. Dio ‘si pente ‘ della sua decisione e vuole salvare Noè, la sua famiglia, e ogni specie di animale. Ma il punto decisivo sta nel fatto che Dio conclude un patto (berit) simbolizzato dall’arcobaleno, con Noè e con tutti i suoi discendenti. «lo faccio un patto con voi, che non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio e non vi sarà più alcun diluvio a distruggere la terra» (Gn. 9: 11). Il concetto del patto fra Dio e l’uomo può avere un’origine arcaica che risale a quando Dio era solo un’idealizzazione dell’uomo, forse non troppo diverso dagli dèi olim­pici greci – un Dio che ha le virtù e i vizi umani e che può essere dagli uomini sfidato. Ma nel contesto in cui i commentatori della Bibbia

hanno inserito la storia del patto, il suo significato non è quello di una regressione a forme più arcaiche del concetto di Dio, ma di un pro­gresso a una visione molto più sviluppata e matura. Il concetto del patto costituisce,in effetti, uno dei passi più decisivi nello sviluppo del Giu­daismo, passo che prepara la strada al concetto della completa libertà dell’uomo, libertà anche da Dio.

Con la conclusione del patto, Dio cessa di essere il signore assoluto: è diventato socio dell’uomo in un contratto, si è trasformato da sovrano ‘assoluto’ a sovrano ‘costituzionale’; è legato come l’uomo alla costi­tuzione; ha perduto la libertà di essere arbitrario, e l’uomo ha conqui­stato la libertà di poter sfidare Dio nel nome delle sue stesse promesse, dei principi stabiliti nel patto. È solo un accordo, ma fondamentale: Dio si obbliga a un rispetto assoluto per la vita dell’uomo e di tutte le creature viventi. Il diritto di vivere è stabilito come la prima legge, che neppure Dio può mutare. È importante notare che il primo patto (nella redazione finale della Bibbia) è tra Dio e il genere umano, non tra Dio e la tribù ebraica. La storia degli ebrei è concepita solo come una parte della storia dell’uomo; il principio del «rispetto per la vita» 4 precede ogni altra promessa specifica a una tribù o nazione particolari.

Questo primo patto fra Dio e il genere umano è seguito da un secondo, tra Dio e gli ebrei 5. Nella Genesi, 12: 1-3, il patto è già indi­cato: «Vattene dalla tua terra, dal tuo parentado, dalla casa di tuo padre, verso la terra che ti mostrerò. lo farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò glorioso il tuo nome e sarai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e maledirò coloro che ti maledi­ranno; in te saranno benedette tutte le famiglie della terra ». In queste ultime parole ritroviamo l’espressione dell’universalismo. La benedizione non servirà soltanto alla tribù di Adamo ma è estesa a tutta la famiglia umana. In seguito la promessa di Dio a Abramo si stende in un patto che promette ai suoi discendenti la terra fra il fiume d’Egitto e il fiume Eufrate. Questo patto si ritrova in un’ampia versione della Genesi : 7.10.

         

L’espressione più drammatica delle conseguenze radicali del patto si trova nella discussione di Abramo con Dio, quando Dio vuole distruggere Sodoma e Gomorra per la loro « malvagità» 6. Quando Dio parla ad Abramo delle sue intenzioni, Abramo gli si accosta e dice: « Farai tu perire il giusto insieme con l’empio? Forse vi saranno cinquanta giusti in quella città. Farai tu perire e non piuttosto perdonerai a quel luogo, per riguardo ai cinquanta giusti che sono in esso? Lungi da te fare una tal cosa, far perire il giusto insieme con l’empio, trattare il giusto alla pari dell’empio; lungi da te. Il giudice di tutta la terra non giudiche­rebbe secondo giustizia ». Allora il Signore rispose: « Se troverò dentro la città di Sodoma cinquanta giusti, per riguardo a loro perdonerò a tutto il luogo ». Abramo replicò « Ecco, benché io sia polvere e cenere, mi permetto di insistere presso il mio Signore. Forse mancheranno cin­que giusti a quei cinquanta. Farai tu perire tutta la città per quei cin­que? » Rispose: « Non la distruggerò se ve ne troverò quarantacin­que ». Ed egli continuò ancora a parlare dicendo: « Forse ve ne saranno quaranta ». Rispose: « Non lo farò per riguardo a quei quaranta ». Dis­se egli ancora: «Di grazia, non si adiri il mio Signore se continuo a parlare: Forse ce ne saranno trenta ». Rispose: «Non lo farò se ve ne troverò trenta ». Disse: «Ecco mi permetto di insistere presso il mio Signore: Forse ve ne saranno venti ». Rispose: «Per riguardo a quei venti, non la distruggerò ». Disse egli: «Di grazia non si adiri il mio Signore se parlo ancora una volta. Forse se ne troveranno dieci ». Ri­spose: «Per riguardo a quei dieci io non la distruggerò ». (Genesi 18: 23-32)

« Il giudice di tutta la terra non giudicherebbe secondo giustizia ».

Questa frase segna il cambiamento fondamentale del concetto di Dio derivante dal patto. Con un linguaggio rispettoso, ma con l’audacia di un eroe, Abramo spinge Dio a osservare i principi di giustizia. Il suo non è l’atteggiamento di un umile che supplica, ma di un uomo fiero che ha il diritto di esigere da Dio che osservi il principio di giustizia. Il lin­guaggio stesso di Abramo si muove con abilità consumata tra rispetto formale e sfida – cioè tra la terza persona singolare ( Non si adiri il mio Signore… ) e la seconda persona « Farai tu perire tutta la città per quei cinque? ».

Con la sfida di Abramo si aggiunge un nuovo elemento alla tradi­zione biblica è ebraica successiva; proprio perché Dio è legato alle norme della giustizia e dell’amore, l’uomo non è più il suo schiavo. L’uomo può sfidare Dio – come Dio può sfidare l’uomo – perché sopra di essi sono i principi e le norme. Anche Adamo ed Eva sfidarono Dio, per disobbedienza, ma dovettero cedere; Abramo sfida Dio non per disobbedienza ma per accusarlo di violare le sue stesse promesse e i suoi principi . Abramo non è un Prometeo ribelle, è un uomo libero che ha il diritto di chiedere, mentre Dio non ha il diritto di rifiutare.

Si arriva alla terza fase dell’evoluzione del concetto di Dio con la rivelazione di Dio a Mosè. Anche a questo punto, però, non tutti gli elementi antropomorfici sono scomparsi. Al contrario, ancora Dio « par­la », « dimora su una montagna », più tardi scriverà la legge su due ta­vole. In tutta la Bibbia Dio è descritto con un linguaggio antropomor­fico. Di nuovo c’è il fatto che Dio si rivela come il Dio della storia e non come il Dio della natura, e soprattutto la distinzione fra Dio e un idolo trova la sua massima espressione nel concetto di un Dio senza nome.

In seguito discuteremo più in particolare la storia della liberazione dall’Egitto. Per ora sarà sufficiente ricordare che nel corso di questo racconto, Dio fa ripetute concessioni alle varie richieste di Mosè: gli ebrei pagani non possono capire il linguaggio della libertà e il concetto di un Dio che si riveli solo come il Dio della storia, senza darsi un nome, e che dice: «lo sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe» (Es. 3: 6). Gli ebrei non cre­deranno in lui: «E Mosè disse a Dio, ‘Ecco, quando sarò giunto dai figli di Israele e avrò detto loro: È il Dio dei vostri padri che mi ha mandato da voi, se essi mi domanderanno, Qual è il suo nome?, che risponderò loro?’» (Es. 3: 13). L’obiezione di Mosè viene accettata. L’essenza stessa di un idolo sta nel fatto che ha un nome; ogni cosa ha un nome perché è intera nello spazio e nel tempo. Per gli ebrei, abitua­ti al concetto di idolatria, un Dio della storia senza nome non poteva (continua)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: