Caro..PD.. (ho votato per te) caro ProDi…non siete quello che dite..   Leave a comment


fausto-bertinotti.jpgeuro.jpgDa  un artico di repubblica…   

vI RIMANDO AD un mio post..”sofferto” e vero…

“1 euro a testa”…

Ho apprezzato e ancor più stimo..Eugenio Scalfari.

dopo una sua apparizione alla trasmissione  “Che tempo che fà ”

commentò i risultati in diretta del “costituendo Partito PD.. 

3.500.000 di persone che fondano un Partito..

un Esempio per tutto il Mondo..

negli ultimi cent’anni di STORIA  Italiana ed EUROPEA  NON VI SONO RISCONTRI..

DETTO questo..

Vi rimando all’articolo che condivido in pieno!!!!

..all’articolo che copio..ed incollo..in parte.. 

http://www.repubblica.it/politica/index.html  

 Fausto Bertinotti

“Dobbiamo prenderne atto: questo centrosinistra ha fallito. La grande ambizione con la quale avevamo costruito l’Unione non si è realizzata…”. Alle cinque del pomeriggio, nel suo ufficio a Montecitorio, Fausto Bertinotti sorseggia un caffè d’orzo, e traccia un bilancio amaro di questo primo anno e mezzo di governo. È presidente della Camera, ci tiene a mantenere il suo profilo istituzionale, non vuole entrare in campo da giocatore. Ma le sue parole, quelle del vero leader della sinistra radicale, alla vigilia del meeting della Cosa Rossa di sabato prossimo, lasciano un solco profondo nel cammino della legislatura e nel destino delle riforme.

Bertinotti non fa previsioni, sulla durata del governo. “Non posso, non voglio”, dice. Ma fa un ragionamento politico per molti versi “definitivo”, sullo stato della maggioranza. “Voglio premetterlo: non ci deve essere nervosismo, da parte di Prodi. Usciamo da questa prigione mentale: io non so quanto andrà avanti, può anche darsi che duri fino alla fine della legislatura, e non ho nulla in contrario che questo accada. Ma per favore, prendiamo atto di una realtà: in questi ultimi due mesi tutto è cambiato”. È nato il Pd, e la Cosa Rossa viaggia verso lidi inesplorati. Nel frattempo, Prodi ha accontentato i “moderati”, sia sulla Finanziaria, sia sul Welfare.

Per il capo di Rifondazione ce n’è abbastanza per dire che “una stagione si è chiusa”. Ora niente sarà più come prima: “Un governo nuovo, riformatore, capace di rappresentare una drastica alternativa a Berlusconi, e di stabilire un rapporto profondo con la società e con i movimenti, a partire dai grandi temi della disuguaglianza, del lavoro, dei diritti delle persone: ecco, questo progetto non si è realizzato. Già questo ha creato un forte disagio a sinistra. Poi si sono verificati fatti che lo hanno acuito. Ne potrei citare centomila…”. Risultato: “Abbiamo un governo che sopravvive, fa anche cose difendibili, ma che lentamente ha alimentato le tensioni e accresciuto le distanze dal popolo e dalle forze della sinistra”.


Questa, per Fausto il Rosso, è “la condizione reale”. E forse irreversibile. Bertinotti cita Lenin, e la differenza tra strategia e tattica. “Il grande tema, per la sinistra radicale, è uno solo: l’autonomia. Torna una grande questione, che nacque nel ’56, con i fatti di Ungheria, con la rottura nel Pci, con lo scontro Nenni-Togliatti. Lì nasce una grande cultura politica, una storia enorme, Riccardo Lombardi. È l’autonomia di un progetto, che da allora la sinistra ha cancellato, rimosso. Oggi, per la sinistra radicale, il tema si ripropone. Devi vivere nello spazio grande e nel tempo lungo, per creare una grande forza europea per il 21° secolo. Se questa è l’ambizione, allora tutto va ripensato. Essere o meno alleati del Pd, stare o meno dentro questo governo: tutto va riposizionato in chiave strategica”.

Questo riposizionamento strategico, secondo Bertinotti, è appena iniziato. “Alla fine del percorso – chiarisce il leader – io voglio riconoscere al Pd il diritto a trovarsi gli alleati che vuole, ma voglio garantire a noi il diritto di tornare all’opposizione”. Dunque la stagione dell’Unione è al capolinea? “Intellettualmente io sono già proiettato oltre. Ma politicamente ancora no”. E qui torna Lenin. Fissata la strategia del tempo lungo, c’è da occuparsi di tattica “hic et nunc”, come dice il presidente della Camera. La tattica impone di combattere, ancora, dentro il quadro delle alleanze consolidate, e dentro il perimetro del governo in carica. Ma ad alcune condizioni irrinunciabili: “So bene, e ho persino orrore a pronunciare il termine: “verifica”. Ma è chiaro che a gennaio serve un confronto vero, che prende atto del fallimento del progetto iniziale ma che, magari in uno spettro meno largo di obiettivi, rifissa l’agenda su alcune emergenze oggettive. E viene incontro alle domande della società italiana, con scelte che devono avere una chiara leggibilità “di sinistra”. So altrettanto bene che queste scelte devono essere assunte dall’intera coalizione. Ma stavolta, davvero hic Rhodus hic salta. Sul Welfare, come si è visto, la sinistra radicale non ha aperto nessuna crisi. Ciò non toglie che il governo ha ormai molto meno credito a sinistra di quanto non lo avesse qualche mese fa…”.

Bertinotti rinuncia a fare l’elenco delle “centomila cose” su cui il centrosinistra ha rinunciato a imporre la sua visione (“dalla laicità dello Stato alla politica estera”). “Ma se si vuole tentare una nuova fase della vita del governo, vedo due terreni irrinunciabili: i salari e la precarietà”. È soprattutto sui primi, che il “padre nobile” del Prc fonda il suo ultimo avviso a Prodi: “Dai sindacalisti a Draghi, tutti dicono che la questione salariale è intollerabile. Ebbene, io mi chiedo: questa denuncia induce il governo a prendere qualche iniziativa, oppure no? Il 65% dei lavoratori italiani è senza contratto: posso sapere se questo per il governo è un problema, oppure no? In Francia Sarkozy ha aperto un confronto molto aspro, lanciando l’abolizione delle 35 ore e dicendo che se lavori di più guadagni di più: posso sapere se in Italia, dai metalmeccanici ai giornalisti, il governo ritiene ancora difendibili i contratti nazionali di categoria, oppure no? Non c’è più la scala mobile, ma intanto i prezzi stanno aumentando in modo esponenziale: tu, governo, non solo non vuoi indicizzazioni, ma con la fissazione dell’inflazione programmata hai contribuito pesantemente a tenere bassi i salari. Dunque c’entri, eccome se c’entri. E allora, in attesa di sapere cosa farai sui prezzi, posso sapere cosa pensi del problema dei salari? E attenzione: qui non basta più ripetere banalmente che “bisogna rinnovare i contratti”. Io voglio sapere se il governo ritiene giuste o meno le rivendicazioni. Voglio sapere se ritiene opportuno restituire il fiscal drag, o se invece si vuole assumere la responsabilità di continuare a non farlo. Insomma, io voglio una bussola. Voglio decisioni che rimettano il centrosinistra in sintonia con la parte più sofferente del Paese. Che altro devo dire?

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“RIDATECI..DONAT CATTIN…”

Voterò..quasi sicuramente..per la..COSA..ROSSA…purtroppo..sono..i PIU’ SERI!!!!

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