PASOLINI – SALO’ E LE 120 GIORNATE DI SODOMA…(l’attuale situazione mondiale)   Leave a comment


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“Anche la Speranza,ultima dea,lascia l’Italia “

 (postato in Lettere 11 Luglio 2008)”

(da  “Saluto” di Sabrina Guzzanti…l’eversiva di Piazza Navona..) sabinaguzzanti.jpg

Non basta essere buoni… bisogna anche denunciare il male.

 È un’illusione pensare di poter resistere, è impossibile conservare la purezza

senza battersi contro l’ingiustizia, la menzogna.

Quelle che comunemente si considerano scelte comode sono in realtà scomodissime.

 È una gran fatica vivere a testa bassa, è faticosissimo mentire a se stessi, costruirsi identità finte,

mantenerle, convincere gli altri a vederci come vorremmo apparire,

cercare di guidare le emozioni con la chimica non ne parliamo.

La poesia ” Il secondo avvento ” di Yeats, descrivendo uno scenario apocalittico, dice così:

    ”   la torbida marea del sangue dilaga e ogni dove
       annega il rito dell’innocenza.
       I migliori hanno perso ogni fede, i peggiori  si   gonfiano  di ardore appassionato.   “

Pasolini e le 120 giornate di Sodoma

Un articolo su Salò e le 120 giornate di Sodoma

“E’ il film  che rappresenta metaforicamente.. il potere nella società capitalistica.Salò spiega usando allegorie e metafore,il rapporto che ha il potere con le persone che gli sono sottoposte, un rapporto metaforicamente sadista.De Sade è solo un pretesto per esternare tutta la sofferenza di Pasolini per una società irrimediabilmente votata al consumismo piu sfrenato, anche i 3 gironi danteschi sono solo un pretesto, e lo si capisce bene dai nomi dei gironi, quello delle manie, della merda e del sangue,guardando il film sembra di vedere un tg dei nostri giorni, il teatrino del sesso e della morte,una democrazia che sotto la sua maschera nasconde il fascismo dell’era globale,un fascismo non piu di stampo politico, dato che la politica e’ morta,ma di stampo economico, per dirla con pasolini, nella società capitalistica globalizzata in cui viviamo tutto diventa mercificazione,anche il sesso e la morte, protagonisti numeri 1 della televisione che ci rende tutti complici, vittime e carnefici compiaciuti.Per pasolini il sesso di questi anni è obbligatorio, brutto e indigeribile, per cui abbiamo il sesso inteso come merda e scatofagia, è la rappresentazione metaforica del rapporto del potere con coloro che gli sono sottoposti,

di quella che Marx chiama la mercificazione dell’uomo, la riduzione del corpo a oggetto attraverso lo sfruttamento.

Il sesso estremo inteso come violenza , tortura e morte, il gesto sodomitico è il più assoluto per quanto contiene di mortale per la specie umana, il più ambiguo, per questo accetta allo scopo di trasgredirle , le norme sociali, e infine il piu scandaloso, perche pur essendo il simulacro dell’atto generativo, ne è la totale derisione.

E il sadomasochismo e la sodomia illustrano bene il rapporto del dominante col suo sottomesso, proprio del sistema capitalistico,

Pasolini odia i corpi e gli organi sessuali divenuti da gioia e liberta per gli umili in epoche reppressive ad atroce espressione di violenza in epoche permissive.

Nel girone della merda il significato e questo: l’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato.

 Ognuno sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine che egli inconsciamente ha ricevuto, e a cui deve obbedire, a patto di sentirsi ‘diverso’.

 Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. L’uguaglianza non è stata infatti conquistata, ma è una falsa uguaglianza ricevuta in regalo,

mitica e incisiva la metafora della merda servita su vassoi d’argento,

tutto cio che ci propinano non e’ altro che merda afrodisiaca,

merda fatta uscire con un marchio prestigioso a caratteri d’oro.

A distanza di 25 anni Pasolini come un veggente aveva capito lo sfacelo a cui stavamo andando incontro,ha pagato il suo sforzo con la vita.

Lo sconsiglio vivamente a coloro che non considerano il cinema come arte, e non potrebbero capire.

Lo sconsiglio inoltre ai deboli di stomaco e lo reputo vietato ai minori di 18 anni a piena regola, in quanto si tratta di un film estremo, dai contenuti che superano l’oscenità seppur senza sfociare nel volgare.

 Il sesso diventa un mezzo per attuare il potere, arma con cui controllare il popolo, e con cui annientarlo.

Non più arma di seduzione o strumento sensuale con cui attrarre, ma solo una consueta forma di violenza; i corpi nudi diventano figure ‘normali’, oggetti, figure rosa ammassate sui pavimenti; seni, natiche e falli diventano incolori,

 perdono ogni significato simbolico, si trasformano in insignificanti dettagli privi di pudore abbandonando i loro contenuti erotici o sensuali.

 La violenza è estrema, ma non è il fattore che forse colpisce di più, la violenza o il sesso in Salò non sono gli elementi più sconvolgenti, in quanto siamo abituati dai  media a vederli all’ora di pranzo, 

ma colpiscono soprattutto le sequenze escrementizie: questo perché oggi siamo abituati al sesso e alla violenza da un sistema capitalistico”, e dai mezzi di comunicazione.

E in Salò questo concetto è enfatizzato per sottolineare la violenza che ci circonda, che diventa sempre più “normale”. Oggi come allora. C’è chi vede nel suicidio della pianista la coscienza di Pasolini, sconcertata di fronte alla volgarità estrema del periodo, e dai sensi di colpa per il suo maggior delitto, cioé quello di essere omosessuale, mai perdonato dalla società di allora.”  (ZERO COOL da IAC)

 Trama del film

N.B : Ogni riferimento alla realtà è puramente casuale

Il film segue la falsariga del romanzo del Marchese de Sade, attraverso la ripetizione infinita del numero magico 4. 

Quattro “Signori”, rappresentanti di tutti i Poteri, 

vittorio-emanuele-savoia-accuse.jpg           il Duca (quello nobiliare), 

                                                                    

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Sua Eccellenza il Presidente della corte d’Appello (quello giudiziario) 

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e il Presidente Durcet (quello economico),   

      

il Papa in America  ) 

si riuniscono in una villa assieme a quattro Megere, ex meretrici,

e a una schiera di giovani ragazzi e ragazze,

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catturati tra i figli dei partigiani, o partigiani essi stessi, in una sontuosa e cadente villa, isolata dal mondo dal presidio dei soldati Repubblichini e delle SS. 

Nella villa, per centoventi giorni, sarà vigente per tutti un regolamento sottoscritto dai quattro Signori,

 con il quale essi sono autorizzati a disporre indiscriminatamente e liberamente della vita delle loro giovani vittime,

 le quali dovranno tenere un comportamento di assoluta obbedienza nei confronti dei Signori e delle loro regole.

Ogni insubordinazione o pratica religiosa, verrà punita con la morte.


Le giornate si svolgono attraverso una struttura infernale dantesca, che corrisponde alle quattro parti (un Antinferno e tre Gironi), in cui è diviso il film.

Le tre Megere, nella mansione di narratrici, hanno il compito di raccontare le proprie perversioni sessuali nella cosiddetta Sala delle Orge, con lo scopo di eccitare i Signori e contemporaneamente di “educare” i ragazzi alla soddisfazione dei loro appetiti sessuali.

 (una megera,foto)

federica-zarri-circolo-della-liberta.jpg    Federica Zarri  –    Circolo della Libertà 

Le narratrici sono accompagnate al pianoforte da una quarta donna,

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che ha il compito di estetizzare ulteriormente il loro racconto crudo, pornografico e compiaciuto.

Michela Vittoria Brambilla  (agli esordi
 

L’Antinferno mostra la sottoscrizione delle regole da parte dei quattro Signori, il loro patto di sangue (ognuno sposa la figlia dell’altro), e la cattura dei giovani repubblichini di leva da parte delle SS, e infine la caccia delle vittime da parte dei repubblichini.

Le vittime vengono tradotte poi nell’enorme villa, fuori Salò, selezionate e irregimentate dai Signori e dai loro orribili galoppini.

I giovani subalterni, maschi e femmine, si dividono così in quattro gruppi:

 le vittime, i soldati,

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 i collaborazionisti,la servitù

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Il primo girone è il Girone delle Manie. 

In esso, guidati dalla Signora Vaccari, i Signori esercitano una serie di sevizie   sui corpi nudi o vestiti degli adolescenti, aiutati e rinforzati dai fedeli repubblichini. 

 Tra le molte sevizie, primeggia quella di farli mangiare a quattro zampe, nudi, latranti come dei cani,

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degli scampoli di cibo gettati in terra o nelle ciotole,

quando alcuni di questi bocconi di cibo sono riempiti, a sorpresa, di chiodi.

 (cluster bomb) 

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Il Girone della Merda, dalla denominazione fin troppo esplicita,

sotto la guida della Signora Maggi,

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  Michela Vittoria Brambilla  ” magnifica ”    il Capo..        (video

Benedetto XVI accolto da Bush..insieme per la difesa della vita

 Lodo Alfano, la Camera dice sì
ora la legge passa al Senato 

si svolge tutto all’insegna dell’analità, o meglio, dell’oroanalità,

 dal momento in cui alle sempre più fitte chiacchiere erudite dei signori

 (che citano a memoria Klossowski, Baudelaire, Proust e Nietzsche)

si aggiunge la scatofagia, coronamento metaforico del film,

 per cui tutti sono letteralmente obbligati a cibarsi della propria merda,

appositamente raccolta durante il giorno.


Il Girone del Sangue mostra l’apice delle efferatezze del film: qui i Signori, dopo aver costretto ognuno dei ragazzi a trasformarsi in delatore nei confronti delle infrazioni altrui, prescelgono le vittime designate allo strazio e accettano i peggiori come collaborazionisti.
abu8.jpg   abu-7.jpg  abu-1.jpg In seguito, in un’orgia progressiva di torture, amputazioni, e varie uccisioni rituali, i Signori, aiutati dai loro vecchi e nuovi collaboratori, si prodigano in balletti isterici e atti sessuali necrofili sulle vittime, portando all’apoteosi il loro sentimento di disprezzo reciproco e del mondo.
Il film ha poi, non preannunciato, un Epilogo.
Nel mezzo dell’immane carneficina, due giovanissimi collaborazionisti, annoiati e assuefatti, cambiano canale alla radio d’epoca che trasmette i Carmina Burana di Orff, e improvvisano maldestramente, sulla canzonetta degli anni Quaranta Son tanto triste, motivo conduttore del film, qualche passo di valzer, pronunciando questo dialogo: “Sai ballare?”  “No.”  “Dai, proviamo. Proviamo un po’…”  “Come si chiama la tua ragazza?”  “Margherita.”

                                                                                    IL SECONDO AVVENTO

Roteando nel giro che s’allarga
Non può il falcone udire il falconiere;
Crolla ogni cosa; il centro più non tiene;
Anarchia pura esplode contro il mondo;
La sanguigna marea s’innalza e ovunque
La cerimonia d’innocenza è spenta;
Manca ai migliori ogni convincimento
E ai malvagi più intensa è la passione.

  Di certo sopraggiunge una rivelazione;
Senza dubbio il Secondo Avvento si avvicina.
Secondo Avvento! A queste parole
Dallo Spiritus Mundi sorge immane un’immagine
A turbarmi la vista: tra sabbie di un deserto
Un corpo di leone con la testa di un uomo,
Vacui gli occhi e spietati come il sole,
Le lente cosce avanza mentre intorno
Volan l’ombre infuriate di uccelli del deserto.
Di nuovo cala il buio, ma or mi è chiaro
Che venti secoli di sonno simile a pietra
Sconvolse come un incubo l’ondeggiar di una culla.
E quale rozza bestia, giunto infine il suo tempo,
striscia verso Betlemme per esser partorita?

 Da “The Second Coming”, in Michael Robartes and the Dancer, 1921. Traduzione di Giorgio Gramolini.

 In questi versi traspare la concezione ciclica della storia propria di Yeats. Vi si annuncia la fine dell’era seguita alla venuta di Cristo e l’avvento di una fase violenta segnata dal sovvertimento delle forme storiche acquisite. L’ispirazione viene dal Vangelo (Matteo, 24) e si fonde con la visione della Bestia rappresentata nell’Apocalisse di San Giovanni. Lo Spiritus Mundi si identifica ad un tempo con l’anima universale e l’insieme delle coscienze individuali

                                     Dal vangelo di Tommaso. Loghion 7

                        7.) Gesù disse: – Beato il leone che l’uomo mangia, cosicché il leone diventi uomo,

                             e sventurato l’uomo che il leone mangia, cosicché l’uomo diventi leone¹.
1) Beato l’uomo ilico (fisico, leone) se l’uomo spirituale lo domina e lo annulla; sventurato l’uomo spirituale se si fa dominare dalla sua animalità.

  

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