Archivio per novembre 2008

Gli attuali “eredi” della Shoa…   Leave a comment


A Gaza, metà dei forni per il pane hanno chiuso. L’altra metà, per continuare a fare il pane, usa granaglie di solito destinate al mangime del bestiame e del pollame.

Ciò a causa del blocco totale che Israele ha imposto ormai da 20 giorni. Il segretario generale dell’ONU Bank Ki-Mun ha chiesto a Olmert di levare il blocco, data l’incombente catastrofe umanitaria. Naturalmente, invano (1).La centrale elettrica di Gaza (la sola) ha smesso di funzionare perchè Israele non consente l’entrata di pezzi di ricambio necessari.Il generoso regno di Sion ha concesso un invio di carburante (abbastanza per un giorno, la generosità ha un limite)

ma, sadicamente, non le parti di ricambio.Senza elettricità, niente pompe per lacqua: i campi profughi «Beach» e «Jabaliya» sono senz’acqua corrente.Niente parti di ricambio nemmeno per gli ospedali, che pure hanno i loro generatori non funzionanti.

Manca anche il gas per cucinare (ma che se ne fanno, tanto?).La mancanza d’elettricità costringe gli assediati a scaricare in mare gli scoli di fogna non depurati, che hanno già cominciato a infettare le poche fonti di acqua potabile.E, per il blocco, hanno finito il cloro per depurare l’acqua.Donna Wallach, una californiana (ebraica) che è arrivata a Gaza con un battello di volontari «Free Gaza», segnala che ai pescatori viene vietata la pesca: «Israele impone un limte arbitrario di 6 miglia, invece delle 20 miglia riconosciute negli accordi di Oslo.

Sono testimone oculare: ogni giorno la Marina israeliana spara contro i pescatori, con gli M16, artiglieria, granate e potenti cannoni d’acqua, così potenti che danneggiano le barche e feriscono le persone. Da qualche tempo, con questi cannoni, lanciano un’acqua sporca, che puzza, e crediamo sia tossica. La Marina aspetta che i  pescatori carichino a bordo la rete coi pesci, poi sparano quell’acqua sporca, contaminando il pesce e il ponte» (2).Generosi, dolci amici del genere umano (facevano così anche quando comandavano in URSS, Solgenitsin l’ha documentato). In compenso, Israele nutrice ha ammazzato 18 palestinesi nelle ultime due settimane.Sotto le intense pressioni dell’UNRWA, l’ente dell’ONU che assiste i rifugiati – e dalle cui razioni dipende metà della popolazione di Gaza, ossia 700 mila persone – il regno di Sion ha aperto i varchi per poche ore, lasciando entrare 30 camion, di cui 11 per l’UNRWA.

«Ci occorrono come minimo dieci camion al giorno solo per fornire le normali razioni», dice John Ging, direttore locale dell’UNRWA; «Di solito abbiamo delle riserve nei nostri depositi per superare i periodi di emergenza. Ma ora, dopo 20 giorni di blocco, non c’è rimasto nulla. Già la scorsa settimana 60 mila persone sono rimaste senza cibo».

Karen AbuZaid, la commissaria dell’UNRWA sul campo, aggiunge che la malnutrizione, specie dei bambini a cui i genitori disoccupati e impoveriti non riescono a dar da mangiare che tè e pane, è a livelli di guardia.

«Galoppa l’anemia cronica, e la cosa sta peggiorando. Cominciamo a constatare ciò che chiamiamo “stunting” dei bambini, i bambini che restano piccoli, e mentalmente ritardati, perchè non mangiano abbastanza».

Nel silenzio servile dei kippà europei, una parziale eccezione: la Svizzera ha protestato – con una durezza di toni che ha preso di sorpresa il regno di Katz, non abituato alle critiche – la distruzione di case palestinesi che prosegue a Ramallah – cioè non a Gaza, dove Katz si giustifica di affamare 1,5 milioni di palestinesi per la colpa di aver votato Hamas (la punizione collettiva, tipica a quel che si dice del Terzo Reich, è una specialità del Quarto), bensì nella Cisgiordania «libera», sotto il fantoccio dell’Autorità Palestinese, riconosciuto come «legittimo» da Re David.

Il gran cuore di Sion si mostra anche lì: abbatte le case che praticamente sono a ridosso di Gerusalemme Est, per creare un più ampio spazio vitale alla razza superiore (3).Il ministro degli Esteri elvetico ha avvertito che il suo Paese (che è il guardiano delle Convenzioni di Ginevra) considera gli abbattimenti di case, «che non hanno alcuna giustificazione militare», una «violazione del diritto umanitario internazionale». E per di più, ha definito la zona oggetto delle devastazioni, Gerusalemme Est, «parte integrante del territorio palestinese occupato»: espressione pensata apposta per far infuriare il Reich di Katz, che pretende di possedere l’intera Gerusalemme (gliel’ha data YHWH).D’altra parte, il Regno di Katz s’era comportato in modo ben altrimenti minaccioso, quando – diversi mesi fa – la ministra degli Esteri elvetica, Micheline Clam Rey, era andata a Teheran a firmare un contratto miliardario per le forniture petrolifere del suo Paese. L’ambasciatore svizzero in Sion era stato convocato al ministero degli Esteri sionista e la dolce Tzipi Livni gli aveva fatto una lavata di capo; subito dopo, l’Anti Defamation League aveva pubblicato su miriadi di giornali del mondo, anche  svizzeri, la foto della ministra elvetica con la sciarpa sul capo, mentre parlava sorridendo ad Ahmadinejad, con uno slogan gentile: «La Svizzera è diventata il più recente sostenitore mondiale del terrorismo».

Questo è il modo in cui i Talmud intendono la diplomazia: dare ordini, impicciarsi delle faccende interne altrui. La Svizzera ha risposto che l’interesse nazionale veniva prima del servaggio a Katz.

D’altra parte, i rapporti si sono guastati dal 1998, quando la polizia elvetica aveva beccato cinque agenti del Mossad che trafficavano a mettere «cimici» in un appartamento di Berna abitato da un cittadino svizzero, che secondo loro aveva legami con Hezbollah. Israele dovette inviare una lettera di scuse. Da allora la Svizzera ha smesso ogni vendita di armi e ogni collaborazione milutrare con Sion per tre anni: poco male, Katz, di armi, ne ha già, anche se mai abbastanza per sentirsi sicuro.

A tal proposito, una curiosa notizia è apparsa sulla rivista Time (4): «Alti dirigenti USA hanno chiesto a Israele di frenarsi, e di non lanciare nessuna grossa azione militare  negli ultimi giorni della presidenza Bush». E il rispettoso altolà non si riferisce solo alla proclamata volontà katziana di bombardare l’Iran, ma anche alla sua minaccia di lanciare un attacco di terra contro l’assediato popolo di Gaza.Sono pregati di non farlo, per ora; aspettino l’insediamento di Obama. O che se proprio gli prude di farlo, facciano un attacco militare piccolo, non «grosso».Si può capire allora perchè il generoso regno di Katz si sia ridotto a stringere l’assedio a Gaza nel modo sopra descritto; deve pur ammazzarli in qualche modo, i palestinesi, altrimenti non si sente sicuro nella sua stesssa esistenza. Lo faccia piano, però.

D’altra parte, bisogna avere comprensione per quel popolo superiore, perchè è pieno di dolori. Ogni giorno un dolore nuovo.

L’ultimo, lo racconta l’agenzia ebraica Ynet.news: «Numerosi israeliani abitanti negli Stati Uniti hanno contattato i consolati di Israele in Nord-America per essere aiutati a tornare in Israele».

Oddio, cos’è successo, eterne vittime?

«Sono decine di israeliani che hanno perso denaro nella crisi finanziaria che spazza gli USA», al punto che adesso «chiedono ai consolati di pagar loro il biglietto aereo di ritorno per lo Stato ebraico», spiega l’agenzia (5).Eli Yifrach, console del Katz in Florida, racconta con le lacrime agli occhi: «Abbiamo casi di israeliani che ci dicono di essere stati cacciati dalle loro case perchè non hanno pagato il mutuo». Un altro console: «Alcuni ci chiedono aiuto per il cibo. Ho pagato ad un israeliani 100 dollari, e  l’ho indirizzato a centri Habad (Lubavitcher) che fanno carità».Sharon Glassman, il ministro dell’Assorbimento (eh sì: il ministero che agevola gli ebrei che vogliono stabilirsi in Sion) ha ammesso: «Sì, siamo al corrente di parecchi casi umanitari, di israeliani che non possono pagarsi il biglietto aereo», ed ha annunciato che sta creando un fondo per questi casi dolorosi.

Queste sono catastrofi umanitarie, altro che quelle di Gaza.

1) Cherrie Heiwood, «Hungry Gazans Resort to Animal Feed as U.N. Blasts Israel», Middle East Times, 24 novembre 2008.
2) Anis Hamadeh, «War Crimes in Gaza – Interview with Donna Wallach», The American Muslim, 22 novembre 2008.
3) Neil Clark, «Swiss attack on Israeli policy escalates ‘cold war’ Switzerland is refusing to toe the West’s line on sanctions against Iran – and Israel is up in arms», First Post, 17 novembre 2008.
4) Tim McGirk, «US Puts Pressure on Israel to Refrain from Attacks», Time, 24 novembre 2008.
5) Itamar Eichner, «Israelis in US desperate to return home», YNet.news, 24 novembre 2008.

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Pubblicato 29 novembre 2008 da sorriso47 in Attualità, Popoli e politiche

IL BLOCCO STUDENTESCO… E CASA POUND (il poeta Ezra Pound)   1 comment


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C’è sempre da imparare..nella vita..

in  chi ha la curiosità di capire il perché degli eventi..

e ricerca la verità delle cose..  

VEDERE PER LA PRIMA VOLTA… QUESTI BASTONATORI..…

TEMERARI..SOLO PERCHE’ DIFESI…DALLE FORZE DELL’ORDINE..

E ..DA ALTRI ..ORGANIZZATORI..MI HA INDIRIZZATO AD UNA RICERCA..

DOVUTA ALLA RABBIA CHE MI E’ ENTRATA DENTRO.. 

il primo servizio televisivo che si è interessato di loro ..è una puntata di Lucignolo..

che vi ripropongo..

RITENGO OPPORTUNO..SOTOLINEARE CERTI LORO VALORI..

che si evincono dal filmato..

SONO CONTRO LA SCUOLA PRIVATA..

ED ALLORA..CHE CAZZO CI STANNO A FARE..

IN UNA MANIFESTAZIONE ..CHE DIFENDE LA SCUOLA PUBBLICA ..DAI TAGLI ?

Se leggerete i manifesti all’interno..

Leggerete che si “dovrebbero impegnare” per cose valide..

Una casa per tutti..”Mutuo Sociale”

Insomma un programma sociale ..da fare invidia alla sinistra al governo..

I lori “riferimenti” ,,sono di una cultura “Impressionante”..Giulio Cesare,Mussolini,Pound,Dante..Socrate..

“Paund ci piace perché aveva parole chiare contro il mercato..contro l’usura..” 

Hanno tra i loro eroi anche il Capitano Harlok..

quello nero..che ruba ai poveri ..per dare ai ricchi..

Usano ed hanno usato anche in piazza ..un liguaggio che sconcerta..

né rossi né neri..ma libberi  pensieri..

Nel filmato..si definisco precisamente…”Fascisti” oppure “Reazionari”..

“noi siamo di sinistra”

diceva uno di loro intervistato..alla fine degli scontri..

mi è veuto subito da pensare che avessero come “maestro”..Berlusconi..

e invece no..

loro sono i veri Fascisti..quelli ..”Sansepolcristi”

E BEN SANNO..

che sono solo le marionette della Destra..e di Berlusconi.. 

SE AVETE DAVVERO CORAGGIO..contestate come dite le Lobby..

CONTRASTATE IL POTERE DEI RICCHI..

..cari Capitani Harlok..

invece di dare le mazzate ai quattordicenni..

e vediamo se sarete tanto coraggiosi..

quando la Polizia di Stato..vi tratterà..

come oggi ha trattato i giovani studenti..

anche loro..”né rossi né neri..ma liberi pensieri” meglio di voi.. 

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ECO COS’E’ LA TERZA VIA:

NE’ CAPITALISMO NE’ COMUNISMO
”DITEMI QUEL CHE VOLETE, MA IO CREDO CHE SI POSSA

E SI DEBBA ATTUARE ANCHE ADESSO,

LA “TERZA VIA” PROPAGANDATA DAL FASCISMO SANSEPOLCRISTA 

E’ L’UNICA CHE PUO’ ELIMINARE

UNA VOLTA PER TUTTE IL
POTERE DELLE LOBBYES…

MUSSOLINI C’AVEVA VISTO GIUSTO,

MA PURTROPPO I CENTRI DI POTERE SONO SEMPRE QUELLI,

E METTITI A SCHERZARE CON MASSONERIA, ALTA FINANZA,

E CON I BANCHIERI STROZZINI,

OLTRE CHE CON
QUALCHE UTOPISTA COMUNISTA…” Un anonimo

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Terza via è una definizione che si riferisce a un’alternativa alle
due classiche teorie economiche del capitalismo e comunismo,
elaborata agli inizi del XX secolo come sistema economico a sé stante
e diverso da entrambi.
In precedenza le alternative alle due maggiori
teorie erano rappresentate dalla mescolanza di alcuni punti di
ciascuna di esse, sotto il nome (solitamente) di Socialdemocrazia.

Dopo la fine della prima guerra mondiale,

i fautori della nuova teoria economica si riunirono a congresso..

presso piazza San Sepolcro a Milano,

dalla quale il movimento prese il nome di Sansepolcrismo,
elaborando il “programma di Piazza San Sepolcro”

dal quale nacque il fascismo.

La constatazione di partenza fu che che le normali democrazie

fossero in realtà effettivamente partitocrazie plutocratiche manovrate dalla massoneria,

da considerarsi dunque all’ opposto rispetto al
significato letterale di “democrazia”.

Obiettivo dei congressisti fu …
un sistema politico che più si avvicinasse all’ ideale ateniese
di “democrazia”.
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« Il fascismo è un metodo, non un fine;
una autocrazia sulla via della democrazia »

(Benito Mussolini, dall’ intervista concessa all’ inviato del Sunday
Pictorial di Londra il 12 novembre 1926[1])
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”Il più rilevante difetto che riscontrarono nella democrazia
è il paradosso insito in se stessa,

ovvero se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico,

la democrazia cesserebbe di esistere.

Tuttavia se si opponesse cesserebbe di essere democrazia…

in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza.

Quindi sostenevano che in pratica la democrazia non può esistere, è solo una teoria utopica.

Per entrambi i casi dell’ esempio si citano come validi

gli esempi dei colpi di stato di tipo sudamericano anche allora esistenti.

In secondo luogo si puntualizzò un fattore semantico troppo spesso volutamente frainteso:

le parole “democrazia” e “libertà” non sono sinonimi.

Molto spesso il travisamento della semantica porta a pensare

che gli antidemocratici siano contrari alla libertà.

In realtà si presume che nessuno si dica contrario alla libertà (se non in ambito restrittivo giudiziario).

Ogni sistema politico può essere democratico o non democratico.

In ogni sistema politico può esserci libertà oppure non esserci.

Ma queste due parole non necessariamente vanno di pari passo.

In un sistema può esserci democrazia senza libertà, e può esserci libertà senza democrazia.

Quindi secondo i sansepolcristi ..le dittature di tipo sudamericano altro non sono

che fasi in cui democraticamente

la maggioranza della popolazione desidera che il sistema partitico venga sospeso.

Viene ripristinato…allorquando democraticamente.. la maggioranza pende nell’ altro senso.
Questo discorso non avrebbe dovuto valere per la nascente “Terza via”,

impostandola sul superamento del sistema partitocratrico…

nella consapevolezza che per i problemi di una nazione

non esistono
soluzioni valide una quanto l’ altra a seconda dei punti di vista

(o meglio del punto di vista del partito a cui si appartiene)

ma una soltanto migliore su tutte.

« Nessuno vorrà gabellare per “rivoluzionario” il complesso dei
fenomeni sociali che si svolgono sotto i nostri occhi. Non è una
rivoluzione quella che si attua, ma è la corsa all’abisso, al caos,
alla completa dissoluzione sociale.

Io sono reazionario e rivoluzionario, a seconda delle circostanze.

Farei meglio a dire -se mi permettete questo termine chimico… che sono un reagente.

Se il carro precipita, credo di far bene se cerco di fermarlo;

se il popolo corre verso un abisso… non sono reazionario..se lo fermo, anche con la violenza.

Ma sono certamente rivoluzionario quando vado contro ogni superata rigidezza conservatrice

o contro ogni sopraffazione libertaria.

I peggiori reazionari in questo momento sono, per il Fascismo e per la storia,

coloro che si dicono rivoluzionari, 

mentre i Fascisti, tacciati cretinamente di “reazionari”,

sono in realtà….
”coloro che eviteranno all’Italia la terribile fase di un’autentica reazione.”
 

Chiunque in Italia abbia il coraggio di fronteggiare le degenerazioni della sovversione e non,

corre il pericolo di essere bollato come reazionario;

ma poiché tali degenerazioni esistono..e poiché il coraggio di fronteggiarle..

lo abbiamo dimostrato seminando anche di nostri morti le piazze d’Italia…

noi abbiamo la spregiudicata disinvoltura di sorridere..

se ci chiamano reazionari.  

Io non ho paura delle parole.

Se domani fosse necessario, mi proclamerei il principe dei reazionari.  

Per me tutte queste terminologie di
destra, di sinistra, di conservatori, di aristocrazia o democrazia,
sono vacue terminologie scolastiche.

Servono per distinguerci qualche volta o per confonderci, spesso »

(Benito Mussolini, dal discorso tenuto al senato il 27 novembre 1922)
[1])
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E la Terza via ….secondo i suoi fondatori.. avrebbe dovuto rappresentare
una forma di governo al di sopra delle divergenti opinioni dei partiti.

Questo certamente contrasta con la creazione di un partito,
quale il congresso si proponè alla fine.

Ma essendo esso inserito in una nazione avente forma di governo partitica

era necessaria tale entità onde poter ottenere il potere, salvo poi smantellarlo una volta assestato.


Queste considerazioni vengono da un aspetto del sansepolcrismo,
che è riassunto nel famoso discorso di Benito Mussolini… nella frase :
« Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici,
conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti,
a seconda delle circostanze ..
di tempo, di luogo e di ambiente »che viene spesso stravolto nel significato, a volte volutamente,
 in quanto appare evidente che una persona che ambisse solamente al potere tout court non avrebbe bisogno di fondare un partito dal nulla
ma basterebbe entrasse in uno che il potere già lo detiene.

In effetti in uno stato come l’ Italia i poteri erano, allora come oggi,
molti e diversificati, e non solo la monarchia,
il che impediva un accentramento del potere in una sola persona.

 Il fascismo scaturito ..
dal congresso di piazza San Sepolcro quindi non si considerava una “crociana” esigenza temporanea,

ma un nuovo sistema politico a se stante a tutti gli effetti.

Essi ritennero di aver finalmente creato la “terza via”,la soluzione ai problemi sociali creati dal capitalismo

e a quelli di diritto e di ordine pubblico creati dal comunismo.

Una “via” applicabile in ogni luogo e ogni tempo.
…………………………………………………………………….
« I fasci italiani di combattimento non sono un partito,
ma piuttosto l’ antipartito. 

Non sono un’organizzazione di propaganda, ma di combattimento.

Più che al proselitismo, per vendere marchette,..tendono all’ azione.

Non hanno programmi immutabili.

Non si propongono di vivere all’ infinito. 

Non promettono il paradiso in terra e la felicità universale.

Nella vasta democrazia della civiltà
essi rappresentano l’ aristocrazia del coraggio.

Libertari, sono per necessità… antidemagogici. Spregiudicati, sanno andare contro corrente.
È una associazione di uomini che possono provenire da tutti gli orizzonti

perché si “ritrovano” in alcune identità o affinità ideali »

(Benito Mussolini, dal discorso tenuto alla prima adunata fascista il
6 ottobre 1919[1])
—————————————————————————————

Come è noto tuttavia il modo in cui il Partito nazionale fascista
governò l’ Italia nel ventennio poco coincise con gli ideali proposti
nel congresso di San Sepolcro,

ma questo viene addebitato proprio al freno posto da quei poteri

(Monarchia, finanza, massoneria, chiesa,militari, borghesia)

verso i quali il fascismo aveva un debito di riconoscenza

per averlo inizialmente favorito come scudo contro il bolscevismo,

e dai quali non poteva esulare data l’ influenza che
essi avevano nel sistema sociale italiano,
come poi si rivelò

prima con l’ omicidio di Giacomo Matteotti e poi con i fatti del 25 luglio 1943.

Solamente nella sua fase crepuscolare della Repubblica sociale italiana

una volta fuori gioco molti di quei poteri ostracisti

si potè proporre argomentazioni più ardite. 

I cardini su cui si rifondò la politica fascista riprendendo le posizioni del sansepolcrismo
furono originati dal sincretismo tra teorici comunisti quali Nicola
Bombacci, economisti eretici quali Giuseppe Spinelli e Giuseppe
Solaro, politici quali Angelo Tarchi e Stanis Ruinas, e un poeta,
Ezra Pound.

Essi furono:
* Socializzazione
* Corporativismo
* Fiscalità monetaria
……………………………………………………………………………….
« I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari..

le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico.. si chiamerebbero “di sinistra”;

le nostre istituzioni sono conseguenza diretta dei nostri programmi;

il nostro ideale è lo Stato del Lavoro.

 Su ciò non può esserci dubbio:

noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo.

Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo.

Se questo è vero, rivolgersi alla borghesia agitando il pericolo rosso è un assurdo.

Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta,

viene da destra.

A noi non interessa quindi nulla di avere alleata,

contro la minaccia del pericolo rosso, la borghesia capitalista:

anche nella migliore delle ipotesi… non sarebbe che un’alleata infida,

che tenterebbe di farci servire i suoi scopi, come ha già fatto più di una volta con un certo successo.

Sprecare parole per essa è perfettamente superfluo.
Anzi, è dannoso, in quanto ci fa confondere,

dagli autentici rivoluzionari di qualsiasi tinta,

con gli uomini della reazione di cui usiamo talvolta il linguaggio »

(Benito Mussolini, Milano, 22 aprile 1945[2])
———————————————————————————
Ma a causa delle vicende della seconda guerra mondiale nulla fu
possibile sperimentare. La Repubblica sociale italiana scomparve e
con essa ogni velleità di “terze vie”, il cui progetto fu portato
avanti nel dopoguerra dal solo partito Movimento sociale italiano e
altri gruppuscoli.

“Ho visto quelli del camion bianco..(se lo legga Achille Serra PD..ex Prefetto)   Leave a comment


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“Ho visto quelli del camion bianco
aggredire e picchiare i ragazzini”

“Perché il mezzo carico di bastoni è stato lasciato entrare?”

Pubblichiamo la testimonianza di Elena, professoressa precaria di tedesco.

Elena (il cognome ci è noto) era in piazza Navona la mattina degli scontri

e ha assistito all’intero svolgimento della contestata vicenda. Sono arrivata a Piazza Navona verso le 10.00.

La zona era presieduta da numerosa polizia e altrettanto numerosi carabinieri, Corso Rinascimento era inaccessibile.La piazza era piena di ragazzini intorno ai 15 anni.

Moltissimi erano pigiati nella stradina della Corsia Agonale che sta proprio davanti a Palazzo Madama. Sembrava di essere su un autobus all’ora di punta.Mi sono messa tra una panchina di marmo e un lampione, guardando il Senato;

davanti a me, di lato a sinistra, il camion dei Cobas, che erano lì come annunciato.Non mi piaceva l’atmosfera, gli slogan che sentivo erano privi della freschezza delle ultime manifestazioni.Alla mia destra vedevo un camioncino bianco che cercava di arrivare proprio alla fine di Corsia Agonale. Sul tetto del camioncino bianco c’erano ragazzi più grandi.

Non studenti medi, alcuni sui trenta.

Avevano il microfono e molti di loro videocamere.

Ricordo perfettamente una biondina, giovanissima, che filmava tutto. Voci rauche e dure. Occhiali a specchio.Dall’altro camion qualcuno improvvisamente ha urlato che stavano caricando.

Ho pensato: “La polizia” e ho cercato di calmare le ragazzine che erano intorno a me,

dicendo loro di non mettersi a correre, che si sarebbero fatte male.

Non mi hanno (giustamente) dato retta e mi hanno scaraventato, cadendomi addosso e in parte calpestandomi, sulla panchina.

Liberata dai corpi che mi stavano addosso, mi sono alzata e li ho visti schizzare intorno a me:

ragazzi con il viso coperto e scoperto che con cinghie e fibbie di ferro

picchiavano chiunque capitasse loro a tiro. Alcuni di loro usavano i caschi.

Ho visto un ragazzo a terra preso a pugni e calci da un gruppo.

L’ho visto riuscire ad alzarsi e scappare con il sangue che gli colava dal viso,

mentre continuavano a prenderlo a cinghiate. T

remavo come una foglia. Ho iniziato a urlare di smetterla. Vicino a me un’altra signora, mia coetanea, chiedeva chi fossero quei picchiatori.
Ho urlato: “Ma dov’è la polizia? Stanno picchiando dei bambini!!”.Dopo è tornata una calma strana.

Me ne sarei voluta andare, ma vedendo solo sparuti adulti in quella piazza di adolescenti, non me la sentivo: se dal camioncino bianco avessero attaccato di nuovo, almeno un paio di adulti avrebbero dovuto provare a fermarli.Gli aggrediti, soprattutto le ragazzine, avrebbero voluto mandarli via.

Ho cercato per quello che potevo di calmarle.

Avevo paura, per loro e per me: i ragazzotti del camioncino ci avrebbero massacrati.Così è trascorsa un’ora. Surreale.

Dal camioncino bianco venivano slogan pesanti, volgari.

Mi chiedevo: “Come è possibile che restino qui, che nessuno faccia nulla?”Davanti a me un via-vai particolare:

alcuni signori in giacca e cravatta, cinquantenni, uno dei quali con difficoltà di deambulazione e accompagnato da una signora elegante, in pantaloni, completo scuro, provenendo dalla sinistra della piazza, andavano dai ragazzi del camioncino e parlavano con loro.

Il signore e la signora mi saranno passati davanti almeno tre volte.

Poi ne sono arrivati una decina, in processione, vestiti sportivi, tra i quaranta e i cinquanta.

Avevano walkie-talkie.

Hanno parlato con i giovanotti del camioncino bianco e poi se ne sono andati.

Dopo poco è arrivata un’autombulanza vuota, dalla destra della piazza,

che si è messa dietro il camioncino bianco, che piano piano è partito e, superando il camion dei Cobas, se ne è andato, seguito da una trentina di ragazzi che urlavano.

Dietro di loro l’autombulanza vuota.Ho pensato: “Finalmente se ne vanno, scortati”.

Mi sono diretta verso Corso Vittorio Emanuele per tornare a casa e ho visto arrivare un corteo.

In soccorso dei picchiati di prima, ho pensato. Ho urlato: “Quei violenti se ne sono andati!!”.

Ma poi da lontano ho visto che non erano stati mandati via del tutto.

Erano stati solo spostati dall’altro lato della piazza.


Cosa è successo dopo è noto.Mi chiedo:
– Come è stato possibile che in Piazza Navona, piena di ragazzini e ragazzine pacifiche,

sia un camioncino pieno di bastoni e spranghe?

Perché la polizia che pure aveva blindato la zona non ha controllato?- Perché le forze dell’ordine non sono intervenute

mentre degli adolescenti inermi venivano picchiati da energumeni con cinghie e caschi?- Chi era il signore in giacca e cravatta con un evidente problema di deambulazione,

accompagnato da signora in completo scuro,

che più volte e per lungo tempo si è intrattenuto con i giovani del camioncino bianco?- Chi erano gli altri signori, vestiti sempre con giacca e cravatta,

che pure hanno conversato con loro?- Chi erano i signori con i walkie-talkie?- Perché è stata mandata un’autombulanza in piazza per scortare il camioncino bianco

e i giovani che stavano nelle sue immediate vicinanze,

ma alla fine non è stato fatto uscire del tutto?
(1 novembre 2008)

Pubblicato 1 novembre 2008 da sorriso47 in Popoli e politiche

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