Dietro l’attentato a Mumbay,India, ..la medesima regia dell’11 settembre 2001 (inside job…lavoro interno)   Leave a comment


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Lo ha riferito persino il Corriere: il 28 novembre, mentre l’attacco terroristico a Mumbai era in pieno corso, il presidente pakistano Zardari ha ricevuto una telefonata  di aperta minaccia dal ministro degli Esteri indiani Pranab Mukherjee: o meglio, da qualcuno che fingeva di essere il ministro indiano. L’imitatore, in tono estremamente aggressivo, minacciava immediate azioni militari se il governo di Zardari non stroncava subito le formazioni terroriste nel Paese (1).

Per questo motivo il Pakistan – in quelle ore di tensione e di incertezza – ha posto le forze armate allo stato di allarme massimo; ha inviato a Washington l’avvertimento che diceva: se il Pakistan si sente minacciato, ritirerà i 120 mila uomini che ha impegnato sul confine afghano per la «lotta al terrorismo» e li schiererà sulla frontiera con l’India. Soprattutto, è stato a motivo di quella telefonata che il Pakistan ha cancellato la sua offerta di mandare il capo dell’ISI in India per collaborare alle indagini, mossa di conciliazione.

La telefonata ha dunque ottenuto almeno uno scopo: far apparire il Pakistan arrogante e complice, palesemente dalla parte del torto. Ma l’imitatore tendeva chiaramente a un esito molto più grave: far scoccare la scintilla fra due Paesi nucleari.

In seguito, si è detto che lo stesso imitatore avrebbe cercato di contattare anche Condoleezza Rice, ma che «gli specifici schemi di verifica adottati dagli USA hanno impedito che la telefonata passasse», raggiungendo la Rice. Poi la Rice, allertata dai pakistani, avrebbe chiamato Mukherjee in piena notte per chiedergli ragione di quella telefonata così aggressiva; e il ministro indiano sarebbe caduto dalle nuvole.

leggi tutto)

Ex capo dell’ISI: Mumbai e 11/9 sono entrambi casi di terrorismo di Stato – 9/12/08

(Dal sito Megachip in copyleft)
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Il generale Hamid Gul, ex capo dei servizi pakistani ISI,

ha riferito ieri alla CNN che

sia gli attacchi di Mumbai sia l’undici settembre

sono state entrambe operazioni pilotate all’interno del sistema (“inside jobs”),

con grande dispiacere dell’ospite e luminare del CFR  Fareed Zakaria, il quale ha detto agli

spettatori che le opinioni di Gul sono «assolutamente errate e completamente screditate». 

«Quando si esamina l’intero spettro delle possibilità su chi può averlo commesso, allora ci si

accorge che quello del Samjhauta Express*  era un caso simile, per il quale furono

accusati i servizi pakistani ISI. Ma si è scoperto che erano gli stessi militanti hindu ad aver

ucciso 68 passeggeri di quel treno, e che era un lavoro pilotato dall’interno». ha detto Gul.

«Ora il colonnello Srikant Purohit, che è un ufficiale in servizio dell’esercito, è stato beccato

in questo caso particolare e l’intera storia si è capovolta. Perciò si tratta ovviamente di

un’operazione pilotata dall’interno.»La rivelazione che Mukhtar Ahmed, «ufficiale di polizia antiinsurrezione che potrebbe avereagito in una missione sotto copertura » per conto delle autorità indiane, è stato arrestato per

avere acquistato illegalmente schede di cellulari usate dai terroristi di Mumbai, insieme con i

numerosi allarmi dell’intelligence comprovanti che il metodo, l’arrivo e gli obiettivi

dell’attacco erano tutti ben conosciuti in anticipo, dimostrano che Gul ha ragione ad asserire

che i terroristi non sarebbero potuti riuscire a mettere a segno una tale carneficina senza

l’aiuto di elementi all’interno.Alla domanda di Zakaria «Qual è la sua impressione su chi abbia commesso o perpetrato gliattacchi dell’11 settembre?»,

Gul ha risposto: «Be’, le mie posizioni sono ben note e ho detto

che sono stati i sionisti o i neocon. È opera loro.

È stata un’azione pilotata dall’interno.

E volevano andare alla conquista del mondo.

Hanno visto questa come una ‘finestra di opportunità’,

quando il mondo islamico se ne stava prostrato,

la Russia era ancora al di là dell’orizzonte

e la Cina non era ancora il gigante economico che poi è diventato.

E hanno pensato che quello fosse un buon momento per andare e riempire il vuoto in quelle

aree strategiche, che ancora si trovavano a essere senza alcuna presenza americana.

E, ovviamente, per controllare il rubinetto energetico del mondo.

Oggi è il Medioriente, in futuro sarà l’Asia Centrale», ha concluso Gul.Gul ha puntualizzato a Zakaria che la prova che l’11 settembre sia stato pianificato da OsamaBin Laden e realizzato da Al-Qā‘ida non è emersa

e che quegli eventi sono ancora «avvolti nel mistero».
«Tantissima gente ha un sacco di cattivi presentimenti su questo. E non sono solo io. Credo

che tantissima gente in America la penserebbe allo stesso modo. Ci sono scienziati, studiosi

 che hanno scritto articoli su ciò» ha aggiunto Gul, appellandosi al presidente eletto Barack

Obama affinché istituisca una nuova commissione che indaggi sugli attentati. Gul ha detto

che gli attacchi sono stati pianificati in America da gente che ha un’agenda pericolosa che ha

 «messo il mondo sottosopra».Dopo la pausa pubblicitaria, Zakaria, direttore di «Newsweek»,esponente di punta del Consiglio per le Relazioni Internazionali

e membro del direttivo della Commissione Trilaterale, ha detto agli spettatori:

«Alcune delle visioni del generale Gul sono semplicemente false.

C’è una montagna di prove sull’11 settembre che confutano le sue asserzioni»,

ma Zakaria si è guardato dal citarne anche una sola.Zakaria è stato quindi raggiunto dall’esperto di contro-insurrezione David Kilcullenche ha detto che gli attacchi di Mumbai

recano tutti i segni distintivi di una «azione clandestina

o di una attività nello stile delle operazioni coperte»,

ma una volta incalzato su questo punto

ha rifiutato di coinvolgere direttamente il Pakistan negli attacchi.

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Pubblicato 12 dicembre 2008 da sorriso47 in giornalisti, Popoli e politiche

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