Re: la crociata della Carfagna contro le prostitute   Leave a comment


carfagna51.jpg 

(inviato da unatipa al Sole 24 ore il 24 settembre 2008)

 

credo che per il problema della prostituzione per strada

la soluzione dovrebbe avere la completezza che la renda efficace, sgombrando il campo alle inutili ipocrisie:

che senso ha vietare la prostituzione in strada

senza regolamentare la prostituzione in casa?

anni di democrazia cristiana non ci hanno insegnato nulla?

per rendere efficace una legge è sempre necessario che,

oltre alla parte sanzionatoria,

vi sia una parte che tocchi l’interesse del cittadino verso cui si rivolge la legge: se il governo vuole realmente evitare la prostituzione in strada,

deve regolamentare quella in casa…

permettendo tutta una serie di regole che divengano garanzia per le lavoratrici stesse.
permettere l’esistenza di cooperative,

solo sotto questa forma, potrebbe permettere a chi decide di fare il mestiere più antico del mondo,

di uscire dal controllo di chi sfrutta la prostituzione.
inoltre si potrebbero inserire le regolamentazioni sanitarie

necessarie alla salute di offre e riceve il servizio,

senza dimenticare l’importanza che la legittimazione

permetterebbe al controllo ed alla segnalazione di abusi nei confronti dei minorenni.Tutto il resto é pura demagogia, carfagna compresa..

ma del resto non riconosco alla carfagna molta autonomia di pensiero, proprio per l’assenza di substrato storico politico

indispensabile a chi deve poter avere un minimo di autorevolezza

quando si impegna in un percorso ministeriale,

altrimenti rischia di divenire marionetta di chi in quel posto la ha posta.ogni altra argomentazione riguardante la carfagna

sia per la sua vita privata che per le sue esternazioni inopportune o meno .. le trovo fumo negli occhi di chi, sentendosi di sinistra,

focalizza la propria attenzione sul dito..

che il governo pone davanti ai nostri occhi..

e non verso la luna che indica.del resto valuto la libertà un diritto anche quando le opinioni ed i gesti possono non essere condivisibili.

sono anni che Berlusconi utilizza piccoli espedienti come le corna, le frasi inopportune alla giornalista con putin, le esternazioni discutibili, per distogliere l’attenzione dai problemi del paese.. e sono anni che i duri e puri gli vanno dietro come i topolini nella favola del pifferaio..

 

manifestazione.jpg

Roma, manifestazione contro il ddl delle Pari opportunità
di prostitute, gay, trans, operatori di strada e associazioni

“Difendi la tua lucciola di quartiere”


In piazza contro il ministro Carfagna

Slogan contro premier e sindaco di Roma:

“E’ la loro morale che inquina le strade”
Grillini:

“Il governo vuole mettere le mani anche nelle mutande degli italiani”

“Sono una puttana” e “Difendi la tua lucciola di quartiere”.

Sono alcuni degli slogan apparsi su adesivi e spillette

nella manifestazione ‘Adeschiamo i diritti’

che in piazza Farnese, a Roma, ha visto lavoratrici e lavoratori del sesso dire no al ddl sulla prostituzione del ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna.In centinaia, tra prostitute, gay, trans, operatori di strada e sostenitori del terzo settore di diverse matrici culturali, laiche e cattoliche, hanno protestato oggi a Roma contro la politica del governo Berlusconi, che, come ha affermato l’ex deputato Franco Grillini, ora “vuole mettere mano anche nelle mutande dei cittadini”.

Tra ombrelli rossi simbolo dei sex workers, spillette con su scritto fieramente “Sono una puttana” (andate letteralmente a ruba) e adesivi, i manifestanti hanno srotolato anche alcuni striscioni contro il presidente del Consiglio e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, (“E’ la loro morale che inquina le strade”) e hanno dato alcuni numeri sull’Italia: “9 milioni gli uomini che comprano sesso, contro le 70 mila prostitute”. Infine bandiere anticlericali: “No Vat, più autodeterminazione, meno Vaticano”.

Nel pomeriggio sono state diffuse anche delle t-shirt con una foto, dell’ormai celebre calendario dell’allora soubrette Mara Carfagna, sottotitolata: “Che orrore vendere il proprio corpo”. Il segretario dell’associazione radicale ‘Certi diritti’, Sergio Ravasio, dal palco-appartamento (“per fa vedere ciò che si vuole
nascondere”), allestito in piazza Farnese, ha urlato più volte “vergogna” alla titolare delle Pari Opportunità. “Non sono un moralista – ha detto – ma il ministro Carfagna dovrebbe essere più coerente. Dire in tono ripugnante che non bisogna vendere il proprio corpo, quando in passato ha posato per calendari”.

Tra i presenti in piazza anche Paola Concia, del Pd, secondo la quale il ministro Carfagna “dovrebbe smettere di fare solo cose di facciata” e l’europarlamentare Vittorio Agnoletto (Prc), per il quale il Parlamento italiano “dovrebbe aprire l’aula ai rappresentanti dei sex workers affinché possano discutere e approvare una loro carta dei diritti, come è stato fatto nel Parlamento europeo”.


Proprio la mancanza di una interazione e di un confronto, in particolare, con il mondo degli operatori sociali e delle associazioni impegnate sul campo. è stato denunciato da più parti nel corso della manifestazione: “C’è una grande mancanza di rispetto e il totale disconoscimento di anni di lavoro”, ha detto Pia Covre, segretario del comitato per i diritti delle prostitute. Ha rincarato la dose Porpora Marcasciano del Movimento italiano transessuali (Mit): “Chiediamo che venga garantito alle trans il diritto alla sicurezza, alla dignità e alla sopravvivenza”.
Duro l’affondo di don Antonio Zappolini, vicepresidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca): “Nessuno di noi è stato consultato da questo governo che, come in tanti altri campi, non ha nessuna idea della sussidiarietà né del coinvolgimento della società civile”. Senza contare, osservano i promotori della manifestazione (tra gli altri, Arci, Asgi, circolo Mario Mieli, Carta, l’associazione radicale Certi diritti) che il ddl fa leva sulle paure delle persone mettendo a rischio l’incolumità di chi sta sulle strade.

Franco Grillini, presidente dell’associazione Gaynet, ha affermato che il governo si sta intromettendo troppo nella vita degli italiani e che “ora vuole mettere le mani anche nelle loro mutande”. Ha poi fatto notare le contraddizione interne del ddl: “Consentire la prostituzione al chiuso significa legittimarla e il Vaticano questo non lo vuole. Quindi questa legge non potrà passare, a meno che la prostituzione non venga criminalizzata totalmente, consegnandola alla criminalità organizzata”.

(13 dicembre 2008)

(galleria foto)

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Pubblicato 14 dicembre 2008 da sorriso47 in Attualità, Società e costume

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