Perche’ HAMAS ha rotto la tregua..   Leave a comment


Vedo che la domanda è insistente nei media. Il via l’ha dato naturalmente Tzipi Livni: «Hamas non vuole la pace». E tutti a ripetere: perchè Hamas non vuole la pace? Basta così poco; invece, sono ostinati, questi terroristi…Per questo riposto qui il commento dell’ottimo amico Miguel Martinez, già postato da un lettore.
Questo articolo spiega perchè Hamas «non fa la pace». Rileggete quello che gli ebrei stanno facendo, in queste ore, non a Gaza, ma in Cisgiordania.
In Cisgiordania c’è la «pace»; lì non governa Hamas, ma Abu Mazen e Fatah, che hanno fatto «pace» con Israele. Ebbene, ecco come gli israeliani intendono la pace:«… i soldati israeliani sono entrati in tutte le piccole isole della cosiddetta autonomia palestinese in Cisgiordania, dove hanno sequestrato autobus, bloccato centri commerciali e chiuso una scuola per ragazze e un’associazione che distribuisce cibo ai poveri. Hanno anche chiuso un centro medico a Nablus, impossessandosi dei computer, del denaro e dei mobili. Dice HaaretzLe istituzioni vicine a Hamas che sono state colpite finora comprendono scuole, centri medici, centri di beneficienza e persino mense popolari e orfanatrofi. Decine di associazioni sono state chiuse e il cibo sequestrato.Il cibo degli orfanotrofi sequestrato…».Ecco che cosa ci si guadagna a fare la «pace» con Sion. Si deve accettare, per la «pace», che SS (soldati sionisti) armati facciano irruzione quando vogliono loro in scuole, ospedali, centri medici e sociali, e rubino computers, denaro, mobili; che sequestrino il cibo delle mense e degli orfanatrofi.

E il mondo ha la faccia di chiamare questo Stato «l’autonomia palestinese».

Israele non ha mai voluto la «pace». Ha sempre mandato a monte tutti i tavoli, rigettato ogni compromesso, appena la «pace» concordata si profilava. Israele  non riconosce nessuna «autorità» palestinese come controparte legittima: Hamas o Fatah, non fa differenza. Li tratta come bestie, e li vuole solo come servi tremanti; tiene tutti, quelli che hanno fatto «la pace» come quelli che non la fanno, sotto il suo tallone spietato.

Quello a cui mira è la pulizia etnica, l’epurazione razziale: sulla terra sacra, ci devono stare solo gli ebrei, tutti gli arabi devono essere respinti fuori.
Questa è la verità, il resto sono chiacchiere e fumo di propaganda.


Gaza: la strage di Hanukkah
di Miguel Martinez
Kelebek
«Quello che stanno facendo a Gaza, la ciliegia rosso sangue sulla torta dopo due anni di embargo e bombardamenti, lo sapete tutti.Sabato scorso era una delle festività più sacre del calendario ebraico – lo Shabbat di Hanukkah. Per poter compiere la strage di Gaza, Ehud Barak ha dovuto chiedere una dispensa speciale dai rabbini. Non so perché sia stata scelta una data così particolare, per un attacco preparato da ben sei mesi, come rivela Haaretz. Lo stesso nome dell’operazione, ‘piombo fuso’, si riferisce ai dreidel o dadi con cui i bambini giocano a Hanukkah, e che il poeta sionista H.N. Bialik invitava a costruire usando il ‘piombo fuso’.La strage di Hanukkah è stata preparata da due gesti: la promessa di riaprire, in parte, il valico di Eretz, che doveva servire per ingannare i palestinesi; e un attacco contro 36 organizzazioni islamiche in Cisgiordania.Le organizzazioni colpite non erano militari, ma sociali: mentre gli uomini del regime golpista di Abu Mazen pensano a costruirsi ville con gli aiuti europei, Hamas in Cisgiordania continua a organizzare i servizi sociali, nonostante una raffica di arresti.

A seguire ‘Gaza’ di José Saramago.

Distruggere questa rete di servizi sociali serve sia a togliere consensi a Hamas, che a rendere ancora più miserabile la vita dei nativi palestinesi e promuoverne così l’emigrazione.

Così, i soldati israeliani sono entrati in tutte le piccole isole della cosiddetta autonomia palestinese in Cisgiordania, dove hanno sequestrato autobus, bloccato centri commerciali e chiuso una scuola per ragazze e un’associazione che distribuisce cibo ai poveri. Hanno anche chiuso un centro medico a Nablus, impossessandosi dei computer, del denaro e dei mobili. Dice Haaretz

‘Le istituzioni vicine a Hamas che sono state colpite finora comprendono scuole, centri medici, centri di beneficienza e persino mense popolari e orfanatrofi. Decine di associazioni sono state chiuse e il cibo sequestrato’.

Il cibo degli orfanotrofi sequestrato…

A volte, l’immensità di quello che stanno facendo ai nativi palestinesi si coglie meglio attraverso piccole cose come questa.

Non riesco a visualizzare un palazzo che viene giù, con i miei figli dentro.

‘I parenti cercano tra i cadaveri e i feriti, per seppellire presto i morti. Una madre i cui tre bambini sono stati uccisi, e che giacciono l’uno sopra l’altro, nell’obitorio, grida, urla di nuovo e poi tace’.Oppure il padre che deve portarsi a casa il cadavere del bambino di sette anni in una scatola di cartone, perché all’obitorio hanno finito le lenzuola…Ma riesco – appena – a immaginarmi cosa voglia dire vivere per tre anni sotto l’impatto del boom sonico: in ore sempre diverse, ma preferibilmente in piena notte, i jet israeliani che sorvolano Gaza simulano, superando il muro del suono, il rumore di tremende esplosioni – un rumore talmente forte da far abortire le donne o da far saltare le vene nel naso, rompere i vetri o far crollare tetti.Tre anni fa, per un errore tecnico, quello che è la vita quotidiana dei nativi palestinesi diventò per un unico attimo un incubo anche dei dominatori:

‘L’esercito fu costretto a chiedere scusa quando un boom sonico fu udito per centinaia di chilometri dentro Israele la scorsa settimana. Il quotidiano Maariv lo descrisse come ‘il suono di un pesante bombardamento. Il rumore che scosse i cieli israeliani è stato spaventoso. Migliaia di cittadini sono saltati fuori dai loro letti, colti dal panico, e molti di loro hanno telefonato preoccupati alla polizia e ai vigili del fuoco. Le centrali telefoniche di Tel Aviv e dei distretti centrali ricevettero tante chiamate che non riuscirono più a funzionare’.Il governo israeliano ha avuto la delicatezza di mandare il ministro degli Esteri al Cairo, la capitale dei suoi complici nell’embargo a Gaza, per avvisare Hosni Mubarak della prossima strage».


Rispondo qui anche ad un lettore, alessio …, 29 dicembre, 2008 19:54.«Salve, mi spiegate perchè gli altri Paesi arabi non aiutano Gaza? Non è possibile che sia solo la paura per la forza di Israele perchè ricordo che
la Libia aveva inviato ultimamente una nave di aiuti
».
Prima di tutto, certo, è per paura di Israele. Nessuno Stato islamico dispone nemmeno lontanamente della forza militare, del volume di fuoco, dei mezzi di Israele. Stiamo parlando della quinta potenza militare del mondo, affiancata in modo incondizionato alla superpotenza USA, con 200 testate nucleari e i missili di lungo raggio per lanciarle; e che arde dalla voglia di incenerire qualcuno dei suoi «nemici», per provare la sua «deterrenza»; che, inoltre, ha già dimostrato la sua spietatezza distruttiva.E’ strano come nessuno ricordi che solo due anni fa Israele ha devastato il Libano dalle fondamenta; come un anno fa
la Siria è stata bombardata. Ogni anno o due, Israele aggredisce qualche vicino, qualche gruppo comparativamente inerme, e poi lo accusa di non volere la pace.

L’Egitto, che in anni lontani provò ad opporsi militarmente a Israele, ha subito diverse sconfitte schiaccianti, vere e proprie stragi del suo povero esercito rappezzato e invecchiato.

La seconda risposta alla domanda di Alessio è: i regimi «arabi» sono in mano a cricche di miliardari corrotti, che badano anzitutto a perpetuare il potere della propria cricca, kabila, tribù. Sanno di non avere alcun seguito popolare, e non hanno alcuna voglia di  mettere a rischio il loro regime, e l’«amicizia» degli americani (di cui sono satelliti), per un tentativo di difesa dei palestinesi che non sono loro cittadini o sudditi, sapendo che un tentativo del genere finirebbe con la rovina e la disfatta. Basta pensare ai monarchi sauditi e agli emiri del petrolio.

Per di più, i regimi che si dichiarano «religiosi», ipocriti, temono Hamas più degli ebrei; temono la diffusione di un islamismo non controllabile. Inoltre sono sunniti, e vedono con allarme la presa dell’Iran sciita su Hamas, su Hezbollah, sulla Siria.

La Libia ha mandato una nave di aiuti? Non so dire che fine abbiano fatto questi aiuti. Sono arrivati?

Mentre scrivo, c’è una nave di soccorritori internazionali, «The Dignity», che sta cercando di raggiungere Gaza con tre tonnellate di medicinali, ed è sottoposta al fuoco di navi israeliane in acque internazionali; cinque o sei navi da Guerra di Sion stanno sparando munizioni «vive», e impediscono alla Dignity non solo di arrivare a Gaza, ma anche di riparare in Egitto o in Libano.  La nave attaccata non ha abbastanza carburante per tornare a Cipro, da cui è partita.

A bordo di Dignity ci sono 15 civili, di 11 nazioni diverse (1).hamas_pace11.jpg


L’equipaggio della «The Dignity» salpato da Cipro


Eccone la lista:UK) Denis Healey, Captain
Captain of the Dignity, Denis has been involved with boats for 45 years, beginning with small fishing boats in
Portsmouth. He learned to sail while atschool and has been part of the sea ever since. He’s a certified yachtmaster and has also worked on heavy marine equipment from yachts to large dredgers. This is his fourth trip to
Gaza.
(Greece) Nikolas Bolos, First Mate
Nikolas is a chemical engineer and human rights activist. He has served as a crewmember on several Free Gaza voyages, including the first one in August.
(Jordan) Othman Abu Falah
Othman is a senior producer with Al-Jazeera Television. He will remain in
Gaza to report on the ongoing military onslaught.
(Australia) Renee Bowyer
Renee is a schoolteacher and human rights activist. She will remain in
Gaza to do human rights monitoring and reporting.
(Ireland) Caoimhe Butterly
Caoimhe is a reknowned human rights activist and Gaza Coordinator for the Free Gaza Movement. She will be remaining in
Gaza to do human rights monitoring, assist with relief efforts, and work on project development with Free Gaza.
(Cyprus) Ekaterini Christodulou
Ekaterini is a well-known and respected freelance journalist in
Cyprus. She is traveling to
Gaza to report on the conflict.
(Sudan) Sami El-Haj
Sami is a former detainee atGuantanamo
Bay, and head of the human rights section at Al-Jazeera Television. He will remain in
Gaza to report on the ongoing military onslaught.
(UK) Dr. David Halpin
Dr. Halpin is an experienced orthopaedic surgeon, medical professor, and ship’s captain. He has organized humanitarian relief efforts in
Gaza on several occasions with the Dove and Dolphin. He is traveling to
Gaza to volunteer in hospitals and clinics.

(
Germany) Dr. Mohamed Issa
Dr. Issa is a pediatric surgeon from
Germany. He is traveling to
Gaza to volunteer in hospitals and clinics.

(UK/Tunisia) Fathi Jaouadi
Fathi is a television producer and human rights activist. He will remain in
Gaza to do human rights monitoring and reporting.

(
USA) Cynthia
McKinney
Cynthia is a former U.S. Congresswoman from Georgia, and the 2008 Green Party presidential candidate. She is traveling to
Gaza to assess the ongoing conflict.

(
Cyprus) Martha Paisi
Martha is a senior research fellow and experienced human rights activist. She is traveling to
Gaza to do human rights work and to assist with humanitarian relief efforts.

(
UK) Karl Penhaul
Karl Penhaul is a video correspondent for CNN, based out of
Bogotá, Colombia. Appointed to this position in February 2004, he covers breaking news around the world utilizing CNN’s new laptop-based ‘Digital Newsgathering’ system. He is traveling to
Gaza to report on the ongoing conflict.

(
Iraq) Thaer Shaker
Thaer is a cameraman with Al-Jazeera television. He will remain in
Gaza to report on the ongoing military onslaught.

(
Cyprus) Dr. Elena Theoharous, MP
Dr. Theoharous is a surgeon and a Member of the Cypriot Parliament. She is traveling to
Gaza to assess the ongoing conflict, assist with humanitarian relief efforts, and volunteer in hospitals.

Il personaggio più noto a bordo è Cynthia McKinney, ex deputata negra Americana della Georgia: donna di straordinario coraggio, che ha chiesto pubblicamente un’indagine sull’11 settembre e che per questo è stata perseguitata dalla lobby israeliana.D’accordo, ma perchè Hamas continua a sparare quei razzi, che poi ammazzano operai arabo-israeliani?Ricordo un fatto preciso: 7 febbraio 2005.  Il giorno dopo, su pressione di Condoleezza Rice, si doveva tenere a Sharm el-Sheik in Egitto, il vertice tra Ariel Sharon e Mahmoud Abbas, ossia il capo di Fatah, Abu Mazen. Questo era parte del «processo di pace» che ha portato alla «pace» sopra-descritta in Cisgiordania, sotto il misero governo-fantoccio di Fatah. A Sharon non piaceva, gli sembrava poco; gli legava le mani per la pulizia etnica da lungo tempo progettata.Ebbene: il 7 febbraio, un giorno prima del vertice, il ministro israeliano della Difesa, Shaul Mohfaz dice alla radio dell’esercito israeliano d’aver ricevuto informazioni d’intelligence, secondo cui Hamas ed  Hezbollah avrebbero tentato di mandare a monte il vertice. In seguito a ciò, la sicurezza israeliana innalza l’allarme al grado III, un punto sotto lo stato di emergenza.

Come previsto, nel pomeriggio del 7 febbraio 2005 piovono razzi  sulla cittadina israeliana di Nahariya. Immediatamente, la polizia d’Israele  informa i media che si tratta di kathyushe sparate dagli Hezbollah dal vicino Libano.

Solo a tarda sera le fonti israeliane ammettono che la pioggia di razzi era risultato di «un errore umano», e precisamente di un test «fallito» da parte dii una fabbrica di armi israeliana che sorge nell’area. Non si trattava di kathyushe ma di obici di mortaio, sparati per prova da un poligono del glorioso Tsahal (2).Come mai l’ammissione? Sospetto che qualche ente d’intelligence americano abbia avvertito della realtà
la Rice, e che questa abbia detto a Sharon di non fare i soliti trucchi.
Posso sbagliare. Ma ho un’altra conferma.Data: 6 agosto 2006, nel pieno della guerra contro Hezbollah, e della devastazione del Libano. Alla sede della CNN, l’anchorman Howard Kurtz è in collegamento con vari commentatori e giornalisti, alcuni dei quali sul campo.

Uno di questi è Thomas Ricks, inviato del Washington Post. Alla domanda di Kurtz su quella pioggia di razzi che Hezbollah continua ad essere in grado di lanciare sul nord-Israele, benchè il suo territorio (nel sud Libano) sia in quel momento investito dall’attacco di terra israeliano che sta  spazzando tutto, Ricks risponde:

«Una delle cose che stanno accadendo, secondo analisti USA, è che Israele ha lasciato di proposito delle sacche di razzi Hezbolllah in Libano, perchè finchè sono bombardati dai razzi, possono continuare a godere di una sorta di equivalenza morale nelle loro operazioni in Libano… Penso che le perdite civili siano parte del gioco, per entrambe le parti» (3).Naturalmente, il grosso dei media occidentali ha continuato a ripetere la versione ufficiale della  storia.


1) «Urgent! Israeli navy attacking civilian mercy ship. Take action immediately!», Free Gaza,
30 dicembre 2008.
2)
Majdoline Hatoum, «Mortar mishap sparks security scare ahead of peace summit», Daily Star, giornale libanese, 8 febbraio 2005.
3) «Coverage of  war in the
Middle East», CNN, 6 agosto 2006, ore 10.
Trascrizione  della trasmissione al sito – http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0608/06/rs.01.html

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Pubblicato 30 dicembre 2008 da sorriso47 in Attualità, giornalisti, mistificazione

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