Archivio per gennaio 2009

Palestina del Passato..   Leave a comment


[kml_flashembed movie="http://it.youtube.com/v/FKYJ2WD79RE" width="425" height="350" wmode="transparent" /]

palestina-popolazione-1946.gif

“I Villaggi ebraici sono stati costruiti nel luogo di villaggi arabi.

Lei non conoscerà mai  i nomi di questi villaggi arabi, e non le dò la colpa perché nei  manuali di geografia non esistono più.

Non solo nei i libri non esistono, i villaggi arabi non ci  sono comunque.

Nahlal è sorto nel luogo di Mahlul; Kibbutz Gvat nel posto di Jibta;

kibbutz Sarid nel posto di Huneifis e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman.

Non vi è un solo luogo  costruito in questo paese che non sia di  un ex popolazione araba “.
 

 (David Ben Gurion, quoted in The Jewish Paradox, by Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99 ) 

“Dobbiamo espellere gli Arabi e prendere I loro territori”  

“We must expel Arabs and take their places.”
 

David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.

“Non dobbiamo ignorare la verità riguardo a noi stessi..

politicamente noi siamo gli aggressori e loro difendono se stessi..

La terra è di loro,perché essi la abitano,…”

“Let us not ignore the truth among ourselves …

politically we are the aggressors and they defend themselves…

The country is theirs, because they inhabit it, whereas we want to come here and settle down,

and in their view we want to take away from them their country.”

David Ben Gurion, quoted on pp 91-2 of Chomsky’s Fateful Triangle,

which appears in Simha Flapan’s “Zionism and the Palestinians” pp 141-2 citing a 1938 speech 

Annunci

Pubblicato 31 gennaio 2009 da sorriso47 in Scuola, storia

Taggato con , ,

Guantanamo addio!!   Leave a comment


[kml_flashembed movie="http://it.youtube.com/v/lDyn80GxwX4" width="425" height="350" wmode="transparent" /]

La decisione presa da Barak Obama di chiudere Guantanamo ..sta suscitando critiche da parte di taluni.. 

Il Foglio..in Italia riporta:

“ Era a Guantanamo, ora è il capo di al Qaida protetto dallo Yemen .

Obama annuncia la chiusura del carcere a Cuba, ma ancora non sa che cosa fare.

62 rilasciati sono tornati al jihad “

Non ho stima per Giuliano Ferrara.. 

Guantanamo addio

(Carla Reschia-La Stampa.it)

Ora qualcuno dirà che gli Usa saranno meno sicuri.

Ma cosa diventa uno stato che si abbassa ai sistemi di chi vuole combattere? Pro (assai di rado) e contro (quasi sempre) il carcere “speciale” di Guantanamo si è detto parecchio. E ora, se davvero come pare chiuderà, arriverà qualcuno a spiegarci che è un regalo al terrorismo internazionale. 

A dispetto delle liste, documentabili, di poveri cristi finitici per caso o per errore,

a dispetto degli attentati proseguiti senza sosta in ogni parte del globo, 

c’è chi si ostina a credere che i registi del terrore siano tutti custoditi lì,

in pigiama arancio e che questo ci renda più sicuri.

Personalmente trovo Guantanamo, la sua sola idea, un abominio.

Faccio parte di quella schiera di ingenui idealisti convinta che i “buoni” debbano essere tali davvero,

o almeno abbastanza buoni,

e che nel momento in cui adottano sistemi e metodi identici

a chi combattono la differenza tra le due parti si assottigli in modo preoccupante. 

E ogni “successo” ottenuto così sia una sconfitta della civiltà.   

Come dice Obama:

«i principi fissati dalla Costituzione devono essere rispettati non solo quando è facile, ma anche quando la situazione è dura».  Sarebbe bello tornare ad avere almeno un po’ di fiducia nell’America, chissà. 
Dal sito di Amnesty riprendo i “no” a Guantanamo espressi da personaggi per motivi diversi al di sopra di ogni sospetto di connivenza con i terroristi. Ora finalmente sono stati ascoltati.  Un’indagine dimostra l’arresto e la detenzione di personaggi secondari o del tutto estranei al terrorismoA Guantanamo, e in Afghanistan, gli Stati Uniti hanno imprigionato decine e forse centinaia di persone senza colpa. Non è una novità, lo dicono in molti, e da tempo.  

Ma fa impressione che a dirlo stavolta siano giornalisti americani della catena  

McClatchy, la stessa che nei mesi dell’invasione dell’Iraq fu l’unica negli Usa a sbugiardare la Casa Bianca sulle armi di distruzione di massa.
L’inchiesta a cui hanno lavorato per otto mesi Tom Lasseter e Matthew Schofield

ha confermato le accuse di abusi rivolte ai carcerieri dalle organizzazioni per i diritti umani. 

Ma fin qui sarebbe ancora nulla.

Secondo una certa  scuola americana e alcuni suoi simpatizzanti,

i diritti umani sono materia meno cogente quando si parla di terroristi sanguinari,

di gente che vuole farci saltare tutti per aria. Può essere opinabile, ma ha una sua logica.

Peccato che qui si parli di contadini afghani senza arte nè parte,

di criminali comuni o, se va bene, di pesci molto piccoli.

Il risultato, secondo Lasseter e Schofield, è il seguente:

«Gli Stati uniti hanno permesso ai militanti islamici di trasformare le basi prigione in altrettanti laboratori della jihad», perché «molti, arrivati senza particolari posizioni ideologiche, sono tornati in patria molto più estremisti di prima. Guantanamo per loro è diventata una scuola per la Guerra Santa».
Parlano con cognizione di causa, dopo aver intervistato 66 detenuti rilasciati, una quindicina di funzionari locali in undici paesi dalla Gran Bretagna al Pakistan ma soprattutto in Afghanistan e esperti del governo federale americano.

Non solo la maggior parte degli ex prigionieri erano comunque di basso profilo o addirittura estranei al terrorismo, ma almeno sette di loro lavoravano per il governo afghano sostenuto dagli americani al momento dell’arresto.

Lungi dall’essere «il peggio del peggio», come li aveva descritti l’amministrazione Bush,

molti di loro erano finiti dietro le sbarre sulla base di prove inconsistenti o inventate,

di vendette personali o di una delazione comprata a colpi di incentivi finanziari

reclamizzati dai volantini diffusi dalle forze armate Usa. 

Addirittura uno di questi detenuti, Mohammed Akhtiar, catturato nel 2003 in Afghanistan

e rinchiuso per tre anni a Guantanamo con l’accusa di essere coinvolto nel lancio di razzi contro le truppe Usa,

era in realtà «un amico del governo Karzai» secondo una fonte del’intelligence afghana.

Imprigionato sulla base di false informazioni che gli insorti facevano arrivare alle autorità militari americane,

Akhtiar era diventato bersaglio degli islamici detenuti con lui nella base, che gli davano regolarmente dell«’infedele» e lo prendevano a botte.
La settimana scorsa la Corte suprema statunitense ha stabilito che i 270 detenuti tuttora rinchiusi a Guantanamo godono di diritti civili e hanno quindi diritto di avere, da un tribunale ordinario, un regolare atto d’accusa.  

Una decisione festeggiata da Amnesty, che nell’occasione ha ricordato i numeri di Guantanamo

775: sono le persone rinchiuse a Guantanamo dall’11 gennaio 2002. 

10: i prigionieri che prima di essere trasferiti a Guantanamo sono stati presi in custodia da altri Paesi

senza alcun procedimento giudiziario.

L’elenco comprende Afghanistan, Bosnia ed Erzegovina, Egitto, Gambia, Indonesia, Mauritania, Pakistan, Tailandia, Emirati Arabi Uniti e Zambia. 
 

17: sono i detenuti che erano minori di 18 anni al momento del loro trasferimento al centro di detenzione; 4 di loro si trovano ancora nel carcere di massima sicurezza. 

345: sono i detenuti che sono stati trasferiti dal carcere militare di Cuba in altri Paesi tra i quali, Afghanistan, Albania, Bahrain, Belgio, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Iran, Iraq, Giordania, Kuwait, Maldive, Marocco, Pakistan, Russia, Arabia Saudita, Spagna, Svezia, Sudan, Tagikistan, Turchia, Uganda, Regno Unito e Yemen.

10: i prigionieri incriminati per consentire che comparissero di fronte a commissioni militari giudicate illegali dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. 

558: i casi di detenuti riesaminati tra agosto 2004 e marzo 2005 dal Tribunale Usa per la Revisione dello Status di Combattente (Csrt).

Di questi, 520 sono stati giudicati combattenti nemici e quindi non hanno potuto avere assistenza legale

nè conoscere le prove segrete utilizzate dal Csrt,

che può fare affidamento su prove estorte con la forza.

40: i tentativi di suicidio, di cui 3 portati a compimento nel giugno 2006. 

200: i detenuti che hanno intrapreso scioperi della fame per protestare contro le condizioni di detenzione. 

14: i detenuti che nel settembre 2006 sono stati trasferiti a Guantanamo dopo aver trascorso 4 anni e mezzo in totale isolamento sotto custodia segreta della Cia.

Per contro nessun prigioniero di Guantanamo è mai comparso di fronte a un tribunale ordinario degli Stati Uniti.

**************************************

C’è poi..un’altra questione ancora più importante da ponderare..

Mettetevi per un attimo.. nei panni di un talebano  o di un irakeno che ha visto il proprio paese  invaso e distrutto dal Terrorismo di Stato americano..perché l’attentato dell’11 Settembre …

altro non è stato che “inside job”..un auto attentato..

la scusa  per invadere l’Afganistan e l’Iraq a motivo dei propri interessi petroliferi.. Non aveva forse il diritto..questo individuo.. di prendere le armi e difendersi?  Da noi ..una volta si chiamavano partigiani !! 

**************************************

Speriamo che il coraggio di Obama non si fermi a Guantanamo..ma permetta una nuova Commissione d’inchiesta

Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze   Leave a comment


[kml_flashembed movie="http://it.youtube.com/v/9kEG_hGscIs" width="425" height="350" wmode="transparent" /]

“Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze. Credo che non ce la faremo mai”.

Così il presidente del Milan… Silvio Berlusconi..

Non vi è dubbio!! parole sante…

Specialmente con un presidente…

che ha il cervello di un ventenne…(gulp)

Pubblicato 30 gennaio 2009 da sorriso47 in Attualità, berlusconi frasi celebri

Genocidii…subiti..e perpetrati..   Leave a comment


100.000 RADIAZIONI- UN RIESAME

Il 14 Agosto 2006 la stazione televisiva israeliana Canale Dieci ha rotto tutte le convenzioni

esponendo uno delle pagine più gravi  dello Stato d’Israele:

il deliberato irradiamento/avvelenamento di massa di quasi 100.000 giovani ebrei Sephardi 

L’esposizione è iniziata con la presentazione di un film-documentario chiamato 100.000 RADIATIONS 

Oggetto:

Nel 1951 il direttore generale del Ministero della Salute israeliano,il dott. Chaim Cheba ,

volò in America e ritornò con 7 macchine a raggi X cedute dagli Americani.

Dovevano essere utilizzate per un esperimento atomico di massa

su un’intera generazione di giovani ebrei Sephardi ,utilizzati come cavie.

Ogni bambino fu irradiato con una dose di raggi X superiore 35.000 volte

alla dose massima consentita.Per farlo il Governo Americano pagò al Governo Israeliano 300.000 lire all’anno.

L’intero bilancio della Sanità era a quei tempi di 60.000 lire.

Il prezzo pagato dagli Americani equivale a miliardi di dollari di oggi.

Per ingannare i genitori fu loro detto che i raggi X

erano una cura per il trattamento della tigna del cuoio capelluto.

6.000 bambini morirono subito…

il resto sviluppò tumori che li uccise nel corso del tempo ..ancor oggi;

pur vivendo hanno contratto malattie come  l’epilessia ,l’amnesia,la malattia di Alzheimer,

mal di testa cronici,psicosi.  

(rimando gli interessati alla pagina in inglese, 100.000 RADIATIONS 

da cui può ottenere una traduzione in italiano …questo è solo l’inizio..)

[kml_flashembed movie="http://it.youtube.com/v/trVouB84094" width="425" height="350" wmode="transparent" /]

 100,000 RADIATIONS – A REVIEW
by AZWO Monday, Mar. 05, 2007 at 3:28 AM
 

The Zionists Poisoned/Radiated 100,000 Sefardi Jewish Children.
[kml_flashembed movie="http://it.youtube.com/v/cpA6Zioq57w" width="425" height="350" wmode="transparent" /]

On August 14, at 9 PM, Israeli television station, Channel Ten, broke all convention and exposed the ugliest secret of Israel’s Labor Zionist founders; the deliberate mass radiation poisoning of nearly all Sephardi youths.The expose began with the presentation of a documentary film called, 100,000 Radiations, and concluded with a panel discussion moderated by TV host Dan Margalit, surprising because he is infamous for toeing the establishment line.Film Details:100,000 Radiations, released by Dimona Productions Ltd. in 2003.Producer – Dudi Bergman Directors – Asher Khamias, David BalrosenPanel Discussion ParticipantsA Moroccan singer was joined by David Edri, head of the Compensation Committee for Ringworm X-Ray Victims, and Boaz Lev, a spokesman for the Ministry Of Health.Subject:

In 1951, the director general of the Israeli Health Ministry, Dr. Chaim Sheba flew to America and returned with 7 x-ray machines, supplied to him by the American army.

They were to be used in a mass atomic experiment with an entire generation of Sephardi youths to be used as guinea pigs. Every Sephardi child was to be given 35,000 times the maximum dose of x-rays through his head. For doing so, the American government paid the Israeli government 300,000 Israeli liras a year. The entire Health budget was 60,000 liras. The money paid by the Americans is equivalent to billions of dollars today.

To fool the parents of the victims, the children were taken away on “school trips” and their parents were later told the x-rays were a treatment for the scourge of scalpal ringworm. 6,000 of the children died shortly after their doses were given, the many of the rest developed cancers that killed them over time and are still killing them now. While living, the victims suffered from disorders such as epilepsy, amnesia, Alzheimer’s disease, chronic headaches and psychosis.

Yes, that is the subject of the documentary in cold terms. It is another matter to see the victims on the screen. ie. To watch the Moroccan lady describe what getting 35,000 times the dose of allowable x-rays in her head feels like.

“I screamed make the headache go away. Make the headache go away. Make the headache go away. But it never went away.”

To watch the bearded man walk hunched down the street.

“I’m in my fifties and everyone thinks I’m in my seventies. I have to stoop when I walk so I won’t fall over. They took my youth away with those x-rays.”

To watch the old lady who administered the doses to thousands of children.

“They brought them in lines. First their heads were shaved and smeared in burning gel. Then a ball was put between their legs and the children were ordered not to drop it, so they wouldn’t move. The children weren’t protected over the rest of their bodies. There were no lead vests for them. I was told I was doing good by helping to remove ringworm. If I knew what dangers the children were facing, I would never have cooperated. Never!”

Because the whole body was exposed to the rays, the genetic makeup of the children was often altered, affecting the next generation. We watch the woman with the distorted face explain, “All three of my children have the same cancers my family suffered. Are you going to tell me that’s a coincidence?”

Everyone notices that Sephardi women in their fifties today, often have sparse patchy hair, which they try to cover with henna. Most of us assumed it was just a characteristic of Sephardi women. We watch the woman on the screen wearing a baseball-style hat. She places a picture of a lovely young teenager with flowing black hair opposite the lens. “That was me before my treatment. Now look at me.” She removes her hat. Even the red henna can’t cover the horrifying scarred bald spots.

The majority of the victims were Moroccan because they were the most numerous of the Sephardi immigrants. The generation that was poisoned became the country’s perpetual poor and criminal class. It didn’t make sense. The Moroccans who fled to France became prosperous and highly educated. The common explanation was that France got the rich, thus smart ones. The real explanation is that every French Moroccan child didn’t have his brain cells fried with gamma rays.

The film made it perfectly plain that this operation was no accident. The dangers of x-rays had been known for over forty years. We read the official guidelines for x-ray treatment in 1952.

The maximum dose to be given a child in Israel was .5 rad. There was no mistake made. The children were deliberately poisoned. David Deri, makes the point that only Sephardi children received the x-rays.

“I was in class and the men came to take us on a tour. They asked our names. The Ashkenazi children were told to return to their seats. The dark children were put on the bus.”

The film presents a historian who first gives a potted history of the eugenics movement. In a later sound bite, he declares that the ringworm operation was a eugenics program aimed at weeding out the perceived weak strains of society. The film now quotes two noted anti-Sephardi racist Jewish leaders, Nahum Goldmann and Levi Eshkol.

Goldmann spent the Holocaust years first in Switzerland, where he made sure few Jewish refugees were given shelter, then flew to New York to become head of the World Jewish Congress headed by Samuel Bronfman. According to Canadian writer Mordecai Richler, Bronfman had cut a deal with Prime Minister Mackenzie King to prevent the immigration of European Jews to Canada.

But Levi Eshkol’s role in the Holocaust was far more minister than merely not saving lives. He was busy taking them instead. From a biography of Levi Eshkol from the Israeli government web site:

“In 1937 Levi Eshkol played a central role in the establishment of the Mekorot Water Company and in this role was instrumental in convincing the German government to allow Jews emigrating to Palestine to take with them some of their assets – mostly in the form of German-made equipment.”

While world Jewry was boycotting the Nazi regime in the ’30s, the Jewish Agency in Jerusalem was propping up Hitler. A deal, called The Transfer Agreement, was cut whereby the Nazis would chase Germany’s Jews to Palestine, and the Labor Zionists would force the immigrants to use their assets to buy only German goods. Once the Jewish Agency got the German Jews it wanted, those they secretly indoctrinated in the anti-Judaism of Shabtai Tzvi and Jacob Frank, they let the Nazis take care of the rest of European Jewry. The Holocaust was a eugenics program and Levi Eshkol played a major role in it.

The Moroccan lady is back on the screen. “It was a Holocaust, a Sephardi Holocaust. And what I want to know is why no one stood up to stop it.”

David Deri, on film and then as a panel member, relates the frustration he encountered when trying to find his childhood medical records.

“All I wanted to know was what they did to me. I wanted to know who authorized it. I wanted to trace the chain of command. But the Health Ministry told me my records were missing.”

Boaz Lev, the Health Ministry’s spokesman chimes in, “Almost all the records were burned in a fire.”

So, let us help Mr. Deri trace the chain of command. But now I must intrude myself in the review.

About six years ago, I investigated the kidnapping of some 4500, mostly Yemenite immigrant infants and children, during the early years of the state. I met the leader of the Yemenite children’s movement, Rabbi Uzi Meshulum, imprisoned for trying to get the truth out. He was later returned home in a vegetative state from which he has not emerged. He told me that the kidnapped children were sent to America to die cruelly in nuclear experiments.

The American government had banned human testing and needed guinea pigs. The Israeli government agreed to supply the humans in exchange for money and nuclear secrets. The initiator of Israel’s nuclear program was Defence Ministry director-general Shimon Peres.

Rabbi David Sevilia of Jerusalem corroborated the crime and later, I even saw photos of the radiation scars on the few surviving children, and the cages the infants were shipped to America in.

Just over five years ago I published my belief on the internet, that Israel’s Labor Zionist founders had conducted atomic experiments on Yemenite and other Sephardi children, killing thousands of them. Almost three years ago, I published the same assertion in my last book, Save Israel!. I suffered much scorn for doing so. However, I was right.

We return to the documentary. We are told that a US law in the late ’40s put a stop to the human radiation experiments conducted on prisoners, the mentally feeble and the like. The American atomic program needed a new source of human lab rats and the Israeli government supplied it.

Here was the government cabinet at the time of the ringworm atrocities:

Prime Minister – David Ben Gurion Finance Minister – Eliezer Kaplan Settlement Minister – Levi Eshkol Foreign Minister – Moshe Sharrett Health Minister – Yosef Burg Labor Minister – Golda Meir Police Minister – Amos Ben Gurion

The highest ranking non-cabinet post belonged to the Director General Of The Defence Ministry, Shimon Peres.

That a program involving the equivalent of billions of dollars of American government funds should be unknown to the Prime Minister of cash-strapped Israel is ridiculous. Ben Gurion was in on the horrors and undoubtedly chose his son to be Police Minister in case anyone interfered with them.

Now let’s have a quick glance at the other plotters, starting with the Finance Minister Eliezer Kaplan. He handled the profits of the operation and was rewarded for eternity with a hospital named after him near Rehovot. But he’s not alone in this honor.

The racist bigot Chaim Sheba, who ran Ringworm Incorporated, had a whole medical complex named after him. Needless to say, if there is an ounce of decency in the local medical profession, those hospital names will have to change.

Then there is Yosef Burg, who the leaders of the Yemenite Children’s movement insist was the most responsible for the kidnappings of their infants. As Health Minister, he certainly played a pivotal role in the Ringworm murders. That would go a great way to explaining the peculiar behavior of his son, the peacemaker, Avraham Burg.

Let us not forget Moshe Sharrett, who had Rabbi Yoel Brand arrested in Aleppo in 1944 for proposing a practical way to save 800,000 Jews trapped in Hungary. Sharrett’s most cited quote is, “If Shimon Peres ever enters this government, I will tear my clothes and start to mourn.” Several Yemenite Children activists told me Sharrett was referring to the kidnapping of the Yemenite children when he made this statement.

And other amateur historians have told me that Levi Eshkol openly and proudly announced his belief in the tenets of Shabtai Tzvi, but try as I have, I haven’t tracked down a citation. However, we do know of Eshkol, that during the period of the radiations, he served first as Settlement Minister, then took over from Kaplan as Finance Minister. From his bio:

“In 1951 Eshkol was appointed Minister of Agriculture and Development, and from 1952 to 1963 – a decade characterized by unprecedented economic growth despite the burden of financing immigrant absorption and the 1956 Sinai Campaign – he served as Minister of Finance. Between 1949 and 1963, Eshkol also served as head of the settlement division of the Jewish Agency. In the first four years of statehood, he was also treasurer of the Jewish Agency, largely responsible for obtaining the funds for the country’s development, absorption of the massive waves of immigrants and equipment for the army.”

In short, Eshkol was the person most responsible for Israel’s immigrants, the ones he sent to radiation torture chambers. Finally, there is Golda Meir. We don’t know her role, but she was in on the secret and rewarded for it. Note that every prime minister thereafter until 1977, when the honorable Menachem Begin was elected, came from this cabal. And note also, that no one from what is called the Right today, was privy to the slaughter of the Sephardi children.

Apply that lesson to a contemporary fact: It is the descendants of these butchers who brought us the Oslo “peace” and are determined to wipe out the settlers of Judea, Samaria and Gaza as surely as they had dealt with the inferior dark Jews who came into their clutches fifty years before. Now try and imagine it is 1952 and you are in a cabinet meeting. You will be debating whether to send the Yemenite babies to America for their final zapping, or whether to have them zapped here. That is what the Luciferian, satanic Sabbataian founders of our nation were prattling on about when they got together to discuss the affairs of state.

After the film ended, TV host Dan Margalit tried to put a better face on what he’d witnessed. Any face had to be better than what he had seen. He explained meekly, “But the state was poor. It was a matter of day to day survival.” Then he stopped. He knew there was no excusing the atrocities the Sephardi children endured.

But it was the Moroccan singer who summed up the experience best. “It’s going to hurt, but the truth has to be told. If not, the wounds will never heal.”

There is one person alive who knows the truth and participated in the atrocities. He is Leader Of The Opposition Shimon Peres, the peacemaker. The only way to get to the truth and start the healing is to investigate him for his role in the kidnapping of 4500 Yemenite infants and the mass poisoning of over 100,000 Sephardi children and youths.

But here is why that won’t happen. It is a miracle that 100,000 Radiations was broadcast at all. Clearly though, someone fought for it but had to agree to a compromise. The show was aired at the same time as the highest-rated show of the year, the final of Israel’s, A Star Is Born. The next day, there was not a word about 100,000 Radiations in any paper, but the newly-born star’s photo took up half the front pages.

That’s how the truth is buried in Israel, and somehow, these tricks work. The same methods were used to cover up the Rabin assassination.

However, a few hundred thousand people saw the film on their screens and they will never forget the truth. If the Rabin assassination doesn’t bury Labor Zionism for good, then 100,000 Radiations eventually will.

  

Pubblicato 29 gennaio 2009 da sorriso47 in giornalisti, Scuola, storia

Absolutely Not! Not in Their Name,not in Ours   Leave a comment


(se la legga..ministro Frattini) 

ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME 

Michel Warschawski  18.01.2009 

Fonte: http://www.alternativenews.org 

Ehud Barak, Tzipi Livni, Gabi Ashkenazi e Ehud Olmert

non osate mostrare le vostre facce ad una qualche cerimonia

in memoria degli eroi del ghetto di Varsavia, di Lublin, Vilna o Kishinev.

E pure voi, leader di Peace Now, per cui pace significa pacificazione della resistenza palestinese con ogni mezzo,

compresa la distruzione di un popolo.

Quando sarò lì, farò personalmente del mio meglio per espellere chiunque di voi da questi eventi,

perché la vostra stessa presenza sarebbe un immenso sacrilegio.

Non in loro nome

Non avete diritto di parlare in nome dei martiri del nostro popolo. Non siete Anne Frank del campo di concentramento di Bergen Belsen

ma Hans Frank, il generale tedesco che affamò e distrusse gli ebrei della Polonia.

Voi non rappresentate alcuna continuità con il ghetto di Varsavia,

perché oggi il ghetto di Varsavia è proprio di fronte a voi, preso di mira dai vostri carri armati e dalla vostra artiglieria,

e il suo nome è Gaza.

Gaza, che avete deciso di eliminare dalla mappa, come il generale Frank intendeva eliminare il Ghetto.

Ma, a differenza dei ghetti della Polonia e della bielorussia, nei quali gli ebrei furono praticamente lasciati soli,

Gaza non verrà eliminata perché milioni di donne e uomini dei quattro angoli del nostro mondo

stanno costruendo un potente scudo umano che porta le due parole: Mai Più! 

Non in nostro nome!

Assieme a decine di migliaia di altri ebrei, dal Canada alla Gran Bretagna, dall’Australia alla Germania, vi avvertiamo:

non osate parlare in nostro nome, perché vi inseguiremo, se sarà necessario persino nell’inferno dei criminali di guerra,

e vi ricacceremo le vostre parole in gola

fino a che non chiederete perdono per averci coinvolti nei vostri crimini.

Noi, non voi, siamo i figli di Mala Zimetbaum e Marek Edelman,

di Mordechai Anilevicz e Stephane Hessel, e portiamo il loro messaggio all’umanità

perché sia custodito nelle mani dei combattenti della resistenza a Gaza:

“Noi combattiamo per la nostra libertà e per la vostra, per il nostro orgoglio e per il vostro,

per la nostra dignità umana, sociale e nazionale, e per la vostra”

(Appello del Ghetto al mondo, Pasqua Ebraica del 1943).

Ma per voi, leader di Israele, ” libertà” è una parola sconcia.

Voi non avete orgoglio e non comprendete il significato di dignità umana.

Noi non siamo “un’altra voce ebraica”,ma la sola voce ebraica che possa parlare in nome dei santi torturati del popolo ebraico.

La vostra voce non è altro che le vecchie urla bestiali degli assassini dei nostri antenati. 

(Scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org da ALCENERO)

Absolutely Not! Not in Their Name,not in Ours 

Michael Warschawski
Alternative Information Center
 
Sunday  18 January 2009   

Ehud Barak, Tzipi Livni, Gabi Ashkenazi and Ehud Olmert–

don’t you dare show your faces at any memorial ceremony

for the heroes of the Warsaw Ghetto, Lublin, Vilna or Kishinev.

And you too, leaders of Peace Now, for whom peace means

a pacification of the Palestinian resistance by any means, including the destruction of a people.

Whenever I will be there, I shall personally do my best to expel each of you from these events,

for your very presence would be an immense sacrilege.

Not in Their Names

You have no right to speak in the name of the martyrs of our people.

You are not Anne Frank of the Bergen Belsen concentration camp

but Hans Frank, the German general who acted to starve and destroy the Jews of Poland.

You are not representing any continuity with the Warsaw Ghetto,

because today the Warsaw Ghetto is right in front of you,

targeted by your own tanks and artillery, and its name is Gaza.

Gaza that you have decided to eliminate from the map,

as General Frank intended to eliminate the Ghetto.

But, unlike the Ghettos of Poland and Belorussia, in which the Jews were left almost alone,

Gaza will not be eliminated ..

because millions of men and women from the four corners of our world..  

are building a powerful human shield carrying two words:

Never Again! Not in Our Name!

Together with tens of thousands of other Jews, from Canada to Great Britain, from Australia to Germany,

we are warning you:

don’t dare to speak in our names, because we will run after you, even, if needed,

to the hell of war-criminals, and stuff your words down your throat

until you ask for forgiveness for having mixed us up with your crimes.

We, and not you, are the children of Mala Zimetbaum and Marek Edelman,

of Mordechai Anilevicz and Stephane Hessel,

and we are conveying their message to humankind for custody in the hands of the Gaza resistance fighters:

“We are fighting for our freedom and yours, for our pride and yours,

for our human, social and national dignity and yours.”

(Appeal of the Ghetto to the world, Passover 1943)

But for you, the leaders of Israel, “freedom” is a dirty word.

You have no pride and you do not understand the meaning of human dignity.

We are not “another Jewish voice,”

but the sole Jewish voice able to speak in the names of the tortured saints of the Jewish people.

Your voice is nothing other than the old bestial vociferations of the killers of our ancestors.

Pubblicato 28 gennaio 2009 da sorriso47 in Attualità, Leggi e diritto, pensatori

FRATTINI…SI VERGOGNI LEI..   Leave a comment


FRATTINI…SI VERGOGNI   LEI..

Ma ci faccia il piacere!!!

e si ricordi che semiti ..sono anche i Palestinesi !! 

“La trasmissione di Santoro è l’esempio di quello

che una televisione democratica non dovrebbe mai fare”

ha detto il ministro degli Esteri durante la celebrazione della giornata della memoria

nella sala del Cenacolo della Camera dei Deputati.“L’antisemitismo che oggi si registra in molti Paesi e anche in Italia

fa parte del linguaggio corrente dei mezzi di informazione e di alcuni attori politici,

che forse per pura e semplice ignoranza usano parole e toni

che sconfinano nell’antisemitismo”.

 RAINEWS 24- 27 Gennaio 2009

Napolitano: “Non confondere le critiche a Israele con la sua negazione”

Nelle celebrazioni al Quirinale della Giornata della memoria,

il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,

ha fatto riferimento alle “settimane drammatiche vissute con angoscia”

degli scontri a Gaza

ed ha invitato a distinguere sempre con una “chiara e netta distinzione”

le critiche, legittime, a chi governa Israele

e “la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche dello Stato di Israele,

del suo diritto all’esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico”,

che non devono essere messe in discussione.

 15:54
Fnsi: “Incredibile accusa di Frattini a Santoro”

“Ogni critica all’informazione è legittima.

Ma non un’affermazione come quella che oggi il ministro Frattini ha fatto sulla trasmissione ‘Annozero’, incredibilmente accusata di ‘antisemitismo’:

una dichiarazione che suona offensiva e insultante, anche per chi non abbia apprezzato il programma.

Doppiamente grave in un giorno come questo”.

Lo afferma, in una nota, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
15:43 Santoro a Frattini: “Sbigottiti da accuse di antisemitismo” (2)  

“Egregio Ministro, iscrivendoci tra gli esempi di antisemitismo dei media,

ha tuttavia dimenticato – sottolineano Santoro e i gironalisti di ‘Annozero’ –

di essere un pubblico ufficiale che di fronte ad un reato

(e l’antisemitismo per il nostro codice lo è),

ha il dovere di denunciarlo alla magistratura.

Ci auguriamo che lei si limiti semplicemente a chiederci scusa,

senza rinunciare a pronunciare nei nostri confronti le critiche più severe.

Altrimenti saremo costretti a chiedere di essere processati,

consegnando al giudice le sue parole per ottenere un giudizio imparziale”.

 15:41 Santoro a Frattini: “Sbigottiti da accuse di antisemitismo” (1)

“Egregio Ministro Frattini, lei ha oggi affermato che ‘l’antisemitismo umilia la persona umana’.

Accusare ingiustamente un giornalista e il suo gruppo di lavoro di antisemitismo

rappresenta, di conseguenza, una insopportabile offesa per la dignità personale e per quella professionale”.

Inizia così la replica di Michele Santoro e della redazione di ‘Annozero’

alle affermazioni del ministro degli Esteri.********************************************************************

Una prima “riflessione” parafrasando le parole di Frattini..

“nel linguaggio corrente dei mezzi d’informazione

e di molti attuali “politici attori” al Governo..

chi ha il coraggio di criticare  i comportamenti di Israele è un anti-semita”

Pubblicato 28 gennaio 2009 da sorriso47 in Attualità

La perdita della forma umana (Guy Benyovitz).Se la legga Ministro Frattini   Leave a comment


 

 (l’articolo di un israeliano. 17/11/2004)
Jewdo-nazis , said ISAIA LEIBOVITZ ,

that is what the Israeli army would become while staying in occupied territories.

Gudeo-nazisti, ha detto ISAIA Leibovitz ; 

è ciò che l’esercito israeliano sarebbe diventato mantenendosi nei territori occupati.

And that’s what really happens, slowly but surely.

E questo è ciò che realmente accade, lentamente ma inesorabilmente.

What is the exact point in which a person loses the human form?

Qual è il punto esatto in cui una persona perde la forma umana?

Where is the point in which a society should declare a full stop for reassessment ,

because its direction is leading to abyss of no return.

Dove si trova il punto in cui una società deve dichiarare uno stop per la riflessione,

perché la sua direzione stà andando verso l’ abisso o verso un punto di non ritorno.

Good morning Israel, this point has already came and vanished.

Buongiorno Israele, questo punto è già venuto e svanì.

The regime which treat harshly another race ..ate our inner organs ,

and all that remains is rot and stench

and that stench is strongly felt

through stories like the one that is published this weekend in “7 days” appendix of” Yediot Acharonot “,

about the new trend of our soldiers to have their pictures taken together

with parts of corpses of Palestinians .

Il regime che tratta duramente un’altra razza ..è come se mangiasse i propri  organi interni,

e tutto ciò che rimane è muffa e cattivi odori..

ed il fetore è fortemente sentito attraverso le storie..

come quella che viene pubblicato questo fine settimana a “7 giorni” appendice di “Yediot Acharonot”,

circa la nuova tendenza dei nostri soldati di farsi scattare le foto ..

insieme a parti di cadaveri di palestinesi.

Terrorists ? Terroristi?

Maybe , but not necessarily. Forse, ma non necessariamente.

One soldier talks about a popular corpse which was called ” chafi” because he was innocent.{chaf- not guilty in Hebrew}

Un soldato fa dei pettegolezzi su un cadavere comune  che è stato chiamato “chafi” perché era innocente. (Chaf-non colpevole in ebraico) 

I hereby ask to apologize officially before the late Isaiah leibovitz,

a man who told the truth right in our face,- and we did not want to listen.

Chiedo scusa ufficialmente  prima di tutto a  Isaia Leibovitz,

un uomo che ci  ha detto la verità in faccia… e  che non vogliamo ascoltare.

 “Jewdo-nazis he said, that’s what will become of your army in a couple of years,

and that’s what is happening, Mr Leibovitz , slowly but surely.

Jewdo-nazisti “ ha detto, “che cosa ne sarà del vostro esercito in un paio di anni “..

e questo è ciò che sta accadendo, signor Leibovitz, lentamente ma inesorabilmente.

First you do verification of death to a 12 years old girl,

and then they take pictures with parts of bodies .I wonder what will come next.  

In primo luogo fate  verifica della morte di una ragazza di 12 anni

e poi  si scattano delle  foto con parti di cadaveri.

Mi chiedo che cosa sarà il prossimo.

You read the responses to this affair, and you are astonished.Leggi le risposte a questa vicenda, e rimani  stupito.

” you have no right to judge these soldiers, they are performing a holy duty.”

“Non hai diritto di giudicare questi soldati, che sono l’esecuzione di un dovere sacro”

wrote one of the readers.

ha scritto uno dei lettori.

” It was always acceptable” writes another.

“E ‘stato sempre accettato” scrive un altro.

So here are some news for you, dears.

Così qui ci sono alcune notizie per voi, cari.

These nice soldiers are the person who will stand behind you in line at the supermarket,

and if you will upset him he may decide to shoot you, because your life means shit to him.

Questi graziosi  soldati sono quelle persone dietro di voi in linea al supermercato,

e se voi vi turbate con lui..lui può decidere di farvi fuori.. perché la vostra vita per  lui significa merda.

that’s what he learned in the IDF.

questo è quello che ha imparato in IDF.

And maybe not? E, magari, no?

Maybe they will be the ones that will return to normal life,

and one day 2 or 20 years from now, the sounds and sights will return.

Puòessere che  saranno di quelli che ritornerano alla vita normale,

e un giorno.. 2 o 20 anni da adesso, i suoni e  le curiosità ritorneranno.

And all the shrinks in the world would not be able to mend what 3 years of stupidity had wronged.

E tutti gli strizzacervelli  del mondo non potrebbero essere  in grado di riparare quello che 3  anni di stupidità hanno dannegiato.

Ask the members of “Breaking the Silence” .

Chiedete ai membri del “Breaking the Silence”.

They will tell you some stories that will make you hide the circumcision mark in your pants and feel ashamed.

Essi vi diranno alcune storie che vi faranno nascondere la circoncisione nei vostri pantaloni e vergognarci.

Are you still proud to be Jews? Sei ancora orgoglioso di essere ebreo?

And this is not the question of ” what will say abroad?It is our business ,all of us .

If a low rank officer would have thrown to jail a soldier who molested a corpse, the massage would have come through.

If you would have told your friend who came back for an “after” and told how his unit took pictures with a corpse:

“you ugly beast, get your self a shrink” the massage would have come through.

If the leaders of politics and the army would have dedicated 1% of the budget arguments time to discuss the moral image of the soldiers something might have changed.

E questa non è la questione del “che cosa diranno all’estero?

Sono affari nostri, di ognuno di noi.

Se un ufficiale di basso rango avrebbe gettato in prigione un soldato che ha molestato un cadavere, il messaggio sarebbe arrivato.

Se si fosse detto al tuo amico che è tornato per una “licenza” e ha raccontato che nella sua unità hanno scattato  delle foto con un cadavere:

“sei una  brutta bestia,  vai da uno psichiatra.” il massaggio avrebbe attraversato.

Se i leader della politica e l’esercito avressero dedicato l’1% del budget-tempo argomenti 

per discutere l’immagine morale dei soldati .. qualcosa potrebbe essere cambiato.


So, with your permission, let everybody do what they want.

Così, con il vostro permesso, lasciate che ognuno faccia ciò che vuole.

The soldiers will take pictures with corpses,

making it clear for those who have not yet made up their minds that there is no difference between us and the worst of our enemies:

and we shall continue to believe that we have an army of angels who glorify the” purity of the weapon”.

I soldati scatteranno foto con i cadaveri, rendendo chiaro per coloro che non hanno ancora maturato la loro mente.. 

che non vi è alcuna differenza tra noi e il peggiore dei nostri nemici;

 e noi continueremo a credere che abbiamo un esercito di angeli che glorifica la “purezza delle armi”.

And lo and behold, no Jewdo-nazis , Mr. Leibovitz, not at all.  

Ecco, Sig. Leibovitz,  non Giudeo-nazista ,niente affatto!!!.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: