Chi ha rotto la tregua..Hamas o Israele?   Leave a comment


I bombardamenti aerei e la successiva invasione di Gaza da parte dell’esercito israeliano devono essere analizzati in un contesto storico. L’operazione “Piombo Fuso” è un’iniziativa accuratamente pianificata, che fa parte di un più ampio piano militare e di intelligence formulato per la prima volta nel 2001 dal governo guidato da Ariel Sharon.
 
“Fonti dell’establishment della Difesa hanno dichiarato che il Ministro della Difesa Ehud Barak ha istruito l’esercito (IDF) a prepararsi all’operazione più di 6 mesi fa, contemporaneamente ai negoziati per una tregua intrapresi da Israele con Hamas”.
(Barak Ravid, Operation “Cast Lead”: Israeli Air Force strike followed months of planning, Haaretz, December 27, 2008).
 
E’ stato Israele a rompere la tregua, il giorno delle elezioni presidenziali americane, il 4 novembre scorso.
 
“Israele l’ha usato come distrazione per rompere la tregua con Hamas e bombardare la Striscia. Israele ha dichiarato che la violazione del cessate il fuoco è avvenuta per impedire ad Hamas di scavare tunnel sino al territorio israeliano. Il giorno immediatamente successivo, Israele ha lanciato un terrorizzante assedio a Gaza, tagliando i rifornimenti di cibo, carburante, medicine e altri generi di prima necessità, nel tentativo di fiaccare i Palestinesi mentre iniziava l’offensiva armata.
In risposta, Hamas e altri gruppi nella Striscia hanno ripreso a sparare su Israele dei razzi, artigianali e perloppiù imprecisi. Nel corso dei 7 anni precedenti, questi razzi hanno provocato la morte di 17 Israeliani. Nello stesso periodo di tempo, gli assalti da BLitzkrieg dell’esercito israeliano hanno ucciso migliaia di Palestinesi, suscitando la protesta di tutte le nazioni rimasta però inascoltata dall’ONU”.
(Shamus Cooke, The Massacre in Palestine and the Threat of a Wider War, Global Research, December 2008).
 
Disastro umanitario pianificato

 
Lo scorso 8 dicembre, il Vice segretario di Stato americano John Negroponte si trovava a Tel Aviv per discutere con le sue controparti israeliane, incluso il direttore del Mossad, Meir Degan. L’operazione Piombo Fuso è iniziata due giorni dopo Natale. E’ stata associata ad una campagna di pubbliche relazione attentamente progettata sotto gli auspici del Ministro degli esteri israeliano.
 
I bersagli militari di Hamas non sono l’obiettivo principale. L’Operazione Piombo Fuso mira deliberatamente a provocare vittime tra i civili. Quello con cui abbiamo a che fare a Gaza è un disastro umanitario pianificato in un’area densamente popolata. L’obiettivo più a lungo termine del piano, così come formulato dagli ufficiali e dai politici israeliani, è l’espulsione dei Palestinesi dalla terra della Palestina.
 
“Terrorizzare la popolazione civile, assicurando la massima distruzione di proprietà e risorse culturali…La vita quotidiana dei Palestinesi deve essere resa insopportabile: dovrebbero essere segregati nelle città e nei villaggi, impediti a condurre una normale vita economica, tagliati fuori da posti di lavoro, scuole e ospedali. Questo incoraggerà l’emigrazione ed indebolirà la resistenza a future espulsioni”.
(Ur Shlonsky, citato da Ghali Hassan, Gaza: The World’s Largest Prison, Global Research, 2005).
 
Operazione Vendetta Giustificata

 
E’ stato raggiunto un punto di svolta. L’operazione Piombo Fuso fa parte di una più ampia operazione militare e di intelligence iniziata all’alba del governo di Sharon del 2001. E’ stato sotto l’operazione Vendetta Giustificata promossa da Sharon che sono stati utilizzati per la prima volta quegli aerei da caccia F-16 per il bombardamento delle città palestinesi.
L’operazione Vendetta Giustificata è stata presentata nel luglio del 2001 al governo Sharon dal Capo di Stato Maggiore dell’esercito Shaul Mofaz, col titolo di “La Distruzione dell’Autorità Palestinese e il Disarmo di tutte le Forze Armate”.
 
“E’ stato redatto nel giugno scorso [2001] un piano di contingenza, nome in codice Operazione Vendetta Giustificata, per rioccupare tutta la Cisgiordania e forse la Striscia di Gaza, al costo probabile di centinaia di vittime israeliane”.
(Washington Times, 19 March 2002).
 
Secondo il Jane’s Foreign Report del 12 luglio 2001, l’esercito israeliano sotto Sharon aveva aggiornato i suoi piani ai fini di un “assalto globale per smantellare l’autorità palestinese, estromettere Yasser Arafat e uccidere o imprigionare il suo esercito”.
 
Giustificazione del Massacro

 
La cosiddetta “giustificazione del massacro” era una componente essenziale del piano militare e di intelligence. L’uccisione di civili palestinesi veniva giustificata su “basi umanitarie”. Le operazioni dell’esercito israeliano erano attentamente preordinate al fine di coincidere con gli attacchi suicidi.
 
“L’assalto verrebbe lanciato, a discrezione del governo, dopo un grande attacco suicida in Israele, che provochi un ampio numero di morti e feriti, citando il massacro come giustificazione”.
(Tanya Reinhart, Evil Unleashed, Israel’s move to destroy the Palestinian Authority is a calculated plan, long in the making, Global Research, December 2001).
 
Il Piano Dagan

 
L’operazione Vendetta Giustificata è stata anche chiamata “Piano Dagan”, dal nome del generale (a riposo) Meir Dagan, attuale direttore del Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana.
Il Generale di riserva Meir Dagan è stato il consigliere della Sicurezza Nazionale di Sharon durante la campagna elettorale del 2000. A quanto sembra, il piano è stato redatto prima dell’elezione di Sharon a primo ministro nel febbraio del 2001.
 
“Secondo Alex Fishman che scrive su Yediot Aharonot, il Piano Dagan consisteva nel distruggere l’autorità palestinese e mettere ‘fuori gioco’ Yasser Arafat”. (Ellis Shulman, “Operation Justified Vengeance”: a Secret Plan to Destroy the Palestinian Authority, marzo 2001):
 
“Come riportato su Foreign Report [Jane] e divulgato localmente da Maariv, il piano d’invasione di Israele — secondo quanto riferito soprannominato Vendetta Giustificata — verrebbe lanciato immediatamente in seguito al prossimo attentato suicida ad alto numero di vittime, durerebbe circa un mese e ci si aspetta che risulti nella morte di centinaia di israeliani e migliaia di palestinesi. (Ibid)
 
Il “Piano Dagan” prevedeva la cosiddetta “cantonizzazione” dei territori palestinesi, per cui la Cisgiordania e Gaza verrebbero completamente divise l’una dall’altra, con “governi” separati in ciascuno dei territori. In base a questo scenario, già previsto nel 2001, Israele:
 
“negozierebbe separatamente con le forse palestinesi che sono dominanti in ciascun territorio-forze palestinesi responsabili per la sicurezza, l’intelligence ed anche per il Tanzim (Fatah). Il piano quindi è molto rassomigliante all’idea di “cantonizzazione” dei territori palestinesi, proposto da molti ministeri”.
(Sylvain Cypel, The infamous ‘Dagan Plan’ Sharon’s plan for getting rid of Arafat, Le Monde, 17 dicembre 2001).
 
Il Piano Dagan ha dimostrato la continuità dell’agenda militare e di intelligence. Come risultato delle elezioni del 2000, a Meir Dagan venne assegnato un ruolo chiave. Divenne l’intermediario di Sharon sui temi della sicurezza con gli ambasciatori speciali del presidente Bush Zinni e Mitchell. Successivamente fu nominato direttore del Mossad dal primo ministro Ariel Sharon nell’agosto del 2002. Dopo il governo Sharon, è rimasto capo del Mossad. E’ stato riconfermato nella sua posizione di direttore dell’intelligence israeliano dal primo ministro Ehud Olmert nel giugno del 2008.
Meir Dagan, in coordinamento con i suoi interlocutori americani, è stato responsabile di diverse operazioni militari e di intelligence. Vale la pena notare che come giovane colonnello Meir Dagan aveva operato a stretto contatto col ministro della difesa Ariel Sharon negli attacchi agli insediamenti palestinesi a Beirut nel 1982. Sotto molti aspetti, l’invasione terrestre di Gaza del 2009 presenta notevoli somiglianza con l’operazione militare del 1982 guidata da Sharon e Dagan. 
Continuità: Da Sharon  a Olmert
 
E’ importante mettere a fuoco un certo numero di eventi chiave che hanno preparato la strada alle uccisioni di Gaza sotto l'”Operazione Piombo Fuso”:
 
1. L’assassinio di Yasser Arafat nel novembre 2004. L’assassinio era stato rubricato sin dal 1996 come parte dell’ Operazione Campi di Spine. Un documento dell’ottobre del 2000 “preparato dai servizi di sicurezza, su richiesta dell’allora primo ministro Ehud Barak, dichiarava che ‘la persona di Arafat è una grave minaccia alla sicurezza dello stato [di Israele] ed il danno che risulterà dalla sua scomparsa è minore del danno provocato dalla sua esistenza’”. (Tanya Reinhart, Evil Unleashed, Israel’s move to destroy the Palestinian Authority is a calculated plan, long in the making, Global Research, dicembre 2001.
Dettagli del documento sono stati pubblicati su Ma’ariv, 6 luglio 2001).
 
L’assassinio di Arafat è stato ordinato nel 2003 dal gabinetto israeliano. E’ stato approvato dagli USA che opposero il veto ad una Risoluzione di Sicurezza delle Nazioni Unite che condannava la decisione del gabinetto israeliano del 2003. Reagendo a moltiplicati attacchi palestinesi, nell’agosto del 2003, il ministro della difesa Shaul Mofaz dichiarò “guerra totale” ai militanti che giurò essere “condannati a morte”.
 
“A metà settembre, il governo israeliano approvò una legge per sbarazzarsi di Arafat. Il gabinetto politico per gli affari della sicurezza di Israele la dichiarò ‘una decisione di rimuovere Arafat come un ostacolo alla pace’. Mofaz minacciò: ‘sceglieremo il giusto modo ed il giusto tempo per uccidere Arafat’. Il ministro palestinese Saeb Erekat raccontò alla CNN che pensava che Arafat sarebbe stato il prossimo bersaglio. La CNN chiese al portavoce di Sharon Ra’anan Gissan se il voto significasse l’espulsione di Arafat. Gissan chiarì: ‘Non significa questo. Oggi il gabinetto ha deciso di rimuovere questo ostacolo. Il tempo, il metodo, i modi con i quali ciò avrà luogo saranno decisi separatamente ed i servizi di sicurezza monitoreranno la situazione e faranno le raccomandazioni sull’azione opportuna”.
(Vedi Trish Shuh, Road Map for a Decease Plan,  http://www.mehrnews.com 9 novembre 2005).
 
L’assassinio di Arafat faceva parte del Piano Dagan del 2001. Con ogni probabilità, è stato eseguito dall’intelligence israeliana. Fu pensato per distruggere l’Autorità Palestinese, fomentare divisioni all’interno di Fatah come pure tra Fatah e Hamas. Mahmoud Abbas è una sorta di quisling palestinese. E’ stato installato come leader di Fatah, con l’approvazione di Israele e degli USA, che finanziano le forze paramilitari e di sicurezza dell’Autorità Palestinese.2. La rimozione, in base agli ordini del primo ministro Ariel Sharon nel 2005, di tutti gli insediamenti ebraici a Gaza. E’ stata trasferita una popolazione ebraica di 7.000 persone.
 
“E’ mia intenzione [di Sharon] attuare un’evacuazione – scusate, una ridistribuzione – di insediamenti problematici e di luoghi che non faranno comunque parte di un insediamento finale, come gli insediamenti di Gaza…. Sto lavorando sul presupposto che in futuro non vi sarà nessun ebreo a Gaza”. (CBC, marzo 2004)
 
La questione delle colonie a Gaza fu presentata come parte della road map di Washington verso la pace. Celebrata come una “vittoria” dai palestinesi, questa misura non era affatto diretta contro i coloni ebrei. In realtà era l’opposto: essa era parte del complesso dell’operazione segreta, che consisteva nel trasformare Gaza in un campo di concentramento. Finché i coloni ebrei vivevano dentro Gaza, l’obiettivo di mantenere un grande territorio lager non poteva essere raggiunto. L’esecuzione dell'”Operazione Piombo Fuso” richiedeva  il corollario “nessun ebreo a Gaza”.
 
3. La costruzione dell’ignobile Muro dell’Apartheid venne decisa subito dopo l’inizio del governo Sharon.
 
4. La fase successiva è stata la vittoria elettorale di Hamas nel gennaio del 2006. Senza Arafat, gli architetti militari e dell’ intelligence israeliani sapevano che Fatah guidata da Mahmoud Abbas avrebbe perso le elezioni. Questo era parte dello scenario, che era stato previsto ed analizzato bene in anticipo.
Con Hamas a capo dell’autorità palestinese, utilizzando il pretesto che Hamas è un’organizzazione terrorista, Israele avrebbe attuato il processo di “cantonizzazione” così come concepito in base al piano Dagan. Fatah sotto Mahmoud Abbas sarebbe rimasta formalmente al comando della Cisgiordania. Il governo Hamas, eletto come previsto, sarebbe stato confinato alla striscia di Gaza.
 
Attacco di terra
 
Il 3 gennaio, i carri armati e la fanteria israeliani sono entrati a Gaza in una offensiva terrestre totale:
 
“L’operazione di terra è stata preceduta da diverse ore di fuoco dell’artiglieria pesante a notte inoltrata, in modo da incendiare i bersagli che bruciassero nel cielo notturno. Il fuoco di mitragliatrice sferragliava mentre proiettili traccianti luminosi balenavano nella notte attraverso l’oscurità ed il fragore di centinaia di proiettili di artiglieria proiettava lampi di fuoco”. (AP, 3 gennaio 2009)
 
Fonti israeliane hanno parlato di un’operazione militare a lungo termine. “Non sarà semplice e non sarà breve”, ha dichiarato il ministro della difesa Ehud Barak in un discorso alla TV.
 
Israele non sta cercando di obbligare Hamas a “cooperare”. Quello di cui stiamo parlando è l’attuazione del “Piano Dagan” come inizialmente formulato nel 2001, che richiedeva:
 
“un’invasione del territorio controllato dai palestinesi da parte di circa 30.000 soldati israeliani, con l’ordine di distruggere le infrastrutture della leadership palestinese e raccogliere l’armamento attualmente posseduto dalle diverse forze palestinesi, e di espellere o uccidere la loro leadership militare.
(Ellis Shulman, op cit).
 
Il più ampio interrogativo è se Israele in consultazione con Washington sia determinata a dare l’avvio ad una guerra più estesa.
 
L’espulsione di massa potrebbe avvenire a qualche stadio successivo dell’invasione terrestre, se gli israeliani dovessero aprire le frontiere di Gaza per permettere l’esodo della popolazione. All’espulsione si riferiva Ariel Sharon come ad “una soluzione stile 1948”. Per Sharon “è necessario solamente trovare un altro stato per i palestinesi. – ‘La Giordania è Palestina’ – era lo slogan di Sharon”. (Tanya Reinhart, op cit)

Annunci

Pubblicato 11 gennaio 2009 da sorriso47 in Attualità, giornalisti, mistificazione, Popoli e politiche

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: