per comprendere il caso Eluana..alcuni articoli..   1 comment


“Il Ministero: lo stato di Eluana non è irreversibile”

Repubblica -18 novembre 2008 

“Da ieri, con la presentazione del «glossario» ministeriale,

sembra sancita la totale incomunicabilità

tra la politica italiana e il Vaticano da una parte,

e la scienza e la legge dall’ altra.

Per i tecnici del ministero e per l’ orientamento del

sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella infatti

«è assurdo poter parlare di certezza di irreversibilità»

negli stati vegetativi di lungo periodo,

come nel caso di Eluana Englaro.

«Sono documentati casi, benché molto rari,

di recupero parziale di contatto con il mondo esterno

anche a lunghissima distanza di tempo».

Perciò, quando Umberto Veronesi parla di irreversibilità

«sbaglia lui».  

Affermazioni che hanno messo in allarme molti medici,

che avvertono l’ esigenza di «non dare false speranze».  

Perché, stando ai testi, non esiste alcun caso di «ritorno»

dallo stato vegetativo.

È vero che nella scienza non esiste l’ irreversibilità,

ma la possibilità di una ripresa della coscienza,

spiega Carlo Alberto Defanti, neurologo e medico di Eluana,

«è dello 0,0001%», in pratica inesistente.  

Molti interventi ruotano intorno a Eluana,

che «morirà di fame e sete, soffrendo».  

Come assicura Gianluigi Gigli,

presidente della commissione dei venti esperti ministeriali

insediata il 7 novembre,

«nessuno è ad oggi in grado di dire esattamente

se la percezione del dolore sia del tutto assente».

Ma per Carlo Alberto Defanti ..

Eluana si trova «in una condizione simile a quella di una

persona in anestesia totale,

per cui non soffrirà quando si smetterà

di nutrirla e idratarla».

In ogni caso,

«per evitare anche la più remota ipotesi di questo tipo»,

è possibile «una piccola dose di sedativi».

Inoltre, continua Defanti,

«dal 1990 gli Stati Uniti prevedono l’ interruzione

dell’ alimentazione artificiale ai pazienti in stato vegetativo.

Succede a migliaia di persone, normalmente.

Di Terri Schiavo si è parlato solo perché il marito

voleva che si smettesse e i genitori no,

quindi c’ è stato un conflitto giuridico,

non medico né religioso».

Ma, ribadisce Angelo Bagnasco,

«la vita umana ferita» è «un richiamo, una grandissima sfida,

verso l’ intera società»

affinché sia

«accudita, curata ed accompagnata con amorevolezza».  

Ma per papà Beppino è amore anche

far rispettare la visione della vita e della salute che aveva,

quando era cosciente, sua figlia Eluana.

Che fare? Quando dal teorico si passa al pratico,

Eugenia Roccella è netta nel dire che

«non esiste alcun obbligo» per il servizio sanitario

di rispettare la decisione della Cassazione.

Il sottosegretario suggerisce come

«luogo più confacente la casa della famiglia Englaro».

Cioè, può fare quello che avrebbe potuto fare già

nell’ inverno del 1992,

quando sua figlia ebbe l’ incidente.

«Eluana – replica suo padre – è stata portata in quello stato

in una clinica e con l’ aiuto di una clinica deve uscirne.

Ci sono delle sentenze valide in ogni stato di diritto.

Tutto il resto è barbarie, credo che ci voglia soprattutto

rispetto, da parte di tutti».

«La vicenda di Eluana – aggiunge Franca Alessio,

curatrice speciale – è definitivamente chiusa.

Nessuno può più permettersi di decidere per lei

e per i suoi familiari».

La polemica ha tracimato sino ai medici del Friuli,

dove forse andrà a spegnersi Eluana:

«Ci sono state molte telefonate di colleghi che esprimevano

contrarietà alla prospettiva che gli Englaro venissero qua –

riferisce Luigi Conte presidente dell’ ordine

dei medici di Udine –

ma anche altri che invece esprimevano sostegno.

È una questione di libertà di coscienza»

(Piero Colaprico)

UN GIORNO NELLA STANZA DI ELUANA

Lecco- 10 settembre 2008  

Eluana Englaro oggi ha i capelli corti.

Dire che se ne sta a letto è già un mezzo inganno,

perché, quando la si vede, quando la si osserva,

si percepisce qualcosa che potrebbe essere anche

la forza di gravità:

qualcosa che non la lascia semplicemente adagiata tra le

lenzuola, ma sembra risucchiarla giù, verso un altro luogo,

mentre la ragazza, inerme in tutto, non può opporsi.

Gli occhi, che nelle foto pubblicate dai giornali, sono spesso

ironici e lucenti, colpiscono.

Sono strabici,

perché questa forza oscura e le ferite cerebrali

hanno vinto i muscoli, ormai appannati.

Anche le giunture sono anchilosate,

lo si vede dai polsi che escono dalla camicia da notte candida.

Diteci com’ è Eluana oggi, perché fate vedere le sue vecchie

foto e non mostrate com’ è adesso?

Sono richieste anche legittime, quelle dei lettori nei blog e nei

forum (non tutte, certo, perché in qualcuno si percepisce una

curiosità che sconfina in un territorio meno nobile).

Ma Eluana non è speciale.

Se frequenti gli ospedali, sai che appartiene a una nuova

umanità disgraziata, che si sta moltiplicando

grazie ai progressi della medicina,

quella degli esseri umani in stato vegetativo.

Solo in Italia sono circa tremila persone

e in qualche modo si assomigliano tutti:

alternano momenti di veglia (stanno con gli occhi aperti)

a momenti di sonno (stanno con gli occhi chiusi),

emettono suoni, gemiti, sospiri senza alcuna attinenza con

quanto accade intorno al loro capezzale.

I neurologi sostengono che non esiste alcuna possibilità

di entrare in contatto con loro, perché non reagiscono in

maniera intelligente.

Possono avere un soprassalto se c’ è un rumore, o una smorfia

se si fa loro del male, si tratta però di riflessi.

Respirano da soli.

Ma se su quegli occhi aperti si avvicina la punta di una matita,

restano aperti:

nessuna minaccia li muove o li chiude.

Perciò la giornata di Eluana, intesa come giornata, non esiste:

esiste il non-mondo di Eluana.

Oggi questa donna di 36 anni sta al secondo piano della clinica,

in una stanza da sola,

dove siamo entrati anche noi.

Non raramente è in penombra,

con suor Rosangela quasi sempre accanto a lei.

Lo fa dal 7 aprile del 1994.

Prima, per quasi due anni, Eluana,

finita fuoristrada con l’ auto,

spedita d’ urgenza in rianimazione, a poco più di vent’ anni –

tanti ne aveva – era stata ricoverata nel reparto di

lungodegenza riabilitativa dell’ ospedale di Sondrio.

Risultati della rianimazione? Deprimenti.

Ma «faremo il possibile»,

aveva promesso il primario di Sondrio.

Le hanno in effetti tentate tutte.

Anche in questo caso, miglioramenti pari allo zero.

Un giorno una compagna di scuola di Eluana è andata a

trovarla proprio mentre la spostavano dal letto,

usando un paranco:

«Come se fosse un sacco di patate,

lei che non voleva farsi mettere le mani addosso da nessuno».

Lo shock è stato tale da tenere questa ragazza

lontana dall’ ospedale per un bel po’ .

Ogni briciola di quella speranza invocata qualche settimana fa

in una lettera fraterna anche dal cardinal Tettamanzi

è sparita in fretta. E non da sola.

Anche la mamma di Eluana, restando accanto alla figlia,

«si è consumata».

Non compare mai, nelle interviste o in pubblico,

perché si è ammalata di cancro e sta malissimo.

Papà Beppino le fa da scudo, come fa da scudo alla figlia.

I medici gli avevano suggerito:

«Pensa alla tua vita, per Eluana non puoi fare più nulla,

ci pensiamo noi».

Ma questi Englaro, a dispetto di tutto,

erano e sono una famiglia unita: e il papà non ha mai mollato

per pensare a sé stesso,

perché «Eluana intendeva la vita come libertà di vivere,

tra noi c’ era come un patto di rispetto reciproco

delle nostre volontà».

Parlando della figlia, l’ ha definita «un cristallo».

I pezzi di quel cristallo, i cocci della fragilità di una creatura,

forse potranno avere sepoltura grazie a un tribunale,

o forse no.

Al momento, accanto alla ragazza in questo stato

«da 6082 giorni, 16 anni sette mesi e ventitré giorni»,

come scandisce il papà,

ci sono i peluche, le sue foto al mare e sugli sci,

i cassetti sono colmi di quegli abiti, di quella biancheria

che la mamma esausta e piangente ha continuato a comprare,

perché voleva che la figlia, bella, fosse bellissima.

La sua bellezza ancora traspare, una bellezza di porcellana,

dove qualcuno scorge il soffio della vita, e qualcuno no:

ne intravede solo il diafano ricordo, un fantasma traslucido.

Ma d’ altra parte, gli stessi medici, al papà che chiedeva lumi,

non avevano risposto:

«Non abbiamo risposte, non abbiamo soluzioni»?

Sua figlia, gli avevano detto, è una «non-morta, con gravi

handicap».

Tutti, compresa e forse soprattutto la suora, e anche il

professor Carlo Defanti, il neurologo che si è detto disponibile

a staccare il sondino di questa sua paziente,

hanno spiato la quotidianità di questa “non-morta”.

Mai un cenno, mai hanno percepito uno sguardo,

mai una sensazione che qualche cosa della sua volontà,

della sua energia sprizzasse all’ esterno del guscio della pelle.

E così non restano da fare che alcune cose pratiche.

C’ è stato chi, nelle polemiche venate di crudeltà che

caratterizzano questa vicenda umana,clinica e giuridica,

si è spinto sino a dire che Eluana fa anche ginnastica.

La situazione è, in sintesi, questa.

Ogni pomeriggio alle 17..

una sacca beige, con dentro un “pappone”,

un composto di nutrimenti e medicine, viene pompato,

attraverso il sondino nasogastrico,

direttamente nello stomaco di Eluana,

che ha perso la capacità di deglutire,

non potrebbe cioè essere imboccata.

Questo pasto dura dodici ore.

Poi viene sostituito dalla sacca dell’ acqua, per l’ idratazione.

Per evitare le piaghe – e non se n’ è mai formata una,

tanto è efficiente l’ amore di suor Rosangela –

Eluana viene spostata dal letto.

E qua non c’ è il paranco, come nell’ ospedale,

e non ci sono infermieri che protestano per la fatica:

questa religiosa con spalle da artigliere l’ abbranca,

circonda con le sue forme e la sua forza

quel fragile essere dalla testa ciondolante,

mette Eluana a sedere sulla carrozzella,

per un paio d’ ore circa.

Quando non ci sono giornalisti e fotografi

(sarebbe vietato fotografare e pubblicare chi è incapace

di intendere e volere, ma non si sa mai),

la trasporta nel piccolo giardino,

con panchine di pietra e fiori profumati.

Comunque, Eluana va sorvegliata a vista,

perché se non è imbracata, può cadere in avanti.

Poi c’ è la fisioterapia passiva, cioè «le mani altrui»,

un concetto che per Eluana equivaleva a una violenza,

la toccano, la muovono, danno tono per quel che si può

ai muscoli inerti come gomma.

Succede anche tre volte al giorno, il tempo deve passare,

le cure si devono eseguire.

Ed è così che «la mamma si è consumata come una candela

accanto alla figlia», lamentandosi perché «non l’ hanno

lasciata morire».

Lo stesso papà Beppino,

vincendo il pudore che tante volte lo frena,

una volta ha detto al cronista che

«Sati è morta dentro quando è morta Eluana,

e poi è sopravvissuta a se stessa, distruggendosi».

Eluana, nel letto, senza fame, senza sete,

senza riconoscenza, senza affetto (lo affermano i neurologi)

resta ignara di questa battaglia e di questi dolori

dei suoi amatissimi genitori,

e pure dei tanti pensieri e delle emozioni

che causa la sua tragedia.

Il papà, invece, convinto,

forse anche da socialista vecchia maniera,

che «la sola libertà è dentro la società»

non ha accettato quel concetto di

«portatela a casa, la facciamo morire di nascosto».

Ancora ieri ripeteva:

«Da quello che si è creato clinicamente,

solo clinicamente si può uscire».

dal nostro inviato PIERO COLAPRICO  

Una risposta a “per comprendere il caso Eluana..alcuni articoli..

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. Sono costernato sulle feroci polemiche su ELUANA ENGLARO e sebbene fautore sempre per la vita , in questo caso 17 anni di sofferenze della famiglia e a loro la ultima parola .Ipolitici, la chiesa ci ha sguazzato dentro SONO INORRIDITO!!!!

    Comprensione è una parola vuota. La TRAGEDIA E’ IMMANE!!!

    Hrubesh

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: