Archivio per 28 luglio 2009

IL DOMANI SARA’ COME NOI LO COSTRUIAMO   Leave a comment


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IL NUOVO MONDO – SIAMO AGLI ALBORI DI UN NUOVO MONDO.   Leave a comment


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di Giuliana Conforto (astrofisica) 

Si intravedono le prime luci in un nuovo modo di essere e di sentire la vita, l’unità, il bisogno di giustizia, di verità, prosperità e benessere di tutti;

è la coscienza organica che emerge e cresce di giorno in giorno…

I segnali che indicano l’avvicinarsi di una svolta epocale sono molteplici; clima, gravità, campo magnetico terrestre stanno cambiando a ritmi accelerati… L’informazione falsa e distorta del vecchio mondo tende a suscitare panico e rabbia, a distogliere l’attenzione verso la vera meta dell’uomo: un nuovo mondo, ricco di gioia, benessere ed armonia che vedrà svanire qualsiasi potere…
Stiamo vivendo la rivelazione dell’unità organica di infiniti mondi, tutti vivi e dotati di osservatori intelligenti… invisibili, ma presenti…

Sembra fantascienza, è vero? Eppure non lo è.

La scienza potrebbe spiegarlo, se desse alle sue scoperte nomi dal significato semplice e umano.

La scoperta più grande del XX secolo è stata dimenticata, nascosta sotto falso nome; riguarda la Forza, già nota ai grandi poeti: “l’Amor che move il sole e le altre stelle” per Dante Alighieri, “l’unica Forza, l’Amore, che unisce infiniti mondi e li rende vivi” per Giordano Bruno.

La Forza svela l’unità organica di infiniti universi… quella magia che il saggio ha sempre sentito e il poeta ha sempre cantato; è la comunione diretta di ogni corpo umano, visibile, con il corpo di luce, invisibile ed eterno… comunione senza alcun bisogno di intermediari… o presunti rappresentanti di ” dio“.
La Forza è la Vita cosmica, eros, emozione, gioia, Intelligenza vera che dà battito, ritmo, forma e funzioni a ogni corpo e, all’uomo, un ruolo speciale, quello di protagonista della sua realtà individuale e sociale…

Oggi si sta squarciando il “velo dell’illusione”,

l’inganno millenario alla base di tutta la storia umana: la luce elettromagnetica… simile ad una fioca candela che illumina una minuscola porzione di ogni corpo, la porzione che chiamiamo mondo o anche universo visibile.

Un nuovo mondo è non solo possibile, urgente e necessario…

Il nuovo mondo già esiste….

Esistono infiniti mondi che l’uomo non può vedere con gli occhi e gli strumenti scientifici, ma che può sentire, immaginare, persino progettare e creare.

Oggi si rivela la vera Luce, che illumina il tutto, la Vita che l’essere umano non può vedere, ma può sentire come coscienza, unità organica con la Natura vivente.
Cresce infatti la coscienza che il bene è o di tutti o di nessuno.

Tramonta il paradigma meccanicistico che lacera il mondo, e sorge quello organico che è pace, gioia, armonia e benessere per tutti. Emerge una nuova cultura, quella vera che si coniuga con il verbo essere e non con il verbo avere.

La nuova cultura organica sarà il tessuto di una società giusta, saggia, ricca di libertà e di rispetto.

E’ l’alba di un nuovo mondo, capace di riconoscere e di soddisfare tutti i reali bisogni, di risolvere i tanti problemi, in modo semplice e tale da garantire prosperità, benessere, gioia e dignità ad ogni individuo oltre che, è ovvio, giustizia e armonia sociale.

E l’alba può sorgere solo dopo il tramonto del vecchio.

Oggi viviamo una fase di transizione; il travaglio di un parto atteso da millenni.

Siamo nel bel mezzo del cammino tra il vecchio e il nuovo mondo, un ” viaggio nel tempo” che la Terra viva sta compiendo e, con “Lei”, tutti noi che vogliamo giustizia e libertà.

Siamo oggi nel canale del parto; stiamo uscendo dall’utero, cioè superando l’orizzonte illusorio della luce elettromagnetica; ci muoviamo verso l’evento eccezionale che è la nuova genesi, la nascita di una specie umana evoluta, cosciente dell’unità e quindi tale da percepire e rendere reale il nuovo mondo; evento annunciato e previsto da molte profezie della storia.
Dobbiamo solo svelare l’inganno dentro ciascuno di noi, riconoscere la congiura invisibile che finora ha dominato la nostra esistenza e le nostre azioni:

la “conoscenza” che si erge sue due discipline fondamentali, scienze e religioni, le quali ignorano entrambe il significato della Vita…

Alla sua base la convinzione falsa che siamo divisi, limitati, impotenti, peccatori e… “discendenti” dalle scimmie… eppure l’anello mancante tra uomo e scimmia ancora manca…

La “conoscenza” ha irrigidito il cervello umano, la morale ipocrita ha bloccato la sua naturale sensibilità alle emozioni..

Per la “conoscenza” ….

le alternative sulle origini sono solo due:

o ” Dio” o il “caso”, entrambe con una fine ed entrambe basate sulla presunta impotenza dell’uomo…

Dio” ha creato l’eros ma poi ha proibito il suo uso, dicono tutte le religioni…
Dio” od un inganno mostruoso che ha reso infelice l’esistenza umana e ha creato la divisione principe, quella tra uomini e donne?

Se l’eros è la forza debole, il lato luminoso della Forza,

si comprende perchè è stato irregimentato…

l’Amore è l’unico messaggio che ci collega agli universi invisibili,

può dimostrare che i “morti” non sono morti e gli ” alieni” non sono alieni

che siamo cittadini cosmici immortali, tutti parte di un Universo Organico, Intelligente ed Eterno… …

La forza “debole” unisce ogni corpo agli universi invisibili, ma reali oggi persino calcolati….

dimostra che la divisione tra uomo e ” Dio“, alla base di qualsiasi potere,

è falsa… resa “reale” dal fatto che ci crediamo….
I segnali trasmessi dalla Luce pesante oggi sono molteplici;

sussurra a chi ha cuore ed orecchie per sentire che non è solo ed abbandonato in questo mondo di ordinaria follia, ma unito a tutta la Natura vivente…

La Luce “debole” sta risvegliando la coscienza assopita dell’uomo,

fa risorgere l’etica naturale, ben diversa dalla morale ipocrita finora imposta…

è coscienza di essere protagonisti e responsabili…

dimostra che il “nemico” non esiste affatto… nemmeno quello “alieno”…

Se è vero, come si sta dimostrando, che siamo dentro una Matrix,

una realtà virtuale ovvero un film interattivo in 4D,…

allora ” alieni” siamo tutti,

perché ogni corpo visibile è solo un’immagine virtuale della vera identità che è invece fuori della Matrix.

L’ologramma appare solido a quel senso fallace,

perché è composto dalla vera Luce,

Luce massiccia e non dalla falsa ed illusoria luce elettromagnetica.
fonte:www.shantimandir.org

(l’anello mancante è questo..rileggendo con occhi aperti il testo della genesi e la “storia del peccato originale” si avverte che vi è in questo racconto una menzogna tremenda..

quella raccontata dai “Sacerdoti ebrei di quel popolo”

e cioè:l’uomo ha peccato in qualche modo..ha voluto essere come Dio..per “conoscere il bene ed il male”

ma..quella dell’uomo..non è stata una scelta oltraggiosa..

perchè..se è vero che non avrebbe conosiuto il male..

mai però..avrebbe conosciuto anche il bene.)

 

 
 

 

Bush censurava i ghiacciai….(oltre che le commissioni d’indagine sull’11settembre)   Leave a comment


 

Ecco le foto tenute segrete

 

Parliamo spesso di scioglimento dei ghiacciai, un fenomeno dovuto al surriscaldamento globale, che mette in pericolo l’equilibrio degli ecosistemi e dell’intera terra, perchè è un processo che coinvolge da vicino oceani, formazione di uragani, surriscaldamento delle acque e lo stesso habitat di molte specie viventi.
Una recente relazione pubblicata in un libro dell’US Geological Survey, ha messo in evidenza come i ghiacciai dell’Alaska si stiano letteralmente diradando, in alcune aree addirittura sarebbero già scomparsi, come ben documentano le immagini raccolte dagli esperti.

Circa il 5 per cento dell’area dell’Alaska è coperta da ghiacciai, che sono più di 100.000, per un totale complessivo di 75.000 chilometri quadrati, una superficie superiore all’intero stato del West Virginia.
Soltanto alcune di queste immense riserve di ghiaccio stanno avanzando, ma la percentuale di quelli in ritirata è sorprendente ed allarmante e corrisponde al 99% dei ghiacciai totali. Questi dati sono stati pubblicati in un libro dal titolo Glaciers in Alaska (Ghiacciai in Alaska), scritto dal geologo Bruce Molina che fa parte del gruppo di ricerca dell’USGS.

Un progetto interessante dell’USGS ha previsto di documentare tramite una raccolta fotografica la situazione in cui versano i ghiacciai del Montana’s Glacier National Park.
Le immagini raccolte, confrontate a quelle dei decenni precedenti,  hanno evidenziato un ritiro notevole delle distese ghiacciate.
Sulla base di queste foto e  dei tassi di retrocessione dei ghiacciai, gli scienziati hanno previsto che il parco potrebbe essere costretto a cambiare il suo nome entro il 2030, dal momento che di ghiaccio non ne sarà rimasto nemmeno un cubetto fino

ghiacciai-fotoNEW YORK – Le foto c’erano, chiare e dettagliate. “Un metro ogni pixel”, gongola Thorsten Markus, il ricercatore tedesco volato da Brema alla Nasa per combattere la battaglia dell’ambiente: “Una risoluzione così non s’era mai vista, trenta volte superiore a quelle che avevamo a disposizione: qui si vede tutto”. Cioè non si vede più nulla, perché il ghiaccio di Barrow, Alaska, non c’è più, sparito, inghiottito da quel mare Artico che è sempre meno Glaciale per il surriscaldamento. Sì, le foto c’erano: mille immagini scattate dal supersatellite intorno a sei siti a rischio sull’Oceano. Peccato che quegli scatti praticamente storici, prova visibile del global warming, fossero stati nascosti, proibiti, censurati: proprio da quel George Bush che già aveva classificato come segretissimi altri studi sull’effetto serra, compreso quello firmato, anno 2004, dal suo stesso Pentagono.

Prendete Barrow: è il villaggio più a nord del mondo, nell’Alaska fino all’altro ieri governata da Sarah Palin, con un occhio più alle trivelle petrolifere che ai ghiacci. Quattromila anime affacciate sul nulla eterno, una stazione del servizio meteorologico nazionale che si arrampicò già alla fine dell’Ottocento, e soprattutto la base del Noaa, il National Oceanic and Atmosphere Administration. Ecco, adesso nelle foto desecretate il disastro si vede a occhio nudo: questo, luglio 2006, è l’Oceano davanti a Barrow come è apparso da che mondo e mondo, con la linea dei ghiacci all’orizzonte, e questa è la stessa foto scattata nel luglio 2007, nulla di nulla: la striscia bianca non c’è più.

 

Le foto, straordinarie davvero, sono state fatte spuntare dal cassetto da un’agenzia governativa, l’Osservatorio geologico degli Stati Uniti, a poche ore dall’allarme lanciato sul clima dall’Accademia nazionale delle scienze, in una mossa che si presume concordata con lo staff dell’amministrazione Obama. L’ambiente è uno dei punti forti del programma di Barack, che appena un mese fa ha sbandierato come una grande vittoria l’approvazione alla Camera del pacchetto clima, malgrado le critiche dei verdi più radical delusi dal Cap and Trade, il meccanismo di compravendita dei “diritti” (ovviamente costosi) di inquinamento. Ora per il piano si prevede però una dura battaglia al Senato, dove già il presidente ha il suo bel da fare con la riforma sanitaria.

Ma le foto nascoste e riapparse aprono anche un altro fronte di lotta: quello per la sopravvivenza della ricerca scientifica. Dice Jane Lubchenco del Noaa: “Immagini come queste ormai sono la prova che cerchiamo, ma la flotta dei satelliti spia non è stata rimpiazzata e ora rischiamo il collasso. Lottiamo in un campo di battaglia in cui l’America si presenta cieca”. In febbraio, scrive Suzanne Goldeberg, esperta di ambiente dell’inglese Guardian, un satellite della Nasa che trasportava strumenti per produrre la prima mappa dell’emissione di carbone intorno alla Terra è caduto nell’Antartico appena tre minuti dal decollo.

Non è un segnale incoraggiante. Ora nel piano di Obama ci sono 170 milioni per recuperare il gap. Per l’istituto di ricerca che lotta nei posti più impervi, come sulla trincea del nulla di Barrow, ne servono altri 390. Bush e Cheney facevano presto a risolvere il problema: bastava nasconderlo nel cassetto. Ma oggi il clima è cambiato, anche alla Casa Bianca. Peccato che insieme ai ghiacci siano spariti anche i fondi.

Pubblicato 28 luglio 2009 da sorriso47 in Attualità

Lo stato di salute della democrazia   Leave a comment


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di GIANRICO CAROFIGLIOUn sintomo del grado di sviluppo della democrazia e in generale della qualità della vita pubblica si può desumere dallo stato di salute delle parole, da come sono utilizzate, da quello che riescono a significare. Dal senso che riescono a generare. Oggi, nel nostro paese, lo stato di salute delle parole è preoccupante. Stiamo assistendo a un processo patologico di conversione del linguaggio a un’ideologia dominante attraverso l’occupazione della lingua.

E l’espropriazione di alcune parole chiave del lessico civile. È un fenomeno riscontrabile nei media e soprattutto nella vita politica, sempre più segnata da tensioni linguistiche orwelliane. L’impossessamento, la manipolazione di parole come verità e libertà (e dei relativi concetti) costituisce il caso più visibile, e probabilmente più grave, di questa tendenza.

Gli usi abusivi, o anche solo superficiali e sciatti, svuotano di significato le nostre parole e le rendono inidonee alla loro funzione: dare senso al reale attraverso la ricostruzione del passato, l’interpretazione del presente e soprattutto l’immaginazione del futuro.

Se le nostre parole non funzionano – per cattivo uso o per sabotaggi più o meno deliberati – è compito di una autentica cultura civile ripararle, come si riparano meccanismi complessi e ingegnosi: smontandole, capendo quello che non va e poi rimontandole con cura. Pronte per essere usate di nuovo. In modo nuovo, come congegni delicati, precisi e potenti. Capaci di cambiare il mondo.

Proviamo allora a esercitarci in questo compito di manutenzione con una parola importante e più di altre soggetta allo svuotamento (e alla distorsione) di significato di cui dicevamo. Proviamo a restituire senso alla parola vergogna.

Nell’accezione che qui ci interessa la vergogna corrisponde al sentimento di colpa o di mortificazione che si prova per un atto o un comportamento sentiti come disonesti, sconvenienti, indecenti, riprovevoli.

E’ una parola da ultimo molto utilizzata al negativo: per escludere, sempre e comunque, di avere alcuna ragione di vergogna o per intimare agli avversari – di regola con linguaggio e toni violenti – di vergognarsi. La forma verbale “vergognatevi” è oggi spesso utilizzata nei confronti di giornalisti che fanno il loro lavoro raccogliendo notizie, formulando domande e informando il pubblico.

Sembra dunque che vergognoso sia vergognarsi. La vergogna e la capacità di provarla appaiono qualcosa da allontanare da sé, una sorta di ripugnante patologia dalla quale tenersi il più possibile lontani.

Sulla questione Blaise Pascal la pensava diversamente, attribuendo alla capacità di provare vergogna una funzione importante nell’equilibrio umano. Nei Pensieri leggiamo infatti che “non c’è vergogna se non nel non averne”.

In tale prospettiva è interessante soffermarsi sull’elencazione, che possiamo trovare in qualsiasi dizionario, dei contrari della parola. Troviamo parole come cinismo, impudenza, protervia, sfacciataggine, sfrontatezza, sguaiataggine, spudoratezza, svergognatezza.

Volendo trarre una prima conclusione, si potrebbe dunque dire che il non provare mai vergogna, cioè il non esserne capaci, è patologia caratteriale tipica di soggetti cinici, protervi, sfacciati, spudorati. Al contrario, la capacità di provare vergogna costituisce un fondamentale meccanismo di sicurezza morale, allo stesso modo in cui il dolore fisiologico è un meccanismo che mira a garantire la salute fisica. Il dolore fisiologico è un sintomo che serve a segnalare l’esistenza di una patologia in modo che sia possibile contrastarla con le opportune terapie. La ritardata o mancata percezione del dolore fisiologico è molto pericolosa e implica l’elevato rischio di accorgersi troppo tardi di gravi malattie del corpo.

Così come il dolore, la vergogna è un sintomo, e chi non è capace di provarla – siano singoli o collettività – rischia di scoprire troppo tardi di avere contratto una grave malattia della civilizzazione.

Qualsiasi professionista della salute mentale potrebbe dirci che le esperienze vergognose, quando vengono accettate, accrescono la consapevolezza e la capacità di miglioramento, e in definitiva costituiscono fattori di crescita. Quando invece esse vengono negate o rimosse, provocano lo sviluppo di meccanismi difensivi che isolano progressivamente dall’esterno, inducono a respingere ogni elemento dissonante rispetto alla propria patologica visione del mondo, e così attenuano il principio di realtà fino ad abolirlo del tutto.

Come ha osservato una studiosa di questi temi – Francesca Rigotti – l’azione del vergognarsi è solo intransitiva e non può mai essere applicata a un altro. Io posso umiliare qualcuno ma non posso vergognare nessuno. Sono io che mi vergogno, in conseguenza di una mia azione che avverto come riprovevole. Pertanto la capacità di provare vergogna ha fondamentalmente a che fare con il principio di responsabilità e dunque con la questione cruciale della dignità.

Diversi autori si sono occupati alla vergogna. La parola è presente in alcuni bellissimi passi di Dante e ricorre circa trecentocinquanta volte in Shakespeare. Ma è davvero interessante registrare cosa dice della vergogna Aristotele nell’Etica Nicomachea. “La vergogna non si confà a ogni età, ma alla giovinezza. Noi infatti pensiamo che i giovani devono essere pudichi per il fatto che, vivendo sotto l’influsso della passione, sbagliano, e lodiamo quelli tra i giovani che sono pudichi, ma nessuno loderebbe un vecchio perché è incline al pudore, giacché pensiamo che egli non deve compiere nessuna delle cose per le quali si ha da vergognarsi”.

(28 luglio 2009)


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