Archivio per settembre 2010

Renzi a Repubblica Domanda \”Cinque idee per far ripartire il Pd\” – Repubblica.it   Leave a comment


 http://tv.repubblica.it/copertina/matteo-renzi/53056?video

http://tv.repubblica.it/copertina/matteo-renzi-2/53057?video

Renzi a Repubblica Domanda \”Cinque idee per far ripartire il Pd\” – Repubblica.it

“Non sarà la convention dei rottamatori”. A Repubblica Domanda c’è il sindaco di Firenze, quel Matteo Renzi che giorni fa ha scatenato un putiferio chiedendo la “rottamazione” dei vertici del Pd. E rispondendo ai navigatori del web il quarantenne democratico affina il discorso, ma non torna indietro. L’appuntamento già deciso del 5-6-7 novembre nel capoluogo toscano, dice, dovrà essere l’occasione per mettere insieme le “nuove idee per il Paese, non per per parlare male del Pd”. Al contrario. il sindaco assicura che sarà l’occasione per buttar giù le linee di un nuovo programma. Cinque idee dalle quali “far ripartire il Pd”.

Anzitutto, l’ambiente e le regole dell’utilizzo del territorio: “A Firenze stiamo facendo un piano strutturale a volumi zero, siamo degli estremisti se diciamo che d’ora in poi si deve costruire secondo le indicazioni di Casa Clima e del risparmio energetico?”. Poi le riforme: “Si dimezzino i parlamentari, il centrosinistra abbia il coraggio: è antipolitica passare da mille parlamentari a cinquecento come negli Usa?”. Quindi il lavoro: “La mia generazione non avrà la pensione e sono sempre meno quelli con un contratto a tempo indeterminato. Possiamo immaginare un nuovo Stato sociale?” E i beni culturali: “Potremmo raccontare il nostro Paese in modo innovativo senza lasciarlo al grigio regime delle Soprintendenze. A cominciare dal cibo, che è una grande questione politica, agli stili di vita”. Infine le infrastrutture: “Prima di mettersi a discutere del Ponte sullo Stretto parliamo di infrastrutture tecnologiche, riformando la scuola e l’università in base al merito, perché non si può mettere insieme chi svolge il suo lavoro con passione e chi sta lì a scaldare la sedia”.

Ma in caso di elezioni, è Bersani il candidato? “Secondo me si dovrebbero rifare le primarie”, risponde Renzi. Mentre sulle alleanze si dice contrario “ad una accozzaglia” che da Vendola e Ferrero arrivi a Casini e Fini. Per Renzi non si deve stare a discutere di alleanze e coalizioni: “Il problema non è con chi facciamo l’accordo, non voglio dire che non dobbiamo fare l’accordo con nessuno, la cosiddetta vocazione maggioritaria. La prima cosa da fare è chiarirsi su cosa vogliamo fare, poi vediamo chi ci sta”.

E se ci sarà a breve la campagna elettorale, attenti: “Non deve essere fatta sul lodo Alfano, su Mills e sulle questioni giudiziarie”. Per Renzi “deve essere fatta invece su quello che Berlusconi non ha fatto: “Dobbiamo far vedere che Berlusconi ha fallito, che ai suoi proclami non sono seguiti i fatti, dalla riduzione delle tasse alle opere disegnate sulla lavagnetta di Vespa”.

viaRenzi a Repubblica Domanda \”Cinque idee per far ripartire il Pd\” – Repubblica.it.

Pubblicato 14 settembre 2010 da sorriso47 in Popoli e politiche

Taggato con

Bersani a Torino..”Questo è il nostro programma”   Leave a comment


discorso di Bersani alla festa PD torino 2010

Propongo oggi due pilastri di questo progetto il primo: più lavoro e nuovo lavoro per tornare a crescere e per vivere meglio; il secondo: una riscossa civica per tornare a crescere e per vivere

Pubblicato 12 settembre 2010 da sorriso47 in spiritualità

il Cuore dei bambini…   Leave a comment


Pubblicato 12 settembre 2010 da sorriso47 in spiritualità

CALIGOLA..è tornato…   Leave a comment


berlusconi

Berlusconi..è un nuovo Caligola..(Caligola è parte della nostra storia antica..e moderna..Benito Mussolini..)

obbietterete..ma Caligola..fece Senatore un cavallo..!!!

perchè..ritenete che questi..siano esseri Umani?

Sandro Bondi Schifani marcello dell'utri

avete presenti..le Veline e gli ex… della Guardia di Finanza che ora sono Deputati  e Senatori…solo perchè ,in tempi passati, si sono venduti?

10 settembre 2010-Mosca

Ostenta sicurezza.

Sferzando Fini e le toghe. Silvio Berlusconi arriva al World Political Forum in Russia e si porta dietro i contrasti che agitano il suo governo. Dallo scontro con Fini alla Lega che chiede a gran voce il voto anticipato. Ma il premier, forse anche consigliato dai sondaggi che danno in calo il Pdl, frena: "Il governo andrà avanti per tre anni, i problemi sono solo piccole questioni, la governabilità non è intaccata".  Bossi, dopo la richiesta a gran voce delle elezioni, adesso concorda: "Visto che non si può andare alle elezioni, meglio andare avanti e lavorare e non pensarci più".  Bossi ha poi ribadito che la Lega sarà leale nei confronti del governo e a chi gli domandava come immagini una maggioranza allargata, non ha risposto, limitandosi a ripetere il gesto del dito medio.
Ma è contro Fini che il Cavaliere alza i toni. Senza citarlo lo definisce "un professionista della politica", che vuole "fare la sua aziendina". Nulla di serio, assicura il premier, che liquida le mosse del presidente della Camera come "cose che non toccano la governabilità". Il governo, giura, "andrà avanti per i tre anni di legislatura". Secca la replica di Fini: "Quando si è all’estero non si parla di questioni nazionali, se non in termini positivi".
Magistratura. Poi il premier torna ad attaccare la magistratura "che in Italia ha un potere senza limiti" e che mette a rischio "la governabilità". "La magistratura – scandisce Berlusconi- ha ritenuto di poter ancora svolgere una sua opera, mettendo sotto accusa, con accuse assolutamente inventate, i protagonisti della vita politica e quindi mettendo a rischio la governabilità del Paese". Questa, insiste "è una situazione di oppressione della vita del cittadino ed è qualche cosa che in una democrazia non può essere accettato e non deve avvenire". Il premier cita quello che, a suo giudizio, sarebbe un esempio dello strapotere delle toghe. "Nel 1993 ‘Mani Pulite’ portò alla dissoluzione di tutti i partiti democratici e la magistratura politicizzata e di sinistra aprì la strada al potere del partito comunista, che non era ancora democratico". Per Berlusconi il Pci era finanziato dall’Urss: "Oltre il 60% dei fondi ai partiti comunisti stranieri andavano al Pci".

Fisco.
Una battuta anche sul fisco (suo vecchio cavallo di battaglia) per dire che "lo Stato può chiedere fino a un terzo di quello che guadagni, se chiede di più il cittadino si sente rapinato". Dunque, è la conclusione, "importante per uno stato democratico è che la richiesta del fisco sia equa, un terzo di quello che guadagna un cittadino".
La replica dei finiani. "Affermazioni che non meritano una risposta – dice Italo Bocchino – è buona abitudine non parlare di questioni interne nel momento in cui il Paese è impegnato in vertici internazionali".
Alfano. "Il tema delle dimissioni di Fini non fa parte della discussione che si svolge in relazione alla presenza in parlamento del Presidente Berlusconi a fine mese, che, invece, riguarda il programma politico del Pdl. Lo ha detto il ministro della giustizia, Angelino Alfano, a margine del suo intervento ad ‘Atreju 2010’. Il Guardasigilli approva l’attacco del premier alle toghe: "Non occorre scandalizzarsi per quello che dice Berlusconi" perchè si tratta di un concetto "condiviso da circa 10 anni".

L’opposizione.
Quello di Berlusconi è stato un intervento "grave". Per l’ex ministro degli esteri, Massimo D’Alema, intervenuto al forum, è "inusuale" usare "una sede internazionale per lanciarsi in polemiche politiche interne", "lanciare frecciate ai suoi alleati", "criticare la magistratura" ed "esprimersi sulla natura democratica dei partiti del suo Paese".  "In nessun paese civile accadono queste cose" ha detto l’ex presidente del consiglio italiano, "devo dire che era palpabile l’imbarazzo della platea". In sala c’erano oltre 500 politici ed esperti di 20 Paesi, "intellettuali e studiosi occidentali che conoscono benissimo le cose". "Io l’ho percepito, anche l’applauso finale è stato freddo e burocratico" sottolinea D’Alema. "Spero che un capo del governo di questo genere se ne vada al più presto per il prestigio del nostro paese". Per l’esponente democratico bisogna capire "quale è il modello democratico di Berlusconi, l’esaltazione fatta da Putin ci fa pensare sia un modello molto particolare".
Per il dipietrista Donadi, il premier ”esporta le sue buffonate anche all’estero, screditando per l’ennesima volta il nostro Paese". Mentre il Pdci parla di ossesione "patologica" contro la magistratura. Ironico il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: " Noi siamo abituati ai suoi sfoghi: che li venga a fare qua. Ma, per favore, lasci in pace il mondo".

Pubblicato 10 settembre 2010 da sorriso47 in spiritualità

la Meraviglia ..della benevola,compassionevole…Coscienza Originaria..che è scritta ..nell’istinto di ogni Creatura.   1 comment


HIS EYE IS ON THE SPARROW  

A female mate was hit by a car as she swooped low across the road, and the condition was soon fatal.

 passero 1

Her male mate brought her food and attended her with love and compassion.

 passero 2

He brought her food again, but was shocked to find her dead.

 passero 3

He tried to move her – a rarely seen effort.

 passero 4

Aware that his mate was dead and would never come back to him again, he cried with adoring love…

passero 6

…and stood beside her with sadness and sorrow.

  passero 5

Millions of people were touched after seeing these photos in America , Europe, Australia , and even India . 

The photographer sold these pictures for a nominal fee to the most famous newspaper in France . 

All copies of that edition were sold out on the day these pictures were published.

And many people think animals and birds don’t have brains or feelings. 

You have just witnessed love and sorrow felt by one of Nature’s best. 

Live simply, love generously, care deeply, and speak kindly. 

Pubblicato 9 settembre 2010 da sorriso47 in spiritualità

“Chi fischia..è difensore della Legalità.” Antonio di Pietro   Leave a comment


Antonio Di Pietro

Image via Wikipedia

Il Presidente del Senato Renato Schifani è stato contestato alla Festa Democratica in corso a Torino. Queste le immagini degli attivisti del MoVimento 5 Stelle e delle Agende Rosse

E’ controcorrente la posizione di Antonio Di Pietro riguardo a chi ieri ha contestato Renato Schifani alla festa del Pd di Torino. Per il leader dell’Idv, chi fischiava era “un difensore della legalità”. In un’intervista a Repubblica l’ex magistrato si chiede “quando un cittadino si può ribellare? In uno Stato di diritto ci deve essere un luogo per far sentire la propria voce. E dove se non in un comizio pubblico? Solo nei regimi è vietato contestare. Solo Gheddafi, quando è venuto, ha preteso incontri blindati”.

Di Pietro ragiona così: “Sembra che in questo Paese non stia succedendo niente. Facciamo finta che non ci sia una cricca piduista e fascista che ha occupato le istituzioni, approvando leggi liberticide e ad personam che violano la Costituzione. Però tutto questo non si può dire e si vuole togliere al cittadino il diritto di ribellarsi quotidianamente”. Di Pietro dice di rivendicare l’invito rivolto nei giorni scorsi ai cittadini di zittire Dell’Utri in tutte le piazze: “Rivendico la contestazione e l’esasperazione dei cittadini a Como e a Torino. E poi, io a Torino dal Pd, ci sono stato. Qualche giorno fa, a dibattere con Franco Marini. C’erano migliaia di persone. E’ stato un tripudio di consensi per me. E per Marini molti fischi… C’è un popolo reale che vota e che non ne può più di questa opposizione con la cravatta al collo e la camicia bianca”.

L’ex magistrato, poi, illustra la sua strategia: “Io sto cercando di denunciare la truffa mediatica di un Berlusconi che non ha più il carisma di anni fa. A me l’Alleanza democratica proposta da Bersani sta bene: l’obiettivo è cacciare Berlusconi. Ora, però, c’è da fare il contenuto. E il Pd deve decidersi: o sta di qua o sta di là, con i Fini e i Casini. In tal caso, l’IdV resterà un punto di riferimento per la difesa di certi valori”. E ancora: “C’è un popolo che reagisce – sostiene Di Pietro -. Questo clima mi ricorda gli albori di Mani pulite: ci sono migliaia di persone che si sono rotte di sentirsi prese in giro, umiliate e offese. Quelli che se ne lamentano, anni fa vedevano come una liberazione la gente che scende in piazza”. Quanto alla definizione di Fassino che ha parlato di squadristi, Di Pietro conclude: “Parlava al suo popolo, al popolo del Pd. E se l’ha definito così, vuol dire che questi dirigenti non riconoscono più neanche i propri elettori”.

Pubblicato 8 settembre 2010 da sorriso47 in Attualità, Popoli e politiche, Società e costume

la Guerra ISRAELE/STATI UNITI contro l’IRAN è ormai prossima..ne pagheremo le conseguenze.   Leave a comment


ANSA) – DOHA, 5 SET –

Ahmadinejad netanyahu4

Qualsiasi attacco contro l’Iran portera’ ‘alla distruzione di Israele’, ha affermato il presidente iraniano Ahmadinejad in visita in Qatar. ‘L’entita’ sionista (Israele, ndr) e il governo Usa – ha continuato- attaccheranno tutti i Paesi della regione quando vorranno e senza chiedere il permesso, ma per ora non possono farlo l’Iran ha la capacita’ di rispondere duramente. Secondo il leader iraniano, lo scopo dei paventati raid contro Teheran e’ quello di ‘mettere sotto pressione il Paese’.

02/09/2010 09:41
ISRAELE-IRAN

Israele completa i preparativi per l’attacco all’Iran

di Maurizio d’Orlando
Una notifica ufficiale del governo Usa certifica la cessione allo Stato ebraico di ingenti quantitativi di carburanti per aerei e mezzi militari terrestri. A Gerusalemme si intensifica il dibattito sull’attacco ai reattori nucleari di Teheran. Che, dal canto suo, continua a puntare sull’energia atomica, visto il boicottaggio americano alla costruzione di raffinerie.

 

 

 

Milano (AsiaNews) – Molti segnali evidenziano che Israele si sta preparando o attaccare l’Iran o a lanciare una nuova offensiva nel sud del Libano contro gli Hezbollah.

Lo si deduce dagli ordinativi di approvvigionamenti logistici militari effettuati nel corso delle scorse settimane dalle forze armate dello Stato di Israele.

In particolare Israele ha ordinato negli Stati Uniti all’inizio di agosto 284 milioni di galloni di cherosene aeronautico del tipo JP-8 (un combustibile con caratteristiche tecnologiche molto complesse e particolari, di esclusivo impiego in velivoli militari), oltre a 100 milioni di galloni di gasolio per autotrazione (diesel) e di 60 milioni di galloni di benzina senza piombo – forniture anche queste con caratteristiche per impieghi militari. Il costo preventivato è di due miliardi di dollari.

Se ne ha notizia da una notifica emessa, in conformità alle vigenti leggi USA, dal Ministero della Difesa americana ed in particolare dal dipartimento della Cooperazione di Sicurezza, (Defense Security Cooperation Agency)[1] lo scorso 5 agosto. Tale notifica è obbligatoria come preventiva comunicazione al Parlamento americano in relazione a forniture militari destinate a paesi esteri.

La notifica al Parlamento USA afferma che “la proposta fornitura di cherosene avio militare JP-8 permetterà ad Israele di preservare la capacità operativa della flotta aerea”. “La benzina senza piombo ed il gasolio per autotrazione saranno impiegate per i veicoli delle forze terrestri e per altri strumenti ed apparati impiegati per mantenere la pace e la sicurezza nella regione. Israele non avrà difficoltà nell’assorbire questo carburante addizionale nell’ambito delle proprie forze armate”.

A titolo di paragone l’ultimo ordinativo piazzato in America dallo Stato di Israele fu effettuato il 15 luglio 2008, quando vennero ordinati 186 galloni di avio cherosene JP-8, 54 galloni di gasolio per diesel e 28 milioni di benzina senza piombo, con un costo stimato di 1,3 miliardi.

In precedenza, il 24 agosto 2007, Israele aveva ordinato 90 milioni di JP-8 e 42 milioni di galloni di gasolio per diesel, con un costo stimato di 308 milioni di dollari, mentre il 14 luglio 2006 gli israeliani avevano ordinato un quantitativo non precisato di avio cherosene JP-8 per un costo stimato di 210 milioni di dollari. L’incremento del valore delle forniture di combustibile USA ad Israele è vistoso: dal 2006 ad oggi è decuplicato, da 210 milioni di dollari a due miliardi.

Le ultime due operazioni militari israeliane sono state la guerra del Libano nell’estate del 2006, durata un po’ più di un mese e l’operazione “Piombo Fuso” a Gaza dal 27 dicembre 2008 al 21 gennaio 2009.

La tensione in Medio Oriente aumenta dopo che all’inizio di agosto, con il sostegno tecnologico russo, è entrato in funzione in Iran l’impianto di Bushehr di produzione di energia nucleare ad uso civile. John Bolton, ex ambasciatore USA presso l’ONU e fervente sostenitore delle politiche dello Stato di Israele, aveva sollecitato un’azione militare prima che l’impianto di Bushehr fosse entrato in funzione. Successivamente, un bombardamento del sito, aveva affermato Bolton, avrebbe comportato il rischio di rilascio di radioattività a danno della popolazione civile. Il governo americano, per bocca di Gary Samore, consigliere di Obama per le questioni nucleari, starebbe perciò cercando di raffreddare le tensioni. Samore ha infatti dichiarato[2] che ci vorrà circa un anno prima che l’Iran sia in grado di convertire l’uranio fissile ad uso civile in uranio per scopi militari[3].

Sull’argomento il dibattito in Israele è alquanto serrato e contrastato con alcune fazioni che spingono per non dilazionare ulteriormente un’iniziativa militare. Ad esempio, l’editorialista del Jerusalem Post, Caroline B. Glick, ha osservato[4] che “Da un punto di vista militare, più Israele aspetta ad attaccare l’Iran, più difficile diventerà portare a compimento l’impresa”. Circa il ministro della difesa israeliano, Ehud Barack, Glick ha commentato “l’inettitudine strategica di Barack è leggendaria”. Sempre sul fronte interventista, ancora secondo il Jerusalem Post [5], un funzionario statunitense, Frederick Hoff, assistente di George Mitchell, inviato del governo USA per la pace in Medio Oriente, avrebbe detto al capo di stato maggiore dell’esercito libanese, Jean Kahwaji, che Israele sarebbe pronta ad attuare un piano per distruggere tutte le infrastrutture militari libanesi in quattro ore, qualora si verificasse un altro incidente di frontiera come capitato di recente quest’estate.

Per parte sua anche l’Iran non manca di mostrare un atteggiamento bellicoso, non solo con l’attivazione dell’impianto di Bushehr, ma anche con il lancio della terza generazione di missili Fateh 110 e svelando di possedere un “drone”, un aereo da bombardamento senza pilota, costruito in Iran, con un raggio di autonomia di 620 miglia.

Fra tanto rullare di tamburi appare sempre più evidente che tutta la questione va opportunamente letta, al di là delle dichiarazioni di propaganda delle parti. In gioco non è tanto l’intenzione degli iraniani, asserita da alcune fazioni israeliane, di dotarsi di armi nucleari. Dal punto di vista militare la supremazia militare israeliana è schiacciante sia per l’armamento convenzionale che quello nucleare. A mettere a rischio nel lungo termine l’attuale egemonia israeliana – ed americana – nell’area è la crescita economica e demografica di paesi culturalmente antagonisti e non sottomessi, ieri l’Iraq di Saddam Hussein oggi l’Iran di Ahmadinejad. Ad esempio, al cuore della vicenda degli impianti di produzione di energia elettrica da reattori nucleari c’è necessità iraniana reale. Per sviluppare il paese, i dirigenti iraniani sanno che devono disporre di più energia. Devono infatti cercare di tenere sotto stretta tutela le nuove generazioni che frustrate dalla disoccupazione sbirciano con curiosità l’occidente e sembra inizino a dimenticare gli ideali della Rivoluzione Islamica del regime fondato da Khomeini dopo la caduta dello Scià. L’Iran galleggia su enormi riserve di petrolio eppure è soffocato nel suo sviluppo dalla mancanza di carburante. Dotarsi di adeguati impianti di raffinazione e di generazione termoelettrica sarebbe la soluzione logica, ma non è quella percorsa. È la concordanza degli opposti. Da un lato gli USA boicottano la fornitura di tecnologie per gl’impianti di raffinazione. Dall’altro lato i dirigenti iraniani preferiscono puntare sul nucleare e non sul termoelettrico anche per compattare il fronte interno lamentando l’ingiusta ostilità nei confronti della nazione.

Gli ingredienti per lo scoppio di una grande conflagrazione sono stati profusi a piene mani. Infondo conviene ad entrambe le opposte elite di potere. È a dir poco dubbio che uno scontro convenga alle popolazioni di entrambi gli schieramenti.

[1] Vedi: http://www.dsca.mil/PressReleases/36-b/2010/Israel_10-41.pdf

Israel – Unleaded Gasoline, JP-8 Aviation Jet Fuel, and Diesel Fuel
WASHINGTON, August 5, 2010 – The Defense Security Cooperation Agency notified Congress today of a possible Foreign Military Sale to Israel of unleaded gasoline, JP-8 aviation fuel and diesel fuel for an estimated cost of $2 billion.
The Government of Israel has requested a possible sale of 60,000,000 gallons of unleaded gasoline, 284,000,000 gallons of JP-8 aviation jet fuel, and 100,000,000 gallons of diesel fuel. The estimated cost is $2 billion.
This proposed sale will contribute to the foreign policy and national security of the United States by helping to improve the security of a friendly country which has been, and continues to be, an important force for political stability and economic progress in the Middle East.
The proposed sale of the JP-8 aviation fuel will enable Israel to maintain the operational capability of its aircraft inventory. The unleaded gasoline and diesel fuel will be used for ground forces’ vehicles and other equipment used in keeping peace and security in the region. Israel will have no difficulty absorbing this additional fuel into its armed forces.
The proposed sale of these three types of fuel will not alter the basic military balance in the region.
The vendors are unknown at this time due to the competitive bid process for the supply source(s). There are no known offset agreements proposed in connection with this potential sale.
Implementation of this proposed sale will not require the assignment of any additional U.S. Government or contractor representatives to Israel.
There will be no adverse impact on U.S. defense readiness as a result of this proposed sale.
This notice of a potential sale is required by law and does not mean the sale has been concluded.

[2] Vedi: The Globe and Mail, 20 agosto 2010, Mark Mazzetti/David E. Sanger, ‘Iran’s nuclear threat not imminent, U.S. says’, http://www.theglobeandmail.com/news/world/africa-mideast/irans-nuclear-threat-not-imminent-us-says/article1679399/

[3] L’Iran dispone di minerale di uranio con una percentuale di fissile al 3 %, mentre per uso in reattori per la produzione di energia elettrica occorre minerale concentrato, fornito per ora dalla Russia, con fissile al 20 %. Per impieghi militari occorre uranio concentrato con contenuto fissile minimo del 80 %, di solito ottenuto mediante speciali centrifughe.

[4] Vedi: Jerusalem Post, 27 agosto 2010, Glick , ‘Our World: Accepting the unacceptable’, http://www.jpost.com/Opinion/Columnists/Article.aspx?id=186171

[5] Vedi: Jerusalem Post, 27 agosto 2010, ‘Israel ready to destroy LAF in 4 hours’ http://www.jpost.com/MiddleEast/Article.aspx?id=186197

Israele pronto a distruggere LAF in 4 ore ‘

Da JPOST.COM PERSONALE
2010/08/27 14:19

" L’inviato Usa ha detto LAF sul piano di IDF in un altro incidente di frontiera ".

Talkbacks (183)

Gli Stati Uniti hanno messo in guardia Libano che se non ha impedito il ripetersi degli incidenti di frontiera -il-fuoco che si sono verificati all’inizio del mese, l’esercito israeliano avrebbe distrutto le forze armate libanesi nel termine di quattro ore, a Radio Israele citato un rapporto del giornale libanese A- Liwaa il Venerdì.
Secondo il rapporto , Federico Hoff, assistente a US pace in Medio Oriente l’inviato George Mitchell , ha detto Esercito libanese capo di stato maggiore Jean Kahwaji che Israele era pronto ad attuare un piano per distruggere entro quattro ore tutte le infrastrutture libanesi militari, comprese le basi militari e gli uffici , dovrebbe verificarsi un confronto simile in futuro.
Correlati:
‘ La Francia di vendere missili HOT a LAF ‘
Parere: i nemici di Israele di fabbricazione americana
IDF tenente -Col . (Ris. ) Dov Harari , 45 anni, è stato ucciso e il Capitano (riserva) Ezra Lakia era gravemente ferito, come pure tre soldati LAF e di un giornalista libanese ucciso, quando le due parti uno scontro a fuoco dopo che i soldati dell’IDF ha tentato di abbattere un albero sul lato israeliano del confine.

L’ IDF ha comunicato la forza Unifil di mantenimento della pace lungo il confine prima del tempo di funzionamento previsto albero di compensazione.
UNIFIL successivamente confermato che le truppe erano sul IDF Da parte israeliana del confine quando è avvenuto l’incidente , contraddicendo LAF sostiene che il fuoco dei cecchini libanese diretto al truppe israeliane era stata giustificata da un incursione su territorio libanese.

Pubblicato 6 settembre 2010 da sorriso47 in spiritualità

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: