TERREMOTO E TSUNAMI GIAPPONE,PROVOCATO APPOSITAMENTE CON HAARP?   Leave a comment


Una nuova forte scossa di terremoto, di magnitudo 7,1 è tornata a far tremare il Giappone a un mese esatto dalla tragedia dell’11 MARZO. La zona colpita è sempre quella del nord-est del Paese – con epicentro le zone di Iwaki e Honsu – ma, nonostante la grande paura, l’allarme tsunami è rientrato e non si registano danni significativi. Il bilancio del sisma è di due morti, un disperso e diversi feriti.
Grande paura anche alla centrale nucleare di Fukushima, dove in un primo momento era saltata la corrente elettrica, poi ripristinata.
Le autorità giapponesi hanno revocato abbastanza velocemente l’allerta tsunami che era stata diramata subito dopo il sisma, che ha colpito l’arcipelago giapponese alle 17:16 ora locale. Gli esperti avevano previsto onde alte fino a un metro. L’epicentro, ad appena 10 chilometri di profondità, è stato individuato molto vicino alla centrale nucleare di Fukushima.
E proprio la situazione della centrale aveva destato le maggiori preoccupazioni. I tecnici che lavorano nella zona sono stati evacuati e in un primo momento è saltata la corrente a tre reattori, impedendo il raffreddamento della centrale. Tuttavia, la corrente è stata velocemente ripristinata. Dopo il sisma del mese scorso, si staccò l’elettricità e smise di funzionare l’impianto di raffreddamento dell’impianto. Per ripristinarlo ci vollero settimane  Di lavoro e tentativi infruttuosi.
Il sisma è stato avvertito anche a Tokyo, dove i grattacieli hanno vacillato.

Un paio d’ore prima del nuovo terremoto, il nord-est del Giappone si è fermato per un minuto per ricordare la catastrofe dell’11 marzo nell’ora esatta in cui partì la grande scossa, le 14:46 (le 07:46 in Italia), seguita dal disastroso tsunami. Il primo ministro, Naoto Kan, infine, ha inviato a vari quotidiani del mondo un messaggio di gratitudine per la solidarietà verso il Giappone: “In un momento disperato, gente di tutto il mondo s’è stretta a noi, ispirandoci speranza e coraggio”.
Prima della scossa, le autorità giapponesi avevano deciso di estendere la zona di evacuazione attorno alla centrale nucleare di Fukushima. Nonostante il rischio di importanti fughe radioattive si sia “considerevolmente ridotto” – come ha precisato proprio stamane il portavoce del governo Yukio Edano – l’esposizione prolungata a pur deboli dosi di radioattività può comunque costituire un pericolo che giustifica questa misura di precauzione.
Attualmente quest’area si estende su un raggio di venti chilometri dal sito, rimasto gravemente danneggiato dal sisma e dallo tsunami di un mese fa: “Si tratta di una cosa molto difficile – ha continuato il portavoce in una conferenza stampa ritrasmessa in televisione – ma chiederemo alla popolazione interessata di andare via nei prossimi mesi”. Al momento il governo suggerisce a coloro che abitano in un raggio di 30 chilometri di non restare nell’area o di chiudersi dentro casa.
L’Aiea, l’agenzia dell’Onu per il nucleare, aveva chiesto al Giappone da diversi giorni di allargare la zona di evacuazione attorno all’impianto nucleare danneggiato.
L’ultimo forte terremoto, di magnitudo 7,4 Richter, era stato registrato nella stessa zona il 7 Aprile scorso. L’allerta tsunami era stata revocata dopo poche ore. Si tratta della regione colpita dal devastante terremoto dell’11 marzo scorso cui era seguito uno tsunami che ha spazzato via intere zone costiere provocando anche danni alla centrale nucleare di Fukushima.

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