Archivio per marzo 2012

In principio era il Verbo,ed il Verbo era presso dio…ed il Verbo era dio   Leave a comment


dal Vangelo di Tommaso( I detti segreti di Gesù)

“Queste sono le parole segrete che Gesù il Vivente¹ ha detto e Didimo Giuda Tommaso² ha trascritto.”

2.) Gesù disse: – Colui che cerca non cessi dal cercare, finché non trova¹ e quando troverà sarà commosso, e quando sarà stato commosso contemplerà e regnerà sul Tutto²

3.) Gesù disse: – Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nel cielo», allora gli uccelli del cielo vi saranno prima di voi. Se essi vi dicono: «Il Regno è nel mare», allora i pesci vi saranno prima di voi¹. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione².

 

4.) Gesù disse: – L’uomo vecchio, nei suoi giorni, non esiti a interrogare il fanciullo di sette giorni¹ sul Luogo della Vita² ed egli vivrà. Poiché molti che sono i primi saranno gli ultimi e diventeranno uno solo³

5.) Gesù disse: – Conosci ciò che ti sta davanti, e ciò che ti è nascosto ti verrà rivelato; poiché non vi è nulla di nascosto che non venga un giorno rivelato¹.

18.) Gesù disse: – Io vi dirò ciò che occhio non ha mai veduto e ciò che orecchio non ha mai inteso, ciò che mano non ha mai raggiunto e ciò che non è mai affiorato nel cuore dell’uomo¹

39.) Gesù disse: – Se un cieco conduce un altro cieco cadono ambedue in un fosso¹

 

Vi invito a vedere il video di sotto: è importante  clicccare sui CC per leggere

la traduzione in italiano..inoltre è importante fermarsi ad ogni traduzione

per seguire il Senso del discorso: personalmente credo ,

pur rimanendo cristiano,gnostico,pneumatico

(scusate il mio Narcisismo)

che questa sia la Verità.

Del resto,leggendo questi detti nascosti di Gesù…

si capisce che la Verità non è dentro una Religione …

ma è …fuori nel Creato..

Gesù disse: – Conosci ciò che ti sta davanti, e ciò che ti è nascosto ti verrà rivelato

Conoscere il Dio sconosciuto   Leave a comment


Nikola Tesla color

Nikola Tesla color (Photo credit: Wikipedia)

“La mia mente è solo un ricevitore.

Nello Spazio Cosmico c’è il Nucleo dal quale

tutti attingono il sapere,le forze, e l’ispirazione.

Non sono penetrato nei suoi segreti ma sò che esiste..” (Nikola Tesla)

Molte persone credono in dio;

per alcuni è Gesù Cristo,oppure qualcosa del genere,

e per altri è un mondo d’informazioni

che tutto sà e tutto capisce

e sostiene quelli che cercano di vivere seguendo la virtù,

aiutando nella vita ed in situazioni senza sbocco

anche nella scienza.

I metodi creativi di Tesla ci costringono ad assumere o pensare

che esista una specie di banca dati

che attualmente chiamiamo campo energetico informatico universale

e Tesla poteva collegarsi a questa fonte

attingendo alle informazioni necessarie;

e lui sognava

che tutte le persone potessero averne accesso

Tesla era certo che tutto nell’universo

dalle galassie agli elettroni

possiede  una coscienza;

il Cosmo è organismo unico,vivente ed intelligente.

Credeva di essere parte dell’universo;

Tesla ripetè molte volte

che un’azione…

anche se di un piccolo essere…

comporta

la modifica di tutto l’universo”

AURORE BOREALI,la Bellezza del Creato   Leave a comment


La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij
“L’idea centrale del romanzo – scrive Dostoevskij in una lettera alla nipote Sonija Ivanova – è di descrivere un uomo assolutamente buono. Nulla ci può essere di più difficile al mondo, specialmente ai nostri giorni (…) Tutti gli scrittori che hanno cercato di rappresentare il bello assoluto, hanno sempre fallito, perché è un compito impossibile. Il bello è l’ideale, e l’ideale, sia da noi che nell’Europa civilizzata, è ancora lontano dall’essersi cristallizzato” [6]. La prima strada che si apre davanti a noi è quella della bellezza come ideale. Tra il bello e il bene esiste un legame misterioso, inafferrabile e indistruttibile. La “Bellezza”, intesa in senso “schilleriano”, è un concetto universale. Ad essa è affidato il potere di ricomporre in un’unità armonica il disordine fondamentale della realtà, rendendola capace, così, di rivelare un senso ultimo al di sopra del suo stesso caos.
In tal senso l’idea della bellezza per Dostoevskij coinciderebbe con quella che da Platone
(“Il bello è lo splendore del vero”), passando per lo Pseudo Dionigi Aeropagita
(“Dio ci concede di partecipare alla sua propria Bellezza”) si innesta poi saldamente nella tradizione russa con la nota raccolta ascetica conosciuta come “Filocalia” e nella tradizione di Alessandria costruisce una vera e propria “iconosofia”: una grandiosa Teologia della Bellezza per la quale penetrare l’essenza

ANDREA OPPO, DOSTOEVSKIJ: LA BELLEZZA, IL MALE, LA LIBERTA’ 1. “Quale Bellezza salverà il mondo? L’Idiota di Dostoevskij e un difficile enigma”

I bravi “soldati Ryan” americani   Leave a comment


L’orrore nell’orrore.

Due donne vittime del massacro di 17 civili 1avvenuto domenica in un villaggio della provincia

afghana di Kandahar, sarebbero state stuprate da soldati americani prima di essere uccise.

È quanto emerge dai risultati di un’indagine svolta da una commissione afghana di alto livello. Nonostante la versione ufficiale attribuisca la sparatoria al sergente Robert Bales,

testimonianze diverse raccolte nel distretto di Panjwaik, scrive l’agenzia Pajhwok,

assicurano che nell’operazione sono intervenuti vari soldati americani.

Il risultato dell’inchiesta, svolta da una delegazione di deputati e da funzionari governativi

è stato illustrato oggi in una sessione generale del Parlamento.

soldato americano

Dopo aver confermato il rogo di vari cadaveri, il deputato Hamidzai Lali ha riferito che,

secondo testimonianze ,prima di usare le armi alcuni militari americani hanno catturato due donne,

le hanno violentate e poi uccise a colpi d’arma da fuoco.

Sono  stati uccisi 17 civili,tra cui 9 bambini.

Un altro membro della delegazione, Shakiba Hashami, ha sostenuto 

che fra 15 e 20 soldati statunitensi

hanno partecipato alle uccisioni e che sul cielo del villaggio di Zangabad

hanno a lungo volteggiato elicotteri militari.

La stessa Hashami ha detto, citando testimonianze di residenti,

che prima della tragedia di domenica

c’era stato un attentato contro le truppe straniere

che avevano giurato di volersi vendicare.


Ieri lo stesso presidente Hamid Karzai ha fatto sua la tesi della possibilità

che il sergente americano arrestato non abbia agito da solo

ed ha incaricato il capo dell’esercito afghano, generale Sher Mohammed Karimi,

di rappresentare alla controparte Usa la forte preoccupazione di Kabul per questa ipotesi.

(17 marzo 2012)

Tutte nude in appogio alla blogger egiziana Alia Magda Elmahdy,   Leave a comment


 

Alia Magda Elmahdy

 

Unisciti al grido e spogliati. E’ l’invito rivolto alle donne di tutto il mondo dall’attivista per i diritti umani Maryam Namazie, iraniana che ha vissuto molti anni in India Ie adesso lavora a Londra. l Il risultato è un calendario di nudi femminili ‘rivoluzionari’ realizzato in solidarietà alla blogger egiziana Aliaa Magda Elmahdy, che lo scorso novembre ha pubblicare una sua foto nuda su Facebook e Twitter come «urlo contro una società di violenza, razzismo, sessismo, violenza sessuale e ipocrisia».
Dodici donne di ogni età e di diversi Paesi hanno scelto così di farsi ritrarre senza veli con un messaggio a favore dell’uguaglianza di genere e della lotta alla discriminazione: qualcosa che da noi ricorda il movimento femminista degli anni Sessanta e Settanta e che invece è drammaticamente di attualità in altri Paesi del mondo.
Mallorie Nasrallah, una fotografa ritratta nel calendario, spiega così la sua scelta: «E’ bello quando uno strumento di oppressione viene usato come un’affermazione di potere. La nudità, se celebrata, non ferisce nessuno. Quando è resa oggetto di vergogna e barbarie ferisce chiunque».
Ne è convinta anchel’ideatrice del progetto, Maryam Namazie, una donna con una lunga esperienza in difesa delle donne alle spalle, nei paesi islamici e non solo. Portavoce dell’associazione “Equal Rights Now”, Namazie lotta contro la discriminazione in Iran, in Inghilterra e negli Stati Uniti. «Dal momento che l’islamismo, come le altre religioni, è ossessionato dal corpo delle donne, che vuole vedere velato, legato, imbavagliato» scrive sul suo blog
freethoughtblogs.com/maryamnamazie, «la nudità può da sola rompere i tabù ed è un’importante forma di resistenza».
Il calendario è stato pubblicato in omaggio all’azione di Aliaa Magda Elmahdy, che era valsa alla ragazza notorietà sui media di tutto il mondo ma anche numerose minacce di morte, soprattutto nel suo Paese. «Ho sentito che le donne dovevano alzarsi in solidarietà ad Aliaa», spiega Sonya Barnett, la grafica canadese che ha disegnato il calendario. «Ci dev’essere voluto tantissimo coraggio per fare quello che lei ha fatto, e le conseguenze potranno essere dolorose. Ho pensato che avesse bisogno di sapere che ci sono moltissime altre donne come lei, che vogliono superare i limiti imposti per denunciare un oltraggio».
Sostegno all’idea è arrivato da tutto il mondo, tra cui da un gruppo di donne iraniane che hanno posato a seno nudo per un video (
guarda) «Il nostro corpo nudo è la nostra sfida al patriarcato, alla dittatura e alla violenza» ha detto sul calendario una delle ‘modelle’, Alena Magelat «Ispiriamo le persone intelligenti; i dittatori ne hanno invece solo orrore».
Potete vedere la preview completa del calendario a questo
link

alena Magelat Femen movement 1331630157220_2 Saskia

La differenza tra i fatti di Valle Giulia (del ’68) e quelli di Val di Susa dei No-TAv   Leave a comment


 da Pagine Corsare, la poesia: Il Pci  ai giovani !! (di Pier Paolo Pasolini)

I versi sugli scontri di Valle Giulia che  scatenarono  dure repliche fra gli studenti del ‘68

(ma leggete anche il resto ,se volete farvi un’opinione corretta)

Gli scontri di Valle Giulia

Vi consiglio di vedere questo video direttamente su YouTube e di leggerne in mostra altro,sotto,la storia

Tra i partecipanti agli scontri di Valle Giulia ritroviamo molte figure che avranno in seguito percorsi tra i più svariati: il regista Paolo Pietrangeli (che all’episodio dedicò la famosa canzone “Valle Giulia” divenuta un simbolo del movimento sessantottino), Giuliano Ferrara (che rimase ferito), Paolo Liguori, Aldo Brandirali, Ernesto Galli della Loggia, Oreste Scalzone e l’attore Michele Placido allora poliziotto

I TG del 1 marzo 2012

Sulla tensione in Val di Susa segnaliamo il Tg 5 che fa recitare a Michele Placido il Pasolini di Scritti Corsari sui poliziotti, mentre Tg la 7 è preciso nel segnalare le intemperanze di parte No-Tav, ma anche le denunce fatte dai valligiani sulle violenze subite da parte delle forze dell’ordine nella scorsa nottata

Pagine Corsare ; il PCI ai giovani!!

Mi dispiace. La polemica contro
il Pci andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, cari.
Non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati:
peggio per voi.
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come ancora si dice nel linguaggio
goliardico) il culo. Io no, cari.
Avete facce di figli di papà.
Vi odio come odio i vostri papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete pavidi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati:
prerogative piccolo-borghesi, cari.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti.
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da subtopie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli; la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida, che puzza di rancio
furerie e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
è lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in un tipo d’esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.

A Valle Giulia, ieri, si è così avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, cari (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, cari. Stampa e Corriere della Sera, News- week e Monde
vi leccano il culo. Siete i loro figli,
la loro speranza, il loro futuro: se vi rimproverano
non si preparano certo a una lotta di classe
contro di voi! Se mai,
si tratta di una lotta intestina.
Per chi, intellettuale o operaio,
è fuori da questa vostra lotta, è molto divertente la idea
che un giovane borghese riempia di botte un vecchio
borghese, e che un vecchio borghese mandi in galera
un giovane borghese. Blandamente
i tempi di Hitler ritornano: la borghesia
ama punirsi con le sue proprie mani.
Chiedo perdono a quei mille o duemila giovani miei fratelli
che operano a Trento o a Torino,
a Pavia o a Pisa, /a Firenze e un po’ anche a Roma,
ma devo dire: il movimento studentesco (?)
non frequenta i vangeli la cui lettura
i suoi adulatori di mezza età gli attribuiscono
per sentirsi giovani e crearsi verginità ricattatrici;
una sola cosa gli studenti realmente conoscono:
il moralismo del padre magistrato o professionista,
il teppismo conformista del fratello maggiore
(naturalmente avviato per la strada del padre),
l’odio per la cultura che ha la loro madre, di origini
contadine anche se già lontane.
Questo, cari figli, sapete.
E lo applicate attraverso due inderogabili sentimenti:
la coscienza dei vostri diritti (si sa, la democrazia
prende in considerazione solo voi) e l’aspirazione
al potere.
Sì, i vostri orribili slogan vertono sempre
sulla presa di potere.
Leggo nelle vostre barbe ambizioni impotenti,
nei vostri pallori snobismi disperati,
nei vostri occhi sfuggenti dissociazioni sessuali,
nella troppa salute prepotenza, nella poca salute disprezzo
(solo per quei pochi di voi che vengono dalla borghesia
infima, o da qualche famiglia operaia
questi difetti hanno qualche nobiltà:
conosci te stesso e la scuola di Barbiana!)
Riformisti!
Reificatori!
Occupate le università
ma dite che la stessa idea venga

E allora: Corriere della Sera e Stampa, Newsweek e Monde
avranno tanta sollecitudine
nel cercar di comprendere i loro problemi?
La polizia si limiterà a prendere un po’ di botte
dentro una fabbrica occupata?
Ma, soprattutto, come potrebbe concedersi
un giovane operaio di occupare una fabbrica
senza morire di fame dopo tre giorni?
e andate a occupare le università, cari figli,
ma date metà dei vostri emolumenti paterni sia pur scarsi
a dei giovani operai perché possano occupare,
insieme a voi, le loro fabbriche. Mi dispiace.
È un suggerimento banale;
e ricattatorio. Ma soprattutto inutile:
perché voi siete borghesi
e quindi anticomunisti. Gli operai, loro,
sono rimasti al 1950 e più indietro.
Un’idea archeologica come quella della Resistenza
(che andava contestata venti anni fa,
e peggio per voi se non eravate ancora nati)
alligna ancora nei petti popolari, in periferia.
Sarà che gli operai non parlano né il francese né l’inglese,
e solo qualcuno, poveretto, la sera, in cellula,
si è dato da fare per imparare un po’ di russo.
Smettetela di pensare ai vostri diritti,
smettetela di chiedere il potere.
Un borghese redento deve rinunciare a tutti i suoi diritti,
a bandire dalla sua anima, una volta per sempre,
l’idea del potere.
Se il Gran Lama sa di essere il Gran Lama
vuol dire che non è il Gran Lama (Artaud):
quindi, i Maestri
– che sapranno sempre di essere Maestri –
non saranno mai Maestri: né Gui né voi
riuscirete mai a fare dei Maestri.
I Maestri si fanno occupando le Fabbriche
non le università: i vostri adulatori (anche Comunisti)
non vi dicono la banale verità: che siete una nuova
specie idealista di qualunquisti: come i vostri padri,
come i vostri padri, ancora, cari! Ecco,
gli Americani, vostri odorabili coetanei,
coi loro sciocchi fiori, si stanno inventando,
loro, un nuovo linguaggio rivoluzionario!
Se lo inventano giorno per giorno!
Ma voi non potete farlo perché in Europa ce n’è già uno:
potreste ignorarlo?
Sì, voi volete ignorarlo (con grande soddisfazione
del Times e del Tempo).
Lo ignorate andando, con moralismo provinciale,

Strano,
abbandonando il linguaggio rivoluzionario
del povero, vecchio, togliattiano, ufficiale
Partito Comunista,
ne avete adottato una variante ereticale
ma sulla base del più basso idioma referenziale
dei sociologi senza ideologia.
Così parlando,
chiedete tutto a parole,
mentre, coi fatti, chiedete solo ciò
a cui avete diritto (da bravi figli borghesi):
una serie di improrogabili riforme
l’applicazione di nuovi metodi pedagogici
e il rinnovamento di un organismo statale. I Bravi! Santi sentimenti!
Che la buona stella della borghesia vi assista!
Inebriati dalla vittoria contro i giovanotti
della polizia costretti dalla povertà a essere servi,
e ubriacati dell’interesse dell’opinione pubblica
borghese (con cui voi vi comportate come donne
non innamorate, che ignorano e maltrattano
lo spasimante ricco)
mettete da parte l’unico strumento davvero pericoloso
per combattere contro i vostri padri:
ossia il comunismo.
Spero che l’abbiate capito
che fare del puritanesimo
è un modo per impedirsi
la noia di un’azione rivoluzionaria vera.
Ma andate, piuttosto, pazzi, ad assalire Federazioni!
Andate a invadere Cellule!
andate ad occupare gli usci
del Comitato Centrale: Andate, andate
ad accamparvi in Via delle Botteghe Oscure!
Se volete il potere, impadronitevi, almeno, del potere
di un Partito che è tuttavia all’opposizione
(anche se malconcio, per la presenza di signori
in modesto doppiopetto, bocciofili, amanti della litote,
borghesi coetanei dei vostri schifosi papà)
ed ha come obiettivo teorico la distruzione del Potere.
Che esso si decide a distruggere, intanto,
ciò che un borghese ha in sé,
dubito molto, anche col vostro apporto,
se, come dicevo, buona razza non mente…
Ad ogni modo: il Pci ai giovani, ostia!
Ma, ahi, cosa vi sto suggerendo? Cosa vi sto
consigliando? A cosa vi sto sospingendo?
Mi pento, mi pento!
Ho perso la strada che porta al minor male,
che Dio mi maledica. Non ascoltatemi.
Ahi, ahi, ahi,
ricattato ricattatore,
davo fiato alle trombe del buon senso.
Ma, mi son fermato in tempo,
salvando insieme,
il dualismo fanatico e l’ambiguità…
Ma son giunto sull’orlo della vergogna.
Oh Dio! che debba prendere in considerazione
l’eventualità di fare al vostro fianco la Guerra Civile

“più a sinistra”.

Cosa direbbe Oggi,Pasolini degli scontri in Val di Susa ! per chi avrebbe tifato!

Quella poesia di Pasolini non mi è mai piaciuta  di Angela Lamboglia | 2marzo2012

Un militante No-Tav provoca un poliziotto in Val di Susa ed esplode un improvviso, quanto strumentale, entusiasmo per Pier Paolo Pasolini.
Quella poesia, Il Pci ai giovani!, comunque non mi è mai piaciuta. Forse perché l’immagine di quei poliziotti simili a marionette, più poveri degli altri, esclusi, umiliati, “senza più amicizia col mondo”, mi è sempre sembrata poco vicina al mio presente.
A tanti il nesso è sembrato evidente, ma quel ritratto di emarginazione cosa ha a che vedere con l’oggi? Oggi che chi difende le ragioni dello Stato è sempre nel giusto e le ragioni degli altri sono in genere velleitarie, resistenze al nuovo che avanza, difesa del proprio cortile, se non pretesti per sfoghi violenti di giovani bamboccioni e fannulloni. Oggi che bisogna per forza credere allo sviluppo illimitato, convincersi che smantellare diritti e territori ci farà stare alla fine meglio.
O forse non mi è mai piaciuto il modo in cui quella poesia è divenuta celebre: ricordata per come il poeta solidarizza con chi difende l’ordine costituito, quando probabilmente la vera provocazione fu il dito puntato contro i privilegi di chi quell’ordine lo stava contestando. Lo smascheramento della protesta sterile di chi è “contro” per moda.
Ma quello che sta accadendo in questi giorni in Italia ha poco a che con fare con le questioni che allora sollevava quella poesia.
Dal Corriere a vari Tg il messaggio è lo stesso: Pasolini era – ma solo con riferimento a quei versi – un profeta e la sua profezia si è avverata. Aveva ragione e ora è chiaro a tutti: i poliziotti sono i buoni, chi si ribella è cattivo.
Perché? Perché un manifestante No Tav non ha usato le buone maniere per dire a un poliziotto che l’anonimato è per troppi di loro un prezioso alibi, mentre il poliziotto ha incassato gli insulti e non ha reagito.
Due uomini bastano per un giudizio su una parte, quanto sull’altra.
Basta un video – ma non uno qualunque, perché di video di No-Tav che parlano ai poliziotti ne esistono altri in rete e molto diversi – a consegnarci la Verità e a indicarci dove sta la ragione e dove il torto. Un modo efficace per non entrare mai nel merito.

Vi segnalo un’articolo molto interessante sull’argomento:

Rileggere Pasolini  di Francesco Barilli

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