SALVADOR DOMENEC DALI’   4 comments


 

Salvador Domènec Felip Jacint Dalí i Domènech, marchese di Púbol (Figueres, 11 maggio1904Figueres, 23 gennaio1989), è stato un pittore, scultore, scrittore, cineasta e designerspagnolo.

Dalí era un pittore tecnicamente abile e virtuosissimo disegnatore[1] ma è celebre anche per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste. Il suo peculiare tocco pittorico è stato attribuito all’influenza che ebbero su di lui i maestri del Rinascimento[2][3]. Realizzò una delle sue opere più famose, La persistenza della memoria, nel 1931. Il talento artistico di Dalí trovò espressione in svariati ambiti, tra cui il cinema, la scultura e la fotografia, portandolo a collaborare con artisti di ogni settore.

 

dali (1)

salvador_dali_nywts                  Dali e stella marina

datos

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Dalí estudió en la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, donde se hizo amigo de Luis Buñuel y Federico García Lorca:

durante su época como estudiante, Dalí destacó por su excéntrico carácter. Se relacionaba con futuras figuras del arte español, como Federico García Lorca y Luis Buñuel, con quienes también colaboraría en algunas obras

Se dice que en esta época entabló una apasionada relación con el joven Lorca, pero Dalí terminó rechazando los amorosos reclamos del poeta

Qui troverete una pagina interessante dove si racconta il pensiero apolitico di Dali..infatti fece il ritratto alla figlia di Franco..ed la sua attrazione per la figura di Adolf Hiler (se vi interessa andate a questa pagina)

http://www.taringa.net/post/info/18609368/Curiosidades-sobre-Salvador-Dali-frases.html

Dali little-ashes-dali-cenicitas1

 

Cenicitas (Little Ashes)
1927-28, Oliosu tela 64 x 48 cm.
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid.

“Cenicitas (piccole ceneri)” o “La nascita di Venere” è l’ opera che segna il culmine della tappa surrealista di Dalì. Rappresenta il tema abbastanza conosciuto della nascita di Venere, un corpo che sorge dal mare trasformandosi. Nella linea dell’ orizzonte appare la testa tagliata di Garcìa Lorca, con gli occhi chiusi come l’ immagine di un sogno, e quella di Dalì con gli occhi aperti. Un busto di donna appare sovrapponendo il volto di Dalì, ad indicare il preavvertimento dell’ arrivo di Gala. Sono presenti congegni, l’ asino imputridito, le mosche e il sangue come segno sacrificale, che è già stato pietrificato come rami di corallo. La linea, accanto la testa di Lorca, è un riferimento alla misura e all’ ordine, l’ opposto alla putrefazione, che Dalì associa anche al timore per la sensualità. E’ presente inoltre un dito sospeso nell’ aria, quasi come volasse. Questo dito ha sorpreso per molto tempo Dalì perché, in seguito, sarebbe apparso come l’ apertura della tavolozza; gli hanno attribuito un giudizio alterato ed insolito, che diventò l’ unico oggetto di alcune sue opere. “Cenicitas” allude anche alla castrazione, poichè Venere nacque dalle onde del mare direttamente dai genitali di suo padre, Urano, lanciato nel mar dopo esser stato castrato da suo figlio Saturno. Il centro del quadro lo domina una figura femminile (ancora Venere) e una affascinante pila di oggetti, dalla quale si distaccano una mano che quasi tocca il livello del mare, un uovo e una forma morbida con le lancette di un orologio, che possono essere interpretati con la figura di Cronos (Saturno), dio del tempo; tutto questo mantenuto sopra il precario equilibrio di una zampa di gallina.

 

IMMAGINI delle sue opere (clicca sopra)

 

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Faceva risalire il suo “amore per tutto ciò che è dorato ed eccessivo, la mia passione per il lusso e la mia predilezione per gli abiti orientali[4] ad una auto-attribuita “discendenza araba“, sostenendo che i suoi antenati discendevano dai Mori.

Dalí fu un uomo dotato di una grande immaginazione ma con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per attirare l’attenzione su di sé. Tale comportamento ha talvolta irritato coloro che hanno amato la sua arte tanto quanto ha infastidito i suoi detrattori, in quanto i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l’attenzione del pubblico più delle sue opere[5].

Salvador Dalí nasce l’11 maggio1904 alle 8:47 del mattino[6] nella cittadina di Figueres, nella regione dell’Alt Empordà in Catalogna, vicino al confine francese[7]. Suo fratello maggiore, anch’egli di nome Salvador (nato il 12 ottobre 1901), era morto a causa di una meningite nove mesi prima, il 1º agosto 1903. Il padre, Salvador Dalí y Cusí, era un avvocato e notaio appartenente alla classe media[8], la cui rigidità nell’applicazione della disciplina viene temperata dalla moglie, Felipa Domènech Ferrés, che incoraggia le aspirazioni artistiche del figlio[9].

All’età di cinque anni Dalí viene condotto sulla tomba del fratello dai genitori, che gli dicono che lui è la sua reincarnazione[10], idea della quale finisce per convincersi[11]. Di suo fratello Dalí dice: “Ci somigliavamo come due gocce d’acqua, ma rilasciavamo riflessi diversi. Probabilmente lui era una prima versione di me, ma concepito in termini assoluti[12].

Dalí ha anche una sorella, Ana María, di tre anni più giovane di lui[8], che nel 1949 pubblicherà un libro sul fratello, Dalì visto da sua sorella[13]. Tra i suoi amici d’infanzia vi sono i futuri calciatori del BarcellonaSagibarbá e Josep Samitier. Durante le vacanze nella stazione di soggiorno catalana di Cadaqués i tre giocano a calcio insieme[senza fonte].

Dalí frequenta una scuola d’arte.

Nel 1919 durante una vacanza a Cadaqués con la famiglia di Ramon Pichot, un artista locale che faceva regolarmente dei viaggi a Parigi, scopre la pittura moderna[8]. L’anno seguente il padre di Dalí organizza nella residenza di famiglia una mostra dei suoi disegni a carboncino. La prima vera esposizione pubblica la fa nel 1919 al Teatro Municipale di Figueres.

Nel febbraio del 1921 la madre di Dalí muore per un tumore al seno. Dalí ha sedici anni; in seguito dirà che la morte della madre “è stata la disgrazia più grande che mi sia capitata nella vita. La adoravo… Non potevo rassegnarmi alla perdita di una persona su cui contavo per rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima.[14] Dopo la sua morte il padre sposa la sorella della moglie scomparsa. Dalí non si risente per le nuove nozze, perché ama e rispetta molto la zia.[8]

 

Nel 1929 Dalí collabora con il regista surrealista alla realizzazione del cortometraggio Un chien andalou. Il suo contributo principale consiste nell’aiutare Buñuel a scrivere la sceneggiatura del film anche se in seguito affermerà di aver avuto un ruolo significativo anche nella realizzazione tecnica del progetto, fatto che non trova riscontro nelle testimonianze dell’epoca[22]. Nell’agosto di quello stesso anno incontra la sua musa, fonte di ispirazione e futura moglie Gala[23], il cui vero nome è Elena Ivanovna Diakonova. È un’espatriata russa di undici anni più vecchia di lui che in quel momento è sposata con il poeta surrealista Paul Éluard.

Salvador-Dalí-y-Gala         Gala ,sua sposa ,dopo sara compagna di Dali

Sempre in quell’anno Dalí realizza delle importanti mostre diventando un pittore professionista e si unisce ufficialmente al gruppo dei surrealisti del quartiere parigino di Montparnasse. Sono già due anni che il suo lavoro è pesantemente influenzato dal movimento surrealista: i surrealisti apprezzano molto quello che Dalí definisce il suo metodo paranoico-critico per esplorare il subconscio e raggiungere un maggior livello di creatività artistica[8][9].

Nel frattempo i rapporti tra il pittore e il padre sono vicini ad un punto di rottura: Don Salvador Dalí y Cusí disapprova con forza la storia d’amore tra il figlio e Gala e ritiene che la sua vicinanza ai surrealisti abbia un pessimo effetto sul suo senso morale. Lo strappo definitivo avviene quando Don Salvador legge su un quotidiano di Barcellona che recentemente a Parigi il figlio ha esposto un disegno del “Sacro Cuore di Gesù Cristo” insieme ad una scritta provocatoria “Qualche volta, per divertimento, sputo sul ritratto di mia madre“.

Indignato, Don Salvador pretende che il figlio smentisca pubblicamente. Dalí rifiuta, forse per timore di essere allontanato dal gruppo dei surrealisti, e il 28 dicembre 1929 viene cacciato via con la forza dalla casa paterna. Il padre gli dice che intende diseredarlo e gli intima di non mettere mai più piede a Cadaqués. In seguito Dalí sosterrà che, come tutta risposta, mise in mano al padre un preservativo contenente il suo sperma dicendogli “Tieni. Ora non ti devo più nulla!” L’estate successiva Dalí e Gala affittano un piccolo capanno da pescatori in una baia nei pressi di Port Lligat. In seguito acquista l’abitazione e nel corso degli anni gradualmente la fa ingrandire trasformandola poco a poco nella sua adorata villa sul mare.

Nel 1931 Dalí dipinge una delle sue opere più famose, La persistenza della memoria[24], che presenta la surrealistica immagine di alcuni orologi da taschino diventati flosci e sul punto di liquefarsi.

salvador-dali-la persistenza della memoria

L’interpretazione comune dell’opera è che gli orologi che si sciolgono rappresentano il rifiuto del concetto che il tempo sia qualcosa di rigido o deterministico. Tale idea nell’opera è sostenuta anche da altre immagini, come l’ampio paesaggio dai confini indefiniti e un altro orologio, raffigurato mentre sta venendo divorato dagli insetti[25] .

Dalí e Gala, dopo aver convissuto a partire dal 1929, si sposano nel 1934 con una cerimonia civile. Nel 1958 si risposeranno con rito cattolico.

Dalí viene presentato negli Stati Uniti nel 1934 dal mercante d’arte Julian Levy. La sua esposizione di New York, che include La persistenza della memoria, crea subito scalpore e suscita interesse. L’alta società lo accoglie organizzando uno speciale “Ballo in onore di Dalí“. Lui si presenta portando sul petto una scatola di vetro che contiene un reggiseno[26].

In quell’anno Dalí e Gala partecipano anche ad una festa mascherata a New York, organizzata per loro dall’ereditiera Caresse Crosby: come costume scelgono di vestirsi come il figlioletto di Lindbergh e il suo rapitore. La conseguente reazione scandalizzata sulla stampa è tale che Dalí è costretto a scusarsi. Quando ritorna a Parigi i surrealisti lo rimproverano per essersi scusato per un gesto surrealista[27].

Mentre la maggior parte degli artisti surrealisti tende ad assumere posizioni politiche di sinistra, Dalí si mantiene ambiguo riguardo quello che considera il giusto rapporto tra la politica e l’arte. André Breton, uno dei capofila del surrealismo, lo accusa di difendere il “nuovo” e l'”irrazionale” del “fenomeno Hitler“, ma Dalí respinge queste affermazioni dicendo: “Non sono un seguace di Hitler né nei fatti né nelle intenzioni[28]. Dalí insiste sul concetto che il surrealismo può esistere anche in un contesto apolitico e si rifiuta di condannare esplicitamente il fascismo. Questo è uno dei fattori che crea dei problemi nei rapporti con i suoi colleghi. Più tardi, sempre nel 1934, Dalí viene sottoposto a un “processo” a seguito del quale viene formalmente espulso dal gruppo dei surrealisti[23]. Come reazione Dalí dice: “Il surrealismo sono io[17].

dali Mae-West-Room-Dali

dali divano mae west sala interattiva
dali la donna in fiamme
dali alice nel paese delle meraviglie

4 risposte a “SALVADOR DOMENEC DALI’

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  1. Pingback: Salvador Dalí, il torbido mondo della paranoia | La Verità...Innamora..

  2. grazie per il complimento ; è l’unico guadagno e motivo che mi fà condividere le mie ricerche ed i miei articoli;continua a seguirmi e magari a postare altrti commenti

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  3. Bell’articolo! completo e pieno di spunti interessanti!! 🙂

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  4. Paesaggi dalla nitidezza cristallina. Essi costituiscono l’elemento reale, desunto dai luoghi della sua infanzia, che conferma il senso di assurdità dei soggetti, che, privati di quel determinato sfondo, non sortirebbero gli effetti cercati. Chi conosce Cadaqués può comprendere le atmosfere di straordinaria luminosità dei quadri di Dalì. E’ un paesino fatto di case bianche, forti contrasti cromatici suggeriti dall’intenso blu di porte, finestre, che richiamano il blu del mare. Le strade ripide, sono ricoperte da fitti ciottoli disposti a formare dei disegni, spezzate dall’inserimento qua e là di piante di tipo mediterraneo. Prima di lasciarlo in seguito ad un forte litigio avuto con il padre, Dalì depose i suoi capelli appena tagliati sulla spiaggia e lì li seppellì. Dalì, ebbe con il padre sin dalla giovane età un rapporto talmente tormentato, da dovere rompere con lui ogni contatto per tantissimi anni. Port Lligat, conserva ancora oggi la casa di Dalì, che si distingue per una curiosa decorazione sul tetto. Una casa che crebbe da un nucleo originario per successiva aggregazione di spazi altrimenti recuperati, accrescendosi quasi come un organismo vivo. Qui Dalì concepì le sue opere più importanti (fra le quali “La persistenza della memoria”), che vennero esposte per la prima volta nel 1931.

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