Florens 2012,Firenze 2012,I tre crocifissi rinascimentali di Donatello, Brunelleschi,Michelangelo al Battistero   Leave a comment


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dal canale youtube di Duvaworkshop  D’Uva Workshop-a bit of art

un bel video : Mysterium Crucis

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Firenze, 02 novembre 2012 – Ad anticipare la seconda edizione della Biennale Internazionale dei Beni culturali e Ambientali, Florens 2012, che si inaugura domani, sabato 3 novembre, è stata l’ostensione di tre crocifissi lignei quattrocenteschi di Donatello, Filipppo Brunelleschi e del giovane Michelangelo nel Battistero di San Giovanni a Firenze fino a domenica 11 novembre, provenienti dalle basiliche fiorentine di Santa Croce, Santa Maria Novella e Santo Spirito.

Per la prima volta insieme e accostati sotto il magnifico mosaico medievale raffigurante Cristo Pantocratore, i tre crocifissi riassumono il senso mistico della ”visio Constantini”, la visione avuta dall’imperatore Costantino nell’ottobre del 312 d.C., alla vigilia della Battaglia del Ponte Milvio, di una croce accompagnata dalle parole ”In hoc signo vinces” (sotto questa insegna tu vincerai).

L’esposizione, nata da un’idea di Sergio Risaliti con la supervisione di monsignor Timothy Verdon e la collaborazione di Francesco Vossilla, inserita nel programma della Biennale internazionale dei beni culturali Florens 2012, vuole essere una vera e propria ostensione, che sottolinea il senso primariamente sacro dei tre capolavori quattrocenteschi, e intende rappresentare un’occasione di riflessione su temi teologici, filosofici, artistici ed etici a partire dal significato simbolico della croce.

Il confronto ravvicinato tra i crocifissi lignei di Donatello, Brunelleschi e Michelangelo permette di rileggere l’intera vicenda della scultura religiosa del Quattrocento nel passaggio dal primo Rinascimento (fortemente concentrato sulla scienza e lo studio degli antichi, sulle proporzioni matematiche e l’etica classica) all’ultima fase del XV secolo (condizionata invece dalla filosofia neoplatonica e da un’estetica maggiormente orientata verso una trasfigurazione lirica e concettuosa degli argomenti teologici).

Una triade che si muove sulle corde del cuore (Michelangelo), della mente (Brunelleschi), della mano (Donatello). ”La croce è un segno religioso ma anche culturale, che dal IV secolo ad oggi si offre come simbolo di solidarietà umana, di libertà interiore, di sacrificio a favore di altri”, ha ricordato mons. Verdon.

L’ostensione dal titolo ”Mysterium Crucis – Il mistero della croce” è stata aperta oggi pomeriggio con una liturgia presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. ”Il Crocifisso ci ricorda che noi non celebriamo un mito, ma facciamo memoria di un accadimento storico, che ha come protagonista l’umanità del Verbo – ha detto tra l’altro il card. Betori – E’ questa radice storica che, poi, dà fondamento alla proiezione storica della fede cristiana e spinge a ricercare il volto di Cristo nel volto dei tanti crocifissi di ogni tempo”.

Domani, sabato 3 novembre, alle ore 17, quattro studiosi commenteranno il senso di questa ostensione del crocifisso. Introdurrà monsignor Timothy Verdon, direttore dell’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra; interverranno il cardinale Giuseppe Betori, Armand Puig i Tarrech, professore ordinario di Nuovo Testamento presso la Facolta’ Teologica della Catalogna, don Armando Matteo, professore di Teologia Fondamentale alla Pontificia Universita’ Urbaniana, e Sergio Givone, assessore alla Cultura del Comune di Firenze.

Nota bene

Il piccolo Cristo di Michelangelo

il piccolo crocifisso di Michelangelo

Il piccolo Cristo di Michelangelo, ricavato da un unico blocco di legno di tiglio, lungo 41 centimetri e largo poco meno, ha una muscolatura fedele alla realtà

Il Crocifisso era un’immagine sacra molto diffusa nella Firenze tra il Quattrocento e il Cinquecento e aveva introdotto nell’arte il motivo della perfetta proporzione umana, espressa attraverso il corpo maschile nudo. Il piccolo Cristo in legno di tiglio (lungo 41 centimetri e largo poco meno) possiede dunque, caratteristiche che lo fanno attribuire a Michelangelo. La struttura e la muscolatura rispondono ad una fedeltà anatomica impressionante, mentre le proporzioni del corpo appaiono allungate.

Tutto ciò, si ritrova in  quello assai più grande, (alto 139 cm e largo 135), conservato nella chiesa del Santo Spirito a Firenze. Negli anni 1492-95, Michelangelo infatti potrebbe aver eseguito anche Crocifissi di piccole dimensioni, come si faceva in diverse botteghe fiorentine. La figura del piccolo Cristo in croce è ricavata da un blocco di legno formato da pezzi incollati.

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