Archivio per 11 ottobre 2013

Gesù Cristo: la figura storica (da Focus.it)   Leave a comment


Nonostante quello che leggerete di seguito,

io sono e resto cristiano… seppur eretico e gnostico.

Secondo me l’unica parte che si salva dai vangeli sinottici è

il PROTOVANGELO di Giovanni che parla di una Ragione, di un Logos che è il Creatore

delll’Universo

simile al CREDO DEGLI SCIENZIATI MODERNI (EINSTAIN,NIKOLA TESLA ETC,ETC,)

Conclusioni.
Da 2000 anni la Chiesa Cattolica regna sulla coscienza di centinaia di milioni di persone e tutto si regge su una menzogna! La menzogna di “Gesù Cristo”… questo è qualcosa di davvero “miracoloso”!
Per concludere una perla finale: all’inizio dell’estate del 1968, vennero ritrovate 4 tombe a Giv’at ha-Mivtar (Ra-el-Marasef), immediatamente a nord di Gerusalemme. Qui vennero ritrovati i resti di un uomo (il cui nome inciso sull’ossario era Jehohanan) morto crocifisso all’età di 34 – 38 anni tra il 7 e il 66 d.c.
Quest’uomo non solo venne crocifisso con i chiodi (pratica che, seppure non rara, era riservata a condannati “eccezionali”), ma gli venne anche posto un appoggio sotto le natiche affinché la sua sofferenza fosse prolungata ulteriormente!
Chi poteva essere quest’uomo (di circa 35 anni, crocifisso a Gerusalemme intorno al 30 d.c. e tanto odiato da meritare una crocifissione più prolungata del solito) se non il “Cristo” realmente esistito, colui che i romani crocifissero perché era il capo armato degli zeloti?
Oppure l’uomo che i romani credevano essere il Cristo! Infatti, chi leggerà il libro di Giancarlo Tranfo, scoprirà che l’autore ha trovato le tracce di una cospirazione tra i discepoli di “Gesù” e alcuni membri del Sinedrio. Una cospirazione che salvò la vita a Giovanni di Gamala e mise in croce un’altra persona.

Chi era Gesù Cristo? Purtroppo è impossibile ricostruire nel dettaglio l’uomo storico. Tuttavia un’analisi storica dimostra come “Gesù Cristo” (o meglio l’uomo realmente esistito che ne ha ispirato il personaggio) era sicuramente una figura totalmente diversa dal Gesù dei Vangeli. “Gesù” era un guerriero giudeo che combatteva con la spada l’oppressore romano e che per questo venne crocifisso dai romani. “Gesù” credeva nei valori religiosi dello gnosticismo, valori totalmente opposti e contrastanti con quelli della Chiesa Cattolica.

Quella che segue è una sintesi brevissima di alcuni concetti che ho estrapolato dal bellissimo (e documentatissimo!) libro di Giancarlo Tranfo: “La Croce di Spine”, Chinaski Edizioni. Consiglio a tutti di leggerlo perché è un saggio storico molto rigoroso ma anche avvincente!

Perché è nato il Gesù dei Vangeli?
Prima di spiegare quali sono le prove storiche che dimostrano la falsità del Gesù dei Vangeli, è utile spiegare perché è stata inventata la figura di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, morto in croce per la nostra salvezza.
Perché il “guerrigliero giudeo” si è trasformato nel “Gesù che porge l’altra guancia”?
Perché nel II secolo d.c. i “Padri della Chiesa” volevano diffondere la propria religione nel mondo romano e nel mondo pagano. I romani non avrebbero mai potuto accettare che il “Figlio di Dio” fosse stato un uomo che aveva combattuto contro l’oppressore romano. I pagani non avrebbero mai accettato una religione nella quale il “Figlio di Dio” era stato nemico acerrimo di Roma.
Per questa ragione i “Padri della Chiesa” hanno raccolto tutti i testi cristiani del I secolo, li hanno selezionati, censurati, ampliati posteriormente, adattati, ed infine trasformati nei Vangeli attuali: i Vangeli nei quali il “terrorista messia” era diventato il mite Gesù, eroe pacifista la cui morte non era colpa dei romani bensì degli ebrei.
Nello stesso tempo l’imperatore Costantino fu ben felice di favorire la diffusione di quella religione che predicava un modello di vita compassionevole per i poveri ma anche arrendevole e sottomesso nei confronti del potere politico.
I Padri della Chiesa e l’impero romano si allearono: i primi ci guadagnarono il dominio sulle coscienze e il secondo ci guadagnò la diffusione di un credo religioso che rendeva più sottomesso il popolo.

Le prove che il “Gesù dei Vangeli” è un’invenzione.
Quali sono le prove che dimostrano che quanto detto sopra è vero? Che “Gesù” è stato inventato, costruito dai Padri della Chiesa (con la complicità del potere imperiale) al fine di dominare le coscienze per 2000 anni?
Le prove sono moltissime e verranno qui di seguito illustrate.

La somiglianza del cristianesimo con culti precedenti.
Una prima prova a dimostrazione che “Gesù Cristo” è stato inventato risiede nella straordinaria somiglianza del cristianesimo con moltissimi culti precedenti (di origine inizialmente egizia, poi asiatico-ellenica): somiglianza che fa pensare che i “Padri della Chiesa” abbiano copiato dalle altre religioni preesistenti. Purtroppo per ovvie ragioni di spazio dovrò essere molto sintetico, invitando a leggere il libro di Tranfo chiunque volesse approfondire.
Mi limiterò a parlare di un singolo caso di straordinario interesse: il culto mitraico che nel II secolo a.c. si diffuse nel mondo greco-romano.
Mitra (“Luce del Mondo”) fu partorito da una roccia (nella versione persiana fu partorito da una vergine, ritenuta per questo “Madre di Dio”) durante il solstizio d’inverno (intono la 25 dicembre). Quando nacque venne adorato da alcuni pastori. Mitra ebbe dei discepoli. Predicò l’uguaglianza e l’amore per i poveri e i deboli. Prima di morire cenò con i suoi discepoli. Dopo essere morto, Mitra risorse ed ascese al cielo da dove era previsto ritornasse alla fine dei tempi per giudicare l’intera umanità in occasione del conflitto finale che avrebbe segnato la vittoria della Luce sulle Tenebre. I fedeli del culto mitraico entravano nella comunità religiosa con il battesimo. Nel rito dell’eucarestia i fedeli mangiavano il pane imbevuto nel vino, simboli del corpo e del sangue di Mitra.

Insomma, il culto mitraico (risalente, lo ricordo, al II sec a.c.) è quasi identico al culto cristiano!!! Forse questo potrebbe spiegare come mai la Chiesa abbia distrutto i loro templi e trucidato i fedeli del culto mitraico fino a cancellarlo dalla faccia della Terra.
La Chiesa ha voluto semplicemente distruggere il più velocemente possibile un’incredibile prova vivente della falsità del cristianesimo.

Gli esseni e i rotoli di Qumran.
Nel 1947 a Qumram (una zona arida e inospitale a 30 km. da Gerusalemme, vicino alle rive desertiche del Mar Morto) furono ritrovati preziosissimi rotoli all’interno di grotte che erano state il rifugio degli esseni, una setta ebraica di monaci che nel I secolo d.c. appoggiò il movimento insurrezionale degli zeloti.
I “Rotoli del Mar Morto” presentano straordinarie somiglianze tra i riti cristiani e quelli esseni: solo per citare le più importanti, gli esseni praticavano il battesimo immergendo il capo in vasche riempite appositamente d’acqua.

Gli esseni facevano “messe” durante le quali il sacerdote mangiava per primo il pane e beveva il vino e poi li distribuiva ai fedeli. La terminologia degli esseni era estremamente simile a quella di Gesù. Le idee e i principi degli esseni erano simili a quelli di Gesù: i toni apocalittici ed escatologici sull’imminente “avvento del Regno”, l’obbligo di non giurare, l’elogio della povertà, ecc…
Giovanni Battista e Gesù vivevano nella stessa piccola zona desertica degli esseni. Giovanni Battista e Gesù avevano gli stessi principi e lo stesso linguaggio degli esseni. Giovanni Battista e Gesù erano esseni. Gli esseni credevano che il “Cristo” (cioè l’Unto, colui che è proclamato Re di Israele con una cerimonia di unzione) era il discendente del mitico Re David. Discendente che con le armi e con il sangue avrebbe liberato il popolo ebraico dall’oppressore romano per fondare il “Regno di Dio” cioè lo “Stato di Israele”.
Gli esseni credevano nei principi dello gnosticismo, secondo i quali Dio poteva essere trovato solo attraverso una ricerca interiore.

L’idea di sacerdoti che fanno da intermediari tra i fedeli e Dio (caposaldo della religione cattolica) era semplicemente assurda e scandalosa per gli esseni… e per Gesù!

Esistono ulteriori prove a dimostrazione del fatto che Gesù era un esseno? Certamente! E inaspettatamente alcune prove fondamentali le forniscono i Vangeli.

La prima prova che Gesù era un esseno.
Nei vangeli Gesù è definito il “nazareno”, cioè colui che proviene da Nazareth. Peccato che la città di Nazareth non esisteva ancora ai tempi di Gesù.
Ma vediamo come viene descritta nei Vangeli la città di Nazareth:

– c’è una sinagoga.
– è collocata in cima ad un monte.
– è sul ciglio di un precipizio.
– è nei pressi del lago di Tiberiade.
– è ad est del lago stesso.

Vediamo in vece come si presenta la Nazareth della realtà:

– c’è una sinagoga ma risale al II o III sec. d.c.
– si trova in pianura.
– non si trova sul ciglio di un precipizio.
– è a 35 Km. di distanza dal lago Tiberiade
– è a sud del lago stesso.

Come si vede la “Nazareth dei Vangeli” è totalmente diversa alla Nazareth della realtà. Invece la “Nazareth dei Vangeli” corrisponde pienamente ad un’altra città: Gamala nel Golan.
Gamala era la patria di Giuda il Galileo, ed in seguito fu la patria dei suoi figli tra i quali “Gesù” il Galileo.
Giuda il Galileo era il discendente della stirpe davidica il cui trono era stato usurpato da Erode il Grande. Giuda fu il fondatore del movimento insurrezionale degli zeloti (alleati ed appoggiati dagli esseni nel I sec. d.c.) che guidava la lotta armata contro i romani. Alla morte di Giuda, la lotta armata fu portata avanti dai suoi figli, tra i quali: “Gesù”, il Galileo.

Gesù era un nazareno, cioè un nazoreo. I nazorei erano l’ala più violenta e oltranzista degli Zeloti. Per questo i “Padri della Chiesa” trasformarono “nazoreo” in “”nazareno” e trasformarono “Gamala” in “Nazareth” che ai tempi di Gesù non esisteva nemmeno!

La seconda prova che Gesù era un esseno.
Come si spiga che Gesù (un uomo che secondo i vangeli avrebbe compiuto opere straordinarie e influenzato masse oceaniche di persone) è completamente assente da tutti i testi storici dell’epoca ad eccezione di una brevissima citazione nell’opera storica di Giuseppe Flavio? E come è possibile che Giuseppe Flavio (che sembrerebbe giudicarlo autore di grandi opere) gli abbia dedicato solo poche righe (mentre l’autore era solito soffermarsi molto a lungo anche su personaggi estremamente secondari)? E come è possibile che Giuseppe Flavio, che è sempre stato fedele al potere imperiale, abbia in quelle poche righe manifestato ammirazione per quel Gesù “nemico di Roma”?
Il tutto si spiega facilmente: i testi di Giuseppe Flavio sono stati per secoli in mano alla Chiesa che vi ha inserito una falsa testimonianza sull’esistenza di Gesù.
Insomma, Gesù è totalmente assente negli scritti storici dei primi secoli d.c. L’uomo che ha compiuto imprese straordinarie, secondo i Vangeli, è passato totalmente inosservato da tutti gli storici del tempo! Come si spiega?
In compenso tutti gli storici del tempo si sono dilungati a parlare degli zeloti e dei “Cristi” che hanno capeggiato le rivolte armate!
Questa era la verità che gli storici hanno registrato: rivoltosi armati di cui “Gesù” fu uno dei più importanti anche se probabilmente il suo nome non era “Gesù”. Il personaggio storico (che ha ispirato il personaggio di Gesù) era un figlio di Giuda il Galieo. Un figlio del quale la Chiesa (che per secoli ha custodito tutti i più importanti documenti storici) ha fatto prontamente sparire il nome e le gesta affinché non potessero essere associate a quelle del loro “Figlio di Dio”.
Giancarlo Tranfo (autore della “Croce di Spine”) in seguito ad una documentata e rigorosa indagine storica è risalito al probabile vero nome di Gesù: Giovanni di Gamala.
Per la precisione l’autore ritiene che siano stati due distinti uomini realmente esistiti ad ispirare il mito di Gesù: Yeshua ben Panthera (“Gesù”) e Giovanni di Gamala (il “Cristo”). “Gesù” più il “Cristo” divennero (nella invenzione dei Vangeli) “Gesù Cristo”.

La terza prova che Gesù era un esseno.
La terza prova si basa principalmente sul buon senso. Gli anni in cui Gesù predicò la sua buona novella erano gli anni dell’insurrezione, degli zeloti, del messianismo giudeo. Se un uomo avesse predicato di “porgere l’altra guancia ai romani”, di versare senza esitazione i tributi “a Cesare”, di cessare ogni violenza contro il nemico… quell’uomo sarebbe stato immediatamente linciato dalla folla inferocita. Oppure quell’uomo sarebbe stato scortato dai romani costringendo con la forza la popolazione ebraica ad ascoltarlo!
Come poté Gesù da solo entrare nel tempio, rovesciare i banchi dei mercanti ed andarsene tranquillamente senza che i soldati lo arrestassero e flagellarselo? Poté farlo perché quel Gesù era un ribelle armato e appoggiato dalle armate zelote!
Perché fu necessaria una intera coorte di soldati romani (500 uomini) per arrestare un “mite pacifista”? Perché non era un mite pacifista bensì un pericoloso guerrigliero!
Perché Pilato (che, secondo gli storici, era un pretore duro, spietato e deciso) fece decidere gli ebrei al posto suo? Perché così non fu! Pilato condanno “Gesù” alla croce perché questa era la pena destinata ai colpevoli di lesa maestà! Quella di attribuire la “colpa agli ebrei invece che ai romani” è stata un’invenzione dei Padri della Chiesa affinché i pagani potessero aderire alla nuova religione!
Perché, durante l’ultima cena, “Gesù” chiede ai propri discepoli di procurarsi delle spade e di impugnarle? Perché le spade sono essenziali alle rivolte armate!

Conclusioni.
Da 2000 anni la Chiesa Cattolica regna sulla coscienza di centinaia di milioni di persone e tutto si regge su una menzogna! La menzogna di “Gesù Cristo”… questo è qualcosa di davvero “miracoloso”!
Per concludere una perla finale: all’inizio dell’estate del 1968, vennero ritrovate 4 tombe a Giv’at ha-Mivtar (Ra-el-Marasef), immediatamente a nord di Gerusalemme. Qui vennero ritrovati i resti di un uomo (il cui nome inciso sull’ossario era Jehohanan) morto crocifisso all’età di 34 – 38 anni tra il 7 e il 66 d.c.
Quest’uomo non solo venne crocifisso con i chiodi (pratica che, seppure non rara, era riservata a condannati “eccezionali”), ma gli venne anche posto un appoggio sotto le natiche affinché la sua sofferenza fosse prolungata ulteriormente!
Chi poteva essere quest’uomo (di circa 35 anni, crocifisso a Gerusalemme intorno al 30 d.c. e tanto odiato da meritare una crocifissione più prolungata del solito) se non il “Cristo” realmente esistito, colui che i romani crocifissero perché era il capo armato degli zeloti?
Oppure l’uomo che i romani credevano essere il Cristo! Infatti, chi leggerà il libro di Giancarlo Tranfo, scoprirà che l’autore ha trovato le tracce di una cospirazione tra i discepoli di “Gesù” e alcuni membri del Sinedrio. Una cospirazione che salvò la vita a Giovanni di Gamala e mise in croce un’altra persona.

La verità ci renderà liberi   Leave a comment


 

dal blog di Michelle Bonev

Non è stato facile per me scrivere queste righe, ma è stato ancora più difficile guardare dentro di me con onestà ed ammettere che i compromessi che ho accettato nella mia vita mi abbiano divorato a tal punto da non riconoscere più cosa sia giusto e cosa sbagliato. Negli ultimi 10 anni ho vissuto in un mondo che mi ha preso tutto: i sogni, gli ideali, la dignità. Il sistema corrotto del danaro e del potere mi ha marchiato a vita. Ho sbagliato a scegliere la strada che pensavo fosse la più facile e che si è rivelata, invece, per me devastante: mi sono illusa di essere felice. Sono stata “amica” dei potenti, fidanzata con uomini ricchi, ho avuto tutte le cose che desideravo: successo, soldi, vestiti, gioielli… Ma a quale prezzo? So che il passato non si può cancellare, ma so anche che il presente è nelle nostre mani e che il futuro dipenderà dalle scelte che facciamo ora. Mi hanno sempre detto: “Il mondo è questo mia cara, impara a navigare.” E io ho navigato, oh… sì che ho navigato… Ma sono arrivata talmente lontano da non rendermi più conto della realtà.

Michelle Bonev, Nicole Minetti, Silvio Berlusconi, Francesca Pascale

 

Io non voglio più essere la donna della lettera scarlatta, né fare la vittima; io voglio cambiare la mia vita, raccontandovi la mia storia, perché questa è la storia del mondo. Noi tutti crediamo in certi principi e in certe regole, ci dilettiamo con belle parole come giustizia, amore, libertà, ma appena ci sentiamo in pericolo siamo pronti a tradire e calpestare chiunque. Siamo talmente convinti che il fine giustifichi i mezzi che abbiamo perso la nostra identità. “Ma cosa posso fare?” mi dicevo. In questo mondo se non appartieni a un gruppo, a un’organizzazione o a un colore politico, non vai avanti. Non basta la competenza, il talento, non basta lavorare 18 ore al giorno, serve comunque un “santo in paradiso”. Tutti sappiamo che funziona così e abbiamo talmente accettato questo sistema, che ormai è diventata una cosa normale essere raccomandati. Ma che mondo abbiamo costruito?

Mi guardo intorno e vedo persone disperate che non sanno cosa dare da mangiare ai propri figli, e poi vedo altre persone, che sguazzano nella ricchezza e nel lusso, prendendosi gioco di milioni di lettori dalle copertine dei settimanali con storie di fidanzamenti inverosimili. Come la “storia d’amore” tra Francesca Pascale e Silvio Berlusconi. Una grande messinscena, perché Francesca è lesbica, ed io sono stata molto più che una sua amica. Silvio ha deciso di annunciare il fidanzamento pubblico con Francesca soltanto per continuare a divertirsi con lei e con le sue “amiche”, e non essere giudicato male dalla società. Pensava di aver fatto bene i conti, ma si è ritrovato con una “fidanzata” autoritaria e senza scrupoli. Più volte mi ha chiesto, infatti, di portarla via da Arcore perché diceva che era una cattiva persona e lo ricattava. Questa è soltanto una delle tante falsità in cui mi sono costretta a vivere. Ma io non voglio più vivere nella falsità.

Soffro nel sapere che in questo preciso istante ci sono persone che hanno perso tutto e stanno pensando al suicidio, mentre altre pensano alle orge e al cappottino tigrato di un barboncino. Ci sono persone che hanno il problema di arrivare a fine mese, mentre altre hanno il problema di come spendere diecimila euro in contanti in un solo giorno. E poi ci sono persone che si vendono, e altre che le comprano… C’è un divario così grande tra i problemi di queste due categorie di persone che niente può colmarlo. Ma la cosa più triste è che proprio chi soffre, continua a votare chi lo flagella. Per disperazione, per ignoranza, per buona fede… tutte ragioni plausibili, ma il risultato è che così non cambierà niente. Leibniz diceva: “Quello in cui viviamo è il migliore dei mondi possibili”. Io non voglio più accettare che questo sia il miglior mondo possibile. Se il mondo siamo noi, allora noi siamo in grado di cambiarlo.

Tempo fa ho pubblicato una lettera aperta sul mio blog che raccontava la mia vita professionale nel mondo dello spettacolo negli ultimi 10 anni. Oggi ho deciso di completare quella lettera, di raccontarvi la verità su ciò che ho vissuto. Di come si possa perdere se stessi, pensando di raggiungere i propri sogni… e capire un giorno, che non è valsa la pena. Io sono qui, davanti a voi, per testimoniare che nessun sogno vale la nostra vita, la nostra dignità di essere umani. Sono consapevole che le mie rivelazioni saranno scomode a qualcuno; che cercheranno di fermarmi, screditarmi, forse di uccidermi… Ma voglio che tutti sappiano che non mi è rimasto altro che la verità, ed è solo questa che voglio condividere con voi nei prossimi giorni. La verità ci renderà liberi.

Pubblicato 11 ottobre 2013 da sorriso47 in spiritualità

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