Archivio per ottobre 2013

LEA GAROFALO ,UNA COLLABORATRICE CHE PAGO’ CON LA VITA   Leave a comment


lea garofalo

Funerali in piazza per la donna bruciata dai boss. “Mia madre ha avuto il coraggio di dire no alla mafia. Ricordatela per la giustizia di tutti”. La testimonianza di don Ciotti: “Abbiamo un debito con lei. Il problema è chi tace e lascia fare”

 

Figlia di un boss, sorella di un boss e sposa di un boss, volevano cancellarla per sempre dalla faccia dalla terra. Aveva parlato. Volevano farla diventare niente, cenere. Di lei sono rimasti duemilaottocentododici frammenti ossei recuperati in un tombino. Scomparsa nel silenzio, uccisa con il fuoco in una Milano indifferente, una donna calabrese viene celebrata quattro anni dopo in quella stessa città che l’aveva inghiottita. Lea Garofalo sarà ricordata sabato 19 ottobre, a Milano, con un funerale laico e solenne, a due passi dal Duomo

 

Storia di Lea. E di sua figlia Denise, che doveva avere il destino della madre perché aveva parlato anche lei e il padre aveva deciso come decidono quelli della sua razza. E dei Cosco di Petilia Policastro, uomini di ‘ndrangheta e di vendette. Storia anche di una Milano che s’inchina davanti al coraggio di una ragazza che non ha fatto finta di non vedere e di non sentire. “Lea, figlia di Milano”, ha titolato un quotidiano locale. Quattro anni, quattro anni che sembrano un secolo. Che cosa pensavano questi Cosco? Che sarebbero stati al riparo, intoccabili per l’eternità? Pensavano che i resti di Lea non si sarebbero trovati mai, che quella donna era solo e soltanto “loro”, un affare di famiglia?
La vita e la morte di Lea, torturata e poi bruciata alle spalle di un capannone alle porte di Monza nell’autunno del 2009, entra in una cerimonia pubblica, diventa memoria, le bandiere del Comune di Milano – che già si è costituito parte civile nel processo contro gli assassini – e quelle di Libera, il sindaco Giuliano Pisapia e don Luigi Ciotti, l’associazione partigiani d’Italia, gonfaloni dal Molise, dal Piemonte, dalla Calabria, dalla Brianza. Tutti in piazza Beccaria, alle dieci del mattino. Ci sarà, confusa fra la folla, anche Denise, la figlia di Lea, anche lei testimone di giustizia come la madre. Dal suo rifugio segreto lancia un appello, vuole in tanti a Milano. Otto righe che dicono tanto, tutto: “Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione. Il suo funerale pubblico, al quale vi invito, è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e uomini che hanno rischiato e continuano a mettersi in gioco per la propria dignità e per la giustizia di tutti”.
Quel che rimane di Lea Garofalo è arrivato all’obitorio civico di Milano, in una teca di zinco. Il primo a parlare a questi funerali così speciali per Lea e per Milano sarà Luigi Ciotti: “Abbiamo un debito con lei, abbiamo un debito con chi non c’è più e con chi è rimasto solo, ma il nostro problema più grande resta un altro: chi guarda e sta in silenzio, chi lascia fare”. Era cominciata così – lasciando fare – la spaventosa fine di Lea. Giovanissima, negli anni Novanta, si era innamorata di Carlo Cosco, un suo paesano, tutti e due della provincia di Crotone. Emigrano insieme a Milano, lui comincia a frequentare gli spacciatori di Quarto Oggiaro, uno dei tanti gironi della ‘ndrangheta esportata in Lombardia. Intanto nasce Denise, e intanto Carlo Cosco diventa sempre di più un piccolo capo del crimine.
Dopo qualche anno, Lea non ce la fa più. E lo lascia. Decide anche di collaborare con i giudici, raccontando le trame e i delitti dei suoi parenti (padre e un fratello uccisi) e quelli dei Cosco. Una pentita. E da pentita scompare per molto tempo. Poi, un giorno, Carlo Cosco viene a sapere dove abita – a Campobasso – e le manda un sicario, Massimo Sabatino, travestito da idraulico. Lea è con Denise, si salvano. È il maggio del 2009. Ma pochi mesi dopo cade in un’altra trappola. Carlo Cosco chiede di rivederla “per amore di nostra figlia”, lei accetta. È la sera del 24 novembre del 2009. È l’ultima sera di Lea. Milano, zona Arco della Pace, ore 18,30. Le telecamere dei negozi sono puntate sulle strade e riprendono in diretta il rapimento, una lupara bianca nel centro della città. Lea – che ha trentacinque anni – passeggia insieme con la figlia Denise – che di anni ne ha diciassette – in attesa di Carlo Cosco. Ore 18,35, madre e figlia si separano, Denise va con il padre e Lea si allontana verso la stazione centrale.
Ore 18,37, Lea viene ripresa per l’ultima volta dalle telecamere in fondo a Corso Sempione. Un attimo dopo la caricano su un furgone. Da quel momento Lea non esiste più. “È in vacanza in Australia”, dicono gli avvocati dei Cosco, quando arriva una denuncia “per sequestro di persona”. Lea è già morta. Portata in un magazzino, seviziata e “interrogata” dal padre di sua figlia per scoprire cosa aveva raccontato ai magistrati, poi la uccidono. In un primo momento Carlo Cosco prova a difendersi dicendo che non è stato un omicidio di ‘ndrangheta ma d’impeto, che i pentiti “stanno costruendo castelli di sabbia”.
In un primo momento gira anche la voce che Lea sia stata sciolta nell’acido, ma la verità

su di lei affiora all’improvviso. Con un racconto dell’orrore di Carmine Venturino, un ragazzo che il padre di Denise ha spinto a corteggiare la figlia. Per controllarla, spiarla. Poi i due si fidanzano. Poi ancora Carmine confessa come è stata uccisa veramente Lea: legata, strangolata, bruciata in un bidone. I suoi resti ritrovati in quel tombino, un anno fa. Carlo Cosco voleva anche la morte della figlia, Denise stava parlando anche lei. Un’altra ribelle che Milano vuole onorare.

Pubblicato 29 ottobre 2013 da sorriso47 in donna, giornalisti, psichiatri

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VIGNETTE DI PIETRO VANESSI SUL SESSO   Leave a comment


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LA VERA SATIRA E LA COMICITA’ SONO IL RISULTATO DI UNA MENTE GENIALE

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PER PROVARE QHESTE ”TEMPERATURE” CI VUOLE UNA BRASILIANA

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(questa vignetta è difficile da capire..è troppo “caustica”

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COME FACILITARE L’ORGASMO   Leave a comment


1- Scegliere la posizione giusta per le gambe

Molte donne arrivano all’orgasmo solo se le gambe sono nella posizione giusta : gambe unite o divaricate. Dipende dalla storia di ogni corpo, dalle prime scoperte delle sensazioni del piacere. Quando il corpo scopre come funzionava, continua a seguire lo stesso cammino del piacere.

2- Trovare la buona posizione del kamasutra

Spesso si ha una posizione preferita per arrivare all’orgasmo. Tale posizione è sempre soggettiva. Alcune donne preferiscono la posizione del missionario, altre quella dell’amazzone… E’ normale, tutto dipende dell’anatomia di ciascuna, in quanto ogni posizione stimola zone diverse. Inoltre, l’eccitazione legata ad ogni posizione dipende anche dall’immaginazione personale !

3- Respirare

Fisicamante l’orgasmo corrisponde a delle contrazioni muscolari ritmiche. Perché queste si verifichino, occorre che i muscoli siano sufficientemente ossigenati. Ma certe donne quando sentono che il piacere aumenta bloccano la respirazione, impedendo così all’eccitazione di arrivare a tal punto da scatenare l’orgasmo. Allora, impariamo a respirare bene…

4- Muoversi

Spesso le donne aspettano il piacere lasciando che il partner agisca. Ma l’ideale è partecipare, assecondare il piacere, muovere il bacino e il corpo. Se ne ricaverà molto più piacere e si faciliterà anche l’arrivo dell’orgasmo. La danza del ventre è un’ottimo allenamento per sbloccare i muscoli del bacino !

5- Simulare per aumentare l’eccitazione

Si è parlato molto di falsità, di inganno, per le donne che simulano l’orgasmo. Eppure anche il fare più o meno finta puo’ essere molto stimolante. L’eccitazione della donna, anche se volontariamente esagerata, è come un carburante che riscalda i corpi. Allora, perché privarsene ?

6- Farlo parlare

L’ascesa verso l’orgasmo non è solo un fatto meccanico, corporeo. E’ anche un momento legato all’eccitazione emotiva. E le parole sono degli ottimi stimolanti per la mente. Ogni persona, ogni coppia è unica e deve trovare le parole che possono accompagnare entrambi i partner verso il massimo piacere. Puo’ trattarsi di parole d’amore o di termini più crudi. Ognuno ha le proprie preferenze !

7- Incitarlo a trovare il buon ritmo

Per raggiungere l’orgasmo, ogni persona ha la sua ricetta ! Per alcune, occorrono movimenti molto lenti e regolari, e per altre movimenti sempre più rapidi fino all’esplosione ! Quando si sa di che cosa si ha bisogno, bisogna parlare con il partner, dirgli quali sono i movimenti giusti per arrivare al settimo cielo ! Parlarne puo’ essere un po’ imbarazzante, ma è meglio per tutti e due !

8- Stimolare il clitoride

Solo il 30% delle donne dice di provare l’orgasmo vaginale. E anche tra queste donne, il 50% dice di aver bisogno della stimolazione del clitoride per raggiungere l’orgasmo. Il clitoride è l’organo fondamentale del piacere femminile. Se il partner non lo sa, bisogna, in un modo o in un altro, farglielo capire. Clitoride trascurato significa piacere in meno !

9- Accarezzare il seno

Spesso lo si dimentica : invece bisognerebbe chiedere al partner di accarezzare il seno, soprattutto nella zona attorno al capezzolo. Tale stimolazione determina e facilita il passaggio nel sangue di ocitocina, ormone della secrezione del latte e dell’orgasmo ! Inoltre l’accarezzargli i capezzoli è molto stimolante ed eccitante anche per lui, è una zona erogena di cui occuparsi, al di là dell’area dei genitali !

10- Tonificare i muscoli del bacino

Le reazioni orgasmiche sono contrazioni muscolari della zona della vagina. Se i muscoli non sono tonici, faranno fatica a reagire all’eccitazione. E quindi sarà più difficile far scatenare l’orgasmo, a meno che non vi sia un’enorme stimolazione… Alllora bisogna allenarsi a tonificare la vagina, stringendo i muscoli, e facendo così circolare meglio il sangue.

11- Fantasmare

Pensare in modo erotico, sognare l’amore durante l’azione, ma anche nella vita di tutti i giorni. Il cervello diventa in tal modo più permeabile, più ricettivo al piacere. Se risulta difficile, si puo’ ad esempio cominciare a leggere della letteratura erotica. Si risveglierà il corpo al piacere.

12- Allenarsi da sola a scatenare l’orgasmo

Eh sì le donne che sanno trovare da sole l’orgasmo lo raggiungono anche più facilmente durante un rapporto sessuale di coppia. E’ il vantaggio di praticare la masturbazione. Al punto che spesso i sessuologi la prescrivono come metodo per facilitare il raggiungimento dell’orgasmo. Percio’ non bisogna mai vergognarsene, il piacere solitario è anche la strada per arrivare al piacere condiviso.

Pubblicato 28 ottobre 2013 da sorriso47 in eros, etica sessuale

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Le fantasie erotiche femminili   Leave a comment


 - Le fantasie erotiche femminili

fantasia femminile 1

fantasia femminile 1Se prima si era convinti che le fantasie erotiche (e il sesso in genere) fossero un pensiero fisso solo per gli uomini, ormai i tempi sono cambiati e sia donne sia uomini pensano al sesso in percentuali molto simili. Basti pensare che, secondo un’inchiesta sul desiderio femminile, il 96% delle donne ha fantasie erotiche.
Ma quali sono quelle più comuni tra donne? Eccone alcune:

Fare l’amore all’aria aperta

Sulla spiaggia, nel bosco, tra due covoni di fieno o nell’erba alta: fare l’amore all’aria aperta è una fantasia molto diffusa nell’immaginario erotico femminile. Questo desiderio rispecchia il bisogno di libertà, di sensualità o, più semplicemente, richiama alla mente un momento piacevole vissuto, ad esempio, durante le vacanze.

Fare l’amore con uno sconosciuto

Concedere il proprio corpo senza inibizioni, far cadere i tabù eabbandonarsi al piacere senza vergogna o sensi di colpa: ecco cosa c’è dietro al desiderio di un rapporto infuocato con un misterioso sconosciuto.

Fare l’amore in un luogo insolito

Al ristorante, nel camerino di un grande magazzino, in automobile… fare l’amore in un luogo pubblico è una delle fantasie erotiche femminili più comuni. Il timore di essere colta sul fatto aumenta l’eccitazione, ma questa fantasia si ritrova soprattutto in chi ha ricevuto poche attenzioni durante l’infanzia e vuole quindi attirare su di sé l’attenzione degli altri.

Fare l’amore con un attore

George Clooney, Brad Pitt, Jude Law… chi non ha mai sognato di passare una notte torrida con uno di questi sex symbol? Più del loro fisico decisamente attraente, sono soprattutto le scene hot dei film in cui li abbiamo visti a suscitare il desiderio.

Fare l’amore con più partner

Avere molti uomini a propria disposizione, essere al centro delle loro attenzioni per sentirti una vera regina! In realtà, questa fantasia rivela l’esistenza di un vuoto all’interno della coppia, o una mancanza di comunicazione tra i due partner. Il partner esterno colma questo vuoto e serve da mediatore.

Fare l’amore con una donna

Immaginare di fare l’amore con un’altra donna non è necessariamente segno di un’omosessualità rimossa, ma significa semplicemente che ci si sente bene con delle persone dello stesso sesso e che si ha voglia di dolcezza e complicità.

L’uomo in uniforme

Il pompiere, lo steward, il poliziotto… l’uniforme ha un potenziale estremamente erotico! Questo tipo di abbigliamento evoca il potere, l’autorità, l’eleganza.

Un pizzico di esotismo

Essere la favorita dell’harem, fare l’amore tra le belve feroci o nell’Orient-Express: sono fantasie erotiche estremamente libidinose! All’origine di queste fantasie c’è un bisogno d’evasione o semplicemente la voglia di spezzare la routine sessuale della coppia.

Guarda anche:

Pubblicato 28 ottobre 2013 da sorriso47 in donna, eros, etica sessuale, spiritualità

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PENE..D’AMORE !!!!! anche I nostri cugini naturali possono vivere le nostre identiche “PENE D’AMORE….”   Leave a comment


MA CI SONO ANCHE GLI AMORI CORRISPOSTI!!!!!!

Pubblicato 27 ottobre 2013 da sorriso47 in Animali, scienza, Scuola

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