Archivio per aprile 2014

Dio,Italia,Toscana, MICHELANGELO.(Toscani illustri del Rinascimento)   Leave a comment


 

 

MICHELANGELO BUONARROTI

« […] quel ch’a par sculpe e colora,
Michel, più che mortale, Angel divino »
Lodovico Ariosto Orlando furioso

 

Michelangelo Buonarroti,nato a Chiusi della Verna (territorio di Bibbina(AR)

 

 

 

Michelangelo_Buonarroti_Tondo Doni

LA SACRA FAMIGLIA (TONDO DONI)

(SULLO SFONDO IL MONTE DELLA VERNA)

 

 

creazione di adamo

LA CREAZIONE DI ADAMO,IL MONTE DELLA VERNA DA DIETRO,

DALLA POTESTA’ DI CHIUSI DELLA VERNA ,TERRITORIO DI BIBBIENA (AR),

DOVE IL PADRE ESERCITAVA DA GIUDICE.)

 

SECONDO UN LIBRO DOCUMENTATO ,LA MADRE IN CINTA  DEL FIGLIO,

CADDE DA CAVALLO

IN PROSSIMITA’ DI QUESTA POTESTA’

E NON LA POTESTA’ DI CAPRESE MICHELANGELO

MICHELANGELO NACQUI QUI ;

SCAPPATO DA ROMA DOVE DIPINGEVA IL GIUDIZIO UNIVERSALE

SI NASCOSE PROPRIO DA QUESTE PARTI….

 

MICHELANGELO AMMIRAVA LA FIGURA DI FRANCESCO D’ASSISI

E POI AMMIRAVA GIROLAMO SAVONAROLA.

SE ANDATE A CHIUSI DELLA VERNA TROVERETE L’ANTICA POTESTA’

DOVE IL PADRE ESERCITAVA IL SUO COMPITO

LA’ TROVERETE UNA INDICAZIONE PER IL “SASSO” DI MICHELANGELO

© 2004 -- Ron Reznick<br /><br /><br /> http://www.digital-images.net</p><br /><br /> <p>[#Beginning of Shooting Data Section]<br /><br /><br /> Nikon D2H</p><br /><br /> <p>Focal Length: 85mm</p><br /><br /> <p>Optimize Image: </p><br /><br /> <p>Color Mode: Mode II (Adobe RGB)</p><br /><br /> <p>Noise Reduction: OFF</p><br /><br /> <p>2004/11/02 08:25:44.2</p><br /><br /> <p>Exposure Mode: Aperture Priority</p><br /><br /> <p>White Balance: Color Temp. (3800 K) </p><br /><br /> <p>Tone Comp: Less Contrast</p><br /><br /> <p>RAW (12-bit) </p><br /><br /> <p>Metering Mode: Multi-Pattern</p><br /><br /> <p>AF Mode: AF-C</p><br /><br /> <p>Hue Adjustment: 0°</p><br /><br /> <p>Image Size:  Large (2464 x 1632)</p><br /><br /> <p>1/40 sec - F/2.8</p><br /><br /> <p>Flash Sync Mode: Not Attached</p><br /><br /> <p>Saturation: </p><br /><br /> <p>Exposure Comp.: -1.0 EV</p><br /><br /> <p>Sharpening: Normal</p><br /><br /> <p>Lens: 85mm F/1.4 D</p><br /><br /> <p>Sensitivity: ISO 400</p><br /><br /> <p>Image Comment:                                     </p><br /><br /> <p>[#End of Shooting Data Section]<br /><br /><br />

 

(la Pietà Rondanini)

 

david di Michelangelo

david di Michelangelo

 

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Il Dio della Creazione..è anche il Dio degli Scienziati   Leave a comment


(OGGI E’ IL MIO COMPLEANNO..QUESTO POST..E’ IL MIO RINGRAZIAMENTO…AL CREATORE DELL’UNIVERSO…)

 andrea firenze rit.

Una delle prime parole di Dio agli uomini

Genesi

1,1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.

4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. 8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

 

9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona.

11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne:

12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

 

HPIM0677

 

animali ciclamini

 

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rosa GIF

 

 

rosa rossa stupenda


14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

 

animali firmamento

 

stelle

Cassiopeia nube di detriti

 

Andrea Barghi aurore boreali 5

 

cielo stellato alberi

luna 2

 

20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

 

animali cetaceo

 

animali piovra

 


24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.

26 E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza,

 

e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche

e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

 

 

 

 

27 Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.

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Botticelli nascita venere_20130110_1919013198

28 Dio li benedisse e disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra».
29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

 

2,1 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. 2 Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro.

3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. 4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata – perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l’acqua dei canali per irrigare tutto il suolo –;

 

 

7 allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.

(la Creazione di Adamo..sullo sfondo il monte della Verna visto da dietro)

 

8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato.

 

giardino delle rose

 

9 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare,

 

HPIM0492  albero meraviglioso

tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.

 

10 Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. 11 Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c’è l’oro 12 e l’oro di quella terra è fine; qui c’è anche la resina odorosa e la pietra d’ònice. 13 Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d’Etiopia. 14 Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.

15 Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
16 Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,

17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».

 

 

Adamo ed Eva 1,6 mb

18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile».

19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.

 

bonobo Andrea    castori con fiore

 

cani 2    cavallo 2

 

Aquarium photography is one of the most challenging environments to make good images, specifically, the photographer has to deal with dark conditions, rapidly moving subjects, and distracting parasitic reflections.

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gatti 12

gatto 2

uccello 3

uccello 2

 

Andrea Barghi aquila 1

Andrea Barghi aquila 1

 

A Leopard cub being extremely cautious with our presence but at the same time super curious. Image captured in the Mara North Conservancy in Kenya.

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Female Chameleon, Reptile Park Madagaskar. Chameleon couples stay together until the end. Divorce is not an option it is more  an act of nature until there end of time arrives.

Female Chameleon, Reptile Park Madagaskar. Chameleon couples stay together until the end. Divorce is not an option it is more an act of nature until there end of time arrives.

 

animali canarino

 

animali capretta

 

animali cerbiatto

 

animali cervo

 

animali cervo 1

animali cervo 1

 

animali elefanti

 

animali fenicotteri rossi

 

animali foto ricordo 1

 

animali gatta

 

animali giraffa

 

animali gufo

 

animali leone

 

animali leonessa

 

animali lince 1

 

animali lupo

 

animali lupo bianco

 

animali orso 1

 

animali orso bianco

 

animali pantera nera 1

 

animali pentera nera

 

animali pinguini

 

animali procione

 

animali pulcini

 

animali rana

 

animali rana 1

 

animali scoiattolo

 

animali tigre

 

animali topini

 

animals lupi

21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.

22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.

yoga 6

nude meditation

 

23 Allora l’uomo disse:
«Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa.

woman's genitalia         vagina fiore 9

La si chiamerà donna
perché dall’uomo è stata tolta».

24 Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.

coppia nuda

coppia a colori

 

25 Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

 

Una delle ultime parole di Dio agli uomini ,alla fine dei tempi(Nikola Tesla)

 

 

Nikola Tesla (in serbo Никола Тесла[?]) (Smiljan, 10 luglio1856New York, 7 gennaio1943) è stato un ingegnere elettrico, inventore e fisicoserbonaturalizzatostatunitense[1][2] nel 1891.

nikola tesla

 

La mia mente è solo un ricevitore.

Nello Spazio Cosmico c’è il Nucleo dal quale

tutti attingono il sapere,le forze, e l’ispirazione.

Non sono penetrato nei suoi segreti ma sò che esiste..” (Nikola Tesla)

 

 

Molte persone credono in dio;

per alcuni è Gesù Cristo,oppure qualcosa del genere,

e per altri è un mondo d’informazioni

che tutto sà e tutto capisce

e sostiene quelli che cercano di vivere seguendo la virtù,

aiutando nella vita ed in situazioni senza sbocco

anche nella scienza. “

 

 

I metodi creativi di Tesla ci costringono ad assumere o pensare

che esista una specie di banca dati

che attualmente chiamiamo campo energetico informatico universale

e Tesla poteva collegarsi a questa fonte

attingendo alle informazioni necessarie;

e lui sognava

che tutte le persone potessero averne accesso

e lui sognava

che tutte le persone potessero averne accesso

 

ERICH FROMM

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Gesù: “Maria Maddalena..muoviti..non perdere tempo..che il “MIO” l’ho belle fatto.. Oggi è Pasquetta e ti porto a Firenze” (2)   Leave a comment


maria maddalena gesù

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Gesù: “Maria Maddalena..muoviti..non perdere tempo..che il “MIO” l’ho belle fatto.. Oggi è Pasquetta e ti porto a Firenze” (1)   Leave a comment


Maria Maddalena,Gesù risorto

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TESTI per riflettere : Il Discorso della verità contro i cristiani,tratto da: Celso. Contro i cristiani.   Leave a comment


l Discorso della verità contro i cristiani

Tratto da: Celso. Contro i cristiani.
Traduzione, premessa al testo e note di Salvatore Rizzo.
Biblioteca Universale Rizzoli – Milano, 1989.
pagina 1/3 .:

 

celso               origene

Premessa al testo

Quando, verso l’anno 248, s’accingeva a confutare le critiche contro i Cristiani contenute in un libro inviatogli dal suo caro discepolo, amico e benefattore Ambrogio, Origene non sapeva che, con la sua replica destinata a vincere i secoli, avrebbe, proprio lui, trasmesso ai posteri la memoria di un’opera e di un autore che altrimenti sarebbero caduti nell’oblio più completo. E neppure sapeva che avrebbe lasciato i posteri nelle stesse sue incertezze circa l’identità’ dell’autore del Discorso della verità. E mentre per altri scritti, intesi a condannare con ingegno ed acume forse superiori la dottrina cristiana, non si trovò barriera o rimedio se non il potere stesso dell’imperatore cristiano e il rogo da lui decretato, [1] a questo libro serio ed informato, ma nel complesso non molto superiore al livello di una buona sintesi scolastica, e già dimenticato settant’anni dopo la sua stesura, [2] solo lo zelo e la scrupolosità di Origene assicurarono l’immortalità’ e, allo stato delle nostre scarse e frammentarie conoscenze circa gli scritti anti-cristiani antichi, un’importanza certo superiore a quella cui di per se stesso avrebbe potuto aspirare. […] L’autore del Discorso della verità si manifesta come uomo colto, versato nella filosofia platonica, anche se nei limiti della scolasticità, interessato ai fenomeni religiosi e sociali del suo tempo e appassionato sostenitore dell’ordine e delle leggi dello stato. Questo impegno politico, evidente nei primi frammenti dell’opera e in quelli dell’ VIII libro, soprattutto negli ultimi, e la particolare sensibilità per i problemi che la diffusione e la consistenza del cristianesimo andavano ponendo all’amministrazione ed alla organizzazione dell’ impero romano, ci inducono a ritenere Celso non soltanto un letterato o una persona dalla solida cultura filosofico-letteraria, non soltanto un pensatore, entusiasta ammiratore di Platone, ma anche un uomo interessato alla politica dell’impero, forse un amico o un collaboratore o, addirittura, un portavoce, almeno ufficioso, dell’imperatore stesso.
Il Discorso della verità contro i cristiani

 

pagina 1/3

(I, 2) La loro dottrina e’, all’origine, barbara. In effetti i barbari sono abili a scoprire dottrine, ma per quanto riguarda la loro valutazione, il consolidamento e l’esercizio, in vista del conseguimento della virtù, di quanto i barbari hanno scoperto, i Greci sono certo più capaci.
(I, 4) La parte morale della dottrina, poi, non costituisce un insegnamento elevato e nuovo perché la si trova tale e quale anche presso gli altri pensatori.[3]
(I, 5a) Giustamente essi non credono negli dei foggiati dalle mani degli uomini, perché sarebbe assurdo che fossero dei i prodotti di artefici quanto mai vili e malvagi nell’indole, prodotti spesso confezionati anche da uomini ingiusti. Ma questa non e’ una novità, perché già Eraclito disse: “chi si rivolge a cose inanimate credendole divinità fa come chi parla ai muri delle case”.[4] Questo e’ anche il pensiero dei Persiani, come racconta
Erodoto.
(I, 8a) E non voglio dire che chi abbraccia una buona dottrina, quando per essa corresse pericolo [5] nel mondo, debba abbandonarla o simulare di averla abbandonata o sconfessarla. Infatti nell’uomo c’e’ qualcosa che e’ affine alla divinità e superiore alla materia, e le persone in cui questa parte si esplica aspirano rettamente con tutte le loro forze all’essere che e’ loro affine e bramano che si dica e si ricordi loro sempre qualcosa che lo concerna. Ma nell’accogliere le dottrine bisogna seguire la ragione ed una guida razionale, perché chi accoglie il pensiero altrui senza questa precauzione e’ sicuramente passibile di inganno.

[1] Come avvenne per l’opera di Porfirio, condannata da un imperiale decreto.
[2] Il Discorso della verità fu scritto probabilmente nel 178.
[3] Basti pensare a
Socrate stesso (presso Platone) e a Seneca: “Uguali ai nostri sono gli ammonimenti e gli insegnamenti dei filosofi: l’onesta’, la giustizia, la fermezza, la temperanza, la verecondia”.
[4] La condanna del culto delle statue, discendente direttamente dalla legge ebraica, e’ tema frequente dell’
apologetica dei primi secoli.
[5] Celso non allude qui (come Origene vuol fare intendere) al martirio cristiano, ma alla costanza del filosofo (si ricordi Socrate). Il martirio cristiano per i pensatori pagani e’ frutto di fanatismo e di irragionevolezza.

 

pagina 2/3


I Cristiani invece fanno proprio come quelli che, contro i principi della ragione, prestano fede ai sacerdoti questuanti di Cibele,[6] agli indovini, ai vari Mitra e Sabadii [7] e al primo venuto, comprese le apparizioni di Ecate o di altra dea o di altri demoni. Come infatti tra quelle persone spesso degli uomini scellerati trovano facile terreno nella dabbenaggine di chi si lascia facilmente ingannare e le portano dove vogliono, così succede tra i cristiani. Alcuni su ciò in cui credono non sono disposti ne’ a dar conto ne’ a riceverne, ma si limitano a dire: “Non indagare, ma abbi fede” e “la tua fede ti salverà”. E aggiungono: “La sapienza nel mondo e’ un male, la stoltezza un bene”.
(I, 27) Ma i cristiani sono volgari e rozzi, volgare e’ la loro dottrina e per la sua volgarità e per la sua assoluta incapacità ai ragionamenti ha conquistato le sole persone volgari, sebbene tra di essi non vi siano solo persone volgari, ma anche persone moderate e ragionevoli e intelligenti, nonché disposte all’interpretazione allegorica.(III, 16a) Attirano la gente usando mille modi e inventano motivi di terrore.[8] Infatti combinano insieme le errate interpretazioni dell’antica concezione, con queste, come fossero melodie di un flauto, incantano ed ammaliano preventivamente la gente, come quelli che strepitano coi tamburi intorno agli iniziandi ai riti coribantici.

(III, 17) Le cerimonie della religione cristiana sono simili ai riti egiziani. Chi si accosta a quelli vede splendidi santuari, boschi sacri, vestiboli grandiosi e splendidi, templi meravigliosi e intorno ad essi superbi padiglioni. Vede cerimonie molto pie e dalla misterica religiosità. Quando però poi si entra e ci si fa più accosto, si osserva che vengono adorati un gatto o una scimmia o un coccodrillo o un caprone o un cane.[9] I Cristiani deridono gli Egiziani che pure presentano molti misteri di non poco conto, poiché insegnano che tali cerimonie sono onori resi non ad animali effimeri, come i più credono, ma ad eterne idee. Perciò quelle cerimonie producono l’impressione, in chi ha appreso questi misteri, di non essere stato iniziato invano. E i Cristiani, così facendo, si comportano da sciocchi, perché nelle interpretazioni che riguardano Gesù non introducono nulla di più serio dei caproni e dei cani degli Egiziani.
(III, 44) Più assennati sono quei Cristiani che fanno le seguenti prescrizioni: “Nessuno che sia istruito si accosti, nessuno che sia sapiente, nessuno che sia saggio (perché tutto ciò e’ ritenuto male presso di loro);[10] ma chi sia ignorante, chi sia stolto, chi sia incolto, chi sia di spirito infantile, questi venga fiducioso!”. E infatti che persone del genere siano degne del loro dio, essi lo ammettono apertamente proprio in quanto vogliono e possono convertire solo gli sciocchi, gli ignobili, gli insensati, gli schiavi, le donnette e i ragazzini.[11] Come potrebbe altrimenti ritenersi un male, infatti, l’essere istruito ed esperto nelle migliori dottrine ed essere ed apparire intelligente? Che impedimento questo produrrebbe ai fini della conoscenza di Dio? Perché non dovrebbe essere piuttosto un vantaggio e un mezzo con cui si possa meglio pervenire alla verità?
(III, 55) Vediamo che anche nelle case private lavoranti di lana, ciabattini e lavandai e la gente più ignorante e più rozza, non ardiscono parlare alla presenza dei padroni più anziani e più assennati, ma quando riescono a trarre in disparte i loro figli e con questi qualche sciocca donnetta, allora espongono le storie più mirabolanti e dicono che non bisogna ubbidire al padre ed ai maestri, ma si deve prestare ascolto a loro. Quegli altri – dicono – cianciano e sono degli storditi e in realtà non conoscono ne’ sono in grado di operare nessun bene, ormai in balia come sono dei loro pregiudizi, vuote ciance e null’altro. Loro soli invece conoscono la norma della vita: e i ragazzi, se daranno loro retta, saranno felici e renderanno prospero il casato.

[6] Evirati, sfacciati e spudorati, i sacerdoti questuanti recavano per le città la statua della dea siriaca o Atargatis, la versione siriaca della frigia Cibele, la Magna Mater dei romani.
[7] Gli iniziati ai misteri di una divinità si identificavano con essa e spesso venivano chiamati col nome del Dio. Mitra, in origine divinità iranica, poi identificato con le divinità solari elleniche, ebbe culto misterico in occidente a partire dal I secolo a.C. Sabadio, divinità trace e frigia della vegetazione, fu associato con Mitra e con Attis e quindi con la dea siriaca e con Cibele. Ecate, in origine divinità lunare, ma spesso confusa con Artemide e con Persefone, era anche la massima dea delle maghe e delle incantatrici.
[8] Giust. II 9,1: “Dicono che sono favole vane e terrificanti quelle che noi raccontiamo circa la punizione degli ingiusti nel fuoco eterno e che noi vogliamo che gli uomini vivano in rettitudine per paura”. Queste favole terrificanti sono, secondo Celso fraintendimenti dell’ antica dottrina.
[9] Le divinità degli egiziani erano rappresentate in forme di animali e di uomini con teste di animali.
[10] Per il pagano Celso il concetto cristiano di “fede” era inconcepibile e sospette dovevano apparirgli le espressioni “rovinerò la sapienza dei sapienti e condannerò la prudenza dei prudenti (Isaia 1,19). La ricerca di Dio e della verità resta pur sempre, per un pagano, appannaggio del filosofo.
[11] Che la propaganda cristiana si svolgesse spesso tra la gente umile ed ignorante, era un dato di fatto e nello stesso tempo il motivo dell’accusa che i pagani rivolgevano ai cristiani.

E se, mentre così parlano, vedono comparire o un maestro o una persona intelligente o anche il padre di quei ragazzi, allora i più prudenti se la squagliano impauriti, gli sfrontati invece incitano i fanciulli a ribellarsi sussurrando loro cose del genere: non se la sentiranno e non potranno spiegare niente di buono ai fanciulli alla presenza del padre e dei maestri, perché vogliono evitare la stoltezza e la rozzezza; quella e’ gente completamente corrotta, giunta al limite della cattiveria e pronta a punirli.

Ma, se son disposti, bisogna che lascino perdere il padre ed i maestri e vengano con le donnette e coi ragazzini compagni di giochi nella bottega del cardatore [12] o in quelle del ciabattino o del lavandaio, perché possano ricevere l’istruzione completa. E con queste chiacchiere li convertono.

pag 3/3

(I, 28) T’inventasti la nascita da una vergine: in realtà tu sei originario da un villaggio della Giudea e figlio di una donna di quel villaggio, che viveva in povertà filando a giornata. Inoltre costei, convinta di adulterio, [13] fu scacciata dallo sposo, falegname di mestiere. Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia, essa ti generò quale figlio furtivo. [14] Spinto dalla povertà andasti a lavorare a mercede in Egitto, dove venisti a conoscenza di certe facoltà per le quali gli egiziani vanno famosi. Quindi ritornasti, orgoglioso di quelle facoltà e grazie ad esse ti proclamasti Dio. Tua madre, dunque, fu scacciata dal falegname, che l’aveva chiesta in moglie, perché convinta di adulterio e fu resa incinta da un soldato di nome Pantera.[15] Ma l’invenzione della nascita da una vergine e’ simile alle favole di Danae, di Melanippe, di Auge e di Antiope.[16] Ma era forse una bella donna tua madre e, appunto perché bella, a lei si unì Dio, che pur non e’ naturalmente portato ad amare un corpo corruttibile? Non sarebbe stato neppure verosimile che Dio si fosse innamorato di lei. Ella non era donna di condizione ricca o regale, dal momento che nessuno la conosceva, nemmeno i vicini, e, una volta venuta in odio al falegname e ripudiata, non la salvò né la divina provvidenza ne’ il Verbo della Persuasione.[17] Tutto questo, dunque, non ha nulla a che vedere col regno di Dio.
(V, 14) Altra loro stolta credenza e’ che, quando Dio, quasi fosse un cuoco, avrà acceso il fuoco, tutto il resto dell’umana stirpe sarà abbrustolita, e loro soli resteranno, e non solo i vivi, ma anche, risorti con quelle loro stesse carni dalla terra, quelli che nei tempi andati, quando che fu, morirono. Solo i vermi potrebbero nutrire tale speranza! Infatti quale
anima umana potrebbe desiderare ancora un corpo putrefatto? Del resto questa dottrina non e’ accolta nemmeno da alcuni di voi ne’ da certi Cristiani:[18] la grande empietà ad essa connessa non solo infatti e’ ripugnante, ma e’ anche impossibile a dimostrarsi. Non e’ in effetti possibile che un corpo completamente corrotto ritorni alla natura originaria e proprio a quella primitiva costituzione dalla quale si e’ dissolto. Non potendo dare alcuna risposta, essi ricorrono all’assurdo sotterfugio che, cioè, a Dio tutto e’ possibile. Ma la turpitudine, almeno, non e’ possibile a Dio, né Dio può volere ciò che e’ contrario alla natura. E se tu bramassi, data la tua malvagità, qualche nefandezza, non per questo Dio potrà attuarla, ne’ per questo si deve credere che senz’altro si verificherà. Perché Dio e’ causa prima della retta e giusta natura, non del desiderio sconveniente, ne’ della traviata licenza. Egli potrebbe sì fornire all’anima una vita eterna, ma “i cadaveri” dice Eraclito “son da buttar via più che lo sterco”. Ma rendere irragionevolmente eterna la carne, piena di cose che il tacere e’ bello, Dio certo né lo vorrà, né lo potrà. Egli e’ infatti la ragione di tutti gli esseri e quindi non e’ in grado di operare contro la ragione e contro se stesso.
Brano inviato da Alfio

Campionati di calcio in Italia..nemici storici..!!!!!!   Leave a comment


gobbi,Juventus

Al pubblico fiorentino ,piace,prima di tutto,di vedere un buon calcio..il risultato è in secondo luogo

 

fiorentina iris

(la Fiorentina al completo)

 

 

david statua dimension         agnelli gianni

fiorentina stemma

juventus

Fiorentina

Fiorentina

fiorentina

fiorentina

fiorentina

fiorentina

P.S 

Personalmente non seguo più il calcio..troppa violenza..troppi interessi.

Gesù Cristo avrebbe preferito morire in Toscana ..a Firenze; (Fiorenza) [ fjoˈrεnʦa   2 comments


ma il Padre gli rispose:
” mi dispiace..Gesù..ma    non sarebbe troppo salvifico”
Giovanni 19:41

Nel luogo dov’egli era stato crocifisso c’era un giardino…

e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto.

Secondo i Vangeli Gesù morì in un luogo chiamato Golgota (Matteo 27,33; Marco 15,22; Giovanni 19,17), che stava probabilmente fuori dalle mura di Gerusalemme, Giovanni parla di un giardino e di una tomba nella roccia (19,41), il sito era infatti una cava di pietra abbandonata e poi utilizzata per scavare dei sepolcri.

 

Florens-2012-Inaugurazione-dei-Crocifissi-nel-Battistero-2        (Florence 2012 :l’ostensione dei tre crocifissi)

florence 2012 ulivi all'esternoflorence 2012 ulivi all'esterno 2

iris giardfino

 

Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto.

 

 

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