Archivio per 5 Mag 2014

cari fratelli di casa Pound   Leave a comment


Mussolini,Berlusconi

Mussolini,Berlusconi

nè rossi  nè neri..ma libberi pensieri

nè rossi nè neri..ma libberi pensieri

per intendersi..siete quelli che avete detto,appoggiati alla Polizia, “nè rossi..nè neri…ma libbberi pensieri.”
Nei vostri circoli vi fate al massimo una birra e siete contro l’uso delle droghe..poi per dimostrare che siete sprezzanti del sacrificio e pronti anche a soffrire per la Vostra giusta Causa..vi colpite..reciprocamente con una cinghia..!!!!
Ma lo sapete cosa diceva Rachele Mussolini di suo marito Benito: “Ce l’ha sempre dritto..per cui a lei bastava ed avanzava..
Avete mai “riflettuto” che a quei tempi non c’era il Viagra od il Cialis..e che quindi..sicuramente il Vostro Duce..si “faceva di coca!!
Meditate ,bravi ragazzi,non Vi chiedo di diventare ..Comunisti..ma almeno esercite quella che Dio ha dato..ad ogni Creatura ..e non offendeteVi …che sono animato da uno spirito ,direi quasi Fraterno..(lo dico senza esagerare!!!!)usate un pò…la Ragione-

“Vincere” , il teologico film di Marco Bellocchio ("2)   Leave a comment


Vincere

Vincere è un film storico del 2009, diretto e sceneggiato da Marco Bellocchio, con la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi come principali interpreti. È stato l’unico film italiano in concorso al Festival di Cannes del 2009.[2][3]

È stato il film più premiato ai David di Donatello 2010, con otto premi su quindici candidature, fra cui quello per il miglior regista, ma non ha vinto quello per il miglior film, conquistato da L’uomo che verrà.

 

Vincere

Marco Bellocchio, con il film "Vincere", ci presenta un dramma di denuncia, capace di far riflettere su cosa il potere può causare alla mente umana.

Sette David di Donatello e quattro Nastri d’Argento, più numerose nomination.

 

Roma 13 giugno 2011, Villa Madama: vertice Italia -Israele con il Presidente Silvio Berlusconi e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.     Berlusconi DUCE DUCE DUCE   vincere_mussolini-bellocchio-1024x682

 

Italia, inizi del ’900. Ida Dalser, una donna benestante, incontra un giovane rivoluzionario socialista e se ne innamora perdutamente. Quel giovane si chiama Benito Mussolini. La Dalser seguirà fedelmente Mussolini, arrivando fino a vendere tutti i suoi possedimenti per aiutarlo a fare carriera politica. Darà addirittura alla vita il figlio del Duce, Benito Albino. Ma l’ascesa politica dell’uomo è tanto inarrestabile quanto la sua decisione di mettere in disparte il figlio e la moglie.

Bellocchio affronta, con questa sua opera, una storia quasi sconosciuta. Ignorata dagli italiani per buona parte del secolo scorso (fu confusa con una delle numerosissime storie che dopo la guerra furono inventate per demolire il ricordo del fascismo), fu riscoperta e analizzata in un documentario nel 2005. Ida Dalser fu la presunta moglie di Mussolini Benito, presunta in quanto il documento di matrimonio non fu mai ritrovato, e Benito Albino fu ufficialmente riconosciuto dal Duce come figlio suo. La donna fu respinta, rapinata, rinchusa in manicomio e abbandonata dal mondo, ma continuò per tutta la vita a gridare il suo amore per Mussolini ed a cercare qualcuno che la ascoltasse e che la aiutasse a riconquistare ciò che era suo. La donna morì, sola e dimenticata, nel manicomio di S.Clemente di Venezia nel 1937, manicomio dove lo stesso Mussolini la rinchiuse e si assicurò che non uscisse più. Suo figlio Benito Albino, internato anche lui nel manicomio Mombello di Milano dalla polizia politica, la seguì nel 1942.

Il film, oscuro come il periodo che l’Italia si appresta ad attraversare, è girato prevalentemente nella penombra. Anche il primo incontro tra la Dalser e Mussolini ne è testimone: la donna lo vede al sole, a capo di rivoluzionari, e rimane affascinata dal suo carisma. Ma poi, all’ombra dei palazzi, con gli occhi tappati dall’ombra, non si accorgerà di che tipo di uomo ha davanti, rapita da un bacio vuoto e privo di emozioni.

Emozioni che Mussolini, interpretato da un magistrale Timi, non prova mai. Né quando è in compagnia di Ida, né quando tiene i suoi lunghi monologhi al popolo. Le scene dove i due hanno rapporti sessuali sono buie e predominano colori freddi, dove un glaciale Mussolini è in netto contrasto con una passionale Ida Dalser.

La Dalser è a sua volta è l’opposto di Mussolini. Le sue urla si ripercuoto per tutta la durata del film. Gli occhioni da cane bastonato della Mezzogiorno aumentano la melodrammaticità di una storia già di per sé tragica. Sebbene nella prima parte del film predominino la passione e l’amore della donna per Mussolini, nella seconda parte (cioè da quando essa viene allontanata dal Duce) unici sentimenti presenti sono il dolore e la speranza della donna, vittima assieme al figlio non di crimini o misfatti, ma solo di essersi innamorata e fidata ciecamente di un uomo cinico e crudele. Alla fine, il suo unico scopo diventerà quello di poter vedere riconosciuto il suo amore per Mussolini, di avere la conferma che tutto quello per cui aveva combattuto e per cui aveva perso tutto fosse vero. Ma, purtroppo per lei, le sue grida non sono ascoltate da nessuno. Infatti la scena più bella e simbolica del film rappresenta proprio questo: una Ida Dalser internata in manicomio si arrampica sopra un’inferriata e getta al di là delle lettere, sperando che qualcuno le legga e la aiuti. Lettere che non verranno mai lette.

Bellocchio con questo film smonta definitivamente il fascismo in sé e per sé.Infatti, uscendo ed ignorando lo schema politico del periodo, più volte analizzato e commentato in altre occasioni, si sofferma sull’uomo, sulla figura di Mussolini. Il Duce ci viene raffigurato come un uomo spregevole, cinico, un uomo che sfida apertamente Dio in una discussione teologica, un uomo affascinato ed attratto esclusivamente dal potere, un uomo che non prova amore e, anzi, arriva a rifiutare un amore sincero per ottenere un matrimonio a sfondo politico. Gran merito sempre di Bellocchio nel film è quello di aver alternato a scene con un Filippo Timi infervorato che scende in piazza per gridare alla rivoluzione, delle scene con il vero Mussolini che parla al popolo, riuscendo così a creare una continuità narrativa ed a rendere più credibile il personaggio di Timi.

Degne indubbiamente di nota le intepretazioni di Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi. La prima, superba nell’interpretazione della Dalser, riesce perfettamente a trasmettere quel senso di angoscia e di oppressione subito dopo la passione e l’amore provato nella prima parte del film. Il secondo interpreta in modo magistrale sia Mussolini Benito sia Benito Albino da adulto. I suoi occhi, durante i suoi monologhi al popolo, trasmettono rabbia, sono pieni di carisma, capaci di fulminare un solo uomo con lo sguardo. Entrambi hanno ricevuto grandissime critiche, in Italia ma soprattutto in America, dove la Mezzogiorno ha vinto il premio alla miglior attrice protagonista della National Society of Film Critics Awards 2010.

"VINCERE "

"VINCERE"

Come..Gesù cristo….donna…   Leave a comment


Nuda, legata ai polsi a una sbarra, trovata morta: “Era come crocifissa”

Legata a un palo, nuda e senza vita, “a braccia larghe come se fosse crocifissa”, racconta il testimone che ha lanciato l’allarme. Il corpo di una donna è stato trovato questa mattina alle porte di Firenze, in una località che si chiama Ugnano, in una strada secondaria, sotto un cavalcavia. Sul posto gli investigatori della polizia e la scientifica. La zona è al confine tra i comuni di Firenze e di Scandicci, alla periferia ovest del capoluogo toscano. La donna viene descritta come giovane e di carnagione bianca sui venticinque- trenta anni. Indossava solo le scarpe con i vestiti trovati a 1 chilometro di distanza. La sbarra ala quale è stata legata sotto il cavalcavia dell’A1 è a pochi centimetri da terra e serve ad interrompere la strada: in quel punto la via asfaltata termina e comincia un’area incolta.Da un primo esame esterno del medico legale la donna non ha evidenti segni di violenza.

Una testimone racconta di aver sentito dei lamenti verso le 23.30 di ieri sera, però non ha chiamato nessuno pensando che potesse essere un animale.

L’ipotesi formulata dagli investigatori, coordinati dal magistrato di turno Paolo Canessa, è che la ragazza sia una prostituta uccisa da un cliente. Secondo gli investigatori il modo in cui la donna è stata legata, la crocifissione, è casuale e chi lo ha fatto non aveva in mente alcun fine ‘simbolico’. Dai primi accertamenti sul cadavere non sono emersi segni di violenza.
Riguardo il movente dell’omicidio, gli investigatori si limitano a parlare di “una ragazza sbandata, che ha fatto un brutto incontro”. Il decesso risalirebbe alla notte scorsa. Il luogo dove è stato trovato il corpo è conosciuto come abitualmente frequentato dalle prostitute. Gli abitanti della zona si sono spesso lamentati per questo. Su un muro della zona ci sono anche scritte spray di protesta per la frequente presenza di prostitute.

Il luogo dove è stata trovata la donna uccisa

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  • {}E’ stata trovata morta, nuda e legata a un palo con i polsi immobilizzati da alcuni lacci. Firenze, periferia di Ugnano. Sul posto è intervenuta la polizia. Si tratta di una donna dell’età di circa 30 anni. Leggi l’articolo

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che stia ritornando la Parola del Padre? e questa volta anche un poco.. incazzata?   Leave a comment


ROMA – Scalzo, con un sacco di iuta per vestito, in ginocchio sorretto a un bastone, sotto la pioggia battente in piazza San Pietro: ma non è un religioso, tanto meno un francescano. È un laico, 64 anni, folta barba bianca, che viene da Perugia, si chiama Massimo Coppo, è un perito agrario, sposato senza figli e con la moglie fa parte di una comunità a 12 chilometri da Assisi. La sua presenza ininterrotta vicino l’obelisco posto al centro del colonnato del Bernini attira l’attenzione dei fedeli e in tanti gli si avvicinano per chiedergli lumi e qualcuno addirittura per implorare una sua benedizione. «La nostra comunità conta una dozzina di appartenenti ed è stata fondata nel 1980 da un laico come noi, direi un mistico veggente, ricco imprenditore nel campo della moda che poi ebbe una conversione e si è dato alla penitenza – spiega Massimo – quanto a me, mi ero allontanato completamente dalla religione cattolica per colpa dei miei studi di filosofia. Poi, mi sono diplomato in agraria e nonostante la mia famiglia fosse cattolica mi sono avvicinato alla chiesa evangelica, fino alla mia riconversione al cattolicesimo».
La sporcizia della Chiesa. Ma il suo rapporto e quello della sua comunità con la Chiesa di Roma si può definire contrastato: «Noi le siamo fedeli – premette – anche se abbiamo avuto alcuni problemi, non tutti risolti». Ma cosa chiede al nuovo Papa che sarà eletto in Cappella Sistina? «Soprattutto che faccia pulizia all’interno della Chiesa – risponde – del resto fu lo stesso cardinale Ratzinger, prima che diventasse Papa Benedetto XVI, a parlare della sporcizia nella Chiesa».

massimo coppo ,2

 

 

Benedetto XVI..lascia il suo ruolo di papa– per motivi di coscienza

(cosa che non era successa dai tempi di Celestino V)

È troppo bello, troppo simbolico: nel giorno in cui il Papa annuncia le sue dimissioni dal Soglio vaticano, nel corso di un temporale un fulmine colpisce la cupola di San Pietro. L’ira divina? Può darsi, ma per qualcuno c’è uno «zampino» più terreno (leggi Photoshop) oppure si tratta di un semplice effetto di prospettiva. L’immagine ha subito scatenato accese discussioni e polemiche su web e social network, tra accuse e immediate imitazioni, tipo un fulmine che centra la Madonnina del Duomo di Milano.

IL FOTOGRAFO – Alessandro Di Meo, il fotoreporter dell’Ansa autore dello scatto, spiega: «Stava arrivando un temporale. Ho visto il primo fulmine e mi sono spostato sotto il colonnato. Mentre pulivo la lente dalla pioggia», prosegue Di Meo nel suo racconto, «un primo fulmine ha colpito la cupola. Ho provato ancora diverse volte finché un fulmine ha colpito la cupola proprio mentre scattavo». Di Meo rivela anche i dati tecnici dello scatto, dopo 40 minuti di appostamento: la macchina fotografica era appoggiata su una transenna e non sul cavalletto. Tempo di esposizione 8 secondi, diaframma 9 e 50 Iso di sensibilità, impostazione manuale. «Montavo un obiettivo grandangolare che mi permetteva di includere tutta la basilica

foto del fulmine su s.pietro

 

CROLLA "CROCE" DI WOJTYLA A BRESCIA, MUORE VENTENNE. SEGNO O COINCIDENZA?

24 aprile 2014 by kolbe

Ha lasciato senza fiato la notizia del crollo a Brescia della “croce” in onore di Giovanni Paolo II, per altro terribilmente orrida dal punto di vista artistico, con la conseguente morte di un giovane ventenne che era presente in quei funesti attimi proprio sotto di essa.

Tutto ciò è accaduto proprio nella vigilia delle canonizzazioni imminenti di Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) e Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli), che si terranno – lo ricordiamo – domenica 27 Aprile 2014. Questa coincidenza, se così davvero possiamo chiamarla, ha suscitato in molti cattolici stupore e inquietudine. Se è vero che non dobbiamo essere superstiziosi e vedere in ogni evento una sorta di segno del destino, d’altra parte il Vangelo bene ci educa al discernimento e ci insegna che dobbiamo imparare a leggere i segni dei tempi. Questa disgrazia può forse aiutarci a riflettere, alla vigilia di queste due canonizzazioni estremamente significative per la Chiesa universale? (Si vuole canonizzare forse il Concilio e la sua presunta “riforma” attraverso questi suoi due personaggi emblematici?)

In definitiva: coincidenza o segno del Cielo? Come se non bastasse, si è sparsa la notizia secondo cui il giovane rimasto ucciso nell’incidente abitava in via Giovanni XXIII e che la “croce” costruita in onore di Giovanni Paolo II era stata eretta in occasione del centenario della nascita di Paolo VI (Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini).

Che dire? L’unica cosa che possiamo fare, per il momento, è pregare per l’anima di quel ragazzo. Requiem aeternam

a cura di Gaetano Masciullo

fulmine su croce in onore gioovanni Paolo II

il Verbo   (cioè la Parola) era in Principio

e si è fatta Carne di uomo..

per capirsi..volendo Dio parlare agli uomini prese un corpo umano per parlare come lui..e farsi capire

se voleva parlare ai gatti..( non vi sembri superficiale l’osservazione si sarebbe incarnato come un gatto per poter dire:”miao..miao

può essere un’osservazione da povero in spirito!!! la mia !!! comunque la dò alla vostra riflessione.

Un’altro Parlare è un evento scientifico una Forza naturale come può essere un fulmine– che fà paura e viene capito sia dagli uomini

sia dagli animali .A pensarci bene ,come c’è scritto nel vangelo …dolo che Gesù mori’ in croce ..un fulmine sconquassò talmente la Terra che gli ebrei come I romani   si domandarono chi poteva essere morto su quella croce..

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