Una “vera”riflessione teologica sul Padre Nostro..   1 comment


mani che perdonanoQuesta è l’unica preghiera che ha lasciato Gesù ai suoi discepoli..
“Padre nostro che sei nei cieli…
dacci oggi il nostro pane quatidiano..
rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiano ai nostri debitori….

La prima riflessione da fare è che siamo tutti fratelli..e che abbiamo un unico Padre celeste..
al quale non importa di essere “riverito” ma,proprio perchè è padre,
ci chiede di andare d’accordo con i nostri fratelli del mondo
e di perdonarci a vicenda..perchè tutti,prima o poi..sbagliamo
ecco l’unica richiesta di questa preghiera..
perdonarci a vicenda..quante volte? settanta volte sette..
solo cosi saremi sicuri che tutti i nostri peccati.. fossero anche mille..saranno perdonati
se noi a nostra volta perdoneremo mille volte i peccati degli altri
Questa è la cosa che a Dio preme di più..
d’altronde un padre..non può che avere a cuore..che i propri figli vadano d’accordo
come desiderebbe un padre naturale..
non è la “confessione” che ci libera dai peccati commessi..
è solo il perdonare le mancanze degli altri..allora possiamo essere sereni e sicuri
e vivere la vita con più serenità..tutto quello che facciamo ,sia il male che il bene,serve alla nostra crescita..
perche prima o poi..riceveremo dagli altri atteggiamenti che ci nuocciono,ma che ci fanno capire che è bene non comportarsi cosi.

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Una risposta a “Una “vera”riflessione teologica sul Padre Nostro..

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  1. Non ho capito se questa riflessione è tua o se l’hai presa da qualche parte. Comunque condivido. Anche io riflettevo recentemente che, nel Padre nostro, si allude a una cosa soltanto che dobbiamo fare noi: perdonare (‘come noi li rimettiamo ai nostri debitori’). È l’unico passo in cui “noi” è soggetto, anche dal punto di vista grammaticale. In tutto il resto del Padre nostro si chiede a lui di fare qualcosa, anzi molte cose: è un’indicazione dell’atteggiamento più giusto di fronte a Dio? Credere e abbandonarsi a Lui; non pensare tanto a quello che NOI facciamo ma a quello che LUI fa. E quanto all’atteggiamento filiale nei Suoi confronti, mi pare espresso semplicemente nella prima parte, in cui si chiede “Sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà”, perché soltanto un figlio che ama ed è intimamente unito al Padre può desiderare che il Suo nome sia santificato, ecc…

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