MI_LA_RE_MI (da il blog di Emmanuele Sinicatti)   Leave a comment


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La camera era piccola e fresca;

la brezza  del mare saliva fino a quella stanza.

Il boato delle macchine arrivava filtrato, alla finestra socchiusa del quarto piano.

Era bello stare lassù un pò isolati dal mondo, e suonare come dei veri esaltati.

Peyote, faccia da bluesman consumato,

piega la bandana viola su se stessa due, tre ,quattro volte,

dopo di che se la lega intorno alla fronte tipo John Rambo.

Anche Luca vorrebbe avere la faccia, se non da bluesman o rocker, almeno da jazzista. Ma proprio non ce l’ ha.

Quel viso da bravo ragazzo si adatterebbe invece perfettamente alla musica classica,

e stona con il suo abbigliamento.

Peyote prende al volo gli spartiti e dice che tanto per scaldarsi un pochino si potrebbe cominciare, non so, con Satisfaction,

che questa è un pò di tempo.. che non si fa.

“Nessun problema” risponde Luca.

Accende una sigaretta e la ficca fra le labbra.

Ora deve imitare Keith Richards, mica roba da tutti.

Salta in piedi e accenna il riff.

IL guitarrino va che è una meraviglia. Okay, possiamo partire.

E proprio come Mick Jagger aveva urlato al Maracanà in delirio, Peyote dice:

“Quiero presentao la banda. The Rolling Stones”

Luca parte immediatamente con il riff, e l’ amico, guitarra ritmica per questa canzone, lo segue in MI-LA-RE- MI

Peyote salta come un pazzo, e fa ondeggiare la testa avanti e indietro, poi a destra e a sinistra, con la solita faccia cattivissima.

Canta solo lui, che Luca è stonato. “Ma perchè a Keith Richards il fumo negli occhi non entra mai e a me si, porca d’ una troia?”si chiede Luca scoraggiato.

La sigaretta pendente dal suo labbro, aspirata ormai per metà,

gli fa lacrimare l’ occhio sinistro, con il suo fumo accecante.

Ma.. “the show must go on”, porca d’ una troia… siamo o non siamo professionisti?

La canzone non è ancora finita e Luca, mentre suona e salta,

tenta disperatemente di chiudere l’ occhio affumicato.

Tutto okay,non è successo niente.
Continuarono a suonare come forsennati per tutto il pomeriggio, senza rendersi conto delle ore che scivolarono via istantanee.

“Vogliamo parlare di donne o no?” disse volgare, ma molto concreto Peyote.
“Ma certo”gli fece eco Luca annuendo. Tanto lo sapeva benissimo che con Peyote andava sempre a finire così.

Se al bar Snoopy qualcuno stava parlando di Maradona,

lui riusciva, come minimo, a deviare la conversazione sul sesso orale.

Magari cominciava dicendo: ” Una prostituta con cui era andato a letto, ha detto che lui gli offriva la coca”

Poi… dalla prostituta al sesso orale.. la strada era in discesa…

Ormai l’ essenziale era fatto.

Quando i discorsi riguardavano altri argomenti, Peyote restava sempre in silenzio.. tesissimo..

le gambe in fibrillazione…

Seguiva ciò che veniva detto… solo per cercare un qualsiasi collegamento con il sesso.

Ma quando una conversazione riguardava il Suo Argomento, lo vedevi infiammarsi !!!

 
-ORE 17,50 : Peyote dice:”Te la faresti la Francesca?”(è una nostra amica)

“No  risponde “non mi piace.E poi non è neanche simpatica”

Peyote ci pensa un pò su: “Anch’ io non ci farei niente”dice convinto.

-ORE 17,52: Dopo aver strimpellato qualche accordo con il guitarrino,

Luca accende un ‘altra sigaretta.Sta riflettendo.

Il mio silenzio lo incoraggia. “Ha un bel culo,innanzitutto…e le tette non sono grandi,però sono fatte molto bene.”

 

-Ore 17,53: Chiude in guitarrino nella custodia.Poi guarda verso me,e spalanca la bocca come per dire qualcosa.

Ci rinuncia.Va in terrazza,torna indietro,si distende sul letto.

Mi guarda di nuovo ,e con la stessa convinzione di quando tre minuti fa aveva affermato il contrario,

Luca dice: “Io me la farei”
Ricominciarono a suonare.

Ma nel frattempo gli altri, molto più schiamazzanti del solito, tornarono in camera,rovinando quell’ atmosfera che si crea tra chi suona.

Cioè, sei dentro quel mondo rock che profuma di concerti interminabili, di delirio collettivo,

di assoli con una Strato amplificata a un milione di watt,

e arrivano questi tombaroli a profanare tutto,

proprio loro che fino due giorni fa avevano in camera il poster degli 883.

“Non c’ è più religione” , pensò Luca.

 

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