Archivio per 24 novembre 2014

Amore Tantrico.. (la sessualità sacralizzata)   Leave a comment


Il primo orgasmo tantrico della mia vita

Due amanti l’uno vicino all’altro, ovvero due nulla che si incontrano,: solo così è possibile l’incontro, perché le barriere sono infrante, i confini rimossi: l’energia può scorrere dall’uno all’altro senza ostacoli. Solo in un tal momento di amore profondo avviene un orgasmo. Quando due che si amano fanno l’amore, ed entrambi sono assenza di ego, entrambi sono nulla, avviene l’orgasmo. La loro energia fisica e il loro intero essere si liberano da ogni identificazione. Non sono più se stessi: sono precipitati nell’abisso. Ma succede solo per un momento. Subito riprendono coscienza di sé, e subito ricominciano ad aggrapparsi al proprio ego. Per via di questa perdita di identità, si ha paura anche dell’amore. Si ha paura di impazzire, o di morire, paura dell’ignoto. L’abisso spalanca la bocca, l’esistenza sbadiglia; improvvisamente, ti trovi sull’orlo dell’abisso e puoi caderci dentro. La gente si spaventa dell’amore: si accontenta del sesso; e il sesso lo chiama amore.
L’Amore non è sesso.
Il sesso può far parte dell’amore, può esserne parte integrante; ma in sé il sesso non è amore: ne è solo un surrogato. Per mezzo del sesso cerchi di evitare l’amore: può farti sentire come se amassi, senza amare veramente.
In un vero rapporto d’amore non ci sei né tu né la persona che ami: ogni dualità viene a cadere. Lo stesso accade in MAHAMUDRA: Mahamudra è un orgasmo totale con l’intera esistenza. Perciò nel Tantra l’amplesso profondo, l’amplesso orgasmico di due amanti, si chiama anch’esso Mahamudra; e perciò coppie di amanti in orgasmo profondo sono riprodotte sulle pareti dei templi tantrici e sulle pagine dei libri tantrici. Sono simbolo dell’orgasmo finale.
“Mahamudra non poggia su nulla.
Senza compiere alcuno sforzo,
restando sciolti e naturali,”

L’essenza del metodo del Tantra: senza compiere alcuno sforzo…
Ogni sforzo compiuto rafforza l’ego. Se compi uno sforzo entri in gioco “tu”. Amare non è uno sforzo, non ti puoi sforzare di amare. Se ti sforzi, non ami. Amando ti lasci scorrere, senza sforzo.
L’amore è qualcosa che accade, non è qualcosa che si fa. E lo stesso succede nell’esperienza ultima, nella fusione totale: senza sforzo, ti lasci semplicemente trasportare dall’esperienza. Restando sciolti e naturali.
Questa è la Via.
Questo è il fondamento stesso del Tantra.

         

Testo tratto da “Tantra la comprensione Suprema”

http://d.repubblica.it/amore-sesso/2014/10/13/news/orgasmo_tantrico_psicologia-2321587/

La prima volta che ho avuto un orgasmo avevo 18 anni. Non so come sia successo: non me lo aspettavo e non avevo i mezzi per capire come ci fossi arrivata. Poi, però, più niente. Di sensazioni piacevoli durante il sesso ne avevo sempre, ma non era la stessa cosa, non sentivo quella scossa, quel fuoco. Ci sono riuscita, di nuovo, quindici anni dopo. Grazie al tantra e grazie al fatto che finalmente ero riuscita ad affrontare, e risolvere, i miei tabù.
Di blocchi mentali ne avevo sempre avuti parecchi. Colpa della mia educazione, di tutti quegli anni (tanti, tra scuola dell’infanzia, elementari e medie) passati in istituti guidati dalle suore. Avevo difficoltà a lasciarmi andare, tante sere quando il mio compagno mi cercava io mi nascondevo dietro le solite scuse. Mal di testa, stanchezza. Così finivamo per addormentarci ognuno dal suo lato del letto. Non era colpa sua: nemmeno con i compagni precedenti ero riuscita a rivivere quella sensazione che mi aveva sorpresa quando ero poco più di un’adolescente. Il tantra, dalla respirazione agli esercizi fisici, ha cambiato il mio approccio verso il sesso e così sono riuscita a risolvere il mio problema. Mi concentro sul mio respiro, mi lascio andare e mi faccio trascinare dall’energia e dall’eccitazione. Le sensazioni che provo diventano più forti e arrivano in ogni estremo del mio corpo, l’orgasmo viene da sé senza che io ci pensi o che io mi sforzi di cercarlo. Oggi ho 37 anni, e già da qualche anno, da quando sono riuscita ad avere il mio secondo orgasmo, il piacere fisico non è più un obiettivo: ora quando sono a letto penso solo ad ascoltare il mio corpo e a seguire le sue indicazioni. Prima, invece, restava tutto nella testa.

La svolta è arrivata tre anni fa grazie a un dvd. Una sera Stefano, il mio compagno, è tornato a casa con una confezione sigillata e mi ha chiesto se dopo cena mi andava di guardarlo con lui. Pensavo a un film, invece era un documentario sul tantra, la disciplina indiana che traccia una via spirituale e fisica per l’unione fra l’uomo e la donna. Il video era tutto centrato sul sesso tantrico. Non sono rimasta sorpresa: che nella sfera sessuale tra noi mancasse qualcosa non era un mistero, ne avevamo parlato spesso.
Ci eravamo messi insieme tre anni prima, quando io avevo appena superato i 30. Convivevamo da un po’ e avevamo anche già avuto una figlia, che all’epoca aveva appena compiuto un anno. Problemi veri e propri, in effetti, non pensavamo di averne. Però eravamo entrambi scontenti: c’era qualcosa che non funzionava e non riuscivamo a trovare il modo di ritrovarci e di affrontarla insieme. L’intimità fra noi era uno degli aspetti di questa crisi. Seduta sul divano, davanti alle prime immagini del dvd (spiegazioni su come respirare e posizioni da sperimentare) ero nervosa e un po’ in ansia. Ma mi sono detta: «Devi farti forza. Continua e vedi cosa succede».

Ho provato la stessa cosa quando mi sono trovata nell’atrio dell’hotel per il “weekend di assaggio”. Perché dopo aver visto il dvd sia io che il mio compagno ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di passare dalla teoria alla pratica, iscrivendoci a un seminario di due giorni gestito dall’istituto di tantra e counseling Maithuna. Certo, un’idea di cosa ci aspettava me l’ero fatta proprio guardando il dvd: respirazione, esercizi fisici. Per il resto, era davvero un’incognita che mi spaventava e m’innervosiva. Stefano era più agitato di me, ma ormai eravamo lì, e abbiamo scelto di andare avanti.
Dal punto di vista fisico gli esercizi che ci venivano proposti non erano difficili: abbiamo imparato a respirare con il diaframma e poi a collegare il respiro con i movimenti del bacino. La vera difficoltà riguardava la mente. Non riuscivo a lasciarmi andare e dovendo comunicare con il corpo (e con le aree genitali, poi!) non potevo proprio raccontarmi bugie: se una cosa non mi andava di farla, me ne accorgevo subito. Niente più scuse come stanchezza o mal di testa, i tabù me li sentivo addosso e non potevo far finta che non esistessero.

Quella prima sera il passaggio più difficile da gestire sono stati gli esercizi in coppia, ma con partner diversi. Io ho fatto un esercizio con un altro uomo e Stefano con un’altra donna: dovevamo sederci l’una sopra l’altro e spingere i bacini uno contro l’altro, simulando i movimenti di un rapporto sessuale. Io ero arrabbiata e gelosa mentre lo vedevo insieme a un’altra, e anche lui era deluso dal fatto che io fossi apparentemente a mio agio con un altro uomo.
In quel primo weekend non è successo niente di speciale, neanche a letto. Ma sono affiorate problematiche che adesso mi sentivo capace di affrontare. Compreso il nodo dell’orgasmo: sapevo che potevo averlo, in fondo era già successo, tanti anni prima. Solo che non sapevo come fare per arrivarci nuovo, e durante il sesso continuavo a pensarci e a ripensare a come riavvicinarmi a quella sensazione. Ma è stato proprio quando ho smesso di avere quel pensiero fisso che ci sono riuscita di nuovo. Ora sento solo l’energia che sale e che arriva in ogni punto del mio corpo, e più l’eccitazione aumenta più so che, dopo, l’orgasmo sarà forte e intenso. A volte invece ricado nei vecchi schemi mentali e non riesco a lasciarmi andare. Allora è il mio compagno, che è sempre stato più libero di me da questo punto di vista, a spingermi ad andare avanti. La differenza rispetto a prima è che adesso so come posso arrivare al massimo del piacere, ed è questa sicurezza che ha cambiato del tutto il mio approccio al sesso.
Anche con Stefano, ormai, è tutto diverso: di sera niente più mal di testa, ci cerchiamo a vicenda. Sperimentiamo, cerchiamo di sentire il corpo in vari modi. E pensare che, dopo quel primo weekend e i primi corsi, per un periodo ci eravamo lasciati, scegliendo però di continuare a frequentare i seminari insieme. Man mano che affrontavo i miei tabù mi riavvicinavo a lui, fino al momento in cui abbiamo deciso di ritornare insieme. A letto e nella vita. Adesso aspettiamo il secondo figlio, che nascerà fra pochi mesi.

LASCIARSI ANDARE
Parla Fabrizio Quattrini, psicoterapeuta e sessuologo, presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia di Roma.
– Il primo consiglio è capire le proprie potenzialità: tante donne non ascoltano le sensazioni che il corpo rimanda. E prima ancora dovrebbero imparare a conoscere l’area genitale e pelvica, sulla quale ci sono ancora tanti falsi miti. Il punto G, per esempio: tanti pensano che sia una sorta di “pulsante” da schiacciare per avere l’orgasmo, invece è semplicemente un’area che risveglia il piacere.
– Non è facile mettere da parte le ansie del quotidiano. Ma è una delle condizioni necessarie per vivere il piacere in modo più completo.
– Respirare col diaframma: si ritrova in tante pratiche che cercano l’armonia tra corpo e mente. Focalizzarsi sul proprio respiro, poi, aiuta anche a calarsi nel presente e a lasciarsi andare con più facilità.
– Utilizzare il perineo: capire dov’è l’area perineale e riconoscere le sensazioni che rimanda aiuta le donne a integrare la conoscenza di se stesse.

26 punti che svelano l’alleanza americana con l’ISIS   Leave a comment


da Cambiailmomdo     http://cambiailmondo.org/2014/11/22/la-creatura-americana-26-punti-che-svelano-lalleanza-tra-usa-e-isis/
La guerra al terrore è in realtà un supporto all’Islam radicale. La creatura americana compie 40 anni: 26 punti che svelano l’alleanza tra Usa e Isis. Un professore emerito dell’Università di Ottawa, in CANADA, ha spiegato in 26 concetti perché lo Stato islamico è un importante alleato degli Stati Uniti e come la “guerra al terrore” è in realtà un supporto all’Islam radicale.

“La guerra degli Stati Uniti contro lo Stato islamico è una grande bugia.” Così inizia il suo articolo Michel Cossudovsky, un economista canadese, scrittore e professore dell’Università di Ottawa, in CANADA, pubblicato sul sito web delCentro per la Ricerca sulla Globalizzazione.

Dopo aver analizzato centinaia di documenti, il professore giunge ad una serie di conclusioni che a PRIMA vista sembrano un paradosso: l’intera politica degli Stati Uniti relativa alla lotta contro il terrorismo in realtà serve gli interessi jihadisti, a loro volta, sono supportati e finanziati dal governo degli Stati Uniti. In 26 concetti Cossudovky spiega come è arrivato ad avere questa OPINIONE.

Storia di Al Qaeda

1. Al Qaeda ed i suoi affiliati ricevono il pieno sostegno degli Stati Uniti quasi 40 anni fa, all’inizio della guerra sovietico-afghana (1979-1989).

2. In un periodo di dieci anni 1982-1992 circa 35.000 jihadisti provenienti da 43 paesi sono reclutati per la jihad afgana nei campi di addestramento della CIA (Agenzia di intelligence) in Pakistan. Migliaia di annunci, pagati dagli Stati Uniti, sono apparsi nei MEDIA di tutto il mondo per motivare i giovani a unirsi alla jihad.

3. L’Università del Nebraska, negli Stati Uniti, pubblica libri jihadisti per diffonderli, a quel tempo, nelle scuole dell’Afghanistan.

4. Osama bin Laden, il terrorista “numero uno” per gli Stati Uniti, è reclutato DALLA CIA nel 1979 quando lancia la guerra jihadista patrocinata dagli USA contro l’Unione Sovietica in Afghanistan. Ha 22 anni quando termina la sua formazione nel campo di guerriglia della CIA.

5. Ronald Reagan, quarantesimo presidente degli Stati Uniti, chiama i terroristi di Al Qaeda “combattenti per la libertà”. Il governo statunitense fornisce armi alle brigate islamiche per combattere contro l’Unione Sovietica. Il cambio di regime porta alla fine del governo laico in Afghanistan.

Lo Stato islamico (IS)

6. Lo Stato islamico è inizialmente un’entità affiliata di Al Qaeda creata dai servizi segreti americani, con il sostegno del MI6 britannico, dal Mossad di ISRAELE e dalle intelligence di Pakistan e l’Arabia Saudita.

7. Le brigate dell’Is partecipano con gli Stati Uniti e la NATO nella guerra CIVILE in Siria diretta contro il governo di Bashar al Assad.

8. La NATO e gli alti funzionari turchi sono i responsabili del reclutamento di militanti dello Stato islamico e di al-Nusra (gruppo radicale islamico siriano) dall’inizio del conflitto in Siria nel 2011.

9. Nelle file dell’Isis c’è una rappresentanza dell’esercito e dell’intelligence degli stati occidentali.Così, il MI6 britannico partecipa alla formazione dei jihadisti ribelli in Siria.

10. In una informazione della CNN il 9 Dicembre 2012 un alto funzionario statunitense e diversi diplomatici di alto livello ammettono che “Stati Uniti e alcuni alleati europei, attraverso MILITARI specializzati, addestrano i ribelli siriani affinché garantiscano scorte di armi chimiche in Siria.”

11. La pratica delle decapitazioni dell’Isis fa PARTE di programmi di formazione degli jihadisti attuati in Arabia Saudita e Qatar.

12. L’Arabia Saudita, alleato degli Stati Uniti, libera dalle sue carceri migliaia di detenuti a condizione che si uniscano alla lotta dell’Isis contro Assad in Siria.

13. ISRAELE sostiene le brigate di Is e al-Nusra nel Golan, un territorio conteso da Israele e Siria. Nel febbraio 2014 il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, visita un ospedale al confine con la Siria, dove STRINGE la mano ad un ribelle siriano ferito.

 

 

Siria e Iraq.

14. L’Isis agisce come un avamposto militare degli interessi degli Stati Uniti e dei suoi alleati dal momento che causa distruzione e caos politico ed economico in Siria e Iraq.

15. L’attuale senatore degli Stati Uniti John McCain incontra i leader terroristi jihadisti, tra cui militanti dell’Isis, in Siria.

16. Lo Stato islamico, che presumibilmente resiste al bombardamento della coalizione guidata dagli Stati Uniti, CONTINUA a ricevere aiuti militari segreti dagli Stati Uniti.

17. I bombardamenti di Usa e dei suoi alleati non sono diretti allo Stato islamico, ma all’infrastruttura economica dell’Iraq e della Siria tra cui fabbriche e raffinerie di PETROLIO.

18. Il progetto del califfato si inserisce perfettamente nell’agenda della politica estera degli Stati Uniti da molti anni al fine di dividere Iraq e Siria in tre aree distinte: una repubblica del Kurdistan, un califfato islamico sunnita e una Repubblica araba sciita.

“La guerra contro il terrorismo”

19. “La guerra contro il terrorismo”, una campagna degli Stati Uniti iniziata nel 2001 e supportata da alcuni membri della NATO, si presenta come uno “scontro di civiltà”, quando in realtà persegue obiettivi economici e strategici.

20. Gli Stati Uniti appoggiano segretamente vari affiliati di Al Qaeda in Medio Oriente, in Africa sub-sahariana e in ASIA per creare conflitti interni e destabilizzare i paesi indipendenti.

21. In questi gruppi si possono nominare Boko Haram in NIGERIA, il Gruppo combattente islamico in Libia o Jemaah Islamiyah in Indonesia.

22. Le organizzazioni affiliate ad Al Qaeda nella REGIONE autonoma di Xinjiang Uigur, in Cina, ricevono anche il sostegno degli Stati Uniti. Lo scopo dichiarato di queste organizzazioni jihadiste è di stabilire un califfato islamico nella Cina occidentale.

“I nostri” terroristi.

23. Il paradosso è che, mentre l’Isis è cresciuta grazie al sostegno americano, l’obiettivo “strategico” degli Stati Uniti è la lotta contro l’islamismo radicale del gruppo jihadista.

24. La minaccia terroristica è una creazione puramente americana che è promossa da altri governi occidentali e dai MEDIA. Sotto l’obiettivo della difesa della vita dei suoi cittadini, dall’altra parte libertà civili e privacy vengono violate.

25. La campagna anti-terroristica contro Al Qaeda e lo Stato islamico ha contribuito notevolmente alla “demonizzazione” dei musulmani, che vengono associati alle crudeltà dei jihadisti.

26. Chiunque metta in discussione la “guerra al terrore” è dichiarato terrorista e sottoposto alle numerose leggi anti-terrorismo appropriate  negli ultimi 10 anni negli USA.

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