la visita di papa Francesco ad Instambul al patriarca della chiesa ortodossa   Leave a comment


Il Papa sul libro degli ospiti di Santa Sofia: “Dio guidi l’umanità sulla via della verità”

Il Papa si china davanti a Bartolomeo e si fa benedire da lui"Pietro e Andrea"

Alla fine del suo discorso Papa Francesco ha chiesto la benedizione del Patriarca Bartolomeo e si è chinato davanti a lui per ricevere la benedizione. Il Patriarca lo ha baciato sul capo. È un gesto fortemente simbolico quello che conclude la giornata. È ormai calata la sera a Istanbul, e nella vigilia della festa di Sant’Andrea, patrono del patriarcato ortodosso, Francesco varca la soglia della chiesa insieme al fratello Bartolomeo. La preghiera è un incontro breve, un anticipo di quanto accadrà domani, quando il Pontefice assisterà alla Divina Liturgia ortodossa celebrata dal Patriarca ecumenico. All’ingresso, il Papa ha venerato una grande icona ricoperta d’argento.

Nel suo saluto di benvenuto, Bartolomeo definisce Francesco «latore di amore del Protocorifeo (cioè l’apostolo Pietro, ndr) verso il proprio fratello, il Primo chiamato (cioè l’apostolo Andrea)». Il Patriarca ricorda le «analoghe visite dei vostri venerabilissimi predecessori», citando Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. E parla della «volontà» di Papa Bergoglio e della «santissima Chiesa di Roma di proseguire il fraterno e costante cammino con la nostra Chiesa ortodossa, per il ristabilimento della completa comunione». La venuta del Papa, per Bartolomeo «è un fatto storico e ricco di buoni auspici per il futuro».

Il Patriarca, ringraziando i cattolici per la per la restituzione delle reliquie di santa Eufemia, cita san Basilio e san Giovanni Crisostomo. E aggiunge: «Questi santi Padri, sul cui insegnamento si è fondata la nostra comune fede durante il primo millennio, siano intercessori presso il Signore, affinché possiamo ritrovare la piena comunione tra le nostre chiese, compiendo così la sua santa volontà».

«Mentre le esprimo il mio sentito grazie per la sua fraterna accoglienza – gli risponde nel suo saluto Francesco – sento che la nostra gioia è più grande perché la sorgente è oltre, non è in noi, non è nel nostro impegno e nei nostri sforzi, che pure doverosamente ci sono, ma è nel comune affidamento alla fedeltà di Dio».

Parlando della pace e della gioia «che il mondo non può dare, ma che il Signore Gesù ha promesso ai suoi discepoli, e ha donato loro da risorto», Bergoglio ha aggiunto: «Andrea e Pietro hanno ascoltato questa promessa, hanno ricevuto questo dono. Erano fratelli di sangue, ma l’incontro con Cristo li ha trasformati in fratelli nella fede e nella carità. E in questa sera gioiosa, in questa preghiera vigiliare vorrei dire soprattutto: fratelli nella speranza». LA STAMPA domenica 30 novembre 2014

 

“Contemplando la bellezza e l’armonia di questo luogo sacro la mia anima si eleva all’Onnipotente, fonte e origine di ogni bellezza”.Lo ha scritto Papa Francesco sul libro degli ospiti della Basilica di Santa Sofia a Istanbul. “Chiedo all’Altissimo di guidare sempre i cuori dell’umanità sulla via della verità, della bontà e della pace”        http://video.repubblica.it/dossier/il-nuovo-papa/il-papa-sul-libro-degli-ospiti-di-santa-sofia-dio-guidi-l-umanita-sulla-via-della-verita/185006/183868

(da Repubblica Esteri)

“La fame e la povertì alimentano la violenza e il terrorismo”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso della sua visita in Turchia, parlando alla “divina liturgia” nella chiesa patriarcale di San Giorgio a Fanar, sede del Patriarcato ortodosso di Istanbul. “Nel mondo, ci sono troppe donne e troppi uomini che soffrono per grave malnutrizione, per la crescente disoccupazione, per l’alta percentuale di giovani senza lavoro e per l’aumento dell’esclusione sociale, che può indurre ad attività criminali e perfino al reclutamento di terroristi”.

E rivolgendosi al mondo ortodosso, il Pontefice ha aggiunto: “”Come cristiani siamo chiamati a sconfiggere insieme quella globalizzazione dell’indifferenza che oggi sembra avere la supremazia e a costruire una nuova civiltà dell’amore e della solidarietà”. Un appello all’unità, dunque, nella certezza che il “ristabilimento della piena comunione” tra cattolici e ortodossi “non significa nè sottomissione l’uno dell’altro, nè assorbimento – ha aggiunto Bergoglio – ma piuttosto accoglienza di tutti i doni che Dio ha dato a ciascuno per manifestare al mondo intero il grande mistero della salvezza”.

Lo sforzo per ritrovare la comunione tra le diverse chiese è stato riconosciuto anche dal patriarca ecumenico Bartolomeo I: “Il vostro ancora breve cammino alla guida della Chiesa, vi ha consacrato nella coscienza dei nostri contemporanei, araldo dell’amore, della pace e della riconciliazione. Insegnate con i vostri discorsi, ma soprattutto e principalmente con la semplicità la umiltà e l’amore verso tutti, per i quali esercitate il vostro alto ufficio. Ispirate fiducia agli increduli, speranza ai disperati, attesa a quanti attendono una Chiesa amorevole verso tutti”, gli ha detto il patriarca nel discorso di saluto che si sono scambiati al termine della Divina Liturgia. Ringraziandolo per aver offerto agli ortodossi “la speranza che durante il vostro tempo, l’avvicinamento delle nostre due grandi antiche Chiese continuerà a edificarsi sulle solide fondamenta della nostra comune tradizione, la quale da sempre rispettava e riconosceva nel corpo della Chiesa un primato di amore, di onore e di servizio, nel quadro della sinodalità, affinché ‘con una sola bocca ed un sol cuore’ si confessi il Dio Trino e si effonda il Suo amore nel mondo”.

Francesco e Bartolomeo I si sono già incontrati ieri all’arrivo del Pontefice a Istanbul da Ankara: il patriarca ecumenico ha partecipato alla messa celebrata nel pomeriggio dal Papa nella cattedrale cattolica e subito dopo un altro incontro c’è stato al Patriarcato, dove il Papa è intervenuto a una liturgia ecumenica. Qui, chinando il capo davanti a Bartolomeo, Francesco gli ha chiesto la sua benedizione per la Chiesa di Roma, e il patriarca l’ha fraternamente baciato e abbracciato.

Stamane il Papa ha incontrato anche il gran rabbino di Turchia Isak Haleva. L’ultimo appuntamento del viaggio papale in Turchia, alle 16.00 (le 15.00 italiane) nel giardino della Rappresentanza pontificia, sarà infine il saluto ai ragazzi dell’Oratorio Salesiano, in cui Francesco incontrerà anche alcuni giovani rifugiati, di famiglie in fuga dall’Iraq e dalla Siria. Sul volo di ritorno per Roma, con arrivo previsto alle 18,40 a Ciampino, Bergoglio ha già promesso che risponderà alle domande dei giornalisti al

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