Maria Maddalena…una donna straordinaria..   1 comment


 

Maddalena Natalia Carrus

Maddalena (opera in resina di Natalia Carrus  http://www.artslant.com/global/artists/show/329055-natalia-carrus?tab=ARTWORKS

 

 

 

Maria Maddalena,statua in resina (il volto è sfregiato. E’ una pratica ancora in uso nelle culture orientali.

In Africa ..nella zona sahariana..compreso l’Egitto..si pratica l’infibulazione..per costringere la donna a rimanere vergine ..per il matrimonio.

Qui troverete un’articolo sulla pratica dell’infibulazione   https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/06/30/excition-infibulazione-una-pratica-arcaica-ancora-in-uso/

Jpeg

Maria Masddalena 4

 

Non c’è alcun indizio sul fatto che Maria Maddalena fosse una prostituta. Nei Vangeli non c’è alcun collegamento fra Maria Maddalena e il fatto che fosse una prostituta. L’abbinamento è nato per deduzioni ed interpretazioni postume un po’ azzardate. Innanzitutto vediamo quali informazioni abbiamo sul passato di Maria Maddalena. Si dice che Gesù attraversava la Galilea per annunciare il Vangelo, accompagnato dai Dodici e da «alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni» (Lc 8, 1-3 e Mc 16,9).

Anche l’evangelista Matteo conferma che la Maddalena faceva parte delle «molte donne» che «avevano seguito Gesù dalla Galilea» e «lo servivano» (Mt 27,55 e Mc 15,40). Si può pensare che fosse vedova anche perché a differenza della maggior parte delle altre donne del Nuovo Testamento, non viene mai definita per il tramite di un uomo («figlia / sorella / moglie / madre di …»). In ogni caso si deve pensare che fosse una donna libera… Ma questo è il primo importante punto di partenza nella nostra indagine, il primo importante indizio…

Dunque, era una donna libera… e non era una donna vecchia! A quei tempi si era Madri e vecchie, già dai 30 ai 40 anni. Maria di Magdala, era libera, forse vedeva, non madre e forse non vecchia… Non solo, ma era anche indipendente finanziariamente… Ricca? Forse, sicuramente autosufficiente. E questo è un altro motivo che ha portato a pensare al fatto che fosse una prostituta. Questo assunto si rivelerà un grossolano errore… Sembra anche che abbia contribuito a sostenere economicamente («con quello che possedeva») Gesù e i suoi discepoli, molti sostengono in segno di gratitudine per la guarigione ricevuta, altri invece ritengono che fosse attratta dall’eccezionalità dell’Uomo Gesù e per questo motivo, avesse deciso di mettere a sua disposizione tutte le risorse in suo possesso, per consentirgli di portare avanti la sua missione.
Ma chi era Maria Maddalena? Sappiamo che era originaria di Migdal (o meglio Migdal Nunaya, “torre dei pescatori”), come si chiama oggi questa cittadina situata sulle sponde del Lago di Tiberiade. La località acquisì al tempo di Gesù grande fama con il suo nome greco, Taricheai, per la sua specialità gastronomica: il pesce in salamoia. Perfino Strabone, nella sua “Geografia” terminata attorno al 18 d.C., richiama l’attenzione sul successo della pietanza tipica di Migdal. La cittadina divenne presto il centro di una fiorente industria della lavorazione del pesce e i suoi abitanti si arricchirono velocemente (scoperte archeologiche hanno portato alla luce grandiosi palazzi dell’epoca di Gesù, con bagni e mosaici magnifici). Il collegamento tra la stabilità finanziaria di Maria Maddalena e la ricchezza della città da cui proveniva (potrebbe facilmente aver ereditato una delle fiorenti attività della lavorazione del pesce in salamoia da qualche familiare o dal marito) sembra essere molto più storicamente realistico rispetto all’ipotesi che essa dovesse essere per forza una prostituta.


Gesù era celibe come lo erano gli esseni, si sostiene da parte della Chiesa ufficiale.

Ma c’è un problema: Gesù non era un esseno, ma un rabbino.

Gesù era ebreo e il costume dell’epoca imponeva virtualmente a un ebreo di essere sposato. Secondo i costumi ebraici, il celibato era condannato e ogni padre aveva l’obbligo di trovare per il figlio una moglie adatta. Ecco giustificata la teoria del matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena. Si collega anche come “prova” il fatto che i seguaci di Gesù (compresa la Maddalena) lo chiamavano rabbi («maestro») e oggi i rabbini sono sposati. Ma tutti sanno che l’ebraismo contemporaneo deriva solo da uno solo dei tre movimenti religiosi presenti all’epoca di Gesù: quello dei farisei. Accanto ad essi c’erano i sadducei (i principali oppositori di Gesù) e gli esseni (tradizionalisti). Questi ultimi erano un movimento religioso molto consistente che viveva nel celibato (Giovanni Battista era un esseno e fece del celibato una regola di vita) e nessuno «imponeva» loro di sposarsi. Il movimento degli esseni era celibatario (i primi monaci cristiani e il celibato del sacerdozio cristiano hanno qui la loro origine), come confermato anche da Giuseppe Flavio e Plinio. Negli Atti degli Apostoli si parla anche di «uomini pii» e di «sacerdoti» che si uniscono alla prima comunità cristiana. Non potevano essere certo né i sacerdoti del Tempio, i sadducei, che continuarono a perseguitare i primi cristiani né i farisei, i quali non avevano sacerdoti. Erano infatti sacerdoti esseni, celibi.Il secondo motivo si basa su un’interpretazione errata di papa Gregorio Magno, nel 591 d.C. Egli ritenne (in un suo sermone contenuto nelle “Omelie sui Vangeli”, 2,33,1) che Maria Maddalena fosse quella donna peccatrice, che Giovanni chiama “Maria” (Gv 12,1-8), la quale unse con l’unguento Gesù, mentre egli era a Betània a casa di Simone (Mc 14, 3-9, Lc 7, 36-50 e Mt 26, 6-13). Il fatto che anche questa donna, peccatrice, si chiamasse “Maria” non può però significare molto. Dalla statistica sulle iscrizioni degli ossari di Gerusalemme, sappiamo infatti che il nome “Maria” all’epoca era il più diffuso fra le donne. Nei Vangeli ne incontriamo addirittura quattro (o forse cinque*): Maria, la madre di Gesù; sua cognata Maria; Maria, sorella di Lazzaro e Marta; e appunto Maria Maddalena. La peccatrice “Maria” viveva a Bètania, mentre Maria Maddalena era originaria di Magdala, in Galilea e accompagnava spesso Gesù assieme agli apostoli. Non c’è alcun collegamento e le Chiese orientali l’hanno sempre saputo: ricordano infatti Maria di Betània, la peccatrice (prostituta) perdonata, il 4 giugno e Maria Maddalena il 22 luglio. La Chiesa cattolica solo nel 1969, dopo il Concilio vaticano II, riconobbe ufficialmente l’errore di identificazione delle due donne. Ma perché la Chiesa cattolica ha atteso DUE MILLENNI, per chiarire che Mirjam di Magdala, non era affatto una prostituta? Interrogativo ancor più angosciante se si pensa al fatto che Chiese orientali, da sempre, avessero ben chiara l’idea che non fosse affatto una prostituta…

Il celebre studio del massimo esperto mondiale del giudaismo antico, Gèza Vemes, “Gesù, l’ebreo” (1983), direttore di Studi ebraici e del Forum per gli studi su Qumran all’Università di Oxford è molto chiaro: la scelta del celibato da parte di Gesù ha ragioni storiche ben precise. La missione profetica nel giudaesimo del I secolo includeva infatti la castità. Il celibato era una condizione ben nota all’ebraismo antico ed era chiamato «nazireato». I nazirei erano riconsocibili dal fatto che non si tagliavano i capelli e la barba (si pensi all’immagine di Gesù restituita dalla Sindone di Torino).

Nei Vangeli canonici Gesù stesso parla del celibato. Nel Vangelo di Matteo, è Gesù stesso che si riferisce al celibato: «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt, 19,12). Come poteva l’evangelista riportare con coerenza queste frasi se Gesù per primo non si fosse legato a casa, moglie e figli? Egli non aveva una casa, una donna, dei figli, viveva a turno dagli amici, dagli apostoli o nelle grotte: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20). Potrebbe parlare così un marito fedele o un padre di famiglia? Anche le parole di Paolo confermano il celibato di Cristo. Sentendosi svantaggiato perché al contrario di Pietro non era sposato, chiede: «Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?» (1Cor 9,5). Se Gesù avesse avuto una compagna, Paolo non avrebbe evitato di citare il suo nome.

Il Vangelo di Pietro menziona Maria Maddalena solo come testimone della resurrezione di Gesù: “La mattina della domenica, Maria di Magdala, discepola del Signore, spaventata a causa degli ebrei, che erano pieni d’ira, non aveva fatto nel sepolcro del Signore quello che normalmente le donne facevano per la morte dei propri cari, prese con sé le sue amiche e andò al sepolcro in cui era stato deposto”.

In almeno due dei testi gnostici copti ritrovati a Nag Hammadi, il Vangelo di Tommaso ed il Vangelo di Filippo, Maria Maddalena appare menzionata come discepola vicina a Gesù, in relazione tanto stretta quanto gli Apostoli. Nel Vangelo di Tommaso ci sono due menzioni di Mariham (log 21 e 114) che, secondo gli studiosi, fanno riferimento a Maria Maddalena. La seconda menzione fa parte di un passaggio enigmatico che è stato oggetto di molteplici interpretazioni: “Simon Pietro disse loro: “Che si allontani Mariham da noi! Poiché le donne non sono degne della vita”. Disse Gesù: “Guarda, io mi incaricherò di renderla maschio, in modo che anch’ella si trasformi in uno spirito vivente, identico a voi uomini: perché ogni donna che diventerà maschio, entrerà nel regno del cielo.”

 

gesù maria maddalena 1

Nel vangelo gnostico di Filippo è considerata la compagna (κοινωνος) di Gesù e si dice che Gesù baciava Maria Maddalena. Da questo particolare, alcuni racconti moderni ad esso ispirati sottolineano l’intimità fra Gesù e Maria Maddalena. Secondo le scuole gnostiche il bacio rituale non aveva un significato erotico, ma era espressione della comunione, della fratellanza e della certezza della redenzione degli eletti. Nel Vangelo di Filippo (versetto 55) leggiamo: «La compagna di Cristo è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte sulla bocca. Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: “Perché ami lei più di tutte noi?”. Il Salvatore rispose a loro: “Come mai io non amo voi come lei?”». «Ogni esperto di aramaico sa che la parola “compagna”, all’epoca, significava letteralmente “moglie”».

Tre (erano quelle che) camminavano continuamente col Signore: sua madre Maria, la sorella di questa e Maddalena che si designa come la sua compagna [κοινωνος]. Maria è, in effetti, sua sorella, sua madre e la sua compagna. Questo è chiaro anche in un altro testo non meno rilevante qual è la Pistis Sophia, dove si rispecchia l’importanza di Maria Maddalena all’interno del gruppo degli Apostoli. La Pistis Sophia si attribuisce a Valentino, eminente e coraggioso cercatore della Verità, il quale ebbe il coraggio di ribellarsi contro i dogmi pontifici della Chiesa Cattolica che incominciava già a quei tempi (secolo I e II della nostra era) a fabbricare la sua ortodossia ecclesiastica col fine di lasciare fuorigioco gli autentici cristiani primitivi che abbracciavano la Gnosi che era stata loro offerta da Gesù. Molti teologi non dubitano nell’affermare che “Durante la seconda metà del secolo II ed il principio del III, la dottrina di Valentino era la più poderosa e seria di quelle dissidenti della Chiesa, la sua letteratura superando in volume quella della stessa Chiesa”.

Infine, un altro importante riferimento al personaggio si trova nel Vangelo di Maria Maddalena, testo del quale si conservano solo due frammenti greci del secolo III, ed un altro più esteso, in copto, del secolo V. Nel testo, tre Apostoli discutono circa la testimonianza di Maria Maddalena su Gesù. Andrea e Pietro diffidano della sua attestazione, ed è Levi (l’Apostolo Matteo) a difendere Maria.

Eppure, nei frammenti del testo apocrifo ritrovati fra i Codici di Nag Hammâdi si legge che «la compagna del Salvatore è Maria Maddalena, Cristo la amava più di tutti gli altri discepoli e solea spesso darle dei baci». La frase sarebbe comunque una ricostruzione perché nel manoscritto ci sarebbero in realtà degli spazi vuoti, evidenziati di seguito con delle parentesi: La compagna del ( ) Maria Maddalena ( ) più di ( ) discepoli ( ) baciarla ( ) sulla ( ).

La parola usata per “compagna” nel testo copto del vangelo di Filippo è inoltre un prestito dall’originale greco koinônós. Questo termine non significa “sposa” o “amante”, bensì “compagna” ed è comunemente usata per indicare rapporti di amicizia e fratellanza. Ma in quello stesso vangelo, che secondo gli studiosi non risale a prima della seconda metà del II secolo, il bacio è un segno rituale comune anche agli altri personaggi. Secondo gli gnostici inoltre Gesù e Maria Madalena erano le incarnazioni umane degli eoni Cristo e Sophia. Il passo non va dunque inteso come una prova storica del matrimonio tra Gesù e la Maddalena, ma secondo le affermazioni gnostiche sull’incoronamento sulla terra del legame celeste degli eoni, dunque come allegoria.

gesù maria maddalena

Maria Maddalena è comunque rappresentata nei Vangeli canonici come un personaggio importante: la sua presenza alla Crocifissione e nella successiva visita alla tomba hanno fatto ipotizzare tanti ruoli: che fosse la vedova di un suo seguace molto importante; che fosse una pia donna benestante affascinata dal messaggio di questo incredibile uomo; che fosse una donna molto vicina alla madre, tant’è che si era assunta il compito di occuparsene insieme alla madre Maria… non vi è certezza, su questa figura, ed è forse questo il motivo per il quale la Chiesa, dopo l’ “errore” di papa Urbano, ha ha preferito una certa qualificazione, sebbene erronea, che sgombrasse ogni dubbio su qualsiasi altra qualificazione… E forse questa, la prova induttiva che ci viene dalla Chiesa stessa che la Maddalena, fosse effettivamente la Compagna di Gesù, nel senso pieno del termine che gli davano gli ebrei di allora. In altri termini, che fosse effettivamente la sua compagna di vita terrena!

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La Maddalena cancellata... (da COSTANTINO)  

Con l'avvento della nuova era.. definita dal teologo medievale
Gioacchino Da fiore "ERA DELLA MADRE O DEL GIGLIO ,dove ipotizzava non
senza a mio parere l'illuminazione del suo "Didimo" interiore, torna
prepotentemente in auge la figura misteriosa e iniziatica di "MARIA DI
 MAGDALA. Molti i ricercatori si sono occupati di questa figura
controversa e leggendaria, con diverse tesi cattedratiche e non.... ma
tutte.. dico tutte.. quelle che si snodano nella versione non ufficiale
della Chiesa di Roma hanno una cosa in comune: Maria Maddalena era la
sposa di Gesů. 
http://www.luoghimisteriosi.it/lombardia_cremonaduomocena.html









Gesů aveva diversi fratelli e il piů importante era Giacomo, sacerdote e piů grande di Gesů. Anche Gesů sarebbe diventato un sacerdote e secondo le diverse interpretazioni i vangeli sarebbero stati scritti per parabole.. 
cosi' come per parabole parlava Gesů nelle sue predicazioni. 
Maria Maddalena è in alcuni casi considerata una sacerdotessa egiziana (Isis), 
in altri casi una sacerdotessa di Magdala e comunque di pari dignità rispetto allo stesso Gesů. 
Tra storia nascosta e tramandata fino ai Catari (manichei e promulgatori
del doppio dio che non crea dal nulla ma separa)  ai giorni nostri e
le leggende la verità su Maria Maddalena è particolarmente
controversa. Non ultima anche la descrizione di Leonardo da Vinci
dell’Ultima Cena dove sono evidenti le presenza non di una ma di ben
due donne. La storia tramandata fino ai Catari  vuole che Maria
Maddalena sbarcò sulle coste della Camargue e morì in Francia all'’età di sessant’anni. 
La tradizione le attribuisce tre figli, Tamar, una bambina e la piů grande, Giosa e Giuseppe il Rama Theo. 
Secondo alcuni studi Maria Maddalena era incinta di tre mesi 
al momento della crocifissione di Gesů. 
Lei e Gesů avevano consolidato il loro Matrimonio con l'unzione di Betania nel marzo del 33 d.C, 
di conseguenza Gesů secondo alcune tesi che condivido.. nei quali si fa'
una revisione a mio parere convincente dei calendari... 
aveva 40 anni..vista la sua nascita nel -7 a.c. . 
L'erede maschio di una successione patrimoniale doveva idealmente avere il suo primo figlio..
il giorno del suo quarantesimo compleanno o giů di lì. 
La nascita di un figlio ed erede dinastico, secondo le usanze ebraiche, avrebbe dovuto essere
pianificata in maniera da avvenire in settembre: il mese piů santo del calendario ebraico. 
Per quella ragione i rapporti sessuali erano consentiti solo nel mese di dicembre. 
In teoria un matrimonio" dinastico"sarebbe stato quindi programmato per il settembre 
in cui lo sposo compiva 39 anni e l'attività sessuale.. 
sarebbe iniziata nel dicembre immediatamente successivo. 
In pratica c'era sempre la possibilità che il primo nato fosse una femmina 
e proprio in vista di questa eventualità la cerimonia del Primo Matrimonio.. 
veniva anticipata al settembre in cui lo sposo compiva 36 anni. 
Il primo figlio poteva quindi nascere nel settembre del suo trentasettesimo compleanno. 
Se la sposa non rimaneva incinta in quel primo dicembre, la coppia avrebbe
tentato di nuovo un anno dopo e così via. 
La nascita di un figlio maschio durante il quarantesimo anno del marito rientrava ampiamente
nello standard generazionale. 
Una volta nato un figlio, non erano consentiti altri rapporti sessuali fra i genitori per sei anni.. 
Il Secondo Matrimonio veniva celebrato solamente nel marzo successivo al
concepimento, quando la sposa era incinta di tre mesi. 
Secondo questi usi il Primo Matrimonio di Gesů ebbe luogo nel settembre del 30 d.C.
Tuttavia non vi fu concepimento in quel dicembre né in quello
dell'anno successivo. 
Ma nel dicembre del 32 d.C Maria Maddalena
rimase incinta e unse debitamente la testa e i piedi di Gesů a Betania
 santificando così.. formalmente il loro Secondo Matrimonio nel marzo del 33 d.C. 
Gesů naturalmente era nato dunque il primo marzo del 7 a.C, ma..per regolarizzare il suo stato.. 
il suo compleanno ufficiale era stato fissato il 15 settembre in linea con i requisiti messianici.
Soltanto nel 314 d.C l'imperatore romano Costantino il Grande spostò
arbitrariamente la data del compleanno di Gesů al 25 dicembre, 
data in cui viene ancora celebrato oggi e che molti ritengono il suo effettivo giorno di nascita. 
Costantino fece questo cambiamento per un duplice
motivo. In primo luogo svincolava la celebrazione cristiana da qualsiasi legame ebraico: 
indicando cosě che Gesů era egli stesso un cristiano e non un ebreo. 
In secondo luogo l'imperatore fece in modo che il compleanno ufficiale di Gesů coincidesse con.. 
e sostituisse la contemporanea Festa del Sole pagana. 
Tuttavia al tempo di Gesů il 15 settembre del 33 d.C (sei mesi dopo la crocifissione) 
ricorreva il suo trentanovesimo compleanno ufficiale e in quel mese Maria diede alla
luce una bambina che venne chiamata Tamar: Palma, un nome tradizionale della stirpe davidica. 
Nella chiesa russa di Santa Maria Maddalena a Gerusalemme c'è un magnifico ritratto di Maddalena, 
che è raffigurata nell'atto di mostrare un uovo rosso a chi guarda. 
Questo č il massimo simbolo della fertilità e di una nuova nascita. 
Nel frattempo Gesů e Maria ripresero la loro vita coniugale nel dicembre del 43 d.C, 
sei anni dopo la nascita del loro figlio maschio. Questo figlio venne
chiamato Giuseppe (detto il Rama-Theo), e fu l'importantissimo
prosecutore della dinastia, che attraverso di lui continuò in Giosué.
Secondo le fonti catare al suo arrivo in Francia Maria Maddalena stava
aspettando il terzo figlio, Giuseppe (detto il Rama-Theo), che in
teoria farà proseguire la dinastia, ma di questo non vi e' nulla di certo. 
Attraverso l'interpretazione filologica delle fonti testamentarie.. 
possiamo invece definire una vita di Gesů diversa da quella proposta dalla Chiesa Romana. 
Il problema che ci si pone, prima di cercare suggestive ipotesi dinastiche, è comprenderne il motivo. 
La  diffusione dei Vangeli, così come li conosciamo, 
avvenne dopo la legittimazione del Cristianesimo in Occidente, nel 313 d.C, 
con l'Editto di Milano. 
Il Primo Vescovo, nominato da Costantino nel 314
fu Silvestro, che fu incoronato durante una ricca cerimonia. In questo
modo i cristiani avrebbero potuto sopravvivere ma in realtà Silvestro
aveva accettato che il Cristianesimo rappresentasse le tradizioni
pagane del culto del sole insieme ad altri insegnamenti di origine
siriana e persiana che erano presenti nella Roma imperiale. La nuova
Chiesa Romana fu così costruita per soddisfare tutte le voci influenti. 
Ma all'interno del Cristianesimo non vi era una univocità':
c'erano gli gnostici, che insistevano che la materia era corrotta, i
manicheisti, che insegnavano che il materialismo era una malvagia
invasione dello spirito sacro, i seguaci della tradizione nazarena, i
quali sostenevano la causa originaria di Gesů piuttosto che gli
insegnamenti di Paolo . I nazarei, cristiani giudaici, controllavano
molte chiese del Medio Oriente. Inoltre erano guidati dai famosi
discendenti in linea di sangue dalla famiglia di Gesů, i Desposyni
(eredi del Signore). Nel 318 d.C una delegazione di Desposyni sbarcň a
Ostia(pare) e da lì proseguì fino a Roma, dove, nel Palazzo
Lateranense appena costruito, gli uomini furono ricevuti in udienza
dal vescovo Silvestro. 
I Desposyni affermarono con forza che la Chiesa
doveva legittimamente avere il proprio centro a Gerusalemme e non a
Roma, sostennero che il Vescovo di Gerusalemme doveva essere un vero
Desposynos ereditario. Le loro richieste caddero nel vuoto.   
Nel trattato copto "Pistis Sophia" Pietro protesta contro la predicazione
di Maria Maddalena e chiede a Gesů di farla tacere, di impedire di
minare la sua autorita'!!!!. Gesů invece rimprovera Pietro e... 
Maria piů tardi confessa: "Pietro mi fa esitare. Ho paura di lui perché odia la
razza femminile". 
Al che Gesů replica: "Chiunque sia ispirato dallo Spirito, deve parlare per decreto divino, sia esso uomo o donna".
Opponendosi alla presenza di Maria fra i discepoli, Simon Pietro nel
Vangelo apocrifo di Tommaso disse loro: "Che Maria se ne vada, giacché
le donne non sono degne di vivere". Nel Vangelo apocrifo di Filippo,
Maria Maddalena č considerata il simbolo della saggezza divina. Tutti
questi testi vennero tuttavia censurati ed eliminati dai cosidetti
Dottori della chiesa di Roma perché minavano il predominio del
sacerdozio solo maschile. Invece fu dato grande risalto
all'insegnamento di Paolo nel Nuovo Testamento: "La donna impari con
silenzio, in ogni soggezione. Ma io non permetto alla donna
d'insegnare, né d'usare autorità sopra il marito, ma ordino che stia
in silenzio". Le donne dovevano quindi essere escluse a tutti i costi.
Altrimenti continuando così la presenza della Maddalena avrebbe finito
col prevalere: come moglie di Gesů, non soltanto era la regina
messianica, ma anche la madre dei veri eredi. Per secoli dopo la sua
morte, il retaggio di Maria rimase la piů grave minaccia per la Chiesa
che aveva deciso in favore della successione apostolica attraverso i
Pontefici rispetto alla discendenza messianica attraverso la genia del
"FIGLIO DELL'UOMO "  

Una risposta a “Maria Maddalena…una donna straordinaria..

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  1. 39 anni della vita di Gesù sono contati in modo ebraico, cioè per intero, per cui la nascita di Gesù non risulta al primo marzo del 7 a.C. ma al primo marzo del 6 a.C.
    Poi il giorno ebraico iniziava dopo il tramonto. Dopo il tramonto del primo marzo del 6 a.C. inizia nel calendario ebraico un Sabato, il 15 Adar, secondo giorno del Purim, festa ebraica, in cui tra l’altro avveniva lo scambio dei doni.
    Quindi il giorno di Roma iniziava con l’aurora ed il giorno ebraico col tramonto del giorno prima. il Sabato 15 Adar risulta 1-2 marzo nel calendario di Roma. Invece nel calendario astronomico di Cassini il sabato è sul 6 marzo -5, poichè questo calendario costruito nel 17° secolo per motivi scientifici ha l’anno zero e non tiene conto dell’errore dei bisestili triennali nell’iniziale calendario di Giulio Cesare e della successiva correzione di Augusto imperatore nella così detta: “Piccola riforma dei calendario”.
    Infine Roma a quel tempo faceva iniziare il censimento al capodanno, che era ancora il primo marzo, ed il primo giorno era esclusivamente dedicato alle verbalizzazioni dei funzionari addetti al censimento, per cui si attendeva. L’attesa di una giovane partoriente è la causa scatenante della nascita prematura di Gesù.
    Il giorno del primo marzo 6 a.C. è un giorno importante anche per Roma. Infatti Augusto quel giorno ha gettato le basi per la correzione del calendario, sopprimendo per sempre l’ultimo di febbraio, che era ancora il nostro 30 febbraio, che diventa primo marzo.

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