La Transessualità..definizione, cause, storia.   Leave a comment


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(la modella Lea T, dopo e prima dell’intervento)

http://www.leggo.it/SOCIETA/MODA/transessuale_modella_lea_t_redken/notizie/995455.shtml

http://www.today.it/gossip/lea-t-vogue-operata.html

di Jennifer Diane Reitz
traduzione italiana: Mirella Izzo

Introduzione:

La transessualità, chiamata anche “Disforia di Genere” sta raggiungendo il punto di essere ragionevolmente ben compresa, sebbene ancora abbondino molti miti e stupidità generale riguardo l’argomento: Questo documento riguarda la definizione classica di transessualità, come definita da Benjamin, Money, Green, e così via. L’intersessualità e il transgenderismo non saranno trattati se non marginalmente.

In poche parole: questo riguarda la transessualità classica, standard.

Definizione Sommaria:
La Disforia di Genere, letteralmente un tormento riferito al Genere, è la condizione dell’essere in uno stato di conflitto tra il Genere ed il sesso fisico.

Un/una transessuale è una persona in cui le strutture cerebrali relative al sesso che definiscono l’identità di genere sono esattamente opposte agli organi sessuali fisici del corpo.

Per dirla più semplicemente, un/una transessuale è una mente che è letteralmente, fisicamente, intrappolata in un corpo del sesso opposto.

In poche parole: la transessualità significa avere il corpo sbagliato per il Genere a cui uno realmente appartiene

UNA VISIONE GLOBALE:

Il genere ed il Sesso sono due cose completamente separate, sebbene i termini siano spesso considerati intercambiabili dai meno attenti. Il Sesso è una forma ed una funzione fisica mentre il Genere è una componente dell’identità. Si può considerare che ci possa essere una legittima sovrapposizione per il fatto che il cervello sia strutturato in molti modi differenziati, ed il cervello è la sede dell’identità. Comunque, riguardo al dilemma del transessuale, la differenza tra sesso e genere è il vero nocciolo del problema.

Una persona transessuale, nata in tutt’apparenza dentro un dato sesso fisico, è consapevole di essere di un genere opposto ad esso. Questo conflitto, tra identità di genere e sesso fisico, è quasi sempre espresso fin dai primi ricordi consapevoli, ed è la causa di un’enorme sofferenza. E’ comune tra i transessessuali essere consapevoli della loro condizione ad un’età prescolare.

Questa agonia – se non trattata – può portare e porta all’autodistruzione. Le incredibili difficoltà che circondano il raggiungimento del trattamento sono esse stesse spesso fonte di agonia, la cui somma totale può mettere sottosopra le vite delle persone disforiche. Invero, è assodato che circa il cinquanta per cento dei transessuali muore prima dei 30 anni, di solito per propria mano. Questa morbilità è conosciuta come la

REGOLA DEL 50%

Essere un/a transessuale non è qualcosa che possa essere ignorato o soppresso per sempre. A differenza del fascino del crossdresser o del transgender parzialmente “modificato”, la compulsione assoluta del transessualismo classico è una questione di vita e di morte. L’oppressione sociale, le vergogne culturalmente indottrinate, il disgusto verso se stessi e il bigottismo massacrano le persone transessuali. Con un trattamento e supporto, arriva la sopravvivenza ed una vita appagante. La percentuale di successo per il trattamento di persone transessuali è uno dei più alti in medicina.

La transessualità appartiene quasi equamente sia ai maschi fisici sia alle femmine fisiche, ed è causata da fattori (quali un rilascio ormonale critico in un determinato momento fetale causato dallo stress della madre, o dalla presenza di un ormone chimico mimetico durante un momento critico dello sviluppo) che interferiscono con lo sviluppo fetale. La transessualità si presenta indipendentemente dall’orientamento sessuale, e si presenta sia negli esseri umani, sia in altri animali quali – tra quelli studiati – scimmie, cani, gatti, topi e ratti.

Il trattamento standard per una diagnosi di transessualità è riassegnare il/la transessuale al sesso fisico congruente con la sua identità di genere, un processo che include la somministrazione di appropriati ormoni ed interventi chirurgici.
Il successo di questo trattamento è estremamente alto, e molti/e transessuali vanno incontro ad una vita soddisfacente.

Sebbene la transessualità non sia la stessa cosa dell’omosessualità, le due cose possono talvolta presentarsi in congiunzione tra loro, ed è evidente che entrambe sono create da simili meccanismi, nell’utero.

La transessualità si differenzia molto dai più comuni – ed erroneamente associati – termini di “crossdressing” o “travestitismo”, così pure come il “transgenderismo”.

Mentre la transessualità riguarda principalmente l’identità di genere e la correzione delle forme fisiche per accordarsi a tale identità, il travestitismo è fondamentalmente un feticismo sessuale che si presenta dopo la pubertà, e il travestito non si dispera nel cercare un re-indirizzo della propria incongruità fisica. Il travestito si soddisfa solo dall’apparire come il sesso opposto, ed il comportamento è apparentemente non radicato su basi biologiche bio-natali, ma è acquisito.
Il travestitismo, a differenza del transessualismo, è primariamente un’attività maschile.

Un termine recentemente in uso è “Transgenderismo”, essenzialmente una parola vuota inventata come un’etichetta neutrale per ogni non conformità individuale alle comuni regole sociali dell’espressione del Genere. Il termine fu creato per aiutare ad unire molti disparati individui sotto una vaga comunione di interessi nel genere, al fine di assicurare una base di mutui benefici e supporto all’interno di una società spesso violentemente antagonista.

Il transgenderismo può riferirsi ai travestiti, agli intersessuali, a quelli che vivono in un ruolo sociale opposto a quello del loro sesso fisico, a quelli che giocano con le espressioni di genere per qualsiasi scopo, ed anche ai transessuali. Mentre c’è un beneficio di sopravvivenza potenzialmente grande in questa mutua associazione etichettata come “transgenderismo”, la sua funzione primaria è sociale e politica, e non clinica, a dispetto degli sforzi di qualcuno al fine di legittimare questo termine essenzialmente senza significato.

L’esatto numero di transessuali in ogni data popolazione non sarà probabilmente mai accuratamente conosciuto (la miglior stima attuale è di uno per 30.000). Dato che la trasessualità è più comunemente causata da cambiamenti ormonali da stress nell’utero, il numero di transessuali in ogni società potrà logicamente fluttuare, in base allo stato corrente di una situazione all’interno di una generazione. C’è ad esempio un’evidenza che più transessuali sono nati durante il tempo di una guerra o subito dopo . Nonostante ciò, tale condizione è discretamente rara.

Molte interessanti indicazioni fisiche e mentali sono state statisticamente mostrate in relazione alla transessualità. Un fattore è l’intelligenza: la persona transessuale mediamente devìa di due standard in più rispetto alla popolazione base e di uno standard in più rispetto agli omosessuali. Questa probabilità di alta intelligenza non è attualmente spiegata, sebbene vi siano suggerimenti sul fatto che possa essere il risultato dell’unico – ed in qualche modo mixato – impianto cerebrale del transessuale, che può beneficiare di una combinazione di strutture e funzioni maschili e femminili.

Un’altra curiosa correlazione è la creatività: le persone transessuali tendono a possedere un alto grado di abilità artistica e generalmente creativa.

Le persone transessuali comunemente mostrano qualche indicatore fisico della loro condizione che può causare imbarazzo per loro stesse nei confronti di parenti o conoscenti.
Le transessuali mtf possono più lentamente sviluppare le caratteristiche sessuali maschili, quali la crescita dei peli nel corpo, il cambiamento di voce, e soprattutto lo sviluppo fisico comparato alla popolazione generale. I transessuali ftm possono mostrare evidenza di mascolinizzazione della struttura ossea, capelli o voce. Questi tratti sono spesso molto sottili, ma presenti.

C’è un tremendo bigottismo sociale e spesso un’ingiusta violenza nei confronti dei transessuali, e questo spesso rende loro la vita molto difficile. Alcuni transessuali che hanno completato con successo la loro transizione verso il sesso appropriato poi scelgono diversi gradi di secretazione riguardo il loro stato e storia. Altri transessuali non riusciranno mai a trasformarsi fisicamente al punto da non essere riconosciuti come transessuali, e tendono a soffrirne di conseguenza.

Le persone transessuali devono superare molti ostacoli per raggiungere la correzione richiesta dell’errore della loro nascita. Devono affrontare la società, l’establishment medico, la comune perdita di tutta la famiglia ed amici, il costo dei trattamenti, l’estrema difficoltà dell’inevitabile fase di “metà strada” della transizione che può richiedere fino a due anni, i turbamenti interni dei dubbi su di sè e l’autodisprezzo indotto per la loro condizione. E’ stato stimato (nel 1981) che circa il 50% non sopravvive alla situazione, finendo con la morte intorno ai 30 anni, solitamente per propria mano. La maggior parte di questa mortalità è attribuita al carico addizionale causato dalla violenta non accettazione della società, dal rifiuto della famiglia e amici, e dall’incapacità di trovare decenti cure ed attenzioni.

La spinta che motiva i transessuali è essenzialmente una questione di vita e di morte.

In poche parole: i transessuali soffrono perchè sono intrappolati in un corpo del sesso sbagliato. Questo fatto è talmente insopportabile che essi cercano di risolvere il problema, o muoiono provandoci.
La transessualità inizia nell’utero e si presenta in molti animali vicini all’uomo. La transessualità e l’omosessualità sembrano condividere una comune causalità prenatale, ma non sono la stessa cosa. La transessualità, per ragioni politiche e sociali,è talvolta associata a cose con cui non ha realmente relazioni, quali il travestimento.

LA STORIA NATURALE DELLA TRANSESSUALITA’:

Dato che la transessualità è causata da un’alterazione ormonale del sistema nervoso del feto in via di sviluppo, e si presenta in – forse – tutte le specie mammifere, è ragionevole dedurre che è “in giro” da un tempo molto lungo. Infatti, dato che i difetti di nascita in generale fanno parte della natura, sarebbe impensabile di immaginare un’era di Uomini senza transessuali. Ci siamo sempre stati, e in ogni tempo, la storia ha ricordato questo fatto.

L’unico indizio che abbiamo di transessuali paleolitici può arrivarci considerando le società dei popoli aborigeni che ancora vivono nell’età della pietra. I pochi rimasti sulla terra, nelle foreste pluviali del Sud America, o delle rimanenti incontaminate lande dell’Africa, tutti hanno posizioni reverenziali per i transessuali che sono nati tra loro. In tali società, le persone transessuali sono considerate magiche, parenti stretti degli dei o spiriti, e possessori di poteri sciamanici.

Ogni società nella storia ha avuto qualche nome, ruolo o modo di relazionarsi ai transessuali, dall’antica Canaan, alla Turchia all’India, fino ai nostri giorni.

Gli esempi abbondano. Per esempio, nell’antica Roma esistevano i “Gallae”, Frigi, adoratori della Dea Cibele..
Una volta fatta la loro scelta di genere e religione, i fisicamente maschi Gallae, correvano lungo le strade e gettavano i loro genitali estirpati nelle porte aperte delle case, come un atto rituale.
Il padrone di casa che riceveva questi resti li considerava una grande benedizione. In cambio, il padrone di casa avrebbe curato il Gallae fino al pieno ristabilimento fisico. Il Gallae poi riceveva in cerimoniale abiti femminili, e assumeva una identità femminile. Solitamente erano vestiti come spose, o in altri splendidi abiti.
In India le pratiche rituali per gli individui transessuali, continuano fino ai giorni nostri. Chiamate Hijiras, questa setta di persone adorava anche una Dea, e si sottoponeva ad una sorta di riassegnazione chirurgica primitiva. Le Hijiras erano trattate in modo piuttosto ipocrita all’interno della società Indiana in quanto erano tanto disprezzate quanto riverite nello stesso tempo.
Le Hijiras sono spesso pagate per presenziare ad una benedizione di matrimonio, e per agire come un consigliere sociale e spirituale, ma sono anche considerate meno degne degli eunuchi. Ancora, a causa di alcune circostanze, quali la condizione sociale, ad esse è accordato lo stato di vera femmina.

I Dine, o Navajo, del sudovest degli Stati Uniti, riconoscono tre sessi invece che due. Per i Dine, ci sono Maschi, Femmine, e Nadles, i quali sono considerati qualcosa come entrambi e nessuno dei due sessi. Mentre quelli nati interesessuati o ermafroditi sono automaticamente considerati Nadle, gli individui fisicamente “normali” possono definirisi come Nadle basandosi sulla propria autodefiniizione di identità di genere. I Nadle una volta possedevano il più grande rispetto prima che i Navaho venissero conquistati e la loro cultura fosse cancellata dalla assunzione forzata del Cattolicesimo.

Tra i Sioux, le persone Winkte avevano analoghe funzioni, e gli individui potevano assumere completamente il ruolo del loro genere preferito. Le femmine fisiche vivevano come uomini guerrieri, ed avevano mogli, mentre i maschi fisici vivevano le loro vite completamente come donne. Nella società Sioux nessuna speciale magia era associata a questa realtà, era solo considerata un modo di correggere un errore della natura. Le persone Winkte provvedevano anche ad una sorta di primitiva operazione di riassegnazione, e la storia registra il processo usato dai maschi fisici: cavalcavano per giorni su una sella speciale, particolarmente dura, fino a frantumare i testicoli ed ottenere una effettiva castrazione dell’individuo.

Essere transessuali nelle antiche culture richiedeva anche una speciale forma di coraggio, anche se la società poteva aver abbracciato la transessualità!

Che si trattasse di “Sererr” dei Pokotos del Kenya, di “Xaniths” dell’ Islamico Oman, di “Mahu” di Tahiti, oppure di “Sekrata” del Madagascar, la storia è essenzialmente la stessa: la transessualità era un fatto di vita, ed un posto nella società era trovato per le persone disforiche di genere per essere se stesse.

La moderna classificazione della transessualità e l’intervento medico di riassegnazione sessuale è stato per la prima volta tentato in Germania nel 1930. Einar Wegener cercò un trattamento e fu operato. Successivamente, visse come Lily Elbe, ma non per molto… l’intervento chirurgico ebbe tragiche complicazioni.
Il primo ben conosciuto transessuale sopravvivente post operativo fu l’americano ex G.I. George Jorgensen, che divenne Christine Jorgensen nel 1953. Christine divenne il centro di un ciclone pubblicitario a dispetto del suo tentativo di evirtarlo,e fece una scelta “minore” piuttosto che capitalizzare una sfortuna. . Christine divenne la prima “transessuale mediatica” – o come alcune transessuali la considerarono – una “Trans Martire”, e sofferse sia i benefici sia la maledizione della fama. Christine, come risultato, apparve in alcuni film di hollywood e divenne abbastanza celebre da portare il transessualismo fuori dalle “mura private” (“closet” in originale. ndt) e renderlo visibile alla società post-industriale.

Per decenni solo rari esempi individuali di medici osarono trattare i transessuali, mentre il mainstream della comunità medica considerava la transessualità un mero disordine mentale senza basi biologiche. Il primo professionista che davvero provò ad aiutare i transessuali con compassione e studi scientifici fu il Dr. Harry Benjamin. Il Dr. Benjamin studiò e curò con attenzione i casi di transessuali, dedicando la maggior parte della sua carriera al progetto. I risultati dei suoi studi attentamente documentati, fu pubblicato nel 1966 nel suo libro “Il fenomeno transessuale”. Questo lavoro portò direttamente a quei benefici che noi, moderne persone transessuali, possiamo godere, ed aprì le porte a seri studi sulla condizione.
Attualmente il worldwide Harry Benjamin International Gender Dysphoria Association continua il suo lavoro, ed aiuta a fissare gli standard di cura per il trattamento dei transessuali da parte dell’establishment medico.

Recenti studi delle funzionalità cerebrali hanno fatto luce su importanti possibilità riguardo le cause della transessualità, e le tecniche chirurgiche così come tutti gli altri trattamenti continuano a crescere. La società sta lentamente diventando nuovamente accettante sull’inevitabilità della presenza transessuale al suo interno, e potrà ben accadere che il futuro possa portare un grande aiuto per le persone transessuali che nasceranno nei prossimi anni.

In poche parole: i transessuali sono sempre esistiti. Nel mondo antico, la transessualità era sia accettata sia rispettata. Attraverso il tempo, i transessuali hanno tentato di correggere l’errore dei loro corpi, con vari risultati. Il mondo moderno e tecnologico alla fine fornisce un reale chance per i transessuali di correggere per davvero e finalmente gli errori della Natura.

http://www.crisalide-azionetrans.it/cosatransessualismo.html

Una storia di transessualità “La ragazza danese” “The danish girl) sottotitoli in spagnolo

il film in streaming

https://openload.co/f/HU0eZVLd03Q/00aaDaGirl.7p.5.1.VOSEFINAL.mkv.mp4

 

Nella Copenhagen degli anni venti la ritrattista Gerda Wegener è sposata con il pittore paesaggista Einar Wegener; i due vivono con alcune tensioni la disparità tra la notevole fama di lui e quella meno significativa di lei; inoltre non riescono a concepire un bambino nonostante numerosi tentativi. Ciononostante entrambi si amano e sono complici l’uno dell’altra.

Un giorno Gerda chiede a Einar di posare per lei al posto di una modella donna, la ballerina Ulla, impegnata nelle prove di uno spettacolo; quasi per gioco l’uomo assume l’identità di Lili Elbe, il suo alter ego femminile. Successivamente Gerda gli chiede di accompagnarla a una festa per artisti indetta proprio da Ulla nei panni di Lili; i due sposi studiano quindi il travestimento adatto per Einar, che arriva alla festa completamente vestito, truccato e con una parrucca da donna. Inizialmente Einar è molto imbarazzato dalla sua nuova identità; alla festa però conosce Henrik, un pittore omosessuale che, pur sapendo chi lui sia in realtà, finge di essere attratto da Lili per sedurlo.

Gradualmente Einar inizia a prendere coscienza del fatto di essersi sempre riconosciuto nel sesso opposto, nonostante abbia sempre tentato di nasconderlo a se stesso e alla società; inizia perciò a lasciarsi sempre più spesso dietro i panni maschili per essere Lili. Ciò ha ovviamente ripercussioni sul matrimonio con Gerda, che inizia a percepire suo marito molto distante da sé; tuttavia non abbandona mai il suo fianco, e inizia a dipingere dei ritratti usando Lili come modella.

Einar, combattuto tra la lotta per la sua identità e le implicazioni morali che ciò comporta, consulta un medico che lo sottopone a un doloroso intervento di castrazione chimica; ciò non fa che incrementare il suo desiderio di essere Lili. Intanto i ritratti di Lili fatti da Gerda hanno successo, e i due si trasferiscono a Parigi. Gerda nutre la speranza che la nuova vita parigina possa in qualche modo ridargli suo marito, ma accade il contrario: Einar diventa sempre più insofferente alla sua vita maschile. In un estremo tentativo di aiutarlo, Gerda ricontatta Hans, un impresario d’arte di cui in passato Einar era stato innamorato; lui gli si presenta nei panni di Lili, ma si accorge di non essere ricambiato, Gerda, dal canto suo, rimane sedotta da Hans ma è fermamente decisa a non abbandonare quello che lei ritiene ancora suo marito.

Man mano che il desiderio di Einar si fa sempre più forte, i due consultano diversi psicologi, ma nessuno sembra considerare l’uomo più che un pervertito e in taluni casi schizofrenico. La loro ultima speranza risiede nel dottor Warnekros, che da tempo studia e progetta un intervento di riassegnazione sessuale: quando spiega a Einar di cosa si tratta, l’uomo decide di offrirsi come cavia nonostante si tratti di una procedura sperimentale, mai osata prima e potenzialmente molto pericolosa.

Einar si sottopone come prima cosa a un intervento di orchiectomia, che sembra andar bene; per un breve periodo Lili e Gerda convivono da amiche sotto lo stesso tetto, e Lili cerca di ricostruirsi una vita completamente diversa da quella che aveva Einar, lavorando come commessa in una profumeria e desiderando una relazione con un uomo. Tuttavia, il suo smodato desiderio di terminare tutto in fretta la porta a sottoporsi a una vaginoplastica dopo troppo poco tempo: la donna muore il giorno dopo il secondo intervento, tra le braccia di Gerda.

Gerda e Hans ricercano i paesaggi che Einar amava dipingere; mentre visitano un fiordo a lui particolarmente caro, una sciarpa che Lili aveva donato a Gerda vola in aria, e lei la lascia andare, finalmente libera.

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