L’amara..dolorosa..e breve vita..di un Trasgender (transessuale)   Leave a comment


lesbica  Leelah ragazza strasgender

RAGAZZA TRANSGENDER SI SUICIDA E LASCIA UN POST SUL BLOG

 

Leelah Alcorn

http://www.bossy.it/ragazza-transgender-si-suicida-lascia-post-blog.html

Leelah, una ragazza transgender, si è suicidata e ha lasciato questo post in coda sul suo blog, che poi si è pubblicato automaticamente. Riportiamo integralmente la traduzione (a cura de Il Post).

“Se state leggendo questo messaggio, vuol dire che mi sono suicidata e quindi non sono riuscita a cancellare questo post programmato.

Per favore, non siate tristi, è meglio così. La vita che avrei vissuto non sarebbe stata degna di essere vissuta… perché sono transessuale. Potrei entrare nei dettagli per spiegare perché lo penso, ma questa lettera sarà già abbastanza lunga così.

Per farla semplice, mi sento una ragazza intrappolata nel corpo di un ragazzo da quando avevo quattro anni.

Per molto tempo non ho saputo dell’esistenza di una parola per definire questa sensazione, né che fosse possibile per un ragazzo diventare una ragazza, così non l’ho detto a nessuno e ho semplicemente continuato a fare cose convenzionalmente da maschi per cercare di adattarmi.

Quando avevo 14 anni ho imparato cosa volesse dire la parola “transessuale” e ho pianto di gioia.

Dopo dieci anni di confusione avevo finalmente capito chi ero. L’ho detto subito a mia mamma e lei ha reagito molto negativamente, dicendomi che era una fase, che non sarei mai stato davvero una ragazza, che Dio non fa errori e che ero io a essere sbagliata. Se state leggendo questa lettera: cari genitori, non dite così ai vostri figli. Anche se siete cristiani o siete contro i transessuali, non dite mai questa cosa a nessuno: specialmente ai vostri figli. Non otterrete niente a parte far sì che odino se stessi. È esattamente quello che è successo a me.

Mia mamma ha iniziato a portarmi da terapisti ma solo da terapisti cristiani, tutti con molti pregiudizi, quindi non ho mai avuto le cure di cui avrei avuto bisogno per la mia depressione. Ho solo ottenuto che altri cristiani mi dicessero che sono egoista e sbagliata e che avrei dovuto cercare l’aiuto di Dio.
Quando avevo 16 anni mi sono resa conto che i miei genitori non mi avrebbero mai aiutata, e che avrei dovuto aspettare di compiere 18 anni per iniziare qualsiasi terapia e intervento di transizione, cosa che mi ha davvero spezzato il cuore. Più aspetti, più la transizione è difficile. Mi sono sentita senza speranze, sicura che avrei passato il resto della mia vita con le sembianze di un uomo. Quando ho compiuto 16 anni e ho capito che i miei genitori non avrebbero dato il loro consenso per farmi iniziare la transizione, ho pianto finché non mi sono addormentata.

Ho sviluppato nel tempo una specie di atteggiamento “vaffanculo” verso i miei genitori e ho fatto coming out come gay a scuola, pensando che forse sarebbe stato più facile così un giorno dire che in realtà sono transessuale. Per quanto la reazione dei miei amici sia stata buona, i miei genitori si sono arrabbiati. Hanno pensato che volessi compromettere la loro immagine e che li stessi mettendo in imbarazzo. Volevano che fossi il classico piccolo perfetto ragazzo cristiano e ovviamente non era quello che volevo io.

Quindi mi hanno tirato via dalla scuola pubblica, mi hanno sequestrato il computer e lo smartphone e mi hanno impedito di frequentare qualsiasi social network, isolandomi così completamente dai miei amici. Questa è stata probabilmente la parte della mia vita in cui sono stata più depressa, e sono ancora stupita di non essermi uccisa già allora. Sono stata completamente sola per cinque mesi. Nessun amico, nessun sostegno, nessun amore. Solo la delusione dei miei genitori e la crudeltà della solitudine.

Alla fine dell’anno scolastico i miei genitori finalmente mi hanno restituito il mio smartphone e mi hanno permesso di tornare sui social network. Ero felicissima, finalmente potevo riavere indietro i miei amici. Ma solo all’inizio. Alla fine mi sono resa conto che anche a loro non importava molto di me, e mi sono sentita persino più sola di quanto fossi prima. Piacevo agli unici amici che pensavo di avere per il solo motivo che mi vedevano per cinque giorni ogni settimana.

Dopo un’estate praticamente senza amici unita al peso di dover pensare al college, di risparmiare per quando avrei lasciato casa, di tenere alti i miei voti, di andare in chiesa ogni settimana e sentirmi di merda perché in chiesa tutti sono contrari a quello che sono, ho deciso che ne ho abbastanza. Non completerò mai nessuna transizione, nemmeno quando andrò via di casa. Non sarò mai felice con me stessa, col modo in cui appaio e con la voce che ho. Non avrò mai abbastanza amici da esserne soddisfatta. Non troverò mai un uomo che mi ami. Non sarò mai felice. Potrò vivere il resto della mia vita come un uomo solo che desidera essere una donna oppure come una donna ancora più sola che odia se stessa. Non c’è modo di averla vinta. Non c’è via d’uscita. Sono già abbastanza triste, non ho bisogno di una vita ancora peggiore di così. La gente dice che “le cose cambiano” ma nel mio caso non è vero. Le cose peggiorano. Le cose peggiorano ogni giorno.

Questo è il succo, questo è il motivo per cui mi sento di uccidermi. Mi dispiace se per voi non sarà abbastanza una buona ragione, lo è per me. Per quel che riguarda le mie volontà, voglio che il 100 per cento delle cose che possiedo sia venduto e che il denaro (più i soldi che ho da parte in banca) siano donati a un movimento per il sostegno e per i diritti delle persone transessuali, non importa quale. L’unico momento in cui riposerò in pace arriverà quando le persone transessuali non saranno più trattate come sono stata trattata io: quando saranno trattate da esseri umani, con sentimenti validi, sinceri e legittimi, e con dei diritti umani. Le questioni di genere devono essere insegnate a scuola, prima è e meglio è. La mia morte deve significare qualcosa. La mia morte dev’essere contata tra quelle dei transessuali che si sono suicidati quest’anno. Voglio che qualcuno guardi a quel numero e dica “questa cosa è assurda”, e si occupi di sistemarla. Sistemate la società. Per favore.

Addio,
(Leelah) Josh Alcorn”

LEELAH LASCIA UN’ALTRA LETTERA:

“MAMMA, PAPÀ: FOTTETEVI.

NON POTETE CONTROLLARE LE ALTRE PERSONE IN QUEL MODO.”

Vi abbiamo già parlato di Leelah, la ragazza transgender suicidatasi qualche giorno fa, la quale aveva programmato un post da fare uscire sul suo tumbrl dopo la sua morte.

I genitori hanno provato ad insabbiare la cosa, raccontando che il loro figlio (utilizzano ancora il maschile per riferirsi a lei) era stato investito da un camion.

tumblr_nhe1vkfPQx1qcj6obo1_500

Dopo il primo post, che ha fatto capire a tutti come stessero realmente le cose, ne è uscito un altro, sempre programmato tempo prima da Leelah, che lascia dei messaggi ad alcune persone specifiche che facevano parte della sua vita.

Lo abbiamo tradotto per voi (trovate qui l’originale):

“E adesso le mie scuse ad alcune persone che conoscevo…
Amanda: Avrai una vita bellissima. Sei la ragazzina più talentuosa e carina che abbia mai incontrato e ti voglio bene davvero, Amanda. Per favore non essere triste. Mi mancherai tantissimo. Ti voglio bene.
Tiffany: Recentemente non abbiamo parlato tanto dato che eravamo entrambi così occupati, ma sono felicissima che tu sia mia sorella. Sei così coraggiosa e determinata ad ottenere quello che vuoi che puoi fare qualsiasi cosa. Ti voglio bene.
Justin: Ci siamo comportati da stronzi l’una con l’altro negli ultimi periodi, ma ti voglio bene veramente. Mi dai ai nervi quasi sempre, ma nonostante tutto una parte di me ti vorrà sempre bene. Scusa se ti ho preso di mira così tanto quando eravamo piccoli.
Rylan: Mi dispiace tantissimo che non ci sono mai per te quando ne hai bisogno. Ti voglio bene davvero.
Abby: Grazie per esserti occupata dei miei patetici problemi, tutto quello che ho fatto è stato rendere la tua vita più difficile e mi dispiace.
Mamma e Papà: Fottetevi. Non potete controllare le altre persone in quel modo. È uno schifo.
Non sento il bisogno di scusarmi con qualcun altro sinceramente… probabilmente non ve ne fregava niente di me, e se ve ne frega, avete fatto qualcosa che mi ha fatto sentire uno schifo e non vi meritate delle scuse.
Un’ultima cosa, chiunque dica cose tipo “Avrei voluto conoscerlo meglio” o “Vorrei averlo trattato meglio” si becca un pugno sul naso.”

Sulla nostra pagina Facebook vedrete che la nostra immagine di copertina contiene solo due parole: “Fix Society”. È la preghiera di Leelah, la sua ultima richiesta. Come gesto simbolico di sostegno e vicinanza a lei e a tutte le persone che sono nella sua situazione e non si sentono amate e comprese, potete mettere anche voi quelle due parole come immagine copertina.
Se vorrete fare questo gesto, vi ringraziamo.

fix.001

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: