Archivio per 22 maggio 2015

L’ARCA DI NOÉ…(dal cappello di Gia)   1 comment


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https://erosartmalie.wordpress.com/2014/07/12/larca-di-noe/

… subito dopo, con maggiore serietà, si spiegò meglio: «Vedete, senza nulla togliere alla vostra fede religiosa, io sono dell’opinione che la maggior parte delle persone cosiddette “osservanti”, per vivere, non abbia un’adeguata autonomia di pensiero; per usare dei neologismi che vanno molto di moda, che sia “diversamente pensante”, che abbia, insomma, delle “ridotte capacità immaginative”, e che per condursi appropriatamente nella vita, abbia bisogno di riferirsi costantemente e pedissequamente a dei manuali d’istruzione, come si fa quando si acquista un nuovo smartphone.

Quelle persone, invece che affidarsi al dogma, potrebbero, invece, osservare; per cercare di capire come quell’oggetto misterioso sia fatto e funzioni, e sforzarsi, quindi, di comprendere da soli. Io sono convinta, alla fine di quel percorso, che quel telefonino non avrebbe più nulla di misterioso. E così è per quella cosa chiamata “vita”: solo che in questo caso, i manuali sono rappresentati dai cosiddetti testi “sacri”… la Bibbia, il Corano, i Vangeli, e così via. Si possono leggere e farli propri, certo; ma “cum grano salis”, come voi fate, giacché rifiutate il dogma. Lo volete un esempio per tutti, preso a caso?».

Come sempre avveniva quando si sentiva presa in giro, e specie su dei temi importanti, a quel punto lei si adombrò: «Mi riferisco all’Antico Testamento ebraico, e in particolare alla bufala dell’Arca di Noè, secondo cui, per disposizione divina, affinché ciascun essere vivente fosse conservato, sarebbero entrati nel barcone anche una coppia maschio-femmina per ogni specie animale presente sulla terra. Giacché a fottere, per riprodursi, poi sarebbero dovuti essere i figli delle coppie imbarcate, dei fratelli di sangue quindi, me lo volete spiegare come cazzo si fa ad assicurare una sana sopravvivenza di una specie sul presupposto dell’incesto? Delle due l’una, o di riproduzione, quel dio non ne capiva una mazza, oppure è tutta una colossale fandonia! E neanche parlo dei figli di Adamo ed Eva, anche quelli obbligati all’incesto».

In ogni modo, vi prego, non prendetemi per quel che non mi sento di essere, e come forse appaio: una donna presuntuosa dall’intento saccente. Se lo sapeste… in particolare intorno a questi temi, quante volte io m’interroghi; e la risposta che alla fine mi do, è: “Non lo so”…».

Rashida, anche per la sua preparazione culturale che l’era valsa una cattedra universitaria proprio su quella specifica disciplina, pur avendo molto da obiettare in proposito, non ritenne che fosse quella l’occasione più adatta per farlo; tuttavia… (Il seguito nel romanzo).

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