Peter Pan…L’isola che non c’è..(2)   1 comment


Inizio questo post con una canzone-video  che elogia la fantasia di chi crede al    “l’isola che non c’è”; cioè..l’ideale di rivivere la nostra fanciullezza..

quando ancora vivevamo..la nostra “Coscienza originaria”..; ci bastava..”il nostro vero essere..la nostra personalità”

che poi perdiamo “incatenati” dai traguardi miraggi della società..e dalle “coercioni mentali” della Religione..

che non è..il Vero messaggio evangelico..

 

 

Ma veniamo agli altri personaggi..

è necessario chiarire per prima cosa che anche i “cattivi” ..sostanzialmente..sono sempre dei buoni

e non potrebbe essere diversamente ..nell’isola che non c’è..

si tratta unicamente di analizzare certi.. aspetti..  “passioni” come spiega Erich Fromm..

un po’ negative.. che animano questi personaggi..

la prima tra queste è il potere..

i capi delle religioni  sono spesso accecati dall’idea del potere,

più che dall’intenzione di essere pastori

L’isola che non c’è  ma che..realmente  esiste …si trova descritta in un loghion

Loghion 22-vangelo di Tommaso:

– Gesù vide alcuni neonati che succhiavano il latte e disse ai suoi  discepoli:


«Questi piccoli che suggono il latte sono simili a coloro che  entrano nel  Regno».
Essi allora domandarono lui:

“Se saremo come questi  poppanti entreremo nel  Regno?”.

Gesù rispose loro:

«Quando farete di due cose un’unità

e farete sì che  l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso,
e  quando farete del maschio e della  femmina un unico essere

sicché non vi sia più  né  maschio né femmina,

e  quando farete di due occhi una unità di occhio,

e metterete  una  mano in luogo  di una mano, un piede in luogo di un piede,

un’immagine in  luogo  di  un’immagine,

allora troverete l’entrata del  Regno».

interpretazione personale:

Ho avuto occasione di  approssimarmi a diversi tentativi di interpretazione

di  questo loghion e non  ho potuto fare a meno di notare il gran numero di
difformità  che li
caratterizzavano.

Questo loghion difatti, come molti altri del resto,
si  distingue per una particolare ermeticità la quale ha dato luogo nel corso
degli  anni a diversi attriti, sia fra studiosi più o meno pedanti

che fra  cultori  infervorati. Non è facile districarsi fra le varie interpretazioni,
né tantomeno  cogliere fra queste quella che più s’avvicina a ciò che Gesù
intendeva davvero rivelarci, intimamente intendo, e sorge perciò la necessità
di eliminare sia le  speculazioni ridondanti di sterili congetture

che quelle  eccessivamente  specialistiche, tessute spesso ad hoc per favorire alcune
correnti di pensiero,  chiaramente a danno dei reali significanti,

quelli che  Gesù appunto intendeva  offrire.

Ho convinzione che quando sussistono  incongruenze di tal fatta

la  miglior  cosa da fare, per afferrare la reale  essenza dell’insegnamento,

sia meditare  profondamente sino a liberare la  mente da ogni inquinante.

In certi casi questa  pratica si rivela enormemente  preziosa

poiché ci affranca quasi completamente  dalle “impronte” tipiche del
proprio contesto culturale, impronte spesso  responsabili del pernicioso
“effetto fuorviante” di cui lo stesso Gesù fece più  volte menzione.

Convinto  dell’idoneità di questa pratica,

ho deciso quest’oggi  di  praticarla con il  preciso scopo di permeare l’intimità di questo loghion.

Ne è  emerso un  concetto su cui anche Jiddu Krishnamurti,

grande Maestro del nostro  secolo,  ha sovente insistito.

Cercherò di enucleare il concetto.
L’elemento su cui si  deve puntare l’attenzione, che è poi lo stesso che offre  a  Gesù
l’occasione di esprimere la sua figurazione, è il neonato.

Gesù  pone  chiaramente l’accento sui neonati che in quel preciso momento stanno
poppando il  nettare dal seno materno,

la sua esortazione, come si può  facilmente notare,  prende spunto proprio da lì.

A ben pensarci nel momento in  cui un bambino sugge  la  vitale sostanza,

egli (agli occhi di un qualunque  buon osservatore) pare  divenire
un’unica cosa con il seno stesso (unica  indiscussa Fonte di nutrimento),

sembra  davvero fondersi in esso.

Il neonato  – non ancora travolto dai devianti  condizionamenti che caratterizzeranno le
sue stereotipate convinzioni di adulto  –
nella sua totale purezza, non ha  dubbio alcuno,

avverte genuinamente,  fortemente,  naturalmente,

una ed una  sola attrazione, con estrema chiarezza.

La sua  attrazione  difatti mira  all’unica autentica fonte che per lui rappresenta il Tutto.

A  questa  fonte  si affida con totale abbandono, ad essa si unisce, con essa si  fonde
Ma cosa significa ciò? Il neonato è ancora integro,  incontaminato.
Nella  sua purezza non esiste (ancora) alto, basso, interno,  esterno,

uomo, donna, né  alcun’altra differenza; egli avverte solo La Fonte,
l’amore…
Per avere accesso alla realtà, per entrare nel regno, è necessario
quindi  dimenticare, tornare puri, proprio come un neonato mentre si
abbandona  candidamente alla poppata.

Dobbiamo assolutamente far cadere la  nostra maschera,
affrancarci, trovare la propria autenticità, aprire le porte  alla realtà  incondizionata.

Se vogliamo “entrare nel Regno” abbiamo necessità  di svincolarci
da quell’immenso bagaglio di informazioni artefatte,

che sono  responsabili della  gigantesca barriera che s’è rovinosamente frammessa

fra il  nostro neonato e la  fonte. Quella barriera deve essere, per necessità,
abbattuta. A causa  dell’inautentica percezione della realtà,

abbiamo  completamente stravolto la  nostra vera natura,

divenendo ipocriti,  insensibili, incapaci di afferrare sia
l’essenza intima propria di ogni cosa
che i profondi significanti che  caratterizzano ogni evento.
Probabilmente  l’addestramento che ci ha condotti ad accettare come vere
le  nostre  attuali illusioni ha avuto il suo inizio proprio quando,

per  placare le nostre  urla, ci è stato offerto al posto del seno materno

il primo  ciuccio di gomma.
Ricordo a tal proposito una massima molto eloquente dei
nativi americani che  recita: «L’illusione degli uomini, di trovare
spiegazioni nelle religioni  artefatte e gioia nelle cose materiali,

somiglia  a quella dei bambini che  credono di poppare il latte mentre succhiano un   dito».

I fallaci indottrinamenti hanno  corrotto i nostri canali percettivi,
rendendoci incapaci sia di scorgere che di  alimentarci alla reale fonte.
Dobbiamo quindi tornare genuini e per far ciò
dobbiamo assolutamente  dimenticare, liberarci dalle illusioni

che ci hanno  separato dall’autenticità.

Il nostro pensiero è eccessivamente  condizionato  dall’immenso bagaglio di nozioni

che abbiamo inserito in  memoria. Sono state  istituite in ognuno di noi ..fedi, ideali, modelli,
discipline, che ci allontanano  sempre più dalla realtà.

Le nostre menti sono  standardizzate, massificate,  permeate da pensieri di seconda mano

e da  convinzioni che gradualmente  assorbiamo  e trasformiamo in assiomi.

Molti  di noi hanno ceduto l’amministrazione del  proprio  pensiero

preferendo  arrendersi di fronte alla seducente tranquillità del credo  standardizzato

e  sposando di conseguenza concetti come “diversità”,  “distaccamento”, “separazione”, “disuguaglianza”.

L’esortazione di Gesù invece,  come anche  quella di Krishnamurti del resto,

mira appunto a farci tornare, da  adulti, ad  uno stato di purezza percettiva simile a quello dei neonati.
L’ammonimento  guarda quindi al totale decondizionamento,

fattore imprescindibile  per  rientrare in armonia con un’essenza

di cui abbiamo perduto ogni  traccia.
Solo  successivamente si potrà pensare ad “entrare nel Regno”,

o  meglio.. a permettere  alla Fonte di permeare noi.
In sintesi Gesù ci chiede  di superare.. sia il dualismo che l’identificazione
poiché  entrambi  intorbidano la percezione autentica delle “essenze”.

Osservare e  percepire ogni cosa come realmente essa è,

senza alcun filtro connesso a culture  o  superstizioni

si rivela necessario per permeare il tessuto della  non  corruttibilità.
Mi auguro di essere riuscito ad esternare  compiutamente ed efficacemente il mio  pensiero.

tashi delek  « “Tibetano” »
http://tibetano.cjb.net
http://consapevolezza.cjb.net

Capitan Uncino..potrebbe rappresentare il Potere..il denaro..la Religione

nemici  più pericolosi..per Peter Pan..

“Voi non potete accettarmi..voi che avete per padre.. Mammona..”

E Spugna..chi è?

sono coloro che si inchinano al Potere..sia esso una Religione..religere (e sono i facili credenti..bigotti.)

sia esso l’ideale del Capo politico..a cui ..identificarsi..

(leggete Erich Fromm-Fuga dalla libertà)..

svuotandosi..contemporaneamente ..della propria personalità..la nostra vera forza..

la ciurma dei pirati che cantano la canzone

..sono i vari..Fini..Bondi..Biondi..Pisanu..ecc..ecc..

ed  i bambini..senza mamma..dell’isola..?    Disney_Peter_Pan_and_the_Lost_Boys

beh..questi sono i discepoli veri…

e Wendy..Maria Maddalena..è la loro mamma..    Risultati immagini per peter pan

Maria Maddalena.. che discepola..!!.

luca signorelli-Maria Maddalena

Se vi leggerete i vari vangeli gnostici..(vangelo di Maria) ne comprenderete la grandezza..

ed il suo Primato sugli apostoli..compreso..Pietro!!!!

vangelo di Tommaso Loghion,114

Simone Pietro disse:

”Voglio che Maria Maddalena si allontani da noi!!!.perchè le donne non sono degne della Vita.”

Gesù allora rispose:”Invece io la terrò con me..affinché possa completarla in maschilità…

per farla diventare..Spirito Vivente. E similmente..farò questa cosa di voi..maschi.

Perché le donne che si completano in maschilità,possono entrare nel Regno dei Cieli.”

Una delle cose più inaudite del messaggio di Cristo..è in questa affermazione..

vi rendete conto che diceva queste parole in una società di 2000 anni fa..

che potrebbe identificarsi come Islamismo ebraico?

Ciao..auguri di buon Natale..

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