Archivio per agosto 2015

AMORE SACRO (COME FARE LA SUA ESPERIENZA)   2 comments


amore sacro

Fare l’amore… un’esperienza sacra!

Il metodo più semplice per gli amanti è questo: mentre fanno l’amore dovrebbero farne un’esperienza sacra. Tutte le religioni hanno distrutto la sacralità dell’amore; l’hanno condannato in quanto peccato, e il condizionamento è sceso così profondamente nella mente dell’essere umano, che la gente fa l’amore con una fretta incredibile, come se volessero finire il prima possibile. Naturalmente, se è un peccato, è meglio finire al più presto: i loro cuori sono pieni di senso di colpa, la loro mente è totalmente vittima del peccato.
Se gli amanti vogliono trasformare l’amore in un’esperienza meditativa, come prima cosa devono abbandonare l’idea che sia un peccato, che sia qualcosa di sbagliato: è qualcosa di infinitamente bello, un incredibile dono della natura, dell’esistenza. Qualcosa per cui non ci si dovrebbe sentire in colpa: ci si dovrebbe sentire riconoscenti, e per mostrare questa riconoscenza si dovrebbe creare un luogo speciale per l’amore

sesso tantra 2.

Ogni casa e ogni coppia che se lo possa permettere, dovrebbe avere una stanza separata solo per l’amore, in cui non si accumulino altre vibrazioni: nessuna lotta, nessuna discussione, nessuna battaglia di cuscini. Si dovrebbe entrare in questa stanza dopo aver fatto un bagno, come se si entrasse in un tempio: la stanza dovrebbe essere avvolta dalla fragranza dei fumi di incenso, non ci dovrebbero essere luci abbaglianti… semplici candele, luci soffuse. E non si dovrebbe aver fretta; infatti, i preliminari hanno un’importanza essenziale, per il semplice motivo che tutto il corpo della donna è erotico, mentre non tutto il corpo dell’uomo lo è: la sua sessualità è locale, limitata ai soli genitali. Viceversa, tutto il corpo della donna è erotico, e se l’intero corpo non inizia a vibrare di gioia ed estasi, non avrà alcuna esperienza orgasmica. Se l’uomo gioca a sufficienza con il corpo della donna, e la donna gioca a sufficienza con il corpo dell’uomo… e la tecnica di meditazione è questa: mentre state giocando l’uno con il corpo dell’altra, restate un testimone, non identificatevi.

sesso tantra 3
Dunque, sono presenti quattro persone, non due… la donna e il testimone all’interno, l’uomo e il testimone all’interno.
Il testimone osserva semplicemente cosa fa l’uomo alla donna, cosa la donna fa all’uomo. Il testimone non ha alcun giudizio di buono e cattivo. È semplicemente simile a uno specchio che mostra cosa sta accadendo. Questa osservazione in quanto testimone non è altro che consapevolezza, attenzione, presenza attenta; e soprattutto nei preliminari, se sei consapevole e presente, c’è la possibilità che entrambi riconosciate il momento giusto: quando i vostri corpi sono pronti a fare l’amore.
Sentirete la vostra reciproca bioelettricità.
Iniziando a fare l’amore non abbiate fretta: lascia che sia sempre la donna a stare sopra… la posizione del missionario è la postura peggiore che esista al mondo. In Oriente nessuno sapeva, prima che arrivassero i missionari cristiani, che l’uomo può stare sopra la donna! È così brutale, è così disgustoso: la donna è delicata ed ecco che un bestione si mette a fare su e giù su quella poveretta… in India viene chiama “la posizione del missionario” perché fu conosciuta solo dopo che arrivarono i missionari, furono loro a rendere consapevoli gli indiani che anche quella postura era possibile; altrimenti, è consigliabile che sia la donna a stare sempre sopra.
Ed è corretto dal punto di vista scientifico che la donna stia sopra. Infatti così può essere più attiva, e l’uomo esserlo di meno. Se l’uomo sta sopra, la donna non può essere molto attiva, mentre l’uomo lo diventa di più… e se è più attivo, molto presto arriva a eiaculare; mentre la donna non ha ancora raggiunto il punto che le permette di avere un orgasmo. Se la donna sta sopra, ed è attiva, mentre l’uomo resta inattivo, molto probabilmente quando la donna raggiunge l’orgasmo anche l’uomo ci arriva. E se raggiungono l’orgasmo nello stesso momento, accade un incontro stupefacente, una fusione; quasi che i corpi scompaiano, e due anime non sono più due anime, due esseri non sono più separati… e l’osservazione in quanto testimoni continua. Quello è il tuo processo interiore di meditazione che prosegue ininterrotto: osservi…
Dopo che il tuo orgasmo si è acquietato, mentre scompare lentamente, osservalo. Osservalo mentre sopraggiunge, osservalo mentre esplode, osservalo mentre si acquieta di nuovo e tu ritorni al tuo stato fisico normale. A questo punto non abbiate fretta di separarvi, restate insieme per un po’.
Nel Tantra questo è chiamato “l’orgasmo di valle”; qualcosa che milioni di persone non conoscono, il primo era un “picco di orgasmo”: vi siete incontrati al culmine delle vostre energie, adesso quel picco è scomparso, ma ogni vetta ha di fianco a sé una valle, senza una valle non può esserci alcuna vetta!
Quindi, se riuscite a restare in una osservazione silenziosa, insieme, resterete sbalorditi: un altro orgasmo, di una bellezza totalmente diversa, una diversa profondità, una gioia diversa… l’orgasmo di valle! E fino a quando l’orgasmo di valle non scompare, e di nuovo ritornate alla normalità, non separatevi. Nel frattempo l’osservazione distaccata continua.
Quando vi separate, non mettetevi subito a dormire: qualcosa di estremamente essenziale è ancora presente. Giocate ancora un po’: avete sollevato un tale subbuglio in tutte le vostre reciproche energie, nel corpo e nella mente, che è necessario vi massaggiate a vicenda il corpo, che giochiate con i vostri corpi. E dolci fragranze di incenso, fiori, luci di candela, musica… se vi sentite di danzare, potete danzare. Ma il testimone continua…
Perché insisto nel dire che l’osservazione deve continuare?
Lo sottolineo perché, se lo esercitate molte volte; un giorno potrai provare il semplice osservare, senza il tuo uomo, senza la tua donna, da solo!
Nella stessa stanza, nella stessa atmosfera, con lo stesso incenso che crea gli stessi ricordi, la stessa luce, lo stesso ambiente… e tu inizi semplicemente a essere presente: osservi, seduto lì. Ed ecco che ti aspetta una sorpresa incredibile: tutto ciò che è accaduto con la donna, inizia ad accadere semplicemente dentro di te, senza la donna o senza l’uomo. Lentamente inizi a muoverti verso un picco di orgasmo: la stessa esperienza senza alcuna espressione fisica, biologica. Poi raggiungi l’orgasmo di valle: la stessa esperienza.
Attraverso l’amore hai appreso la meditazione e hai anche appreso l’amore attraverso la meditazione. E le due cose continueranno ad arricchirsi vicendevolmente; questo porterà maturità a entrambe le persone. E la maturità libererà l’intelligenza repressa, la consapevolezza, l’amorevolezza, la compassione; e distruggerà la gelosia, la rabbia, l’odio. Porterà in te cambiamenti incredibili: quei cambiamenti saranno la prova che sei sul sentiero giusto.

Osho

Single per scelta? ( da Memorie di una vagina)   1 comment


https://memoriediunavagina.wordpress.com/2015/05/

Una delle domande che, in qualità di single, mi mette più in difficoltà ricevere è: “Sei single per scelta?“. All’apparenza non potrebbe che trattarsi di domanda retorica che a volte allude al fatto che tu sia single per volere di terzi in quanto affetta da qualche particolare forma di repellenza antropologica o biologica (tipo che soffri di reflusso e c’hai il fiato che manco lo zolfo sulfureo, oppure che sei una centrifuga-palle cronica, oppure che sei un cesso). Altre volte, invece, l’interlocutore s’aspetta che tu debba vomitare con disinvoltura, insieme alle tue interiora emotive, iddio sa quale illuminante verità sociale.

Ogni volta che la suddetta questione mi si pone, io vado in screen saver per qualche secondo, sulla mia faccia compaiono i pesciolini di Windows 98 e provo a pensare una risposta intelligente a una domanda demenziale.

Perché, in verità, cosa significa essere single per scelta? Significa che ho gruppi organizzati di spasimanti respinti che ciclicamente avanzano proposte nei riguardi della mia persona? Significa che, al contrario, vorrei tantissimo un cavaliere templare al mio fianco ma purtroppo il mio Sacro Graal non è abbastanza sacro? Significa che ho condotto un’accurata swot analysis della condizione di single, preferendola alla condizione di accoppiata? Che sono troppo cazzuta? Che sono sfigata? E poi perché me lo chiedi in quel modo, come se fossi una dissidente, la no global del sentimento, la no tav del materasso?

No. Non mi sono mai svegliata una mattina dicendo:”Bene, io da oggi voglio essere single forevvah”.

No. Non sono circondata da scapoli favolosi che pendono dalle mie piccole labbra e che io respingo in qualità di amazzone metropolitana.

Sì. Ho naturalmente fatto un’accurata swot analysis della condizione di single, perlustrandone i pro e i contro.

No. Non sono single per scelta di qualcun altro. Non sono stata mollata di recente, non esiste uomo con cui io brami costruire due-cuori-e-una-capanna che insensibilmente mi rifiuti in favore di una cubista slava.

No. Non sono sfortunata. Penso che le nostre vite sentimentali siano frutto delle scelte che facciamo o che non abbiamo il coraggio di fare, più che della fortuna. Penso che siamo noi che decidiamo cosa procurarci, anche senza accorgercene. Penso che in amore esistano sia i rimorsi che i rimpianti e, più si cresce, più quelli si mischiano, e dipanare le matasse diventa un casino.

Tuttavia, no, non ho scelto di essere single.

Non ho scelto di NON avere mai un accompagnatore in qualsiasi situazione pubblica, dal matrimonio dell’ennesima amica alla serata di capodanno.

Non ho scelto di NON avere una famiglia e dei figli.

Non ho scelto di NON amare nessuno e di non essere amata in quel modo così socialmente auspicabile e rassicurante, come in una monogama coppia eterosessuale, anagraficamente allineata.

Non ho scelto di NON dare ai miei genitori la tranquillità di sapere che ho un gesuccristo accanto con cui spartire problemi e gioie.

Non ho scelto nulla di tutto questo.

Ho scelto altro.

Ho scelto di non avere accanto un uomo che non mi rispetti.

Ho scelto di non avere accanto un uomo che io non rispetto.

Ho scelto di scoprire il valore della mia libertà.

Ho scelto di non essere sessualmente insoddisfatta.

Ho scelto di non dire bugie. E di non ascoltarle.

Ho scelto di sporcarmi i piedi con la polvere, invece che nasconderla sotto al tappeto.

Ho scelto di guardare in faccia la solitudine per capire che è senz’altro migliore di un uomo sbagliato.

Ho scelto di non essere verbalmente violenta.

Ho scelto di non annoiarmi.

Ho scelto di non simulare. Né l’amore, né l’orgasmo.

Ho scelto di non essere parte di una coppia infelice.

Ho scelto di non essere vittima.

Ho scelto di non essere carnefice.

Ho scelto di affrontare i miei demoni e di scoprire i miei limiti.

Ho scelto di essere quella che sono.

E, nel più profondo della mia vagina, resta il fatto che un giorno mi piacerebbe essere co-autrice di una storia. Sana. Adulta. Consapevole. Normale.

A tratti felice.

Pubblicato 22 agosto 2015 da sorriso47 in amore, anima e corpo, sesso, single, vagina

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A Gift of Love” (Un dono d’amore )   Leave a comment


Intervista a Deepak Chopra di Tim Miejan.

Microfono puntato su un altro grande personaggio della nuova era, il “medico New Age” indiano, che da molti anni si è trasferito negli Stati Uniti, dove, tra l’altro, è diventato la “guida spirituale” di numerose star dello spettacolo.

Al di là di facili malizie, si tratta effettivamente di un uomo affascinante, che sembra vivere davvero molte delle splendide cose che scrive.

E ascoltarlo è comunque un piacere.

Qui, prendendo spunto dalla realizzazione del suo primo CD musicale, ci parla soprattutto del rapporto d’amore, con se stessi e con la vita, oltre che con un partner.

– Il suo ultimo lavoro, “A Gift of Love” (Un dono d’amore), è un potente tributo all’amore. Perché ha scelto Rumi? –

“Jalaleddin Rumi nacque nel 1207 e fu un Sufi. All’interno delle cerchie di Sufi islamici, viene considerato un profeta e riverito come tale”. –

– Era un mistico? –

“Senza dubbio. Parlava soprattutto dell’esperienza dell’amore. Diceva che, in un vero rapporto, due persone possono trovare l’una nell’altra e, perciò, aprire la porta all’esperienza di Dio. Ed il modo migliore di trovare Dio è attraverso il rapporto umano.

Rumi dice che nel rapporto umano si entra in contatto e si comunica con un’altra anima; che il rapporto è la cosa più importante nella vita.
L’esistenza senza rapporti sarebbe impossibile. La comunione non implica soltanto la fiducia, ma la parità e la sensibilità, nonché un livello di comunicazione aperta, onesta e fiduciosa. Ma ciò rappresenta soltanto il preludio alle varie fasi dell’amore, tra le quali figurano l’attrazione, l’infatuazione, l’intimità, l’arrendersi, la passione e l’estasi.

L’obiettivo fondamentale è l’esperienza dell’estasi, che è il nostro stato primordiale ed originario. E questa estasi è letteralmente la trascendenza dal mondo ordinario e mondano al mondo della magia e del mistero. L’estasi giunge attraverso l’amore e attraverso l’accesso a livelli sempre più profondi di comprensione dell’amore. “L’amore non è un semplice sentimento. L’amore non è una semplice emozione. L’amore è la verità fondamentale alla base della creazione.

E la verità fondamentale alla base della creazione è che esiste uno soltanto di noi che finge di essere tanti di noi.

Quando parliamo di amore per noi stessi, non parliamo di amore per il nostro ego, o per l’immagine che abbiamo di noi, ma parliamo di intimità con una parte più vasta di noi stessi. Una volta arrivati a quella parte di noi stessi che è il fondamento del nostro essere, riconosciamo l’esistenza di un’intelligenza che governa l’attività della nostra mente e del nostro corpo. E quando ci sintonizziamo maggiormente con essa, ci rendiamo conto che si tratta della stessa intelligenza che governa l’attività di tutte le
menti e di tutti i corpi, nonché, in effetti, di tutto l’universo.

Questo significa sperimentare coscientemente l’unità di tutto ciò che esiste. Ed è quando sperimentiamo questa unità che siamo innamorati. Ed essere innamorati è la nostra condizione originaria. E trovare questa condizione originaria significa superare la paura della mortalità, che è alla base di qualsiasi altra paura.

La coscienza dell’unità del tutto è quello stato di consapevolezza in cui sai veramente, a livello di esperienza, che tutti noi siamo un’unica cosa, che l’osservatore e la cosa osservata, l’amante e l’amato, colui che conosce e l’oggetto della sua conoscenza sono tutti lo stesso essere, sia pure in guise diverse. La coscienza dell’unità è l’intelligenza che in realtà fa di noi un’unica cosa, ma che si differenzia nell’apparente separazione che esiste tra di noi”.

– E quale è il collegamento tra l’amore e l’energia che collega ogni cosa? –

“L’amore è il mezzo per trovare questo collegamento”.

– Dunque, quando ci innamoriamo, si apre davanti a noi una porta che conduce a questa consapevolezza? –

“Quando qualcuno si innamora per la prima volta, entra in contatto con lo spirito. Dentro di sé, perde le abituali certezze, il che costituisce uno dei primi modi di esplorare l’ignoto, che è spirito. Chi è innamorato si distacca dalle cose mondane, triviali. E’ pervaso da un senso di meraviglia, è più esposto, più vulnerabile, ma anche più spensierato, più allegro. Sono questi i segni del fatto che, in realtà, sta sperimentando una connessione con lo spirito. E’ anche uno stato d’innocenza.
Pensi a un bambino”.

– Ed è l’essere nel momento presente. –

“Quando si è innamorati, si sta nel momento presente. Quando si è allegri e scherzosi, si sta nel momento presente. Quando si ha l’innocenza, si sta nel momento presente. E in realtà, è questo l’unico momento che esiste. Il momento presente è l’unico che non ha mai fine. Tutto il resto è nell’immaginazione. E’ la nostra immaginazione che ci distoglie dall’essere innamorati”.

– Esistono dei modi per rimanere ininterrottamente in questo stato? –

“Sì. Innanzitutto, sentirsi a proprio agio con ciò che si è. Quando cerchiamo di non essere chi siamo, ci mettiamo addosso costantemente delle maschere, e in questo modo ci priviamo del nostro fascino. Il nostro fascino deriva dalle nostre contraddizioni, dal sentirci a nostro agio con le nostre contraddizioni. Il nostro fascino deriva dalla sicurezza interiore che avere delle debolezze non significa essere imperfetti, ma completi. Se si vuole fare esperienza dell’amore, la prima cosa da fare è sentirsi a proprio agio con se stessi. E’ un altro modo per dire: ama te stesso. Ma bisogna anche imparare a non giudicare il comportamento degli altri. Non bisogna aspettarsi nulla in risposta al proprio atteggiamento amorevole. Quest’ultimo rappresenta la sua stessa ricompensa. Bisogna credere profondamente di essere degni d’amore. Bisogna imparare a dare sempre. Se si fa questo, allora ci si sente davvero innamorati”.

– Ed una società piena d’amore sarebbe davvero straordinaria! –

“Una società piena d’amore guarirebbe di certo le ferite della nostra anima, perché è quello di cui siamo alla ricerca. E’ questa la base di tutte le guerre, di tutto il razzismo, ed anche della profanazione del nostro pianeta e della nostra ecologia. Tutto questo deriva dall’incapacità di entrare in contatto con quella parte di noi stessi che è piena d’amore”.

– Nel suo CD, lei parla della differenza tra Amore e Attaccamento. Nella nostra società attuale c’è molto attaccamento collegato all’amore. –

“Sì, è una cosa terribile che facciamo. L’attaccamento deriva dal preoccuparsi solo di sé, dall’autocommiserazione, dal dare importanza solo a sé e dal lamentarsi per sé. E’ perciò il vero contrario dell’amore. L’attaccamento è incentrato su di Me, non su di Te. E l’amore, nel vero senso, non è incentrato su di Me, ma su di Te. E’ la capacità di dare, di permettere, di lasciare che le persone siano ciò che sono. Vede, quando si è davvero innamorati, non si sente la necessità di pensare a se stessi. Quando si è in quello stato di consapevolezza in cui non si ha la necessità di manipolare, controllare, blandire, convincere, insistere, pregare, o sedurre, allora si è davvero innamorati. Tutto il resto è soltanto una maschera della presunzione”.

– Lei afferma nel libretto che accompagna il CD che una delle sue missioni è trovare guarigione ed amore. –

“La mia missione sta andando sempre più in quella direzione: guarigione, amore e servizio”.

– Il fatto di aver realizzato questo CD sta ad indicare che Rumi ha rappresentato per lei un’ispirazione. –

“Rumi è stato una delle maggiori ispirazioni nella mia vita, fin da quando ero bambino. Nella mia infanzia, sono cresciuto nutrendomi molto di poesia, sia orientale sia occidentale, grazie ai miei genitori che me ne leggevano ogni sera, quando era il momento di andare a letto. Sono stato molto influenzato dai poeti visionari. Rumi era un poeta che andavamo certamente ad ascoltare la sera quando le persone ne recitavano i versi e danzavano. E, subito dopo Rumi, c’era Tagore, il poeta indiano. A dire il vero, attualmente sto lavorando ad una nuova traduzione delle poesie di Tagore, che affrontano il fenomeno della morte e il modo in cui possiamo superare la paura della morte. Sono poesie davvero belle e raffinate”.

– Lei ha fatto riferimento, prima al collegamento, tra l’amore ed il superamento della paura della morte. –

“Sì. Il superamento della paura della morte deriva unicamente dal trovare quella parte di se stessi che non muore. Il corpo muore, la mente muore, le emozioni muoiono, l’intelletto muore e l’ego muore – si spera! – ma c’è una parte di sé che non muore. L’anima è fondamentalmente un coagulo d’amore con un po’ di software karmico registrato sopra”.

– Mi chiedo se, nel nostro processo di evoluzione come esseri umani, ci stiamo evolvendo anche nel modo di comprendere l’amore. –

“Credo di sì. Le varie fasi dell’evoluzione della coscienza umana sono ben delineate nella tradizione vedantica. I Vedanta descrivono sette stadi distinti nell’evoluzione della coscienza: il primo stadio è quello di sonno profondo, poi si passa a quello onirico, alla veglia, a quello in cui si intravede l’anima, alla coscienza cosmica, alla coscienza divina e, infine, alla coscienza dell’unità. “Man mano che ci evolviamo attraverso questi stadi, acquisiamo spontaneamente gli attributi dell’amore. Siamo in grado di essere felici e di provare compassione e amore. Abbiamo la capacità di provare gioia anche quando attraversiamo un momento di agitazione, e siamo in grado di estendere questa gioia agli altri. Ci sentiamo connessi alla parte creativa dell’universo, al mistero che tiene insieme tutto. Sentiamo altresì che la nostra vita ha un senso e uno scopo. E tutto questo fa parte della nostra sempre maggiore capacità di sperimentare l’amore”.

– Qual è la principale barriera che ci separa dall’amore? –

“La non conoscenza di noi stessi. La distrazione. Il fatto di non essere collegati alla nostra essenza. Trascorriamo più tempo con chiunque altro che con noi stessi. Veniamo indottrinati, ci viene fatto il lavaggio del cervello, siamo programmati per trascorrere il nostro tempo praticamente con qualsiasi cosa ci distragga. Siamo distratti continuamente da preoccupazioni assai ordinarie e viviamo una vita davvero inconsapevole. Diventiamo una massa di riflessi condizionati, innescati da persone e circostanze per portarci a dei risultato totalmente prevedibili. Quando guardate la televisione e vedete, per esempio, i politici, in realtà sullo schermo state vedendo dei bambini di cinque anni in corpi vecchi. Non c’è stata alcuna crescita, alcuna evoluzione, alcuna maturità. Ciononostante, queste persone hanno raggiunto livelli straordinari di successo nella società. In effetti, sono le persone che ci governano”.

– Mi chiedo cosa le piaccia fare nella sua vita privata, quando si trova in uno spazio aperto… –

“Mi piace andare nuotare sott’acqua, mi piace paracadutarmi da un aereo, mi piace andare in deltaplano, oppure mi piace semplicemente mettermi seduto a scrivere, o a leggere delle belle poesie di Rumi”.

– Non riesco ad immaginarla mentre vola su un deltaplano… –

“E invece lo faccio abbastanza spesso con i miei figli”.

– Molte persone hanno paura di un’esperienza del genere. –

“Ogni paura, in realtà, non è che paura dell’ignoto. Una volta che cominci a gettarti nell’abisso dell’ignoto, ti accorgi che ciò comporta un senso di esaltazione che il noto non riuscirà mai più a procurarti”.

– E quando riesci a superare una paura, è facile superarle tutte. –

“E’ vero. Assolutamente”.

(Deepak Chopra)

Pubblicato 14 agosto 2015 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, coscinza, Verità

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La Compassione è il rimedio universale   Leave a comment


Solo la compassione è terapeutica, perché tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore. Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d’amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere. Da qui la sofferenza che crea complessi d’ogni genere.

Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. In realtà, senza amore l’anima non nasce neppure – non arrivi nemmeno al punto di pensare alla sopravvivenza.

Ecco perché sostengo che la compassione è terapeutica. Ma che cos’è la compassione? È la forma più pura d’amore. Il sesso è la forma più bassa dell’amore, la compassione la più alta. Nel sesso il contatto è soprattutto fisico, nella compassione è soprattutto spirituale. Nell’amore, sesso e compassione sono mescolati, fisico e spirituale sono mescolati. L’amore è a metà strada tra il sesso e la compassione.

Puoi anche chiamare la compassione preghiera, oppure meditazione. È in ogni caso la forma più alta dell’energia. La parola compassione è molto bella: comprende in sé passione — la passione dev’essere raffinata al punto da non essere più passione ma diventare compassione.

Nella compassione dai solamente; nell’amore sei grato perché l’altro ti ha dato qualcosa. Nella compassione, sei grato che l’altro abbia accettato qualcosa da te; sei grato perché l’altro non ti ha rifiutato. Eri venuto con dell’energia da dare, con tanti fiori da condividere, e l’altro te l’ha permesso, è stato ricettivo. Sei grato perché l’altro è stato ricettivo.

La compassione è la forma più alta dell’amore.

L’angoscia più grande nella vita è quella di non riuscire a comunicare, a condividere. L’uomo più povero è colui che non ha nulla da condividere, o che, pur avendo qualcosa, ha perso la capacità, l’arte di condividerla – allora è veramente povero.

L’uomo sessuale è veramente povero; al confronto l’uomo che ama è più ricco. L’uomo di compassione è il più ricco di tutti: è in cima al mondo. Non ha né confini, né limiti. Dà, e poi va per la sua strada. Non aspetta neppure che tu gli dica grazie; condivide la sua energia con grandissimo amore.

Questo è ciò che chiamo terapeutico.

Se la compassione non ti è ancora accaduta, non pensare di aver vissuto bene o di aver vissuto affatto.
La compassione è la fioritura. E quando accade a una persona, milioni possono essere guariti. Chiunque si avvicini a quella persona verrà sanato. La compassione è terapeutica.

Osho, A Sudden Clash of Thunder

Anime gemelle e Kundalini…   Leave a comment


Quello della riunione con la Fiamma Gemella è un dono che giunge d’improvviso dall’alto. Tale dono sopraggiunge quando si è pervenuti alla giusta maturità spirituale. Rappresenta la fase finale del ciclo delle reincarnazioni prima dell’Ascensione ed è per questo che si affronterà con sufficiente serenità un cambiamento così complesso e radicale avviatosi il quale si comprenderà che la riconnessione con la Fiamma Gemella equivale all’assolvimento di un compito importantissimo: alla luce della verità, si è chiamati a diffondere tra gli uomini quel messaggio d’amore che gli stessi hanno dimenticato. Si è angeli in terra e quel divino dal quale si è provenuti ritorna ad essere la vera realtà in virtù della quale vivere e far vivere.
La consapevolezza di tutto questo, però, avviene lentamente e solo dopo aver superato degli stadi di evoluzione non semplici.

Il sentore che c’è qualcosa di diverso in quell’incontro appena verificatosi è immediato.

Dal primo momento senti l’altro dentro come presenza viva, quando ci sei insieme sembra di essere in un altrove senza tempo, con i suoi occhi nei tuoi occhi potresti andare avanti per ore e continuare ad esplorare l’infinito.

È un aversi costante nel cuore, la priorità assoluta è incontrarsi per guardarsi e anche senza parlare comunicare quanto dall’Eternità si ha da raccontarsi. Tutto acquista una luce differente quando ci sei insieme, è un valore unico che rimane impresso a fuoco dentro. La cosa incredibile è che ti sorprendi a fare gesti nei suoi confronti che sono di una familiarità che non comprendi da dove possa provenire e questo da subito.

Tu pensi e l’altro svela i tuoi pensieri. Hai la certezza che il sogno sia un’altra realtà in cui incontrarsi e viversi e spesso durante la notte ti ritrovi d’improvviso ad aprire gli occhi verso quello squarcio dischiusosi lì davanti a te dal quale il suo viso ti sorride e ti accarezza con lo sguardo. Assurdo!


L’assenza momentanea dell’altro porta ad una sofferenza complessa e senza paragoni, il cuore pena intensamente e si placa solo all’incontro successivo. Il bisogno di accompagnarsi è immenso.
Spesso ci si ritrova stesi sul letto o sul divano, con gli occhi fissi al soffitto per ore a domandarsi cosa stia succedendo, chi sia questa persona, come possano accadere cose così straordinarie.
È tutto vero? È pazzia?
No, non è pazzia, è l’inizio del risveglio dal lungo sonno che consentirà, attraverso una vera e propria metamorfosi, di ritornare ad essere gli esseri divini originari, al servizio del divino amore che ci sovrasta.
È l’energia dello spirito, la kundalini, che si desta e pervade entrambi, a far sì che tutto questo accada: da quel momento il processo di purificazione e di elevazione ha inizio. La purificazione che la kundalini opera consente ai chakra di aprirsi: il passaggio nei chakra del fuoco sacro depura e avvia la rigenerazione che terminerà nell’innalzamento. Crolla la dualità e ti ritrovi ad essere in due un unico individuo che pulsa all’unisono con l’universo che inglobi e che al tempo stesso ti ingloba. Il cuore unico delle fiamme riunitesi si apre alla Coscienza Cosmica che permette la comprensione, dona consapevolezza, schiude alla compassione e all’amore.

Tutto questo, inizialmente, è faticoso da sopportare fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Destabilizza, disorienta, sembra di non avere niente più a che fare con la realtà che fino a poco prima appariva stabile, concreta; la vivi con distacco! In verità ti senti al di sopra di tutto questo e cominci a “vedere”.
Una nuova coscienza si fa strada espandendosi e ti senti far parte di un tutto che non ha confini, che ti libera dalla convenzione, dai limiti nei quali hai vissuto: le sbarre della prigione si dissolvono. Non conosci più la paura! sei certo di quanto senti provenire dal cuore e con coraggio trovi il modo di portarlo avanti.
Concetti complessi e appartenenti alla Conoscenza, per intuizione, affiorano nell’essere. Cerchi risposte nella ricerca e quando trovi conferme ti domandi come sia possibile possederli e allora vai sempre più in profondità e ti rendi conto che è il tuo cuore che serba tali ricchezze in te, da sempre e che solo ora cominci a sperimentarle.
Stati alterati di coscienza ti portano ad avere esperienza delle vite passate, ti permettono il contatto con dimensioni superiori, ti ritrovi a poter annullare lo spazio spostando il tuo corpo astrale (bilocazione), riesci a prevedere il futuro, ad essere telepatico, con l’energia dell’Uno puoi guarire: ti apri alla Coscienza Cristica. Vuoi in tutti i modi far qualcosa muovendoti all’interno delle orme del Cristo per operare nella verità che da lui è stata predicata come via per la vera vita, quella che hai compreso essere e che desideri sia compresa dai più.

http://viaveritasvita.net/via/amore-spiritualita/il-risveglio-della-kundalini-nelle-fiamme-gemelle/

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