L’educazione al Tantra.. una Spiritualià..appresa attraversi i sensi fisici..( Tantra..education)   Leave a comment


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Il Tantra si pratica essenzialmente nei piani del corpo eterico – energetico.

La vera realtà dell’uomo è quella che riesce a percepire attraverso i suoi sensi. Il nostro cervello, il nostro corpo hanno delle specifiche capacità percettive ma limitate solo ad una banda di frequenze. Possiamo udire ma solo fino ad una certa distanza, o vedere fino ad una certa profondità e così pure tutti gli altri sensi. Ed è solo attraverso queste specifiche capacità di percezione che abbiamo costruito la nostra realtà.
Abbiamo, ad esempio, oggettivamente deciso di chiamare arancione una specifica lunghezza d’onda, una frequenza, poichè tutti la percepiamo nello stesso modo. Su queste comuni percezioni abbiamo standardizzato tutto il nostro vivere ed il convivere con il mondo circostante.
Sappiamo, però, che questa non è l’unica realtà, animaletti di appena un centimetro, le api, riescono a vedere la luce ultravioletta e noi no. Altri animali vedono solo in bianco e nero, altri vedono solo le cose verticali e non quelle orizzontali. Immaginate come può vederci un cavallo o una mucca.
Durante una conferenza, mi fu chiesto come potesse accadere che una persona riuscisse a percepire “presenze” negative in un luogo anche a distanza di anni.
Quelle che noi chiamiamo “presenze negative” sono in ogni caso “energie” che hanno un loro “peso” un loro “volume” e sono soggette a rimanere stazionarie in quei luoghi dove si sono prodotte o trasportate proprio grazie a questa “pesantezza”. Un campo elettromagnetico che assorbe altre energie circostanti ricaricandosi continuamente e acquisendo forza e vitalità.
La Meditazione, lo Yoga, il Tantra e tante alte dottrine, se praticate costantemente, con ardente desiderio e forte volontà riescono, col tempo, a “sviluppare” questi sensi grossolani del corpo e del cervello rendendoli più sottili e con maggior capacità percettiva.
Ecco che allora si riesce a “sentire” oltre le normali frequenze ma non esattamente come possiamo credere con i nostri sensi. I suoni all’inizio sono più distorti, la vista più appannata e così via. Col tempo, con la pratica e l’esperienza si possono avere risultati migliori, a volte eccellenti (i Maestri).
Chi possiede queste facoltè percettive più ampliate può sicuramente avvertire quel tipo particolare di frequenze, negative o positive che siano.
Queste persone vengono chiamate sensitivi o Rishi (veggenti) nell’antica India. In verità esiste una grande differenza tra sensitivo e veggente ma di questo ne parliamo un’altra volta.

Il Tantra adotta attraverso tutte le sue tecniche il fine di amplificare queste percezioni. Da quanto ho potuto apprendere in tutti i miei studi, anche se può apparire esagerato, il Tantra è la conoscenza più potente per conseguire in breve tempo queste capacità, questo sviluppo.
Il Tantrico, che lo faccia da solo o in coppia, lavora su un piano vibrazionale diverso da quello fisico, lavora sul piano energetico.
Attinge energia potentissima dal piano energetico (il secondo corpo eterico collegato al primo e secondo chakra) nutre maggiormente la linfa vitale, ringiovanendo. Tutto il corpo rimane coinvolto e si accende di una nuova Luce.
La coppia si scambia volontariamente energia da un polo all’altro. L’accumula o la scarica in determinati organi, attraverso il desiderio, il piacere, la sessualità, la dirige e l’amplifica.
Attraverso il tatto sviluppa la capacità di percepire energia dall’altro semplicemente sfiorandolo, sente il corpo vibrare dell’altro come energia che passa attraverso un conduttore, sente il respiro che entra ed esce dal suo corpo, vede il corpo dell’altro che inizia a brillare in un gioco di luci meravigliose, ne sente il sapore e l’odore penetrante.
L’amplesso, nelle alte sfere del Tantra, si conclude con una grande esplosione che ingloba i due corpi fino a trasformarli in una sola fiamma di Luce. (vedasi le banali foto porno che spesso si accompagnano alla parola Tantra).
Il Tantra trascende la fisicità del corpo grossolano, il Tantra agisce sul corpo energetico come un punto indispensabile di partenza verso piani più alti, verso esperienze più sublimi. E’ l’azione sul corpo energetico che darà la giusta energia affinchè si risvegli la Kundalini ed inizi il suo percorso verso l’immortalità, verso il suo adorato Shiva.

di ciò che è oltre in ciò

La metafisica tantrica si basa su alcuni principi fondamentali. Un primo principio si può comprendere con il seguente proverbio indiano “Ciò che è qui (nel microcosmo dell’essere umano) è ovunque (nel macrocosmo), ciò che non è qui (nel microcosmo dell’essere umano), non esiste in nessun luogo (nel macrocosmo). (Kularnava Tantra)

Questo proverbio indica lo specchiarsi fondamentale dell’universo nel nostro essere e il nostro specchiarci nell’universo. Così come l’uomo dorme e poi si sveglia, così anche in natura si alternano la notte e il giorno. Così come esiste a livello umano l’attrazione polare tra l’uomo e la donna, così accade a livello planetario con i poli magnetici ed elettrici. Così come le piccole immagini del proiettore e le grandi immagini dello schermo hanno la stessa matrice, così anche l’universo e l’uomo sono uniti e si specchiano perfettamente l’uno nell’altro. Per sottolineare questa idea, merita menzionare il fatto che nel frontespizio del tempio di Delfi sono scritte in greco le seguenti antiche parole: “Conosci te stesso e conoscerai cosi l’intero Universo”. Un famoso proverbio cabalistico afferma: “L’uomo è un mondo più piccolo, ma il Mondo che è “la Casa” è un grande uomo”. (Rabbi Isaac Daman, cabalista del XIV secolo).

Il secondo principio del tantra è descritto dal Lama Govinda: “Il bene e il male, il sacro e il profano, la sensualità e la spiritualità, il materiale e il trascendente, samsara (ignoranza) e nirvana (illuminazione) non sono completamente opposte, essi sono due facce della stessa realtà”. Questo principio differenzia il tantra dalla maggior parte delle vie spirituali che separano il sacro dal profano, l’amore dal desiderio, la spiritualità dal materialismo. Il tantra fa sparire lo spazio tra il peccato e la virtù; esso unisce “ciò che è” con “ciò che dovrebbe essere” e mostra la continuità inseparabile dello spirito nella materia, della mente nel corpo, dell’infinito nel finito, di ciò che è oltre in ciò che è qui e dell’eterno “essere” nel suo divenire nel “tempo”.

Secondo questa prospettiva il tantra cerca di utilizzare ogni particella di vita come uno strumento nella via dell’evoluzione spirituale, poiché esso non nega i processi primari come: il dormire, il mangiare, l’eliminazione delle secrezioni o i bisogni sessuali. L’energia della passione e del desiderio non deve essere perduta ma dovrebbe essere controllata. “Ogni processo, ogni desiderio, per quanto poco elevato sia, porta con sé il battito di sacralità che il tantra insegue per identificare e portare alla luce” (John Blofield, autore del libro “Misticismo tantrico in Tibet”).

Alcuni adepti occidentali osservano il tantra come una pratica erotica del tipo Kama Sutra e utilizzano le tecniche sessuali come certi strumenti necessari nella pratica spirituale. Questo approccio ha generato il cosiddetto neo-tantra che è stato scherzosamente chiamato dai Lama tibetani il “California tantra”.

Questa incomprensione ha origine nel fatto che l’estasi beatifica che si raggiunge con il vero tantra è confusa con il momento dell’orgasmo durante un atto amoroso normale. Entrambi sono sperimentati in modo naturale all’interno delle relazioni erotiche tantriche. Lo scopo del tantra però non è quello di sperimentare il piacere in modo superficiale ma di andare molto più in profondità, ad un livello ben differente.

Possiamo ora parlare di cos’è veramente il tantra e del motivo per cui esso fu creato e ci fu offerto, così come fu descritto dai rishi (saggi indiani): “Gli uomini saggi che hanno raggiunto la suprema realizzazione del Sé, una volta che hanno percepito e compreso che tra il proprio sé e quello divino non esiste alcuna differenza, essi sono diventati uno con il Sé Divino. Si sono liberati da ogni desiderio e passione individuale, nel momento in cui hanno percepito e hanno compreso che tutte le loro azioni in questa vita sulla terra sono guidate da Dio; allora hanno raggiunto la liberazione suprema. Coloro che hanno visto che Dio si riflette in ogni aspetto in questa terra, hanno raggiunto la pace interiore e sono diventati uno con l’Intero Universo, percependo i segreti della vita eterna”. In questo paragrafo, i rishi descrivono la realizzazione ultima dell’uomo, che è la rivelazione del Sé Supremo immortale, Atman, e la fusione beatifica con Dio Padre.

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Per poter comprendere a cosa si riferisce il testo, esaminiamo analiticamente gli elementi essenziali che lo compongono utilizzando una metafora semplice:

L’unione tra l’anima individuale con quella Suprema, così come una cellula comprende che è parte di un intero corpo;

La liberazione da ogni desiderio personale, analogicamente con la cellula che comprende e che chiede ossigeno per realizzare il suo ruolo nell’organismo;

Comprendere il fatto che il Sé Supremo è il motore di tutto ciò che accade nell’intera manifestazione, per analogia con una cellula che “comprende” che tutto ciò che è in lei e attorno a lei è creato dall’intero corpo;

Lo stato di pace beatifica del Sé (qui la metafora con la cellula non è più valida) è uno stato che niente può perturbare. Una profondità che non conoscerà mai il movimento, come se non fosse niente, come se non fosse stato niente e non lo sarà mai, come quando tutte le forme sono svuotate dall’essenza.

Questa realizzazione spirituale può sembrare fantastica all’uomo normale e per coloro che sono all’inizio di questa via; il tantra gli offre una pratica che rende spirituale ogni momento del presente, fa si che ogni camera diventa un tempio, ognuno sembra diventare una bacchetta d’oro e ogni viso umano, un viso di Dio.

  1. I principali aspetti divini che il tantra fa conoscere al mondo sono: Shiva, il principio maschile, l’aspetto Cosciente, il nucleo della creazione; e Shakti, il principio femminile, la Creazione in divenire. Entrambi sono riuniti e trascesi in Paramashiva, il Supremo Assoluto. L’intera realtà è percepita come il gioco di questi due princìpi. In questo gioco, Shiva gioca il ruolo di testimone, l’osservatore che sperimenta la creazione in uno stato di pace, di calma. Shakti, gioca il ruolo dell’energia creatrice ed è lei stessa creazione e manifestazione. Si può aggiungere, analogicamente, che Shakti è il sogno e Shiva il sognatore, che Shakti è l’universo, tutta l’esperienza e Shiva è la luce attraverso la quale è percepita e vissuta.

    Shakti ha molti aspetti: Kali, la forza del tempo; Tara, la forza della compassione; Tripura Sundari, la forza dell’amore e della bellezza; Lakshmi; Parvati; Dhumavati, la forza del vuoto e molte altre. Tutti questi aspetti di Shakti ballano di fronte a Shiva e insieme a Lui, essendo polarizzati da Lui, e attraverso il loro ballo fanno apparire e scomparire tutti gli aspetti della manifestazione, come la creazione e la distruzione, la vita e la morte, il vuoto e il pieno.coppia nuda

    Il più famoso simbolo di Shiva in unione con Shakti, di fatto è una della rappresentazioni più importanti dell’India, è chiamato “Shiva Lingam” – “Lingam”, l’organo sessuale maschile all’interno di una “Yoni”, l’organo sessuale femminile, in fusione. Questi due principi, Shiva e Shakti, si ritrovano in ogni essere umano e la loro unione si riflette a livello dell’anima. Per poter spiegare ciò possiamo prendere esempio dal bisogno di indipendenza dell’uomo, (paragonato al principio maschile universale che nell’essenza è trascendente e intatto, Shiva come Coscienza, oltre la mente) e il bisogno della donna di intimità (paragonata al principio femminile universale che è nell’essenza l’amore, in una permanente unione con tutto ciò che esiste, nascosta ma mai separata, Shakti come energia creatrice fondamentale, abbracciando tutto).

    Il tantra, come scienza spirituale tradizionale eminentemente praticata, parte dai principi metafisici che sono alla base dell’universo e formula, sulla loro base, i principi pratici efficienti per trasformare l’uomo, partendo dal corpo fisico e continuando con le profondità della sua anima. Alcuni testi tantrici menzionano tre vie tantriche diverse:

    1. “la via Kaula” che include certi processi (inclusi i rituali) tantrici che determinano l’amplificazione e la trasmutazione del potenziale erotico, la sublimazione ascendente dell’energia e il risveglio della Kundalini Shakti (descritta come un serpente dall’enorme forza concentrata, ha la forma di una spirale alla base della colonna vertebrale, in Muladhara chakra). Questa energia colossale, quando è “risvegliata” e “innalzata”, risale lungo la colonna vertebrale provocando nello stesso tempo anche una trasformazione spirituale;
    2. “la via Misara” combina diverse tecniche tantriche (sia interne che esterne) che hanno proprio lo scopo di innalzare l’energia Kundalini nella zona del cuore, al centro del petto, Anahata chakra. Le prime due fanno parte del cosiddetto “tantra della mano sinistra”, Vama Marga;
    3. “la via Samara”, fa parte del cosiddetto “tantra della mano destra”, Dakshina Marga. In questa via non ci sono rituali tantrici esterni. Per questa via, l’identificazione con i principi maschili e femminili si realizza in modo simbolico, interno, con le meditazioni, ascetiche. Queste hanno lo scopo di sublimare l’energia Kundalini Shakti nella zona della testa, nel centro sottile di forza Sahasrara.

    In questo senso, i traduttori moderni sottolineano il fatto che questa via, Samara, è la più elevata e la più pura tra le tre. D’altra parte Kularnava tantra, uno dei più importanti testi sul Tantra, considera che la prima via, la via Kaula, che ha le più numerose implicazioni nelle azioni e nella vita su questa terra, è la più elevata tra le tre. Ancor più, si menziona il fatto che una sintesi perfetta delle tre vie è la miglior via da seguire, piuttosto che seguire separatamente ogni via.

    Cos’è e cosa non è il Tantra

    Applicato nella coppia, il tantra è un tipo di meditazione in due che trova la sorgente nell’unione dei principi fondamentali femminili e maschili e il cui motore è l’energia sessuale. È l’invito a scoprire le dimensioni sacre degli incontri amorosi e il mezzo per far vibrare all’unisono il corpo, l’anima e la coscienza. Questo però non si realizza in un solo giorno. È una via che richiede l’impegno in ogni momento della vita come se fosse l’ultimo.

    Il tantra è la celebrazione della vita, una festa del “qui e adesso”, per quello che accade, indifferentemente da ciò che accade o come accade. È un culto della natura e della vita, in cui nessun aspetto non è rinnegato: l’interiore, l’esteriore, la gioia, il dispiacere, il riso, il pianto, la mania, la fiducia, il dubbio, l’ombra e la luce. Il tantra non è né repressione né indecenza, sapendo che l’una è il vettore dell’altra. Esso è ciò che è in modo cosciente.

    Il tantra non è un corso di educazione sessuale e nemmeno una semplice tecnica di contraccezione, attraverso la ritenzione dello sperma. Considerare solo questo aspetto significa perdere il mistero del tantra. È vero, come vedremo, che una respirazione molto lenta permette la ritenzione dell’eiaculazione e il prolungamento dell’atto amoroso. Però comportandosi in questo modo l’uomo rischia di perdere spontaneità, innocenza e il suo lato istintivo nell’insieme; la mente prende il controllo e non c’è più spazio per la meditazione. L’essenza del tantra non è la tecnica ma è “l’amore”, è “preghiera”, un rilassamento del cuore che crea uno spazio in cui l’uomo e la donna si fondono.

    Nel tantra ritroviamo l’innocenza del bambino, impariamo di nuovo a giocare con la persona amata senza pianificare l’atto sessuale, poiché il progetto falsifica il gioco e rompe il contatto con il vissuto del momento. L’accettazione totale di ciò che accade determina l’apertura dell’anima. L’incontro è vero perché ognuno dei due possa mostrarsi così com’è. Non c’è niente da dimostrare, niente da difendere, niente da proteggere. Due esseri vivono una relazione d’amore autentico. Non conta il tempo, l’età o le condizioni esterne; solo il momento presente è quello che conta. Quanto più ci assumiamo il rischio di essere noi stessi nel momento presente, quanto più la relazione si radica, si riempie e fiorisce.

    Il tantra non è un corso tecnico, utilizza alcuni metodi e tecniche che possono permettere un’apertura verso il mondo tantrico e che presuppongono una pratica costante e molta perseveranza. Incontrare un’esperienza tantrica potrebbe essere una delle risposte benvenute al caos sociale e affettivo attuale.

    Il tantra non è neanche una filosofia, neppure una religione nel senso dogmatico del termine. Esso non si oppone a nessuna delle due. È un’esperienza essenziale e spirituale. È religione nel senso di “legare”, “annodare”, che ristabilisce il legame tra il sotto e il sopra, tra il cielo e la terra, tra il sesso e la coscienza divina. Nella sua natura profonda, il tantra è una scienza, un’esperienza unitaria del corpo, dell’anima e della mente. Ci mostra una via spirituale la cui pratica genera un’esperienza verificabile di espansione della coscienza che permette la liberazione.

    Tantrismo e Yoga

    Lo yoga e il tantra formano il filone primitivo della tradizione spirituale indiana, essendo profondamente legate alla filosofia universale. Si è scritto e discusso molto su queste discipline spirituali ma a causa della profondità e del simbolismo nascosto esse rimangono, per la maggior parte, opache all’Occidente. Mantenuto segreto per molti secoli, il tantra rimane misterioso ed enigmatico ed è costantemente presente in una moltitudine di tecniche yoga, soprattutto nelle forme tibetane. Investigando conseguentemente, esso appare come una scienza originale sull’uomo, in cui le forze cosmiche si mischiano con la filosofia, la psicologia, la magia e lo spirito. Il tantra offre una visione pratica e su più livelli, rispetto all’essere umano, una teoria unificata che spiega gli aspetti più intimi del comportamento umano sfuggiti alle normali ricerche. Uno studio dettagliato del tantrismo contribuirebbe all’arricchimento delle scienze contemporanee e della psicologia in un modo nuovo e originale.

    Lo scopo ultimo di tutte le forme di yoga è di indicare la via di integrazione perfetta nella Realtà obiettiva e di realizzare un’unione armoniosa tra i diversi livelli della manifestazione dei fenomeni cosmici. Lo scopo principale è di agire in perfetta concordanza con l’armonia e l’attività cosmica superiore. Per questo, attraverso molteplici forme di yoga, la coscienza del praticante yoga è espansa e la capacità di percezione superiore è sviluppata e amplificata al massimo. Queste caratteristiche sono comuni a tutte le discipline spirituali e il tantra yoga non costituisce eccezione.

    Il tantra concepisce l’universo come una rete di energie invisibili, estremamente complessa e multi-dimensionale. Questa scienza permette l’espansione controllata della coscienza oltre questa rete di apparenti illusioni e libera così dall’ignoranza. Il tantra è chiamato anche Vama Marga ovvero “la Via della mano Sinistra” poiché la donna, che rappresenta l’influenza lunare, la polarità negativa o sinistra, gioca un ruolo essenziale in questa Scienza. Tuttavia la via qui raccomandata non è formata da negatività e austerità come nella maggior parte degli altri sistemi spirituali, ma è una via dell’accettazione, del piacere e della beatitudine. La tradizione tantrica mostra chiaramente che lo stato d’integrazione armoniosa e di libertà spirituale può essere ottenuto attraverso l’esperienza diretta e il vivere la vita di ogni giorno. I livelli inferiori di coscienza non possono essere controllati senza sforzo e superati senza essere completamente e freneticamente vissuti, intensamente e in modo totale, nella pienezza dei loro poteri.

    I vantaggi dell’orgasmo prolungato

    Un articolo di Gregorian Bivolaru

    I due amanti che si uniscono con amore, solo praticando la continenza, si dilettano con la loro passione. Gli effetti benefici che appaiono in quei momenti paradisiaci, anche se non si è disposti a pensare alla salute, alla bellezza, all’immunità o alla guarigione da diverse malattie, sono comunque consistenti. In questo modo, i due amanti contribuiscono notevolmente alla salute e all’armonia interiore, attraverso l’orgasmo prolungato che raggiungono praticando la continenza sessuale. Essendo perfettamente naturali e multipli, i vantaggi della continenza sessuale sono così molto più numerosi di qualsiasi terapia classica esistente al giorno d’oggi nel mondo.

    Gli scienziati americani hanno constatato di recente che il periodo di tempo “fino a che la cosiddetta morte separa gli uomini” dura, di solito, molto più della vita di coloro che non praticano la continenza sessuale. Si è rilevato infatti che in media gli uomini che praticano sistematicamente la continenza sessuale vivono 15-20 anni più degli altri. Dopo una lunga ricerca, i medici americani hanno fatto la seguente scoperta: quasi il 43% degli uomini che non praticano la continenza sessuale muoiono prima di coloro che praticano la continenza sessuale. Le stesse ricerche hanno dimostrato inoltre che coloro che non praticano la continenza sessuale si rivolgono tre volte di più ai medici rispetto agli uomini che vivono una vita matrimoniale e praticano sistematicamente la continenza sessuale.

    L’amore realizzato solo con continenza sessuale rende gli uomini più belli. Il professore Jim Henderson dell’università di Chicago afferma:”Gli ormoni secreti in abbondanza nel caso di coppie che praticano sistematicamente la continenza sessuale assicurano la miglior irrigazione della pelle con il sangue. Grazie a questo, i tessuti diventano in breve tempo più elastici e alcune delle rughe esistenti in una prima fase intorno agli occhi e alla bocca si chiarificano e dispaiono come per magia”; sia durante che in seguito l’unione amorosa realizzata con continenza, l’organismo umano realizza una mobilitazione totale delle riserve immagazzinate che si manifesteranno in seguito in una o nell’altra forma. Si consuma anche il glucosio accumulato nel fegato e nei tessuti muscolari, così come le riserve di grasso. Durante un atto sessuale realizzato solo con continenza si consumano oltre 1.300 calorie. L’amore realizzato solo con continenza rende il corpo più elastico. Si rilassano, allo stesso modo, i bronchi e un torrente d’ossigeno arriva ai polmoni. Nel sangue arrivano le endorfine secrete dall’organismo. Ciò rende la persona felice e quasi insensibile al dolore. Una di queste sostanze (endorfina) è 200 volte più potente della morfina. Nel momento dell’estasi amorosa che può durare mediamente 30-40 minuti, i due amanti continenti sono sopraffatti dalla felicità e non sentono più la pressione e neanche la temperatura.

    L’amore realizzato solo con continenza è incomparabilmente più efficiente e piacevole del jogging (correre). L’azione dell’estasi amorosa che appare alla fine, dopo che i due amanti hanno vissuto all’unisono circa 50-70 orgasmi intensi e profondi (questo senza che l’uomo eiaculi assolutamente) si risente molto intensamente e a lungo quasi per i 7 giorni seguenti. Tutti i sensi iniziano ad amplificarsi e a rinnovarsi. Il torrente di ormoni che appare inizia l’azione in profondità. L’anima e il corpo dei due amanti esulta e spesso si sentono spontaneamente telepaticamente ed empaticamente, anche a distanza, essendo sopraffatti dalla gioia ineffabile della scoperta di Dio che gli si rivela come amore. Sentendo pienamente tutto ciò, l’essere umano è più spesso disteso e felice.

    Sapendo tutto ciò possiamo capire perché i vissuti spirituali che sono mobilitati dalla perdita dell’amore possono condurre ad un dolore ai denti estremamente acuto, cosi come spiega il prof. Hans Muller-Phalbusch, della clinica universitaria di stomatologia di Monaco, che è arrivato a questa conclusione dopo 15 anni di ricerca. Il professore dottore in sociologia Wolfgang Schultz ha intrapreso una ricerca molto interessante in riferimento all’influenza che esercita l’insufficienza della vita amorosa-sessuale sulla salute dell’essere. L’uomo che non ama, e che non riceve così amore, soffre molto più spesso degli altri suoi simili di cefalee, irregolarità del metabolismo, bulimia, dolori intensi all’addome, nervosismo e insonnia.

    L’amore in coppia realizzato solo con continenza rafforza i nervi, guarisce dai dolori e riduce notevolmente l’aggressività. Anche al cuore è molto necessario l’amore intenso e costante per rimanere sano. In primo luogo, ci riferiamo alle donne: se esse non hanno uno o più legami amorosi intensi e duraturi, sono molto più esposte alle malattie cardiache delle rappresentanti felici del gentil sesso che praticano sistematicamente la continenza amorosa.

    Anche per coloro che non conoscono la continenza sessuale esistono davvero molti effetti evidenti nelle azioni esercitate da una vita sessuale intensa. Per esempio, la cantante Tina Turner, da molto oltre i 50 anni, è più attraente e più interessante di altre giovani. Secondo le sue testimonianze, lei stessa ha salvaguardato la sua bellezza grazie all’amore, vivendo sempre secondo il principio che tutto quello che è splendido e che dona felicità non si trova nel passato, ma neanche nel futuro piuttosto nel presente ADESSO e QUI. In questa direzione merita ricordarci l’affermazione di Cicerone, grande oratore e stimatore della vita di ogni giorno, più di 2000 anni fa: “Non iniziare mai ad interrompere e non smettere mai di iniziare”. Dobbiamo quindi utilizzare questo dettame per praticare la CONTINENZA SESSUALE. Parafrasando questa citazione dobbiamo proprio per questo convincerci che: non dobbiamo mai iniziare ad interrompere la continenza sessuale e non dobbiamo mai smettere di praticarla sempre meglio.

    Tra i famosi praticanti contemporanei della continenza sessuale il cantante STING, le attrici RAQUEL WELCH e MAE WEST.

    L’alchimia tantrica – Preziosa sostanza dell’amore

    L’atto sessuale tantrico ha alla base tutti i concetti esoterici fondamentali del Tantra, senza i quali questa pratica particolare non ha quasi nessun senso. Secondo David White, uno dei principali conoscitori occidentali della spiritualità tantrica, il tantra è rasa. Questo termine ha molti significati, si riferisce ai fluidi essenziali che sostengono la vita, conosciuti dai tempi vedici. I fluidi corporei – in particolare il seme e le secrezioni vaginali – sono stati considerati fin dall’origine della spiritualità sostanze cariche di potere, che l’aspirante, trovandosi sulla via che porta alla libertà e immortalità, deve controllare con la più grande attenzione. I chiaroveggenti vedici parlavano di soma, il nettare divino, che permetteva loro di stare in compagnia delle divinità. Questo concetto è stato assimilato anche alle idee di amrita, il nettare dell’immortalità, la cui controparte cosmica è retas, il seme divino. Nella Kaula-Jnana-Nimaya per esempio, amrita è descritta come veritiero stato di Kaula, essenza della pratica e della realizzazione tantrica.

    Il tantra ha sfruttato questi simboli arcaici, che sono stati, allo stesso modo, la base del quadro concettuale dell’Ayurveda e dell’alchimia. Nel primo di questi due sistemi, rasa significa plasma, uno dei costituenti somatici (dhatu) insieme al sangue, la carne, il grasso, le ossa, il midollo, il seme e nelle donne il sangue mestruale. Nel secondo sistema per rasa s’intende il mercurio, il seme di Shiva. I paralleli che esistono tra il tantra, l’Ayurveda e l’Alchimia hanno la loro origine nella filosofia che concettualizza l’universo in termini sessuali o erotici, come creazione di Shiva e Shakti. Nell’alchimia praticata nell’India medioevale, il fluido sessuale della Dea era paragonato alla mica (un minerale) e il suo sangue mestruale con lo spirito. Si credeva esso potesse produrre oro insieme con il seme di Shiva, ovvero il mercurio. Nelle scuole tantriche di mano sinistra e in alcune scuole Kaula, le donne durante la mestruazione erano considerate molto desiderabili.

    Yoga-Shikha-Upanishad spiega l’espressione composta raja-yoga come la fusione tra il sangue mestruale (rajas) con il seme (retas). La libera interpretazione ha portato, tra l’altro, all’apparizione di alcune pratiche di hatha yoga come vajroli-mudra.

    La sessualità – un’arte alchemica

    La sessualità non è mai stata “morale”, è amorale in quanto tale. Codificare l’appetito sessuale, inquadrarlo in nomi che non gli sono specifici non solo è inutile, ma rivela anche la totale mancanza delle conoscenze sulle sue immense possibilità generatrici d’energia sottile come, in realtà, essa è: una vera opera alchemica. Non esiste niente e nessuno da giudicare, d’analizzare, tutto sta nella comprensione di sé, per sé. È necessario comprendere sperimentalmente, nel proprio essere, la natura delle nostre pulsioni e delle passioni e l’avvicinarsi alla nostra sessualità delinea una vera arte. Questa arte fa appello alla coscientizzazione viva e precisa degli impulsi fisiologici durante la fusione amorosa, alla percezione chiara e cosciente dei processi sottili che fanno nascere il desiderio e conducono il piacere al culmine dell’estasi.

    La tradizione tantrica, così come quella taoista, nasconde reali tesori sulla natura alchemica della sessualità umana. Partendo da ciò, per capire le prospettive della sessuologia transpersonale, dobbiamo imparare prima di tutto a percepire e a sentire. Imparare a percepire e a sentire “quello che è”, ecco una via di realizzazione integrale dell’atto amoroso (e di fatto, dell’intera nostra vita), non frammentata da piaceri passeggeri e senza sostanza. Così per comprendere profondamente la natura umana, l’alchimia “delle energie di vibrazione”, dobbiamo sperimentare la diversità dei fenomeni psicosomatici e spirituali e scoprire i loro intimi processi.

    Quando il desiderio è percepito nelle sue manifestazioni sottili, energetiche, nella loro matrice, si produce una metamorfosi dell’attrazione sessuale che era, fino a questo momento, localizzata strettamente a livello organico. La diffusione del piacere si manifesta allora attraverso la voluttuosità amorosa che nasce al di là delle funzioni della personalità umana (emozioni, sentimenti) e alle volte anche indipendentemente da questa.

    L’amore sensuale può essere considerato come vera arte solo quando tra i due amanti esiste un sentimento autentico d’amore. Se i due amanti possono vivere l’amore, la gioia o riconoscere l’altro, possono poi “scivolare” nella relazione duale del piano dell’identificazione corporea e vivere pienamente il piacere che può diventare in queste condizioni un trampolino verso stati superiori di coscienza. L’emozione sessuale precede spesso l’atto sessuale. Essa è, in modo eccezionale, vissuta nei momenti di passaggio da un livello organico grossolano ad un livello emotivo più sottile, ma non permette in nessun caso, da sola, ad una vera alchimia. Rendere alchemico l’atto amoroso presuppone così una perfetta conoscenza della propria sessualità, un controllo immenso sull’energia sessuale e l’esistenza di un amore puro e incondizionato.

    “Il fuoco della passione è al di là di tutto la voluttuosità dell’eternità”

    Le forme fisiche dei desideri determinano i gusti e le attrazioni sessuali, mentre l’aspirazione profonda di questi desideri è in sé quello di realizzare la pienezza, lo stato di unità. Osservando da un punto di vista superiore, l’atto amoroso non è un semplice soddisfacimento del desiderio fisico, istintuale. Di fatto è un’aspirazione interiore per perfezionare quell’opera alchemica grazie alla quale si unificano il principio Maschile, solare con il principio Femminile, lunare, allo scopo di perfezionare l’essere.

    Ecco quindi una nuova visione sulla sessualità, che potrebbe sconvolgere molte persone. “Può l’atto sessuale aiutare l’essere umano a raggiungere lo stato perfetto e liberarsi” di cui parlano i mistici? La risposta è semplice e molto reale: Si.

    Il desiderio d’amare, la volontà di piacere e lo sforzo di portare gioia nell’altro provengono tutte dall’aspirazione interiore dell’essere umano di unirsi con se stesso nella beatitudine universale. “Il fuoco della passione” di cui si dice si accende tra gli innamorati è, nell’essenza, al di là di tutto, una voluttuosità dell’eternità. L’orgasmo è così cercato e desiderato dagli uomini, non perché è solo una sensazione estremamente piacevole e intensa, ma anche perché è ciò che ci estrapola dal tempo e ci offre l’occasione di percepire il gusto dell’eternità. Sapendo tutto ciò, un essere umano cosciente e spirituale può, vivendo l’atto sessuale amoroso pieno di trasfigurazione ed emozione spirituale, arrivare al culmine della vita spirituale che altri raggiungono solo con le preghiere e le meditazioni.

    Così, l’orgasmo non appartiene esclusivamente al piacere; esso è transostanziale, in modo essenziale, esso appartiene a quella natura immateriale, potremmo dire spirituale, di noi stessi.

    L’alchimia dell’amore – la scienza della plenitudine

    I ricercatori sostengono che la percezione è quella che può liberare il desiderio, ovvero che la realizzazione del desiderio implica il distacco totale da esso. Nello stato di coscienza normale, percepiamo in un certo modo l’esterno, molto spesso senza renderci conto di ciò che percepiamo. Potremmo dire così che non “percepiamo” ma soltanto sogniamo la percezione, poiché lo stato normale in cui ci troviamo può essere paragonato con lo stato incosciente di quando sogniamo.

    Nello stato di pura coscienza, però, la percezione diventa un modo di esistere. La presa di coscienza sull’esterno ci facilita l’accesso alla vera esistenza e alla sua essenza, pura beatitudine.

    Nel caso dell’atto erotico cosciente, che trasfigura ed è continente, la percezione diretta è fonte di piacere e voluttuosità. Porci nel mezzo delle percezioni, coscientizzarle pienamente e controllarle rappresenta la chiave fondamentale verso l’arte alchemica dell’amore sensuale. Dobbiamo solo imparare a vivere in modo cosciente e pieno il piacere erotico e ad intuire, con uno sforzo coscientemente orientato, la natura divina di questo piacere. Fonderci con noi stessi attraverso la fusione con la persona amata, nel piacere, lasciarci coscientemente avvolgere nella beatitudine dell’amore, penetrare l’estasi e lasciarci penetrare dall’estasi, questa è la vera alchimia dell’amore, di fatto, la scienza della plenitudine.

    La respirazione cosciente, associata all’atto sessuale-amoroso, favorisce una percezione complessiva e sottile sull’intero corpo, così come un maggior controllo sui flussi energetici. Questa associazione cosciente della respirazione col sentire produce una “sostanza lucida” nella coscienza di colui (o colei) che sperimenta e sviluppa una nuova visione sull’esistenza nell’insieme, e sui vissuti amorosi in particolare.

    Respirando con un ritmo controllato e regolato, accendiamo il “fuoco della passione” e nello stesso tempo lo teniamo sotto controllo. Fermare la respirazione nei momenti apice del piacere quando l’energia diventa difficile da controllare, induce implicitamente a fermare tutti i processi afferenti l’atto amoroso erotico e ci proietta spontaneamente in uno stato di vuoto in cui possiamo vivere, se siamo sufficientemente coscienti, l’esperienza di comunione con Dio. L’apparizione di uno iato (pausa) in un momento orgasmico massimo, ci proietta in una dimensione oltre lo spazio e il tempo, senza spazio e senza tempo in cui, avendo diretto accesso alla percezione dell’eternità, possiamo ritrovare la nostra vera natura divina, il nostro Sé Divino.

    Partendo così dal caldo e dall’effervescenza iniziale del “fuoco sacro” durante le unioni amorose con continenza, possiamo arrivare ad una conoscenza non-duale luminosa, innocente e pura. Qui viviamo una nuova percezione penetrante, di fatto, non-percezione, uno sperimentare diretto, un fondersi con ciò che è inesprimibile, illimitato, ineffabile, Divino. Questo nuovo modo di sentire, al di là di qualsiasi attributo qualitativo e quantitativo, al di là di qualsiasi dimensione o localizzazione spazio-temporale, appare e si sviluppa nell’indicibile e sconosciuto. Possiamo solo dire che Esiste o che Nasce in ogni momento in noi stessi e attraverso noi stessi.

    Le fasi della fusione amorosa tantrica

    I testi esoterici orientali distinguono, in generale, quattro tappe nell’unione amorosa che sono intimamente legate ai quattro centri di forza principali dove l’energia sessuale è in seguito concentrata e trasformata. Le quattro tappe si esprimono molto spesso con segni erotici specifici: il sorriso incantevole, seducente, lo sguardo carico d’amore, l’abbraccio pieno d’amore e l’unione amorosa profonda e totale.

    Il tantra considera che le tappe dell’atto amoroso riflettono una cosmologia importante che lega tra loro la quadrupla amplificazione delle emozioni, dei processi psichici, le consacrazioni spirituali, i tipi di coscienza, i centri psichici, le meditazioni, i suoni primordiali, i colori, le forme, le visioni e le gioie estatiche, ai quattro Momenti sacri dell’Unione chiamati Varietà, Sviluppo, Perfezione e Trascendenza. Nel tantra si ritrova più volte l’affermazione: “Tutto si sviluppa in quattro tappe”. Ciò si applica soprattutto nella via della sessualità cosmica trasfiguratrice che si ritrova negli insegnamenti sacri della cultura dell’Est.

    Comprendendo la genesi naturale dell’atto amoroso, la coppia perfettamente continente può controllare e canalizzare l’estasi sessuale in un senso ascendente, evolutivo. Partendo dalle esperienze personali profondamente spirituali si possono sperimentare nella coppia differenti livelli d’orgasmo, arrivando fino all’orgasmo cosmico che rappresenta la premessa alla liberazione totale.

    I livelli di coscienza e i vissuti amorosi  

    L’evoluzione quadruplicata dell’estasi, dal sorriso seducente all’atto amoroso divenuto cosmico, è legata alle modifiche biofisiche che appaiono in entrambi gli amanti e alle loro esperienze psico-fisiche. L’onda beatifica dell’estasi amorosa passa per i quattro territori spirituali del desiderio, del contatto fisico, dell’aspirazione, della passione elevata e ci fa sprofondare nella trascendenza. In queste quattro tappe il sentimento euforico dell’amore è amplificato e sublimato. Per comprendere perfettamente gli insegnamenti del taoismo e del tantra, è molto importante imparare a riconoscere la quadrupla natura della sessualità in tutte le sue manifestazioni. Il tantra afferma che il sorriso seducente, lo sguardo erotico e l’abbraccio amoroso intimo sono tutti livelli terrestri della sessualità, mentre l’unione sessuale fisica propriamente detta non è terrestre, o in altre parole è “sottile”.

    Nello stesso modo, gli elementi terra, acqua, fuoco e aria che corrispondono ai centri di forza dalla sessualità fino all’ombelico e al cuore (MULADHARA CHAKRA, SWADHISTHANA CHAKRA,MANIPURA CHAKRA e ANAHATA CHAKRA), si riferiscono alla salvaguardia dell’esistenza fisica; l’elemento etere e il centro sottile di forza nella regione della gola (VISHUDDHA CHAKRA) si riferiscono al perfezionamento dell’esistenza fisica; la sfera mentale cosmica e il centro sottile di forza nella regione del capo (AJNA CHAKRASAHASRARA) si trovano in stretto legame con la trascendenza e di conseguenza si riferiscono all’esistenza non fisica.

    Ognuna di queste quattro tappe dell’estasi amorosa si lega intimamente ad un tipo predominante di coscienza, correlata con un certo genere d’esperienza spirituale e sono così considerate un’iniziazione differenziata nella tradizione tantrica.

    I Quattro Momenti e le Quattro Gioie che gli corrispondono sono profondamente ineffabili e non possono essere descritti poiché quasi non esistono parole adatte. Devono essere coscientemente sperimentati con gioia da una coppia aperta, unita, tenera, innamorata e PERFETTAMENTE CONTINENTE. Meditando sul quadruplo mistero dell’erotismo elevato e trasfiguratore, si possono sperimentare stati di trascendenza della coscienza fisica limitata e stati d’amore divino.

    La donna come iniziatrice  

    Una bella donna, sensuale e intelligente è iniziatrice con la stessa YONI con cui, in una vita precedente, ha dato alla luce l’uomo. Una simile donna è iniziatrice con gli stessi seni con cui in una vita precedente ha allattato il suo uomo attuale. Una simile donna è iniziatrice con la stessa bocca che ha calmato un tempo il suo uomo oggi. La donna cosciente della sua bellezza, piena di sensualità e intelligenza, è suprema iniziatrice nel Tantra. KAULARAHASYA

    Tutte le culture antiche che hanno un fondamento esoterico che si perde nelle notti dei tempi, hanno tradizioni che lodano il potere di iniziatrici delle donne. L’Egitto, la Grecia, L’Arabia, il Tibet e la Cina, tutte condividevano questa fondamentale convinzione. La donna era considerata l’incarnazione della bellezza, della sensualità e della vitalità amorosa, allo stesso tempo guardiano del potenziale creatore. Ogni essere umano nasce dalla YONI di una donna; ogni uomo desidera rientrare in questo territorio della femminilità perturbante con il contatto sessuale illimitato (che si realizza solo attraverso la REALIZZAZIONE DELLA PERFETTA CONTINENZA).

    Il saggio Socrate chiese di essere istruito nell’arte dell’amore da Diotima. Iniziandolo, Diotima ha sottolineato l’importanza della percezione della bellezza che si risveglia nell’amato, grazie alle capacità di queste caratteristiche di stimolare l’altro, in secondo luogo gli ha insegnato la segreta scienza di elevare la passione sublimandola dal piano sensuale a quello spirituale. Gli insegnamenti tantrici segreti accentuano lo stesso aspetto. La bellezza fisica è molto preziosa ma essa, da sola, senza una sua coscientizzazione da parte della donna, anche molto bella, non è sufficiente. Il potere e il significato della bellezza dell’anima superano di molto quella superficiale così come ci dimostra anche l’esempio di Socrate.

    Gli ideali di bellezza sono descritti dai testi indiani come il KAMA SUTRA e ANANGA RANGA. Diversi tipi di donne e uomini sono suddivisi in categorie diverse, secondo le loro caratteristiche fisiche, emotive e mentali. NAYIKA SADHAN TIKA afferma che la donna con cui qualcuno desidera praticare l’Arte dell’Amore deve “Essere molto bella e straordinariamente sensuale, deve avere uguali e quanto più sviluppati armoniosamente sia il corpo sia la mente. La sua improvvisa apparizione aprirà la misteriosa porta dei vissuti spontanei ed elevati e sedurrà la mente”.

    Un altro testo dichiara poeticamente: “La donna scelta deve essere nel fiore della sua bellezza, con gli occhi seducenti che scagliano frecce d’amore, i suoi lineamenti devono esprimere, da soli, positività, labbra piene di nettare, grossi seni, bei fianchi e belle gambe armoniosamente sviluppate, un corpo pieno e armonioso simile ad una canna delicata e sinuosa, allora presentandosi al suo amato deve essere vestita di seta vivacemente colorata”.

    HEVAJRA TANTRA, un importante testo indiano, afferma: “Colui il quale è realmente evoluto nello yoga deve onorare la madre e la sorella, cosi come le danzatrici, le lavandaie, le donne al di fuori della casta e quelle nobili, nello stesso modo. Egli deve unire il suo Scettro con il Loto della sua Saggezza senza perdere assolutamente il seme. In seguito a questo rituale si ottiene la liberazione, se i fluidi misteriosi sono armoniosamente focalizzati in “SAHASRARA”. Questa affermazione apparentemente enigmatica attira l’attenzione sul potere gigantesco dell’iniziazione alla femminilità. Poi ci è offerto il seguente chiarimento: “GNOSIS (la conoscenza segreta fondamentale) è chiamata “mamma”, poiché dà alla nascita il mondo; allo stesso modo è anche chiamata “sorella”, poiché il suo affetto è costante; è chiamata “danzatrice” a causa della sua natura intensa, fremente e passionale; è chiamata “lavandaia” poiché dà colore a tutti gli esseri, è chiamata “al di fuori delle caste” poiché la sua essenza suprema interiore (ATMAN) non può essere toccata”.

    Il formidabile potere della donna iniziatrice è enorme, consta in primo luogo nella sua attitudine mentale rispetto alla sensualità considerata solo in senso spirituale. Assumendo un ruolo attivo ed esplorando con coraggio l’intera serie di segreti sessuali durante l’atto amoroso, una bella donna, sensuale e intelligente può conferire un grande potere sottile spirituale al suo amato. Questo potere enigmatico è la forma più elevata di SHAKTI, è l’espressione diretta dell’intuizione aperta, è all’unisono “l’energia della saggezza”, spontanea e allegra, che può velocemente allontanare, sia per lei sia per il suo uomo, tutte le barriere. Una simile donna deve iniziare il suo amato con audacia nella sua esperienza spirituale. Il successo risiede quindi nella pura sponntaneità, nella sua capacità di aver fiducia in se stessa e di focalizzarsi con potere sugli elevati ideali nella sua aspirazione sincera, di offrire “qualcosa di speciale e d’indimenticabile” al suo amato. L’enorme fiducia in se stessa è la condizione essenziale in tutti i rituali d’iniziazione e proprio la dea presente in ogni donna, risvegliata grazie ai processi di trasfigurazione, è l’iniziatrice.

    La regina Dakini la Misteriosa ha assorbito tutte le dee pacifiche e furiose nel suo corpo divino. Ha trasformato Yogi Padma in un seme-suono che si riposa sulle sue labbra e con cui ha pronunciato la Benedizione segreta della Lunga Vita. Poi ha inghiottito questo seme-suono e, all’interno del suo stomaco, Padma ha ricevuto l’iniziazione segreta alla Compassione Illimitata. Nella regione di KUNDALINI, al centro della sessualità, Dakini ha conferito l’iniziazione al corpo, alla parola e alla mente.” (PADMA THANG YIG)

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Pubblicato 26 settembre 2015 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, Scuola, soul, Tantra

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