Possiamo noi, in quanto adulti, generare nuovi neuroni? La neuroscienziata Sandrine Thuret dice che è possibile   Leave a comment


 

Possiamo noi, in quanto adulti, generare nuovi neuroni? La neuroscienziata Sandrine Thuret dice che è possibile e ci illustra ricerche e consigli pratici su come possiamo aiutare la neurogenesi nel nostro cervello, migliorando così l’umore, la memoria e contrastando il declino legato all’invecchiamento.

00:12Possiamo noi, in quanto adulti, generare nuovi neuroni? C’è ancora confusione su questa domanda, in quanto si tratta di un campo alquanto nuovo. Per esempio, parlando con uno dei miei colleghi, Robert,un oncologo, mi diceva: “Sandrine, è misterioso. Alcuni dei miei pazienti a cui è stato comunicato di essere guariti dal cancro continuano a manifestare sintomi depressivi.” Io gli ho quindi risposto: “Beh, dal mio punto di vista è comprensibile. I farmaci che somministri evitano il moltiplicarsi delle cellule cancerogene ma bloccano anche la formazione di nuovi neuroni nel cervello.” Robert mi ha guardata come se fossi matta e mi ha detto: “Ma Sandrine, si tratta di pazienti adulti, negli adulti non si generano nuovi neuroni.” E con suo grande stupore gli ho detto: “Beh, in realtà sì.” Si tratta di un fenomeno chiamato neurogenesi.

01:12[Neurogenesi]

01:14Robert, che non è un neuroscienziato, durante gli studi non ha imparato ciò che noi adesso sappiamo e cioè che il cervello adulto può generare nuove cellule nervose. Allora Robert, da buon medico, è voluto venire al mio laboratorio per saperne di più sull’argomento. L’ho portato in un viaggio in una delle più interessanti parti del cervello in termini di neurogenesi: l’ippocampo. Si tratta di una struttura grigia situata al centro del cervello. Quello che si sapeva già da tempo è che è molto importante per l’apprendimento, la memoria, l’umore e le emozioni Tuttavia, quello che abbiamo scoperto recentemente è che si tratta di una delle rare aree del cervello adulto dove possono essere generati nuovi neuroni. Se sezioniamo l’ippocampo e ingrandiamo l’immagine, quello che si vede qui in blu è un nuovo neurone nel cervello di un topo adulto. Parlando del cervello umano, il mio collega Jonas Frisén del Karolinska Institutet, ha stimato che produciamo 700 nuovi neuroni al giorno nell’ippocampo.Potreste pensare che non sono molti, paragonati ai miliardi di neuroni che abbiamo. Ma raggiunta l’età dei 50 anni, avremo tutti sostituito i neuroni con cui siamo nati in quell’area con neuroni generati da adulti.

02:54Perché questi neuroni sono importanti e che funzioni hanno? Innanzitutto sappiamo che sono importanti per l’apprendimento e la memoria. Abbiamo dimostrato in laboratorio che se blocchiamo la capacità del cervello adulto di generare nuovi neuroni nell’ippocampo, blocchiamo anche particolari capacità della memoria. È vero in particolare per la memoria spaziale e cioè la capacità di muoversi ed esplorare la città.

03:25Stiamo ancora imparando molto, i neuroni non sono importanti solo per la capacità di memorizzare ma anche per la qualità della memoria. E saranno anche utili per aggiungere tempo alla nostra memoria e aiuteranno a differenziare ricordi simili tra loro, ad esempio: come riuscite a ritrovare la bicicletta che parcheggiate ogni giorno nella stessa zona ma in posti leggermente diversi?

03:51E ancora più interessante per il mio collega Robert è la ricerca che stiamo svolgendo su neurogenesi e depressione. In un modello animale di depressione abbiamo notato un livello di neurogenesi più basso.Se somministriamo antidepressivi incrementiamo la produzione di nuovi neuroni e diminuiamo i sintomi depressivi, stabilendo quindi un chiaro collegamento tra neurogenesi e depressione. Ma se si blocca semplicemente la neurogenesi, allora si blocca anche l’efficacia degli antidepressivi. In quel momento Robert capì che proprio come i suoi pazienti che soffrivano di depressione anche dopo essere stati guariti dal cancro, perché i farmaci anti-cancro avevano impedito il generarsi di nuovi neuroni. Certo ci vuole del tempo prima che i nuovi neuroni siano completamente funzionanti.

04:48Pensiamo quindi di avere sufficienti prove per dire che la neurogenesi è un obiettivo di primaria importanza se vogliamo migliorare la formazione dei ricordi o l’umore, o anche contrastare il declino associato all’invecchiamento o quello associato allo stress.

05:07La domanda seguente è dunque: siamo in grado di controllare la neurogenesi? La risposta è sì.Facciamo un piccolo test. Adesso vi proporrò una serie di comportamenti e attività e voi mi direte se secondo voi incrementano o se riducono la neurogenesi. Siete pronti? OK, cominciamo.

05:31Cosa pensate dell’apprendimento? Lo aumenta? Sì. Imparare aumenta la produzione di nuovi neuroni.

05:39E lo stress? Sì, lo stress diminuisce la produzione di nuovi neuroni nell’ippocampo.

05:47La mancanza di sonno? Certo, diminuisce la neurogenesi.

05:53E il sesso? Oh, wow!

05:56(Risate)

05:57Sì, avete ragione, incrementa la produzione di nuovi neuroni. Ad ogni modo, è una questione di equilibrio. Non vogliamo essere in una situazione in cui

06:06(Risate)

06:08il troppo sesso porta a una mancanza di sonno.

06:10(Risate)

06:13E invecchiare? La neurogenesi diminuisce man mano che si invecchia ma è comunque presente.

06:25Per finire, cosa pensate della corsa? Vi lascerò giudicare quello da soli.

06:32Questo è uno dei primi studi compiuto da uno dei miei mentori, Rusty Gage, del Salk Institute, e dimostra come l’ambiente esterno influenzi sulla produzione di nuovi neuroni. Qui potete vedere una sezione dell’ippocampo di un topo che non aveva una ruota per correre nella gabbia. I piccoli punti neri che vedete sono in realtà futuri nuovi neuroni. Mentre qui vedete una sezione dell’ippocampo di un topoche invece aveva una ruota nella gabbia. Potete notare il forte aumento di punti punti neri ovvero i futuri nuovi neuroni.

07:07Per cui l’attività fisica ha un impatto sulla neurogenesi, ma non è tutto. Anche ciò che mangiate ha un effetto sulla produzione di nuovi neuroni nell’ippocampo. Qui abbiamo il campione di una dieta a base di sostanze che hanno dimostrato essere efficaci. Ve ne illustrerò solamente alcune. Una restrizione calorica tra il 20 e il 30 percento incrementa la neurogenesi. Digiuno intermittente, cioè aumentare il tempo trascorso tra i pasti, incrementa la neurogenesi. L’assunzione di flavonoidi, contenuti nel cioccolato fondente e nei mirtilli, incrementa la neurogenesi. Acidi grassi Omega-3, presenti nei pesci grassi, come il salmone, incrementa la produzione di nuovi neuroni. Al contrario, una dieta ricca in grassi saturi avrà un impatto negativo sulla neurogenesi. L’etanolo, il consumo di alcool, diminuisce la neurogenesi. Ad ogni modo, non tutto è perduto; il resveratrolo, contenuto nel vino, aiuta la sopravvivenza di questi nuovi neuroni. La prossima volta che sarete a una cena potrete comunque optare per questa bevanda “a neurogenesi neutrale”.

08:20(Risate)

08:23Per finire, voglio illustrarvene un ultimo, uno bizzarro. I giapponesi sono affascinati dalla consistenza del cibo e hanno dimostrato che una dieta liquida compromette la neurogenesi, al contrario del cibo che richiede maggiore masticazione.

08:41Tutti questi dati, che è necessario analizzare a livello cellulare, sono stati generati usando modelli animali. Questa dieta è anche stata somministrata a delle persone, e abbiamo notato che la dieta regola la memoria e l’umore allo stesso modo in cui regola la neurogenesi, ad esempio: la restrizione calorica aumenta la capacità di memoria, mentre una dieta ricca di grassi aggrava i sintomi depressivi,al contrario degli acidi grassi Omega-3 i quali incrementano la neurogenesi e aiutano a diminuire i sintomi della depressione. Pensiamo quindi che l’effetto della dieta sulla salute mentale, sulla memoria e sull’umore, è in realtà mediata dalla produzione di nuovi neuroni nell’ippocampo. E non è solamente cosa mangiate ma anche la consistenza del cibo, quando mangiate e la quantità di ciò che mangiate.

09:44Da parte nostra, neuroscienziati interessati alla neurogenesi, dobbiamo capire meglio la funzione di questi nuovi neuroni, e come possiamo controllarne la sopravvivenza e la produzione. Dobbiamo inoltre proteggere la neurogenesi nei pazienti di Robert. Da parte vostra, a voi la responsabilità della vostra neurogenesi.

10:06Grazie.

10:07(Applausi)

10:13Margaret Heffernan: Fantastica ricerca, Sandrine. Ti ho detto che mi hai cambiato la vita, adesso mangio tantissimi mirtilli.

10:20Sandrine Turet: Molto bene.

10:22MH: Sono molto interessata alla corsa. Devo proprio correre? O si tratta più in generale di attività aerobica, di portare ossigeno al cervello? Potrebbe trattarsi di qualsiasi tipo attività?

10:35ST: Quindi, al momento, non possiamo dire se si tratta proprio della corsa in sé, ma pensiamo che tutto ciò che di fatto incrementa il flusso sanguigno al cervello, sia di beneficio.

10:50MH: Quindi non devo mettere una ruota nel mio ufficio?

10:53ST: No, non devi.

10:54MH: Oh, che sollievo! Magnifico. Grazie mille Sandrine Thuret.

10:58ST: Grazie Margaret.

10:59(Applausi)

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Pubblicato 17 novembre 2015 da sorriso47 in Attualità, neurogenesi, scienza, Scuola, spiritualità

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