L’uomo è un essere vivente..(Man is a living creature)   1 comment


L’uomo è un essere vivente…ed in ogni istante della sua vita..non è..ciò che potrebbe essere

e magari..diventerà (Erich Fromm).

fromm

Ci sono persone che anche di fronte ad eventi tragici della loro vita..hanno accettato il cambiamento ..il dolore,la paura o la gioia sperimentata..sono stati motivo di un cammino

diverso e non atteso; che ha trasformato le loro esistenze..in un bagliore.(Frida Kahlo è una di queste)

 

Frida Khalo,ritratto con teschio

Frida Kahlo,la donna,i suoi amori,la sua arte

Affrontare il Cambiamento
di Gabriella d’Albertas

http://www.convinzioni.it/page16/page56/page56.html

l cambiamento è davvero una delle poche certezze della nostra vita. Cambiamo noi e cambia tutto intorno a noi, a volte più in fretta a volte più lentamente, a volte in modo più evidente altre volte in modo più sottile, ma inesorabilmente.

Ogni cambiamento costituisce una piccola morte, ci troviamo a dover lasciare qualcosa, qualcosa che spesso per noi era diventato un riferimento, per guardare verso un futuro che, nel momento del cambiamento, ci appare incerto e a volte minaccioso, soprattutto se si tratta di un cambiamento che ci fa paura o definiamo ‘negativo’.

cambiamento 1

Eppure il cambiamento è un processo naturale, sano, il cambiamento è indissolubilmente legato alla crescita: senza cambiamento non esiste crescita, né fisica, né emotiva, né spirituale. Il cambiamento è alla base stessa della nostra evoluzione, è il fattore dell’evoluzione. Una vita senza cambiamento sarebbe in realtà già una morte.

A volte i cambiamenti si portano dietro fiumi di lacrime, sentimenti di impotenza e di disperazione, insieme a parti di noi infrante, ma, paradossalmente, è proprio nel cambiamento che costruiamo il nostro potere e la nostra felicità. Non un potere e una felicità ‘esterni’ e quindi fragili, ma ‘interni’, profondi e stabili.

E’ importante riconoscere che non c’è nulla di pericoloso o di male nel cambiamento, eccetto che la nostra interpretazione, il giudizio negativo che attribuiamo ad esso. Ciò che rende doloroso il cambiamento non è tanto ciò che avviene -i fatti in quanto tali- ma il nostro modo di interpretarli.

Quando cambia qualcosa, ci affrettiamo a etichettare la nuova situazione come ‘buona’ o ‘cattiva’, ‘giusta’ o ‘ingiusta’, ‘una fortuna’ o ‘una sfortuna’, mentre se fossimo davvero onesti con noi stessi dovremmo ammettere che non ne sappiamo davvero nulla delle conseguenze di quel cambiamento!

Quante volte qualcosa che abbiamo giudicato a prima vista catastrofico si è poi rivelato più avanti una benedizione?

Nella visione spirituale non esistono situazioni negative, esistono solo opportunità di crescita che possiamo cogliere o meno. Se le coglieremo faremo un passo verso la consapevolezza, mentre se non le coglieremo ci ritroveremo presto ad affrontare situazioni analoghe.

L’Universo è molto paziente, solo noi abbiamo una gran fretta di arrivare da qualche parte, ma il divino che è in noi sa perfettamente che il nostro vero Sé è già dove deve essere, nella pace e nell’amore: ciò che non lo è ancora è la nostra consapevolezza e il viaggio che stiamo compiendo sulla Terra è proprio il viaggio della nostra consapevolezza, che sta ritornando al Sé, a Dio, da cui si era separata.

Ma torniamo a quella parte di noi che frena, scalpita, tira calci e pugni di fronte al cambiamento. Questa parte è il controllo. In ognuno di noi risiede un controllore che non riposa mai che ci dice incessantemente come le cose devono andare secondo ‘lui’. E’ pieno di aspettative, e la prima aspettativa in assoluto è proprio che le situazioni rimangano fisse e immutabili.

Deve rimanere fisso e immutabile il nostro matrimonio, la nostra relazione, se cambia vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato (preferibilmente nell’altro), deve rimanere fissa e immutabile la nostra situazione lavorativa, se muta la viviamo come una catastrofe, per non parlare della situazione economica…

La sicurezza (intesa come non-cambiamento) è da sempre solo un’illusione. L’unica costante sulla quale possiamo fare davvero affidamento e che abbiamo la possibilità di dominare completamente è la fiducia. Aver fiducia nella vita e in ogni cambiamento che essa ci propone, anche quello che ci appare più tragico: tragica è la nostra visione, non il cambiamento in se stesso.

Nel cambiamento, più che mai, è fondamentale rimanere collegati con la nostra energia del cuore. Purtroppo quello che spesso accade è che il cambiamento ci fa paura e quando c’è la paura è la mente con la sua volontà di controllo a prendere la guida della nostra vita, estromettendo il cuore. Questa reazione porta con sé grande sofferenza.

Permettere al controllore che è in noi di prendere il sopravvento è dichiarare all’Universo che non abbiamo fiducia in ciò che sta accadendo, che non crediamo realmente che potremo ricevere molto di più da questa situazione. Identificheremo allora il cambiamento con la perdita di qualcosa e questa interpretazione ci porterà alla frammentazione di noi stessi.

L’atteggiamento più produttivo è invece quello di restare connessi al cuore e ribadire la volontà di essere guidati dal divino. Se perdiamo qualcosa è perché ora è in arrivo qualcosa di più adatto a noi che potrà rendere la nostra vita più piena e felice di quanto sia stata in passato. Ma a una condizione: che ci crediamo e che abbiamo fiducia.

Imparare a seguire il flusso della vita è indispensabile per trovare la nostra armonia interiore. Quando rifiutiamo un cambiamento (e lo rifiutiamo ogni volta che soffriamo per qualcosa) stiamo nuotando controcorrente, e siccome abbiamo bisogno di tantissima energia per nuotare controcorrente, ci sentiamo esausti.

In più, quando la nostra attenzione è ancora ferma al passato, non vediamo che cosa la vita sta preparando per noi, così le opportunità ci sfuggono sotto il naso, senza contare che, nello sforzo di risalire la corrente, la ferita che abbiamo vissuto nel cambiamento si lacera ancor di più e ci fa sempre più male.

Il modo per evitare tutto questo è non giudicare, rimanere aperti ad ogni possibilità e dire un pieno ed incondizionato SI a qualsiasi situazione la vita ci proponga, imparando a lasciarci alle spalle con amore ciò che è stato e che non è più.

Con amore. Ricordiamo che risentimenti, rimpianti, rancori e ogni altra emozione negativa, ci avvertono che non abbiamo veramente lasciato andare il passato, e ci informano che è ancora presente in noi una forte energia di attaccamento: le emozioni negative, in altre parole, sono il segnale che stiamo andando contro corrente e che stiamo utilizzando la nostra energia in modo improprio.

Come fare se questo accade? Possiamo ricorrere alla potente energia della gratitudine (anche solo mentalmente se ci è difficile farlo con sentimento), ringraziare tutto ciò che è, e che è stato, nella nostra vita -persone e situazioni- e chiedere al nostro Sé divino di aiutarci a lasciar andare ogni attaccamento che ancora ci aggancia emotivamente.

Se la nostra richiesta sarà sincera, sarà di cuore, riceveremo l’aiuto di cui abbiamo bisogno e, man mano che ci lasceremo alle spalle il dolore relativo ai cambiamenti mai veramente accettati, la nostra vita diventerà più piena e gioiosa.

Convinzioni e sentimenti depotenzianti:

Il cambiamento è pericoloso
Devo combattere il cambiamento
Il cambiamento è negativo
Devo evitare di cambiare
Io sono al sicuro solo nelle situazioni che conosco
Se la mia vita cambia perdo ogni certezza
Odio il cambiamento
Il cambiamento è perdita
Devo diffidare dei cambiamenti
Sono incapace di gestire il cambiamento
Il cambiamento porta infelicità
Sono impotente di fronte al cambiamento
Devo tenere tutto sotto controllo perché le cose vadano bene
Devo tenere tutto sotto controllo per poter essere felice
Chi lascia la vecchia via per la nuova sa quel che perde ma non sa quel che trova

Convinzioni e sentimenti potenzianti:

Io sono al sicuro nel cambiamento
Sono sempre protetto, qualsiasi cosa capiti
Amo e apprezzo il cambiamento
Cambiare è crescere
So come vivere il cambiamento senza opporre resistenza
So come vivere il cambiamento senza paura
So come vivere il cambiamento con entusiasmo
So come vivere il cambiamento con piena fiducia
So come vivere ogni cambiamento come una preziosa opportunità
So come vivere il cambiamento sentendomi al sicuro
So come vivere il cambiamento senza cercare di tenere tutto sotto controllo
Posso rimanere in armonia e in equilibrio anche se tutto cambia
Sento la mia presenza ferma e costante anche nel cambiamento
Ho fiducia nel cambiamento e in tutto ciò che la vita mi propone
Per ogni porta che si chiude, un portone si apre

 

 

Tutti noi abbiamo un sistema di convinzioni che regola la nostra vita o, sarebbe più corretto dire, noi siamo un sistema di convinzioni e viviamo secondo questo sistema. Non esiste un pensiero, una parola o un’azione che possa prescindere da questo tessuto interiore di credenze e lo esprimiamo in ogni nostra manifestazione.
Il problema è che non scegliamo consapevolmente le convinzioni secondo cui vivere, poiché la maggior parte di queste sono inconsce e derivano dall’educazione ricevuta, quindi da credenze dei nostri genitori (ed educatori in generale) che, a loro volta, le hanno apprese dai loro predecessori. In altre parole, la maggior parte delle credenze che abbiamo e secondo cui viviamo non sono neppure nostre.
Per quanto riguarda le convinzioni che invece ci appartengono in senso stretto, la situazione non è migliore: molte di esse risalgono infatti a interpretazioni che abbiamo dato nell’infanzia a eventi della vita, con la relativa mancanza di maturità e di prospettiva tipica dei bambini. E anche se ora siamo adulti consumati, ci stupiremmo nel constatare quante credenze infantili sono ancora attive dentro di noi e condizionano il nostro modo di vivere attuale.
Così le nostre convinzioni passate diventano la realtà del nostro presente; ciò che abbiamo creduto a 3 o a 5 anni, ora, dalle pieghe del nostro inconscio, continua ad agire a nostra insaputa, indebolendoci e impedendoci di esprimere le nostre potenzialità e di comprendere chi siamo veramente.
Non sono le circostanze esterne a determinare la qualità della nostra vita, ma l’interpretazione che attribuiamo ad esse. Se è vero che le circostanze contribuiscono a creare le convinzioni, è anche vero che le convinzioni contribuiscono ad attrarre le circostanze: i nostri modelli di pensiero influenzano fortemente le nostre esperienze.
Guarire le proprie convinzioni significa guarire la propria vita.

n India, quando catturano elefanti ancora piccoli, per trattenerli, li legano a un palo sufficientemente robusto. Nonostante ci provino, gli elefantini non riescono a liberarsi. Passano gli anni, gli elefanti diventano adulti e forti, eppure rimangono attaccati allo stesso paletto. Potrebbero facilmente sradicarlo con una sola zampata, ma non sanno di poterlo fare…
Anche noi, proprio come gli elefanti, una volta adulti rimaniamo legati a schemi mentali ormai obsoleti che soffocano le nostre potenzialità, e crediamo che questi costituiscano una realtà immutabile e ineluttabile.

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