Archivio per 14 giugno 2016

desideri erotici femminili..   Leave a comment


L'ultimo desiderio

l sito di XConfessions.com è arrivato a 30mila abbonati e 10mila visite giornaliere

«Mi sono seduto vicino a lei e le ho detto un timido ciao. Sono rimasto sorpreso dalla sua gentilezza, mi ha persino chiesto se mi piaceva il suo smalto, e poi i suoi piedi. Mi ha detto di massaggiarglieli e mi sono messo a tremare. Poi, come se mi avesse letto dentro, mi ha domandato se mi sarebbe piaciuto succhiarli, anzi se li trovavo “succhiabili”. Lo erano, e così mi sono messo in bocca ogni suo dito». Joseph K. «So di essere stronza. Ho una bizzarra fissazione per Ikea: fargli comprare mobili e poi farglieli montare mi eccita. So che lui lo odia. Io mi rilasso con un bicchiere senza alzare un dito mentre lui suda. E non è tutto, mi piace anche provocarlo, ma il premio arriva solo a lavoro finito». Lanay. «Non faccio che pensare al bondage, è la sola cosa che mi eccita. Un sacco di gente non lo capisce, soprattutto i fidanzati. Non è il fatto di essere dominata o controllata, vunerabile o scomoda. Essere legata mi sembra come un abbraccio. La sensazione delle corde che mi acchiappano la pelle mi provoca più passione del contatto del corpo. Persino quando mi masturbo mi piace essere legata o immagino di esserlo». Willa6.

Quando la filmmaker Erika Lust, di Barcellona, ha chiesto a tutti i suoi fan di condividere in modo anonimo sul sito XConfessions.com le proprie confessioni erotiche, non immaginava una valanga di risposte. Migliaia di persone, soprattutto trentenni, hanno scritto le fantasie più bizzarre. 500 sono state pubblicate sul suo sito. Da questo crowdsourcing, una quarantina sono già diventate short film. «Un progetto felice», lo definisce lei. «Uomini e donne hanno fantasie molto simili. Il voyeurismo, essere dominati o sottomessi, fare sesso in pubblico, farlo in tre. I testi sono ben scritti, con riferimenti all’arte, alla musica, al cinema: una ragazza, pazza per Mad Men, mi ha chiesto di filmare tutte le scene di sesso che nella serie non si vedono mai. C’è gioia, seduzione e un senso di liberazione rispetto ai moduli ripetitivi del porno mainstream».
Da dieci anni la regista svedese si batte per cambiare il porno e la percezione di losco, sporco associata a quel mondo. «Quello tradizionale mi fa vomitare. Lo trovo antiestetico, antierotico. Riflette le fantasie maschili di un’industria dominata da noiosi sciovinisti con poca intelligenza sessuale, dove tutto è in funzione del piacere maschile. Non c’è gioco, divertimento, creatività. In XConfessions, come nei miei film, gli uomini adorano le donne. E le donne non sono solo un veicolo per il loro orgasmo: puoi vedere il loro desiderio, la loro eccitazione crescere. Il piacere è condiviso al 50%». Nelle confessioni non ci sono timide sprovvedute come l’Anastasia di 50 sfumature di grigio, ma donne audaci che non temono di esprimere la sessualità. In una, una ragazza adora uno chef. Gli fa cucinare una cena per 12 ma si presenta da sola a tavola e lo seduce. In un’altra, intitolata non a caso Power Pussy, un uomo sposato con una donna molto forte dice che lei lo eccita perché, anche dopo 20 anni, non riesce a domarla. In un’altra ancora, I met a mother on Tinder – un ragazzo ha una storia con una 48enne incontrata con un’app.

Erika Lust, nata a Stoccolma nel 1977, laurea in Scienze politiche a Lund, ha iniziato la sua carriera una decina di anni fa con un film, The Good Girl, che ebbe un’inaspettata fortuna sulla rete: più di un milione di download. Ma all’inizio nessuno la prendeva sul serio. «Sono da sempre un’outsider. I produttori mi dicevano che quello che facevo era carino ma che ero nel business sbagliato, perché alle donne il porno non interessava. Ora invece sperano tutti di conquistare l’audience femminile». Erika ha costruito la Lust Films, in collaborazione col marito, produttore, Pablo Dobner, passo passo, arrivando a uno staff di 15 persone e un giro d’affari di 500mila euro l’anno. In Svezia non è famosa quanto in Spagna «perché gli svedesi sono aperti sul sesso ma hanno dei problemi con la pornografia». In effetti non ama essere chiamata regista di porno, ma di «film indipendenti per adulti», perché il mondo del porno non l’ha mai frequentato: la sua ambizione è sempre stata reinventarlo. «Per me è una maniera di parlare di relazioni e di ruoli con un linguaggio potente. Oggi molti ragazzi vedono film espliciti prima di avere esperienze sessuali e questo li forma senza che se ne rendano conto: imparano che le donne vogliono essere dominate, che sono al loro servizio. Provano vergogna e confusione. Credo che il porno possa invece aiutare a sentirci meglio. Sono felice quando mi dicono che i miei film sono belli, li regalano agli amici o li guardano in coppia. Sento di avere un impatto sulla sessualità. Ma bisogna cambiare il linguaggio e questo succederà quando cambierà chi sta dietro la macchina da presa. Spero che partecipino più donne. Il sesso può rimanere “sporco” ma i valori che ci sono dietro devono essere puliti».

TE LO DICO IN PRIVÉE
La sala d’attesa di un medico, un autobus in corsa. Incontri casuali carichi di aspettative, elettricità, dove basta guardarsi per un attimo e tutto può succedere. Immagini acustiche narrate da voci maschili, calde, sensuali. Sul sito italiano Sexion Privée le fantasie femminili vengono raccolte (in forma anonima e non) e poi raccontate da professionisti, a cadenza settimanale. Un training autogeno verso il piacere, costruito solo attraverso il tono e il ritmo delle voci, per perdersi con la testa e con il corpo, interamente dedicato alle donne. Il progetto di questo “sex toy acustico” è nato da un’idea di Lara Dittfeld, laurea in Bocconi e un solido background nel mondo della moda, del lusso e dell’arte (info@sexionprivee.com).

 

Il sesso rende più intelligenti…   Leave a comment


Lo afferma un recente studio dell’Università di Pavia, che lega l’intensa attività sessuale allo sviluppo di un’intelligenza più acuta rispetto a chi fa sesso raramente. Ne discutiamo con la psichiatra Adelia Lucattini

Il sesso rende più intelligenti

 

I giovani amanti che fanno tanto sesso vedono un fiorire maggiore delle cellule nel cervello”: non è una poesia di Prévert ma la conclusione scientifica di uno studio pubblicato sul Berlin Zeitung, secondo il quale fare l’amore aiuta a diventare più intelligenti. La ricerca dell’università di Pavia ha infatti dimostrato i benefici dell’erotismo spiegando che tutto dipende dall’aumento dei livelli di prolattina derivante dall’esercizio fisico, dal consumo di determinati pasti ma soprattutto dai rapporti sessuali. La prolattina rilasciata durante l’orgasmo favorisce infatti l’ossigenazione cellulare del cervello e il sesso, secondo i ricercatori, non ha solo effetti positivi sullo stress ma favorisce il benessere fisico.

“L’innamoramento – spiega la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini, presidente SIPSIeS, Società Internazionale di Psichiatria Integrativa e Salutogenesi di Roma – è da sempre un grande motore per la crescita individuale e sociale, è una condizione particolare in cui l’entrare in contatto con l’altro produce una serie di trasformazioni psichiche con positive ricadute anche somatiche. Dean Ornish già nel 1998 affermava che se un paziente affronta una terapia avendo una buona vita amorosa risponde più velocemente ai trattamenti e abbrevia i tempi di guarigione”.
L’innamoramento e l’amore influenzano dunque positivamente il sistema immunitario ed endocrino, favorendo il mantenimento di un buono stato di salute psicofisica.

“Sono ormai noti i meccanismi di interazione tra l’ambiente e la mente” continua Lucattini, “e i fattori ambientali che possano indurre delle trasformazioni significative a livello neuronale. In altre parole, le esperienze che le persone fanno, interagendo con l’ambiente, vengono memorizzate non solo sotto forma di ricordi ma anche come molecole neuromodulatrici all’interno delle cellule cerebrali. Va precisato che non è l’innamoramento o l’attività sessuale in sé che migliora l’intelligenza, il rendimento o la reattività. È piuttosto l’entrare in relazione con l’altro che attiva funzioni della mente fino a quel momento latenti, “disattivate” o non accessibili. Tutto questo, naturalmente, accompagnato da trasformazioni biologiche che però non sono la causa bensì la conseguenza della positività dell’interazione umana, affettiva, sentimentale e psichica”.

Negli adolescenti problematici, in cui cioè l’attività sessuale è vissuta in modo scisso, separato rispetto alla mente e all’affettività, il sesso corrisponde a una sorta di “ginnastica”. In loro, spiega l’esperta, non vi è nessun miglioramento delle performances intellettuali o delle capacità attentive né tanto meno un miglioramento dell’umore o felicità. “Si può anzi creare una sorta di corto circuito in cui l’attività sessuale, separata dall’emotività, li avvita in una ricerca spasmodica dell’altro che svuota anziché arricchire”, precisa la psichiatra.

L’innamoramento, che la psichiatria classica aveva definito una delle due malattie mentali “incurabili” insieme alla paranoia, poiché inconvincibile e totalmente impermeabile a qualunque influenza o consiglio esterno, oggi è riconosciuto come un momento di crescita evolutiva nella vita di ogni persona, a qualunque età accada, perché non ha limiti di età e produce sempre effetti positivi.
“La forza psichica di un amore felice, accompagnato da una buona vita sessuale, aumenta l’attenzione e la concentrazione, la resistenza alla fatica e la sensazione benessere fisico grazie alla produzione di endorfine, e permette delle migliori prestazioni intellettuali e un miglior rendimento nel lavoro e nello studio”, conclude Lucattini.

Pubblicato 14 giugno 2016 da sorriso47 in anima e corpo, sesso, sessualità, spiritualità

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‘Musulmane, togliete il velo che ci opprime’.   4 comments


La “sciagura” delle religioni;L’iran..scientificamente è all’avanguardia..ma la suaSpiritualità..è ferma a 1400 anni fà; secondo le Religioni..il Corano..la Bibbia ..sono testi intoccabili. Ma la Coscienza Umana..è andata avanti..quello che era avvertito dai Profeti come idoneo..oggi non lo è più..una donna può essere virtuosa con o senza lo hijab.Erano costumi legati al tempo..Ugualmente per i Cristiani..san Paolo..consigliava alle donne di portare il velo..usanza che è rimasta solo per le monache..

La giornalista iraniana Masih Alinejad, che vive in esilio, ha creato MyStealtyFreedom per raccontare la sua vita senza velo. Ora la pagina ha quasi 800mila iscritti e donne di tutte le età e condizione sociale vi pubblicano foto e video. Perché, come dice Masih, il velo è il simbolo di tutti i diritti negati alla popolazione femminile in Iran

DI MARTA CALDARA
'Musulmane, togliete il velo che ci opprime'. Le iraniane su Facebook senza  hijab
Una delle immagini postate su ‘My Stealty Freedom’

Si chiama MyStealthyFreedom ,(La mia libertà clandestina ndr) la pagina Facebook (e dal 3 maggio scorso anche un sito web), un luogo virtuale che conta quasi 800.000 iscritti, dove le donne iraniane pubblicano le proprie foto (o video) senza l’hijab, il velo islamico, obbligatorio in Iran per legge da quando lo stabilì l’Ayatollah Khomeini nel marzo 1979, subito dopo la Rivoluzione Iraniana.

La giornalista iraniana Masih Alinejad, che ora vive in esilio tra Londra e New York da quando ci furono le elezioni di Ahmadinejad nel 2009, l’ha fondata dopo aver ricevuto un sostegno inaspettato da parte delle donne iraniane, quando circa un anno fa pubblicò una sua foto senza il velo. Propose così anche a quelle donne di inviare foto in cui erano ritratte senza l’hijab. Da quel momento è stata sommersa dalle foto e dalle testimonianze di chi ha trovato il coraggio di far sentire la propria voce. La più bella è una foto che racchiude tre generazioni insieme: nonna, madre e figlia tutte e tre a capo scoperto.

'Musulmane, togliete il velo che ci opprime'. Le iraniane su Facebook senza  hijab
Una delle immagini postate su ‘My Stealty Freedom’

Si chiama MyStealthyFreedom ,(La mia libertà clandestina ndr) la pagina Facebook (e dal 3 maggio scorso anche un sito web), un luogo virtuale che conta quasi 800.000 iscritti, dove le donne iraniane pubblicano le proprie foto (o video) senza l’hijab, il velo islamico, obbligatorio in Iran per legge da quando lo stabilì l’Ayatollah Khomeini nel marzo 1979, subito dopo la Rivoluzione Iraniana.

La giornalista iraniana Masih Alinejad, che ora vive in esilio tra Londra e New York da quando ci furono le elezioni di Ahmadinejad nel 2009, l’ha fondata dopo aver ricevuto un sostegno inaspettato da parte delle donne iraniane, quando circa un anno fa pubblicò una sua foto senza il velo. Propose così anche a quelle donne di inviare foto in cui erano ritratte senza l’hijab. Da quel momento è stata sommersa dalle foto e dalle testimonianze di chi ha trovato il coraggio di far sentire la propria voce. La più bella è una foto che racchiude tre generazioni insieme: nonna, madre e figlia tutte e tre a capo scoperto.

Iran, l’imam di Isfahan: “Le donne senza velo fanno seccare il fiume”

L’incredibile affermazione è stata pronunciata durante la predica del venerdì: secondo il religioso, la scarsità di acqua del fiume Zayendeh è dovuta al fatto che molte donne si fanno ritrarre senza hijab nei pressi del corso d’acqua e poi postano le loro immagini su Facebook. E ha aggiunto che “Allah punisce chi si allontana dal Corano”

Iran, l'imam di Isfahan: Le donne senza velo fanno seccare il fiume

Sembrerebbe una favola nera, di quelle che un tempo, nell’Europa della controriforma, si raccontavano per mandare al rogo le streghe. E invece è una storia vera, e arriva dall’Iran di oggi. La riferisce il sito e profilo Facebook My Stealthy Freedom , che promuove a livello internazionale una campagna affinché le donne iraniane si facciano fotografare senza velo. La cosa non piace all’imam Yosef Tabatabei, che guida le preghiere del venerdì nella città di Isfahan

L’affermazione, fatta durante la predica del venerdì in una moschea della città iraniana, è stata ripresa dal profilo facebook My Stealthy FreedomLeggi l’articolo

Il religioso ha attribuito la persistenze mancanza d’acqua del fiume Zayendeh, che scorre in città, al fatto che un crescente numero di donne si fa fotografare davanti al panorama del fiume senza indossare lo hijab: “Ho visto molte donne che si fotografano vicino al fiume senza hijab e ho sentito che sui social media vengono incoraggiate a togliersi il velo. Sono queste donne senza velo che fanno seccare il fiume Zayandeh”.

Così commenta, in un post recente, il profilo My Stealthy Freedom : “In passato il religioso Kazen Sedigi ha dichiarato che le donne che non si vestono modestamente diffondono l’adulterio nella società e così provocano i terremoti. Ora siamo accusate di un altro disastro naturale. Pare che chi governa l’Iran abbia deciso di gettare l’onta della propria incompetenza e della propria incapacità di governo sulle donne. Con le belle foto che abbiamo fatto, noi aggiungiamo qualcosa alla bellezza della natura, non causiamo disastri naturali. Quelli sono causati dalla nostra inabilità di gestire le limitate risorse dell’Iran”.

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