Ora anche le escort devono pagare le tasse….   Leave a comment


“La escort paghi Irpef e Iva”. Il giudice tributario: “Pecunia non olet”

La Gdf ha rintracciato i movimenti bancari di una escort che guadagnava 3mila euro al mese. Ora la Commissione Tributaria di Savona impone il pagamento dell’imposta sul reddito, delle addizionali locali, dei contributi e pure dell’Iva.

ROMA – Sui suoi conti correnti, la Guardia di Finanza ha trovato utili e ricavi che la bella escort si era guardata bene dal dichiarare al fisco: 36 mila euro nel 2010, 40 mila 523 nel 2011, altri 39 mila 395 nel 2012. Per questo, i finanzieri sono andati a fondo. Hanno perquisito l’abitazione della donna scovando – come prova ulteriore – un’agendina con gli appuntamenti e i relativi incassi, tutti rigorosamente in nero. Almeno 100 euro al giorno, 3000 euro al mese (nei momenti peggiori).
L’Agenzia delle Entrate allora ha intimato alla escort di pagare l’Irpef, le addizionali Irpef sia comunali sia regionali, i contributi previdenziali, infine l’Iva al 21 per cento sugli “incassi lordi”. Cifre che sono state calcolate al netto della pubblicità che la donna ha comprato sui giornali spendendo anche 4300 euro l’anno. Adesso la Commissione Tributaria provinciale di Savona – che respinge il ricorso della professionista del sesso – aggiunge a tutte queste imposizioni altri 2000 euro per risarcire le spese di giudizio.

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La Commissione Tributaria considera “irrilevante” che la professione di “cortigiana” (così nel testo della decisione) non sia regolamentata dall’Italia. E non conta che sia anche “riprovevole” sul piano morale. A questo proposito, la Commissione cita l’imperatore Vespasiano che non esitò a varare una specie di Iva sulla pipì. In sostanza, Vespasiano impose ai proprietari di latrine di versare la centesima venalium sull’urina che essi vendevano ai conciatori di pelle (smaniosi di ricavarne l’ammoniaca). Al figlio Tito che gli rimproverava di risanare le casse pubbliche con un’imposta indegna, Vespasiano rispose che “pecunia non olet”. Il denaro non puzza. Motto che la Commissione Tributaria di Savona adesso fa proprio. La prostituzione – che la legge italiana non classifica come reato – è “una prestazione di servizio verso corrispettivo”. Dunque può rientrare nel radar del fisco alla luce del Dpr 633 del 1972, soprattutto quando ha un carattere di “abitualità”. Non solo. Anche la sentenza C-268/99 della Corte di Giustizia europea classifica la escort come “lavoratrice autonoma” e senza vincolo di subordinazione a fronte di una retribuzione “pagata integralmente e direttamente dal cliente”. E dunque è legittimo che l’Agenzia delle Entrate reclami – oltre al versamento dell’Irpef – quello dell’Iva.

La sentenza – di cui ha scritto il sito cassazione.net – spiega anche che i soldi trovati sui conti correnti bancari e postali, e non dichiarati, costituiscono indizio sufficiente della sospetta evasione. A quel punto, l’onere della prova si capovolge. Spetta al contribuente dimostrare che i “movimenti bancari non sono riferibili a operazioni imponibili”, che quei guadagni non sono “fiscalmente rilevanti”. Tuttolegittimo, dunque. La legge italiana e le sentenze europee incastrano la professionista. Ma certo impressiona che la escort – solo sul reddito netto da lavoro autonomo del 2010, pari a 31 mila 700 euro – debba ora versarne oltre 24 mila tra Irpef, Iva e contributi previdenziali.

 

 

Commento personale

articolo interessante..rispetto le prostitute..e le vedo..come..un Ordine Religioso..in soccorso alle legittime pulsioni sessuali..di single o vedovi..come me; di portatori di handicap..di ..parzialmente sani di mente. La figura dell’assistente sessuale in Italia non esiste..e la prostituzione..pur legale..in realtà non lo è..esiste ed è applicata una legge del codice Rocco..ancora vigente..per la quale..se due prostitute lavorano insieme per dimezzare i costi..sono arrestate a motivo di una incredibile valutazione: cioè sono accusate di reciproco sfruttamento..sono leggei indegne di un paese civile..ma bacchettone e cattolico..anche se lo stato
è..per costituzione..laico.

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