TANTRA, L’ESPANSIONE…   Leave a comment


Garden Love ASD - Tantra Garden

 

“Se tutto proviene da dio (o dalla dea), allora che senso ha distinguere tra bene e male, tra puro ed impuro, tra giusto e sbagliato, tra sacro e profano …

In definitiva, tutto ciò che accade va bene, anzi, attraverso la Conoscenza del Serpente, della nostra origine divina e dell’unione tra coscienza (shiva) ed energia (shakty), tutto ciò che accade è perfetto.”   

(aniram)

“Tantra” deriva dalla radice “tan” che significa espansione, vastità, totalità. La medesima parola è usata anche per definire la trama del tessuto.

Trasmesso da numerose linee di tradizione, di cui alcune trovano origine cinque o seimila anni fa nella valle dell’Indo, il tantra è una via non-duale giunta al suo apogeo tra il VII ed il XIII sec. nel regno dell’Oddyana, nel vicino Kashmir e nell’Assam, posto agli antipodi della catena himalayana.

Appunto dall’Oddyana, nell’VIII sec., Padmasambhava introdusse il tantra in Tibet, mentre nello stesso periodo, esso si diffondeva in tutta l’India, nel Nepal e persino in Cina, Giappone ed Indonesia.

Questa via mistica ha segnato in profondità il buddhismo e l’induismo pur interamente conservando le proprie caratteristiche shivaite.

La mia maestra, la yogini kashmira Lalita Devi, appartiene alla linea Pratyabhijna -“riconoscimento spontaneo” – che, unita alla linea Spanda – “fremito, vibrazione interiore” – , rappresenta la via tantrica più spoglia e pura poichè si rivolge direttamente all’essenza originale dell’essere.

Il lavoro dello yoga kashmiro verte sul riconoscimento spontaneo della nostra essenza divina o assoluta, che si traduce nel fremito interiore della non-dualità.
Questo percorso, chiamato anche Sahajiya o via del risveglio spontaneo, è descritto nel Vijnanabhairava tantra, il più antico testo sullo yoga che ci sia pervenuto.

E’ una ricerca totalmente imperniata sul concetto che non vi sia nulla da aggiungere o da eliminare nell’essere, poiché soltanto la libera manifestazione della sua umanità è Coscienza. Il tantrismo è l’ascesa laica per eccellenza, situato al di là del dogma, delle credenze, della religiosità, dei precetti morali e completamente integrato alla realtà quotidiana.

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È una via femminile e sferica che include tutti gli esseri e riconosce pienamente la potenza della donna.

È una via di ritorno alla fonte originaria, all’essere embrionale che contiene il “Tutto”.

(tratto da “Tantra la Spontaneità dell’Estasi” – Daniel Odier)


“Quando la mano di un uomo, tocca veramente la mano di una donna, allora, entrambi toccano il cuore dell’eternità”.

(Khalil Gibran)

 

Khalil Gibran www. tantra-garden

 

 

Come l’acqua che continuamente scorre o la fiamma che danza senza sosta, così l’uomo si rappresenta la vibrazione vitale del cosmo che avverte anche dentro sé, la pulsazione originaria che segna l’incedere dell’esistenza. Identificando questa forza, ecco che ad essa viene fornita una nuova immagine ed un nuovo nome. L’India infatti raggruppa questi concetti nella figura archetipica del serpente. Il medesimo serpente che in occidente è presentato come il “tentatore”, in oriente è adorato come veicolo della divinità. Dobbiamo chiederci il perché. Il tentatore, in Genesi, mostra un “potere ignoto”, rende noto un potenziale sconosciuto, tutto da sfruttare, che si presenta come ciò che è realizzabile. Nella fisiologia del corpo sottile e nello Yoga tantrico, il serpente simboleggia la forza vitale, la potenza generativa presente in ogni soggetto, nota come “Kundalini”, letteralmente “colei che è avvolta”. Arrotolata in spire al fondo della colonna vertebrale, in prossimità del coccige (comunemente noto, non a caso, come “osso sacro”), Kundalini è l’immagine, interpretata positivamente, dello stesso “tentatore” della Genesi biblica. Il nome è espresso al femminile perché rappresenta la “potenza” o “energia” (“Shakti” in sanscrito) che crea e sostiene la vita stessa.
Da un punto di vista psicologico, Kundalini è la possibilità di diventare qualcosa di diverso, di superiore rispetto a ciò che si è. Da un punto di vista fisiologico invece è il potere generativo, che si scatena nell’impeto dell’orgasmo. Se liberata verso il basso, la potenza del serpente scatena il processo di eiaculazione, la possibilità di fecondare, e generare un figlio. Se condotta verso l’alto, verso la sommità del capo, la stessa forza innesca la capacità di trasformare se stessi, ed è responsabile dell’illuminazione. Esiste quindi un parallelismo tra la generazione di un nuova vita ed il processo ascetico di auto-realizzazione. L’oriente dei Tantra e del Tao cinese insiste su una nota tecnica di ritenzione e canalizzazione della forza orgasmica verso il cervello. E’ questa tecnica ad assicurare il “risveglio” della divinità sopita in ogni soggetto, a realizzare la fusione tra umano e divino. (da “CRUX CHRISTI SERPENTIS”, ediz. Atanor)

 

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