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Ingegneri di tutto il mondo firmano documento per riapertura indagini sull’11 Settembre   Leave a comment


Ingegneri di tutto il mondo firmano documento per riapertura indagini sull’11 Settembre

 

 

Questa è la verità…tutti i Governi europei..si sono prostrati..alle Leggi Economiche Americane..alle Lobbies del Petrolio e delle Armi.

 

Caricato il 08 apr 2011

Ora è ufficiale. Tracce di esplosivi di nano-termite sono state raccolte dai detriti del W.T.C. poco dopo il loro crollo dell’11/9/2001. Alla Brigham Young University, il professore di fisica, dottor Steven Jones, ha appurato e confermato la presenza di esplosivo tra le macerie delle Torri gemelle, insieme con un team internazionale di nove scienziati.

Grazie quindi alle prove di laboratorio più approfondite, gli scienziati hanno concluso che i campioni analizzati hanno evidenziato che si tratta effettivamente di esplosivi contenenti nano-termite, generalmente in dotazione ai militari.

Dopo un rigoroso processo di peer-review, il loro documento è stato pubblicato nella Bentham Chemical Physics Journal, una delle riviste più accreditate negli U.S.A. e che ha segnalato alcuni futuri Premi Nobel, essendo rispettata all’interno della comunità scientifica. Primo autore dello studio è il Dr Niels Harrit, 37 anni, professore di chimica all’Università di Copenaghen in Danimarca ed esperto di nano-chimica, che afferma: “Il rapporto ufficiale presentato dal N.I.S.T. vìola le leggi fondamentali della fisica.”

Il governo ora sa che esistono prove inoppugnabili a conferma della presenza di esplosivo Nano-Termite, impiegato per far “implodere” tutte le Torri del W.T.C. il giorno 11 settembre 2001.

Download allegati: VERSIONE INTEGRALE DELL’ARTICOLO ORIGINALE APPARSO SUL BENTHAM CHEMICAL PHYSICS JOURNAL
http://italian.irib.ir/notizie/mondo/…

http://straker-61.blogspot.com/2011/0…

 

 

 

 

 

Pubblicato il 31 gen 2014

Andrew Johnson porta evidenze di falsificazioni nelle immagini del secondo impatto. “Se aerei di alluminio sono entrati e scomparsi nelle Torri come fosse burro, perché da domani non usiamo l’alluminio per tagliare l’acciaio? Visto che su più di 150 colonne ha funzionato così bene..!” (Judy Wood)

‘September Clues’ http://youtu.be/y-Nji7HCoE8

La versione integrale della presentazione di Andrew Johnson a Bologna è all’indirizzo:http://youtu.be/Whg3xDmoptM

Cos’è effettivamente accaduto l’11 settembre? Quanto possiamo capire dalle evidenze? Chi sta ‘coprendo’ le evidenze e perché? Questa presentazione prova a dare alcune risposte a quelle domande, ed è stata portata a termine da qualcuno profondamente coinvolto nella ricerca sull’11 9. Lo studio di tutta l’evidenza a disposizione rappresenterà una grossa sfida alle vostre convinzioni sull’argomento. La presentazione di Andrew Johnson prende in esame le varie modalità con cui la ricerca sull’11 9 è stata nel tempo censurata e occultata con grande efficacia. Il video consiste di una serie di diapositive e filmati con traduzione in italiano. Registrato in occasione della presentazione del libro della dottoressa Judy Wood ‘Where Did The Towers Go?’ alla conferenza ‘Dall’11 9 all’aggressione in Libia:un decennio di devastazioni criminali del mondo’ organizzata da Faremondo a Bologna nell’ottobre 2011.

Andrew Johnson, dal 2004 critico della mitologia ufficiale sull’11 settembre e membro della prima ora degli Scholars for 911 Truth, insegna presso la Open University, in Inghilterra, ed è autore del libro 911. Finding the Truth.
Dr Judy Wood, statunitense, già professoressa di ingegneria meccanica e scienza dei materiali all’università di Clemson (Carolina del Sud), è autrice del libro Where did the towers go?. Da diversi anni i suoi studi basati sulle evidenze e la sua voce fuori dal coro gettano una luce differente sugli eventi dell’11 settembre, in particolare sulle modalità con cui sono state dissolte in aria le torri e altri edifici del WTC di New York.

In questo canale trovate più di cento altri video sulla ricerca di dr.Judy Wood e sulle sue ‘risonanze’. Assolutamente da non perdere “INOPPUGNABILE: LA TECNOLOGIA AD ENERGIA DIRETTA ESISTE” https://youtu.be/qVLE3RV8HZA

http://www.checktheevidence.comhttp://www.wheredidthetowersgo.com

VIVERE LA PROPRIA VITA..NON QUELLA DEGLI ALTRI   Leave a comment


SE VUOI FARE LA DIFFERENZA NEL MONDO..

ALLORA NON LIMITARTI AD ESSERE TE STESSO !!

E NON PENSARE A CIO’ CHE GLI ALTRI PENSERANNO DI TE..

PERCHE’ ALLORA TU NON VIVRESTI LA TUA VITA..

MA QUELLA DEGLI ALTRI.

 

11 SETTEMBRE 2001- L’INGANNO GLOBALE   Leave a comment


        

 

Per prima cosa guardiamo questi due filmati. La massa della popolazione terrestre, noi compresi, li ha visti mille volte.

I media li hanno trasmessi e ritrasmessi nei giorni e nei mesi successivi all’attentato alle torri gemelle del 11 settembre 2001, per essere sicuri che virtualmente nessuno sfuggisse dall’assimilare questo evento e l’immaginario collettivo, il “cloud” di dati sensoriali/emotivi/mnemonici che costituisce l’immaginario collettivo ne fosse irresistibilmente impresso.

Ma da queste prospettive e con questa analisi vediamo dei dettagli che non abbiamo mai visto e che aprono un file immenso nella nostra mente.

Il primo filmato ci mostra un campo lungo, dove le due torri sono inquadrate da lontano con il teleobiettivo e il secondo aereo giunge lateralmente da sinistra. Come vediamo vi sono fotogrammi in cui mancano inspiegabilmente parti della sua forma, come se vi fosse un bug nel programma di visualizzazione.

 

Il secondo ci mostra la stessa scena inquadrata più o meno dalla parte opposta, dal basso verso l’alto, guardando la facciata su cui l’aereo si schianta.

Anche in questa vediamo fotogrammi con parti dell’aereo mancanti, che poi riappaiono.

Ci sono in rete altri video che mostrano altre “discontinuità” nella forma di questi aerei,  che ci portano verso una conclusione pressoché inevitabile: Non solo quelli che hanno attaccato le torri non erano regolari aerei commerciali, ma non erano neppure droni reali telecomandati, erano piuttosto il sorprendente frutto di tecnologie olografiche classificate, totali o parziali.

Parziali se la generazione olografica della forma dell’aereo è servita a cammuffare dei missili, che sarebbero gli oggetti fisicamente schiantati sugli edifici, totali se nulla di materiale ha realmente colpito le torri gemelle e tutto è stato causato da esplosioni coordinate di cariche piazzate all’interno.

Alla fine a noi il dettaglio importa poco, quel che importa è che qualcuno ha gli strumenti per intervenire nella realtà fisica che noi percepiamo come “materiale” con suoi programmi che modificano quel che appare per spingere gli eventi in una direzione diversa, che vada a suo vantaggio, ingannando i nostri sensi, le nostre emozioni, e falsando quindi totalmente la nostra visione della vita.

Ripetiamo, conta poco che ciò sia ottenuto con proiezioni olografiche immateriali all’interno di una realtà sufficientemente materiale, oppure, addirittura, e questa sarebbe l’ipotesi più affascinante, estrema, ma in fondo più probabile di tutte.

Che l’intera realtà sia olografica, tenuta in coerenza spazio-temporale da un segnale portante principale che noi stessi in collettivo generiamo ed in collettivo condividiamo in wireless, attraverso quell’apparato rice-trasmittente meravigliosamente sofisticato che è il nostro terzo occhio, la ghiandola pineale.

Quel che importa è che qualcuno abbia la possibilità tecnologica di intervenire con programmi suoi, che mutano localmente gli eventi in un dato tempo e spazio, ma modificano la percezione globale, e abbia quindi letteralmente il controllo del mondo, potendo cambiare a suo piacimento la Matrix.

Vi è chi dice infatti che il programma Blue-Beam, che permetterebbe “proiezioni” olografiche nello spazio libero, nell’aria quindi, senza bisogno di schermi, non esista e sia quindi un doppio inganno.

Potrebbe invece esistere ma ad un altro livello tecnologico ossia, più che proiettare nell’aria, farlo direttamente nelle nostre teste.

Non dimentichiamo che il teatro del processo percettivo è il nostro cervello, il punto dove si uniscono in un continuum i dati olfattivi, visivi, tattili, uditivi, gustativi, che fanno sì che si crei l’impressione “reale” che stiamo ad esempio prendendo in mano una succosa e colorita mela per guardarla, annusarne il profumo e gustarne il sapore, sentendo sotto i denti il rumore della buccia che si incide, e siamo quindi convinti che questa scena sia successa realmente. Mentre si tratta in fondo fisicamente di un treno di dati alfanumerici digitali giunti ai nostri recettori e interpolati dal nostro processore olografico cerebrale.

La tecnologia per proiettare percezioni in forma di vere e proprie sequenze cinematografiche, indirizzandole alla nostra URL personale, il nostro indirizzo di rete univoco nella internet universale, sono di recente emerse prove che esiste, o almeno qualcosa del genere sia in mano alle agenzie di intelligence che ne fanno uso per operazioni sulla psicologia di massa.

Insomma, man mano che passano gli anni ci accorgiamo che il film Matrix, che avevamo archiviato come evento di fantasia, anche se qualcosa in fondo al nostro animo ci diceva che c’era dell’altro, è sempre più sovrapponibile con quella che fino adesso abbiamo creduto essere la nostra realtà.

Fisica, materiale, tangibile. Mentre è tutto davvero “solo” un treno di dati digitali, una lunga sequenza ascii, una interminabile fila di “1” e di “0”.

Guardate infine questi due video che riguardano il cielo. Mostrano anomalie difficilmente spiegabili a meno che si ammetta che quello che vediamo, con nubi ed altro, è in una qualche forma una visione olografica sulla quale sia possibile per qualcuno intervenire. Rispetto a quello che conoscevamo c’è qualcosa che non torna, che non ci permette di liquidarli come i “soliti effetti ottici”. La Matrix è intorno a noi.

E qualcuno, come il Pollicino della fiaba, sta seminando piccoli sassolini di informazioni per spingerci a decodificare progressivamente l’illusione.

 

http://www.luogocomune.net/LC/index.php?option=com_yendifvideoshare&view=video&id=88&tmpl=component

http://www.luogocomune.net/LC/index.php?option=com_yendifvideoshare&view=video&id=96&tmpl=component

http://www.luogocomune.net/LC/index.php?option=com_yendifvideoshare&view=video&id=95&tmpl=component

http://www.luogocomune.net/LC/index.php?option=com_yendifvideoshare&view=video&id=94&tmpl=component

 

 

Pubblicato il 31 gen 2014

Andrew Johnson porta evidenze di falsificazioni nelle immagini del secondo impatto. “Se aerei di alluminio sono entrati e scomparsi nelle Torri come fosse burro, perché da domani non usiamo l’alluminio per tagliare l’acciaio? Visto che su più di 150 colonne ha funzionato così bene..!” (Judy Wood)

‘September Clues’ http://youtu.be/y-Nji7HCoE8

La versione integrale della presentazione di Andrew Johnson a Bologna è all’indirizzo:http://youtu.be/Whg3xDmoptM

Cos’è effettivamente accaduto l’11 settembre? Quanto possiamo capire dalle evidenze? Chi sta ‘coprendo’ le evidenze e perché? Questa presentazione prova a dare alcune risposte a quelle domande, ed è stata portata a termine da qualcuno profondamente coinvolto nella ricerca sull’11 9. Lo studio di tutta l’evidenza a disposizione rappresenterà una grossa sfida alle vostre convinzioni sull’argomento. La presentazione di Andrew Johnson prende in esame le varie modalità con cui la ricerca sull’11 9 è stata nel tempo censurata e occultata con grande efficacia. Il video consiste di una serie di diapositive e filmati con traduzione in italiano. Registrato in occasione della presentazione del libro della dottoressa Judy Wood ‘Where Did The Towers Go?’ alla conferenza ‘Dall’11 9 all’aggressione in Libia:un decennio di devastazioni criminali del mondo’ organizzata da Faremondo a Bologna nell’ottobre 2011.

Andrew Johnson, dal 2004 critico della mitologia ufficiale sull’11 settembre e membro della prima ora degli Scholars for 911 Truth, insegna presso la Open University, in Inghilterra, ed è autore del libro 911. Finding the Truth.
Dr Judy Wood, statunitense, già professoressa di ingegneria meccanica e scienza dei materiali all’università di Clemson (Carolina del Sud), è autrice del libro Where did the towers go?. Da diversi anni i suoi studi basati sulle evidenze e la sua voce fuori dal coro gettano una luce differente sugli eventi dell’11 settembre, in particolare sulle modalità con cui sono state dissolte in aria le torri e altri edifici del WTC di New York.

In questo canale trovate più di cento altri video sulla ricerca di dr.Judy Wood e sulle sue ‘risonanze’. Assolutamente da non perdere “INOPPUGNABILE: LA TECNOLOGIA AD ENERGIA DIRETTA ESISTE” https://youtu.be/qVLE3RV8HZA

because the Jihaidism..9/11.2001 (inside job)   Leave a comment


La destabilizzazione dell’Oriente è iniziata con l’invasione dell’Irak da parte del Governo americano (mi riferisco al Governo..e non al Popolo americano)

Per i propri interessi economici..interessi delle Lobbies americane del petrolio..si è iniziata una guerra che ha anche stravolto le politiche e le economie occidentali.

 

George W. Bush stava “leggendo” (a rovescio!) The Pet Goat (la capra addomesticata) a dei bambini in una scuola elementare della Florida, quando vennero a dirgli che le torri del WTC erano state attaccate …
“The Pet Goat” è una storia per bambini che fa parte del libro scolastico Reading Mastery II: Storybook.
Questa storia è diventata tristemente famosa l’11 settembre 2001 …
                         
Un film d’animazione è stato realizzato da una casa di produzione di Montreal per illustrare la storia “The Pet Goat” per sintetizzare la storia degli ultimi 10 anni in America.
Osservate attentamente la simbologia di questo film di grande finezza.
Qual è il messaggio della Heliofante, società di produzione indipendente?
Il messaggio è certamente tutt’altro che innocente! Un capolavoro.

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“Notizie false sulle armi in Iraq” Ora Colin Powell attacca la Cia

A oltre un anno dall’esposizione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dei supposti elementi di prova che dovevano smascherare il possesso e lo sviluppo di armi di sterminio da parte dell’allora regime di Saddam Hussein, e dunque legittimare l’intervento militare contro l’Iraq, Colin Powell ha riconosciuto che quegli stessi elementi non erano solidi nè veritieri; tuttavia il segretario di Stato americano si è giustificato asserendo che lui non poteva saperlo, perchè si era basato su quanto messogli a disposizione dalla Cia, alla quale si era rivolto.

Si tratta dell’ammissione di gran lunga più schietta, circa l’eventualità di essere incorsi in errori per l’attacco all’Iraq, venuta dall’amministrazione statunitense; e, se si salva forse la credibilità personale di Powell, quella complessiva dell’amministrazione di George W. Bush potrebbe uscirne ulteriormente minata.

https://andreasinicatti.wordpress.com/2006/08/08/confrontare-l%E2%80%99evidenza-prendere-i-veri-terroristi-un-appello-per-riaprire-le-indagini-sull%E2%80%99attentato-dell%E2%80%9911-settembre/

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https://andreasinicatti.wordpress.com/2007/11/30/lultima-menzognadellimpero-amerikanocome-direbbe-cossiga/

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2011/09/11/11-settembre-10-anni-dopo/

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/09/27/osama-bin-laden-e-stata-la-copertura-allauto-attentato-americano-dell11settembre-2001-inside-job/

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/05/20/architetti-ed-ingegneri-per-la-verita-sull11-settembre-2001/

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2008/09/12/la-commedia-dellarte-del-potere-sovranola-farsa-della-virtu-della-verita/

 

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/11/16/i-documenti-desecretati-usa-che-raccontano-la-nascita-dellisis/

10 Teorie Cospirative divenuta realtà – DI Paul Joseph Watson & Alex Jones   Leave a comment


nfowars
Anche se il termine “teoria del complotto” è diventato un dispregiativo usato contro chiunque metta in discussione la versione ufficiale degli eventi.
Ci sono innumerevoli esempi in tutta la storia delle cospirazioni che  si sono poi dimostrati veri. Diamo uno sguardo soltanto a dieci casi piu’ famosi.


 
1) Operazione AJAX e operazioni False Flag
L’idea che i governi e le agenzie di intelligence svolgano atti di terrorismo sotto false flag è stata a lungo derisa dai media del sistema come una teoria della cospirazione, nonostante ci sia una pletora di casi storicamente documentati.

Dopo decenni di smentite, nel mese di agosto 2013, la CIA infine ha ammesso il suo ruolo (1) nella messa in scena del colpo di stato in Iran che ha portato al rovesciamento di Mohammad Mossadegh nel 1953 sotto l’egida della Operazione AJAX. Tramite l’AJAX, la CIA ha supervisionato le operazioni segrete che includevano atti terroristici false flag che sono costati la vita a circa 300 persone (2).

2) Golfo del Tonchino
Il 4 agosto 1964 il presidente Lyndon Johnson andò in televisione nazionale e disse al Paese che il Vietnam del Nord aveva attaccato delle navi americane.
“I ripetuti atti di violenza contro le forze armate degli Stati Uniti devono ricevere una risposta non solo mettendo in allarme la nostra difesa, ma con una risposta positiva. Tale risposta viene data stasera mentre sto parlando”, dichiarò Johnson.
Il Congresso approvò subito la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che fornì a Johnson l’autorità di condurre operazioni militari contro il Vietnam del Nord. Nel 1969, oltre 500.000 soldati stavano combattendo nel sud-est asiatico.
Johnson e il suo segretario alla Difesa, Robert McNamara, avevano ingannato il Congresso e il popolo americano. In realtà, il Vietnam del Nord non aveva attaccato la USS Maddox, come il Pentagono aveva sostenuto, e la “prova inequivocabile” di un “non provocato” secondo attacco contro la nave da guerra degli Stati Uniti era uno stratagemma.
3) Operazione Gladio: il terrore sponsorizzato dallo Stato viene imputato alla sinistra
Dopo la seconda guerra mondiale, la CIA e la britannica MI6 collaborarono assieme alla NATO nell’Operazione Gladio (3) per creare un esercito clandestino, o “stay behind”, al fine di combattere il comunismo nel caso di una invasione sovietica dell’Europa occidentale.
Gladio trascese rapidamente la sua missione originaria e divenne una rete terroristica segreta composta da milizie di destra, elementi della criminalità organizzata, agenti provocatori e unità militari segrete. Queste forze armate cosiddette stay behind erano attive in Francia, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Germania, e Svizzera (4).
La “strategia della tensione” (5) (in italiano nel testo, ndt) di Gladio venne progettata per far figurare i gruppi politici di sinistra europei come terroristici e per spaventare la popolazione inducendola così a votare per governi autoritari. Per realizzare questo obiettivo, gli agenti di Gladio hanno condotto una serie di attacchi terroristici mortali di cui sono stati in-colpati la sinistra e i marxisti. Nel mese di agosto del 1980, agenti di Gladio hanno fatto esplodere una bomba nella stazione ferroviaria di Bologna (6), uccidendo 85 persone. La responsabilità inizialmente fu data alle Brigate Rosse, ma si è poi scoperto che elementi fascisti all’interno delle forze dei servizi segreti italiani e Licio Gelli (7), capo della loggia massonica P2, erano i responsabili dell’attacco terroristico. Altri gruppi fascisti, tra cui Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, erano stati mobilitati e impiegati nel terrore.
L’Operazione Gladio in ultima analisi, ha causato la morte di centinaia di persone in tutta Europa.
Secondo Vincenzo Vinciguerra (8), un terrorista di Gladio all’ergastolo per l’assassinio di un poliziotto, la ragione di Gladio era semplice. E’ stata progettata per costringere la gente, i cittadini italiani, a pretendere dallo stato maggiore sicurezza. Questa è la logica politica che sta dietro tutte le stragi e gli attentati che restano impuniti, perché lo Stato non può condannare se stesso o dichiararsi responsabile di quanto è accaduto.
4) Operazione Northwoods
Come parte della guerra segreta contro il regime comunista di Cuba e dell’Operazione Mangusta della CIA, lo Stato Maggi-ore USA propose all’unanimità di realizzare azioni terroristiche sponsorizzate dallo Stato all’interno degli Stati uniti (9). Il piano prevedeva l’abbattimento di aerei americani dirottati (10), l’affondamento di navi americane, e sparare americani per le strade di Washington, DC. Lo scandaloso piano includeva anche lo scenario di un disastro NASA che prevedeva la morte dell’astronauta John Glenn (10).
Il presidente John F. Kennedy, ancora vacillante dopo l’imbarazzante fallimento della CIA per l’invasione alla Baia dei Porci a Cuba, respinse il piano nel marzo del 1962. Pochi mesi dopo, Kennedy negò all’autore del piano, il Generale Lyman Lemnitzer, un secondo mandato come militare di rango più alto della nazione.
Nel novembre del 1963, Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas.

5) L’incidente di Gleiwitz
L’incidente di Gleiwitz si riferisce ad una operazione false flag effettuata dai nazisti il ​​31 agosto 1939, durante la quale le truppe delle SS organizzarono un attacco a una stazione radio tedesca per darne poi la colpa alle truppe polacche.
Agenti tedeschi, vestiti con divise polacche, sequestrarono una stazione radio situata vicino al confine polacco e trasmisero un breve messaggio di propaganda in polacco. Poi uccisero dei prigionieri di un campo di concentramento vestiti con uniformi polacche e li lasciarono sulla scena, per far apparire l’incidente come un atto di aggressione polacca. Il giorno successivo la Germania invase la Polonia, e Hitler citò l’episodio come uno dei pretesti.
Nove giorni prima dell’incidente, Hitler aveva detto ai suoi generali, “Provvederò ad un casus belli per la propaganda. La sua credibilità non ha importanza. Al vincitore non verrà chiesto se ha detto la verità”.

6) Le aziende del tabacco addizionavano deliberatamente alle sigarette sostanze chimiche che danno assuefazione
Le cospirazioni non riguardano esclusivamente i governi, possono anche essere destinate ai consumatori. Secondo la BBC (11), le aziende americane produttrici del tabacco sono state “prese con le mani nel sacco” nell’ingegnerizzare deliberatamente le sigarette additivandole con prodotti chimici che ne incrementano artificialmente la dipendenza e ne rendono migliore il sapore.
Clive Bates, direttore di ASH (Action on Smoking and Health), ha detto che la scoperta ha messo alla luce uno “scandalo in cui le aziende del tabacco deliberatamente utilizzano additivi per rendere i loro dannosi prodotti ancora peggiori”.
7) Operazione Fast and Furious
L’operazione Fast and Furious, con cui il governo Obama ha fornito armi ai signori messicani della droga con l’apparente scopo di seguirne le tracce al fine di distruggere le gang, era in realtà parte di un piano cospirativo per demonizzare il secondo emendamento (il diritto del cittadino americano di portare armi, ndt).
I documenti ottenuti da CBS News (12) nel dicembre 2011 dimostrano che gli agenti ATF avevano discusso su come avrebbero potuto collegare le armi coinvolte nelle violenze in Messico ai negozianti di armi degli Stati Uniti, al fine di far approvare normative più restrittive sul controllo delle armi. Una fonte della polizia ha detto a CBS News che le email indicano che l’ATF ha creato il problema come parte di una manovra politica. “È come se l’ATF avesse creato o incrementato il problema in modo da poter essere proprio lei a fornire la soluzione. È un modo di fare a proprio vantaggio”, ha detto la fonte.

8) Spionaggio e sorveglianza di massa dell’NSA
Negli anni ‘90, quando gli attivisti anti-sorveglianza e i personaggi dei media stavano mettendo in guardia sulla vasta operazione di spionaggio della NSA, vennero trattati come teorici paranoici della cospirazione.
Ben più di un decennio prima delle rivelazioni di Snowden, la NSA era impegnata a intercettare e registrare tutte le comunicazioni elettroniche di tutto il mondo nel quadro del programma Echelon.
Nel 1999, il governo australiano ha ammesso (13) di far parte, assieme a Stati Uniti e Gran Bretagna, di un programma di intercettazione e sorveglianza globale condotto dalla NSA denominato Echelon in grado di intercettare “ogni chiamata internazionale via telefono, fax, e-mail o trasmissione radio” del pianeta.
Inoltre, nel 2001 un dossier del Parlamento europeo ha affermato (14) che “in Europa tutte le comunicazioni e-mail, telefono e fax sono regolarmente intercettate” dalla NSA.

9) Il traffico di droga della CIA
La Central Intelligence Agency è stata implicata in operazioni di traffico di droga in tutto il mondo, anche a livello naziona-le, in particolare durante l’affare Iran-Contra, durante il quale gente del Contra, con la benedizione della CIA, contrabban-dò negli Stati Uniti cocaina che venne poi distribuita come droga di prima qualità a Los Angeles, e i cui profitti furono poi versati ai Contras.
L’ex agente di polizia di Los Angeles Michael Ruppert ha anche testimoniato di aveva assistito al traffico di droga della CIA.
I boss della droga messicani, come Jesus Vicente Zambada Niebla, hanno perfino dichiarato pubblicamente (15) che essi sono stati assunti dal governo USA per operazioni di traffico di droga. C’è un voluminoso corpo  di prove (16) che conferma che la CIA e i giganti bancari degli Stati Uniti sono i maggiori players in un commercio mondiale di droga del valore di centinaia di miliardi di dollari l’anno, le informazioni pubblicate da gente come Gary Webb (17).
10) L’arma della CIA che provoca un “attacco cardiaco”
Nel 1975, durante una testimonianza al Senato degli USA sulle attività illegali della CIA, fu rivelato che l’agenzia aveva sviluppato un’arma a dardi che causa un attacco di cuore. “Nella prima udienza televisiva, svolta nella sala Caucus del Senato, il presidente Church (18) mostrò una pistola a dardi velenosi della CIA. Rivelando così che la Commissione era venuta a conoscenza del fatto che l’Agenzia aveva violato un ordine presidenziale diretto conservando uno stock di tossine di molluschi che sarebbe stato sufficiente a uccidere migliaia di persone”, come spiega una  pagina web del Senato (19).
“Il veleno letale poi entra rapidamente nel flusso sanguigno causando un attacco di cuore. Una volta che il danno è fatto, il veleno denatura rapidamente, in modo che nell’autopsia è molto improbabile rilevare che l’infarto è stato provocato da qualcosa di diverso da cause naturali. Suona come la perfetta arma di James Bond, non è vero? Eppure tutto questo è verificabile in una testimonianza al Congresso”, scrive Fred Burks (20).
“Il dardo di questa arma segreta della CIA trapassa l’abbigliamento e lascia null’altro che un minuscolo puntino rosso sulla pelle. Quanto alla penetrazione del dardo mortale, l’individuo a cui si è mirato per assassinarlo sente come se fosse stato punto da una zanzara, o addirittura nulla. Il dardo velenoso si disintegra completamente entrando nel bersaglio”.

Paul Joseph Watson e Alex Jones
Fonte: http://www.infowars.com
Link: http://www.infowars.com/10-conspiracy-theories-that-came-true/

Traduzione dallo spagnolo a cura di Gianluca Martin revisione di OLDHUNTER

1. CIA finally admits it masterminded Iran’s 1953 coup http://rt.com/usa/iran-coup-cia-operation-647/
2. The spectre of Operation Ajax http://www.theguardian.com/politics/2003/aug/20/foreignpolicy.iran
3. http://wikispooks.com/wiki/Operation_Gladio
4. http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Gladio
5. http://libcom.org/history/articles/strategy-of-tension-italy
6. http://en.wikipedia.org/wiki/Bologna_massacre
7. http://www.historycommons.org/entity.jsp?entity=licio_gelli_1
8. http://en.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Vinciguerra
9. http://www2.gwu.edu/~nsarchiv/news/20010430/northwoods.pdf
10. http://www.attackonamerica.net/operationnorthwoods.htm
11. Cigarettes ‘engineered’ for addiction http://news.bbc.co.uk/2/hi/393075.stm
12. Documents: ATF used “Fast and Furious” to make the case for gun regulations
http://www.cbsnews.com/news/documents-atf-used-fast-and-furious-to-make-the-case-for-gun-regulations/
13. Echelon spy network revealed http://news.bbc.co.uk/2/hi/503224.stm
14. http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do;jsessionid=2BF3352214AD912981BC7C2B85988698.node2?language=EN&pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A5-2001-0264+0+NOT+XML+V0//EN
15. Top Mexican drug lord: I trafficked cocaine for the U.S. Government
http://www.infowars.com/top-mexican-drug-lord-i-trafficked-cocaine-for-the-u-s-government/
16. The U.S. Government Is the Biggest Drug Dealer in the World! http://www.csun.edu/~hfspc002/news/cia.drug.html
17. Evidence Begins To Indicate Gary Webb Was Murdered http://www.prisonplanet.com/articles/december2004/141204webbmurdered.htm
18. il senatore dell’Idaho Frank Church, che presiedeva la Commissione per indagare sul caso Watergate
19. http://www.senate.gov/artandhistory/history/minute/Church_Committee_Created.htm
20. Cia secret weapon of assassination
http://www.examiner.com/article/cia-secret-weapon-of-assassination#ixzz1o9XXfvbG
21. Mark Pittman, Reporter Who Challenged Fed Secrecy, Dies at 52 http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=alcABq2uaBOc

CIA

Piergiorgio Odifreddi non mangia la torta di compleanno con Bush…   Leave a comment


Image via Wikipedia

piergiorgio_odifreddi_02.jpg

 

SEI ANNI DOPO   (dal libro:  IL MATEMATICO INPENITENTE )

di Piergiorgio Odifreddi

 Fin dai tempi antichi, e precisamente dalla Medea di Seneca,

un buon test per capire cosa si nasconda dietro le apparenze di fatti sospetti è stato il cui prodest scelus,it fecit: cioè, «chi ci guadagna da un crimine, è lui che l’ha com­messo».

Il che si può interpretare non solo in senso debole, come «il profittatore è verosimilmente il colpevole mate­riale», ma soprattutto in senso forte, come «il profittatore è veramente il colpevole morale».

Applicando questo test ai fatti dell’Il settembre, si arriva facilmente a individuare i colpevoli morali,

anche se non materiali, degli attentati di New York e Washington, e cioè:

il vicepresidente statunitense Dick Cheney, l’ex ministro della Difesa Donald Rumsfeld e l’ex sottosegretario della Difesa, e da poco ex presidente della Banca Mondiale, Paul Wolfowitz.

Secretary of Defense Donald Rumsfeld shares a ...

I tre uomini politici sono infatti gli esponenti di spicco del  Project for the New American Century

(Progetto per il Nuovo Secolo Americano), fondato nel 1997 con scopi chiaramente espressi

nello Statement of Principles (Dichiarazione di Princìpi), reperibile nel sito ufficiale www.newamericancentury.org: precisamente, «aumentare sostanzialmente la spesa per la difesa e sfidare i regimi ostili ai nostri interessi e valori».

Il Progetto per il Nuovo Secolo Americano stava dunque  programmando la politica che l’amministrazione Bush, nella quale molti dei suoi membri confluirono in posizioni di pre­stigio,

avrebbe poi implementato dopo avere preso (o ru­bato, ma questa è un’ altra storia) il potere.

Mancava soltanto un’adeguata giustificazione per mettere in atto il provocato­rio piano,

ma per questo..il rapporto del 2000 Rebuilding American De/ences (Ricostruire le Difese dell’America),

re­peribile nello stesso sito, aveva un’ ottima proposta:

ci voleva «un evento catastrofico e catalizzante, come una nuova Pearl Harbor».

E cosa meglio potrebbe soddisfare una tale descrizione, degli attacchi alle Torri Gemelle e al Penta­gono?

A questo punto, che l’amministrazione Bush abbia attiva­mente organizzato gli attentati di New York e Washington, che li abbia passivamente subiti sapendo che essi sarebbero stati compiuti,

o che si sia limitata ad accoglierli come una benedizione celeste una volta che erano avvenuti a sua insa­puta, potrebbe anche passare in secondo piano.

Ciò che mi preme veramente sottolineare è che 1’11 settembre le abbia fornito la scusa formale per attuare una politica che era in gestazione da almeno cinque anni, e che ha portato per ora a due guerre.

Gli attentati causarono naturalmente uno shock nel mondo intero, o quasi.

Benché i media l’abbiano rimosso, infatti, sia i palestinesi che gli studenti cinesi manifestarono il loro giubilo.

A sua volta Hebe de Bonafini, portavoce delle Madri di Plaza de Mayo, defini’ gli attentati

«una ven­detta per il sangue di molti» e gli attentatori «uomini corag­giosi che hanno donato la vita per noi, o almeno per i nostri nipoti», ricordando che durante la dittatura in Argentina «anche i nostri figli venivano considerati terroristi, e noi le madri di terroristi».

Gli Stati Uniti ebbero comunque facile gioco nell’otte­nere dalla comunità internazionale il lasciapassare per una prima vendetta a caldo sull’Afghanistan, nonostante quindici dei diciannove attentatori provenissero dall’Arabia Sau­dita, due dagli Emirati Arabi, uno dall’Egitto e uno dal Libano: dunque, da Paesi alleati, invece che nemici.

E no­nostante l’Arabia Saudita probabilmente sapesse degli atten­tati in anticipo, se persino il candidato democratico alla pre­sidenza Howard Dean ebbe a dire il 1 dicembre 2003, in un’intervista alla National Public Radio che ovviamente sol­levò un putiferio:

«La teoria più interessante che ho sentito finora è che Bush fosse stato awisato in anticipo dai sau­diti».

Sia come sia, la guerra in Afghanistan fu combattuta da una coalizione di Paesi della Nato. 

Il 12 settembre 2001, per la prima volta nella sua storia, quest’ultima.. si appellò in­fatti all’articolo 5 del Trattato di Washington del 1949, che recita: «Un attacco armato contro uno o più membri sarà considerato un attacco contro tutti, e ciascuno assisterà l’ at­taccato mediante azioni individuali coordinate». 

Lo stesso giorno la Risoluzione 1.368 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite chiamò a raccolta

«tutti gli Stati al fine di operare insieme urgentemente per consegnare alla giustizia gli esecutori, gli organizzatori e i mandanti di questi attacchi terroristici».

Il fatto che ci fosse una differenza, formale e sostanziale, tra l’al-Qaeda di bin Laden e il governo tale­bano dell’ Afganistan non fermò la guerra, che non ebbe so­stanziali opposizioni nemmeno nei partiti di sinistra europei.

L’obiettivo dichiarato era la liberazione del Paese dal re­gime talebano: una preoccupazione perlomeno singolare da parte dell’Inghilterra, che per ben quattro volte (nel 1839­1842, 1878-1880, 1919 e 1941) aveva combattuto guerre per accaparrarsi e mantenere il controllo della nazione.

Quanto ai talebani, essi avevano conquistato il potere nel 1996, dopo l’occupazione sovietica (1979-1989) e la guerra civile (1989-1996), e controllavano il 95% del territorio: l’intervento occidentale prese dunque la forma di un massic­cio aiuto alla ribelle e minoritaria Alleanza del Nord, chiamato inizialmente Operation Infinite Justice (Operazione Giustizia Infinita) e poi, in un barlume di pudore, Opera­tion Enduring F reedom (Operazione Libertà Duratura), che portò alla caduta di Kabul e di Kandahar il 12 novem­bre e 7 dicembre 2002.

Quanto diritto avessero gli Stati Uniti a parlare di giusti­zia e libertà dopo aver emanato il 26 ottobre 2001 l’infame Patriot Act, “Atto Patriottico”

(acronimo per Providing Ap­propriate Tools Required to Intercept and Obstruct Terro­rism)

“Fornire gli Strumenti Adeguati per Intercettare e Ostacolare il Terrorismo”),

che ha portato all’istituzione di campi di concentramento e alla perpetrazione di rapi­menti di stato,

lo ha dichiarato ufficialmente Amnesty Inter­national nel suo Rapporto Annuale del 25 maggio 2005: «Guantanamo è divenuto il Gulag dei nostri tempi, e for­tifica l’idea che si possano detenere le persone senza moti­vazioni legali.

Se Guantanamo evoca le immagini della repressione sovietica, i “detenuti fantasma”, cosÌ come le detenzioni non ufficiali di detenuti non registrati, riportano in auge la pratica delle “sparizioni”,

cosi popolari nelle dit­tature sudamericane del passato».

Persino il «New York Times» ha convenuto, in un edito­riale del 5 giugno 2005, che

«ciò che giustifica la metafora del Gulag di Amnesty International è che Guantanamo è semplicemente un anello di una catena di campi di deten­zione fantasma, che includono anche Abu Ghraib in Iraq, la prigione militare della base aerea di Bagram in Afghani­stan e altri luoghi nascosti gestiti dai servizi segreti, ciascuno con le proprie storie di abusi, torture e omicidi criminali.

E questi non sono incidenti isolati, ma fanno parte di un si­stema globale di detenzione completamente svincolato dalla legalità, all’interno del quale non sono solo i prigionieri e gli ufficiali a essere trasferiti da un campo all’altro, ma persino gli specifici metodi di maltrattamento».

Che cosa succeda in questi luoghi, dalle torture con l’ elettricità agli attacchi con i cani lupo, chiunque l’ha potuto ve­dere nelle fotografie che hanno scandalizzato il mondo in­tero, e dal gennaio 2007 lo può anche leggere nel rapporto dell’FBI..

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Detainees Positive Responses, “Risposte Positive dei Detenuti”,

reperibile in rete nel sito /oia.jbi.gov/ guanta­namo/ detainees.pdf, che raccoglie le testimonianze di 500 aguzzini di persone che, in buona parte, sono state imprigio­nate senza alcun motivo.

Per esempio, dei 775 detenuti a Guantanamo dal 2002 al 2006, 340 sono stati rilasciati, 110 sono stati dichiarati “rilasciabili”, 70 saranno processati da tribunali militari, e 255 rimangono detenuti a tempo in­determinato (benché il rapporto del 15 febbraio 2006 della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite Situa­tion o/ Detainees at Guantanamo Bay, “Situazione dei Dete­nuti a Guantanamo Bay”, abbia ricordato che è loro diritto essere processati o rilasciati).

Ma, naturalmente, più della guerra in Afghanistan e di Guantanamo, 1’11 settembre ha provocato la guerra in Iraq e le relative menzogne.

Anche questa volta sembra che il Progetto per il Nuovo Secolo Americano sapesse già in anti­cipo come sarebbe andata a finire, prima ancora degli atten­tati.

La Lettera al presidente Clinton del 26 gennaio 1998, reperibile nel sito già citato, affermava infatti che «l’unica strategia accettabile è l’eliminazione della possibilità che l’Iraq diventi in grado di usare, o di minacciare di usare, armi di distruzione di massa.

Alla breve, questo significa es­sere pronti a intraprendere un’ azione militare, visto che la diplomazia sta chiaramente fallendo. Alla lunga, significa ri­muovere Saddam Hussein e il suo regime dal potere».

Il rapporto del 2000 Rebuilding American De/ences (Rico­struire le difese dell’America), ribadiva che «mentre l’irri­solto conflitto ne fornisce la giustificazione immediata, la ne­cessità di una sostanziale presenza delle forze americane nel Golfo trascende il problema del regime di Saddam Hus­sein».

Inoltre, «noi crediamo che le attuali risoluzioni delle Nazioni Unite diano già agli Stati Uniti l’autorità per intra­prendere i passi necessari, inclusi quelli militari, per proteg­gere i nostri interessi vitali nel Golfo.

Ma, in ogni caso, la politica americana non può continuare a essere danneggiata da un’incauta richiesta di unanimità nel Consiglio di Sicu­rezza». In queste dichiarazioni si ritrovano gli ingredienti essen­ziali della strategia che l’amministrazione Bush adotterà per attaccare e rimuovere Saddam Hussein.

In particolare, il mantra delle armi di distruzione di massa: cioè degli arma­menti non convenzionali (nucleari, chimici, biologici) in grado di uccidere indiscriminatamente la popolazione civile, che l’Iraq era accusato di ammassare con il proposito di usarli contro l’Occidente.

Ora, è singolare che quest’accusa provenisse dagli Stati Uniti: oltre a essere infatti l’unica na­zione ad avere mai fatto uso di armamenti nucleari, provo­cando 300.000 morti a Hiroshima e Nagasaki nell’agosto del 1945, essi hanno sistematicamente usato armi chimiche nelle loro guerre di aggressione, dal napalm in Vietnam al fosforo bianco nell’Iraq stesso (nei bombardamenti di Falluja del novembre 2004).

Inutile dire che le armi di distruzione di massa non solo non c’erano in Iraq, ma non potevano esserci.

L’unico reat­tore nucleare, l’Osiraq costruito a partire dal 1977, era in­fatti stato bombardato nel 1981 da Israele, in un’azione “preventiva” condannata dalla risoluzione 487 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e ribombardato nel 1991 dagli Stati Uniti durante la Prima Guerra del Golfo.

E tutto il resto era stato distrutto grazie alle ispezioni delle Nazioni Unite tra il 1991 e il 1998, e ai sistematici bombardamenti effettuati durante l’intera presidenza Clinton: poco noti, ma dettagliati nell’Archive o/ u.s. Bombings, Invasions and Occupations o/ Iraq (Archivio dei Bombardamenti, delle In­vasioni e delle Occupazioni Statunitensi in Iraq), reperibile nel sito www.ccmep.org/usbombingwatch/1998.htm.

In ogni caso, nessun’ arma di distruzione di massa è stata trovata dopo l’invasione dall’Iraq Survey Group (Gruppo d’Indagine sull’Iraq), incaricato di cercarle.

Il suo primo presidente, David Kay, un ex ispettore delle Nazioni Unite, si è dimesso il 23 gennaio 2004, dichiarando: «Non penso che siano mai esistite, e non credo che ci sia stato un pro­gramma massiccio di produzione negli anni ’90».

Il suo suc­cessore, Charles Duelfer, anch’egli un ex ispettore delle Na­zioni Unite, emanò il 30 settembre 2004 il rapporto finale del Gruppo, in cui si ammette che esso «non ha trovato prove che Saddam Hussein possedesse depositi di armi di distruzione di massa nel 2003».

Nelle Notes from Saddam in Custody (Note da Saddam Prigioniero), pubblicate il 14 dicembre 2004 nel sito www.time.com dal settimanale «Time», si riporta che lo stesso dittatore, interrogato quel giorno subito dopo la sua cattura, rispose cosÌ alla domanda se c’erano armi di distru­zione di massa in Iraq: «Ovviamente no. Se le sono inven­tate gli Stati Uniti per attaccarci».

Ed è singolare che a dire la verità sia stato proprio Saddam, e a mentire l’amministra­zione Bush:

lo stesso Segretario di Stato Colin Powell ha in­fatti dichiarato, in un’intervista alla ABC dell’8 settembre 2005, che la sua testimonianza al Consiglio di Sicurezza il 5 febbraio 2003, in cui egli mostrava “prove” fabbricate contro Saddam Hussein, costituisce «una macchia che offu­sca la mia reputazione».

Anche le Nazioni Unite, naturalmente, hanno forti re­sponsabilità per il conflitto. Anzitutto, per aver introdotto nel 2002 una singolare inversione dei princìpi del diritto nella Risoluzione 1.441 del Consiglio di Sicurezza, preten­dendo che fosse l’Iraq a dimostrare di non avere armi di di­struzioni di massa, invece che gli ispettori a dimostrare che le aveva.

E poi, per avere accettato passivamente che gli Stati Uniti attaccassero in suo nome anche in mancanza di un suo mandato, come d’altronde preannunciato nel citato Rapporto del 2000 del Progetto per il Nuovo Secolo Ame­ricano: lo stesso Kofi Annan dichiarò tardivamente, il 16 set­tembre 2004 alla BBC, che l’occupazione

«non era avvenuta in conformità al dettato delle Nazioni Unite, e dal punto di vista del suo Statuto era illegale»,

ma non propose mai a tempo debito mozioni di sfiducia, sanzioni internazionali e azioni militari congiunte nei confronti dello stato fuorilegge.

Eppure, l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti è stata una violazione del diritto internazionale

enorme­mente più grave e ingiustificata dell’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq,

e ha provocato un numero di vittime civili incomparabilmente più alto di quelle degli attentati del­1’11 settembre,che sono state 2.973 (246 sui quattro aerei dirottati, 2.602 alle Torri Gemelle e 125 al Pentagono):

Le cifre vanno infatti da un minimo provato di 55.000 morti irachene, dettagliate nel sito www.iraqbodycount.org, a un massimo estrapolato di 655.000 nel Secondo Rapporto Lan­cet dell’l1 ottobre 2006 (il Primo Rapporto, del 29 ottobre 2004, arrivava già a 100.000 vittime). 

Se Saddam Hussein è stato impiccato il 30 dicembre 2006 come mandante dell’as­sassinio di 148 sciiti nel 1982, che cosa devono aspettarsi i responsabili della occupazione illegale che ha provocato..

queste decine o centinaia di migliaia di morti?

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