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Il Regno di dio..è già presente..   Leave a comment


 

sono un teologo..eretico..potrei definirmi..gnostico.
Ho sempre creduto..che Gesù..la Parola..incarnata..del Creatore..dell’Universo..
è nello stesso tempo..colui..per..mezzo del quale..ogni cosa..è stata creta.. ( prologo del vangelo di Giovanni ) .
il Messianesimo..è..già presente.. la Fisica Quantistica..ha scientificamente dimostrato..che tutto l’Universo..è..materia..a diversi stadi..di concentrazione..secondo..l’equazione..di Einstein.. (E = mc2 è l’equazione che stabilisce l’equivalenza e il fattore di conversione tra l’energia e la massa di un sistema fisico. )
Si conoscono..ormai..scientificamente..attualmente..circa 8 diverse..materie.
“E indica.. l’energia contenuta.. o emessa.. da un corpo, “m” la sua massa e “c” la costante velocità della luce nel vuoto.

Venne enunciata da Albert Einstein nel 1905 nell’ambito della relatività ristretta, benché non compaia nel primo articolo sulla teoria del giugno, ma in un secondo del settembre intitolato “L’inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?”[1].

È probabilmente la più famosa formula della fisica, grazie all’intreccio di novità, semplicità ed eleganza.

Si conoscono..scientificamente..circa 8 diverse,,concentrazioni..di materia..che spazia..da quella..elettromagnetica..l’unica visibile..dall’occhio umano..alla materia oscura..che è..approssimativamente..il 94% della materia esistente, .poi..esiste..un tipo di materia..chiamata..dagli scienziati..Forza debole;
questa materia..vibrazionale..è generata..dalle emozioni..che l’uomo..prova..con la sua intelligenza.
E’ l’unico..tipo..di materia..che ha la capacità..di attraversare..tutte le altre materie.
Questa forza..sarà..la responsabile..del cambiamento dell’ Umanità.
Cambierà..la coscienza..”circuita” dell’uomo..reso incapace..di sentire..la sua Coscienza..originaria.
Come insegnò..Gesù..il Regno di Dio..è..”dentro di noi..e fuori di
noi.” ” alza un sasso..e lì..mi troverai ” ” beato chi non cessa mai..di cercare..perchè..alla fine..troverà..il regno” ( vangelo..di Tommaso apostolo..fratello di Gesù..altrimenti detto.. ” detti segreti..di Gesù.
Questo è..quello che alla fine..ho trovato..
Questa..è la vera.. liberazione..dell’anima ..umana.
Andrea Sinicatti..blogger.. ( https://andreasinicatti.wordpress.com

Pubblicato 6 settembre 2016 da sorriso47 in 9(11 truth, 9/11, 9/11 truth, agapè, Albert Einstain, Amina Tyler.., amore, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, animus, antica farmacia profumeria S.M.Novella, ASTROFISICA, attentato torri gemelle, Attualità, auto a risparmio energetico, auto ad acqua, auto ad idrogeno, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, beauty, beauty of Universe, bellezza, blog, cambiamento, catene religiose, compassion, compassione, conflitto Israele Palestina, conoscenza, conoscenza di se stessi, contemplazione, corpo umano, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., Dio, dogma, dogmatismo, dogmi, dottrina, dottrina sessuale, earth, Ebraismo, educazione, educazione sessuale, ENERGIA DEBOLE, energia elettromagnetica, energia gratis, energia pulita, energia senza fili, erich fromm, eros, esegesi, essere, estasi, etica sessuale, femminismo islamico, Fisica, fisica quantistica, fratellanza, gendre, genere, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, Giordano Bruno, Giuliana Conforto, giustizia, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, Gospel, grace, human creativity, il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, inganno globale, Kesher Foundation, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la nostra terra, la terra è il mio santuario, laici, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, Lobbies, Lobbies americane, love, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, maschio, Massoneria, Massoneria conservatrice, Media e tecnologia, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, mente razionale, menzogna, messianesimo, misericordia, mistificazione, morale, Nag Hammadi, Natura, naturismo, Nikola Tesla, Noam Chomsky, nude, nudismo, pace, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, passion, passione, passioni, passioni umane, pedr mezzo di lui..tutte le cose..sono state..create, pensatori, perdono, piacere, Piergiorgio Odifreddi, Popoli e politiche, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, sacro, salute, salute benessere, scienza, Scuola, segni, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, Signore tu mi scruti..e mi conosci, società, Società e costume, Solidarietà, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, spiritualità tantra, Tantra, tantrismo, TED talks, Ted.com, teologia, terapia genica, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, torri gemelle, truth, TULLIO SIMONCINI, tumore, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, vita, vita dopo la morte, vitamina C, women's wriths, Wright, Yoga, yoni

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L’immenso amore..di Dio…il “Padre nostro”…   Leave a comment


Mi sono sempre chiesto.se questa preghiera di Gesù..fosse vera..e che significato aveva..quel : non ci indurre in tentazione..ma liberaci ..dal male”

Dio..può tentare..l’uomo?..e perchè..lo fa..!!

Dio può tentare l’uomo..lo fà..quando l’uomo..si crede perfetto..e giudica.gli altri.

Nel vangelo..Gesù..dice una parabola:

http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmlhttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.html

 

In questa parabola, Gesù parte da una situazione psicologica e sociale molto contraria al Vangelo; Egli la vuole ad ogni costo distruggere, per portare il popolo di Israele (in primo piano, ma – a ben vedere – tutta l’umanità) a un modo di giudicare e di agire che rispetti e sviluppi i valori dell’umiltà, della carità e della misericordia.

Nel fariseo e nel pubblicano sono espresse due categorie di persone: primi, i farisei che, di istinto, si ritengono la categoria privilegiata e superiore a tutti, incline a giudicare gli eventi e le persone: «Io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano; digiuno due volte la settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo» (Luca 18,11-12).

L’altra categoria è costituita dai pubblicani, cioè gli esattorhttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmli delle imposte, molto mal visti non solo perché si arricchivano esigendo il pagamento delle imposte, ma perché lavoravano, in pratica, a favore dei Romani, su mandato dell’imperatore (chiamato “Cesare”, dal nome di Giulio Cesare, che aveva iniziato l’espansione e preparato l’istituzione dell’Impero ad Augusto).

Gesù, ovviamente, non ha voluto affatto emettere un giudizio politico, ma ha voluto evidenziare due atteggiamenti tra loro opposti, e giudicarli alla luce della Verità, dehttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmllla Giustizia e della Carità. Abbiamo già ascoltato il modo di esprimersi del fariseo, capace soltanto di vedere se stesso (e la sua categoria di appartenenza) come ideale ed emblema del perfetto Giudeo, e di sentirsi pertanto autorizzato a giudicare le persone e la società secondo tali criteri. Accetta le leggi e le strutture della religione ebraica, orientandole però secondo gli interessi di casta.

Per quanto riguarda il pubblicano, Gesù non esprime un giudizio circa la legittimità (di diritto e di fatto) della loro professione, ma si ferma a considerare l’atteggiamento interiore di quel pubblicano: è un atteggiamento di umile riconoscimento dei suoi peccati: «Il pubblicano, fermatosi a distanza (dell’Arca dell’Alleanza situata nel centro del Tempio), non osava alzare nemmeno gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”» (Luca 18,13). Quello che Gesù vuole evidenziare è l’atteggiamento umile di uno che sa di essere peccatore, riconosce la sua colpa e – sinceramente pentito – invoca la misericordia di Dio.

La misura del perdono

Questi, i due personaggi della parabola. Certamente, Gesù non era venuto solo per evangelizzare e salvare il popolo di Israele; ben sapeva di essere venuto per la salvezza di tutta l’umanità. Ci rendiamo pertanto conto che l’esempio usato nella parabola – essendo collocato all’interno della storia di un popolo e nell’ambito di una determinata nazione (che pur aveva ricevuto già dai profeti e nell’arco di molti secoli un’educazione direttamente da Dio) – ha una portata e un’ampiezza che abbraccia tutta la storia umana.

Qui, pertanto, occorre che ciascuno di noi faccia un sincero e approfondito esame di coscienza, per vedere “se” e “fin dove” accogliamo l’insegnamento di Gesù, e come tale insegnamento sia veramente radicato nella nostra coscienza e nel nostro cuore. Siamo tutti piuttosto pronti a giudicare gli altri, e – anche su questo – Gesù ci ammonisce, dicendo: «Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati … perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Luca 6,37-38); ma, per di più, ci insegna a perdonare; anzi, nella preghiera del Padre nostro, ci fa chiedere al Padre di essere perdonati se e nella misura con cui perdoniamo ai fratelli: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori».

La forza dell’umiltà

Risultati immagini

 

Torniamo a riflettere sull’umiltà, visto che Gesù ha condannato chiarissimamente l’orgoglio e la presunzione del fariseo. L’umiltà vera è innanzitutto un atteggiamento da tenere verso il Signore; e solo dopo diventa – come conseguenza – un atteggiamento che teniamo verso il prossimo. Chi siamo noi, che non di rado ci atteggiamo a giudici del Signore e ci lamentiamo con Lui perché, ad esempio, non interviene nella storia (nostra, ma anche nelle vicende mondiali) come noi vorremmo?

L’umiltà è verità, e quindi ha le radici nell’infinita Verità che è Dio. Il fariseo giudica e disprezza il pubblicano, e così dimostra di non avere capito nulla di Dio, di non conoscerlo, anzi, di sostituirsi a Lui! Il fariseo proietta in Dio la sua miserabile e goffa prosopopea di essere giusto: di una giustizia fabbricatasi da se stesso e che vorrebbe affibbiare a Dio! In realtà, il fariseo parla a se stesso (è del resto la traduzione letterale del testo originale del Vangelo).

Di più: anche il motivo per cui il fariseo ringrazia Dio è sciocco perché fondato sulla sua personale presunzione di essere giusto e di poter giudicare il suo prossimo; e di conseguenza non sa ringraziare Dio per tutti i benefici che ci concede ogni giorno: l’orgoglioso non sa vedere il vero bene, quello operato da Dio, perché cerca solo (e crede di conoscere) il bene operato dalla sua misera persona… Diciamolo con semplicità e chiarezza: “nessuno è così goffo come il superbo!” (e proviamo a dirlo, con umiltà, anche a noi stessi!).

… E così arriviamo alla sapienza del pubblicano, che riconosce sinceramente e umilmente il proprio limite, il proprio peccato! Gesù ci invita caldamente a imitarlo, per essere anche noi “resi giusti” di fronte al Padre.

Mi piace terminare con un tratto dell’inno del Magnificat, proclamato da Maria (e che troviamo ancora nel Vangelo di Luca: 1,48-52):

«Dio ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e “Santo” è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri dei loro cuori; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili».
Maria poteva cantare così, perché tutta la sua santità la riconosceva come dono di Dio; infatti, la vera traduzione del primo versetto sarebbe così: «Ha guardato con particolare predilezione la piccolezza della sua serva».

Così è, e così sia!
Don Rodolfo Reviglio


     IMMAGINI:
1  
© Elledici / M. Dasso / La parabola del fariseo e del pubblicano ha una portata universale. Tutti sono chiamati a riscoprire la propria indegnità davanti a Dio.

 

Questo è il motivo..per cui..Dio tenta..

non vuole che l’uomo.. si vanti..di essere.superiore..agli altri uomini…

è meglio..essere..peccatori.e riconoscerlo..davanti a Lui..

il peccatore..che ,in cuor suo,..si pente..è perdonato..

il pubblicano..ritornerà..a casa….   non perdonato.

L’Amore che è dentro di noi..universalmente..salverà il Mondo.. ( Rolando Toro)   2 comments


un Uomo.degno..del premio Nobel per la Pace

rrolando toro

l’ESSENZA DEL TANTRA…UN VIDEOCORSO..(eglish-sub ITA)   Leave a comment


tantra 7

sesso tantra 5

sesso tantra 3

sesso tantra 2

tantra 8

tantra 6

 

tantra 9

 

 

Piuttosto corri…   Leave a comment


GIOVANNA GARBUIO

Come mai l’uomo reprime tanto e si ammala? Perché la società t’insegna a controllare, non a trasformare, e la via della trasformazione è completamente diversa. Tanto per cominciare, non è affatto la via del controllo, ma piuttosto l’opposto.

Primo: nel controllare, reprimi e nel trasformare, esprimi.

Ma non occorre esprimere con qualcun altro, perché l’altro è irrilevante. La prossima volta che sei arrabbiato, fai per sette volte il giro dell’isolato di corsa, e poi siediti sotto un albero e osserva dov’è andata la rabbia.

correre donna     correre uomo

 

Non l’hai repressa, non l’hai controllata, non l’hai gettata su qualcun altro – perché se la getti su qualcun altro si crea una reazione a catena: l’altro è sciocco quanto te, inconscio quanto te. Se la getti su un altro, e l’altro è illuminato, non ci sarà alcun problema; ti aiuterà a buttarla fuori grazie a una catarsi. Ma l’altro è ignorante come lo sei tu – se gli butti addosso la tua rabbia, reagirà. Ti getterà addosso ancora più rabbia, perché è represso quanto te. Diventa una reazione a catena: tu la getti su di lui, lui la ributta su di te, e diventate nemici.

Non buttarla addosso a nessuno. È esattamente come quando senti di voler vomitare: non vai a vomitare su qualcun altro. La rabbia dev’essere vomitata. Va’ in bagno e vomita! Ripulirà tutto il corpo – se reprimi il vomito, può essere pericoloso. Quando vomiti, ti senti rinnovato, ti senti alleggerito, ti senti bene, sano. Qualcosa non andava nel cibo che avevi consumato e il corpo l’ha rifiutato. Non continuare a forzarlo a restare dentro di te.

La rabbia è solo vomito mentale. C’è qualcosa che non va in ciò che hai ingoiato, e tutto il tuo essere psichico vuole liberarsene; ma non vuol dire che devi buttarlo addosso a qualcun altro.

La società ti dice di controllare la rabbia proprio perché la gente tende a buttarla sugli altri.

Non c’è alcun bisogno di buttare la rabbia addosso a qualcuno. Puoi andare in bagno, puoi andare a fare una lunga passeggiata – vuol dire solo che qualcosa dentro di te richiede un’attività intensa in modo da poter essere rilasciata. Vai a correre e sentirai che la rabbia viene espressa ed eliminata, oppure prendi un cuscino e picchialo, litiga con il cuscino, mordilo, finché le mani e le mascelle diventano rilassate.

cuscino mordimi

 

Con una catarsi di cinque minuti ti sentirai alleggerito e, quando farai questa scoperta, non getterai mai più la rabbia su qualcuno, perché questa è una cosa assolutamente sciocca.

Quindi la prima fase del processo di trasformazione è esprimere la rabbia, ma non buttandola addosso a qualcuno, perché allora non potrai esprimerla totalmente. Vorresti uccidere, ma è possibile; vorresti mordere, ma non è possibile. Puoi farlo però con un cuscino. Cuscino vuol dire ‘già illuminato’; il cuscino è illuminato, un buddha. Il cuscino non reagirà, non ti trascinerà in tribunale, non ti sarà nemico – non farà nulla. Il cuscino sarà felice, e riderà di te.

La seconda cosa da ricordare è: sii consapevole.

Per controllare, non occorre alcuna consapevolezza; lo fai in modo meccanico, come un robot. La rabbia arriva, e c’è un meccanismo per cui di colpo tutto il tuo essere diventa limitato e chiuso. Ma se sei consapevole, il controllo non potrà essere così facile.

La società non t’insegna mai a osservare, perché quando qualcuno è consapevole, quando osserva, è completamente aperto. Fa parte della consapevolezza: sei aperto – e se vuoi reprimere qualcosa mentre sei aperto, diventa una contraddizione, potrebbe comunque emergere. La società t’insegna come chiuderti, come collassare in te stesso; non ti permette nemmeno una finestrina attraverso la quale tu possa uscire.

Ma ricorda che quando nulla può uscire, nulla può entrare. Quando la rabbia non può uscire, diventi chiuso. Se tocchi una roccia molto bella, dentro di te non entrerà nulla; quando guardi un fiore, non entrerà nulla: i tuoi occhi sono morti, chiusi. Baci qualcuno, e nulla penetra dentro di te perché sei chiuso. Vivi una vita priva di sensibilità.

La sensibilità cresce insieme alla consapevolezza.

Con il controllo diventi opaco, morto – questa è una parte del meccanismo di controllo: se sei opaco e morto nulla ti potrà influenzare, come se il corpo fosse diventato una fortezza, una cittadella. Nulla ti toccherà, né l’insulto, né l’amore.

Ma questo controllo avviene a un prezzo molto alto, ed è un prezzo che non è necessario pagare; a quel punto diventa l’unico fenomeno della tua vita: come controllarti, e poi morire! Lo sforzo di controllare assorbe tutta la tua energia, e poi muori. La vita così diventa una cosa opaca e morta; tiri avanti, in qualche maniera.

La società t’insegna il controllo e la condanna, perché un bambino controllerà qualcosa solo quando sente che è condannata. La rabbia è male, il sesso è male; tutto ciò che dev’essere controllato viene fatto apparire al bambino come un peccato, come una cosa malvagia.

Il figlio di Mulla Nasruddin sta diventando grande. Ora ha dieci anni e Mulla pensa: questo è il momento, è abbastanza grande perché gli riveli i segreti della vita. Lo chiama nel suo studio e gli fa un discorsetto sulla vita sessuale degli uccellini e delle api. Alla fine gli dice: “Quando sentirai che il tuo fratellino sarà abbastanza cresciuto, potrai dirgli tu tutte queste cose”.

Qualche minuto dopo, passando davanti alla stanza dei bambini, sente il bambino più grande, quello di dieci anni, che si è già messo all’opera. Sta dicendo al fratello più piccolo: “Guarda, sai quelle cose che la gente fa quando vuole un bambino? Beh, papà mi ha detto che uccellini e api fanno la stessa dannata cosa”.

Nasce una profonda condanna rispetto a tutto ciò che è vivo.

E il sesso è la cosa più viva che esista – deve esserlo! È la sorgente. Anche la rabbia è una cosa molto viva, perché è una forza di protezione. Se un bambino non può arrabbiarsi per nulla, non sarà in grado di sopravvivere. In certi momenti deve arrabbiarsi. Deve esporre il proprio essere, deve asserire la propria posizione, altrimenti non avrà spina dorsale.

La rabbia è bella, il sesso è bello. Ma le cose belle possono diventare orrende – dipende da te. Se le condanni, diventano brutte; se le trasformi, diventano divine. La rabbia trasformata diventa compassione – perché l’energia è la stessa. Un buddha ha compassione: da dove nasce questa compassione? È la stessa energia che operava nella rabbia; ora, invece di diventare rabbia, si trasforma in compassione. Da dove nasce l’amore? Un Buddha è amore, un Gesù è amore. La stessa energia che opera nel sesso, diventa amore.

Ricorda che se condanni un fenomeno naturale, diventa velenoso, ti distrugge, diventa negativo, suicida. Se lo trasformi, diventa divino, diventa una forza divina, un elisir; grazie a esso arrivi all’immortalità, a un essere che non conosce la morte. Ma ci vuole una trasformazione.

la visita di papa Francesco ad Instambul al patriarca della chiesa ortodossa   Leave a comment


Il Papa sul libro degli ospiti di Santa Sofia: “Dio guidi l’umanità sulla via della verità”

Il Papa si china davanti a Bartolomeo e si fa benedire da lui"Pietro e Andrea"

Alla fine del suo discorso Papa Francesco ha chiesto la benedizione del Patriarca Bartolomeo e si è chinato davanti a lui per ricevere la benedizione. Il Patriarca lo ha baciato sul capo. È un gesto fortemente simbolico quello che conclude la giornata. È ormai calata la sera a Istanbul, e nella vigilia della festa di Sant’Andrea, patrono del patriarcato ortodosso, Francesco varca la soglia della chiesa insieme al fratello Bartolomeo. La preghiera è un incontro breve, un anticipo di quanto accadrà domani, quando il Pontefice assisterà alla Divina Liturgia ortodossa celebrata dal Patriarca ecumenico. All’ingresso, il Papa ha venerato una grande icona ricoperta d’argento.

Nel suo saluto di benvenuto, Bartolomeo definisce Francesco «latore di amore del Protocorifeo (cioè l’apostolo Pietro, ndr) verso il proprio fratello, il Primo chiamato (cioè l’apostolo Andrea)». Il Patriarca ricorda le «analoghe visite dei vostri venerabilissimi predecessori», citando Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. E parla della «volontà» di Papa Bergoglio e della «santissima Chiesa di Roma di proseguire il fraterno e costante cammino con la nostra Chiesa ortodossa, per il ristabilimento della completa comunione». La venuta del Papa, per Bartolomeo «è un fatto storico e ricco di buoni auspici per il futuro».

Il Patriarca, ringraziando i cattolici per la per la restituzione delle reliquie di santa Eufemia, cita san Basilio e san Giovanni Crisostomo. E aggiunge: «Questi santi Padri, sul cui insegnamento si è fondata la nostra comune fede durante il primo millennio, siano intercessori presso il Signore, affinché possiamo ritrovare la piena comunione tra le nostre chiese, compiendo così la sua santa volontà».

«Mentre le esprimo il mio sentito grazie per la sua fraterna accoglienza – gli risponde nel suo saluto Francesco – sento che la nostra gioia è più grande perché la sorgente è oltre, non è in noi, non è nel nostro impegno e nei nostri sforzi, che pure doverosamente ci sono, ma è nel comune affidamento alla fedeltà di Dio».

Parlando della pace e della gioia «che il mondo non può dare, ma che il Signore Gesù ha promesso ai suoi discepoli, e ha donato loro da risorto», Bergoglio ha aggiunto: «Andrea e Pietro hanno ascoltato questa promessa, hanno ricevuto questo dono. Erano fratelli di sangue, ma l’incontro con Cristo li ha trasformati in fratelli nella fede e nella carità. E in questa sera gioiosa, in questa preghiera vigiliare vorrei dire soprattutto: fratelli nella speranza». LA STAMPA domenica 30 novembre 2014

 

“Contemplando la bellezza e l’armonia di questo luogo sacro la mia anima si eleva all’Onnipotente, fonte e origine di ogni bellezza”.Lo ha scritto Papa Francesco sul libro degli ospiti della Basilica di Santa Sofia a Istanbul. “Chiedo all’Altissimo di guidare sempre i cuori dell’umanità sulla via della verità, della bontà e della pace”        http://video.repubblica.it/dossier/il-nuovo-papa/il-papa-sul-libro-degli-ospiti-di-santa-sofia-dio-guidi-l-umanita-sulla-via-della-verita/185006/183868

(da Repubblica Esteri)

“La fame e la povertì alimentano la violenza e il terrorismo”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso della sua visita in Turchia, parlando alla “divina liturgia” nella chiesa patriarcale di San Giorgio a Fanar, sede del Patriarcato ortodosso di Istanbul. “Nel mondo, ci sono troppe donne e troppi uomini che soffrono per grave malnutrizione, per la crescente disoccupazione, per l’alta percentuale di giovani senza lavoro e per l’aumento dell’esclusione sociale, che può indurre ad attività criminali e perfino al reclutamento di terroristi”.

E rivolgendosi al mondo ortodosso, il Pontefice ha aggiunto: “”Come cristiani siamo chiamati a sconfiggere insieme quella globalizzazione dell’indifferenza che oggi sembra avere la supremazia e a costruire una nuova civiltà dell’amore e della solidarietà”. Un appello all’unità, dunque, nella certezza che il “ristabilimento della piena comunione” tra cattolici e ortodossi “non significa nè sottomissione l’uno dell’altro, nè assorbimento – ha aggiunto Bergoglio – ma piuttosto accoglienza di tutti i doni che Dio ha dato a ciascuno per manifestare al mondo intero il grande mistero della salvezza”.

Lo sforzo per ritrovare la comunione tra le diverse chiese è stato riconosciuto anche dal patriarca ecumenico Bartolomeo I: “Il vostro ancora breve cammino alla guida della Chiesa, vi ha consacrato nella coscienza dei nostri contemporanei, araldo dell’amore, della pace e della riconciliazione. Insegnate con i vostri discorsi, ma soprattutto e principalmente con la semplicità la umiltà e l’amore verso tutti, per i quali esercitate il vostro alto ufficio. Ispirate fiducia agli increduli, speranza ai disperati, attesa a quanti attendono una Chiesa amorevole verso tutti”, gli ha detto il patriarca nel discorso di saluto che si sono scambiati al termine della Divina Liturgia. Ringraziandolo per aver offerto agli ortodossi “la speranza che durante il vostro tempo, l’avvicinamento delle nostre due grandi antiche Chiese continuerà a edificarsi sulle solide fondamenta della nostra comune tradizione, la quale da sempre rispettava e riconosceva nel corpo della Chiesa un primato di amore, di onore e di servizio, nel quadro della sinodalità, affinché ‘con una sola bocca ed un sol cuore’ si confessi il Dio Trino e si effonda il Suo amore nel mondo”.

Francesco e Bartolomeo I si sono già incontrati ieri all’arrivo del Pontefice a Istanbul da Ankara: il patriarca ecumenico ha partecipato alla messa celebrata nel pomeriggio dal Papa nella cattedrale cattolica e subito dopo un altro incontro c’è stato al Patriarcato, dove il Papa è intervenuto a una liturgia ecumenica. Qui, chinando il capo davanti a Bartolomeo, Francesco gli ha chiesto la sua benedizione per la Chiesa di Roma, e il patriarca l’ha fraternamente baciato e abbracciato.

Stamane il Papa ha incontrato anche il gran rabbino di Turchia Isak Haleva. L’ultimo appuntamento del viaggio papale in Turchia, alle 16.00 (le 15.00 italiane) nel giardino della Rappresentanza pontificia, sarà infine il saluto ai ragazzi dell’Oratorio Salesiano, in cui Francesco incontrerà anche alcuni giovani rifugiati, di famiglie in fuga dall’Iraq e dalla Siria. Sul volo di ritorno per Roma, con arrivo previsto alle 18,40 a Ciampino, Bergoglio ha già promesso che risponderà alle domande dei giornalisti al

book gratuito di Giovanna Garbuio..Vita,istruzioni per l’uso (Ho-oponoponopo)   Leave a comment


Vita,istruzioni per l’uso

cerchiamo di ridere ..che ridere fà bene alla mente ed al corpo..

 

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