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ESPLICAZIONE DEL TANTRA (EXPLANATION OF TANTRA   Leave a comment


IL SENTIERO DEL TANTRA

(di CONCETTO NAIYRANA CAMMISA)

 

Devi assorbire lo spirito del Tantra

“Mentre fai l’amore non controllarti, entra nel caos, in uno spazio senza alcun controllo. Sarà pauroso, avrai paura, sarà come una specie di morte. La mente ti dirà, “Controllati!” o ancora, “Salta dentro e rimani in controllo, altrimenti cadrai in un abisso!”. Non ascoltare la mente, perditi, abbandonati completamente, e senza alcuna tecnica arriverai ad avere un’esperienza di là dal tempo. Non ci saranno due persone ma una sola: un’unicità. La consapevolezza sarà presente, una passiva e lucida consapevolezza, saprai cosa succede perché sarai totalmente attento. In effetti, tu non sarai lì, ma la consapevolezza sarà presente.
Devi assorbire lo spirito del tantra, non è una tecnica da imparare.”

Osho, This Very Body the Buddha, Vol. 1, Talk #8

Il Tantra ha totale fiducia in te

“La visione tantrica è una delle più grandi visioni mai sognate dall’uomo: una religione senza sacerdoti, senza templi, senza organizzazioni. Una religione che non distrugge l’individuo, ma lo rispetta tremendamente. Una religione che stima l’uomo e la donna, ordinari. Questo tipo di stima va realmente in profondità, il Tantra ha fiducia nel tuo corpo, nessun’altra religione si fida del tuo corpo. Quando una religione non si fida del corpo, crea una divisione tra te e il tuo corpo, ti rende nemico del tuo stesso corpo, inizia a distruggere la saggezza naturale del corpo.
Il Tantra si fida del tuo corpo, dei tuoi sensi, della tua energia. Il Tantra si fida di te – totalmente, non nega nulla, ma trasforma tutto.
Come arrivare ad una visione tantrica? Questa è la mappa che inverte la rotta, ti porta dentro, e va oltre.
La prima cosa è il corpo, il corpo è la tua base, il terreno dove ti sei stabilito. Renderti antagonista verso il tuo corpo ti distrugge, ti rende schizofrenico, miserabile, crea l’inferno. Tu sei il corpo. Ovviamente tu sei molto di più del corpo, ma quello seguirà. Prima di tutto, sei il corpo. Il corpo è la tua realtà di base, quindi non essere mai contro il tuo corpo. Ogni volta che sei contro il tuo corpo, stai andando contro Dio. Ogni volta che non rispetti il tuo corpo perdi il contatto con la realtà, il tuo corpo è il contatto, il ponte. Il corpo è il tuo tempio.
Il Tantra insegna riverenza per il corpo, amore, rispetto, gratitudine. Il corpo è una meraviglia, il più grande di misteri.”

Osho, Tantric Transformation, Talk #7

 

Saraha è il fondatore del Tantra

“Saraha è nato dopo il Budda, circa duecento anni dopo, era in linea diretta con lui, ma in un ramo diverso. Una diramazione si muove da Mahakashyapa a Bodhidharma, e da lì nasce lo Zen – ancora adesso ricco di fioriture. Un’altra diramazione si muove dal Budda a suo figlio, Rahul Bhadra, da Raul Bhadra a Sri Kirti, da Sri Kirti a Saraha, quindi da Saraha verso Nagarjuna – questa diramazione è quella tantrica, e continua a portare frutti in Tibet. Il tantra ha convertito il Tibet e Saraha ha fondato il tantra, proprio come Bodhidharma ha fondato lo zen. Bodhidharma ha conquistato la Cina, la Corea, il Giappone, e Saraha ha conquistato il Tibet.
Questi canti di Saraha sono di una gran bellezza, il fondamento del tantra. Per prima cosa devi comprendere l’attitudine del tantra nei confronti della vita, la visione che il tantra ha della vita. La cosa più importante del tantra è molto radicale, rivoluzionaria, ribelle – la visione basilare è che il mondo non è diviso in ciò che è più basso e ciò che è più alto, ma è un unico elemento, il più basso ed il più alto si danno la mano. Il più alto include il più basso, e viceversa. Il più alto è nascosto nel più basso, e viceversa, quindi il più basso non deve essere denigrato, né condannato, né distrutto o ucciso. Il più basso può essere trasformato, gli deve essere permesso il movimento verso l’alto … solo così può diventare più alto. Non esiste uno spazio vuoto senza collegamenti tra il diavolo e Dio: il diavolo si porta Dio dentro, molto profondamente nel cuore, e una volta che il cuore ha iniziato a funzionare, il diavolo diventa Dio.
Questa è la ragione per cui la radice reale della parola diavolo indica la stessa cosa del divino, deriva dalla parola ‘divino’: è il divino, ma non ancora evoluto, è solo questo.”

Osho, The Tantra Experience, Talk #1

 

Samadhi e sesso sono espressioni della stessa energia

“Il Tao ha il suo tantra. Per prima cosa il Tao non divide mai tra il basso e l’alto, questa è la sua bellezza, nel momento in cui lo fai diventi schizofrenico, nel momento in cui affermi che qualcosa è sacro e qualcosa è profano, ti stai dividendo. Nel momento in cui sostieni che esiste qualcosa di spirituale e qualcosa di materiale, tu sei diviso. Stai tagliando la realtà in due parti. La realtà è una, non esistono materia e spirito. La realtà è una e si esprime in molte forme: in un livello come materiale, in un altro come spirituale. La spiritualità non è più alta e la materialità non è più bassa – stanno allo stesso livello: questa è un’attitudine taoista. La vita è una sola, ha una tremenda unicità e non esistono valutazioni.

La prima cosa nel Tao è quindi l’abbandono della dualità. Il sesso non sta sul gradino più basso e il samadhi su quello più alto. Samadhi e sesso sono ambedue espressioni della stessa energia. Non ci sono lodi sul samadhi e tutto da condannare sul sesso, l’accettazione del Tao è assoluta, totale. Non c’è nulla di sbagliato nel corpo e niente di bello nello spirito – ambedue sono belli. Diavolo e Dio sono una sola cosa nel Tao, buono e cattivo sono insieme nel Tao – è la comprensione più alta non-duale. Non c’è né condanna né preparazione. Preparsi per cosa? Ci si può solo rilassare ed esserci.”

Osho, Tao: The Pathless Path, Vol. 2, Talk #4

 

L’energia sessuale non è altro che energia divina

“Il cristianesimo intende il sesso come una caduta, mentre il tantra vede il sesso come la risposta giusta. Cristianesimo e tantra sono proprio opposti uno verso l’altro. Non solo il cristianesimo, il Giainismo e molte altre religioni sono totalmente contrarie al sesso; la ragione per cui lo avversano è che ha il cinquanta per cento delle possibilità di caduta verso il basso, e questo è pericoloso.

Cercano di farti viaggiare su altri percorsi dove questa percentuale del cinquanta per cento non esiste, ma, matematicamente, è proprio il cinquanta per cento. Veramente la percentuale è del novantanove per cento in quanto il sesso è un’attrazione ed una forza inconscia tale che è difficile restare nella consapevolezza e in meditazione. Sperimentandolo, diventerai inconscio, e se resti inconscio nell’orgasmo, non arrivi da nessuna parte.

Il novantanove per cento della possibilità di caduta avviene attraverso il sesso. Forse hai solo una possibilità su cento di salire verso l’alto, ma il tantra afferma che la percentuale delle cadute può essere ridotta con le giuste tecniche, e che uomini e donne possono essere ben preparati, per cui fare l’amore può diventare un’arte – la più grande delle arti. Conoscendo questa arte puoi avvicinarti con cautela e delicatezza, quindi non diventa un rilassamento temporaneo, un sollievo, ma un sacro culto …
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Il sesso può darti la risposta ma, se sei diventato molto intellettuale, solo allora il sesso potrà darti la risposta. Su qualsiasi livello intellettuale ti trovi puoi essere invitato alla sessualità e, se ti sei spostato troppo nella mente dovrai cadere verso l’estremo opposto, solo allora gli opposti al tuo interno si incontreranno, facendoti diventare un’unità…

Attraverso un’esperienza del sesso profonda e meditativa, arriverai a sapere che l’energia sessuale non è altro che energia divina. Il sesso è diventato samadhi.”

Osho, The Supreme Doctrine, Talk #14

 

Tantra è la scienza del trasformare semplici amanti in anime gemelle

“In Oriente abbiamo sviluppato una scienza, per cui anche se non troviamo l’anima gemella la possiamo creare. Questa scienza si chiama tantra. Trovare l’anima gemella significa trovare la persona con cui tutti i tuoi sette centri s’incontrano naturalmente. Questo è impossibile. Una volta ogni tanto può succedere, un Krishna e una Radha, uno Shiva ed una Shakti, e quando succede è incredibilmente bello. Ma è come un lampo, non puoi farci affidamento. Se vuoi leggere la Bibbia, non puoi aspettare che arrivi il lampo per poter leggere. Il fulmine è un fenomeno naturale, ma non affidabile.

Se aspetti di incontrare la tua anima gemella, sarebbe come aspettare il fulmine per leggere la Bibbia ma, anche se avviene, non potrai leggerla a lungo. Per un istante sarà presente, e nel momento in cui avrai aperto la Bibbia, sarà scomparso.
Per questo è stato creato il tantra. Il tantra ha un’ approccio scientifico. Il tantra è alchimia; può trasformare i tuoi centri, quelli dell’altro, può creare un ritmo e armonia trà te ed il tuo amato. Questa è la bellezza del tantra, è come portare l’elettricità nella tua casa. Puoi accenderla o spegnerla ogni volta che vuoi. Ne puoi fare migliaia di usi, può rendere la tua stanza più fresca o più calda e questo è un miracolo. Questi sette centri dentro di te non sono altro che centri di elettricità del corpo: quindi, quando parlo di fulmine, non pensare che è solo un simbolo – ma intendilo letteralmente.

Nel tuo corpo, esiste una sottile corrente elettrica, molto sottile. Ma più è sottile, più va in profondità. Non è molto visibile. Gli scienziati dicono che tutta l’elettricità che è nel tuo corpo, se messa insieme, può essere usata per accendere cinque lampadine. Non è molto. Quantitivamente non è molto, quantitivamente l’atomo non è molto, ma qualitativamente… se esplode, ha un’energia tremenda.
Questi sette centri, questi sette chakras di cui lo Yoga e il Tantra hanno parlato nel corso dei secoli, non sono altro che cinque nodi nella corrente elettrica del tuo corpo. Possono essere cambiati; possono essere riorganizzati. Gli si può dare una nuova forma. Due amanti possono essere trasformati cosi profondamente che tutti i loro sette chakra possono iniziare ad incontrarsi.
Tantra è la scienza che trasforma dei semplici amanti in anime gemelle. E questa è la grandezza del Tantra. Può trasformare l’intera terra; può trasformare ogni coppia in anime gemelle.”

Osho, Philosophia Perennis, Vol. 1, Talk #8

 

 

Il Tantra inizia dalle fondamenta

“Il tantra afferma che il sesso è profondo perchè è la vita stessa, ma puoi anche essere interessato al tantra per motivi sbagliati. È meglio non farlo, e sentirai che non è pericoloso: il tantra trasforma la tua vita…
Mi hanno chiesto, “Qual’è la materia centrale e principale del tantra?” La risposta è: sei te! Tu sei la ragione centrale principale del tantra: quello che sei proprio adesso e quello che è nascosto dentro di te e può crescere, quello che sei e quello che puoi diventare. Adesso sei un’unità sessuale e fin quando non lo capirai profondamente non potrai diventare spirito, un’unità spirituale. La sessualità e la spiritualità sono due estremi di una sola energia.
“Il tantra inizia con te così come sei, lo yoga inizia con le possibilità che puoi sviluppare. Lo yoga inizia dalla fine, il tantra dall’inizio. Va bene iniziare dalle fondamenta, va sempre bene iniziare dalle basi, se invece lo scopo finale diventa la base, stai creando miseria non necessaria. Non sei lo scopo, né l’ideale. Devi diventare dio, l’ideale, e sei solo un animale. Quest’animale va su tutte le furie per l’ideale, diventa matto, folle.
Il tantra afferma, dimenticati di dio. Sei animale, afferralo nella sua totalità. In questo tipo di comprensione ciò che è divino in te, emergerà, e se non puoi crescere con quel tipo d’apertura, dimenticati del tantra, non è adatto a te. Gli ideali non potranno espandere all’esterno le tue possibilità, potrà essere d’aiuto solo la conoscenza della realtà. Sei tu il soggetto centrale del tantra, così come sei e puoi diventare, la tua realtà e le tue possibilità sono il soggetto del tantra.

A volte le persone iniziano a reclamare. Comprendendo il tantra, visto che dio non entra nella discussione, né il moksha, la liberazione, né il nirvana, allora che tipo di religione è il tantra? Il tantra afferma qualcosa che ti rende disgustoso, e che non vuoi discutere. Chi vuole discutere del sesso? Ognuno pensa di sapere tutto sul sesso: se puoi riprodurre, pensi di sapere tutto…
Nessuno vuole discutere del sesso ed il sesso è il problema di tutti. Nessuno vuole discutere dell’amore e tutti si sentono sempre dei grandi amanti. Guarda la tua vita! Non c’è altro che odio, ogni cosa che descrivi come amore non è altro che un po’ di rilassamento, un po’ di distrazione dall’odio. Guardati intorno e saprai cosa pensi dell’amore.”

Osho, The Book of Secrets, Talk #32

 

 

 

 

FRIDA KAHLO,la donna,gli amori.. e l’arte   1 comment


 

 

Frida Khalo,ritratto con teschio

 

 

Descarga el libro Frida Kahlo: Sus Fotos en PDF

(Frida Kahlo  su una copertina di VOGUE)

“Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera.”

Forse è proprio vero..che “tutto non succede per caso”

Frida Kahlo ha vissuto solo 47 anni..una vita marchiata da un dolore fisico indicibile..e da un’amore ..ugualmente straziante. ma l’hanno trasformata in una creatura impensabile,incredibile,inimmaginabile. 

 

 

Nacque a Coyoacán, una delegazione di Città del Messico, il 6 luglio del 1907, figlia di Guillermo Kahlo (nato Karl Wilhelm Kahlo; 1871-1941), un fotografo tedesco, nato a Pforzheim (nell’odierno Baden-Württemberg) da una famiglia ebraica di origine ungherese, e di Matilde Calderón y González, una benestante messicana di origini spagnole ed amerinde. Frida fu una pittrice dalla vita travagliata. Le piaceva dire di essere nata nel 1910, poiché si sentiva profondamente figlia della rivoluzione messicana di quell’anno e del Messico moderno. La sua attività artistica ha avuto di recente una rivalutazione, in particolare in Europa, con l’allestimento di numerose mostre. Affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono per poliomielite (ne era affetta anche sua sorella minore), fin dall’adolescenza manifestò una personalità molto forte, unita a un singolare talento artistico e uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale.[1] Studiò inizialmente al Colegio Alemán, una scuola tedesca, e nel 1922, aspirando a diventare medico, s’iscrisse alla Escuela Nacional preparatoria. Qui si legò ai Cachuchas, un gruppo di studenti con un berretto come segno distintivo, sostenitori del socialismo nazionale, e iniziò a dipingere per divertimento i ritratti dei compagni di studio. Il gruppo ammira il rivoluzionario José Vasconcelos e si occupava in particolare di letteratura; molte attenzioni erano riservate soprattutto a Alejandro Gómez Arias, studente di diritto e giornalista, capo spirituale e ispiratore dei Cachuchas e di cui Frida si innamorò.

 

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Un evento terribile, il 17 settembre 1925, all’età di 18 anni, cambiò drasticamente la sua vita e la rinchiuse in una profonda solitudine che ebbe solo l’arte come unica finestra sul mondo. Frida all’uscita di scuola salì su un autobus con Alejandro per tornare a casa e pochi minuti dopo rimase vittima di un incidente causato dal veicolo su cui viaggiava ed un tram. L’autobus finì schiacciato contro un muro. Le conseguenze dell’incidente furono gravissime per Frida: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò il collo del femore e le costole; la gamba sinistra riportò 11 fratture; il piede destro rimase slogato e schiacciato; la spalla sinistra restò lussata e l’osso pelvico spezzato in tre punti. Inoltre, un corrimano dell’autobus le entrò nel fianco e le uscì dalla vagina. Nel corso della sua vita dovette subire ben 32 operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale, fu costretta ad anni di riposo nel letto di casa, col busto ingessato. Questa situazione la spinse a leggere libri sul movimento comunista e a dipingere. Il suo primo lavoro fu un autoritratto, che donò al ragazzo di cui era innamorata.

Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto,in modo che potesse vedersi, e dei colori. Iniziò così la serie di autoritratti. “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio” affermò. Dopo che le fu rimosso il gesso riuscì a camminare, con dolori che sopportò per tutta la vita. Fatta dell’arte la sua ragion d’essere, per contribuire finanziariamente alla sua famiglia, un giorno decise di sottoporre i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore dell’epoca, per avere una sua critica.

 

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5. Un marco especial le permitía escribir y pintar acostada acostado.  “Me río de la muerte, que no quita lo mejor que hay en mí …”

 

 

FRIDA KAHLO alle Scuderie del Quirinale (Laurenti, Stefania) 29 May 2014

 

Rivera rimase assai colpito dallo stile moderno di Frida, tanto che la prese sotto la propria ala e la inserì nella scena politica e culturale messicana. Divenne un’attivista del Partito Comunista Messicano a cui si iscrisse nel 1928. Partecipò a numerose manifestazioni e nel frattempo si innamorò di Diego Rivera.

(foto di Tina Modotti, “Diego Rivera e Frida Kahlo alla manifestazione del 1° maggio”, 1929)

Nel 1929 lo sposò (lui era al terzo matrimonio), pur sapendo dei continui tradimenti a cui sarebbe andata incontro. Conseguentemente alle sofferenze sentimentali ebbe anche lei numerosi rapporti extraconiugali, comprese varie esperienze omosessuali.[1]

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L’ARTE DI DIEGO RIVERA

https://www.facebook.com/natella.kaczynska/media_set?set=a.898183703590208.1073742966.100001957596073&type=3&pnref=story

 

 

 

Sono stati fatti dei film biografici sulla vita di Frida

“Diego es mi hijo, mi amigo Diego, Diego es artista, Diego mi padre, Diego, mi amante, mi marido, Diego, Diego, mi madre, yo mismo soy Diego, Diego es todo. ”
Frida Kahlo incontra Diego Rivera negli anni Venti, quando lui era già un artista affermato e lei ancora una studentessa. Si sposarono nel 1929 ma dopo dieci anni divorziarono a causa dei continui tradimenti di lui (tra le sue amanti ci fu anche la sorella di Frida, Cristina Kahlo).

FRIDA KAHLO A DIEGO RIVERA, 23 LUGLIO 1935.

“Una certa lettera, vista per caso, in una certa giacca, di un certo signore, scritta da una certa signorina che viene dalla lontana e maledetta Germania, e che immagino dev’essere colei che Willi Valentiner ha mandato qui a spassarsela con scopi «scientifici», «artistici» e «archeologici»… mi ha causato molta rabbia e, a dir la verità, gelosia…
Perché dovrei essere così sciocca e permalosa da non capire che le lettere, le tresche, e insegnanti di… inglese, le modelle gitane, le assistenti di «buona volontà», le allieve interessate all’«arte della pittura» e le inviate plenipotenziarie da luoghi lontani sono solo avventure, e che in fondo io e te ci amiamo moltissimo, e anche se passiamo attraverso innumerevoli avventure, porte sbattute, insulti e lamenti a livello internazionale, continuiamo ad amarci? Credo che dipenda dal fatto che sono un tantino stupida perché tutte queste cose sono successe e si sono ripetute durante i sette anni vissuti insieme; e tutta la rabbia che ho ingoiato mi ha semplicemente fatto capir meglio che ti amo più della mia stessa vita, e che anche se tu non mi ami allo stesso modo, comunque un po’ mi ami – non è così? E pur se ne dubito, mi rimarrà sempre la speranza che sia così, e di questo mi accontento…
Amami un poco io ti adoro.”

L’amore però non era finito: un anno dopo Rivera tornò da lei. Frida e Rivera si risposarono e furono insieme fino alla morte di lei nel 1954.

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“El re-casamiento funciona bien. Poca cantidad de pleitos, mayor entendimiento mutuo, y de mi parte menos investigaciones de tipo molón, respecto a las otras damas que de repente ocupan un lugar preponderante en su corazón.Así es que tu podrás comprender que por fin ya supe que la vida es así y lo demás es pan pintado (nada mas que una ilusión).” Frida Kahlo

 

In quegli anni al marito Rivera furono commissionati alcuni lavori negli USA, come il muro all’interno del Rockefeller Center di New York, e gli affreschi per la Esposizione universale di Chicago. A seguito dello scalpore suscitato dall’affresco nel Rockefeller Center, in cui un operaio aveva il volto di Lenin, gli furono revocate tali commissioni. Nello stesso periodo di soggiorno a New York, Frida rimase incinta, per poi avere un aborto spontaneo a causa dell’inadeguatezza del suo fisico: ciò la scosse molto e decise di tornare in Messico col marito.

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Henry Ford Hospital 1932

 

Ciò che ho visto nell’acqua, 1938

http://www.softrevolutionzine.org/2014/quel-che-acqua-ha-dato-frida-kahlo/

Quel che l’acqua mi ha dato (o Ciò che ho visto nell’acqua, 1938) non è solo un quadro. È un flusso di coscienza, un sommario dell’opera di Frida Kahlo, della sua vita e dei suoi traumi. È lo specchio dei suoi sogni ed incubi, un compendio del suo passato ed un punto di partenza per i suoi quadri futuri. Ricorrono gli elementi chiave della sua opera: le origini, le radici, la tradizione messicana, i simboli, il dolore. Ci sono dettagli presi da alcuni quadri precedenti, ed altri che invece si ripresenteranno nei prossimi, ad anni di distanza, come se fra le immagini emerse dall’acqua ci fossero anche premonizioni, idee in divenire.

Il grande assente è il marito, Diego Rivera, quasi un’accettazione da parte dell’artista dell’inevitabilità del loro divorzio, che infatti avverrà nel 1939. Manca anche il suo autoritratto, leitmotiv della sua opera; non c’è nemmeno una figura dalle sopracciglia accentuate, che di solito serve ad indicare la sua presenza. La traccia è nel piede destro, reso deforme dalla polio e, almeno nel quadro, ferito. È così che sappiamo che quei piedi sono i suoi, che le immagini che affiorano dall’acqua sono sue. Ma per saperlo, per capirlo, dobbiamo condividere il suo punto di vista, guardando quei piedi come se fossero i nostri – e questa è forse la chiave non solo del quadro, ma dell’opera intera di Frida Kahlo. Ed è per questo che, per vedere appieno ciò che le ha dato l’acqua, in quella stessa vasca, in quella stessa acqua, in qualche modo dobbiamo entrarci anche noi. Anche a costo di inventaci una storia che di vero non ha quasi niente.

 

I due decisero di vivere in due case separate, collegate da un ponte, in modo da avere ognuno i propri spazi “da artista”. Nel 1939 divorziarono a causa del tradimento di Rivera con Cristina Kahlo, la sorella di Frida.

Frida Kahlo: "Le due Frida" (1939)

(Le due Fride 1939) (non sono un critico d’arte..per me rappresenta ” Frida amata e Frida tradita”

La lettera mai spedita (scritta nel suo diario)di Frida Kahlo a Diego Rivera 

“La mia notte senza di te è un cuore ridotto a uno straccio”

La storia d’amore fra Frida Kahlo e Diego Rivera è sicuramente una delle più belle e tormentate che la storia ricordi. Entrambi pittori ed artisti tout court, si innamorano perdutamente. Frida accetta di sposarlo pur sapendo dei tradimenti ai quali sarebbe andata incontro. Uno di questi (quello di Rivera con la sorella di Frida) è talmente insopportabile da costringerla a chiedere il divorzio. Era il 1939.

 

 

“La mia notte… che non vorrei più…
La mia notte è come un grande cuore che pulsa.
Sono le tre e trenta del mattino.
La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga e sembra tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore. La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine. Cerco un punto di contatto: la tua pelle. Dove sei? Dove sei? Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui. La mie mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest’area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità. La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio. La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo. La mia notte mi soffoca per la tua mancanza. La mia notte palpita d’amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra. La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce. Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra. Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt’uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita. La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale. La mia notte mi brucia d’amore.
Sono le quattro e trenta del mattino.
La mia notte mi strema. Sa bene che mi manchi e tutta la sua oscurità non basta a nascondere quest’evidenza che brilla come una lama nel buio, la mia notte vorrebbe avere ali per volare fino a te, avvolgerti nel sonno e ricondurti a me. Nel sonno mi sentiresti vicina e senza risvegliarti le tue braccia mi stringerebbero. La mia notte non porta consiglio. La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti. La mia notte si intristisce e si perde. La mia notte accentua la mia solitudine, tutte le solitudini. Il suo silenzio ascolta solo le mie voci interiori. La mia notte è lunga, lunga, lunga. La mia notte avrebbe paura che il giorno non appaia più ma allo stesso tempo la mia notte teme la sua apparizione, perché il giorno è un giorno artificiale in cui ogni ora vale il doppio e senza di te non è più veramente vissuta. La mia notte si chiede se il mio giorno somiglia alla mia notte. Cosa che spiegherebbe la mia notte, perché tempo anche il giorno. La mia notte ha voglia di vestirmi e di spingermi fuori per andare a cercare il mio uomo. Ma la mia notte sa che ciò che chiamano follia, da ogni ordine, semina disordine, è proibito. La mia notte si chiede cosa non sia proibito. Non è proibito fare corpo con lei, questo, lo sa, ma si irrita nel vedere una carne fare corpo con lei sul filo della disperazione. Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco. La mia notte mi osserva. Il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa. La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza. Lamia notte ti aspetta. Il mio corpo ti attende. La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell’incavo della mia spalla e che io riposassi nell’incavo della tua. La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere. La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio. La mia notte vorrebbe tenere fra le mani ogni spasmo. La mia notte diventerebbe dolce. La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te. La mia notte è lunga, lunga, lunga. Perde la testa ma non può allontanare la tua immagine da me, non può dissipare il mio desiderio. Sta morendo perché non sei qui e mi uccide. La mia notte ti cerca continuamente. Il mio corpo non riesce a concepire che qualche strada o una qualsiasi geografia ci separi. Il mio corpo diventa pazzo di dolore di non poter riconoscere nel cuore della notte la tua figura o la tua ombra. Il mio corpo vorrebbe abbracciarti nel sonno. Il mio corpo vorrebbe dormire in piena notte e in quelle tenebre essere risvegliato al tuo abbraccio. La mia notte urla e si strappa i veli, la mia notte si scontra con il proprio silenzio, ma il tuo corpo resta introvabile. Mi manchi tanto, tanto. Le tue parole. Il tuo colore.
Fra poco si leverà il sole.”

Rivera tornò da Frida un anno dopo: malgrado i tradimenti non aveva smesso di amarla. Le fece una nuova proposta di matrimonio che lei accettò con riserve, in quanto era rimasta pesantemente delusa dall’infedeltà del coniuge. Si risposarono nel 1940 a San Francisco. Da lui aveva assimilato uno stile naïf, che la portò a dipingere piccoli autoritratti ispirati all’arte popolare ed alle tradizioni precolombiane. La sua intenzione era, ricorrendo a soggetti tratti dalle civiltà native, di affermare la propria identità messicana.

Il suo dispiacere maggiore fu quello di non aver avuto figli. La sua appassionata (ed all’epoca discussa) storia d’amore con Rivera è raccontata in un suo diario.

http://fabricadelamemoria.com/series/cartas/279-frida-kahlo-una-pasion-desbocada

Frida Kahlo mantuvo hacia el pintor Diego Rivera un amor incondicional a pesar de ser “gordo, feo, bohemio, comunista, ateo, controvertido y vividor”, según la familia de ésta. Frida le soportó diversas aventuras amorosas cuando Diego se convirtió en su marido e incluso le perdonó la relación que éste mantuvo con su hermana Cristina.

 Frida Kahlo y Diego Rivera

 Carta de Frida Kahlo a Diego Rivera

Nonostante ..a volte affiorava la sua disperazione..e scriveva cose come questa

No obstante a veces afloraba su desesperación y le escribía cosas como esta:

“Me importa una mierda lo que piense el mundo. Yo nací puta, yo nací pintora, yo nací jodida. Pero fui feliz en mi camino. Tú no entiendes lo que soy. Yo soy amor, soy placer, soy esencia, soy una idiota, soy una alcohólica, soy tenaz. Yo soy; simplemente soy… Eres una mierda.”

Frida kahlo a Diego Rivera,(una lettera mai inviata)

 Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, una carta nunca entregada a Diego Rivera

 

 

 

Ebbe numerosi amanti, di ambo i sessi, con nomi che nemmeno all’epoca potevano passare inosservati: il rivoluzionario russo Lev Trockij e il poeta André Breton, fra i tanti altri e altre. Fu amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti. Molto probabilmente esercitarono un certo fascino su Frida Kahlo anche la russa Aleksandra Kollontaj (1872-1952), che visse in Messico dal 1925 al 1926 come ambasciatrice di Mosca, la ballerina, coreografa e pittrice Rosa Rolando (1897-1962) e la cantante messicana Chavela Vargas (1919-2012).[2] In Messico, durante il periodo post-rivoluzionario, le donne della generazione di Frida Kahlo arrivavano all’emancipazione principalmente per il tramite della politica; probabilmente anche per la stessa ragione la pittrice si iscrisse al Partito Comunista Messicano. Inoltre, come Sarah M. Lowe afferma, “il partito presentava anche un’altra attrattiva: la presenza e la militanza di numerose donne dinamiche la cui indipendenza e autodeterminazione possono aver incoraggiato la pittrice a unirsi a loro”.

 

José Bartoli, l’amante segreto di Frida Kahlo

 

José Bartoli, l'amante segreto di Frida Kahlo.

La pittrice messicana gli scrisse 25 lettere d’amore dal 1946 al ‘49, il tempo della loro storia clandestina

La storia d’amore tra Frida Kahlo e Diego Rivera è stata piena di luci e ombre. Tante persone, liason, amori hanno condizionato il loro leggendario rapporto. Le crisi con Rivera talvolta la allontanavano da lui, ma lei gli scriveva comunque “Più mi tradisci, più io ti amo”.

Recentemente, però, è stato scoperto un carteggio che introduce una nuova figura nella storia, a volte fin troppo romanzata, della coppia messicana. José Bartoli sarebbe stato l’amante segreto di Frida per ben tre anni ma fino a qualche mese fa nessuno ne sapeva nulla.

LA STORIA CLANDESTINA – La pittrice messicana conobbe il suo José Bartoli a New York nell’agosto del ‘46. Lei era ricoverata per l’ennesimo intervento alla spina dorsale dopo il terribile incidente dell’autobus. Lui era un illustratore catalano, bello e aitante, reduce dai combattimenti della guerra civile spagnola e appena fuggito da un campo di concentramento nazista. Probabilmente il gelosissimo Diego non sapeva nulla dell’artista spagnolo che la moglie amò tanto appassionatamente. La storia con José finì senza un motivo vero e proprio motivo. S’interruppe il carteggio epistolare e la loro relazione. Fino alla morte dell’uomo, avvenuta nel 1995, molto dopo la sua Mara.

“Bartoli,ieri sera mi sono sentita come se tante ali mi accarezzassero tutta,

come se le punte delle tue dita avessero bocche che baciavano la mia pelle.

Gli atomi del mio corpo sono tuoi e vibrano insieme così che ci amiamo l’un l’altra.

Voglio vivere ed essere forte per amarti con tutta la tenerezza che ti meriti, per darti tutto ciò che c’è di buono in me, così che tu non ti sentirai solo. […]

Sento di averti amato da sempre, da prima che tu nascessi, da prima che tu fossi concepito. A volte sento di aver partorito me stessa.

Dal piccolo letto su cui sono sdraiata guardo la linea elegante del tuo collo, la raffinatezza del tuo viso, le tue spalle e la tua schiena ampia e forte.

Provo ad avvicinarmi a te il più possibile così che possa percepirti, per godere della tua incomparabile carezza, il piacere che è toccarti…

se non ti tocco, le mie mani, la mia bocca e tutto il mio corpo perdono la sensazione.

So che dovrò immaginarti quando sarai andato via. […]

Non negarmi gli altri desideri che danno completezza a ciò che provo per te e che può soltanto essere chiamato amore. […] E l’unica cosa che esiste per me in questo momento è che ti amo.

In un mondo migliore senza ipocrisia, stupidità, miseria e tradimento… non abbandonarmi. Tienimi dentro di te, ti imploro.

Voglio essere la tua casa, tua madre, la tua amante e il tuo figlio… Ti amerò dal panorama che vedi, dalle montagne, dagli oceani e dalle nuvole, dal più sottile dei sorrisi e a volte dalla più profonda disperazione, dal tuo sonno creativo, dal tuo piacere profondo o passeggero, dalla tua stessa ombra o dal tuo stesso sangue. Guarderò attraverso la finestra dei tuoi occhi per vedere te.

Bartolí – anoche sentía como si muchas alas me acariciaran toda, como si en la yema de tus dedos hubiera bocas que me besaran la piel.
Los átomos de mi cuerpo son los tuyos y vibran juntos para querernos. Quiero vivir y ser fuerte para amarte con toda la ternura que tú mereces, para entregarte todo lo que de bueno haya en mí, y que sientas que no estás solo. Cerca o lejos, quiero que te sientas acompañado de mí, que vivas intensamente conmigo, pero sin que mi amor te estorbe para nada en tu trabajo ni en tus planes, que forme yo parte tan íntima en tu vida, que yo sea tú mismo, que si te cuido, nunca será exigiéndote nada, sino dejándote vivir libre, porque en todas tus acciones estará mi aprobación completa. Te quiero como eres, me enamora tu voz, todo lo que dices, lo que haces, lo que proyectas. Siento que te quise siempre, desde que naciste, y antes, cuando te concibieron. Y a veces siento que me naciste a mí. Quisiera que todas las cosas y las gentes te cuidaran y te amaran y estuvieran orgullosas, como yo, de tenerte. Eres tan fino y tan bueno que no mereces que te hiera la vida.
Te escribiría horas y horas, aprenderé historias para contarte, inventaré palabras nuevas para decirte en todas que te quiero como a nadie.
29 de agosto (1946) Nuestra primera tarde solos.

 

“Io Bartoli-Jose-Giuseppe-il mio rosso, non so come si scrivono le lettere d’amore”

Invece l’artista ci ha lasciato oltre 100 pagine scritte a mano tra il 1946 e il 1949. Parole intense da cui trapela la devozione per l’uomo, e un sentimento che si muoveva fra desiderio e necessità:

http://www.lanacion.com.ar/1705202-el-otro-amor-de-frida

Mucho se ha dicho sobre la tumultosa relación de la pintora mexicana con Diego Rivera, pero muy poco del romance que ella mantuvo, durante diez años, con Nickolas Muray, fotógrafo de celebridades

Esas cartas fueron a parar a manos del psiquiatra y escritor mexicano Salomón Grimberg, quien se ha dedicado a estudiar la vida de Frida. En 2005 reunió el material en el libro Nunca te olvidaré. De Frida Kahlo para Nick Muray: fotografías y cartas inéditas. Así es posible apreciar lo que en Kahlo -quien externalizaba todo- despertó aquel amor. En una de las misivas, fechada en París, en 1939, escribe: Mi adorable Nick, esta mañana, después de tantos días de espera, llegó tu carta. Me sentí tan feliz que, antes de comenzar a leerla, me puse a llorar. Mi niño, realmente no puedo quejarme de nada en la vida mientras tú me ames y yo a ti. Es tan real y hermoso que me hace olvidar todo los dolores y los problemas, incluso me hace olvidar la distancia.

En otra se lee: En una escultura cerca de la chimenea, veo, claramente, a la primavera brincando en el aire, y puedo oír tu risa, justo como la de un niño, cuando te sale bien. Oh, mi querido Nick, te quiero tanto. Tanto te necesito, que me duele el corazón.

 

Frida Kahlo en Nueva York, 1946. Foto: Nickolas Muray.

Nickolas Muray y Frida Kahlo, en la Casa Azul. Coyoacán, Ciudad de México, 1939.

 

L’amore di Frida kahlo per Carlos Pellicer

 

Noviembre de 1947
No sé cómo me atrevo a escribirte, pero ayer dijimos que me hará bien
Perdona la pobreza de mis palabras, yo sé que tú sentirás que te hablo con mi verdad, que ha sido tuya siempre, y eso es lo que cuenta
¿Se pueden inventar verbos? Quiero decirte uno:
Yo te cielo, así mis alas se extienden enormes para amarte sin medida
Siento que desde nuestro lugar de origen hemos estado juntos, que somos de la misma materia, de las mismas ondas, que llevamos dentro el mismo sentido Tu ser entero, tu genio y tu humildad prodigiosos son incomparables y enriqueces la vida; dentro de tu mundo extraordinario, lo que yo te ofrezco es solamente una verdad más que tú recibes y que acariciará siempre lo más hondo de ti mismo Gracias por recibirlo, gracias porque vives, porque ayer me dejaste tocar tu luz más íntima, y porque dijiste con tu voz y tus ojos lo que yo esperaba toda mi vida
Para escribirte mi nombre será Mara, ¿de acuerdo?
Si tú necesitas alguna vez darme tus palabras, que serían para mí la razón más fuerte de seguir viviéndote, escríbeme sin temor a “Lista de Correos”, Coyoacán ¿Quieres?
Carlos maravilloso,
Llámame cuando puedas, por favor

Mara  (està per Maravilla..il nome con cui la chiamava Carlos)

 

Carlos Pellicer se encarga de las palabras de despedida, su carta para la eternidad:

Carlos Pellicer è incaricato per il discorso funebre,la sua lettera per l’eternità

“Una semana antes de tu partida, ¿te acuerdas?, yo estaba contigo, sentado en una silla, muy cerca de ti, contándote cosas, leyéndote los sonetos que había escrito para ti y que tanto te gustaban, y a mí también me gustaban porque a ti te gustaban. La enfermera te había inyectado. Creo que eran las diez. Comenzabas a dormirte y me habías indicado que me acercara. Te besé y puse tu mano derecha entre mis manos. ¿Te acuerdas? Luego, apagué la luz. Tú te dormiste y yo me quedé un momento para velar tu sueño. Afuera el cielo barrido, inundado, me acogió misteriosamente como tiene que ser. Me pareció que ya no podías más. Te confesaré que lloré por la calle cuando me dirigía al autobús para irme a mi casa. Ahora que por fin has encontrado la salvación para siempre, quisiera decirte, más bien repetirte, repetirte… En fin, tú lo sabes bien… Tú, como un jardín pisoteado por una noche sin cielo. Tú, como una ventana azotada por la tempestad. Tú, como un pañuelo empapado de sangre. Tú como una mariposa llena de lágrimas, como un día aplastado y roto, como una lágrima en un mar de lágrimas; araucaria cantarina, victoriosa, rayo de luz en el camino de todo el mundo… “Siempre estarás sobre la tierra viva, siempre serás motín lleno de auroras, la heroica flor de auroras sucesivas.”

“Una settimana prima che tu partissi,ti ricordi?Ero con te seduto su una sedia vicinissimo
a te,ti raccontavo delle cose, ti leggevo dei sonetti,che avevo scritto per te e che tu
amavi e anch’io li amavo perché li amavi tu. L’infermiera ti ha fatto la puntura alle 10.
Cominciavi ad addormentarti e mi hai fatto cenno di avvicinarmi. Ti ho abbracciata e ho
preso la tua mano destra fra le mie,ti ricordi? Poi ho spento la luce, ti sei addormentata
ed io son rimasto un instante per vegliare sul tuo sonno. Fuori, il cielo spazzato via,
inondato, mi ha accolto misteriosamente, mi sei parsa allo stremo delle forze,in strada
ho pianto mentre andavo alla ricerca dell’autobus, per tornare a casa. Ora che hai
finalmente ritrovato la tua salvezza per sempre,vorrei dirti…ripeterti…lo sai bene!
Tu, come un giardino calpestato da una notte senza cielo,tu come una finestra
frustata dalla tempesta,tu come un fazzoletto trascinato nel sangue,tu come una
farfalla piena di lacrime,come un giorno schiacciato e rotto,come una lacrima in un
mare di lacrime, arancaria che canta ,raggio di luce sul cammino di tutto il mondo!”

QUELLO FRA CARLOS E FRIDA FU UN GRANDE AMORE, SEPPUR VISSUTO E SOFFERTO
NONOSTANTE LEI FOSSE GRAVEMENTE AMMALATA,UNA STORIA STRUGGENTE….
LEI GRANDE E AMMIRATA PITTRICE E NON SOLO, LUI AFFERMATO POETA ED
ARCHEOLOGO. ENTRAMBI MESSICANI .

Sonetos de Carlos Pellicer a Frida

Sonetos de Carlos Pellicer por Frida Kahlo

 

Con il passare degli anni, però, la salute peggiora. Nel 1953, sotto la minaccia di cancrena, le viene amputata la gamba destra. Eppure il suo ultimo dipinto, eseguito otto giorni prima di morire, è un estremo omaggio reso alla vita. Ritrae dei cocomeri che si stagliano, verdi e rossi, su un cielo azzurro e sulla polpa succosa e sensuale di una delle fette è scritto Viva la Vida. Un inno alla vita che nell’ultima pagina del suo diario acquista invece la forma di un addio definitivo: «Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai indietro».

Frida Khalo ,viva la vida

 

 

Self-Portrait with Thorn Necklace and Hummingbird, 1940, By Frida Kahlo

Frida Kahlo- Opere

(alla pagina sopra indicata,troverete la descrizione del quadro. Inoltre,scorrendo verso il basso della pagina, ci sono altre immagini che potrete ingrandire)

Il mondo segreto di Frida Kahlo: abiti e accessori tornano alla luce
Alla morte di Frida Kahlo, nel 1954, suo marito, il pittore Diego Rivera, chiuse tutte le cose di sua proprietà in un bagno della loro casa di Messico City, chiedendo che la porta venisse aperta 15 anni dopo la propria morte. Rivera, che aveva sposato due volte la pittrice messicana, alla quale era stato sempre infedele (tradimenti che a sua volta Frida visse con alcuni dei più grandi nomi della sua epoca, da Trotsky a Tina Modotti), morì nel 1957. In realtà la stanza è rimasta chiusa fino al 2004 e nel 2013 il fotografo giapponese Ishiuchi Miyako ha potuto fotografare abiti, accessori e ogni oggetto privato della grande artista, creando un catalogo senza precedenti. Quelle immagini, dal grande valore storico, sono in mostra dal 14 maggio al 12 luglio presso la Michael Hoppen gallery di Londra. Si possono ammirare abiti e accessori che ricordano i quadri di Frida, che a causa degli anni di immobilismo, causati dal pauroso incidente che le martoriò il corpo facendola vivere fino a 47 anni in preda a dolori indicibili, realizzò molti autoritratti

GALLERIA FOTOGRAFICA

Il mondo segreto di Frida Kahlo: abiti e accessori tornano alla luce

http://d.repubblica.it/moda/2015/05/06/foto/abiti_frida_khalo_ishiuchi_miyako_mostra_esibizione_michael_hoppen_gallery-2596880/1/#share-top

Nude portrait di Frida Khalo

EL GALERISTA NEOYORQUINO JULIEN LEVY REALIZÓ EN 1938 UN PECULIAR REGISTRO FOTOGRÁFICO DE LA PINTORA MEXICANA FRIDA KAHLO

http://pijamasurf.com/2015/11/de-pintora-a-modelo-retratos-de-frida-kahlo-realizados-por-julien-levy/

Frida Khalo por Julian Levy

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Philadelphia Museum,nude portrait of Frida Kahlo (by Julien Levy

 

http://www.peyoteloco.com/2013/10/29/la-genial-frida-kahlo-22-fotos/

“Escoge un amante que te mire como si quizás fueras magia”. Frida Kahlo http://t.co/LwtqqenSBJ

"No lo sabía yo entonces, pero Frida ya se había vuelto lo más importante de mi vida".  Diego Rivera http://t.co/iSSlw88DKz

9. “Me encanta el gran macho mexicano, que buscaba desde hace mucho tiempo.” Diego Rivera era mayor que Frida por 20 años gordo y mujeriego, con una lista de amantes interminable. Sin embargo, Frida se comprometió a casarse con él e intentar darle un hijo.

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La bi-sessualità di Frida    (?)

Vissi d’arte,vissi d’amore

Un giorno un uomo mi ha detto che facevo l’amore come una lesbica. Sono scoppiata a ridere. Gli ho chiesto se era un complimento. Mi ha risposto di sì.

Allora, gli ho raccontato che a mio avviso una donna gode con tutto il corpo, e che questo era il privilegio dell’amore fra donne. Una conoscenza più profonda del corpo dell’altra, suo simile, un piacere più totale. Il riconoscimento di un’alleata.

Nonostante l’avventura molto superficiale in cui ero stata coinvolta nella mia adolescenza, non sono sicura, se non avessi avuto l’incidente, che non avrei di nuovo sperimentato l’amore con un’altra donna.” [Rauda Jamis, Frida Kahlo, trad. di Flavia Celotto, TEA, Milano 2003, p. 212].

(questo suo discorso sembrerebbe sconfessare rapporti sessualmente lesbici..ciò non toglie che avesse amicizie intime con donne..anche lesbiche)

 

L’attrazione di Frida per le donne si può individuare già nella sua prima infanzia, quando strinse un tenerissimo e duraturo rapporto con l’amica Isabel Campos, ma si intensifica durante i suoi ultimi anni:“con il passare degli anni e via via che le sue condizioni fisiche le rendevano più difficili i rapporti con l’altro sesso, Frida si rivolse sempre di più verso le donne, sovente le donne legate sentimentalmente a Diego in quel momento” [H. Herrera, Frida. Vita di Frida Kahlo, cit., p. 247].

Ma ancora esemplare resta il rapporto che ebbe con la bellissima moglie di André Breton, Jacqueline Lamba (1910-1993); sicché alquanto eloquente risulta essere un frammento della lettera che Kahlo invia alla pittrice francese nell’aprile del 1939:

Da quando mi hai scritto, in un giorno così limpido e lontano, volevo spiegarti che non posso allontanarmi dai giorni né tornare indietro nel tempo fino a un’altra epoca. Non ti ho dimenticata – le notti sono lunghe e difficili. L’acqua. la nave, il molo e la partenza che ti rendeva così piccola ai miei occhi imprigionati in quella finestra rotonda che guardavi per conservarmi nel tuo cuore. Tutto ciò è intatto. Poi vennero i giorni, nuovi di te. Oggi vorrei che il mio sole ti toccasse. La tua bambina è la mia bambina, i burattini, sistemati con ordine nella grande stanza di vetro, appartengono ad entrambe. Lo huipil con i nastri violetti e rossicci è tuo. Mie le vecchie piazze della tua Parigi […]” [cit. da R. Fiocchietto, op. cit.].

 

Jacqueline Lamba dans un aquarium III – 1934

Jacqueline Lamba e Frida Kahlo, 1938

 

Fra le tante amanti o amiche intime di Kahlo si possono ricordare: la rivoluzionaria cubana Teresa Proenza, Elena Vàsquez Gòmez, l’artista Machila Armida, la poetessa Pita Amor,

 

la cantante Chavela Vargas, con la quale convisse per un certo periodo,

Esta carta la escribió Frida Kahlo a Carlos Pellicer. Y marca el inicio de nuestra gran amistad. Dice así: Carlos:        Hoy conocí a Chavela Vargas. Extraordinaria, Lesbiana, es más se me antojó eróticamente.No sé si ella sintió lo que yo. Pero creo que es una mujer lo bastante liberal que si me lo pide no dudaría un Segundo en desnudarme ante ella. Cuántas veces no se te antoja un acostón y ya.Ella repito es erótica.Acaso es un regalo que el cielo me envía.    Frida K.:

 

 

“Ama sin medida, sin límite, sin complejo, sin permiso, sin coraje, sin consejo, sin duda, sin precio, sin cura, sin nada. No tengas miedo de amar, verterás lágrimas con amor o sin él”, decía la dama del tequila, la mujer que intentó frenar sus excesos para resistir la vida que amaba y el amor que anhelaba y que a veces declaraba inexistente, como un invento de las noches de borracheras, esas que la hicieron leyenda y que la anclaron en los bares para siempre en el recuerdo. Allí está el histórico Tenampa de Ciudad de México, con un mural donde Chavela brinda con sus amigos de siempre: Pedro Almodóvar, Frida Khalo, Miguel Bosé, Joaquín Sabina, José Alfredo Jiménez, María Cotrina, con quien vivió hasta los últimos días de su vida.

l’attrice Maria Félix, quest’ultima dipinta tra le sue sopracciglia in un autoritratto, nonché l’amante ventiduenne della stessa Félix, una bellissima rifugiata spagnola che le fa da infermiera e dama di compagnia.

Ebbe contatti anche con l’attrice lesbica Dolores del Rio,cui regala il quadro intitolato 

Due nudi in una foresta, raffigurante due donne in un esplicito atteggiamento erotico.

Due nudi nel bosco (Frida Kahlo, 1939)

Oppure si può ancora ricordare Judith Ferreto, una lesbica costaricana che Frida chiama scherzosamente “generale fascista”, per il carattere irremovibile [R. Fiocchetto, op. cit.].

Inoltre, pare che per un certo periodo la figlia della marchesa Casati, Cristina Casati Hastings, ebbe una breve storia d’amore con Kahlo [vd. Patrick Marnham, Dreaming With His Eyes Open: A life of Diego Rivera, California 2000], durante la quale quest’ultima disegnò un ritratto dell’amica:  “Un disegno a matita dice molto dell’altezzosa e sofisticata Lady Cristina Hastings, nata a Milano e educata a Oxford. L’aristocratica signora oscillava tra stati di noia assoluta e rabbia o umorismo esplosivi, che Frida trovava congeniali e divertenti.” [vd. H. Herrera, Frida. A biography of Frida Kahlo, Bloomsbury Publishing, London 2003, p. 122; questo frammento non compare nell’edizione italiana consultata(!)].

 

Le due amiche s’incontrarono a San Francisco, dove il visconte Hastings, da tempo interessato all’opera muralista di Rivera e intenzionato a conoscerlo, vi si era trasferito insieme alla moglie. Tra i quattro nacque un’amicizia che durò fino agli anni Trenta [Scot D. Ryersson, Michael Orlando Yaccarino, Infinita varietà. Vita e leggenda della Marchesa Casati, prefazione di Quentin Crisp, trad. di Elisabetta De Medio, Corbaccio, Milano 2003, pp. 234-235].

Inoltre, Kahlo – in segno d’amore – era solita appendere alla spalliera del letto alcune fotografie, tra queste vi era quella di Pita Amor, e scrivere a caratteri rossi i nomi delle persone che amava, il nome di María Félix è il primo della lista che adorna la camera da letto di Coyoacán:“Casa di Irene Bohus, Camera di María Félix, Frida Kahlo e Diego Rivera, Elena [Vazquez Gomez] e Teresita [Poenza], Coyoacán 1953,Casa di Machila Armida.” [cit. da R. Jamis, op. cit., p. 230].

 

cazadordementes: Maria Félix, Diego Rivera, Armando Valdés Peza, Frida, y Enrique Alvarez F. 1950.

Maria Félix, Diego Rivera, Armando Valdés Peza, Frida, y Enrique Alvarez F. 1950.

 

 

Autoritratto con il ritratto di Diego nel petto e María nelle s

Diego en el pecho y María (Felix)entre las cejas 1954

Después de 1951, Frida sufría dolores tan fuertes que ya no era capaz de trabajar sin tomar sedantes…a veces con alcohol. Su medicación, cada vez más fuerte, podría ser la razón de que sus pinceladas cada vez eran menos precisas, las capas de pintura más gruesa, en contraste con el preciso detalle de sus cuadros anteriores.
Este es el ultimo autorretrato de Frida. En este autorretrato, Frida se pintó como una mujer joven con un retrato de Diego en su pecho y una cara que parece Jesucristo en el sol. Como prueba de que nunca perdió su sentido del humor, pintó un retrato de la actriz Maria Félix en su frente (Maria Félix fue una de las amantes de Diego).

 

Adolfo Best Maugard  Frida Kahlo

Come si evince dalla lista, il nome della stessa pittrice appare accanto a quello del marito. Infatti, la pietra di paragone restava sempre Rivera, suo maestro e consorte. Kahlo stessa scrisse a uno dei suoi amanti che soltanto Diego avrebbe sempre occupato il posto più caldo del suo cuore.

Durante i mesi che seguirono il suo ritorno a San Angel Frida divenne sempre più la compañera e la complice di Diego. Lo assecondava, lo curava quando era ammalato, lottava contro di lui, lo puniva e lo amava. Lui la sosteneva, era orgoglioso dei suoi successi, ne rispettava le opinioni, la amava… e continuava a scopare a destra e a sinistra. Adesso, sempre più di frequente, lo faceva anche lei [H. Herrera, Frida. Vita di Frida Kahlo, cit., p. 131].

Le numerose relazioni extraconiugali, sia con donne sia con uomini, che la pittrice intrattenne con lo stesso trasporto romantico e passionale di sempre, erano sicuramente dovute alla difficile realtà coniugale che viveva con Rivera e al fatto che doveva confrontarsi continuamente con un amore non ricambiato con la stessa intensità. Rivera, dal canto suo, che aveva un debole per donne forti e indipendenti, sovente lesbiche, la spingeva tra le braccia delle sue amanti (per esempio, Frida diventa amica della ex moglie del consorte Guadalupe Marín), o delle donne che egli corteggiava invano, e talvolta se ne innamorava (come nel caso di María Félix), mentre dimostrava un forte e talvolta violento sentimento di gelosia nei confronti degli uomini. La loro unione appare subito caratterizzata da un’accentuata ambivalenza:

“La tua sessualità è ambigua, si legge nei tuoi quadri”, a volte mi è stato detto.

Credo che alludessero alle opere in cui il mio viso ha tratti mascolini, o ad alcuni particolari: in un tale quadro, to’, c’è una lumaca, simbolo di ermafroditismo… Ah, sì, e i miei eterni “baffi”! A questo proposito, devo confessarlo: è una storia con Diego. Una volta mi sono azzardata a depilarli, ed è andato su tutte le furie. A Diego piacciono i miei baffi, segno di distinzione, nell’Ottocento, delle donne della borghesia messicana che in al modo stentavano le loro origini spagnole (l’indio, si sa, è imberbe). 

Credo che l’individuo sia molteplice: un uomo porta il segno della femminilità; una donna porta l’elemento uomo; entrambi portano in sé il figlio [R. Jamis,op. cit., p. 212].

Diego è eccitato dall’aspetto androgino di Frida, mentre la moglie dal grasso seno del marito:

È vero comunque che tanto Frida che Diego avevano sempre avuto un ben preciso versante androgino; entrambi erano attratti da ciò che del proprio sesso vedevano nel partner. Rivera amava «l’aria da ragazzino» di Frida e i suoi baffi da «Zapata»: una volta che se li rasò, andò su tutte le furie. Del marito lei amava la morbidezza e la vulnerabilità e anche i seni da uomo grasso; era quella la parte di Diego che Frida sapeva le avrebbe assicurato per sempre il bisogno del marito [H. Herrera, Frida. Vita di Frida Kahlo, cit., pp. 247-248].

La stessa Kahlo scrisse di Rivera: “Del suo petto bisogna dire che, se fosse sbarcato sull’isola governata da Saffo, non sarebbe stato giustiziato dalle guerriere. La sensibilità dei suoi seni meravigliosi lo avrebbero fatto ammettere. Persino così la sua virilità, così specifica e strana, lo rende desiderabile anche dove dominano imperatrici avide di amore mascolino” [cit. da Ibidem, p. 248].

L’amico della pittrice, van Heijenoort, nel suo libro di memorie In esilio con Trockij. Da Prinkipo a Coyoacan(Feltrinelli, Milano 1980) sottolinea il fatto che il lesbismo di Kahlo “non la rendeva mascolina. Era una specie di efebo, con l’aria da ragazzino e allo stesso tempo enfaticamente femminile” [cit. da H. Herrera,Frida. Vita di Frida Kahlo, cit., p. 132]. Un aspetto di cui ella si riappropriava ogni volta che si separava da Rivera, tagliandosi i capelli e indossando i pantaloni; inoltre, questo era un modo per liberarsi dei simboli codificati del femminile al fine di sancire la propria indipendenza: “Che nei tardi anni quaranta la parte mascolina di Frida si facesse più pronunciata è visibile negli autoritratti: diede ai suoi lineamenti un tocco più mascolino che mai, facendosi i baffi ancora più scuri di quanto in realtà non fossero” [Ibidem, p. 248].

Nella sua arte, a carattere fortemente autobiografico, se da una parte Kahlo si rappresenta come amazzone (vd. Autoritratto con i capelli tagliati, 1940), donna emancipata da qualunque stereotipo sociale, culturale e sessuale, dall’altra però fissa sulla tela un’immagine fortemente femminile, seducente, di moglie attenta nel compiacere il marito.

Anche il lesbismo di Kahlo non è mai esplicito nelle sue tele: “Come tutto ciò che riguarda la sua vita intima, il lesbismo di Frida appare nella sua arte. Ma non apertamente. Insieme all’amore di sé e alla dualità psichica. È suggerito negli autoritratti doppi e emerge in molti dipinti come una specie di atmosfera, una sensualità così profonda da essere sgombra delle polarità sessuali convenzionali, una fame di intimità così urgente da ignorarle differenze di genere” [Ibidem, p. 132].

Concludendo, Frida Kahlo spese la sua vita in una coraggiosa battaglia contro la sofferenza e le avversità che riuscì ad affrontare con un’incredibile forza creativa; forza che le venne, oltre da se stessa, dal suo profondo bisogno di amare e di essere amata sia da uomini sia da donne: Tlazolteotl, dea dell’amore, dev’essere stata dalla mia parte. Sono stata amata, amata, amata – non abbastanza, ancora, perché non si ama mai abbastanza, poiché una vita non basta. E ho amato incessantemente. Nell’amore, nell’amicizia. Uomini, donne” [R. Jamis, op. cit., p. 212].

 

 

 

 

TWIN SPIRIT ANIMA GEMELLA   Leave a comment


Nell’amore romantico, per anime gemelle si intendono due persone fra cui esiste una affinità spirituale e sentimentale talmente profonda da poter essere interpretata come segno che tali persone fossero predestinate ad amarsi. Nel linguaggio comune, lo stesso concetto viene comunemente espresso facendo riferimento alla metafora della “mezza mela”, per cui le due anime gemelle sono complementari come le due parti ottenute tagliando di netto una mela a metà. Il concetto di “anima gemella” è in genere associato all’implicazione che esista un solo partner amoroso predestinato per ciascuna persona, e quindi è affine e correlato a quello di vero amore.

Una delle immagini classiche associate all’idea di “anima gemella” è quella riportata nel Simposio di Platone, in cui viene riportato ed elaborato il mito greco degli ermafroditi. Secondo questo mito, all’origine dei tempi gli esseri umani non erano suddivisi per genere, e ciascuno di essi aveva quattro braccia, quattro gambe e due teste. Col tempo gli ermafroditi cominciarono ad essere insolenti nei confronti degli dei e questi, per punizione, li separarono in due parti con un fulmine, creando da ogni essere umano primordiale un uomo e una donna. Come conseguenza, ogni essere umano cerca di ritrovare la propria iniziale completezza cercando la propria metà perduta.

Secondo il mito però, gli esseri umani erano un coppia che poteva essere formata da due donne, due uomini o un uomo e una donna, quindi non era presente nessuna forma di omofobia. 

« Finalmente Zeus ebbe un’idea e disse: “Credo di aver trovato il modo perché gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando però, una volta diventati più deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglierò in due uno per uno, e così si indeboliranno e nel contempo, raddoppiando il loro numero, diventeranno più utili a noi »

Ecco qualche pista per snidare la tua anima gemella.

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1. Avete l’impressione di conoscervi da sempre

Fin dal primo incontro senti che questa persona ha sempre fatto parte della tua vita quando invece prima non la conoscevi. Dopo 3 giorni vi capite senza parlare, avete gli stessi desideri, gli stessi valori e le stesse idee.

“Si incontra spesso questa situazione quando i temi astrali delle due persone sono simili (che non vuol dire necessariamente una data di nascita vicina). Siamo tutti legati a centinaia di altre persone ovunque nel mondo, semplicemente perché al momento della nascita avevamo degli allineamenti dei pianeti comuni”

2. Lo senti nel tuo profondo

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Non ti si consiglierà mai abbastanza di fidarti del tuo intuito. Anche se qualche volta ci siamo sbagliate, anche se qualche volta abbiamo creduto a torto che si trattava della persona giusta, l’anima gemella appare come un’evidenza. Non ci si pone più alcuna domanda, non ci si chiede più per ore e ore se richiamerà, che cosa pensa di te o se prova la stessa cosa. Una vocina, e questa volta è quella della saggezza, ti dice che hai fatto la buona scelta? Vai ad occhi chiusi!

3. Una relazione semplice e rassicurante

Tutte abbiamo conosciuto delle relazioni tumultuose. Appassionate, certo, ma non vivibili e soprattutto prima o poi finite. In effetti anche se certi pensano che l’amore, quello vero, esiste solo nel conflitto, nella realtà non c’è niente di più duraturo di un amore tranquillo. Questo non vuol dire che che non ci siano mai conflitti fra due “anime gemelle” ma cosa c’è di più piacevole della serenità in una coppia?Le anime gemelle sanno comunicare e non si pongono 1000 domande l’uno sull’altro.

4. Condividete dei valori profondi

Non avete probabilmente lo stesso percorso, la stessa educazione o lo stessso contesto sociale, ma non è un problema. Condividete le idee e i valori di base. Questi valori possono essere l’attaccamento alla famiglia, il bisogno di giustizia, la fedeltà (in amore e in amicizia) o il desiderio di indipendenza. In breve, condividete dei pilastri che fanno di voi la persona che siete, che ne siate coscienti o no.

5. Guardate nella stessa direzione

Nello stesso modo in cui avete dei valori in comune, avete gli stessi obiettivi nella vita. Come ti immagini fra 5, 10 o 30 anni? La tua anima gemella dovrebbe globalmente rispondere come te a questa domanda. Se ti immagini combattere in America del Sud, e che il tuo compagno si vede viaggiare in una monovolume con 3 bambini seduti dietro, avete un serio problema di coppia!

6. L’anima gemella ti rende più forte

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Durante il tuo (troppo lungo) periodo di celibato, ti sei sentita sola, svuotata, sfinita e stanca. Poi hai incontrato THE ONE e da quel giorno i tuoi capelli non sono mai stati cosi lucidi, il tuo corpo così sodo e slanciato: senti in te una forza e una gioia unica. È semplicemente la felicità che ti rende più bella e le persone che ti circondano te lo fanno notare.
L’anima gemella è una persona “specchio” che ti rinvia un’immagine di te molto positiva. Mentre prima pensavi di essere un merluzzoarenato sull’isola deserta dell’amore, ti senti ormai come una sirena che potrebbe far girar la testa a tutti gli uomini che incontra.

7. Riuscite a immaginarvi a due

Come i cantanti che escono l’album della maturità ogni anno, le tue relazioni amorose hanno sempre avuto un gusto di “credo che sia quello buono” che non dura e che si trasforma in fallimento cocente. L’anima gemella non è obbligatoriamente un colpo di fulmine, ma ti permette ogni giorno di proiettarti un po’ più nel tuo avvenire e nella costruzione di una coppia prima di tutto solida e sana.

8. I vostri segni astrali si accordano perfettamente (o no!)

In amore, esiste una nozione di base che è il tema astrale che può influenzare positivamente o negativamente la vostra relazione. Se dubiti ancora, avrai uno studio chiaro sulle vostre possibilità di riuscita a due. “Molti che vengono a consultarmi dimenticano che malgrado l’attrazione fisica o un’ intesa al primo contatto, non tutte le coppie sono fatte per durare, e questo a causa delle differenze di personalità spesso sconosciute” sottolinea l’astrologa. Allora non perdere tempo!

9. Impari ad amare i suoi difetti

Il suo lato brontolone e i calzini sporchi che sono dappertutto ti esasperano ma ti fanno sorridere, È un vero segno d’amore! L’anima gemella permette d’accettare delle cose che non avresti sopportato prima. Sei capace di chiudere gli occhi su delle cose che ti sembravano impossibili quando avevi immaginato il tuo principe azzurro. Nello stesso modo non hai bisogno di nascondere i tuoi difetti o quelle piccole cose di te che ti hanno sempre infastidito. Vi accettate mutualmente come siete!

10. Ti permette di realizzarti nella vita

Non devi credere che l’anima gemella sia una persona con cui ti devi chiudere e tagliare i ponti col resto del mondo, al contrario! Vivere con la propria anima gemella significa che si è capaci di avere dei momenti per sè, per le amiche o per le uscite da celibe senza che ciò ponga dei problemi nella coppia. È realizzandosi nella propria vita che si può serenamente costruire la coppia. “L’anima gemella non è una persona troppo gelosa perchè la fiducia deve essere forte nella coppia. Mote donne mi parlano di problemi di gelosia, o del fatto che ormai non fanno più niente fuori dalla coppia, questo può essere pericoloso e spesso porta a medio o lungo termine a l fallimento”

Pubblicato 8 agosto 2015 da sorriso47 in amore, anima, anima gemella, love, soul, twin spirit

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