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Il sermone della montagna (Gesù..vangelo di Matteo (5,1-12-segg)   Leave a comment


 

Il cosiddetto discorso della montagna è un sermone rivolto da Gesù ai suoi discepoli e ad una grande folla, riportato nel Vangelo secondo Matteo 5,1-12. Tradizionalmente si pensa che Gesù abbia rivolto questo discorso su una montagna al nord del mar di Galilea, vicino a Cafarnao.

È sovente paragonato con quello simile ma più corto del Vangelo secondo Luca: 6,17-49, detto discorso della Pianura. Alcuni commentatori pensano che si tratti dello stesso discorso, altri credono che Gesù predicasse cose simili in varie circostanze e altri ancora pensano che Matteo e Luca vi abbiano raccolto vari insegnamenti separati di Gesù.

Il discorso della montagna è una esplicitazione e un approfondimento dei dieci comandamenti che vengono completati da Gesù Cristo e arricchiti da un significato universale. Per molti pensatori, come Lev Tolstoj[1], Martin Luther King[2][3] e Mahatma Gandhi[4], questo discorso contiene i principali valori della fede cristiana

le beatitudini 5,1-12a

http://www.nicodemo.net/NN/commenti_p.asp?commento=Matteo%205

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Pendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati e causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 

Il discorso della montagna è introdotto da una breve frase che indica l’occasione in cui è stato pronunziato: «Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo…» (vv. 1-2). Sulla montagna sono presenti le folle, ma Gesù direttamente si rivolge ai suoi discepoli. Anche il terzo evangelista introduce in modo analogo il suo «discorso del piano» (cfr. Lc 6,17a.20a). È dunque chiaro che già nella tradizione Q il discorso inaugurale di Gesù è rivolto primariamente ai discepoli, e con essi alla comunità cristiana, anche se indirettamente esso riguarda tutti. Il nome della montagna in cui Matteo ambienta il discorso non è menzionato, ma, designandola con l’articolo determinativo, egli lascia supporre che si tratti di un luogo ben preciso, da un punto di vista però non geografico, ma teologico: si tratta del nuovo Sinai, sul quale Gesù, come un tempo Mosè, rivela la legge di Dio ai suoi discepoli.

All’inizio del discorso Matteo riporta l’elenco di nove categorie di persone le quali vengono dichiarate «beate». Questo genere letterario è attestato non solo nella letteratura biblica e giudaica, ma anche in diversi altri passi dei vangeli (cfr. Mt 11,6; 13,16; 16,17; 24,46; Lc 1,45; 11,28 ecc.). È dunque probabile che il suo uso risalga a Gesù, il quale certamente se ne è servito per designare i destinatari del lieto annunzio; la tradizione, e poi gli evangelisti, hanno trasmesso le parole di Gesù, adattandole alle esigenze delle prime comunità cristiane.

I primi destinatari della salvezza

Le beatitudini non sono state certamente pronunziate da Gesù nella forma in cui sono riportate da Matteo. Luca infatti nel discorso del piano ne riporta solo quattro (cfr. Lc 6,20b-23; cfr. Mt 5,3.4.6.11-12), le quali, pur con notevoli differenze, sono interamente contenute in quelle matteane: esse sono tutte, come l’ultima di Matteo, in seconda persona plurale («voi»); inoltre nella seconda e terza beatitudine, Luca inserisce l’avverbio «ora»; i poveri non vengono da lui qualificati come «in spirito», gli «afflitti» che «saranno consolati» diventano coloro che «piangono, ma un giorno rideranno»; infine «coloro che hanno fame e sete di giustizia» sono semplicemente coloro che «hanno fame».

Queste somiglianze e differenze fanno supporre che i due evangelisti conoscessero una lista originaria di tre beatitudini in terza persona plurale (così erano formulate le beatitudini giudaiche), a cui la comunità aveva aggiunto una quarta formula in seconda persona plurale riguardante i perseguitati.

Le tre beatitudini più antiche, che riflettono da vicino la predicazione di Gesù, dovevano suonare più o meno così:

1. Beati i poveri, perché di essi è il regno di Dio (dei cieli).

2. Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
3. Beati coloro che hanno fame, perché saranno saziati.

Se si esaminano queste tre beatitudini alla luce dei paralleli biblici e giudaici, appare chiaramente che esse si riferiscono tutte ad un’unica categoria di persone,  costituita da coloro che, proprio a causa della loro povertà, sono afflitte e soffrono la fame. In realtà dai racconti evangelici risulta che Gesù era circondato da malati, indemoniati, emarginati sociali e religiosi, in una parola da persone provate nel corpo e nello spirito; esse non appaiono di solito come particolarmente pie o giuste, almeno secondo i canoni farisaici, anzi molte appartengono al gruppo dei «peccatori». Gesù è venuto dunque a contatto con i rappresentanti di una povertà ben più ampia e frastagliata di quella che ha trovato voce nei testi biblici e giudaici. A questi poveri che lo circondano Gesù annunzia la felicità più piena, che consiste nella fine della loro situazione miserevole.

Questo messaggio ha profonde radici nell’AT e nel giudaismo. Dio interviene in Egitto per liberare un popolo miserabile e oppresso (cfr. Es 3,7-8) ed esige la solidarietà verso i bisognosi (Dt 15,7-8). Al tempo stesso condanna lo sfruttamento dei poveri e la ricchezza frutto di ingiustizia (Am 4,1; 5,11-12; Os 12,9; Mi 6,10-12) e identifica il povero con il giusto (Am 2,6). Il profeta Sofonia annunzia che, dopo la catastrofe dell’esilio, Dio si sceglierà un popolo povero che confiderà nel nome del Signore (Sof 2,3; 3,11-13; cfr. Is 49,13; 57,15). Perciò il profeta escatologico porta il lieto annunzio ai «miseri» (Is 61,1) e diversi Salmi esaltano la povertà, che consiste nella fiducia in Dio e nella rinunzia a qualsiasi tipo di violenza (Sal 37,7-11; 69,33-34; Salmi di Salomone 5,1-3.7.10-11.13). Questo atteggiamento interiore viene chiamato a Qumran «povertà di spirito» (1QM XIV,6-7; cfr. 1QH 2,32.34-35). In greco il termine ‘anî, «povero», viene tradotto con ptôchos, che indica la povertà in senso economico, ma anche con praüs, che significa «mite», nel senso di «non violento».

La beatitudine dei poveri si comprende alla luce della predicazione di Gesù, il quale ha annunziato l’imminente venuta del regno di Dio: siccome Dio sta per instaurare la sua regalità su tutto il mondo, i poveri e gli oppressi otterranno finalmente giustizia, anzi saranno proprio loro i primi a entrare in possesso della salvezza (cfr. Mt 11,5; Lc 4,18). Gesù non si rivolge quindi a coloro che si ispirano all’ideale della povertà in senso spirituale, ma ai poveri effettivi, in senso sociale ed economico. A costoro il regno viene offerto non come ricompensa per i loro meriti, ma per pura grazia. È vero che essi devono aprirsi a questo dono (cfr. 1,14: «convertitevi!»), ma ciò che Gesù annunzia in primo piano non è la necessità della conversione, bensì la misericordia di Dio che la provoca.

La beatitudine dei discepoli (vv. 3-12)

Le beatitudini, indirizzate per la prima volta ai poveri della Palestina, sono state rilette ben presto dalla comunità cristiana in funzione della situazione in cui essa è venuta a trovarsi dopo la risurrezione di Gesù. Segno di questa antichissima rilettura è l’aggiunta di una beatitudine riservata ai perseguitati «per causa di Gesù» (cfr. v. 11). Su questa linea si pone anche Matteo, il quale utilizza le quattro beatitudini ricevute dalla tradizione, aggiungendo ad esse altre cinque formule analoghe. Egli ottiene così una lista di otto beatitudini, che inizia e termina con un riferimento al «regno dei cieli» (vv. 3.10). Il brano si può facilmente dividere in due parti di quattro membri ciascuno (vv. 3-6; 7-10), come appare dalla ripetizione del termine «giustizia» nei vv. 6 e 10. Al termine Matteo riporta la quarta formula ricevuta dalla tradizione, tenendola però distinta dalle precedenti.

Prima beatitudine: «Beati i poveri in spirito (ptôchoi pneumati), perché di essi è il regno dei cieli» (v. 3). L’espressione «in spirito» è stata probabilmente aggiunta dall’evangelista, il quale, sulla linea della riflessione giudaica (Qumran), ha voluto sottolineare che la povertà deve essere espressione di un’umile e fiduciosa sottomissione a Dio: per entrare nella beatitudine finale del regno dei cieli non conta anzitutto la privazione dei beni materiali, bensì l’abbandono a Dio e l’impegno quotidiano per compiere la sua volontà (cfr. At 2,42-48).

Seconda beatitudine: «Beati gli afflitti, perché saranno consolati» (v. 4): ai cristiani che per essere fedeli a Dio vanno incontro a sofferenze e persecuzioni (cfr. Is 61,2), l’evangelista annunzia, come aveva fatto il Deuteroisaia con il popolo in esilio (cfr. Is 40,1), la consolazione promessa da Gesù. Questa però non consiste più nel possesso di una terra, ma del regno di Dio da lui inaugurato.

Terza beatitudine: «Beati i miti, perché erediteranno la terra» (v. 5). In diversi manoscritti questa beatitudine occupa il secondo posto dell’elenco. Essa riguarda i «miti» (praeîs): questo termine, con cui i LXX traducono l’ebraico ‘anî (povero) quando assume un significato più spiccatamente spirituale, indica il comportamento di chi si abbandona totalmente alla volontà di Dio, rinunziando a qualsiasi forma di violenza. Sullo sfondo si può vedere la figura del Servo di JHWH (cfr. Is 42,2-3; 50,5-6), il giusto dei Salmi (cfr. Sal 36,7-11), il Messia umile (Zc 9,9) e lo stesso Gesù (cfr. Mt 11,28-29). A coloro che si pongono su questa strada (cfr. 5,39-41) Matteo promette, in nome di Gesù, il possesso della terra: questa espressione, ispirata al Sal 36, non indica più la terra di Israele, ma i beni messianici in tutta la loro pienezza. Questa beatitudine è molto simile alla prima, e potrebbe essere un’aggiunta secondaria fatta da Matteo stesso o dalla tradizione successiva a un elenco già definito di sette beatitudini.

Quarta beatitudine: «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati» (v. 6). Viene qui esaltata la felicità di quelli che hanno fame e sete non tanto, come in Luca, di cibo materiale, quanto piuttosto di giustizia: anche qui Matteo, senza eliminare l’aspetto materiale della fame, ha letto nella formula trasmessa dalla tradizione soprattutto la ricerca della giustizia, che consiste nella fedeltà a Dio e ai suoi comandamenti. Si chiude così il primo gruppo di beatitudini, che ricalca da vicino, malgrado i ritocchi, le formule pronunziate dallo stesso Gesù.

Le quattro beatitudini successive (vv. 7-10) contengono nuove variazioni sul tema delineato nella prima parte. In esse sono proclamati felici i misericordiosi, cioè coloro che, come Dio stesso (cfr. Es 34,6), sono capaci di perdonare, i puri di cuore, che aderiscono a Dio in un modo pieno e senza ripensamenti (cfr. Sal 24,2-4), gli operatori di pace e i perseguitati a causa della giustizia, i quali lottano e soffrono per un mondo nuovo, in cui regna la pace e la giustizia (cfr.Is 11,1-9; Sal 72,2-3.7). L’evangelista propone dunque ai suoi lettori una serie di comportamenti che si ispirano al tema biblico dell’imitazione di Dio. A coloro che li adottano viene promesso rispettivamente che otterranno essi stessi misericordia, vedranno Dio, saranno chiamati suoi figli, e possederanno il regno dei cieli. In altre parole essi sperimenteranno un giorno la piena comunione con Dio, ottenendo con essa tutti i beni propri del regno.

Nella nona beatitudine si dice: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi» (vv. 11-12). Essa è già anticipata nell’ottava e si distacca dalle precedenti per la sua lunghezza e per l’uso della seconda persona («voi»): anch’essa è giunta a Matteo dalla tradizione (cfr. Lc 6,22-23), ma risale non a Gesù, bensì alla comunità, la quale l’ha coniata a partire dalla beatitudine da lui riservata agli afflitti. Diversamente dalle altre essa è rivolta direttamente ai cristiani che soffrono persecuzione a causa della loro fede in Gesù: ad essi è riservata nei cieli una grande ricompensa, che si identifica con la piena comunione con Dio (cfr. 1Pt 4,13-16).

Linee interpretative

Le beatitudini riportate da Matteo rappresentano un notevole sviluppo rispetto a quelle pronunziate da Gesù. Questi infatti proclamava la felicità dei primi destinatari del regno di Dio, identificati con le categorie più povere ed emarginate della società; così facendo egli annunziava che il regno di Dio avrebbe rappresentato un ribaltamento della situazione, portando loro un benessere immensamente superiore a quello di cui erano stati privati.

Matteo invece identifica otto (o forse originariamente sette) atteggiamenti spirituali, proponendoli ai suoi lettori cristiani come la via maestra per raggiungere la piena felicità che Gesù ha promesso a coloro che sono già entrati, mediante la fede, nella fase iniziale del regno di Dio. Così facendo Matteo ha esplicitato, alla luce della riflessione biblico-giudaica sulla povertà, le parole di Gesù adattandole alle esigenze di una comunità la quale vive ormai nell’attesa del compimento finale. Soprattutto ha messo in luce da una parte l’esigenza di lottare per la giustizia e per la pace, e dall’altra quella di adottare sempre un metodo non violento: ciò implica la disponibilità a perdere la sicurezza che viene dal possesso delle cose materiali e a pagare di persona.

Anche Luca però, pur mantenendosi più aderente alla formulazione originaria, ha adattato le beatitudini alla situazione dei suoi lettori. Sullo sfondo si percepisce una comunità cristiana in cui si fa sentire una dolorosa frattura tra ricchi e poveri. Questi ultimi si trovano proprio ora in una situazione di privazione materiale e sono facilmente discriminati ed emarginati. Ad essi l’evangelista ricorda che un giorno otterranno il regno con tutti i suoi beni. A coloro che sono ricchi e privilegiati egli invece, riprendendo nel brano da lui aggiunto alle beatitudini il linguaggio dei profeti (cfr. per es. i «guai» di Is 5,8-24; 1En 94,8; 96,4-6), annunzia che un giorno li colpirà la rovina. Come nella parabola del «ricco epulone» (Lc 16,19-31), egli prospetta un’altra vita nella quale la situazione attuale sarà completamente capovolta.

 

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Pubblicato 8 settembre 2016 da sorriso47 in abbracci, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, animus, ASTROFISICA, Attualità, aurora borealis, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, beauty, beauty of Universe, bellezza, Biodanza, blog, Breaking the Silence, cambiamento, cancro, canzone napoletana, Carl Jung, compassion, compassione, conoscenza, conoscenza di se stessi, contemplazione, corpo umano, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., Curanderos, danza, democrazia, Dio, Diritti, earth, educazione, ENERGIA DEBOLE, energia elettromagnetica, genere, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, Giordano Bruno, giornalisti, Giuliana Conforto, giustizia, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, Gospel, grace, il sermone della montagna, prana, spiritualità, vangelo di matteo 5,12-12a

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Il corpo umano..cervello ed organi..è un insieme..unico..   Leave a comment


 

Il corpo umano..cervello ed organi..è un insieme..unico..

con ciò..intendo dire..che tutti gli organi..e le parti..sono collegate al cervello.

Ma ..la riflessione importante..è..che..se..non si usano..tutte le parti..dell’organismo..

(dita..mani..piedi..gambe..sesso..il secondo chakra.. ( sono 7..i sacra ..nel corpo.e sono i punti energetici..cioè..di passaggio..dell’energia vitale del corpo,) allora succede.. che..di conseguenza..l’energia vitale non passa..

la conseguenza..è..che il cervello..non funziona la massimo..praticamente..diminuiscono..

le nostre capacità mentali.

Le religioni..che altro non sono..che istituzioni di potere..hanno sempre conosciuto..questi principi.

Da ciò..proviene..il comando  di non vivere..naturalmente..la nostra naturale umanita corporea.

Infatti..sia l’Ebraismo..che l’Islamismo..hanno vietato..la naturale..comprensibile..masturbazione . Siamo stati fatti..esseri corporei..sessuati..ed ad una certa età..inizia..la nostra vita ferile;

per gli uomini..il segno..sono..le prime..pollulazioni notturne.. per le donne..l’inizio è..la mestruazione.

Se..ad un essere..umano..si impedisce..la sua normale attività..riproduttiva..ciò..comporta ..di conseguenza..un blocco mentale..il cervello non funziona..correttamente.

Ridotto..ad un puledro..chiuso in un recinto..nell’inizio..della sua età fertile..e imossibilitato..concretamente..a viverla..viene..per effetto conseguenze..ridotto..ad una obbedienza forzata..a riconoscere..il potere..del suo “padrone”..e poi..la sua mmente..vacilla..in elucubrazioni mentali.. considerate..dai “padroni”..tendenze..religiose.

 

 

Risultati immagini per cavalla puledro chiusa in un recinto salta..lo steccato

 

https://lisigianni.wordpress.com/

 

ripreso..da l Blog  “ESSERE”..un..blog..penetrante..i reconditi meandri..del comportamento ..umano

 

“Leccaculo scambista”, personaggio diabolico che entra in scena nel momento in cui nello stesso ambito lavorativo c’è un altro leccaculo di livello alto. Ed è allora che si instaura una sorta di patto di non belligeranza tra i due contendenti che si riassume in un ““Tu dici in giro che io sono bravo ed io faccio altrettanto con te”. Vanno dal capo in due, dopo aver studiato quello da dire e non risparmiano di fare l’uno il testimone dell’altro  per dare maggior  credito  agli scenari apocalittici che raccontano. Nell’abbigliarsi  e nello zuccherare il caffè del capo, non si risparmiano in colpi bassi e attentati.

Sorvolando  sul leccaculo collodiano, lungimirante e altre tipologie, viene semplice dire che l’adulazione, nella nostra società rappresenta una strumento agevolato per acquisire privilegi e favori. Infatti,  personalizzare la leccata a seconda del destinatario, scoprendone i punti deboli: figli, intelligenza, bellezza, professione, casa, squadra di calcio, hobbies e cazzi& mazzi è quanto di più proficuo si possa fare in un ambito lavorativo . Già, perché ricevere complimenti e sentirsi circondati dal consenso spudoratamente falso, piace sempre di  più poiché è notorio che  la verità fa male e l’adulazione è sempre più vincente ed appagante. Peccato che nel nostro mondo non funzioni la stessa regola del mondo animale, in cui  il “puledro ruffiano” non trascorre una  buona esistenza, anzi ha una  vita triste e meschina.

Infatti, al cavallo ruffiano  vengono recisi i dotti deferenti, cioè gli viene praticata una vasectomia per renderlo sterile. L’intervento  non preclude l’ erezione, quindi, in ogni caso,  permetterà al nostro puledro  comunque il sollazzo sessuale. Le  cavalle, che hanno un brevissimo periodo di calore nel quale sono feconde e accettano il maschio, in quei giorni  sono particolarmente irascibili poiché  tendono ad  aggredire con sonori calci delle zampe posteriori, le palle ed il petto  dei  maschi troppo avventati . Ecco, durante questo periodo “nervoso”, si ricorre al  cosiddetto, sfigatissimo, puledro ruffiano, che viene introdotto nel recinto assieme alla cavalla in calore a prendersi  la fase acuta di calci e morsi. Questo per evitare  che la cavalla possa  calciare e ferire seriamente uno  stallone costosissimo. Comunque,  la battaglia puo’ durare anche qualche giorno e,  quando l’allevatore  si accorge  che la cavalla si è  “sfogata” fisicamente  e, stimolata,  sta  per “accettare ” il maschio, tira  via il  puledro mazziato e fa entrare  dentro il fortunato   stallone ” per la monta. Fine delle trasmissioni per il “cavallo ruffiano”.

Insomma, un cavallo che fa il lavoro sporco per conto dello stallone che, al momento culminante ed agognato,  con un erezione alla Siffredi viene allontanato ed isolato miseramente con il suo carico di frustrazione e….non solo.

Ecco, sarebbe equo e giusto che nella nostra società, i  leccaculi o i ruffiani, assaggiassero, per una sola volta,  l’intensità di quei calci alle palle e nel momento di una promozione o di un avanzamento, venissero, miseramente, “tirati via”.

 

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(mammifero..in cattività..nel periodo..della eccitazione )

Pubblicato 6 settembre 2016 da sorriso47 in adultera, adultere..., adulterio, Afganistan, Afghanistan, Iran, Iraq, Nigeria (in un terzo delle sue regioni), Pakistan, Sudan ed Emirati Arabi(sharia)., amore.., anima e corpo, animus, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, bellezza, cambiamento, catene religiose, compassion, compassione, compassione.., conoscenza, conoscenza di se stessi, contemplazione, CORANO, corpo umano, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., deismo primitivo, Dio, Diritti, dogma, dogmatismo, dogmi, donna, dottrina sessuale, educazione, educazione sessuale, ENERGIA DEBOLE, eros, erotismo, esegesi, essere, etica sessuale, Farisei, fatwa, femmina, femminicidio, femminismo islamico, femministe, fratellanza, gay, gendre, genere, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, giustizia, God Father, God Mother, Gospel, gruppo femminista Femen.., il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, Illuminazione..appassionata la spiritualità..del..Tantra.., inferno, inganno globale, Inquisizione, Kundalini, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la nostra terra, la terra è il mio santuario, lapidazione.., le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, Leggi e diritto, lesbian, lesbica, lesbiche, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, love, Malattia (corea) di Huntington, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, Maometto, Media e tecnologia, mente interiore, mente razionale, menzogna, messianesimo, mistificazione, morale, Nag Hammadi, naked, naturismo, nude, nudismo, omosessualità, omosessualità femminile, omosessualità maschile, omosexual, omosexuality, onan, onanismo, pace, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, pensatori, perdono, Peter Pan, piacere, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, prostitute, prostituzione, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, pubblicani, Putin, puttane, regno di dio, Religione, Religioni, riflessioni, sadismo, salute, salute benessere, sciamano, scienza, Scuola, segni, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, sharia, sharia, la legge coranica..., Signore tu mi scruti..e mi conosci, società, Società e costume, Solidarietà, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, spiritualità tantra, spose bambine,, Tantra, tantrismo, teologia, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, trans, transessualità, trasgender, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, violenza domestica, violenza sessuale, violenza sulle donne, vita, women's wriths, Wright, Yoga, yoni, yony

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Il Regno di dio..è già presente..   Leave a comment


 

sono un teologo..eretico..potrei definirmi..gnostico.
Ho sempre creduto..che Gesù..la Parola..incarnata..del Creatore..dell’Universo..
è nello stesso tempo..colui..per..mezzo del quale..ogni cosa..è stata creta.. ( prologo del vangelo di Giovanni ) .
il Messianesimo..è..già presente.. la Fisica Quantistica..ha scientificamente dimostrato..che tutto l’Universo..è..materia..a diversi stadi..di concentrazione..secondo..l’equazione..di Einstein.. (E = mc2 è l’equazione che stabilisce l’equivalenza e il fattore di conversione tra l’energia e la massa di un sistema fisico. )
Si conoscono..ormai..scientificamente..attualmente..circa 8 diverse..materie.
“E indica.. l’energia contenuta.. o emessa.. da un corpo, “m” la sua massa e “c” la costante velocità della luce nel vuoto.

Venne enunciata da Albert Einstein nel 1905 nell’ambito della relatività ristretta, benché non compaia nel primo articolo sulla teoria del giugno, ma in un secondo del settembre intitolato “L’inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?”[1].

È probabilmente la più famosa formula della fisica, grazie all’intreccio di novità, semplicità ed eleganza.

Si conoscono..scientificamente..circa 8 diverse,,concentrazioni..di materia..che spazia..da quella..elettromagnetica..l’unica visibile..dall’occhio umano..alla materia oscura..che è..approssimativamente..il 94% della materia esistente, .poi..esiste..un tipo di materia..chiamata..dagli scienziati..Forza debole;
questa materia..vibrazionale..è generata..dalle emozioni..che l’uomo..prova..con la sua intelligenza.
E’ l’unico..tipo..di materia..che ha la capacità..di attraversare..tutte le altre materie.
Questa forza..sarà..la responsabile..del cambiamento dell’ Umanità.
Cambierà..la coscienza..”circuita” dell’uomo..reso incapace..di sentire..la sua Coscienza..originaria.
Come insegnò..Gesù..il Regno di Dio..è..”dentro di noi..e fuori di
noi.” ” alza un sasso..e lì..mi troverai ” ” beato chi non cessa mai..di cercare..perchè..alla fine..troverà..il regno” ( vangelo..di Tommaso apostolo..fratello di Gesù..altrimenti detto.. ” detti segreti..di Gesù.
Questo è..quello che alla fine..ho trovato..
Questa..è la vera.. liberazione..dell’anima ..umana.
Andrea Sinicatti..blogger.. ( https://andreasinicatti.wordpress.com

Pubblicato 6 settembre 2016 da sorriso47 in 9(11 truth, 9/11, 9/11 truth, agapè, Albert Einstain, Amina Tyler.., amore, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, animus, antica farmacia profumeria S.M.Novella, ASTROFISICA, attentato torri gemelle, Attualità, auto a risparmio energetico, auto ad acqua, auto ad idrogeno, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, beauty, beauty of Universe, bellezza, blog, cambiamento, catene religiose, compassion, compassione, conflitto Israele Palestina, conoscenza, conoscenza di se stessi, contemplazione, corpo umano, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., Dio, dogma, dogmatismo, dogmi, dottrina, dottrina sessuale, earth, Ebraismo, educazione, educazione sessuale, ENERGIA DEBOLE, energia elettromagnetica, energia gratis, energia pulita, energia senza fili, erich fromm, eros, esegesi, essere, estasi, etica sessuale, femminismo islamico, Fisica, fisica quantistica, fratellanza, gendre, genere, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, Giordano Bruno, Giuliana Conforto, giustizia, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, Gospel, grace, human creativity, il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, inganno globale, Kesher Foundation, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la nostra terra, la terra è il mio santuario, laici, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, Lobbies, Lobbies americane, love, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, maschio, Massoneria, Massoneria conservatrice, Media e tecnologia, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, mente razionale, menzogna, messianesimo, misericordia, mistificazione, morale, Nag Hammadi, Natura, naturismo, Nikola Tesla, Noam Chomsky, nude, nudismo, pace, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, passion, passione, passioni, passioni umane, pedr mezzo di lui..tutte le cose..sono state..create, pensatori, perdono, piacere, Piergiorgio Odifreddi, Popoli e politiche, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, sacro, salute, salute benessere, scienza, Scuola, segni, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, Signore tu mi scruti..e mi conosci, società, Società e costume, Solidarietà, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, spiritualità tantra, Tantra, tantrismo, TED talks, Ted.com, teologia, terapia genica, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, torri gemelle, truth, TULLIO SIMONCINI, tumore, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, vita, vita dopo la morte, vitamina C, women's wriths, Wright, Yoga, yoni

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I primi..bestemmiatori..furono.. i sacerdoti..Farisei….   Leave a comment


Noi toscani..siamo conosciuti..come..bestemmiatori..incalliti..

ebbene..una volta..mia madre..mi disse. ” Andrea..è possibile..che noi..discendiamo..dagli..ebrei..   “sai perchè?..perche’..

noi..leggiamo..le pagine..da sinistra..a destra..come..gli ebrei..

Ho capito..una cosa..col tempo..

i primi..bestemmiatori..furono..i sacerdoti..Farisei.. .

Perchè..secondo..la loro..Legge..Mosaica..

Maria..la madre   di Gesù..era una ..puttana..

Maria..nonostante..ciò.. che insegnano..i Cristiani..

non concepì..per opera..dell Spirito santo..

ma rimase  in cinta..per colpa..di un soldato..romano..giudeo..di nascita…

Ben Panthera.

Questa cosa..era conosciuta..dal popolo..e dai  Farisei.

Infatti..attaccati..da Gesù..che gli disse.che erano..:

” Maledetti…guai..a voi..Farisei..siete..come..sepolcri..imbiancati..

ma..il vostro interno..è pieno..di putretudine..

essi gli risposero..

” ma cosa..vuoi..insegnarci..tu..che sei figlio..di una..puttana.. “

Era noto a quei tempi.. che Maria..era stata stuprata..da un soldato romano..

Ben Panthera..ebreo..di origine..ma..soldato romano.   .

La verità..di questa ..affermazione..è scritta.. nel.. vangelo..di Tommaso..

” Sua madre, ed..i suoi..parenti..andarono..a cercarlo..

i suoi..discepoli.. gli dissero : ” Maestro…guarda..ci sono..tua madre..ed i tuoi..fratelli..”

Ma egli..rispose..loro  :

” Quelli che ascoltano..la mia parola..questi ..essi sono..

mia madre  ed i miei..fratelli.. “

I Farisei..non conoscono..nè..mia madre.. nè..mio.. padre.. ma  dicono..

che ..sono figlio..di  … puttana..!! ” .

I primi.dunque..che dettero..di puttana..a Maria..furono.i Farisei..

secondo..la legge..mosaica.. .

Noi..toscani..diciamo . ” porca.. madonna..”.

penso..che il motivo sia.che siamo..anticlericali..contrari..

al dominio..dello stato pontificio.

Un altra motivazione..può essere..che la Madonna..

secondo..il Dogma..della Chiesa..cattolica..

è vergine..prima..Durante..e dopo..il parto.

Questa affermazione..della Chiesa..cattolica..è..per noi..aberrante..

contraria..al’Intelligenza..dell’Uomo..

prima..facoltà..che..il Creatore..ci ha dato..  .

La bestemmia..del porco  Dio.. è.. ugualmente dovuta..

ai sacerdoti..farisei..

infatti.. non accettavano..l’insegnamento..di Gesù  .

Gesù..una volta.. disse.. severamente :

” tutte le bestemmie..saranno..perdonate.. ma..

chi dice.. che..lo Spirito.. che mi anima..non è ..da Dio..

questi..non saranno..perdonati..in..eterno. “.

Infatti..essi..dicevano: ” egli..è posseduto..da..uno Spirito..immondo.”

..

 

 

Pubblicato 31 agosto 2016 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, animus, Anticristo, Attualità, bestemmie, cattolicesimo, chiesa, compassion, compassione, conoscenza, conoscenza di se stessi, contemplazione, corporeità umana, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., Demoni, dialetto fiorentino, Dio, dogma, dogmatismo, dogmi, donna, dottrina, dottrina sessuale, Ebraismo, educazione, educazione sessuale, erich fromm, esegesi, essere, etica sessuale, Farisei, Firenze, FIRENZE (IT) Florencia, fliglioli di buona donna, Florence, Florencia, Florenz, fratellanza, genere, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, Gospel, il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, inganno globale, Inquisizione, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, laici, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, Maria..madre di ..Gesù.., menzogna, messianesimo, misericordia, mistificazione, morale, Occultismo, Pace, Palestina, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, passioni umane, pazzia, peccato, pedr mezzo di lui..tutte le cose..sono state..create, pensatori, perdono, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, prostitute, psiche, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, putas.., puttane, rabbia, regno di dio, Religione, Religioni, riflessioni, risata terapeutica, sacerdoti, sacro, Satana, scienza, Scuola, segni, sensibilità, sensibilità naturale, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sharia, la legge coranica..., Signore tu mi scruti..e mi conosci, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, spose bambine,, storia, stupidità, stupro, teologia, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, Toscana, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, violenza sessuale, violenza sulle donne, vita, whores.., women's wriths

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L’immenso amore..di Dio…il “Padre nostro”…   Leave a comment


Mi sono sempre chiesto.se questa preghiera di Gesù..fosse vera..e che significato aveva..quel : non ci indurre in tentazione..ma liberaci ..dal male”

Dio..può tentare..l’uomo?..e perchè..lo fa..!!

Dio può tentare l’uomo..lo fà..quando l’uomo..si crede perfetto..e giudica.gli altri.

Nel vangelo..Gesù..dice una parabola:

http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmlhttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.html

 

In questa parabola, Gesù parte da una situazione psicologica e sociale molto contraria al Vangelo; Egli la vuole ad ogni costo distruggere, per portare il popolo di Israele (in primo piano, ma – a ben vedere – tutta l’umanità) a un modo di giudicare e di agire che rispetti e sviluppi i valori dell’umiltà, della carità e della misericordia.

Nel fariseo e nel pubblicano sono espresse due categorie di persone: primi, i farisei che, di istinto, si ritengono la categoria privilegiata e superiore a tutti, incline a giudicare gli eventi e le persone: «Io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano; digiuno due volte la settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo» (Luca 18,11-12).

L’altra categoria è costituita dai pubblicani, cioè gli esattorhttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmli delle imposte, molto mal visti non solo perché si arricchivano esigendo il pagamento delle imposte, ma perché lavoravano, in pratica, a favore dei Romani, su mandato dell’imperatore (chiamato “Cesare”, dal nome di Giulio Cesare, che aveva iniziato l’espansione e preparato l’istituzione dell’Impero ad Augusto).

Gesù, ovviamente, non ha voluto affatto emettere un giudizio politico, ma ha voluto evidenziare due atteggiamenti tra loro opposti, e giudicarli alla luce della Verità, dehttp://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Vita%20Spirituale/06-07/11-Fariseo_e_Pubblicano.htmllla Giustizia e della Carità. Abbiamo già ascoltato il modo di esprimersi del fariseo, capace soltanto di vedere se stesso (e la sua categoria di appartenenza) come ideale ed emblema del perfetto Giudeo, e di sentirsi pertanto autorizzato a giudicare le persone e la società secondo tali criteri. Accetta le leggi e le strutture della religione ebraica, orientandole però secondo gli interessi di casta.

Per quanto riguarda il pubblicano, Gesù non esprime un giudizio circa la legittimità (di diritto e di fatto) della loro professione, ma si ferma a considerare l’atteggiamento interiore di quel pubblicano: è un atteggiamento di umile riconoscimento dei suoi peccati: «Il pubblicano, fermatosi a distanza (dell’Arca dell’Alleanza situata nel centro del Tempio), non osava alzare nemmeno gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”» (Luca 18,13). Quello che Gesù vuole evidenziare è l’atteggiamento umile di uno che sa di essere peccatore, riconosce la sua colpa e – sinceramente pentito – invoca la misericordia di Dio.

La misura del perdono

Questi, i due personaggi della parabola. Certamente, Gesù non era venuto solo per evangelizzare e salvare il popolo di Israele; ben sapeva di essere venuto per la salvezza di tutta l’umanità. Ci rendiamo pertanto conto che l’esempio usato nella parabola – essendo collocato all’interno della storia di un popolo e nell’ambito di una determinata nazione (che pur aveva ricevuto già dai profeti e nell’arco di molti secoli un’educazione direttamente da Dio) – ha una portata e un’ampiezza che abbraccia tutta la storia umana.

Qui, pertanto, occorre che ciascuno di noi faccia un sincero e approfondito esame di coscienza, per vedere “se” e “fin dove” accogliamo l’insegnamento di Gesù, e come tale insegnamento sia veramente radicato nella nostra coscienza e nel nostro cuore. Siamo tutti piuttosto pronti a giudicare gli altri, e – anche su questo – Gesù ci ammonisce, dicendo: «Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati … perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Luca 6,37-38); ma, per di più, ci insegna a perdonare; anzi, nella preghiera del Padre nostro, ci fa chiedere al Padre di essere perdonati se e nella misura con cui perdoniamo ai fratelli: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori».

La forza dell’umiltà

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Torniamo a riflettere sull’umiltà, visto che Gesù ha condannato chiarissimamente l’orgoglio e la presunzione del fariseo. L’umiltà vera è innanzitutto un atteggiamento da tenere verso il Signore; e solo dopo diventa – come conseguenza – un atteggiamento che teniamo verso il prossimo. Chi siamo noi, che non di rado ci atteggiamo a giudici del Signore e ci lamentiamo con Lui perché, ad esempio, non interviene nella storia (nostra, ma anche nelle vicende mondiali) come noi vorremmo?

L’umiltà è verità, e quindi ha le radici nell’infinita Verità che è Dio. Il fariseo giudica e disprezza il pubblicano, e così dimostra di non avere capito nulla di Dio, di non conoscerlo, anzi, di sostituirsi a Lui! Il fariseo proietta in Dio la sua miserabile e goffa prosopopea di essere giusto: di una giustizia fabbricatasi da se stesso e che vorrebbe affibbiare a Dio! In realtà, il fariseo parla a se stesso (è del resto la traduzione letterale del testo originale del Vangelo).

Di più: anche il motivo per cui il fariseo ringrazia Dio è sciocco perché fondato sulla sua personale presunzione di essere giusto e di poter giudicare il suo prossimo; e di conseguenza non sa ringraziare Dio per tutti i benefici che ci concede ogni giorno: l’orgoglioso non sa vedere il vero bene, quello operato da Dio, perché cerca solo (e crede di conoscere) il bene operato dalla sua misera persona… Diciamolo con semplicità e chiarezza: “nessuno è così goffo come il superbo!” (e proviamo a dirlo, con umiltà, anche a noi stessi!).

… E così arriviamo alla sapienza del pubblicano, che riconosce sinceramente e umilmente il proprio limite, il proprio peccato! Gesù ci invita caldamente a imitarlo, per essere anche noi “resi giusti” di fronte al Padre.

Mi piace terminare con un tratto dell’inno del Magnificat, proclamato da Maria (e che troviamo ancora nel Vangelo di Luca: 1,48-52):

«Dio ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e “Santo” è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri dei loro cuori; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili».
Maria poteva cantare così, perché tutta la sua santità la riconosceva come dono di Dio; infatti, la vera traduzione del primo versetto sarebbe così: «Ha guardato con particolare predilezione la piccolezza della sua serva».

Così è, e così sia!
Don Rodolfo Reviglio


     IMMAGINI:
1  
© Elledici / M. Dasso / La parabola del fariseo e del pubblicano ha una portata universale. Tutti sono chiamati a riscoprire la propria indegnità davanti a Dio.

 

Questo è il motivo..per cui..Dio tenta..

non vuole che l’uomo.. si vanti..di essere.superiore..agli altri uomini…

è meglio..essere..peccatori.e riconoscerlo..davanti a Lui..

il peccatore..che ,in cuor suo,..si pente..è perdonato..

il pubblicano..ritornerà..a casa….   non perdonato.

Whores…putas…puttane…   2 comments


Una storia personale..

mio padre..rimase ben presto..orfano;

suo padre..era morto in Argentina..in una miniera di carbone.

Sua madre..ritornò in Italia ,..a Firenze.

Dopo qualche anno..morì..di tubercolosi.

mio padre..fu’ allevato dalla nonna materna..che  non aveva mezzi per andare avanti.

Le puttane del quartiere del centro storico.. di Firenze..l’aiutarono per i soldi.

Questo significa..che quelle puttane..avevano un cuore..colmo di amore ..

e..di compassione..      il cuore..di Dio..

Genealogia di Gesù

La genealogia di Gesù è riportata nel Vangelo secondo Matteo (1,1-16) e nel Vangelo di Luca (3,23-38). Nel Vangelo secondo Matteo la genealogia parte da Abramo e giunge, di padre in figlio fino a Gesù, saltando gli antenati durante la deportazione a Babilonia; nel Vangelo secondo Luca è fornita a partire da Gesù di figlio in padre fino ad Adamo «figlio di Dio». Il numero di generazioni, pur diverso nelle due genealogie, è in entrambe multiplo di sette, numero con un importante valore simbolico nella letteratura semitica. Le genealogie, quindi, hanno un significato simbolico che potrebbe essere stato raggiunto a spese dell’accuratezza storica, ad esempio saltando alcune generazioni.

In entrambe le genealogie Giuseppe non viene presentato come padre biologico di Gesù, ma solo come padre adottivo, in accordo con quanto narrato nei due vangeli. La funzione delle due genealogie, perciò, è quella di evidenziare il legame del Messia con la storia ebraica e soprattutto la sua discendenza legale dal re Davide. Ciò consente di applicare a Gesù la profezia di Isaia, che qualifica il messia come germoglio dell’albero di Jesse (Is 11,1-2).

Benché abbiano in comune gli antenati fra Davide e Abramo, l’elenco dei discendenti di Davide è molto diverso. Sin dall’antichità ciò è fonte di discussione fra gli studiosi, alcuni dei quali hanno proposto che la genealogia di Luca sarebbe quella biologica materna.

Le antenate di Gesù

La presenza di quattro donne nella genealogia matteana (Tamar, Rut, Raab, e Betsabea) è una peculiarità, di cui hanno discusso molti biblisti. Matteo, infatti, in questo modo si discosta apertamente dalla cultura del suo tempo, dove le donne non erano mai incluse in un albero genealogico; la stessa genealogia di Luca non ne fa menzione.

Secondo Giovanni Crisostomo, il primo a segnalare l’estraneità di queste figure nella genealogia di Gesù, la loro inclusione nella lista era un modo per indicare che Gesù era il Salvatore non solo del popolo ebreo ma anche dei Gentili. Tamar e Raab, infatti, erano cananee, mentre Rut era moabita (Betsabea, invece, benché sposata a uno straniero, sembra essere ebrea, almeno dal lato paterno). La loro presenza nella genealogia di Gesù deve essere considerata in contrasto con la tendenza di una parte degli israeliti verso la purezza etnica e in particolare con la proibizione dei matrimoni misti introdotta da Esdra.

Le quattro antenate compaiono nella Bibbia per le vicende seguenti:

Tamar (Genesi, capitolo 38). Nuora di Giuda figlio di Giacobbe. Secondo il racconto biblico fu moglie di Er e poi di Onan figli di Giuda. Dopo essere rimasta per due volte vedova e senza progenie usò uno stratagemma per rimanere incinta e dare un erede postumo ai mariti in accordo con la legge del levirato. Siccome Giuda aveva evitato di ottemperare alla legge dandogli come marito il suo terzo figlio Sela, si finse prostituta per avere rapporti con lo stesso Giuda. Lo stratagemma, che portò finalmente ad una gravidanza, venne successivamente giudicato da Giuda con queste parole: Essa è più giusta di me, per la ragione che io non la diedi a Sela mio figlio. (Genesi, 38,26). Tamar a suo tempo partorì due gemelli Perez (o Fares) e Zera (o Zara). La linea di discendenza di Gesù avvenne tramite Fares (o Perez) così come si evince da Rut, 4,12 e Rut, 4,18-22 da 1Cronache, 2,4 e Matteo,1,3.
Raab (Giosuè, capitoli 2-6.). Fu una locandiera e prostituta cananea di Gerico, che abbandonò il politeismo per aderire alla fede nel Dio di Israele. Il racconto biblico asserisce che nascose due spie di Israele mandate in perlustrazione da Giosuè e li ospitò nella sua casa a rischio della sua stessa vita. La sua fede incondizionata è riportata anche da scrittori cristiani delle Sacre Scritture. La Lettera agli Ebrei la menziona dopo aver passato in rassegna la fede di molti devoti adoratori dell’antichità, come Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide e Samuele: «Per fede Raab la meretrice non perì con quelli che agirono disubbidientemente, avendo ricevuto le spie in modo pacifico» (Ebrei, 11,31). La Lettera di Giacomo d’altronde, ne esalta le opere: « Nella stessa maniera anche Raab la meretrice non fu forse dichiarata giusta per le opere, dopo che ebbe ricevuto i messaggeri con ospitalità e li ebbe mandati fuori per un’altra via? »(Giacomo, 2,25). La ex meretrice, secondo la Bibbia sposò Salmon ed ebbe un figlio, Boaz, lo stesso Boaz parente di Noemi e marito di Rut. La genealogia che porta a Gesù si trova in parte, fino a Davide, nel Libro di Rut (Rut, 4,20-22) e quindi fino a Gesù stesso nel Vangelo secondo Matteo (Matteo, 1,5-6).
Rut (Rut). Era una vedova moabita, nuora di Noemi, vedova a sua volta di Elimelec. Aveva sposato il figlio di Noemi, Malon, che insieme a suo fratello Chilon (sposato ad Orpa) e sua madre si trovavano a Moab per una carestia che li avevano costretti a lasciare la loro città natale Betlemme in Giudea. Quando anche i figli Malon e Chilon morirono e giunse notizia della cessata carestia in Giudea («aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli pane» (Rut 1,6) Noemi decise di tornare a Betlemme.
Dopo la partenza, mentre Orpa dopo ripetute insistenze della suocera tornò alla casa di sua madre in Moab, Rut «non si staccò da lei» Rut 1,14) e nonostante le ulteriori insistenze della suocera rispose, accorata ma decisa: «Non insistere con me perché ti abbandoni e torni indietro senza di te: dove andrai tu andrò anch’ io, […]; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio» Rut 1,16). L’amore e la devozione per la suocera e le leggi del suo Dio, una volta in Giudea, gli fecero accettare il consiglio di Noemi di proporsi come sposa a Boaz, uno dei parenti più prossimi del defunto marito in accordo con la legge del levirato. Il racconto biblico specifica che di notte e all’aperto giacque ai piedi di Boaz (Rut 3,8-14). A tal proposito il teologo e commentatore biblico Paulus Stephanus Cassel fa notare:
«Senza dubbio questo metodo simbolico di affermare il più delicato di tutti i diritti presuppone modi di una semplicità e virtù patriarcale. La fiducia della donna si basa sull’onore dell’uomo. Il metodo, tuttavia, non era di facile attuazione. Infatti qualsiasi anticipazione o segno premonitore al riguardo avrebbe strappato il velo del silenzio e del riserbo nuocendo alla modestia della richiedente. Ma una volta preso il via, la richiesta privilegiata non poteva essere negata senza disonorare la donna o l’uomo. Quindi possiamo esser certi che Naomi non mandò la nuora con questa ambasciata senza la massima fiducia che avrebbe avuto successo. Infatti è sicuro che nel caso in questione a tutte le altre difficoltà si aggiungeva anche questa: cioè che Boaz, come Rut stessa dice, era sì un goel [un ricompratore], ma non il goel. Anche la risposta di Boaz lascerebbe intendere che tale richiesta non gli giungeva del tutto inaspettata. Non che egli si fosse messo d’accordo con Naomi e avesse così fatto in modo di trovarsi da solo sull’aia, perché il fatto che egli fu colto di sorpresa nel sonno mostra che non prevedeva affatto quella visita notturna. Tuttavia l’idea che prima o poi Rut gli facesse presente il proprio diritto basato sui vincoli di sangue poteva essergli passata per la mente. Ma anche questa congettura sulla possibilità o probabilità che ciò avvenisse non può essere usata per sollevare Rut dall’onere di manifestare il proprio libero arbitrio seguendo questa procedura simbolica»[20][21]
Boaz comprò da Noemi l’eredità di Elimelech e Rut divenne sua moglie, dandogli in seguito un figlio, Obed, che troviamo nella linea di discendenza di Davide (Rut, 4,17-22) e di Gesù Cristo (Matteo, 1,5).
Betsabea (Secondo libro di Samuele, capitoli 11-12.). Si parla di lei nel Secondo libro di Samuele, nel Primo libro dei Re e nella soprascritta del Salmo 51 (in alcune traduzioni della Bibbia il 50) attribuito a Davide e scritto dopo che peccò con Betsabea.
Moglie di Uria l’Ittita, un valoroso e fedele guerriero nonché guardia del corpo reale, Betsabea fu notata dal Re Davide dalla sua terrazza mentre faceva il bagno in un edificio adiacente. Dopo essersi accertato dell’assenza del marito, Davide la mandò a chiamare ed ebbe rapporti sessuali con lei, che rimase incinta. Saputo della sua gravidanza, Davide incoraggiò Uria al rientro dalla campagna militare a cui stava partecipando per dormire con la moglie e aver rapporti con Betsabea, in modo da attribuire subdolamente la gravidanza ad Uria stesso, ma il piano fallì proprio per la fedeltà di Uria al suo popolo, ai suoi compagni d’armi e al suo Re. Davide converti il suo piano in uno criminale, consegnando Uria alle prime linee nemiche affinché morisse, cosa che in effetti avvenne. (2Samuele, 11,1-27)
Il progetto criminale e i suoi risultati, secondo il racconto biblico, non sfuggirono agli “occhi” di Dio: «[…] Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore » (2Samuele, 11,27) per cui mandò il profeta Natan che pronunciò alcune sentenze profetiche sulla famiglia del Re e sul figlio nato dalla sua relazione con Betsabea. La Bibbia afferma che Davide si pentì amaramente anche se nonostante il suo pentimento, subì il giudizio divino annunciato da Natan. Tempo dopo Betsabea rimase di nuovo incinta di Davide e partorì Salomone, destinato a succedere al padre come terzo Re d’Israele e ad essere l’antenato di Gesù, come riportato dalla genealogia di Matteo (Matteo, 1,6).
Il bagno di Betsabea in una posizione visibile dalla reggia ha creato difficoltà sin dall’antichità e questo potrebbe essere il motivo per cui l’episodio viene omesso nel libro delle Cronache e apertamente negato in hadith del Corano.[22] Per i rabbini, invece, Betsabea era protetta da uno specchio, che andò casualmente in frantumi, mentre David riuscì ad ammirarla solo perché era salito sul tetto della reggia, un improbabile posto d’osservazione che Betsabea non aveva previsto.

Albright e Mann sono a favore della teoria secondo la quale queste quattro donne vengono citate per sottolineare il ruolo di importanti figure femminili del passato e per paragonarle implicitamente a un’altra donna citata nella genealogia: Maria.[23] Nonostante la struttura patriarcale della società ebraica, la realizzazione del piano di Dio ha richiesto il libero arbitrio di cinque donne fuori del comune.

Studiosi di stampo femminista come Amy-Jill Levine sostengono l’idea che questa presenza di donne serve invece a sottolineare lo stampo patriarcale della genealogia vista la preponderanza di nomi maschili, mentre Brown sostiene che serve a mostrare che il volere di Dio non è per nulla condizionato dallo spirito dell’epoca.

Figure femminili dalla statura morale meno controversa non sono affatto menzionate: secondo Jerome ciò suggerisce che l’autore di Matteo incluse queste figure per mostrare quanto pressante fosse la necessità di una riforma dei costumi, mentre Gundry vede in essa un tentativo di giustificare le origini umili di Gesù mostrando come grandi personaggi del passato avessero origini altrettanto oscure.[senza fonte]Vittorio Messori[24] indica che gli errori o la cattiva condotta di alcuni personaggi sono un indizio a favore della veridicità storica dei vangeli canonici: non avrebbe infatti giovato in alcun modo, per il cristianesimo delle origini, inventare a posteriori una genealogia con caratteristiche negative. Oltre a questo Messori nota come non esista nei vangeli una genealogia di Maria, l’unico genitore con il quale Cristo, secondo la dottrina cristiana, aveva un legame di sangue; infine, in una società dove le disgrazie erano considerate castighi di Dio che si tramandavano “fino alla settima generazione” non sarebbe stato conveniente attribuire a Gesù degli antenati che, pur essendo nobili, appartenevano ad un “ramo decaduto” della discendenza di Davide.

Whores..sex workers..putas..puttane..

Representante del Colectivo Inglés de Prostitutas manifestándose en las calles del Soho londinense. (Reuters/Adam Winning) Leer más: Sexo: Por qué se recurre a la prostitución: el estudio que desmiente lo que pensábamos. Noticias de Alma, Corazón, Vida http://goo.gl/91YM7d

 

https://abbattoimuri.wordpress.com/2016/07/11/perche-si-ricorre-alla-prostituzione-lo-studio-che-smentisce-cio-che-pensavamo/https://abbattoimuri.wordpress.com/2016/07/11/perche-si-ricorre-alla-prostituzione-lo-studio-che-smentisce-cio-che-pensavamo/

 

El Confidencial, 07.07.2016

traduzione di Grazia

Il dibattito sul lavoro sessuale è sempre più aperto e, per questo, studi come quello appena pubblicato ci aiutano a capire un po’ meglio la mentalità del cliente

Negli ultimi anni si è diffuso in Europa in generale e in Spagna in particolare il dibattito sulla prostituzione. Ogni volta c’è un maggior numero di opinioni differenti, in molti casi dovute alla partecipazione alla discussione delle stesse professionali che ricordano che non tutto il lavoro sessuale è necessariamente schiavizzato. In definitiva l’abolizionismo convive con altre visioni meno restrittive, anche all’interno del femminismo.

Per completare il complesso puzzle della prostituzione è di valido aiuto uno studio recentemente pubblicato sulla rivista ‘Sexualities[1]’ e realizzato da Susann Huschke, dell’Università di Witwatersrand del Sudafrica e da Dirk Schubotz, della Università Queen’s di Belfast, nel quale si decostruiscono gli stereotipi predominanti sugli uomini che pagano per il sesso, ovvero quelli che si utilizzano continuamente nel discorso pubblico sul lavoro sessuale.

In definitiva, come già avevano suggerito altri studi, i clienti non sono semplicemente “sfruttatori e abusatori sessuali”, ma ricorrono alla prostituzione per un’amplissima gamma di ragioni, che vanno dalla sperimentazione (è questo il caso di un travestito eterosessuale) fino all’incapacità di incontrare qualcun*, passando per quelli che, senza impegno, vogliono avere relazioni con donne o che non incontrano la soddisfazione sessuale con il/la loro partner. E lo fanno in un contesto che agli spagnoli (e agli italiani – ndt)suonerà familiare: quello di una società dove tradizionalmente il sesso è stato censurato dalla religione. Nel concreto, dalla Chiesa Cattolica, che in Irlanda, dove è stato condotto lo studio, continua ad avere una grande influenza.

Nei dibattiti sulla prostituzione il cliente è solitamente ritratto in maniera monolitica. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di un “misogino negligente o di un pervertito sessuale”. Tuttavia, segnalano gli autori, anche se è possibile che ci siano consumatori di questo tipo, la semplificazione non aiuta a intendere le radici del problema, soprattuto alla ora di prendere decisioni legali sulla criminalizzazione del lavoro delle prostitute o sulla persecuzione del cliente.

Secondo i dati ottenuti dopo che 446 clienti abituali hanno completato un’inchiesta online, arricchiti da interviste faccia a faccia con 10 di loro, così come dalle testimonianze di 19 sex workers, l’unica conclusione è che non esiste il “puttaniere” tipico. Sì perché la maggior parte dei clienti affermava di non ricorrere alla prostituzione di strada ma alle escort e ai bordelli (secondo l’informe ‘Radiografia della prostituzione in Spagna[2]’ è possibile che ci siano 1500 locali del genere nel nostro Paese), questi sono solitamente più o meno benestanti e hanno studiato.

Queste sono le principali ragioni per cui gli uomini ricorrono alla prostituzione:

  • Traggo piacere facendo l’amore con gente diversa (47%)
  • Mi ha permesso di manifestare la mia sessualità (40%)
  • Mi permette di provare cose che non avevo provato prima (41%)
  • Mi piace che non ci siano legami emozionati (38%)
  • Mi permette di fare cose che non farei con la mia partner (28%)
  • É l’unica maniera in cui posso fare l’amore (25%)
  • La segretezza mi eccita (21%)
  • Mi fa sentire maggiore fiducia rispetto al mio corpo e a me stesso (21%)
  • É buono per la mia autostima (19%)
  • Lo feci per curiosità (16%)
  • É rapido e facile: non ho tempo per altre relazioni sessuali (16%)
  • É l’unica maniera in cui posso ottenere soddisfazione sessuale (9%)
  • Non mi sento preparato per altre relazioni sessuali (8%)
  • Nulla del precedente (<1%)

Queste sono le cose che gli intervistati e le intervistate non apprezzano della prostituzione:

  • Mi sento come se dovessi nascondermi (41%)
  • Mi preoccupa che i miei amici e la mia famiglia se ne accorgano (39%)
  • Mi preoccupa il benessere della sex worker/prostituta (36%)
  • Mi sento come se dovessi mentire su quello che faccio (31%)
  • Mi preoccupano i rischi per la salute (25%)
  • Spendo troppo denaro (25%)
  • Mi manca la connessione emotiva (21%)
  • Non credo che sia denaro ben speso (12%)
  • Non mi piacciono i luoghi dove si conclude (10%)
  • Mi fa vergognare (10%)
  • Speravo che mi desse più del sesso (5%)
  • Danneggia la mia fiducia (3%)

Come si può notare, lasciando a margine l’errore associato a queste inchieste (nelle quali i partecipanti vengono sempre bene nella foto), le risposte suggeriscono che il cliente si preoccupa della sex worker più di quanto si pensava. Quando si domandò loro per quali ragioni smetterebbero di frequentare le escort, il 35% assicurò che lo avrebbe fatto nel caso avesse iniziato una relazione di coppia e il 27% se potesse avere relazioni sessuali senza doverle pagare, cosa che rafforza il carattere sostitutivo della relazione. Alcuni di loro, inoltre, sostennero che anche se non avevano mai visto maltrattare le ragazze, cesserebbero immediatamente di farlo se venissero a sapere che le loro partner sono forzate.

Il 97% dei partecipanti erano uomini, con solo un 2% di donne e un 1% di persone trans. La maggior parte (64%) aveva tra i 31 e i 50 anni, seguiti da chi ne aveva fra i 22 e i 30 (14%). Quattro su dieci erano single, e la maggioranza preferiva incontrarsi con diverse donne (58%), anche se un terzo riconosceva di preferire darsi appuntamento sempre con la stessa, cosa che, in genere, non era possibile.

Più in là dei dati, l’articolo risulta interessante perché raccoglie alcune testimonianze di questi uomini, che riassumono alla perfezione la grande quantità di ragioni per cui si ricorre a questi servizi. Uno dei casi più abituali, per esempio, è quello di Roger, un lavoratore autonomo di 50 anni, sposato e con tre figli. “Se avessi una vita sessuale attiva in casa, di sicuro non mi servirei delle escort, però mia moglie non vuole mai”, spiega. “Siamo felicemente sposati, ancora usciamo, ma per quanto riguarda il sesso…suppongo di essermi arreso”. É una delle spiegazioni più frequenti: davanti alla frustrazione sessuale, gli uomini preferiscono ricorrere a una professionista piuttosto che avere un’avventura, posto che è meno rischioso per il loro matrimonio. “Molti partecipanti consideravano questa una parte importante della loro vita e non erano preparati a lasciare la moglie e i figli”, segnala lo studio.

É ugualmente abituale far ricorso alla prostituzione come fa il trentenne Philip, che credeva nell’idea di “niente sesso prima del matrimonio” fino a che, ai 35, vide la luce. “Ero un bravo ragazzo cattolico”, spiega. “Ero in uno stato continuo di eccitamento, ma era la scelta che avevo preso per il modo in cui mi avevano cresciuto…Dunque, arrivai ad un momento dove la cosa era ‘Perché? É davvero un peccato?’”. In alcuni casi arriva anche a giocare un ruolo guaritore: è ciò che accade con Paul, un pensionato di Belfast che cadde in una grave depressione in seguito al divorzio da sua moglie. “Mi fa sentire meglio e aiuta con la mia depressione”, riconosce. “Chiedo qualcosa, lei chiede denaro, Entrambi siamo felici. Fine”.

In altri casi, forse minoritari, ma allo stesso modo rilevanti, la prostituzione arriva là dove le relazioni eterosessuali convenzionali non arrivano. Bob, per esempio, è un ‘cross dresser’ a cui piacciono le donne. “Ho le mie necessità, voglio sesso”, spiega. “Questa è l’unica maniera in cui posso farlo…Mi sento speciale, sollevato”. É anche il caso di Nick, un quarantenne single con gusti particolari: “Se conosci qualcuno, anche se lo conosci da un mese, ti domandi ‘Come tiro fuori il feticismo nella nostra relazione?’”, si domanda. “É ciò per cui, a mio avviso, servono le escort, che elencano i loro servizi, così se ci sono cose che vuoi provare, sono lì”. Qualcosa di comune in molti casi è vedere gli incontri con le prostitute come un aspetto separato dal resto della propria vita: “Le escort forniscono questa situazione a sé stante in cui posso sperimentare senza che mi giudichino”.

Un’altra caratteristica comune a molte di queste relazioni è che non sono esclusivamente sessuali. Nick, per esempio, afferma di rimanere a chiacchierare un bel po’ dopo l’atto. Roger aggiunge che “la metà del tempo voglio che mi sussurrino parole dolci e che mi abbraccino intimamente…”. Alcuni di questi clienti menzionano che le prostitute non sono affatto simili all’immagine data dai mezzi di comunicazione. “Non sono le eroinomani violente che soffrono delle malattie di cui si legge di solito, in genere sono persone simpatiche”, segnala Paul. “Scoprii che molte delle cose che mi avevano raccontato erano miti e spazzatura”.

Questa è, alla fine, la conclusione dei ricercatori. Che “il desiderio di trovare piacere sessuale non significa automaticamente che gli uomini che pagano per il sesso semplicemente ricerchino un corpo femminile ricettivo e femminile per lo sfogo sessuale”. Anche se quasi tutte le sex workers si sono trovate in situazioni sgradevoli, la maggior parte dei clienti sono capaci di rispettare i limiti che impongono. “Quando tutte le/i sex workers sono percepit* come vittime indifese del traffico o dell’industria del sesso, non c’è spazio per discutere delle differenti condizioni in cui si trovano, dei comportamenti appropriati e inappropriati dei clienti, delle forme in cui le professioniste possono fare il loro lavoro nella maniera più sicura, della promozione di pratiche di riduzione del danno e dei servizi di appoggio che permetterebbero a più sex workers di proteggersi dai clienti violenti e abusatori”, concludono.

Legalizzazione o criminalizzazione?

Questa ricerca si inserisce nella cornice delle ultime riforme prodotte in Europa sul tema della prostituzione. Nel giugno 2015, l’Irlanda del Nord stabilì pene per i clienti della prostituzione “seguendo la logica che se si criminalizza l’acquisto del sesso, la domanda si ridurrebbe significativamente e, a meno prostituzione consegue una diminuzione del traffico per sfruttamento sessuale”. Seguiva la scia di Islanda e Norvegia, che avevano fatto la loro parte rispettivamente nel 2008 e nel 2009, anche se tale posizione fu rifiutata in Scozia nel 2012 e in Irlanda nel 2014.

La ricerca mette in dubbio che sia una misura realmente utile. Secondo i risultati dell’inchiesta, solo il 7% dei clienti riconosceva che avrebbe smesso di pagare per avere sesso se diventasse illegale, mentre il 15% lo cercherebbe, per esempio, in un altro Paese. Solo il 4% pensava che avrebbe dissuaso le Sex Workers e il 57% mostrava preoccupazione rispetto al fatto che proibizione, criminalizzazione, non finissero per peggiorare ancora le condizioni lavorative delle professioniste.

“Concludiamo che i recenti dibattiti pubblici sulla commercializzazione del sesso in Irlanda e l’implementazione del cosiddetto modello svedese in Irlanda del Nord, costituiscono una ‘crociata morale’ contro il lavoro sessuale, che è percepito come una trasgressione della morale cristiana conservatrice” segnalano gli autori al finale dell’articolo. “Impiegando stereotipi negativi e ignorando l’evidenza esistente, i promotori della proibizione del lavoro sessuale hanno perso l’opportunità di consentire un dibattito aperto e più scevro di pregiudizi intorno ai desideri sessuali della gente e alle norme sociali che danno loro forma”.

Articolo originale:

http://www.elconfidencial.com/alma-corazon-vida/2016-07-07/hombres-prostitucion-estudio-desmiente-todo_1220583/

[1] http://sex.sagepub.com/content/early/2016/06/20/1363460716638094?papetoc

[2] http://www.europapress.es/sociedad/noticia-situacion-prostitucion-espana-20150421141927.html

 

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