Archivio per la categoria ‘Malattia (corea) di Huntington

Il corpo umano..cervello ed organi..è un insieme..unico..   Leave a comment


 

Il corpo umano..cervello ed organi..è un insieme..unico..

con ciò..intendo dire..che tutti gli organi..e le parti..sono collegate al cervello.

Ma ..la riflessione importante..è..che..se..non si usano..tutte le parti..dell’organismo..

(dita..mani..piedi..gambe..sesso..il secondo chakra.. ( sono 7..i sacra ..nel corpo.e sono i punti energetici..cioè..di passaggio..dell’energia vitale del corpo,) allora succede.. che..di conseguenza..l’energia vitale non passa..

la conseguenza..è..che il cervello..non funziona la massimo..praticamente..diminuiscono..

le nostre capacità mentali.

Le religioni..che altro non sono..che istituzioni di potere..hanno sempre conosciuto..questi principi.

Da ciò..proviene..il comando  di non vivere..naturalmente..la nostra naturale umanita corporea.

Infatti..sia l’Ebraismo..che l’Islamismo..hanno vietato..la naturale..comprensibile..masturbazione . Siamo stati fatti..esseri corporei..sessuati..ed ad una certa età..inizia..la nostra vita ferile;

per gli uomini..il segno..sono..le prime..pollulazioni notturne.. per le donne..l’inizio è..la mestruazione.

Se..ad un essere..umano..si impedisce..la sua normale attività..riproduttiva..ciò..comporta ..di conseguenza..un blocco mentale..il cervello non funziona..correttamente.

Ridotto..ad un puledro..chiuso in un recinto..nell’inizio..della sua età fertile..e imossibilitato..concretamente..a viverla..viene..per effetto conseguenze..ridotto..ad una obbedienza forzata..a riconoscere..il potere..del suo “padrone”..e poi..la sua mmente..vacilla..in elucubrazioni mentali.. considerate..dai “padroni”..tendenze..religiose.

 

 

Risultati immagini per cavalla puledro chiusa in un recinto salta..lo steccato

 

https://lisigianni.wordpress.com/

 

ripreso..da l Blog  “ESSERE”..un..blog..penetrante..i reconditi meandri..del comportamento ..umano

 

“Leccaculo scambista”, personaggio diabolico che entra in scena nel momento in cui nello stesso ambito lavorativo c’è un altro leccaculo di livello alto. Ed è allora che si instaura una sorta di patto di non belligeranza tra i due contendenti che si riassume in un ““Tu dici in giro che io sono bravo ed io faccio altrettanto con te”. Vanno dal capo in due, dopo aver studiato quello da dire e non risparmiano di fare l’uno il testimone dell’altro  per dare maggior  credito  agli scenari apocalittici che raccontano. Nell’abbigliarsi  e nello zuccherare il caffè del capo, non si risparmiano in colpi bassi e attentati.

Sorvolando  sul leccaculo collodiano, lungimirante e altre tipologie, viene semplice dire che l’adulazione, nella nostra società rappresenta una strumento agevolato per acquisire privilegi e favori. Infatti,  personalizzare la leccata a seconda del destinatario, scoprendone i punti deboli: figli, intelligenza, bellezza, professione, casa, squadra di calcio, hobbies e cazzi& mazzi è quanto di più proficuo si possa fare in un ambito lavorativo . Già, perché ricevere complimenti e sentirsi circondati dal consenso spudoratamente falso, piace sempre di  più poiché è notorio che  la verità fa male e l’adulazione è sempre più vincente ed appagante. Peccato che nel nostro mondo non funzioni la stessa regola del mondo animale, in cui  il “puledro ruffiano” non trascorre una  buona esistenza, anzi ha una  vita triste e meschina.

Infatti, al cavallo ruffiano  vengono recisi i dotti deferenti, cioè gli viene praticata una vasectomia per renderlo sterile. L’intervento  non preclude l’ erezione, quindi, in ogni caso,  permetterà al nostro puledro  comunque il sollazzo sessuale. Le  cavalle, che hanno un brevissimo periodo di calore nel quale sono feconde e accettano il maschio, in quei giorni  sono particolarmente irascibili poiché  tendono ad  aggredire con sonori calci delle zampe posteriori, le palle ed il petto  dei  maschi troppo avventati . Ecco, durante questo periodo “nervoso”, si ricorre al  cosiddetto, sfigatissimo, puledro ruffiano, che viene introdotto nel recinto assieme alla cavalla in calore a prendersi  la fase acuta di calci e morsi. Questo per evitare  che la cavalla possa  calciare e ferire seriamente uno  stallone costosissimo. Comunque,  la battaglia puo’ durare anche qualche giorno e,  quando l’allevatore  si accorge  che la cavalla si è  “sfogata” fisicamente  e, stimolata,  sta  per “accettare ” il maschio, tira  via il  puledro mazziato e fa entrare  dentro il fortunato   stallone ” per la monta. Fine delle trasmissioni per il “cavallo ruffiano”.

Insomma, un cavallo che fa il lavoro sporco per conto dello stallone che, al momento culminante ed agognato,  con un erezione alla Siffredi viene allontanato ed isolato miseramente con il suo carico di frustrazione e….non solo.

Ecco, sarebbe equo e giusto che nella nostra società, i  leccaculi o i ruffiani, assaggiassero, per una sola volta,  l’intensità di quei calci alle palle e nel momento di una promozione o di un avanzamento, venissero, miseramente, “tirati via”.

 

Risultati immagini per cavalla puledro chiusa in un recinto salta..lo steccato

(mammifero..in cattività..nel periodo..della eccitazione )

Annunci

Pubblicato 6 settembre 2016 da sorriso47 in adultera, adultere..., adulterio, Afganistan, Afghanistan, Iran, Iraq, Nigeria (in un terzo delle sue regioni), Pakistan, Sudan ed Emirati Arabi(sharia)., amore.., anima e corpo, animus, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, bellezza, cambiamento, catene religiose, compassion, compassione, compassione.., conoscenza, conoscenza di se stessi, contemplazione, CORANO, corpo umano, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., deismo primitivo, Dio, Diritti, dogma, dogmatismo, dogmi, donna, dottrina sessuale, educazione, educazione sessuale, ENERGIA DEBOLE, eros, erotismo, esegesi, essere, etica sessuale, Farisei, fatwa, femmina, femminicidio, femminismo islamico, femministe, fratellanza, gay, gendre, genere, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, giustizia, God Father, God Mother, Gospel, gruppo femminista Femen.., il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, Illuminazione..appassionata la spiritualità..del..Tantra.., inferno, inganno globale, Inquisizione, Kundalini, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la nostra terra, la terra è il mio santuario, lapidazione.., le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, Leggi e diritto, lesbian, lesbica, lesbiche, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, love, Malattia (corea) di Huntington, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, Maometto, Media e tecnologia, mente interiore, mente razionale, menzogna, messianesimo, mistificazione, morale, Nag Hammadi, naked, naturismo, nude, nudismo, omosessualità, omosessualità femminile, omosessualità maschile, omosexual, omosexuality, onan, onanismo, pace, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, pensatori, perdono, Peter Pan, piacere, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, prostitute, prostituzione, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, pubblicani, Putin, puttane, regno di dio, Religione, Religioni, riflessioni, sadismo, salute, salute benessere, sciamano, scienza, Scuola, segni, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, sharia, sharia, la legge coranica..., Signore tu mi scruti..e mi conosci, società, Società e costume, Solidarietà, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, spiritualità tantra, spose bambine,, Tantra, tantrismo, teologia, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, trans, transessualità, trasgender, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, violenza domestica, violenza sessuale, violenza sulle donne, vita, women's wriths, Wright, Yoga, yoni, yony

Taggato con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

New CRISPR Protein Slices through Genomes, Patent Problems   Leave a comment


Gli scienziati predicono una esplosione di metodi di Genoma Editing

Gli scienziati di Boston hanno creato una torsione su un metodo importante per genomi “montaggio” che potrebbero dare ricercatori hanno aggiunto il controllo sul DNA degli esseri viventi e l’influenza di una disputa di brevetto infuria sulle tecniche potenti.

Feng Zhang, ricercatore presso il Broad Institute del MIT e di Harvard, ha riferito oggi sulla rivista cellulare che aveva sviluppato un sostituto per un componente chiave del sistema genoma-engineering comunemente noto come CRISPR-Cas9.

La tecnologia genetica di editing, che ritaglia il DNA in punti ben precisi, ha spazzato attraverso laboratori scientifici perché fornisce un modo potente versatile per progettare il DNA dei batteri, piante, e gli esseri umani. Si sta permettendo agli scienziati di re-immaginare ampiamente come studiano tutto da malattia di Alzheimer di colture biotech.

Il lavoro di squadra di Zhang, effettuati quest’anno, dimostra che la proteina taglio Cas9 può essere sostituito da una proteina diversa, Cpf1, che dice anche funzionare come uno strumento di modifica versatile. In una cura artigianale comunicato stampa, capo Broad Eric Lander detto che il sistema “rappresenta una nuova generazione di tecnologia di editing genoma” che ha “drammatico potenziale per far progredire l’ingegneria genetica.”

Lo sfondo per l’annuncio Broad è una lotta di brevetto lividi con l’Università della California, Berkeley, su chi ha inventato i primi strumenti di editing CRISPR, in particolare Cas9 (vedi “Chi possiede il più grande Biotech scoperta del secolo?”). L’US Patent Office sta pesando la decisione di intervenire nel caso (vedi “Lotta CRISPR brevetto Ora un Winner-Take-All match”).

Il nuovo sistema, perché ha una proteina di taglio diverso, potrebbe offrire un modo per aggirare il pantano legale. “Il valore più grande può essere più in termini di paesaggio di brevetto di un progresso scientifico”, dice Dan Voytas, un ricercatore del genoma editing presso l’Università del Minnesota.

La posta in gioco è alta come start-up di gara per sviluppare la modifica genetica come base per eventuali trattamenti medici. Editas Medicina, che è collegato con il laboratorio di Feng, ha sollevato un ulteriore $ 120 milioni di agosto. Intellia, un concorrente collegato al team di Berkeley, ha sollevato $ 70000000 di questo mese.

CRISPR si basa su un sistema naturale alcuni batteri usano per difendersi contro i virus distruggendo loro geni invasori. In laboratorio, è stato adattato come uno strumento che consiste di due componenti principali: un breve tratto di RNA che si allinea con un gene specifico, e quindi una proteina di taglio che si muove per tagliare gene aperta.

Eugene Koonin, ricercatore presso il National Institutes of Health coautore della carta in cella, ha detto che i lavori in corso è iniziato con le previsioni di computer di proteine ​​in batteri che potrebbero servire un ruolo di taglio simile come Cas9. “Si tratta infatti di un nuovo sistema che è sostanzialmente diverso da quello precedentemente conosciuto,” dice.

Gli scienziati non coinvolti nei lavori ha detto che il nuovo sistema è stato probabilmente per riempire un ruolo limitato in quello che è un toolbox crescente di tecniche di DNA-editing. George Church, che sviluppa la tecnologia genomica presso la Harvard University, dice che il sistema ha caratteristiche che potrebbero essere utili nelle cellule che non si dividono, tra nervi e la maggior parte di altre cellule del nostro corpo, che sono in genere più difficili da modificare. “C’è un mercato di nicchia per un insieme di proteine ​​diverse in modo che i tagli possono essere posizionati ovunque nel genoma,” dice.

Ampio e Feng hanno vinto più di 10 brevetti chiave sulla modifica CRISPR genoma utilizzando Cas9. Tuttavia, essi hanno perso la lotta per conquistare credito pubblico per l’invenzione, che i mezzi di informazione e le organizzazioni di premiazione hanno invece consegnato a Jennifer Doudna di Berkeley e Emmanuelle Charpentier del Centro Helmholtz di ricerca sulle infezioni in Germania per lavoro originariamente pubblicato nel 2012.
Questa settimana, Reuters nominato Doudna e Charpentier tra probabili vincitori di un Premio Nobel nel mese di ottobre.

Broad e MIT continuano a fare pressioni per una visione diversa di eventi scientifici. Questo mese, Robert Desimone, direttore del McGovern Institute del MIT per la Ricerca sul Cervello, dove Feng detiene un appuntamento, ha scritto al Economist correggere account della rivista di come CRISPR-Cas9 è stato inventato, dicendo che la squadra di Berkeley aveva usato “nessuna cellula, non genomi e nessuna modifica “.

La scoperta di come manipolare il sistema CRISPR è probabilmente solo l’inizio di una nuova era di editing di precisione genoma, Feng dice, con molti nuovi approcci in fase di sviluppo. “La natura ha avuto miliardi di anni per creare questi strumenti”, dice. “Vorremmo girare come molte rocce come si può trovare.”

Le domande di brevetto sono state depositate sulla nuova tecnologia. Nel suo comunicato, il Broad Institute ha detto che la nuova forma di editing CRISPR sarebbe disponibile per gli scienziati e ampiamente la licenza per le aziende che vendono i sistemi e prodotti chimici per la ricerca. L’organizzazione non si pronunciava sul quale azienda potrebbe ricevere i diritti di utilizzare la tecnologia per lo sviluppo di nuovi trattamenti medici.

Feng ha detto che è “troppo presto per sapere i dettagli”, ma ha detto diritti per la nuova tecnologia non necessariamente appartenere alla Editas, l’azienda ha co-fondato.

 

Scientists predict an explosion of new genome-editing methods.

(By Antonio Regalado on September 25, 2015)

Scientists in Boston have come up with a twist on an important method for “editing” genomes that could give researchers added control over the DNA of living things and influence a raging patent dispute over the powerful techniques.

Feng Zhang, a researcher at the Broad Institute of MIT and Harvard, reported today in the journal Cell that he had developed a replacement for a key component of the genome-engineering system commonly known as CRISPR-Cas9.

The gene-editing technology, which snips DNA at precise locations, has swept through science labs because it provides a versatile, potent way to engineer the DNA of bacteria, plants, and humans. It is allowing scientists to broadly reimagine how they study everything from Alzheimer’s disease to biotech crops.

The work by Zhang’s team, carried out this year, shows that the cutting protein Cas9 can be replaced by a different protein, Cpf1, which he says will also work as a versatile editing tool. In a carefully crafted press release, Broad chief Eric Lander said the system “represents a new generation of genome editing technology” that has “dramatic potential to advance genetic engineering.”

The background for the Broad announcement is a bruising patent fight with the University of California, Berkeley, over who invented the first CRISPR editing tools, in particular Cas9 (see “Who Owns the Biggest Biotech Discovery of the Century?”). The U.S. Patent Office is weighing a decision to intervene in the case (see “CRISPR Patent Fight Now a Winner-Take-All Match”).

The new system, because it has a different cutting protein, could offer a way around the legal quagmire. “The greatest value may be more in terms of the patent landscape than a scientific advancement,” says Dan Voytas, a genome-editing researcher at the University of Minnesota.

The stakes are high as startups race to develop gene editing as a basis for possible medical treatments. Editas Medicine, which is connected with Feng’s lab, raised an additional $120 million in August. Intellia, a competitor connected to the Berkeley team, raised $70 million this month.

CRISPR is based on a natural system some bacteria use to defend against viruses by shredding their invading genes. In the laboratory, it’s been adapted as a tool that consists of two key components: a short stretch of RNA that lines up with a specific gene, and then a cutting protein that moves in to snip the gene open.

Eugene Koonin, a researcher at the National Institutes of Health who coauthored the paper in Cell, said the current work began with computer predictions of proteins in bacteria that might serve a similar cutting role as Cas9. “It is indeed a new system that is substantially different than the previously known one,” he says.

Scientists not involved in the work said the new system was likely to fill a limited role in what is a growing toolbox of DNA-editing techniques. George Church, who develops genomics technology at Harvard University, says the system has features that could be useful in cells that don’t divide, including nerves and most other cells in our body, which are typically harder to edit. “There is a niche market for a collection of different proteins so that cuts can be placed anywhere in the genome,” he says.

Broad and Feng have won more than 10 key patents on CRISPR genome editing using Cas9. However, they have been losing the fight to win public credit for the invention, which the news media and prize-giving organizations have instead handed to Jennifer Doudna of Berkeley and Emmanuelle Charpentier of the Helmholtz Center for Infection Research in Germany for work originally published in 2012.
This week, Reuters named Doudna and Charpentier among likely winners of a Nobel Prize in October.

Broad and MIT continue to lobby for a different view of scientific events. This month, Robert Desimone, director of MIT’s McGovern Institute for Brain Research, where Feng holds an appointment, wrote to the Economist correcting that magazine’s account of how CRISPR-Cas9 was invented, saying the Berkeley team had used “no cells, no genomes and no editing.”

The discovery of how to manipulate the CRISPR system is probably only the beginning of a new era of precision genome editing, Feng says, with many new approaches under development. “Nature has had billions of years to create these tools,” he says. “We would like to turn over as many rocks as we can find.”

Patent applications have been filed on the new technology. In its release, the Broad Institute said the new form of CRISPR editing would be available to scientists and widely licensed to companies that sell systems and chemicals for research. The organization was silent on which company might receive rights to use the technology in developing new medical treatments.

Feng said it was “too early to know the specifics” but said rights to the new technology wouldn’t necessarily belong to Editas, the company he cofounded.

 

 

HUNTINGTON DESEASE (MALATTIA-COREA di HUNTINGTON)   Leave a comment


 

 

http://www.aichroma.com/2015/10/27/il-primo-farmaco-che-potenzialmente-puo-correggere-il-difetto-di-base-che-causa-la-malattia-di-huntington-e-stato-preso-da-pazienti-in-uno-studio-clinico/

Intervista rilasciata dalla Prof. Sarah Tabrizi a BBC News Website. http://www.bbc.com/news/health-34552041

 Traduzione a cura di Claudia Lamanna, Language Area Coordinator di EHDN, PrideHD e LEGATO-HD European Trial Coordinator, per conto di EHDN

I medici dello University College di Londra, che sta conducendo lo studio, hanno dichiarato che era un momento importante nella lotta contro questa condizione incurabile.
I farmaci attualmente in uso trattano i sintomi, ma non possono rallentare o impedire il danno progressivo al cervello.
La Huntington’s Disease Association (HDA) ha dichiarato che questa sperimentazione “è molto emozionante“.
La Malattia di Huntington è causata dal cervello che produce una proteina mutata chiamata huntingtina che danneggia ed eventualmente uccide le cellule del cervello. Man mano che la Malattia di Huntington progredisce porta i soggetti affetti ad avere movimenti incontrollati, modifiche del comportamento e limitata capacità cognitiva. Le aspettative di vita dopo la diagnosi possono essere anche inferiori a 10 anni.

L NUOVO APPROCCIO

Il farmaco, noto come ISIS-HTT, deriva da una classe sperimentale di molecole, note come “silenziatori genici”.

Il gene della proteina huntingtina nel DNA di un paziente, contiene le istruzioni per costruire la proteina distruttiva.

Queste “istruzioni” sono trasportate ad una specie di “fabbrica di proteine” e quel che fa questo farmaco è che effettivamente distrugge i messaggeri.

Questa sperimentazione sarà condotta dalla Prof. Sarah Tabrizi, il direttore del Centro Malattia di Huntington presso lo University College di Londra.

 

E’ stata intervistata da BBC News website: “E’ l’inizio di un viaggio molto importante per la Malattia di Huntington, è chiaramente molto presto, ma questo è decisamente un passo avanti.

I lavori preclinici hanno mostrato che se si abbassa la produzione di proteina mutata  nell’animale, quest’ultimo è stato in grado di recuperare grossa parte della funzione motoria.

La Malattia di Huntington è davvero una condizione terribile, che affligge le famiglie. Conosco una madre il cui marito ed i tre figli sono affetti: una sperimentazione del genere potrebbe avere un impatto incredibile (qualora funzioni).

 

La sicurezza prima di tutto

 

Questa sperimentazione testerà innanzitutto la sicurezza del farmaco, con una dose crescente su 32 pazienti.

Verrà iniettata nella spina dorsale dei pazienti una volta al mese per quattro mesi e questi pazienti saranno osservati per i successivi tre mesi.

I Clinici si assicureranno che non vi siano effetti collaterali pericolosi, quali reazioni allergiche, ed allo stesso tempo misureranno l’impatto dei livelli di huntingtina corrotta (mutata, NdT).

Ai massimi dosaggi si spera di dimezzare i livelli della proteina.

 

Cath Stanely, l’amministratore delegato della HDA, ha detto a BBC News Website: “vi sono molte sperimentazioni in atto e filoni di ricerca, ma questo è decisamente il più eccitante di tutti.

Le persone sviluppano la Malattia di Huntington in età compresa tra 30 e 50 anni, dunque il poter ritardare per alcuni anni l’insorgere della Malattia, permetterebbe alle persone di trascorrere più tempo con la famiglia nel fiore della loro vita.
“Questo è il primo, potenziale, importante passo avanti nel cercare di ritardare i sintomi della Malattia di Huntington, si tratta di un passo in avanti davvero eccitante.”
Il farmaco è stato sviluppato da ISIS-pharmaceuticals.
Il target di questa molecole è il codice genetico chiamato RNA messaggero responsabile del trasporto delle istruzioni per la creazioni dell’huntingtina fuori del nucleo di una cellula.
Il farmaco consta dunque di un codice genetico che è l’immagine speculare del RNA messaggero e si lega in modo covalente ad esso per neutralizzarlo.
Nel Regno Unito, 12 persone ogni 100.000 sono affette da questa condizione.

 

LEGGI IL COMUNICATO TRADOTTO IN ITALIANO DELLA University College London Hospitals

 

 

Canapa in campo medico: studi sulle patologie neurodegenerative.

canapa 1           cervello huntingtons-disease

Canapa e medicina. Cannabis e patologie neurodegenerative. Cannabinoidi e Ictus. Cannabidiolo e morbo di Alzheimer, corea di Huntington, morbo di Parkinson.

Ci viene spesso chiesto dai nostri lettori qual è l’efficacia della canapa in campo medico per la cura di alcune patologie specifiche e quali sono i progressi della scienza in tal senso. Non siamo medici né scienziati, ma ci piace informarci. E quando le fonti sono autorevoli, ufficiali, pubbliche e riconosciute dalla comunità internazionale dei medici e ricercatori, ci piace diffonderle senza esitare.

Ricordiamo che, come già detto qualche mese fa, dal 23 febbraio 2013 in Italia con un decreto del Ministro della salute Balduzzi (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale) la cannabis e i suoi derivati sono prescrivibili come farmaci, in quanto i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture) sono stati inseriti nella tabella II, sezione B, aggiornando il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

Noi cercheremo di dare alcune risposte in maniera scientifica e documentata, ripubblicando un’intervista di Repubblica.it del 1998 al ricercatore italiano Maurizio Grimaldi, il farmacologo co-autore dello studio che ha scoperto l’utilità di una sostanza contenuta nella cannabis per la protezione dei tessuti cerebrali, il cannabidiolo, una delle componenti attive. Questa sostanza riesce a prevenire i danni ai tessuti cerebrali senza però provocare gli effetti allucinogeni tipici della “marijuana”.

Lo studio di Hampson e Grimaldi, i cui risultati sono stati pubblicati nei Proceedings of the National Academy of Sciences, è il primo a individuare le capacità neuroprotettive di un componente della cannabis, per di più privo di effetti psicoattivi. Da esso, in prospettiva, potrebbe arrivare un farmaco capace di contrastare la terza causa di morte a livello mondiale.

L’articolo si chiama “In caso di ictus è possibile salvare ciò che non è ancora distrutto”:

Dottor Grimaldi, fino ad ora i componenti della cannabis sono stati studiati per il loro effetto contro il dolore e la nausea e per l’abbassamento della pressione sanguigna oculare. Da cosa è nata l’idea di indagarne l’efficacia nelle lesioni cerebrali?

“Praticamente per caso, come spesso accade nella ricerca scientifica.. Anni addietro, lavorando al dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Napoli, mi sono occupato delle sostanze cosiddette neurotrofiche, cioè quelle che favoriscono lo sviluppo e la sopravvivenza dei neuroni. Contemporaneamente, il mio collega britannico Aidan Hampson, a San Francisco, ed il premio Nobel Julius Axelrod, al National Institute of Mental Health, stavano studiando l’anandamide, una sostanza analoga ai principi attivi della cannabis prodotta naturalmente dall’organismo. Quando io e Hampson, a causa di una migrazione intellettuale tipica del mondo della ricerca, ci siamo incontrati al National Institute of Health negli Stati Uniti, ci è venuta l’idea di unire le nostre conoscenze e vedere se i cannabinoidi, cioè i principi attivi della marijuana, giocavano un ruolo nella fisiologia ed eventualmente nella patologia del sistema nervoso centrale. Con nostra somma sorpresa, abbiamo scoperto che avevano un potente effetto protettivo contro la morte neuronale che avviene, ad esempio, nei casi di ictus cerebrale”.

Come si verifica questa protezione?

“I cannabinoidi sono dei forti antiossidanti, vale a dire che sono in grado di neutralizzare le molecole ossidanti potenzialmente pericolose specialmente a livello cerebrale. Quando si è colpiti da un ictus, una parte consistente del danno non si verifica subito, in conseguenza della mancanza di ossigeno al cervello, ma per colpa di una serie di reazioni chimiche che scatenano la produzione agenti ossidanti fortemente distruttivi, i quali disgregano le cellule un po’ come se le bruciassero. Uno di essi, ad esempio, è il perossido, che altro non è che la comune acqua ossigenata. Come può constatare chiunque lo applichi ad una ferita aperta per disinfettarla, si tratta di una sostanza molto aggressiva, in grado di uccidere velocemente le cellule nervose. Per intenderci, il perossido appartiene alla categoria dei radicali liberi, di cui si parla molto per il ruolo che giocano nei processi di invecchiamento dell’organismo in generale. I componenti attivi della cannabis, la cui azione antiossidante sembra superiore persino a quella della vitamine E e C, riescono a bloccare il perossido e gli altri agenti lesivi che si basano sullo stesso meccanismo ossidante. In più, data la grande diffusibilità cerebrale dei cannabinoidi, è facile farli arrivare direttamente dove ce n’è più bisogno”.

La vostra ricerca enfatizza in modo particolare il fatto che una delle componenti della cannabis da voi studiata non ha effetti psicoattivi, cioè non provoca le alterazioni mentali tipiche della marijuana. Di che sostanza si tratta?

“E’ il cannabidiolo, o CBD, il quale, a differenza di altri cannabinoidi, non stimola il cervello a produrre le attività a cui si devono gli effetti a cui allude, ad esempio gli effetti piacevoli ricercati dai fumatori di marijuana. Tuttavia, mantiene intatto il suo potere antiossidante e quindi permette di intervenire terapeuticamente senza effetti collaterali e con una bassissima tossicità. Si tratta, insomma, di un farmaco antiossidante e non psicoattivo in alternativa alle sostanze psicoattive, provviste in questo caso dell’effetto euforizzante indesiderato”.

Il cannabidiolo può riparare i danni dell’ictus cerebrale?

“Purtroppo no. Ciò che è stato irrimediabilmente danneggiato non può, almeno oggi, essere recuperato nel cervello. Riesce però, almeno secondo le indicazioni che vengono dalla nostra ricerca, a salvare ciò che non è ancora irreparabilmente distrutto. Tutto dipende, insomma, da quanto rapidamente si riesce ad intervenire, e quindi a minimizzare il danno e a favorire il massimo del recupero della funzione cerebrale”.

A quali altre patologie potrebbe essere applicato?

“Devo precisare, anzitutto, che le nostre ricerche si sono svolte esclusivamente in vitro, su cellule di ratto, e che prima di arrivare ad eventuali applicazioni terapeutiche sull’uomo c’è ancora una lunghissima strada da percorrere. Tuttavia, almeno teoricamente, il cannabidiolo potrebbe essere impiegato in tutte le patologie neurodegenerative, tra cui il morbo di Alzheimer, quello di Parkinson, oppure la corea di Huntington ed anche nei traumi cranici gravi con sofferenza contusiva del parenchima cerebrale. Lo spettro di possibili applicazioni è dunque molto ampio e riguarda campi della patologia medica molto rilevanti sia sul piano sanitario che su quello sociale”.

Esistono studi in questo settore in Italia? E come mai lei, un farmacologo laureato a Napoli, adesso fa ricerca a Bethesda?

“Sì, anche in Italia ci sono gruppi che lavorano sui cannabinoidi ma questo e’ il primo studio che ne ha evidenziato l’effetto neuroprotettivo e ne ha caratterizzato i meccanismi. Quanto alle ragioni della mia presenza negli Usa, professionalmente io faccio ancora riferimento alla sezione di Farmacologia del dipartimento di Neuroscienze e della Comunicazione interumana dell’università di Napoli, e mi sono qui per una sorta di supertraining. Lavorare in un’organizzazione prestigiosa come questa è una grande esperienza formativa, sia per le strutture a disposizione che per i continui contatti con scienziati di grandissimo livello, premi Nobel inclusi. Se mi passa il paragone, è come se un ‘pulcino’ incontrasse Maradona o Paolo Rossi un giorno sì e l’altro no. Comunque, il mio obiettivo è tornare in Italia”.

Fonti:

http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/cannabis/cannabi2/cannabi2.html

http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/cannabis/cannabi1/cannabi1.html

http://www.southernresearch.org/grimaldi-publications

Sito ufficiale: www.bottegadellacanapa.it

L’ olio di canapa come cura: i suoi benefici

Pubblichiamo un’articolo molto interessante che ci aiuta a capire i benefici che derivano dall’ assunzione dell’ olio di canapa.

Su questo argomento è stata intervistata Antonella Chiechi, medico chirurgo, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio. Potete trovare l’articolo su Aam Terranuova (n.262 di giugno 2011).

 olio canapa

“Dottoressa Chiechi, ci spiega innanzitutto quali sono i principali benefici legati al consumo di olio di canapa?

Una dieta ricca di acidi grassi insaturi migliora il metabolismo del colesterolo nel sangue, abbassando in particolare il colesterolo “cattivo” LDL e mantenendo il livelli desiderati di HDL. Questo effetto deriva in particolar modo dall’acido oleico, elemento principale dell’olio d’oliva, e dagli acidi grassi omega-3 e omega-6.
L’acido linoleico omega-6 e l’acido alfa-linolenico omega-3 sono acidi grassi essenziali, il corpo di fatto non riesce a sintetizzarli da altre molecole. Questi acidi devono essere necessariamente presenti nella nostra dieta in quantità sufficiente per non sviluppare sintomi di carenza. Globalmente gli acidi grassi polinsaturi omega-6 e omega-3 dovrebbero essere assunti in una proporzione ideale di 3:1 fino 5:1.
Il seme di canapa presenta una frazione grassa (34-35%) di ottima qualità e di composizione equilibrata, costituita per il 70-75% da una miscela di acidi grassi polinsaturi quali omega-6, omega-3 e l’acido gammalinolenico, insostituibile nel processo di sintesi delle prostaglandine, sostanze che regolano l’attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi. L’alto valore dell’olio di canapa risiede nel suo fornirci entrambi gli EFA (acidi grassi essenziali) in una proporzione benefica per l’uomo (3:1).
Spesso alcuni alimenti sono ricchi di principi nutritivi, ma la biodisponibilità risulta poi ridotta. Cosa dire della canapa a questo proposito?
La maggior parte degli oli vegetali non contiene il rapporto ottimale di omega-6/omega-3 (3:1), e tende a promuovere l’accumulo di prodotti intermedi che ostacolano il metabolismo degli acidi grassi. L’olio di semi di canapa, al contrario, è correttamente equilibrato e non promuove accumulo di prodotti metabolici. Considerevole anche la dotazione di vitamine A, E (antiossidanti naturali), PP, C e del gruppo B oltre che di carboidrati e aminoacidi.
Com’è meglio consumare l’olio di canapa? Sempre e solo a crudo? Si può anche scaldare senza perderne le qualità?
L’olio di canapa ha un odore e un sapore gradevole e può essere utilizzato, sempre a freddo, come condimento per l’insalata, la pasta, il pesce, oppure essere introdotto nell’uso quotidiano al posto degli altri oli di semi.
Come per tutti gli oli vegetali, è importante la qualità dei semi, meglio se biologici; la spremitura a freddo; la conservazione in ambiente fresco e al buoi per evitare l’ossidazione e l’irrancidimento, inconvenienti che che possono essere evitati con l’uso di contenitori di vetro scuro e mantenendo la bottiglia in luogo fresco, o nel frigo dopo l’apertura.
Quali sono le dosi raccomandate?
L’individuo sano deve assumere preventivamente 10-15ml (circa 2 cucchiai) d’olio di canapa al giorno, per tutto l’anno, con eccezione dei mesi più caldi. Questa dose minima può essere aumentata nel momento del bisogno.
Curarsi con la canapa medica in Italia: ora è legale, sì al farmaco

Questo è un grande passo per la medicina in Italia: con un decreto del Ministro della salute Balduzzi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°33 dell’ 8 Febbraio 2013, i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture) sono stati inseriti nella tabella II, sezione B, aggiornando il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.Il decreto è entrato in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Cosa significa?

Vuol dire che dal 23 febbraio 2013 la cannabis e i suoi derivati sono prescrivibili come farmaci, con procedure meno farraginose per il suo ottenimento. La canapa medica viene così aggiunta alle sostanze che ai sensi dell’attuale normativa si trovano sia in Tabella I (v. oltre) che in Tabella II: casi tipici, la morfina nella sezione A, molti ansiolitici e sonniferi nella Sezione B.

In realtà, in base al decreto ministeriale del 18 aprile 2007, nella medesima tabella era già stato aggiunto il Delta-9 tetraidrocannabinolo e il Dronabinolo, aprendo così la strada ai farmaci di origine sintetica. Con questo nuovo decreto, si ammettono anche medicinali a base naturale.

C’era già stato un via libera, negli ultimi anni, all’utilizzo in forma sperimentale della canapa medica ad alcune regioni: Marche, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia.

Considerate le sempre più chiare evidenze degli effetti terapeutici della cannabis in più d’una patologia neurologica, con l’attenuazione di dolori e altri sintomi, alla palliazione dei gravi effetti collaterali di molti trattamenti contro i tumori nei pazienti oncologici con gravi sofferenze provocate dalle terapie radio- e chemioterapiche, nel glaucoma e addirittura, forse, come prevenzione del diabete degli adulti, sarebbe sin troppo facile recriminare per il ritardo con il quale si è finalmente giunti a questo atto da tempo dovuto. Stiamo parlando di patologie come epilessia, sclerosi multipla, sindrome di Tourette, spasticità nelle lesioni midollari (tetraplegia, paraplegia), patologie tumorali, malattie psichiatriche e molte patologie neurologiche, malattie autoimmuni (lupus eritematoso) e malattie neurodegenerative (morbo di Alzheimer, corea di Huntington, morbo di Parkinson), patologie cardiovascolari (arteriosclerosi, ipertensione arteriosa), artrite reumatoide, traumi celebrali/ictus, malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa), asma, anoressia, Aids, sindromi da astinenza nelle dipendenze da sostanze, insonnia, incontinenza, allergie, sindromi ansioso-depressive ed altre ancora.

Va comunque ricordato come il precedente governo, dominato dalla “filosofia” Giovanardi-Serpelloni, favorito nella sua ostinazione ultraproibizionista dalle posizioni di illustri esperti – a partire dal direttore dell’Istituto Mario Negri professor Silvio Garattini, membro di tutte le commissioni ufficiali possibili e immaginabili – i quali seguitavano a sostenere l’assenza di prove scientifiche degli effetti terapeutici della cannabis, avessero sempre fatto orecchio da mercante alle proposte di un tale riconoscimento.” scrivono su fuoriluogo.it.

E ancora “Pare quindi che si possano applicare alla micidiale Guerra alle droghe le parole pronunciate da Winston Churchill in uno dei momenti cruciali della seconda guerra mondiale: non siamo di certo alla fine, e neanche al principio della fine, ma forse almeno alla fine del principio. Restano infatti tutti gli orrori della Fini-Giovanardi del 2006, innestati su quelli del precedente Testo Unico Jervolino-Vassalli, a partire dall’assimilazione della cannabis alle droghe più dure in un’unica lista – la Tabella I, appunto. Ma neanche vogliamo nasconderci un altro significato positivo del suddetto decreto, sostenuto dal parere dell’Istituto superiore di sanità e poi da quello del Consiglio superiore di sanità: cioè che la collocazione dei derivati della cannabis nella sezione B della Tabella II, comprendente le sostanze a minor rischio di abuso e dipendenza, clamorosamente smentisce la assimilazione della cannabis alle droghe più dure in Tabella I.”

I farmaci a base di cannabis arriveranno presto in farmacia?

Impossibile in breve spazio elencare le condizioni e i passaggi necessari perché i derivati della cannabis arrivino alle farmacie: cioè la presentazione da parte delle ditte delle richieste e dei relativi dossier medico-scientifici; il loro esame a fini di registrazione, poi di assegnazione auspicabilmente alla fascia A (quella a carico dei Servizi sanitari regionali). Son tutte condizioni il cui rapido superamento dipende dai rapporti di forza: tra i politici favorevoli, le associazioni dei cittadini, auspicabilmente almeno parte delle società mediche e scientifiche, da un lato; dall’ altro i soliti noti che a non mancheranno di remare contro.

Fonti:

http://www.fuoriluogo.it/blog/2013/02/19/la-canapa-e-un-farmaco/

http://www.cadoinpiedi.it/2013/04/08/anche_in_italia_e_possibile_curarsi_con_la_cannabis.html

http://genova.erasuperba.it/inchieste-genova/cannabis-terapeutica-marijuana-medicina-legge-burocrazia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: