Archivio per la categoria ‘medicina

L’arte e la scienza..della medicina antica..i Curanderos..del Perù..le sostanze medicinali..naturali..della foresta..Amazzonica   Leave a comment


(great subject. particularly love that fast-forwarded shot of the smoke in the room and over the pot. nice one.)

 

 

IL BICARBONATO di SODIO..cura i TUMORI…   Leave a comment


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La sanità non diffonde la notizia perché la soluzione è troppo economica?

Il bicarbonato di sodio è uno dei più potenti alcalinizzanti. Otto Heinrich Warburg, premio Nobel nel 1931 per la sua tesi
La causa principale e la prevenzione del cancro, ha dichiarato:

Le cellule tumorali vivono in un ambiente estremamente acido e privo di ossigeno. Le cellule sane vivono in un ambiente alcalino, ossigenato, consentendo il funzionamento normale, privare una cellula del 35% di ossigeno per 48 ore può probabilmente innescare un processo canceroso. Le sostanze acide respingono ossigeno, mentre le sostanze alcaline lo attraggono. Le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Invece la GLICEMIA sopravvive fino a quando l’ambiente è privo di ossigeno. I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini, quindi il cancro non sarebbe altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente privo di ossigeno e alcalinità.

La dr. Elisabetta Izquierdo : “Io sono un medico e mi rifiuto di credere che radio e chemio terapia siano gli unici strumenti per debellare il cancro”.

Il bicarbonato di sodio, umile composto e molto a buon mercato, secondo recenti e sorprendenti ricerche farmaceutiche può curare il cancro. E non solo, allevia molto significativamente anche gli effetti secondari negativi della chemioterapia. La “soluzione” della medicina organizzata per il cancro si basa su tre procedure molto rischiose e altamente invasive la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia. La soluzione può essere nel kit del vostro bagno.

Dose Consigliata: 1/2 litro di acqua + succo di 3 limoni + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Prendere a stomaco vuoto al mattino, può essere suddivisa in due dosi durante il giorno , ma non tra i pasti. E ‘ meglio prenderla ogni giorno, anche quando la malattia è sparita, perché tutti i tumori possono tornare, ed è importante prevenire.

Nel suo libro, “Vincere la guerra al cancro“, il suo autore – il dottor Mark Sircus – affronta la questione del bicarbonato di sodio che aiuta a salvare innumerevoli vite ogni giorno. Il bicarbonato di sodio è noto come antico metodo per accelerare il ritorno a livelli normali di bicarbonato nel corpo. E’ inoltre economico, sicuro, e forse potrebbe essere la medicina più efficace a disposizione contro il cancro.

Il Bicarbonato di sodio dà al corpo una forma naturale di chemioterapia che uccide efficacemente le cellule tumorali senza gli effetti collaterali devastanti evitando anche i costi della chemioterapia convenzionale. Dal momento che nessuno si può arricchire e fare un sacco di soldi con qualcosa di così semplice, nessuno lo promuove e quindi manca il supporto per essere studiato e sperimentato. La comunità medica ha voltato le spalle Dr. Simoncini e ad altri colleghi, perché, da onesto specialista oncologo, ha rifiutato di utilizzare i metodi convenzionali per i suoi pazienti che decidono di farsi somministrare cure a base di bicarbonato di sodio, curando con impressionante successo nel 99 per cento dei casi il cancro al seno. Il cancro della vescica può essere curato in breve tempo, completamente e senza chirurgia, chemio o radioterapia, utilizzando solo un apparato di infiltrazione locale (simile ad un catetere) per infondere bicarbonato di sodio direttamente nella zona infetta del seno o della vescica, ma può anche essere consumato per via orale.

Il bicarbonato di sodio applicato ai tumori alla fine li fa scomparire rapidamente, che molti dei trattamenti chemioterapici attualmente includono bicarbonato di sodio, con la scusa che “aiuta” a proteggere i reni, il cuore e il sistema nervoso del paziente è un dato di fatto. Ed è stato già stabilito che la somministrazione di chemioterapia senza bicarbonato può uccidere il paziente. Così , quando sentiamo parlare sui “successi” della chemioterapia è proprio il bicarbonato di sodio che agisce, non solo per fermare metastasi ma anche per ridurre al minimo gli effetti collaterali dannosi della tossicità chemioterapica. Inoltre non esistono studi per separare gli effetti del bicarbonato di sodio dagli agenti chemioterapici tossici.

Is a good think..read what the doctors think (è bene leggere quello che i medici pensano)   Leave a comment


Quando siete davanti ad  una diagnosi preoccupante, una procedura invasiva od un’operazione rischiosa, probabilmente la domanda più intelligente che vorreste porre al vostro medico è « Lei che farebbe?»

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Di Dioni aka Riccardo Lautizi –  dionidream.com

Dopo anni di esperienza , essi sanno meglio di chiunque altro quali trattamenti e cure vale la pena fare e quali è meglio evita. Nel seguito dottori di primo piano  e ricercatori rivelano cio’ che personalmente eviterebbero; molti di loro sono controcorrente rispetto al sistema. I loro commenti vi sorprenderanno e vi illumineranno

Uno Psichiatra che non assumerebbe mai antidepressivi

La Dott.ssa Joanna Moncrieff è senior lecturer in psichiatria al London University College ed autrice di «The Myth Of The Chemical Cure»[Il mito delle cure chimiche].
«Esercito la psichiatria da oltre 20 anni e nella mia esperienza gli antidepressivi non fanno nulla di buono. Non li prenderei mai in nessuna circostanza, nemmeno se pensassi al suicidio.
Tutta la ricerca mostra che – nel migliore dei casi – gli antidepressivi  fanno sentire le persone un pochino meglio di un placebo, ma non significa che di fatto curino la depressione.

Dopo tutti questi anni di scannerizzazione del cervello, non abbiamo una sola prova che la depressione sia collegata ad un qualche squilibrio chimico nel cervello, dunque è discutibile tutta l’idea che noi possiamo trattarla con sostanze chimiche.

Io credo che la depressione è una reazione estrema alle nostre circostanze, ed il modo migliore per riprendersi è elaborare e lavorare sulla causa. A volte questo significa terapie che implicano dialogo, a volte significa  modificare le circostanze come per esempio trovare un nuovo lavoro o guardare in faccia problemi relazionali.

Ovviamente ci sono alcune persone  che sono depresse senza un motivo apparente, ma comunque non c’è evidenza che essi soffrano di una malattia cerebrale o che gli antidepressivi possano aiutarli. La cosa migliore resta cercare e trovare delle nuove cose che spezzino il cerchio di pensiero e comportamento.

Gli antidepressivi sono delle medicine psicoattive, che alterano la mente come fanno l’alcool o la cannabis ed io ho sempre pensato che se fossi depressa, vorrei conservare tutte le mie facoltà per uscire dallo stallo e non vorrei ritrovarmi ottenebrata da nessuna medicina, i cui effetti in realtà non comprendiamo».

Il dietologo che non seguirebbe una dieta

Il dottor Ian Campbell è l’ideatore di Bodylibrium, un programma di dimagrimento.

L’evidenza è che le diete raramente funzionano a lungo termine.
Ho lavorato per decenni ad aiutare la gente a perdere peso e l’esperienza mi ha mostrato che è che l’unico modo per ottenere un successo sul lungo periodo
è chiedersi: «Perché? Perché mangiamo del cibo per consolarci? Perché preferiamo cibi grassi? Perché beviamo troppo alcol e perchè l’attività fisica non ci attira?anti alcolici?».

Quel che veramente aiuta  la gente a perdere peso in modo efficace, sono le tecniche che si basano sul modificare il comportamento (simili alla terapia cognitivo -comportamentale), insieme all’impiego di “strategie”, come ad esempio tenere un diario giornaliero di cosa mangiamo e porsi  obbiettivi realistici.

Le diete che incoraggiano degli approcci polarizzati, per esempio quelle a basso contenuto di carboidrati , le diete 5:2 o qualunque altro approccio riduzionista, avranno un successo molto limitato nel tempo e alla fine si recupererà il peso perduto».

Cardiologi che rifiutano le statine

Professor Kevin Channer, cardiologo al Claremont Hospital di Sheffield

«Le statine hanno avuto un grande effetto nel ridurre il numero di attacchi cardiaci e infarti ed ora c’è una certa tendenza a dare a tutti queste pasticche che abbassano il colesterolo; ma io non le assumerei nemmeno una senza avere la prova che sono sotto forte rischio: ogni volta che si prende un farmaco, bisogna pensare ai rischi e benefici.

Le statine riducono le probabilità di attacco cardiaco o infarto, nella misura del 30%, dunque sì, c’è un vantaggio. Ma in termini reali è minimo. Statisticamente, quale uomo di 60 anni non fumatore ed in buona salute, il mio rischio di avere in un anno un attacco cardiaco o infarto è dell’1% . Assumendo una statina questo scenderebbe allo 0,70%, che è ancora molto basso. Ed ho passato la mia vita professionale a prescrivere statine,  ne conosco gli effetti collaterali: dolori muscolari, debilitazione generale, mal di stomaco.

Alcuni sostengono che andrebbero date quando il rischio è all’1,5%, ma personalmente non prenderei in considerazione di prendere il farmaco se non ad un rischio del 3%. Tutti quelli che hanno avuto un attacco cardiaco od un infarto hanno un rischio del 3% e per costoro il rischio del dolore vale il prezzo del beneficio.

D’altro canto, però, assumerei – e li assumo – farmaci che abbassino la pressione; anche se i mie valori personali sono attualmente al limite e, quale cardiologo, so che invecchiando i valori pressori non potranno che salire e le ricerche dimostrano che più bassa è la pressione, più  lunga è la vita.

Alcuni dei vecchi farmaci causavano effetti collaterali, ma ora io ne sto prendendo uno degli ultimi prodotti, che si chiama angiotensina, che blocca i ricettori e non sto avendo problemi».

Specialista della prostata che non fa il test PSA

Richard Ablin, professore di patologia presso l’University of Arizona College of Medicine.

«Quando nel 1970 scoprii il PSA, cioè l’antigene specifico per la prostata, ci rendemmo presto conto che ciò  sarebbe stato di grande aiuto per i pazienti con cancro alla prostata. La proteina è specifica della ghiandola prostatica, non si trova infatti in quantità significative in nessun altro organo. Nel caso in cui  un soggetto con cancro alla prostata l’avesse rimossa noi possiamo poi testare, grazie alla nostra scoperta, la PSA e verificare se è rimasto parte del cancro non individuato prima.

Purtroppo pero’  il test PSA inizio’ ad essere usato per la diagnosi del cancro alla prostata. Questo è stato un grosso errore: la PSA non è specifica per il cancro, è semplicemente una proteina prodotta dalla prostata; quindi trovarne un alto livello  può significare semplicemente che un uomo ha la prostatite (una infezione) o una prostata ingrossata, qualcosa che da problemi ma è di ordine benigno. I livelli “normali” poi variano grandemente da soggetto a soggetto e non esiste una soglia  oltre la quale possiamo diagnosticare il cancro in modo affidabile.  Il test non può nemmeno fare la differenza tra  un cancro prostatico a crescita lenta e uno aggressivo a crescita violenta. E’ come lanciare la monetina: la stessa efficacia.

Nonostante questo, è stato adottato come modo per diagnosticare il cancro alla prostata e, come risultato,  milioni di uomini (maschi) sono stati curati eccessivamente e spesso con effetti collaterali altamente debilitanti quanto non necessari. Mi sottoporrei ad un test PSA solo dopo un trattamento per un cancro alla prostata o se fossi a rischio di una malattia per esempio causa  famigliarità con essa e vi ricorrerei – a scopo diagnostico – in combinazione con altri test, tipo un esame rettale digitale».

Il Chirurgo ortopedico che evita i raggi X

Chris Walker, chirurgo ortopedico al Liverpool Bone and Joint Centre.

«Troppo spesso,  i pazienti vanno dal loro medico perché hanno  dolori o sentono rigidità e vogliono che venga fatta qualcosa per questo.. I medici cosi li mandano a fare delle radiografie che possono ogni tanto mostrare dei guai, cosi  finiscono col dire ai pazienti, che hanno l’artrite. Appena sentono questa diagnosi, i pazienti perdono il controllo e cominciano a diventare delle vittime. Prendono degli anti-infiammatori (che possono avere degli effetti collaterali gastrointestinali), si spaventano all’idea di fare attività fisica e la loro vita in genere si impoverisce in senso lato.

Ecco perché, a meno che non ci siano sintomi allarmanti di artrite – come dolore costante o notturno – io eviterei di far fare delle radiografie.Con l’età la maggior parte di noi ha qualche problemino alle articolazioni: la cosa migliore da fare è fare del movimento. Le giunture amano il movimento, quello che le danneggia sono la corsa ed i salti ma camminare, nuotare ed andare in bicicletta riducono effettivamente il dolore e la rigidità e rallentano il manifestarsi dell’artrite. Mantenendosi attivi si perde peso, cosa che è di grandissimo aiuto, e non si finisce depressi perché si è troppo impegnati con la vita».

Lo specialista di asma che vuole eliminare gli inalatori

Mike Thomas, docente di ricerche nella prima assistenza e specialista in medicina della respirazione e cura dell’asma presso la University of Southampton.

«Molti diventano troppo dipendenti dagli inalatori “della salvezza” e finiscono nel panico se non ne hanno a portata di mano. L’uso quotidiano di questi strumenti,  aumenta il rischio di attacchi gravi e gli effetti collaterali degli alti dosaggi di steroidi includono l’assottigliamento delle ossa, la facilità di ecchimosi ed un aumentato rischio di diabete e di pressione alta.
Pertanto, invece di far sì che le persone diventino sempre più dipendenti dagli inalatori, sto collaborando con il Governo in una ricerca che mostri come semplici esercizi di respirazione, combinati al controllo dell’ansia, possano migliorare il controllo dell’asma.
Una volta che i pazienti trovano che gli attacchi di asma diventano meno stressanti , ricorrono meno agli inalatori. Se avessi l’asma, vorrei imparare come gestirla autonomamente, mi interessa aiutare i pazienti a  migliorare la qualità della vita e diminuire la quantità di farmaci che prendono».

Lo specialista del sonno che non prenderebbe sonniferi

Dr Guy Meadows, specialista del sonno e fondatore della Scuola del Sonno

«I sonniferi indeboliscono la vostra fiducia nella vostra capacità naturale di addormentarvi e possono finire con il produrre dipendenza psico-fisica. Cominciate col pensare che: “se non prendo una pillola non mi addormenterò”. E così il corpo si aspetta di ricevere un sedativo. In cambio correte cosi il rischio di avere una insonnia a rimbalzo quando smettessi di prenderli , il che spiega perché così tante persone siano nei guai quando vogliono smettere.

Gli effetti collaterali includono: capogiri, mal di testa, perdite della memoria, senso di rimbambimento. Studi recenti mostrano anche, che i sonniferi sono associati ad un rischio di morte quattro volte maggiore, cosa che per me alla lunga supera il beneficio. La ricerca dice anche che i sonniferi forniscono solo dai 20 ai 30 minuti di sonno in più.

Inoltre il sonno fornito da questi medicamenti,  non è né naturale né di ristoro e questo perché alterano l’“architettura del sonno” limitandone la profondità ed interferendo con il sonno REM, necessari per sentirci riposati al risveglio. In alcuni casi, come quando la carenza di sonno è la seria conseguenza di gravi traumi, sono i sonniferi a dare la possibilità di questo recupero fondamentale. Ma non è la condizione nella quale si ritrova la gran maggioranza della gente, per la quale i sonniferi diventano inutili ».

Fonte http://www.dailymail.co.uk – Sintesi e traduzione: Cristina Bassi

Dacci Oggi le Nostre Medicine Quotidiane
Venditori senza scrupoli, medici corrotti e malati immaginari
Primo, non Curare chi è Normale
Contro l’invenzione delle malattie –
La ribellione di uno Psichiatra contro
l’eccesso di diagnosi,
il DMS-5, Big Pharma
e la medicalizzazione della normalità
Scoperte mediche non autorizzate
Le cure proibite osteggiate dalle multinazionali del farmaco

Dioni aka Riccardo Lautizi

DA dionidream.com

Pubblicato 13 agosto 2015 da sorriso47 in Lobbies, medici, medicina, Scuola, Verità

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l’esperienza delle piante curative in Peru (la medicina natutale)   Leave a comment


la ricerca di una dottoressa per conoscere le virtù curative delle piante..

 

Il Virus Ebola è un Brevetto degli Stati Uniti -Guarda le prove e CONDIVIDI   Leave a comment


Ultimamente sento parlare tanto di questo fantomatico virus Ebola e non guardando la televisione e non fidandomi dei media tradizionali, ho cercato un po su Google e guardate cosa ho trovato!

Ecco il link del brevetto
http://www.google.com/patents/CA27415…

Human ebola virus species and compositions and methods thereof
CA 2741523 A1
ESTRATTO
Compositions and methods including and related to the Ebola Bundibugyo virus (EboBun) are provided.
Compositions are provided that are operable as immunogens to elicit and immune response or protection from EboBun challenge in a subject such as a primate. Inventive methods are directed to detection and treatment of EboBun infection.
RIVENDICAZIONI(30)
1. An isolated hEbola virus comprising a nucleic acid molecule comprising a nucleotide sequence of:
a) a nucleotide sequence set forth in SEQ ID NOS: 1 or 10;
b) a nucleotide sequence hybridizing under stringent conditions to SEQ ID NOS:
1 or 10; or c) a nucleotide sequence of at least 70%-99% identity to the SEQ ID NOS: 1 or 10.
2. An isolated hEbola virus having Centers for Disease Control Deposit Accession No.
200706291.
3. The hEbola virus of any one of claims 1 or 2 which is killed.
4. The hEbola virus of claim 1 which is an attenuated hEbola virus.
5. The virus of claim 4 wherein at least one property of the attenuated hEbola virus is reduced from among infectivity, replication ability, protein synthesis ability, assembling ability or cytopathic effect.
6. An isolated nucleic acid molecule comprising the nucleotide sequence of SEQ
ID
NOS: 1 or 10 or a complement thereof.
7. An isolated nucleic acid molecule comprising a nucleotide sequence of between 4 and 4900 contiguous nucleotides of the nucleotide sequence of SEQ ID NOS: 1 or 10, or a complement thereof; with the proviso that said nucleotide sequence is not comprised by the nucleotide sequence set forth in SEQ ID NO: 20; or between 5500 and 6600 contiguous nucleotides of the nucleotide sequence of SEQ ID NOS: 1 or 10, or a complement thereof.
8. An isolated nucleic acid molecule comprising a nucleotide sequence that encodes the amino acid sequence of SEQ ID NO: 2-9, 59, or SEQ ID NO: 11-19 or a complement of said nucleotide sequence.
9. An isolated RNA or DNA nucleic acid molecule which hybridizes under stringent conditions to a nucleic acid molecule having the nucleotide sequence of SEQ ID
NOS: 1 or 10 or a complement thereof.
10. An isolated polypeptide encoded by the nucleic acid molecule of any one of claims 7-9.
11. An isolated polypeptide comprising the amino acid of:
a) an amino acid sequence set forth in any of SEQ ID NOS: 2-19, or 59; or b) an amino acid sequence that has 70% – 99% homology to the amino acid sequence of (a).
12. An isolated polypeptide comprising the amino acid sequence having to 250 contiguous amino acid residues of the amino acid sequence of SEQ ID
NOS: 5 or 18 (VP24);
5 to 280 contiguous residues of the amino acid sequence of SEQ ID NOS: 6 or 17 (VP30);
5 to 320 contiguous residues of the amino acid sequence of SEQ ID NOS: 8 or 13 (VP40);
5 to 340 contiguous residues of the amino acid sequence of SEQ ID NOS: 7 or 12 (VP35);
5 to 370 contiguous residues of the amino acid sequence of SEQ ID NOS: 4 or 15 (SGP);
5 to 370 contiguous residues of the amino acid sequence of SEQ ID NOS: 59 or 16 (SSGP);
5 to 670 contiguous residues of the amino acid sequence of SEQ ID NOS: 9 or 14 (GP);
5 to 730 contiguous residues of the amino acid sequence of SEQ ID NOS: 3 or 11 (NP); or 5 to 2200 contiguous residues of the amino acid sequence of SEQ ID NOS: 2 or 19 (L).
13. An isolated antibody or an antigen-binding fragment thereof which immunospecifically binds to the hEbola virus of any one of claims 1or 2 or neutralizes the virus.
14. An isolated antibody or an antigen-binding fragment thereof which immunospecifically binds to the polypeptide of any one of claims 11 or 12 or neutralizes an hEbola virus.
15. A method for detecting the presence of a the hEbola virus or a nucleic acid molecule derived therefrom of claim 1 in a biological sample, said method comprising:

(a) contacting the sample with an agent that selectively binds to the virus or the nucleic acid molecule derived therefrom; and (b) detecting whether the compound binds to the virus or the nucleic acid molecule derived therefrom in the sample.

16. The method of claim 15, wherein the agent is an antibody.
17. The method of claim 15, wherein the agent is a nucleic acid molecule comprising a nucleotide sequence having between 4 and 6600 contiguous nucleotides of the nucleotide sequence of SEQ ID NOS: 1 or 10, or a complement thereof.
18. A method for detecting the presence of the polypeptide of claim 11 in a biological sample, said method comprising:
(a) contacting the biological sample with an agent that selectively binds to said polypeptide; and (b) detecting whether the compound binds to said polypeptide in the sample.
19. The method of claim 18, wherein the agent is an antibody or an antigen-binding fragment thereof.
20. A formulation comprising the hEbola virus of any one of claims 3 or 4, and a pharmaceutically acceptable carrier.
21. A formulation comprising an amount of a protein extract of the hEbola virus of claim 3 or 4 or a subunit thereof, and a pharmaceutically acceptable carrier.
22. A formulation comprising an amount of a nucleic acid molecule of the nucleotide sequence of SEQ ID NOS: 1 or 10 or a complement thereof, and a pharmaceutically acceptable carrier.
23. A formulation comprising an immunogenically effective amount of the nucleic acid molecule of claim 9 or a complement thereof, and a pharmaceutically acceptable carrier.
24. A vaccine formulation comprising a therapeutically or prophylactically effective amount of the hEbola virus of claim 3 or 4 or a protein extract therefrom, and a pharmaceutically acceptable carrier.
25. A vaccine formulation comprising a therapeutically or prophylactically effective amount of a nucleic acid molecule SEQ ID NOS: 1 or 10 or a complement thereof, and a pharmaceutically acceptable carrier.
26. A vaccine formulation comprising a therapeutically or prophylactically effective amount of a nucleic acid molecule of claim 9 or a complement thereof, and a pharmaceutically acceptable carrier.
27. A pharmaceutical composition comprising a prophylactically or therapeutically effective amount of an anti-hEbola agent of an antibody or an antigen-binding fragment thereof which immunospecifically binds to the hEbola virus of Deposit Accession No.
200706291, or polypeptides or protein derived therefrom and optionally has the nucleotide sequence of SEQ ID
NOS: 1 or 10, or a fragment thereof.
28. A kit comprising a container containing the formulation of any one of claims 24-26.
29. A method for identifying a subject infected with the virus of claim 1 or 2, comprising:
(a) obtaining total RNA from a biological sample obtained from the subject;
(b) reverse transcribing the total RNA to obtain cDNA; and (c) amplifying the cDNA using a set of primers derived from a nucleotide sequence of the virus of claim 1 or 2.
30. A primer that has the nucleotide sequence of one of SEQ ID NOS: 24-57.
DESCRIZIONE  (il testo OCR potrebbe contenere errori)

HUMAN EBOLA VIRUS SPECIES AND COMPOSITIONS AND METHODS THEREOF

DEPOSIT STATEMENT
[0001] The invention provides the isolated human Ebola (hEbola) viruses denoted as Bundibugyo (EboBun) deposited with the Centers for Disease Control and Prevention (“CDC”;
Atlanta, Georgia, United States of America) on November 26, 2007 and accorded an accession number 200706291. This deposit was not made to an International Depository Authority (IDA) as established under the Budapest Treaty on the International Recognition of the Deposit of Microorganisms for the Purposes of Patent Procedure, and is a non-Budapest treaty deposit. The deposited organism is not acceptable by American Type Culture Collection (ATCC), Manassas, Virginia, an International Depository Authority (IDA) as established under the Budapest Treaty on the International Recognition of the Deposit of Microorganisms for the Purposes of Patent Procedure. Samples of the stated Deposit Accession No. 200706291 will be made available to approved facilities for thirty years from the date of deposit, and for the lifetime of the patent issuing from, or claiming priority to this application.

RELATED APPLICATIONS

[0002] This application claims priority benefit of U.S. Provisional Application 61/108,175 filed 24 October 2008; the contents of which are hereby incorporated by reference.

FIELD OF THE INVENTION

[0003] The invention is related to compositions and methods directed to a novel species of human Ebola (hEbola) virus.

BACKGROUND OF THE INVENTION

[0004] The family Filoviridae consists of two genera, Marburgvirus and Ebolavirus, which have likely evolved from a common ancestor’. The genus Ebolavirus includes four species: Zaire, Sudan, Reston and Cote d’Ivoire (Ivory Coast) ebolaviruses, which have, with the exception of Reston and Cote d’Ivoire ebolaviruses, been associated with large hemorrhagic fever (HF) outbreaks in Africa with high case fatality (53-90%)2.

[0005] Viruses of each species have genomes that are at least 30-40% divergent from one another, a level of diversity that presumably reflects differences in the ecologic niche they occupy and in their evolutionary history. Identification of the natural reservoir of ebolaviruses remains somewhat elusive, although recent PCR and antibody data suggest that three species of arboreal fruit bats may be carriers of Zaire ebolavirus3. No data has yet been published to suggest reservoirs for the Sudan, Reston and Cote d’Ivoire ebolavirus species. However, a cave-dwelling fruit bat has been recently implicated as a natural host for marburgvirus4′ s, supporting the hypothesis that different bat species may be the reservoir hosts for the various filoviruses.

[0006] Filovirus outbreaks are sporadic, sometimes interspersed by years or even decades of no apparent disease activity. The last new species of ebolavirus was discovered 14 years ago (1994), in Cote d’Ivoire (Ivory Coast), and involved a single non-fatal case, a veterinarian who performed an autopsy on an infected chimpanzee found in the Tai Forest6. No further disease reports have been associated with Cote d’Ivoire ebolavirus, in contrast to Zaire and Sudan ebolaviruses which have each caused multiple large outbreaks over the same time period.

[0007] In late November 2007, HF cases were reported in the townships of Bundibugyo and Kikyo in Bundibugyo District, Western Uganda. The outbreak continued through January 2008, and resulted in approximately 149 cases and 37 deaths. Laboratory investigation of the initial 29 suspect-case blood specimens by classic methods (antigen capture, IgM and IgG
ELISA) and a recently developed random-primed pyrosequencing approach identified this to be an Ebola HF
outbreak associated with a new discovered ebolavirus species. These specimens were negative when initially tested with highly sensitive real-time RT-PCR assays specific for all known Zaire and Sudan ebolaviruses and Marburg viruses. This new species is referred to herein as “the Bundibugyo species”, abbreviated “EboBun”.

[0008] Accordingly, compositions and methods directed to the new Ebola virus species are described herein and the most closely related Ebola Ivory Coast species, which compositions and methods are useful for diagnosis and prevention of human Ebola virus infection; including related vaccine development, and prevention of hemorrhagic fever in a human population.

Pubblicato 1 novembre 2014 da sorriso47 in medicina, NWO, virus Ebola

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Anticancro e malattie degenerative   Leave a comment


 

Pubblicato il 14/ott/2014

http://www.nonsoloanima.tv – Intervento di Erica F. Poli – Serata “Guarire”, secondo appuntamento.

 

 

Parte 1 di 2

 

 

Parte 2 di 2.

The Wahls Protocol: la dieta contro la sclerosi multipla e le malattie autoimmuni della D.ssa Terry Wahls   Leave a comment


Wahls-Scelrosi-Multipla 2007Wahls-Diet-PyramidWahls-Protocol

L’incredibile storia di Terry Wahls

Il mio interesse verso la storia della D.ssa Wahls (professoressa di medicina presso l’Universita dell’Iowa) è nato dopo aver visto il suo intervento al Tedx Talks (su segnalazione di un utente). Ogni volta che guardo il video, faccio sempre fatica a trattenere la commozione che mi suscita. Quello che oggi ci appare come normale e semplice, una dieta e qualche accorgimento per eliminare i sintomi della sclerosi multipla è il frutto di coraggio, determinazione e competenza di persone come Terry Wahls.

Prima della malattia (sclerosi multipla), la d.ssa Wahls era solita correre maratone, scalare montagne in Nepal, partecipare a gare di Triathlon, ottenere la cintura nera di Taekwondo e vincere una medaglia di bronzo in full contact ai giochi Pan Americani del 1978 a Washington.

Poi è arrivata la malattia, dopo decenni di sintomi ignorati e la diagnosi definitiva nel 2000. Nel 2007, a 52 anni, era costretta su una sedia a rotelle gravità zero, con iniezioni di Copaxone, sintomi che peggioravano ogni giorno ed una sclerosi recidivante-remittente che a 3 anni dalla diagnosi si è trasformata in sclerosi multipla secondaria progressiva.

Dopo i momenti di disperazione, ha ripreso gli studi interrotti ai tempi dell’università, leggendo ogni sera gli studi disponibili su PubMed relativi alla sua malattia. Fino ad incontrare le ricerche del Dr. Embry e del Prof. Loren Cordain da cui è iniziata la sua rinascita.

I Mitocondri

Quando i nostri mitocondri lavorano al massimo, le nostre cellule hanno tutta l’energia di cui hanno bisogno per svolgere le proprie funzioni in modo che l’organismo possa funzionare nel modo in cui dovrebbe, senza dover compensare carenze di energia e nutrienti. Le cellule produrrano una minor quantità di radicali, minimizzando il danno cellulare. Una dieta adeguata faciliterà questo precesso. Una dieta squilibrata farà deragliare questo processo, generando stress mitocondriale, invecchiamento precoce e insorgenza di malattie croniche.

Tutti i processi chimici implicano degli sprechi, ed i radicali liberi sono alcuni dei rifiuti che il corpo produce per generare l’energia di cui abbiamo bisogno. I radicali liberi causano problemi modificando la forma di una proteina, una membrana cellulare, o del DNA, cambiando così la loro funzione. Se una cellula viene danneggiata eccessivamente dai radicali liberi, può smettere di lavorare correttamente, ed anche morire in modo prematuro. Una morte cellulare troppo prematura può risultare in un invecchiamento rapido degli organi interni e quindi della persona.

Gli antiossidanti che si trovano naturalmente nelle piante agiscono stimolando la produzione di enzimi nelle nostre cellule che neutralizzeranno i radicali liberi prima che questi danneggino le nostre cellule. Rendendo quindi il meccanismo biochimico molto più efficiente ed efficace nel proteggere le cellule dai radicali liberi.

Cos’è una malattia autoimmune?

In biologia, la parola “auto” fa riferimento a “sé stessi” e l”autoimmunità è una condizione in cui le cellule immunitarie impazziscono e cominciano ad attaccare le strutture cellulari del proprio corpo. Quando l’organismo non vede o percepisce questi auto-recettori, interpreta e e definisce una struttura o sostanza come “straniera” e quindi come possibile minaccia.

Quali strutture il corpo scelga di attaccare è determinato da che tipo di condizione autoimmune ha la persona. Quando il corpo attacca la mielina, la guaina intorno alla cellule nervose, risultando in un danno al sistema nervoso, diciamo che la persona ha la sclerosi multipla. Se il sistema immunitario attacca la pelle, con conseguenti eruzioni cutanee di ogni tipo, siamo di fronte a casi di psoriasi, eczema o altre condizioni come le malattie del gruppo pemfigoide. Se il corpo attacca i tessuti del polmone, la chiamiamo asma. Se attacca la tiroide, siamo di fronte a tiroidite autoimmune come Hashimoto o Basedow/Graves. Se attacca le articolazioni con conseguente dolore e rigidità, alla persona possono essere diagnosticate condizioni come l’artrite reumatoide o lupus sistemico.

Sebbene tutte queste malattie si presentino in modo diverso, la causa di oltre 140 differenti tipi di malattie autoimmuni è la perdita di tolleranza di “sé stessi” nell’organismo, e l’attacco da parte delle cellule immunitarie verso la propria persona, di cui i sintomi della malattia sono solo il risultato.

Zonulina e permeabilità intestinale (leaky gut)

Una delle condizioni più pericolose che una dieta moderna occidentale causa è l’aumentata permeabilità intestinale (leaky gut). La sindrome della leaky gut è una condizione in cui buchi o perdite si sviluppano nella parete tra il piccolo intestino e e i vasi sanguigni. Se si è in presenza di batteri patogeni, funghi o parassiti nell’intestino – in particolare i funghi affamati di carboidrati come la Candida Albicans – essi sono più inclini a produrre tossine che interferiscono con il sistema che regola il “collante” che tiene insieme la parete cellulare ed il piccolo intestino (collante intracellulare).

La zonulina è una proteina che regola il funzionamento di questo collante intracellulare. Quando la zonulina viene attivata in modo improprio, il collante che mantiene le cellule serrate inizia ad aprirsi, permettendo al contenuto del piccolo intestino di fuoriuscire e filtrare nel circolo sanguigno. Altre cose che possono causare o aumentare la probabilità di sviluppare leaky gut possono essere: terapie antibiotiche ripetute, consumare una dieta ricca di zuccheri ed amidi, sviluppo di intolleranze a proteine specifiche come glutine nei cereali e caseina nei latticini, ed esposizione a sostanze chimiche artificiali e tossine come il tabacco. Tutte queste cose possono ulteriormente compromettere l’integrità della parete intestinale.

Il collante che sigilla la parete intestinale è lo stesso composto che fodera i vasi sanguigni, per cui se inizia a rompersi, potete scommettere che la parete dei vasi sanguigni – compresi quelli che arrivano al cervello – con molta probabilità si romperanno anch’essi. Potreste quindi avere un intestino che perde (leaky), vasi sanguigni che perdono ed un cervello che perde! E’ possibile avere anche una pelle che perde. Con vasi sanguigni che perdono, le cellule immunitarie avranno più probabilità di scavare nelle pareti e depositare colesterolo e molecole infiammatorie nel vasi sanguigni, otturando ed assottigliando vene ed arterie.

Nel cervello, la barriera sangue-cervello (emato-encefalica) che fornisce uno strato protettivo extra per il cervello contro i batteri infettivi diverrà meno efficace. Il cervello è più soggetto a permettere cellule immunitarie eccessivamente attive, aumentando la probabilità di infiammazione inappropriata e problemi peggiorativi relativi a disturbi dell’umore e neurologici come la sclerosi multipla. Nella pelle, ci saranno molte più probabilità di sviluppare ogni tipo di fastidiose eruzioni cutanee e problemi della pelle che vanno e vengono. Questo è il motivo per cui un intestino che perde (leaky gut) non ha solo a che vedere con problemi gastrointestinali, ma ha che fare con l’intero sistema e la salute generale della persona. Questa non è una condizione auspicabile. Eppure è presente in molte persone, spesso a causa di diete a base di cibi raffinati e cereali.

The Wahls Diet

La dieta messa a punto dalla D.ssa Wahls prevede tre livelli, per iniziare da quello con cui vi sentite più a vostro agio fino a raggiungere il terzo livello.
■Questo è il livello più semplice, “the Wahls diet“: per avviare il sistema ad un’alimentazione ricca di nutrienti, rimuovendo gran parte dei cibi che contribuiscono al declino dello stato di salute.
■Il livello successivo è denominato, “Wahls Paleo“: questo è il livello con cui la gran parte delle persone decide di procedere, fornendo una buona organizzazione per eliminare successivamente i cibi che possono compromettere l’integrità dell’intestino.
■L’ultimo livello, “Wahls Paleo Plus“: il livello maggiormente sfidante e quello che porta i migliori benefici per chi presenta condizioni di autoimmunità. E’ particolarmente indicato per chiunque abbia problemi di natura neurologica o psicologica (qualunque sia la causa primaria dello stato patologico), e persone con situazioni pregresse di tumore.

Queste diete sono disegnate per massimizzare l’apporto di vitmaine, minerali, antiossidanti e grassi essenziali di cui il cervello e i mitocondri hanno bisogno per proliferare.

The Wahls Paleo Plus Diet

Riporto di seguito solo le indicazioni della Wahls Paleo Plus. I due livelli precedenti hanno meno restrizioni ma seguono la stessa logica.

– Eliminate tutti i cereali (compresi riso, quinoa ed altri pseudo-grani), legumi e patate.

– Consumare 6 tazze (uomini) e 4 tazze (donne) di vegetali suddivisi tra foglia verde, colorati e verdure sulfuree. Una US cup (tazza) contiene 236 ml di acqua.
■Verdure a foglia verde (suggerimenti della D.ssa Wahls, ma non esaustivi): rucola, cavolo cinese, bietola, tarassaco, cavolo (tutti i tipi), lattuga (tutti i tipi eccetto iceberg), senape indiana, prezzemolo, spinaci
■Verdure Colorate:
1.Verdi: asparagi, carciofi, avocado, cavolo, sedano, cetrioli con buccia, lime, olive, peperoni verdi, zucchini con buccia
2.Rosse: cavolo rosso, ciliegie, mirtillo rosso, pompelmo rosso, melograno, peperoni rossi, radicchio, lamponi, rabarbaro, fragole, pomodori
3.Blue, viola, nere: more (gelsi), mirtilli, melanzane, cavolo viola, olive nere, lampone nero
4.Gialle, arancio: carote, pompelmo giallo, limone, peperoni arancioni e gialli, zucca, batate
5.Sulfuree: asparagi, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo, cavolfiore, erba cipollina, daikon, aglio, porri, funghi, cipolle (rosse, gialle e bianche), ravanello, rapa, scalogno

– Ridurre il consumo di frutta ad una porzione al giorno (1 tazza/cup), preferibilmente da bacche come mirtilli, lamponi ribes e more. Ed evitare frutti come banane, pere, mele, uva, pesche, ananas e mango. E’ esclusa la frutta disidratata, sciroppata e succhi di frutta del supermercato. Limitare le verdure amidacee a due porzioni alla settimana e sempre abbinate ad una generosa porzione di grassi come olio di cocco o di oliva.

– Consumare carni di animali allevati al pascolo, selvaggina o pesce selvaggio . Proteine animali tutti i giorni.

– Aggiungete alghe e frattaglie alla dieta

– Aggiungete cibi fermentati (crauti, kombucha, yougurt e kefir al latte di cocco o mandorle), semi e noci attivati e cibi crudi il più possibile. Alcune persone con overgrowth di candida non possono tollerare nessun tipo di lievito o fermentazione come aceto o vino o semplicemente funghi. In questi casi, astenersi dal consumo di questi cibi.

– Aggiungere grassi sotto forma di olio di cocco (almeno 5 cucchiai al giorno) o latte di cocco (3/4 di una lattina, 270 ml circa). Ma anche olio d’oliva o ghee (per chi lo tollera).

– Consumare due pasti al giorno in una finestra di 8 ore, digiunando per le restanti 16 (di cui circa metà dormendo). Mangiando proteine e grassi con pochi carboidrati si tenderà a ridurre di molto il vostro appetito. Durante le fasi di digiuno, l’organismo si concentra sull’eliminazione delle tossine, la produzione di ormoni e sulla guarigione. Se trovate difficile mangiare solamente due volte al giorno, fate 3 pasti, ma assicurandovi di far trascorrere sempre 16 ore tra la cena e la colazione. Questo aumenterà in modo significativo il vigore ed il numero dei mitocondri nelle cellule. E il vostro cervello ve ne sarà grato.

– Alcool (tipo vino secco) riservatelo alle occasioni speciali. Tutto il resto (alcool), evitatelo.

– Se con questa dieta state perdendo troppo peso, aumentate un po’ il consumo di frutta e di qualche verdura amidacea.

Nota della D.ssa Wahls (ex-vegetariana per 15 anni) per i vegetariani

Non raccomando una dieta vegetariana, ma capisco che alcuni abbiano serie motivazione per seguirla e per cui ho totale rispetto. In questo caso però, al fine di ottenere il giusto apporto calorico, la dieta dovrà includere qualche legume e grano, purché siano tenuti a mollo e fatti germogliare per ridurre al minimo la presenza di anti-nutrienti.

Terry Wahls sulle Solanacee

Per alcune persone generalemente sensibili, le lectine, (che sono molecule proteiche che vanno ad occupare i recettori per l’insulina, impedendo a questa di legarsi agli zuccheri per svolgere la loro normale funzione: l’utilizzo degli zuccheri per produrre energia), causano eccessiva infiammazione ed aumentano il rischio di autoimmunità. Altre persone invece, non avranno problemi con le solanacee, alcune delle quali sono ottime fonti di nutrienti.

Il motivo per cui non escludo le verdure solanacee dalla dieta sta nel fatto che se indicassi ai pazienti di eliminare tutti i cibi che sono potenzialmente problematici o dannosi, non ci rimarrebbe da mangiare quasi niente. Alcune persone sono intolleranti al cavolo! Per cui, elimino dalla dieta solo i cibi che ritengo possano essere deleteri (glutine e caseina) per chiunque abbia una malattia cronica e che possano provocare problemi di intolleranza. Se avete reazioni di intolleranza oltre alle indicazioni generali della dieta, esistono vari modi per capirlo. Il principale è quello di tenere un diario segnando tutti i cibi che consumiamo con le reazioni. Se reagite male alle solanacce, eliminatele dalla vostra dieta. Se non avete reazioni avverse, non c’è alcun motivo per eliminarle dalla vostra alimentazione.

Eliminare le tossine

Gli organi che si occupano principalmente di smaltire le tossine sono:
■fegato
■reni
■ghinadole sudoripare

La maggior parte delle tossine sono liposolubili, per cui devono essere convertite in sostanze idrosolubili per essere espulse nella bile (attraverso il fegato), l’urina (attraverso i reni) o il sudore. Questo processo accade in due fasi. Nella prima fase, le tossine vengono converitte per riattivare i metaboliti utilizzando processi chimici come l’ossidazione, riduzione, idrolisi e dealogenazione. In altre parole, questi vengono rilasciati dal grasso e liberati nel corpo. La tossina diventa più attiva ed anche più tossica perché non è più imprigionata nel grasso della cellula. Ma il corpo ha un piano.

Nella fase due, le cellule attaccano una parte della catena della nuova tossina attiva. Questa potrebbe essere un’altra struttura chimica, come un gruppo sulfureo, un gruppo metilico o un amminoacido specifico. Ciò rende la tossina idrosolubile in modo che possa essere eliminata dall’organismo. Ogni parte di questo processo deve funzionare comunque, affinché il rilascio della tossina avvenga correttamente. Se la tossina viene convertita nel metabolita reattivo (fase uno), senza però essere convertita in uno stato idrosoluble (fase due), può diventare ancora più dannosa. Questo è il motivo per cui le persone certe volte hanno esperienze negative con la detossificazione. Una volta che le tossine sono pronte per essere eliminate, dobbiamo aiutarle ad uscire in modo che non continuino a circolare nel corpo, liberate dal grasso (la forma più dannosa).

Esistono modi validi per fare questo. Il modo migliore è quello di consumare le vostre 4-6 tazze di verdure oltre ad alghe e frattaglie per facilitare la seconda fase del processo ed eliminare efficacemente le tossine. Questo fornirà al corpo tutte le sostanze di cui ha bisogno per raffinare le tossine fino ad uno stato in cui possono essere espulse. Nello specifico, assicuratevi di fare il pieno di:
■selenio e iodio (alghe)
■zinco e coenzima Q (frattaglie)
■tioli (verdure sulfuree e verdure a foglia verde)
■flavonoidi (verdure colorate)
■minerali (sale marino iodato e alghe)
■amminoacidi completi (proteine animali)

Aggiungere spezie con un impatto favorevole sulla detossificazione può aiutare l’organismo a compiere questo sforzo. Le spezie aiuteranno a garantirsi un equilibrio adeguato degli enzimi detossificanti necessari per eliminare le tossine quotidiane. Le spezie ed erbe consigliate sono:
■aloe
■cardo
■pepe di cayenna
■radice di dente di leone (tarassaco)
■aneto
■zenzero
■rafano
■prezzemolo
■menta
■rosmarino
■zafferano
■curcuma

Quando teoria e pratica coincidono

In barba a questa malattia progressiva e cronica per cui non esisteva alcuna cura, iniziai un esperimento su me stessa. Quello che non mi aspettavo erano i risultati sbalorditivi che ottenni dal mio esperimento: non solo fermai la mia malattia, ma ottenni anche un incredibile ripristino della mia salute e delle mie funzioni. Quello che ho imparato, ha cambiato per sempre il modo in cui vedo i mondi duellanti della salute e della malattia. Oltre cento anni fa, Thomas Edison diceva:

“Il medico del futuro non prescriverà medicine, ma interesserà i suoi pazienti alla cura della struttura umana, ad una dieta appropriata e alla causa ed alla prevenzione della malattia”

Questo è diventato il mio nuovo corso, la mia passione e la mia missione. Ho approcciato la salute e la malattia in un modo totalmente nuovo. Sono diventata una persona nuova, sia fisicamente che emozionalmente, sia personalmente che professionalmente. Mi sono anche impegnata con passione ad aiutare gli altri a diventare persone nuove.

Ovviamente nel libro troverete una miriade di utili informazioni oltre la dieta (che comunque non ho riportato completamente) come le integrazioni, sonno, esercizio fisico, gestione dello stress e molto altro ancora. Armatevi di pazienza, e soprattutto, se ancora non lo sapete, approfittatene per imparare l’inglese, visto che il libro non è momentamente disponibile in lingua italiana.

Bibliografia

The Wahls Protocol di Terry Wahls

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