Archivio per la categoria ‘orgasmo

La natura..è la mia..Religione..la Terra ..il mio..Santuario   1 comment


Vorrei..celebrare..un matrimonio..cosi..

Vengono a mente..le parole di Gesù..

“QUANDO FARETE..DEL CONVESSO..E DEL CONCAVO..UNA COSA SOLA..

QUANDO FARETE..DEL BASSO..E DELL’ALTO..UNA COSA SOLA..

QUANDO FARETE..DELLA TENEBRA..E DELLA LUCE..UNA COSA SOLA..

QUANDO FARETE..DEL MASCHILE..E DEL FEMMINILE..UNA COSA..SOLA

ALLORA..ENTRERETE..NEL REGNO..

 

NON VI PREOCCUPATE..DI COSA..MANGERETE..E DI COSA BERRETE..

DI COSA VESTIRETE..

GUARDATE..IL FIORE DEI CAMPI..CHE OGGI..C’E’..E DOMANI..NON PIU’..

IO VI DICO….NEANCHE SALOMONE..IN TUTTO IL SUO SPENDORE.. ERA ..UGUALE A UNO DI LORO.

SE NON RITORNERETE..COME BAMBINI..NON ENTRERETE..NEL REGNO DEI CIELI..

IL REGNO DI DIO..E’ DENTRO DI VOI..E FUORI..DI VOI..

Nature is my religion

 

 

Pubblicato 28 agosto 2016 da sorriso47 in ANIMA ANIMUS, anima e corpo, Attualità, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, beauty of Universe, bellezza, conoscenza, conoscenza di se stessi, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., danza, Dedo, Dio, educazione, eros, esegesi, essere, estasi, fede, foresta amazzonica, fratellanza, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, grace, il Regno..., l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la nostra terra, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, maschio, mente razionale, messianesimo, Natura, naturismo, orgasmo, Pace, parole segrete di Gesù, passion, passione, passioni, passioni umane, pensatori, piacere, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, Salute e benessere, scienza, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, società, Solidarietà, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità primitiva, spiritualità razionale, teologia, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, vita dopo la morte, yoni, yony

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Illuminazione Appassionata..(il tantra)   Leave a comment


 

 

ILLUMINAZIONE APPASSIONATA

Miranda Shaw, Casa editrice Venexia, Roma, 2010

illuminazione

Il tantra, sia nella variante indù sia in quella buddhista, è un sentiero religioso attraverso il quale uomini e donne possono accedere insieme alla dimensione spirituale ed all’illuminazione attraverso una serie di espressioni d’intimità ritualizzate che trasformano la passione fisica in estasi divina.

Il buddhismo tantrico si distingue da altre tradizioni buddhiste perché è l’unico a considerare il corpo e le esperienze sensoriali come un mezzo per attingere alla Fonte originaria della conoscenza e del potere spirituale.

Entrando in un tempio del Ladakh, terra del buddhismo tantrico, rimaniamo colpiti dalle spettacolari rappresentazioni delle donne-dee nell’atto di cavalcare una tigre o di danzare sull’acqua con i loro corpi sinuosi che fluttuano nell’aria, le chiome al vento… donne dagli sguardi persi nell’infinito, che spiccano il volo avvinghiate ai loro partner maschili, i volti risplendenti di passione ed estasi mentre si librano negli spazi sconfinati dei paesaggi surreali del buddhismo tantrico… e ci sembra quasi di sentire il ciondolio dei loro strani ornamenti d’osso quando, irate, combattono contro l’ego: quando appaiono in forma pacifica le dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici;

interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle   “devadasi indiane”  dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”.

 

Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo.

Lo scopo principale del libro è restituire alle…  yogini… la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio egocentrismo.

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici: interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle devadasi indiane dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”. Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

 

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo. Lo scopo principale del libro è restituire alle yogini la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini: donne coraggiose, libere, di grande spessore e potere spirituale che guidano i maschi verso l’illuminazione.

La visione indiana che emerge da questi scritti e biografie femminili non conferma le interpretazioni svalutanti nei confronti delle yogini tantriche dei più accreditati testi occidentali, ma esprime, al contrario, grande rispetto e venerazione profonda della potenza spirituale-magica intrinseca alla condizione di Donna.

Le descrizioni delle donne del buddhismo tantrico come corrotte o depravate, prostitute etc… , sottolinea la Shaw, descrizioni dal colorito tipicamente androcentrico, tradiscono un residuo di indignazione vittoriana non solo nei confronti dell’attività sessuale delle donne al di fuori del matrimonio, ma anche verso la venerazione ed esaltazione religiosa della Donna in quanto tale. La reverenza religiosa verso le donne che caratterizza il tantrismo è così in contrasto con i valori ed i precetti tramandatici dalle nostre religioni tradizionali, sostiene la Shaw, da costituire uno dei più grandi ostacoli all’accettazione e comprensione della filosofia tantrica.

Nel contesto tradizionale del buddhismo monastico i partecipanti vengono incoraggiati al potenziamento dell’intelletto ed alla dialettica filosofica a scapito delle dinamiche corporee, delle sensazioni ed emozioni. La filosofia tantrica sottolinea invece che la mente da sola non è sufficiente ad aprire le porte della conoscenza; vengono enfatizzate, al contrario, soprattutto la soggettività e le componenti relazionali e sensoriali che animano i rituali: l’interdipendenza della dissoluzione e dell’apoteosi dei due partner così come la passione ed il piacere come fonti primarie di conoscenza e di potere spirituale – una sorta di reazione complementare e correttiva all’unilateralità monastica.

I testi tantrici espongono, passo dopo passo, un programma buddhista di decostruzione del sé contemporaneamente alla decostruzione dell’altro, seguito dalla ricreazione di una nuova identità soggettiva integrata: l’unione di un Buddha ed una Buddha. Solo seguendo la nostra passione fino alla sua origine, riusciamo a contattare, secondo la filosofia tantrica, il nostro nucleo interiore di beatitudine, la fonte originaria del Piacere che in quanto tale non ha alcuna causa immediata, ma appartiene alla natura stessa della psiche, alla sua “divina essenza primordiale”. E’ la beatitudine sensoriale, il “piacere umano”, l’elemento catalizzatore di questo percorso, il moto dinamico che conduce i partner yogici a varcare la soglia del regno terreno verso le sfere trascendenti dell’esistenza. L’esperienza erotica contiene già al suo interno il seme di questa consapevolezza illuminata: il piacere estremo, l’abbattimento delle barriere dell’ego, l’oblio di sé che culminano nell’estasi e nella consumazione del pensiero concettuale nel fuoco della passione.

Nel suo aspetto di fusione di forma e contenuto l’unione tantrica sfugge a qualsiasi descrizione in termini puramente fisici e diviene il tipico esempio dell’esperienza spirituale di “dissoluzione nella luce pura”, quello stato di non-dualità in cui il soggetto e l’oggetto si dissolvono e si fondono: saggezza e compassione, beatitudine e vacuità, insieme al congiungimento fisico degli organi sessuali femminili e maschili ed a numerosi altri elementi fisico-spirituali che vengono integrati sulla via verso l’illuminazione.

La stessa anatomia interna dell’organo sessuale femminile, per esempio, è percepita come un mandala, al centro del quale troneggia un palazzo tempestato di pietre preziose, la Dimora di un Buddha.

Esso non ha dimensioni fisse, perché si tratta di un “luogo incommensurabile” sul piano mistico dell’esperienza.

Michel Foucault contrappone all’oggettivazione e alla manipolazione occidentale della sessualità (che definisce scientia sexualis ) quella che lui definisce l’ars erotica dell’Oriente (il tantra ne è un esempio), una sessualità vissuta ed esplorata per se stessa, per il piacere che conduce alla fonte interiore di Vita ed alla trascendenza.

Il buddhismo tantrico non propone un modello relazionale di sfruttamento, ma di complementarietà e reciprocità e rimanda ad una variante delle relazione umane che arriva persino a trascendere il dualismo di genere.

Tutto ciò appare quantomeno insolito agli occhi di un lettore occidentale il quale parte dal presupposto che le relazioni in generale e quelle tra i sessi in particolare, implichino sempre una qualche forma di potere o di rivendicazione egoica.

I filosofi tantrici ci raccontano che al momento del concepimento una scintilla di beatitudine si unisce con una goccia dei fluidi generativi femminili e maschili, formando una scintilla di Piacere che è il nucleo del nuovo essere.

 

Nell’intera genesi di un essere umano è presente quindi un elemento di piacere metafisico: il Sé interiore o l’Essenza.

 

Questa beatitudine che è presente nel momento del concepimento di un essere umano rimane lì, nel suo recesso più intimo, nel suo cuore per sempre, come un ponte che gli indica la via del ritorno, un ponte che può riportarlo indietro alla Prima e Ultima realtà.

 Virginia Salles

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L’UNIONE SESSUALE SACRA

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Molte persone mi chiedono spesso come usare il sesso nella pratica spirituale. 
L’unione di due corpi muove energie particolari perché si forma una polarità maschile/femminile che, come un circuito, attiva delle grandi potenzialità. Ovviamente più se ne diventa consapevoli meglio si può utilizzare l’intero processo. 
Non mi metterò ora a fare un trattato tantrico, ma darò alcune indicazioni per iniziare a vivere l’incontro sessuale non come un semplice atto animale, ma come un mezzo utile alla pratica verso la libertà.

La polarità maschile/femminile che si attiva nell’unione sessuale può liberare quella bellissima e potente energia che si trova alla base della spina dorsale e che, se fatta salire fino alla cima del capo, porta il risveglio dei centri energetici assopiti. 
Non solo; è possibile entrare in stati di coscienza espansi che portano oltre alla piccola percezione del proprio ego, e possono manifestarsi grandi intuizioni di consapevolezza che aprono porte sulla libertà del Sé. 

Solitamente l’incontro con l’altro avviene esclusivamente a livello del primo chakra e non ci si sposta da lì. È più che altro uno scarico di tensione, uno sfogo che fa sentire il corpo al massimo un po’ più rilassato. Quante persone, soprattutto donne, mi parlano di quella triste sensazione che rimane “dopo”! A qualcuno comunque può continuare ad andare bene così, ma altri sicuramente sentiranno il bisogno di conoscere e utilizzare tutte le potenzialità dell’unione maschile/femminile.
Ovviamente è anche importante con chi ci si incontra poiché lo stato di coscienza del compagno/a viene unito al nostro e ne è estremamente influenzato.

L’atteggiamento interiore dovrebbe essere quello dell’apertura totale del cuore nei confronti dell’altro. Non si può incontrare il partner se si hanno resistenze, rancori o chiusure di qualche tipo; l’energia sacra così non scorre. È necessario essere disposti ad aprirsi totalmente in un abbraccio profondo nel quale abbandonarsi fino in fondo, mantenendo quel tenero sguardo assolutamente non giudicante, che permette di svegliare sempre più la consapevolezza di Sé. 

Anche tutti i tabù sociali sul sesso e un’educazione particolarmente rigida su tal punto, inibiscono quel lasciarsi andare necessario al libero scorrere delle energie. Le persone mi raccontano spesso quanto il far l’amore sia per esse il contrario stesso dell’apertura, rendendolo più un gioco di potere e di attaccamento che un’unione vera. Questo accade a causa dei conflitti irrisolti e delle dinamiche negative con l’altro.
Il proprio compagno/a diventa spesso la persona con la quale ci si chiude di più perché è proprio quella dalla quale ci si sente più feriti.

Chi comprende che il miglior modo per difendersi è invece proprio l’apertura del cuore, riesce pian piano ad avere veramente quella cura del rapporto che permette di risolvere i problemi.
La paura dell’aprire totalmente il proprio cuore all’altro è una delle cause principali della grande sofferenza generata nelle relazioni affettive.

È necessario capire che un cuore amorevole e aperto è un cuore sempre vittorioso, anche di fronte al dolore del tradimento, anche in caso l’altro si riveli non corrispondere alle proprie aspettative. 

È il cuore aperto che rende appagati e permette di fluire con la vita; nessun partner sarà mai in grado di renderci liberi e felici.

L’errore più grande è infatti quello di credere che il proprio compagno/a possa sostituirsi a Dio e saziare ogni nostro bisogno d’amore.

Se il nostro cuore è chiuso, non scorrerà in noi né l’amore né la felicità, nemmeno se il nostro partner fosse Gesù Cristo!

Per entrare nella sacralità del sesso occorre, innanzi tutto, essere disposti ad aprirsi totalmente all’altro, a tutti i livelli, senza inibizioni e senza paura di doversi difendere con la chiusura del cuore. 

Cercando di essere sempre più naturali e spontanei, quindi si può permettere all’apertura del cuore di chiamare il sacro fuoco che richiede poi tutto il nostro ascolto e tutta la nostra accoglienza per riuscire a procedere nel suo percorso.

Il secondo passo è riconoscere il divino che c’è nell’altro e far l’amore proprio con il suo aspetto illuminato e risvegliato. A tal fine immaginate il corpo del vostro partner completamente di luce, come un vero Dio.

Di fronte a voi avete la manifestazione della piena potenzialità illuminata del vostro compagno/a e quella abbracciate abbandonandovi totalmente.

 
Non vi devono interessare i difetti e le mancanze dell’altro ora, altrimenti è con l’energia di questi che vi unirete.

Richiamando la vera natura divina dell’altro, sarà con questa che farete l’amore e questa avrà il potere di formare quel circuito sacro che serve per innalzare le energie che altrimenti rimarrebbero a livello basso. 
Naturalmente anche voi dovete immaginarvi e sentirvi luminosi e risvegliati nel vostro aspetto divino! 

Per realizzare l’unione sacra è necessario che non abbiate paura di fondervi con l’altro fino a sparire.

È una resa dell’ego al divino di entrambi che è di fatto Uno: una sola Presenza d’Amore.

 
Devono venir coinvolti in seguito tutti i punti energetici, proprio partendo da quello sessuale, quindi il fuoco sacro dev’essere liberato – grazie al corretto atteggiamento interiore – da quel punto, per poi salire lungo gli altri chakra.

Vi sono ovviamente delle tecniche che aiutano a realizzare questo risveglio dell’energia, ma affinché siano efficaci occorre allenarsi prima a sviluppare gli atteggiamenti interiori sopra descritti.

 

La tecnica, senza lo stato di coscienza appropriato, può anche essere pericolosa e creare scompensi anziché aiutare. Ecco perché è così importante dedicare un lungo periodo di tempo a sviluppare e allenare insieme al partner l’apertura del cuore senza paura, l’abbandono presente e totale a livelli sempre più profondi, il riconoscimento del proprio aspetto divino e di quello dell’altro, la resa totale a quella divina Tenera Presenza che chiama gli amanti a Sé, proprio perché sono stati capaci di aprire gli stretti e miseri confini dell’Io fino a divenire Uno.

  (Carlotta Brucco)

http://www.nonsoloanima.tv/carlottabrucco/index.php?entry=entry120423-122814

 

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Pubblicato 13 giugno 2016 da sorriso47 in amore, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, beauty, beauty of Universe, bellezza, catene religiose, conoscenza, conoscenza di se stessi, corpo umano, corporeità umana, creazione, donna, earth, educazione, educazione sessuale, eros, erotismo, essere, estasi, etica sessuale, female sex, femmina, fratellanza, God Father, God Mother, Illuminazione..appassionata la spiritualità..del..Tantra.., l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, maschio, massaggio tantrico, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, messianesimo, Natura, nude, nudismo, orgasmo, orgasmo prolungato, Pace, passion, passione, pensatori, Peru, piacere, principio femminile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, salute, Salute e benessere, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, soul and body, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità tantra, Tantra, tantrismo, teologia, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, truth, Tutto è Uno, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, Verità, vita, yoni, yony

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Dopo la menopausa le donne fanno sesso? Certo che si!   Leave a comment


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“ho 52 anni suonati e sono in menopausa da due anni. Dopo un periodo di sei mesi dall’ultima mestruazione mi è passato il malumore, grazie a qualche integratore ho sistemato la chimica del mio corpo e poi mi sono detta che era un momento fantastico, per me. Finalmente l’altalena era finita, potevo godermi un tempo di grazia terrena. ho abbandonato la mia vecchia cerchia di amiche sposate, conviventi, comunque vecchie in testa, e ho frequentato un gruppo di persone con le quali condividevo interessi. Attorno a me si sono raggruppati uomini desiderosi di compiacermi, di qualunque età, e io che ho sempre amato fare sesso, l’ho vista come un’opportunità e non come un fastidio. Non indosso capi che mi ringiovaniscono. A malapena taglio i capelli e lascio lì il bianco di qualche ciuffo, e sono semplicemente io, con quello che ho, quello che sono. Venire a letto con me è gratificante per chi lo fa. È quello che mi hanno detto, e io ci credo perché godono sinceramente e mi cercano ancora e io a volte con difficoltà devo dire che se avessi in mente una relazione lo direi, ma ho solo voglia di godermi questo momento di libertà. Da qualche mese si è piazzato nella mia vita un uomo di 17 anni meno di me. Ci capiamo, siamo intellettualmente compatibili e sessualmente lo siamo ancora di più. se è vero che ci sono vecchi bacucchi che amano le adolescenti, è anche vero che c’è una giovane generazione di uomini e donne che se ne frega di simili stereotipi e segue solo l’istinto, l’olfatto e la pelle. Non so cosa farò adesso ma continuo a godermi il momento. Perciò si, credetemi, si può fare, e grazie al femminismo che mi ha insegnato ad essere libera. liberamente distante perfino dalle donne che sono tanto diverse da me.”

 

Dopo la menopausa le donne fanno sesso? Certo che si!

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Mi è capitato di leggere una nota di una donna cinquantenne che consigliava alle ragazze di non seguire l’idea di una uguaglianza perché tanto, ella dice, uguali non saremo mai. Dunque perché provare? Il prezzo che si paga, dice ancora, è la solitudine, perché i “maschi”, così indistintamente descritti, invece sarebbero pieni così di donne che gliela danno. Mi spiace che dica questo così come mi spiace per i commenti che tante donne hanno dedicato a giudizio del corpo della moglie di Hugh Jackman, quasi a confermare il fatto che solo un certo tipo di donne può aspirare ad una relazione con un bell’uomo. Poi ricordo di un altro articolo in cui una donna in menopausa spiega invece come quel periodo per lei sia in realtà magnifico per fare sesso.

Si potrebbe intanto dire che in quanto a sessualità donne e uomini sono diversi ma uguali. Hanno entrambi l’esigenza di fare sesso e l’insicurezza non aiuta nessuno dei due. Se non sei Sharon Stone non vuol dire nulla. La sessualità è fatta di odori, parole, chimica, alchimie e sintesi diverse. Se hai la panza molle e la cellulite, cosa che può capitarti anche se hai vent’anni, non cambia nulla. Sul serio. E dare addosso alle femministe, perché sarebbero responsabili dell’illusione in cui si è cullata la donna cinquantenne ora pentita di aver dato precedenza ad altro invece che a un uomo, è un po’ come prendersela con i genitori se ti hanno consigliato di essere indipendente economicamente, studiare e laurearti e trovare lavoro, invece che dipendere da un uomo o da chiunque. Quel che abbiamo imparato dalle lotte di chi ci ha preceduto, grazie alla loro esperienza e capacità di osservazione e analisi del reale, è che hanno ragione e se il mondo che tu incontri è ancora lievemente retrogrado di certo non è colpa di nessuno.

La responsabilità è di chi non accetta quello che sei, e questo può capitare in ogni caso, anche se hai trascorso la vita a fare la perfetta moglie e madre.

Ma poi, quanta disistima devi provare per gli uomini, in generale, per definirli così trogloditi e superficiali? Allora scorro l’altro articolo e leggo di questa donna che se la gode e che parla di tantissimi uomini che la desiderano per quel che è. Basta poco. Metti un annuncio che dice che vuoi fare sesso e arriveranno a frotte, di ogni età e grado di bellezza, se è quello che ti interessa. Perciò io dico che note come quella che parla alle ragazze alludendo al fatto che devono beccare l’uomo in giovane età perché altrimenti poi non ne trovano altri, secondo me non fanno che alimentare stereotipi sessisti e rafforzare stigmi che pesano su persone che di per se non sono preoccupate del fatto di non essere come Sharon Stone, ma sei tu che fai venire loro questo complesso.

C’è un post, su questo blog, di una ragazza, disabile, che tempo fa ci scrisse, dicendo che voleva fare sesso senza amore. Sesso e basta. Non era un appello e non voleva certo che noi facessimo da tramite. Il suo era uno sfogo, e tra le altre cose, da quel che sappiamo, ora ha trovato una persona con la quale fa sesso quando le pare. Non immaginate neppure quanti commenti e messaggi sono arrivati da parte di uomini che volevano solo soddisfarla e fare sesso con lei. Così, a scatola chiusa, senza averla vista. Solo per le sue parole che evidentemente hanno eccitato la fantasia di tanti.

La menopausa, poi, non è una malattia, per quanto esista chi la intende in quanto tale e vi siano donne che pensano di non dover più fare sesso perché non più riproduttive. La menopausa è si uno stato fisico ma non è detto che condizioni la vostra sessualità. Se poi la condiziona può anche darsi che lo farà in meglio. Non siete mestruate, non c’è pericolo che rimaniate incinta, e se conoscete la persona con cui fate sesso e sapete di non beccarvi alcuna malattia sessualmente trasmissibile potete finalmente godervi un rapporto in cui è più semplice ottenere un orgasmo insieme. Niente coito interrotto, niente complessi adolescenziali, tanta consapevolezza, capacità di ridere di se’ e dell’altr@ complicità, migliore esperienza per trovare intimità. Si può dire che si sono cinquantenni che sono corteggiatissime? Ci sono ventenni che ambiscono a una relazione con una donna adulta, perché a loro piace così. Ci sono uomini che non hanno alcun problema con il vostro corpo, i fianchi larghi, le cicatrici, la pancia, tutte le cose molli che amate nascondere anche quando state in spiaggia. A pancia in giù perché si veda meno la pancia, a pancia in su per non fare vedere il culo o le cosce. E che diamine. Il corpo è corpo e non è vietato invecchiare.

È un bisogno indotto anche quello di pensare che una donna debba essere come una teen ager per restare impressa nei ricordi, desideri, sulla pelle, di un uomo, o comunque di una persona che vi desidera. Ragionare per compartimenti stagni, le belle fanno sesso e le brutte no, significa imprigionare anche la mente e i desideri di tante ragazze giovanissime che non fanno sesso perché si vergognano del proprio corpo. In cerca di rassicurazione, confuse e dipendenti da ogni complimento che sporadicamente arriverà. Invece, sappiamo, per esperienza, che spesso, se non chiedi conferme, se sei sicura di te, nessuno si preoccuperà dei tuoi difetti fisici. L’armonia di un corpo non dipende affatto da quello che vi impone il modello estetico standard. A quarant’anni, con due figli e tanta fatica addosso, una amica intrattiene una relazione sessuale con un diciannovenne che è innamorato perso. A cinquant’anni il sesso può sembrare una chimera ma invece non lo è.

C’è quella che ha trovato la sua dimensione sessuale con una donna. Quell’altra che abbraccia finalmente un uomo che la soddisfa e che ha dieci anni in più. Quella che va in giro senza trucco, con le sopracciglia intatte e nessun intervento estetico e che ha un fascino tremendo perché è intelligente, ha un cervello che eccita terribilmente e i suoi corteggiatori fanno la fila per ottenere un po’ di attenzione da lei.

Ci sono quelle che effettivamente si trovano in difficoltà e trovano altre intimità, altre maniere per coniugare desideri e bisogni. C’è chi non può fare sesso o non ha un orgasmo perché ha dei problemi di salute e anche in quel caso trova un equilibrio grazie ad una relazione con chi se ne frega di queste categorie stagnanti. Il corpo è un mezzo di comunicazione e sei tu che decidi cosa comunicare. Se diventi respingente quel che sarà evidente è il rifiuto. Se sei serenamente a tuo agio è quell’agio che diventa una fonte di desiderio inestinguibile. Ma in ogni caso, lungi da me dispensare consigli, quel che scrivo deriva da singole esperienze e dunque è vero, può capitare.

 

KUNDALINI TANTRA- I SEGRETI DEL TANTRA YOGA- LA RICERCA DEL PIACERE   Leave a comment


I SEGRETI DEL TANTRA YOGA- LA RICERCA DEL PIACERE

nudo di donna spirale

Contrariamente a sesso sinonimo di pornografia, il Tantra ci mostra la possibilità di convogliare la sessualità ad un livello spirituale.
Niente di nuovo sotto il sole, in altri tempi ed altre culture, la sessualità non era repressa. Era anzi un potente mezzo di trasformazione spirituale e personale.
L’antica tradizione indiana come quella di altre culture, hanno sempre considerato l’energia sessuale come la fonte della vita stessa (non e’daltronde evidente ?).
In questi ” culti del sesso “, l’estasi sessuale era considerata come Divina e l’abilità nel ben fare all’amore, era diventata una scienza come anche un’arte.
Prolungando la durata del culmine dell’estasi sessuale, i pionieri dell’eros del passato, hanno scoperto che l’atto sessuale poteva essere utilizzato per esplorare differenti stati di coscienza, ma anche per approfondire l’intimità fra due amanti.
Questa galassia di momenti d’estasi, in cui le frontiere della realtà si dissolvono e in cui si diventa tuttuno con l’Altro ed il cosmo.
Ahime’, questi momenti sono generalmente troppo brevi. Il Tantra mira al massimo prolungamento di questo magico incastro che si sviluppa fra un uomo e una donna, partendo per la galassia dell’estasi sessuale.
Noi occidentali, non siamo mai stati allenati a sviluppare l’abilità necessaria ad estendere il breve istante dell’orgasmo in uno stato piu’duraturo e prolungato.
Come stiamo scoprendo, esistono delle tecniche specifiche, che sono state sviluppate per ottenere la maestria di questi stati.
Dopo essere stati repressi per piu’di mille anni, questi metodi sono stati recentemente riscoperti.
Il Tantra aiuta a facilitare l’accesso a questi meravigliosi strumenti di pace, d’amore e di trasformazione, a tutti quelli che sono pronti a utilizzarli.
Lo sviluppo di queste tecniche amatorie è uno dei metodi piu’appropriati per la formazione e l’esplorazione umana, mentre ci inoltriamo nell’incertezza di questo nuovo millennio.
L’amore e la sessualita’non distruggono l’abitat come fanno altre forme di divertimento e non inducono certamente né ad aggressione, violenza o guerre.
In questi tempi di divorzi e di terribili malattie trasmesse sessualmente, abbiamo bisogno di creare dei legami che siano molto piu’forti e duraturi.
Il Tantra spiana la via.
In questo pazzo mondo abbiamo insegnanti di Karaté,Kung-Fu, Box, ecc.
Possiamo facilmente apprendere a distruggere e ad uccidere il nostro prossimo. Le scuole ed i professori non mancano: arti marziali, esercito, ecc.
In questo mondo violento, i bambini possono vedere in TV la gente massacrarsi, scannarsi, uccidersi, e quasi nessuno vi trova qualcosa da ridire.
Al contrario, vedere una coppia che fà l’amore allo schermo no! questo i bambini non devono saperlo… Poi la gente si domanda perché questo mondo è violento?..
Chi, dunque, insegna a dare piacere? Questo scritto si propone di contribuire a colmare questa lacuna.

Nato in India da piu’millenni,il Tantra è sia una religione che un arte di vivere, basata sul rispetto e la comprensione dell’Altro. Imperniato sull’utilizzo dell’energia sessuale, viene praticato soprattutto nell’India meridionale ed in Tibet.
Il Tantra rivela la dimensione nascosta e sacra dell’unione sessuale, che malgrado il suo aspetto ordinario, diventa una fantastica meditazione a due.
Il Tantra ricolloca al suo giusto posto la Donna, la cui posizione sociale è stata completamente stravolta dal nostro mondo di uomini, fatto dagli uomini per gli uomini.
In questo stupido mondo, un tipo che ha molte avventure è considerato come un “cuccatore” e può vantarsene. Se la donna si comporta similmente è una puttana e dovrebbe vergognarsi… Questo mi fa andare su tutte le furie!
Movimento per la Liberazione delle Donne, dove siete? Comunque, dal punto di vista dell’erotismo, la Shakti è campionessa in tutte le categorie.

Il Tantra utilizza l’energia sessuale per fini spirituali o terapeutici. Questa è la ragione per cui questa conoscenza è stata perduta o distrutta.
La responsabilita’è della rude influenza degli inglesi, alleati al Brahamanesimo piu’duro e puro, durante la loro occupazione dell’India.
Numerosi testi e paragrafi sono stati soppressi nelle edizioni moderne. Senza vergogna i moralisti pudibondi hanno purgato i testi yogici originali, giustificandone la censura con il pretesto che gli scritti erano scioccanti!
Al momento non esistono piu’libri che trattino queste tecniche, che sono comunque ancora praticate in numerose zone dell’India del sud. I soli testi restanti non trattano che l’aspetto spirituale del Tantra.
L’energia che gli Indu chiamano KUNDALINI, è generata dal sistema nervoso, principalmente nella colonna vertebrale. Questa energia è innescata dalla semplice eccitazione sessuale.
Uno dei principi di base del Tantra, consiste nell’apprendere a generare questa energia, a visualizzarla e a controllarla, al fine di poterla utilizzare.
Si arriva ben piu’in alto in dieci minuti di meditazione Tantrica che in un ora di meditazione ordinaria, ma il sommo di questa tecnica resta comunque il suo lato sessuale.
Il Tantra è il veicolo per accedere all’orgasmo Tantrico, in pratica un orgasmo molto prolungato.
Orgasmi di una ora e piu’sono tra le pratiche correnti. E’una esperienza piu’forte di qualsiasi altra droga e si puo’facilmente compararla ad una droga naturale.
In questa epoca in cui tutti cercano di drogarsi in un modo o nell’altro (alcohol, cibo, fumo ecc.) è bene sapere che esiste un mezzo per “sballare” naturalmente, senza effetti secondari e che non pregiudica la salute.
Non dimenticare: il Tantra e il veicolo, non la destinazione…..

Contiene:

Il Tantra Yoga
Il famoso punto “G”
I muscoli del piacere
Autostimolazione per la Donna
Esercizi per la Shakti
Autostimolazione per l’uomo Esercizi per lo Shiva
Vajroli: controllo dell’eiaculazione La Maìtuna (Tantra a due)
YONI massaggio
L’orgasmo Tantrico della Donna
Lingham massaggio
L’orgasmo Tantrico dell l’uomo
Il Coito
Ancora piu’ in alto !
Conclusione

 
Conclusione:
Come potete giudicare dalla lettura di questo fascicolo, il Tantra è veramente una fantastica galassia per coloro che amano l’amore e vogliono raggiungere nuovi picchi.
E’ veramente rivoluzionario anche se queste tecniche hanno già più millenni. . . !!!
Il Tantra può risolvere problemi tali quali la frigidità, l’impotenza e l’eiaculazione precoce.
Oltretutto permette alle coppie che già funzionano bene sessualmente di accedere ad una dimensione del tutto nuova e insospettata dell’erotismo e romperà la monotonia sessuale di certe vecchie coppie.
In breve, il Tantra può realmente rivoluzionare la vostra esistenza…
E’ la via regale verso l’estasi. Ciascuno vi troverà beneficio, single o meno, poichè nelle prime tappe del Tantra, i primi esercizi si fanno da soli.
Queste tecniche sviluppano talmente la sensualità che l’aura ne risentirà fortemente e i single non resteranno tali ancora per molto…
Il Tantra non comporta praticamente alcuna controindicazione.
Solo in casi di deficenze cardiache serie (come nel caso di attacchi recenti)o di malattie gravi, possono impedirne, almeno momentaneamente, la pratica.
Il Tantra è accessibile alle persone di qualsiasi età. Non comporta effetti secondari.
Al contrario, i benefici che procura sono immensi. Allevia da diversi stati di malanimo, stress, tensione, emicrania, insonnia e ridà vitalità, energia e gioia di vivere.
Gli esercizi regolari per rinforzare i muscoli pubococcigei sono estremamente benefici per la prostata ed evitano delle future noie in vecchiaia (50% degli uomini ha problemi alla prostata…).
Per le donne la pratica del Tantra, essendo tonico per il sistema ormonale, eviterà loro l’osteoporosi, che chiaramente dipende dagli ormoni.
Uno degli effetti più meravigliosi è senza dubbio l’avvicinare in modo spettacolare le coppie che lo praticano.
Il Tantra vi farà conoscere delle delizie e delle ore di piacere insospettabili. Perchè accontentarsi di qualche secondo di godimento quando un’ estasi prolungata è a vostra portata?
A meno che non siate uno di quei fissati che parla di “dovere coniugale” (da dove esce questa orribile espressione?), fate l’amore per il piacere, no? E allora, perchè non… MEGLIO?
La sola cosa che conta è di mettersi al lavoro. O piuttosto, di mettersi al piacere…
Visto che il Tantra è tutto fuorchè un lavoro.
E’ una delle esperienze più piacevoli e che più arricchisce che possiate fare per il vostro benessere.
Ore di piacere intenso vi aspettano… Non aspettate!
Enjoy yourself. . . !
Sleemy

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KUNDALINI TANTRA  di Swami Satyananda Saraswati, edizioni Satyananda Ashram Italia 1984

Le figure mitologiche di Shiva e Shakti per simboleggiare vama marga

La scienza del Tantra ha due rami principali conosciuti come vama marga e dakshina marga.
Vama marga è la via di sinistra, che combina la vita sessuale con le pratiche yogiche allo scopo di far esplodere i centri di energia dormiente.
Dakshina marga è la via di destra delle pratiche yogiche, senza attività sessuale.
Le denominazioni di via di destra o di sinistra non hanno alcuna valenza politica o ideologica.
La vita sessuale ha sempre rappresentato un problema per l’umanità.
Sin dalle origini della storia l’energia primaria è stata fraintesa.
I maestri di religione e i moralisti l’hanno denunciata.
Ma, nonostante ciò, la vita sessuale è continuata, non perché l’uomo la rispetti, ma perché ne ha bisogno.
Può capitare che vi rinunci, ma non può sradicarla dalla sua mente perché è uno dei bisogni più potenti.
Nel contesto dello Yoga e del Tantra, la definizione comune della vita sessuale non riveste alcuna importanza, perché errata ed assolutamente non scientifica.
La definizione comune della vita sessuale ha creato una società di ipocriti, ed ha portato migliaia di giovani all’ospedale psichiatrico.
Quando desiderate qualcosa che pensate sia male, sorgono in voi ogni genere di sensi di colpa.
Questo è l’inizio della schizofrenia e, in una ceerta misura, tutti noi siamo schizofrenici.
Perciò gli yogi hanno cercato di dare una direzione corretta allo stimolo sessuale.
Lo yoga non interferisce con la vita sessuale.
La vita sessuale normale non è né spirituale né aspirituale.
Ma se praticate yoga e ne perfezionate alcune tecniche, allora la vita sessuale diviene spirituale.
E, se la vostra è una vita di celibato, anche questa è spirituale.
Una volta, a causa delle barriere poste alla vita sessuale, la via che veniva seguita maggiormente era dakshina marga. Oggi, però, quelle barriere sono state rapidamente abbattute, e la via che viene cercata dovunque è vama marga, che utilizza la vita sessuale per lo sviluppo spirituale.

Secondo il Tantra, la vita sessuale ha un triplice scopo. Alcuni la praticano per la procreazione, altri per il piacere, ma lo yogi tantrico la pratica per il samadhi.
Egli non vede alcuna negatività nella vita sessuale, infatti la pratica come parte del suo sadhana. Ma allo stesso tempo sa che per i fini spirituali l’esperienza deve essere mantenuta. Ordinariamente questa esperienza viene perduta prima che si riesca ad approfondirla. Perfezionando alcune tecniche, comunque, tale esperienza può continuare anche nel corso della vita quotidiana. Allora i centri silenti del cervello vengono risvegliati ed iniziano a funzionare ininterrottamente.

unione di shiva e shakti

Dal punto di vista di vama marga è possibile risvegliare l’energia della kundalini attraverso l’atto sessuale tra uomo e donna.
Il principio di base di questo concetto segue le stesse linee di sviluppo dei processi di fissione e fusione descritti nella fisica moderna.

L’uomo e la donna rappresentano l’energia positiva e negativa. Sul piano mentale rappresentano il tempo e lo spazio. Comunemente queste due forze stanno ai poli opposti. Durante l’atto sessuale, invece, escono dalla posizione di polarità e si muovono verso il centro. Quando si incontrano nel nucleo o punto centrale, avviene una esplosione e la materia inizia a manifestarsi. Questo è il tema centrale dell’iniziazione tantrica.
L’evento naturale che avviene tra uomo e donna è considerato come l’esplosione del centro di energia.
In ogni aspetto della vita l’unione tra i poli negativo e positivo è responsabile della creazione.
Allo stesso tempo, l’unione trai poli positivo e negativo è anche responsabile dell’illuminazione, e l’esperienza che ha luogo al momento dell’unione è uno spiraglio dell’esperienza superiore.
Questo tema è stato ampiamente discusso in tutte le antiche scritture del Tantra.
In realtà, ancora più importante delle onde di energia che vengono generate nel corso dell’unione a due, è il procedimento del dirigere quell’energia ai centri superiori.
Tutti sanno come questa energia viene generata, ma nessuno sa come dirigerla ai centri superiori.
Infati pochissime persone hanno una comprensione completa e positiva di questo evento naturale di cui quasi tutti al mondo fanno esperienza.
Se l’esperienza sessuale, che generalmente è molto breve, potesse essere prolungata per un certo periodo di tempo, allora avrebbe luogo l’esperienza dell’illuminazione.
Gli elementi che vengono uniti nel corso di questo procedimento di unione vengono conosciuti come Shiva e Shakti.
Shiva rappresenta purusha, o coscienza, e Shakti rappresenta prakriti, o energia.
Shakti, in forme diverse, è presente in tutta la creazione.
Sia l’energia materiale che quella spirituale sono conosciute come Shakti.
Quando l’energia si muove verso l’esterno è energia materiale e quando è diretta verso l’alto è spirituale.
Quindi, quando l’unione tra uomo e donna viene praticata nel modo corretto ha un’influenza estremamente positiva sullo sviluppo della consapevolezza spirituale.

immagine simboleggiante il concetto di bindu

Bindu significa punto o goccia.
Nel Tantra bindu è considerato il nucleo o il luogo ove risiede la materia, il punto dal quale tutta la creazione diviene manifesta.
In effetti, l’origine di bindu è nei centri superiori del cervello.
Ma a causa dello svilupparsi delle emozioni e delle passioni, bindu discende nella regione più bassa dove viene trasformato nello sperma e negli ovuli.

Ad un livello superiore, bindu è un punto.
Ad un livello inferiore è una goccia di liquido che esce con l’orgasmo maschile e femminile.
Secondo il Tantra, preservare bindu è assolutamente necessario per due motivi:

Primo, perché il processo di rigenerazione può svolgersi solamente con l’aiuto di bindu.
Secondo, perché tutte le esperienze spirituali avvengono quando ha luogo un’esplosione di bindu.
Questa esplosione può risultare nella creazione di un pensiero o di qualsiasi altra cosa.
Perciò, nel Tantra vengono raccomandate alcune pratiche al partner maschile per fermare l’eiaculazione e trattenere bindu.
Secondo il Tantra, l’eiaculazione non dovrebbe avvenire.
Si dovrebbe imparare a fermarla.
Per questo scopo il partner maschile dovrebbe perfezionare le pratiche di vajroli mudra, di mula bandha e di uddiyana bandha.
Una volta che questi tre kriya sono stati perfezionati, si riesce a fermare completamente l’eiaculazione, in qualsiasi momento dell’esperienza.
L’atto sessuale culmina con una esperienza particolare che viene raggiunta solamente nel momento dell’esplosione dell’energia.
Se l’esplosione non avviene, l’esperienza non può avere luogo.
Ma questa esperienza deve essere resa duratura, cioè deve essere mantenuta nel tempo, in modo che il livello di energia rimanga elevato.
Quando il livello di energia cade, avviene l’eiaculazione.
Perciò l’eiaculazione è evitata non tanto per preservare il seme, ma perché è causa di depressione nel livello di energia.
Per far muovere questa energia verso l’alto, lungo la colonna vertebrale, si devono perfezionare alcuni kriya dell’hatha yoga.
L’esperienza che avviene in concomitanza con l’energia deve essere elevata ai centri superiori.
È possibile fare questo solamente se si riesce a prolungare e mantenere questa esperienza.
Finché l’esperienza prosegue, potete dirigerla verso i centri superiori.
Ma non appena il livello di energia subisce una depressione, inevitabilmente vi sarà l’eiaculazione.
L’eiaculazione abbassa la temperatura del corpo e, allo stesso tempo, il sistema nervoso subisce una depressione.
Quando i sistemi nervosi simpatico e parasimpatico subiscono una depressione influenzano anche il cervello.
Ecco perché molte persone hanno problemi di ordine mentale.
Quando riuscite a trattenere il seme senza eiaculazione, l’energia del sistema nervoso e la temperatura del corpo rimarranno inalterati.
Allo stesso tempo, vi sentite liberi da ogni senso di perdita, di depressione, di frustrazione e di colpa.
La ritenzione aiuterà anche ad aumentare la frequenza della vita sessuale, cosa positiva per ambedue i partner.
L’atto sessuale non deve creare debolezze e dissipare energia, al contrario, può divenire un mezzo per far esplodere l’energia.
Perciò non si dovrebbe sottovalutare il valore della ritenzione di bindu.
Nell’hatha yoga vi sono delle pratiche che devono essere perfezionate a questo scopo.
Dovreste iniziare con asana tipo paschimottanasana, shalabhasana, vajrasana, supta vajrasana e siddhasana.
Queste sono benefiche perché generano una contrazione sistematica nei centri inferiori.
Anche sirshasana è molto importante perché serve a ventilare il cervello in modo che tutte le esperienze divengano proficue.
Una volta perfezionate queste posizioni, shambhavi mudra dovrà essere perfezionato per mantenere la concentrazione stabile in bhrumadhya.
Poi si deve praticare vajroli mudra assieme a mula bandha e uddiyana bandha in kumbhaka.
La pratica di kumbhaka è necessaria mentre si ritiene l’eiaculazione.
La ritenzione del respiro e di bindu vanno assieme.
La perdita di kumbhaka corrisponde alla perdita di bindu e perdita di bindu è perdita di kumbhaka.
Durante kumbhaka, mentre mantenete l’esperienza, dovreste riuscire a dirigerla verso i centri superiori.
Se riuscite a creare un archetipo di questa esperienza, magari nella forma di un serpente o di una linea luminosa, allora il risultato sarà fantastico.
Perciò, nella vita spirituale, bindu deve essere preservato ad ogni costo.

Shakti, Divina Madre, il guru tantrico è donna

Nel corpo femminile, il punto di concentrazione è in muladhara chakra, che è situato nella cervice, dietro il collo dell’utero.
Questo è il punto dove, nella donna, spazio e tempo si uniscono ed esplodono nella forma di un’esperienza.
Questa esperienza è conosciuta come orgasmo nel linguaggio normale, ma nel linguaggio del Tantra è chiamato risveglio.
Allo scopo di preservare la continuità di questa esperienza, è necessario un accumulo di energia in quel particolare bindu o punto.

Di solito ciò non accade perché l’esplosione di energia si disperde nel corpo per mezzo del sesso.
Per evitare ciò, la donna deve avere la capacità di mantenere la mente in assoluta concentrazione su un punto particolare.
Per ottenere questo, la pratica indicata è sahajoli.
In effetti sahajoli è la concentrazione su bindu, ma questo è molto difficile.
Quindi, la pratica di sahajoli, che consiste nella contrazione dei muscoli vaginali e uterini, dovrebbe essere praticata per un lungo periodo di tempo.
Se alle ragazze viene insegnato uddiyana bandha in giovane età, col tempo saranno in grado di perfezionare sahajoli in modo del tutto naturale.

Uddiyana bandha viene sempre praticato durante la ritenzione a polmoni vuoti (bahya o bahiranga kumbaka).
È importante riuscire ad eseguire questa pratica in qualsiasi posizione.
Di solito si pratica in siddha yoni asana, ma si dovrebbe riuscire a praticarlo anche in vajrasana o nella posizione del corvo.
Quando praticate uddiyana bandha, gli altri due bandha, jalandhara e mula bandha, avvengono spontaneamente.
Anni di questa pratica creeranno una buona capacità di concentrazione sul punto corretto del corpo.
Questa concentrazione è più di natura mentale, ma, allo stesso tempo, poiché non è possibile farla mentalmente, la si fa da un punto di vista fisico.
Se una donna riesce a concentrarsi e a mantenere la continuità dell’esperienza, può risvegliare la sua energia ad un livello superiore.
Secondo il Tantra, vi sono due piani nell’esperienza dell’orgasmo.
Uno è il piano grossolano, che è l’esperienza ordinaria dell’orgasmo per la maggior parte delle donne, percepita a livello nervoso, l’altro è il piano sottile, percepito in muladhara chakra.
Quando sahajoli viene praticato durante maithuna (l’atto sessuale, il coito), muladhara chakra si risveglia ed avviene l’orgasmo spirituale o tantrico.
Quando la donna yogi può praticare sahajoli da cinque a quindici minuti, allora può mantenere l’orgasmo tantrico per lo stesso periodo di tempo.
Trattenendo questa esperienza, il flusso dell’energia viene invertito.
La circolazione del sangue e le forze simpatiche/parasimpatiche salgono.
A questo punto la donna trascende la coscienza normale e vede la luce.
È così che entra nello stato profondo di dhyana.
Se la donna non sa praticare sahajoli non riuscirà a trattenere gli impulsi necessari per l’orgasmo tantrico e di conseguenza avrà un orgasmo nervoso che è di breve durata ed è seguito da insoddisfazione e sfinimento.
Questo è spesso la causa della depressione della donna.
Perciò sahajoli è una pratica estremamente importante per le donne.
In uddiyana, nauli, naukasana, vajrasana e siddha yoni asana, sahajoli ha luogo naturalmente.
Anche la pratica di amaroli è molto importante per le donne sposate.
La parola amaroli significa immortale e praticandola ci s i libera da molte malattie.
La pratica di amaroli per un lungo periodo di tempo produce anche un ormone importante conosciuto con il nome di prostaglandina che distrugge gli ovuli e agisce da contraccettivo.
(Altre fonti sulle prostaglandine: http://www.xapedia .it)

Vama marga: il guru tantrico è la donna

Shakti, Divina Madre, il guru tantrico è donna

Proprio come nello schema della creazione Shakti è la creatrice e Shiva è il testimone dell’intero gioco, così nel Tantra la donna riveste il ruolo di guru e l’uomo quello di discepolo.
La tradizione tantrica, in effetti, viene tramandata all’uomo dalla donna.
Nella pratica tantrica la donna è l’iniziatrice.
È solo per mezzo del suo potere che ha luogo l’atto di maithuna.
Tutti i preliminari sono compiuti da lei.
Lei pone il segno sulla fronte dell’uomo e lo istruisce su dove meditare.
Nell’atto sessuale ordinario, l’uomo assume il ruolo di aggressore e la donna ne è partecipe.
Ma nel Tantra i ruoli si invertono.
La donna diviene l’operatore e l’uomo il suo medium.
Lei deve essere in grado di risvegliarlo.
Poi, al momento giusto, lei deve creare bindu, così che lui possa praticare vajroli.
Se l’uomo perde il suo bindu, significa che la donna non è riuscita a svolgere i suoi compiti correttamente.
Nel Tantra si dice che Shiva è incapace senza Shakti.
Shakti è la sacerdotessa.
Perciò, quando si pratica Vama Marga, l’uomo deve avere una attitudine assolutamente tantrica nei confronti della donna.
Non può comportarsi con lei come fanno di solito gli uomini con le altre donne.
Generalmente, quando un uomo guarda una donna, si sente invadere dalla passione, ma questo non dovrebbe accadere durante maithuna.
Egli dovrebbe vederla come la Madre Divina, Devi, ed avvicinarsi a lei con una disposizione d’animo di devozione e arrendevolezza, non con bramosìa.
Secondo la concezione tantrica, le donne sono più dotate di qualità spirituali e sarebbe cosa saggia se fosse loro concesso di assumere posizioni più elevate nella società.
Allora, in tutte le sfere della vita, vi sarebbe più bellezza, più compassione, più amore e comprensione.
Quello che stiamo trattando qui non è un confronto tra la società patriarcale e quella matriarcale, ma il Tantra, e in particolare il Tantra della Mano Sinistra.

Per approfondimenti: The Hindu Goddess Shakti (in inglese)

I chakra nell'uomo

Ogni forma di vita è in evoluzione e l’uomo non fa eccezione: l’evoluzione umana, alla quale siamo sottoposti sia come individui che come specie, è un viaggio attraverso i vari chakra.

Muladhara è il chakra fondamentale e basilare da cui comincia la nostra evoluzione e sahasrara è il chakra dove si completa l’evoluzione.
Mentre ci evolviamo verso sahasrara, nel corso della nostra vita si presentano delle esperienze esteriori, e man mano che differenti capacità e centri nel sistema nervoso si risvegliano progressivamente, le esperienze interiori giungono attraverso la meditazione.
Questo avviene perché l’energia scorre con potenziali e frequenze differenti attraverso le nadi del corpo sottile.
Muladhara è il primo centro nell’incarnazione sotto forma umana, ma è anche il chakra più elevato che gli animali hanno la possibilità di risvegliare.
Per gli animali, muladhara è il chakra più elevato, come sahasrara lo è per noi umani.
I chakra superiori a muladhara non sono presenti nella fisiologia psichica degli animali, e il loro sistema nervoso riflette questa relativa deficienza.
Al di sotto di muladhara vi sono altri chakra che rappresentano l’evoluzione del regno animale.
Essi sono in relazione solo alla coscienza sensoriale e non alla consapevolezza mentale.
Quando la vostra coscienza si stava evolvendo attraverso questi chakra, la vostra mente era associata solamente alla coscienza sensoriale.
Non c’era consapevolezza individuale, non c’era l’ego, esso è cominciato da muladhara.
Questi centri inferiori non funzionano più in noi perché li abbiamo trascesi.
Nel corpo animale questi chakra inferiori sono situati negli arti e così anche le nadi.
Le nadi hanno il loro punto di confluenza in muladhara chakra così come le nadi nel corpo umano confluiscono in agya chakra.
I nomi dei chakra inferiori sono: atala, vitala, sutala, talatala, rasatala, mahatala e il più basso è patala.
Così come muladhara è il chakra più basso nel corpo umano, patala è il più basso nel corpo animale.
Questa è la dimensione che rappresenta la totale oscurità dove la natura e la materia sono completamente dormienti e statiche.
Dopo sahasrara ci sono altri chakra che rappresentano la coscienza divina superiore.
Così muladhara chakra è il più alto nell’evoluzione animale, e il primo nell’evoluzione umana.
Sahasrara è il più alto nell’evoluzione umana ed è il primo gradino nell’evoluzione divina superiore.
Man mano che studiamo di più riguardo ai chakra, arriveremo a capire che la kundalini in effetti controlla ogni situazione della vita, essendo i chakra e le nadi soltanto gli strumenti attraverso cui prana shakti e, in definitiva, kundalini shakti, opera.
La kundalini shakti, passando attraverso gli stadi animali della nostra evoluzione, ha influenzato l’intera specie con avidya o ignoranza metafisica.
A causa di questa influenza, il regno animale è stato costretto a seguire la via del mangiare, dormire, aver paura ed accoppiarsi.
Questo rappresenta la fase tamasica dell’evoluzione.
Da muladhara in avanti si passa attraverso la fase rajasica e da sahasrara in avanti si entra in quella sattvica.

EVOLUZIONE SPONTANEA E AUTOGENERATA
Fino a muladhara chakra l’evoluzione procede automaticamente.
Gli animali non devono praticare pranayama e japa yoga.
Essi non devono trovare un guru, prendere sannyasa e diventare discepoli.
Essi non devono fare nulla e possono mangiare tutto quello che vogliono.
La natura li controlla completamente.
Poiché non pensano, la natura è benevolmente responsabile di ogni fase della loro evoluzione.
Comunque, quando la kundalini raggiunge muladhara chakra, l’evoluzione non è più spontanea dato che gli esseri umani non sono completamente soggetti alle leggi della natura.
Per esempio, gli animali si accoppiano solamente in una particolare stagione.
In altre stagioni, anche se vivono insieme, non desiderano farlo.
Ma poiché l’uomo è libero dalle leggi della natura, può accoppiarsi quando vuole.
L’uomo ha la consapevolezza del tempo e dello spazio ed ha un ego.
Egli può pensare, può sapere che sta pensando e può sapere che sa che sta pensando.
Questo dipende dall’evoluzione dell’ego.
Se non c’è l’ego, non c’è duplice consapevolezza.
Gli animali non hanno duplice consapevolezza.
Se un cane insegue un altro cane, è sotto l’impulso della natura, ma non sa che sta rincorrendo e l’altro cane non sa che sta scappando, ma lo fa perché l’istinto lo spinge a farlo.
Così, l’uomo possiede una più alta consapevolezza e, possedendola, deve lavorare verso la sua evoluzione.
Ecco perché si dice che la kundalini sta dormendo in muladhara chakra.
Essa non può progredire oltre a meno che non la si spinga con la propria volontà.

evoluzione

Scoprire il proprio punto di evoluzione

Quando la shakti si risveglia improvvisamente in muladhara non può risalire immediatamente.
Essa può risvegliarsi e riaddormentarsi molte volte.
Sapete come sono i bambini al mattino: dovete svegliarli parecchie volte perché continuano a riaddormentarsi.
La kundalini agisce allo stesso modo.
Qualche volta sale anche fino a swadhisthana e manipura, e poi ritorna a muladhara per riaddormentarsi.
Comunque, una volta che la shakti arriva oltre muladhara chakra, non torna più indietro.
Il ristagno in un chakra avviene soltanto quando vi è un’ostruzione in sushumna o in uno dei chakra.
La kundalini può rimanere in un chakra per molti anni e perfino per tutta la vita.
Qualche volta, quando la kundalini rimane bloccata in un chakra durante la sua ascesa, potreste iniziare ad esibire dei siddhi o poteri psichici associati a quel chakra.
Inoltre potreste non avere autocontrollo e comprensione del fatto che siete solamente lungo il cammino.
Quando una persona ottiene dei siddhi, sempre che sia consapevole che li abbia ottenuti, è tentata di esibirli.
Può pensare che li sta usando per il bene dell’umanità, ma questo non fa che alimentare l’ego e la avvolge nel denso velo di maya o ignoranza, impedendole una ulteriore evoluzione.
Se una persona sta manifestando dei siddhi, può presumere di essersi evoluta fino al chakra associato a quei siddhi.
Generalmente i siddhi non si manifestano quando la kundalini passa rapidamente attraverso tutti i chakra e se questo accade, non permangono a lungo.
Per qualche giorno potreste essere capaci di leggere i pensieri degli altri, ma poi questa capacità si spegne.
Per qualche giorno potreste essere capaci di guarire, ma anche questo passerà.
I poteri psichici permangono solo quando la kundalini è bloccata in un chakra.
Naturalmente qualcuno dei nostri chakra inferiori potrebbe già essere funzionante senza che noi lo sappiamo.
Ognuno di noi si trova ad un determinato grado dell’evoluzione e quindi può non essere necessario far partire il processo del risveglio da muladhara.
Diciamo che la kundalini è in muladhara per rendere più chiaro il concetto globale, ma grazie al progresso ottenuto nelle vite precedenti o al sadhana che vostro padre o vostra madre possono aver fatto, può essere possibile che alla vostra nascita la kundalini fosse in manipura.
In questo caso l’ascesa dovrebbe aver luogo da quel punto.
Comunque, come non potete ricordare le vostre vite precedenti, così avete dimenticato la posizione della vostra kundalini.
Ecco perché il guru insegna che essa è addormentata in muladhara.
Essa potrebbe essere in anahata, ma il guru vi dirà sempre che è in muladhara e vi farà fare delle pratiche da muladhara.
Potreste non avere alcuna esperienza della kundalini in quel punto, potreste andare in swadhisthana o manipura e non avere alcuna esperienza neanche lì.
Ma nel momento in cui andate in anahata, improvvisamente inizierete ad avere delle esperienze.

Trovare il punto di evoluzione

Così, prima di cominciare le pratiche di kundalini yoga, dovrete cercare di trovare da quale punto la vostra ascesa possa effettivamente iniziare.
Per fare questo, il metodo migliore è concentrarsi ogni giorno in muladhara da 15 a 30 minuti.
Poi su swadhisthana per 15 giorni, manipura per 15 giorni e così via fino a sahasrara.
Scoprirete presto il vostro punto di evoluzione.
Qualcuno troverà più facile concentrarsi in anahata chakra, così è probabile che quello sia il suo punto.
Altri troveranno agya chakra molto potente e attraente per loro, e altre persone troveranno più semplice dirigere l’attenzione su muladhara, mentre sembrerà loro impossibile localizzare i chakra più alti.
Alla fine sarete in grado di decidere quale sia il vostro chakra più sensibile e sarete pronti per lo stadio successivo, il risveglio.
Comunque, c’è un punto importante da aggiungere.
Anche se un chakra superiore si è per caso risvegliato, dovete cercare di risvegliare anche i chakra più bassi.
Lo scopo del risveglio della kundalini e della sua ascesa attraverso tutti i chakra è il risveglio dei chakra stessi e delle loro aree corrispondenti nel cervello.
Quindi, per risvegliare l’intero cervello, tutti i chakra devono essere risvegliati.

Il risveglio dei chakra

Il risveglio dei chakra è un evento importantissimo nell’evoluzione umana.
Non dovrebbe essere scambiato per misticismo o per occultismo, perché con il risveglio dei chakra la nostra coscienza e la nostra mente subiscono dei cambiamenti.
Questi cambiamenti hanno una rilevanza ed una relazione significativa con la nostra vita di tutti i giorni.

Con il nostro ordinario stato mentale non possiamo gestire tutti gli aspetti della vita.
Le nostre emozioni e i rapporti con le altre persone sono in relazione con il nostro stato mentale, per cui le nostre sofferenze, angosce, frustrazioni non sono dovute tanto alle circostanze della vita ma piuttosto alle risposte della nostra mente.
Quindi lo scopo del risveglio dei chakra, di sushumna e della kundalini dovrebbe essere in relazione con la nostra vita quotidiana.
Migliaia di persone sono nate con la kundalini e i chakra risvegliati e queste persone hanno la capacità di influenzare anche il mondo esterno in maniera sottile ma determinante.
Vi sono molti bambini nati con i chakra e la kundalini risvegliati e che, man mano che crescono, ne rivelano le diverse manifestazioni.
Tuttavia, le società in cui viviamo, basate sul concetto del possesso di ricchezze materiali, inducono a considerare queste manifestazioni come anormali, e coloro che le rivelano vengono sottoposti ad esami e trattamenti psicoanalitici e psicologici.
Non è considerato anormale se subite conflitti personali in relazione ad avvenimenti familiari o di lavoro, ma nel momento in cui la vostra mente e la vostra coscienza si espandono, voi diventate più attenti e sensibili a tutto quello che accade nella vostra mente, nella vostra famiglia, fra colleghi, nella società e nella nazione e non potete ignorare neanche le più piccole cose della vita.
Questo avrà conseguenze con la vostra condotta, che non sarà più consona con l’ordinaria condotta dell’uomo moderno, che deve produrre, arricchirsi, dominare, essere vincente, sempre ed a qualunque costo.
La vostra condotta non sarà considerata normale dalle persone comuni, ma essa è una conseguenza naturale del risveglio delle vostre potenzialità.
La consapevolezza diviene molto ricettiva perché cambiano le frequenze della mente e di tutto il vostro essere.

La manifestazione di qualità superiori

Ogni forma, ogni suono e ogni colore hanno una certa frequenza.
Anche i pensieri hanno una frequenza di vibrazione.
Perché non dovreste dire bugie?
Può darsi che pensiate che non ci sia niente di male nel farlo se vi servono per guadagnare soldi, governare una nazione o sopprimere qualcuno.
Tutto dipende dalla frequenza dei vostri pensieri, cioè della vostra coscienza.
Ad una più bassa frequenza di consapevolezza, direte che non c’è niente di male nel mentire, ma quando la frequenza si eleva, la mente opera ad un differente livello e non potrete più accettare tutto questo.
Una volta il Signore Buddha accompagnò il suo cugino Devadatta ad una battuta di caccia.
Quando Devadatta scagliò una freccia colpendo un uccello che cadde ferito, Buddha sentì il dolore dell’uccello e si precipitò immediatamente a soccorrerlo, mentre invece Devadatta non sentiva il dolore esterno a lui ed era invece molto compiaciuto di sé stesso per aver centrato il bersaglio.
La coscienza di Buddha aveva raggiunto una vibrazione di frequenza più elevata e il risultato di questo fu la sensibilità verso il dolore delll’uccello che lo spinse ad agire con compassione.
Le qualità più elevate di una persona, quali l’amore e la compassione sono espressione di una mente influenzata dai chakra che vibrano a frequenzxe più elevate.
Quando i chakra vengono risvegliati, la mente cambia automaticamente.
Cambiano anche i valori della vita, ovvero cambiano le cose a cui diamo importanza, ma comunque la qualità delle nostre relazioni migliora immensamente, mettendovi in grado di reagire alle circostanze della vita in maniera più autentica, in modo che qualsiasi circostanza della vita, anche la più dolorosa, possa comunque lasciare in noi un senso di compiutezza.

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