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Le varie specie della materia..un’interessante scoperta scientifica   1 comment


La Feconda Concezione

Pubblicato il 31 dic 2013

Sta sorgendo una nuova concezione dell’Uomo e dell’Universo. Promossa da grandi saggi quali Giordano Bruno, è la feconda concezione che ci libera dalla tirannia a cui crede tutta la “conoscenza”: quella del tempo lineare unico. Credendo nel “tiranno” crediamo anche a un’evoluzione che ci aliena dalle vere origini e nasconde la nostra umana immortalità.

 

 

Astrofisica prima, docente di meccanica classica e quantistica poi, Giuliana Conforto snida i trucchi e gli inganni che stregano le menti umane, ritrovando così la sua natura di donna amante della verità. Con emozione, impegno rigoroso e mente scerna, penetra le pieghe nascoste che animano il mondo e il suo scrigno segreto: la materia nucleare.
Spaziando su varie discipline contribuisce a una nuova cultura, fondata sul vero centro dell’universo, l’essere umano, che oggi può smettere di fare il credente, la pecora di un gregge e diventare il protagonista della sua esistenza attivando le potenzialità latenti del suo cervello, creatività e abilità a risolvere i problemi. Propone una nuova scienza basata sulla co-scienza, la Fisica Organica, simile a quella già espressa dai grandi saggi della storia, quali Socrate, Pitagora, Giordano Bruno, ecc. e aggiornata con le recenti scoperte. Si dissocia dalle mode “spirituali” che scambiano le teorie scientifiche per teologie.

 

L’astronoma Giuliana Conforto afferma che la scienza è consapevole che esistono 3 tipi differenti di materia, di cui solo una è a noi visibile. Solo il 5% della materia riusciamo a vedere, toccare e percepire mentre il restante 95% è a noi invisibile.

 

 

 

E’ inutile negare..che la Religione Cattolica in Italia è invadente nei principi di uno Stato laico. E questa considerazione obbiettiva dovrebbe far riflettere tutti. Però..ci dovrebbe essere anche il  rispetto degli atei..per chi è orientato da principi morali,spesso a mio avviso anacronistici, che vengono assunti come pratica di vita. La Vita..è una palestra di Esperienza..che mette l’uomo in grado di accettare e capire forme di Pensiero diverse.

L’importante è liberarsi da quello che incatena la nostra riflessione..perchè un Uomo..

sia religioso od ateo..deve essere un Uomo che Cammina.

 

Il “Genius”..di Gesù Cristo.   Leave a comment


gesù cristo

Sono duemila anni che parliamo di quest’uomo..Gesù di Nazaret..

in tutto questo tempo..il nostro approccio è stato di carattere religioso..devozionistico..mediato malamente da quelli che rappresentano la sua chiesa..

è ora di riflettere su di lui..da una angolatura diversa..da una angolatura ..direi laica..riflettere su quanto esplicitamente ..ed implicitamente..il suo pensiero

abbia influito sull’intero cammino dell’umanità..

se oggi, sia pure in modo parziale..l’umanità può definirsi moderna e laica..in gran parte lo dobbiamo a questo maestro di vita..religioso ..eretico e laico allo stesso tempo..

Il suo pensiero ha modificato lentamente l’umanità..se non ce ne siamo accorti..è perché si è sciolto nel progresso dell’uomo come fa il sale negli alimenti..senza che ce ne accorgessimo..piano piano..

è stato il fermento che ha trasformato la vita dell’umanità in qualcosa di più soddisfacente..

come sa fare il lievito trasformando la farina in pane..

ma i fornai che hanno impastato la pasta non sono stati i papi ed i vescovi…

ma tante semplici creature che solo hanno accolto non altro se non che i principi evangelici…

tra questi vi sono le beatitudini (ma consiglio di leggere quelle descritte lel vangelo di Tommaso..ma ci sono anche altri consigli ancor più importanti..tipo quello che cito…

“chi devo amare ..signore…”

“io ti chiedo di “amare” come ha dimostrato di amare..non il levita o il sacerdote…ma di amare gli altri..come ha dimostrato di fare il buon samaritano (il non religioso)..”

Paradossalmente il mondo “cristiano”ha messo in pratica.. il consiglio evangelico..non osservando i “comandamenti ed i Dogmi della Chiesa Cristiana”.

ma..osservando il modo di amare degli uomini buoni

L’incapacità, nell’intraprendere un tale diverso approccio nella sua comprensione è dovuto proprio a coloro che ne hanno tramandato il pensiero..

Per riflettere sul suo pensiero è necessario ricostruire il modo di pensare dell’umanità di quei tempi..appunto duemila anni fa..e tentare,ma non è facile, di sgombrare la mente il più possibile per discernere in modo oggettivo… il falso dal vero..il nuovo dal vecchio..

ciò che è veramente una nuova civiltà occidentale ,proiettata già verso una civiltà universale ancora da definire..da ciò che invece è un falso e tragico ritorno al pensiero passato..dei nostri antenati..

non tutto è sbagliato di quello che le altre generazioni su di lui ci hanno insegnato..

come molto è stato colpevolmente travisato..molto quello che è ancora da scoprire e capire..

Gesù era un orientale ,la cultura in cui era nato ed educato fu quella ebraica del suo tempo..

il “genius” del suo popolo fu quello di pensare e di credere ad una unica “divinità”.. pensiero che appunto definiamo come fede mono-teistica..

ma a dire la verità non fù nè il primo ne l’unico..se attualmente alcuni antropologi stanno rivelando che molte popolazioni primitive,,credevano nell’esistenza di un unico dio..

Gli studiosi moderni..ritengono la cultura di un popolo come l’insieme delle sue proprie regole..

atte a soddisfare le sue necessità primarie e concrete..

inoltre significano sotto il nome di religione ..l’insieme di quelle esigenze che pur necessarie…concrete non sono…cosa significa questo..cercherò di spiegarlo con parole mie..

L’uomo ha sempre avvertito la sua inadeguatezza e debolezza di fronte ai pericoli,fenomeni della Natura..

si è sentito soverchiato di fronte ad un terremoto,un uragano..la forza del mare..la siccità..e cosi via..

ha ritenuto tali forze come l’espressione di una forza misteriosa che lo sovrasta e che non conosce..a questa forza ha dato il nome di divinità..

ha cercato di accattivare la sua benevolenza come avrebbe fatto con qualsiasi potenziale nemico..cioè attraverso dei doni..

nascono da questa motivazione le offerte votive primitive che ogni popolo ha offerto a questa forza ..e che oggi sappiamo similari di ogni contesto umano..ne sono esempio le offerte delle primizie di Abele e Caino..lo è l’offerta ,l’immolazione dei propri figli..

anche Abramo ,nei contesto culturale dei popoli del suo tempo..ritiene quasi di essere obbligato,

nel manifestare la sua devozione alla divinità ,ad offrirgli il dono più grande che potesse sacrificare..cioè il suo unico figlio Isacco.

Ugualmente ragionavano gli altri popoli ,conterranei di Israele,ma anche in altri continenti..basti pensare al popolo Maya..

Se questa pratica è andata in disuso..nell’avanzare dei secoli successivi..ciò è dovuto al progresso della sensibilità del cuore umano..

un cuore che inevitabilmente,proprio attraverso l’esperienza, il dolore e la gioia,si trasforma da cuore di pietra.. in cuore di carne (cuore umano)..cioè sempre più sensibile..

Spesso sfugge il lento cammino che l’uomo di ogni cultura ha compiuto..nel procedimento irreversibile di affinamento delle proprie capacità intellettuali ed affettive..

ma la storia non è fatta di soli passi in avanti..ma anche di retrocessioni..ne è un esempio la dottrina cristiana : in gran parte ha perduto l’”originale” ed “originario” insegnamento di Cristo

per regredire ad una religiosità ebraica o pagana..ma ci arriveremo nel proseguo di ciò che esporrò..

L’originale insegnamento di Gesù si esprime in concetti ed insegnamenti diversi dal precedente comune pensiero…

in relazione al concetto di Dio,del genere umano,del perdono,delle pratiche religiose.

Dio non è più il monarca assoluto dell’universo..è un padre ed una madre amorosa a cui sta a cuore le sorti dell’umanità..

Il genere umano è composto di esseri maschi e di femmine con eguali diritti e capacità..

-Il perdono delle colpe non è soggetto a pratiche religiose ma è subordinato alla capacità del peccatore di perdonare a sua volta i suoi simili.

-Il concetto di prossimo e l’esortazione ad amarlo non è più restrittibile al proprio clan…ma è allargato ad ogni essere umano che incontriamo nella nostra vita.

-Non esiste un modo magico,misterico,esoterico,capace di trasformare l’essere umano..(sacramenti)

-L’uomo è chiamato a credere ma più ancora è necessario mettere in pratica il suo insegnamento..

-Questa è l’unica via che può trasformare il cuore dell’uomo..

Lo spirito di Dio,spirito santo,non è qualcosa di esteriore ..

è lo spirito già presente nel cuore dell’uomo al momento della sua nascita..

“il regno di Dio è dentro di voi”

È lo spirito dell’uomo bambino, spesso perduto a motivo di “passioni” nocive,presenti in noi stessi e nella società civile e religiosa che ci circonda..

“se non ritornerete come bambini,non entrerete nel regno dei cieli” sono parole che Gesù ripete spesso ai suoi dodici apostoli..potremmo ritenere inutilmente.. ancora dopo venti secoli..

La sintesi di un simile pensiero è talmente moderna che potrebbe paragonarsi al genius di Leonardo da Vinci nel contesto della sua epoca storica..qualcosa di eccessivamente moderno che sovrasta il pensiero comune..

Uno dei vangeli che attesta questo scontro di civiltà religiosa è principalmente quello attribuito a Matteo,perché è quello rivolto a coloro che provengono dall’ebraismo…

Il vangelo che più attesta l’originalità del pensiero di Gesù è a mio parere il vangelo di Tommaso,(leggi il vangelo)rinvenuto nel 1945 a Nag Hammadi; il pensiero di lui è esposto in semplici detti..concetti, che il lettore già a conoscenza dei vangeli sinottici (cioè di Matteo,Marco e Luca) comprende ed identifica con facilità;

al contrario alcuni di questi appaiono talmente in contrasto da divenire quasi pietra di inciampo..in tal caso dovremmo ricordarci di un suo detto:

” beato colui che non trova in me,motivo di scandalo…”

cominciamo da uno dei suoi insegnamenti: “maschio e femmina li creò”

Tifoso ferito, intervento ok. Arrestato ultrà della Roma. La polizia: "Ha provocato e poi sparato"La madre .”lo perdono”..”ma cosa sono queste cose!! siamo fratelli d’Italia”   Leave a comment


Tifoso ferito, intervento ok. Arrestato ultrà della Roma. La polizia: “Ha provocato e poi sparato”

Tifoso ferito, intervento ok. Arrestato ultrà della Roma. La polizia: "Ha provocato e poi sparato"

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, fondata su testimonianze e su un video, Daniele De Santis ha agito da solo: avrebbe provocato un gruppo di tifosi del Napoli e davanti alla loro reazione violenta ha estratto la pistola e fatto fuoco. Nel 2004 fu tra i capi ultrà coinvolti nel ‘blocco’ del derby. La madre di Ciro Esposito: “Vivo per miracolo. Perdono l’aggressore”

ROMA – È stato arrestato stamattina dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio. Daniele De Santis, 48 anni, ultrà della Roma, conosciutissimo in curva Sud col soprannome di ‘Gastone’, è ritenuto il responsabile del ferimento a colpi di pistola di tre tifosi del Napoli, avvenuto ieri sera prima della finale di Coppa Italia allo stadio Olimpico. A motivare il provvedimento della magistratura sono state le indagini della polizia, basate su immagini e testimonianze univoche raccolte tra passanti e coinvolti nello scontro: tutto, secondo gli investigatori, inchioda De Santis.
La ricostruzione dei fatti. Nel corso della conferenza stampa, i responsabili della Questura hanno precisato che le accuse per De Santis sono di tentato omicidio, rissa e porto abusivo di armi: “Dalle immagini registrate e dalle testimonianze univoche di passanti e tifosi, risulta che l’unico a sparare e a lanciare bombe carta è stato De Santis”, ha detto Diego Parente, dirigente della Digos che insieme al questore Massimo Maria Mazza e al colonnello Salvatore Longo ha incontrato i giornalisti. La dinamica, ha aggiunto, “è tanto semplice quanto folle”: “De Santis è uscito dal circolo ricreativo di Tor di Quinto nel quale lavora, il Ciak – ha spiegato Parente – e si è diretto verso i tifosi del Napoli insultandoli e lanciando fumogeni. E’ stato un vero e proprio atto di sfida, ha fatto tutto da solo. Quando i tifosi, alcune decine, anche armati di spranghe e bastoni, lo hanno inseguito lungo la strada che conduce al circolo, De Santis è scivolato e vistosi a mal partito ha sparato”.

La battaglia. “Adesso vi ammazzo tutti”, avrebbe urlato De Santis mentre faceva fuoco. Quattro i colpi sparati dalla sua 7,65, che al quinto si è inceppata. “La pistola gli è caduta – ha proseguito Parente – ed è stato aggredito, riportando diverse fratture. E’ dopo la sparatoria, non prima, che si è creata una situazione di fortissima tensione, con gli amici dei feriti che, sconvolti per l’accaduto, lamentavano la scarsa tempestività dei soccorsi. Ed è in questi momenti che ultrà e forze dell’ordine sono venuti a contatto. Ma sulla scena non si sono mai materializzati ultrà romanisti e laziali”. Tre tifosi del Napoli sono stati colpiti dai proiettili. Uno di loro, Ciro Esposito, 31 anni, in maniera gravissima. La pistola è stata ritrovata nei pressi del teatro dello scontro, nascosta dietro un vaso.

“Aiuto, mi hanno sparato in petto”. “Siamo arrivati nel parcheggio e ci siamo incamminati verso l’Olimpico. Appena siamo usciti dal parcheggio siamo stati assaltati dai fumogeni e bombe carta”, ha raccontato un testimone oculare a Sky. “A un certo punto abbiamo sentito degli spari e abbiamo visto Ciro che si accasciava a terra. Gridava ‘aiuto mi hanno sparato in petto’. Ci hanno assalito, erano incappucciati o con caschi e passamontagna, ci hanno caricati e poi sono scappati”. Poi il soccorso all’amico Ciro: “Ci ha raccontato che uno gli aveva detto ‘fermo che ti sparo’. Noi ci siamo salvati perché lui cadendo si è sparato da solo nella gamba ed è stato assaltato e aggredito. Ciro è stato lì in terra agonizzante minimo un’ora eppure l’ambulanza stava all’Olimpico”.
I precedenti. De Santis è titolare di una licenza commerciale per un chiosco che gestisce nei pressi del Ciak, un circolo frequentato in passato da giovani di estrema destra. Tempo fa il circolo fu chiuso perché legato ad attività neofasciste, ma poi è stato riaperto e non risulta che ora ci siano legami tra De Santis e il circolo. L’ultrà ha precedenti di polizia e fu tra i capi della curva giallorossa che bloccarono il derby nel 2004. Al processo per quei fatti tutti gli accusati se la cavarono con la prescrizione. Alla Digos, inoltre, risulta che De Santis da anni non frequenti più lo stadio anche dopo essere stato destinatario di un Daspo. Al vaglio della polizia sono le posizioni di tutte le persone coinvolte nello scontro: anche i feriti sarebbero sottoposti a fermo con l’accusa di rissa.

Tifoso ferito, intervento ok. “L’intervento è concluso. I medici ci hanno detto che è andato benissimo. Ovviamente Ciro torna in rianimazione”. Lo ha annunciato in serata Antonella Leardi, la madre del giovane tifoso del Napoli ferito ieri, Ciro Esposito, che resta comunque in condizioni gravi. Il giovane, 31 anni, che lavora in un autolavaggio nel quartiere napoletano di Scampia, è ricoverato in rianimazione al Policlinico Gemelli, lo stesso ospedale in cui si trova, con diverse fratture, l’uomo che gli ha sparato. Il proiettile che lo ha colpito ha trapassato un polmone e si è fermato alla colonna vertebrale. “E’ un miracolo”, ha detto uno zio del giovane, dopo l’intervento chirurgico.

 

La madre: “Perdono”. “Ciro è vigile, l’ho visto, ha annuito anche con la testa all’intervento. A breve lo operano. Ci hanno detto che è un intervento molto rischioso di circa otto ore. Sono in ansia peggio di prima”, aveva detto il padre del giovane, Giovanni Esposito, prima dell’operazione. Fonti mediche dicono che “saranno determinanti le prossime 24 ore”. Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, non si dà pace: “Io come mamma voglio dire innanzitutto che per nessun motivo si deve usare la violenza perché mio figlio ama la vita, ama lo sport e non è andato lì per essere ucciso. Non doveva succedere, è una follia”. “Non ho parole, perché per me è una mostruosità quella che ha fatto”, ha detto la Leardi, riferendosi all’aggressore del figlio, “io nel mio cuore già l’ho perdonato ma non riesco a capire quello che ha fatto. Forse sono sbagliata ma io non lo odio. Siamo fratelli d’Italia, che sono queste cose?”.

Altri arresti e feriti.
Nella serata di ieri, anche un tifoso napoletano di 33 anni è stato arrestato con l’accusa di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane è stato sanzionato con un Daspo per cinque anni. Altri due supporter partenopei sono stati denunciati rispettivamente per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di petardi, entrambi sono stati sanzionati anche con Daspo. Nel complesso sono cinque gli agenti delle forze dell’ordine e due gli steward rimasti lievemente feriti ieri durante l’afflusso di tifosi allo stadio Olimpico, nel tentativo di impedire che le opposte tifoserie venissero a contatto.

VERITA’ RAGIONE E CORAGGIO DI PIERGIORGIO ODIFREDDI, SULLA QUESTIONE ISRAELO-PALESTINESE   Leave a comment


20 NOVEMBRE 2012 REDAZIONE IL fATTO

Il matematico aveva scritto parole dure sul conflitto in Medio Oriente accusando lo Stato ebraico di “logica nazista”,

ma il suo intervento è scomparso dopo 24 ore. Oggi il saluto ai lettori: “Continuare sarebbe un problema. D’ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso o scrivo può non essere gradito a coloro che lo leggono”

 

 

NETANIAU

Un post pubblicato domenica. Tema: il conflitto israelo-palestinese che in questi giorni sta vivendo un’altra pagina dai toni drammatici. Una presa di posizione molto dura nei confronti dello Stato ebraico, accusato di “logica nazista” nei confronti dei palestinesi. Ma la rimozione del suo intervento dal sito di Repubblica.it ha colto di sorpresa Piergiorgio Odifreddi (matematico, divulgatore scientifico, diventato noto anche per le sue posizioni critiche alla Chiesa cattolica). Ieri sera, infatti, il suo post nel blog “Il non senso della vita” non c’era più. Tanto è bastato, comunque, perché Odifreddi decidesse di scrivere un ultimo intervento, di commiato, per salutare i numerosi lettori che lo hanno seguito fin qui. D’altronde l’intervento in un blog non riflette la linea editoriale del giornale, che del resto nei casi più controversi – come potrebbe essere questo – può scegliere di pubblicare due interventi in antitesi (l’uno che intende confutare l’altro), davanti ai quali i lettori possono confrontarsi.

“Per 809 giorni Repubblica.it ha generosamente ospitato le mie riflessioni – scrive Odifreddi nel suo saluto – che spesso non coincidevano con la linea editoriale del giornale, e ha offerto loro l’invidiabile visibilità non solo del suo sito, ma anche di un richiamo speciale nella sezione Pubblico. Da parte mia, ho approfittato di questa ospitalità per parlare in libertà anche di temi scabrosi e non politically correct, che vertevano spesso su questioni controverse di scienza, filosofia, religione e politica. Naturalmente, sapevo bene che toccare temi sensibili poteva provocare la reazione pavloviana delle persone ipersensibili. Puntualmente, vari post hanno stimolato valanghe (centinaia, e a volte migliaia) di commenti, e aperto discussioni che hanno fatto di questo blog un gradito spazio di libertà. Altrettanto naturalmente, sapevo bene che la sponsorizzazione di Repubblica.it poteva riversare sul sito e sul giornale proteste direttamente proporzionali alla cattiva coscienza di chi si sentiva messo in discussione o criticato”.

“Immagino che il direttore del giornale e i curatori del sito abbiano spesso ricevuto lagnanze, molte delle quali probabilmente in latino – ammette – Ma devo riconoscere loro di non averne mai lasciato trasparire più che un vago sentore, e di aver sempre sposato la massima di Voltaire: ‘Detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo’. Mai e sempre, fino a ieri, quando anche loro hanno dovuto soccombere di fronte ad altre lagnanze, questa volta sicuramente in ebraico”. Fino a ieri, dunque, tutto ok. Poi, però, la cancellazione del post che “non è, di per sé, un grande problema: soprattutto nell’era dell’informatica, quando tutto ciò che si mette in rete viene clonato e continua comunque a esistere e circolare. Non è neppure un grande problema il fatto che una parte della comunità ebraica italiana non condivida le opinioni su Israele espresse non soltanto da José Saramago e Noam Chomsky, al cui insegnamento immodestamente mi ispiro, ma anche e soprattutto dai molti cittadini israeliani democratici che non approvano la politica del loro governo, ai quali vanno la mia ammirazione e la mia solidarietà”.

“Il problema, piccolo e puramente individuale, è che se continuassi a tenere il blog, d’ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso o scrivo può non essere gradito a coloro che lo leggono: qualunque lingua, viva o morta, essi usino per protestare – Dovrei, cioè, diventare ‘passivamente responsabile’, per evitare di non procurare guai. Ma poiché per natura io mi sento ‘attivamente irresponsabile’, nel senso in cui Richard Feynman dichiarava di sentirsi in Il piacere di trovare le cose, preferisco fermarmi qui”. “Tenere questo blog è stata una bella esperienza, di pensiero e di vita, e ringrazio non solo coloro che l’hanno ospitato e difeso, ma anche e soprattutto coloro che vi hanno partecipato – conclude Odifreddi – La vita, con o senza senso, continua. Ma ci sono momenti in cui, candidamente, bisogna ritirarsi a coltivare il proprio giardino”.

Ma la scomparsa improvvisa del post aveva scatenato proprio i frequentatori più assidui del blog di Odifreddi che, utilizzando lo spazio del suo articolo precedente, non solo hanno chiesto insistentemente al matematico come mai quel testo fosse stato rimosso, ma lo hanno copiato e incollato a beneficio di chi non l’avesse letto. A quel punto, certo, si è sviluppato il dibattito tra chi è d’accordo con la tesi di Odifreddi e chi non lo è. ”Non c’era nessun delirio antisemita, filoislamico, comunista. Solo una condanna alla violenza” scriveva B.dg. ”Il post – secondo Giulioru – è un minkiata se l’ha o gliel’hanno tolto hanno fatto bene, non per i contenuti che sono aleatori come tutte le informazioni che ci imboccano, ma per l’uso di paragoni matematici che sono infantili e inopportuni. Uno, 10, 100 non è questione di moltipliche ma di follia umana che non ha formule né tempo né luoghi”.

I lettori del blog ora commentano invece l’addio del matematico al blog: “Con l’ultimo thread non ero d’accordo, come ho scritto – interviene Nivadi – Ciò non toglie che desidero continuare a leggere osservazioni non convenzionali e stimolanti facci sapere dove potremo leggerti. Smetterò di leggere il sito di Repubblica”. “Che gran peccato, il suo blog mi ha sempre offerto dei grossi spunti di riflessione – dice lucajeck_01 – A volte mi sono trovato in disaccordo con le sue vedute, ma è stato un piacere anche quello, poter testare il mio senso critico su argomenti complessi o comunque su punti di vista particolari è stato stimolante”.

Di seguito il post di Odifreddi cancellato dal blog

piergiorgio-odifreddi-interna-nuova

Dieci volte peggio dei nazisti (18)
Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona.

Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer. Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l’eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per “motivi di salute” (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni). Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all’ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario.

In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l’eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall’esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi.

Ma a far condannare all’ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare anche Netanyahu e i suoi generali?

Piergiorgio Odifreddi

I HAVE A DREAM   Leave a comment


Spesso i sogni degli uomini costano sangue e sofferenze;

però nella storia si avverano..

I have a dream   (Martin Luther King)
28 agosto 1963, al Lincoln Memorial, Washington DC

I have a dream

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese.

Cento anni fa, un grande americano , alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama di Emancipazione .

Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia.

Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero. Cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione. Cento anni dopo, il Negro vive in un’isola di povertà solitaria in mezzo a un vasto oceano di prosperità materiale. Cento anni dopo, il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

E così siamo venuti qui oggi a denunciare una condizione vergognosa.

In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza , stavano firmando una cambiale di cui ogni americano sarebbe diventato erede.

Questa cambiale era la promessa che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero avuto garantiti i “diritti inalienabili” di “Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità”.

E ‘ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questa promessa, nella misura in cui i suoi cittadini di colore in questione. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno, un assegno che si trova compilato con “fondi insufficienti”.

Ma ci rifiutiamo di credere che la Banca della Giustizia sia fallita.

Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questa nazione. E così, siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà a richiesta le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Non è il momento di impegnarsi nel lusso si raffreddino o di assumere il farmaco tranquillante del gradualismo. Ora è il momento di realizzare le promesse della democrazia. Ora è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia razziale.

Ora è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza. Ora è il momento di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio.

Sarebbe fatale per la nazione passar sopra l’urgenza del momento. Quest’estate soffocante per il malcontento legittimo del Negro non terminerà fino a quando non vi è un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza. Nineteen 63 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogarsi e ora staranno appagati, avranno un duro risveglio se il paese riprenderà a funzionare come al solito. E non ci sarà né riposo né tranquillità in America fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadinanza. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino al giorno luminoso della giustizia.

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente, che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia: Nel processo di conquista del posto che gli spetta, non dobbiamo essere colpevoli di azioni ingiuste.

Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento.

Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina.

Non dobbiamo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Ancora una volta dobbiamo elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha inghiottito la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia tutti i bianchi, per molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino .

E sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà.

Non possiamo camminare da soli.

E mentre camminiamo, dobbiamo impegnarci a marciare per sempre in noi avanti.

Non possiamo tornare indietro.

Ci sono quelli che stanno chiedendo ai devoti dei Diritti Civili: “Quando vi riterrete soddisfatti?” Non potremo mai essere soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori della brutalità della polizia. Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non possono trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non possiamo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a uno più grande. Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro auto-cappuccio e derubati della loro dignità da cartelli che dicono: “. Per soli bianchi” Non possiamo essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non possono votare ei negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, no, non siamo soddisfatti, e non saremo soddisfatti fino a quando “la giustizia non scorrerà come l’acqua e la rettitudine come un fiume possente.” ¹

Non ho dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni.

Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere.

E alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda – domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia.

Siete voi i veterani della sofferenza creativa.

Continuare a lavorare con la fede che la sofferenza immeritata è redentrice.

Ritornate nel Mississippi, ritornate in Alabama, ritornate nel South Carolina, ritornate in Georgia, tornate in Louisiana, tornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà.

Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione, dico a voi oggi, miei amici.

E così, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, ho ancora un sogno. E ‘un sogno profondamente radicato nel sogno americano.

Io ho un sogno che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: “. Noi riteniamo queste verità di per sé evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali”

Io ho un sogno che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli degli ex schiavi ei figli di proprietari di schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho un sogno che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho un sogno che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle ma dal contenuto del loro carattere.

Ho un sogno, oggi!

Io ho un sogno che un giorno, d o wn in Alabama, con i suoi razzisti immorali, con il suo governatore le cui labbra gocciolano delle parole di “interposizione” e “nullificazione” – un giorno proprio là in Alabama ragazzini in bianco e nero le ragazze saranno in grado di unire le mani con bambini bianchi e bambine bianche come sorelle e fratelli.

Ho un sogno, oggi!

Io ho un sogno che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani ei luoghi tortuosi saranno diritti, “e la gloria del Signore sarà rivelata e ogni carne la vedrà “. 2

Questa è la nostra speranza, e questa è la fede che torno al Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza. Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che saremo liberi un giorno.

E questo sarà il giorno – questo sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio potranno cantare con nuovo significato:

Tis mio paese ‘, di te, dolce terra di libertà, di te io canto.

Terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino,

Da ogni pendice di montagna risuoni la libertà!

E se l’America vuole essere una grande nazione, questo si deve avverare.

E quindi lasciate risuonare la libertà dalle cime dei prodigiosi monti del New Hampshire.

Risuoni la libertà dalle poderose montagne di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle cime innevate delle Montagne Rocciose del Colorado.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non solo:

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi.

Da ogni pendice di montagna risuoni la libertà.

E quando questo accade, quando lasciamo risuonare la libertà, quando noi lo permettiamo di risuonare

da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città,

saremo in grado di accelerare il giorno in cui tutti i figli di Dio, uomini neri e bianchi , ebrei e gentili,

protestanti e cattolici, potranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual Negro:

Finalmente libero! Finalmente libero!

Grazie a Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente! 3

Diario del saccheggio (PARTE 5) (giornalisti…mass media) “QUINTO POTERE”…   Leave a comment


“La colpa non è solo dei politici ma anche di noi giornalisti,dei Media..

fino a quando la TV e la Radio saranno in mano ad idioti..

che generano un popolo di idioti?”

Menomale che nell’epoca dell’ “Impero Mediatico” ci sia anche  Michele Santoro…la Gabanelli..

menomale che nell’era politica di Silvio Berlusconi..ci sia anche Antonio di Pietro, Beppe Grillo..

Antonio Di Pietro

Image via Wikipedia

Michele Santoro, Italian journalist, anchorman...

Image via Wikipedia

Beppe Grillo, Italian comedian, activist and b...

Image via Wikipedia

Lettera aperta ai Politici..ai Religiosi..ed agli Arricchiti.. di ogni parte del mondo..   2 comments


fame-nel-mondo.jpgsamaritan.jpgFiniranno i  i vostri tempi sereni e senza problemi .. ,

tempi in cui pascete come lupi… 

le pecore che….

come pastori ….dovreste difendere..

proverete il dolore di chi vede i propri figli

dormire nei tombini e sotto i ponti .. 

pregherete il dio di Misericordia..

quando i vostri figli si faranno.. di eroina..

per il motivo che.. non hanno futuro..

imprecherete dio..

come fanno talvolta i poveri ..disperati..

ma..al contrario di essi..

non sarete ascoltati.

pregherete ed imprecherete Dio..inutilmente..

 ma…non avrete speranza di vita eterna..

Voi..statisti,politici ,presidenti di stato..

papi..metropoliti,iman…arricchiti..

che non amate concretamente..

ma solo a parole …

il Prossimo che dite di Adorare..

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