Archivio per la categoria ‘Piergiorgio Odifreddi

Il Regno di dio..è già presente..   Leave a comment


 

sono un teologo..eretico..potrei definirmi..gnostico.
Ho sempre creduto..che Gesù..la Parola..incarnata..del Creatore..dell’Universo..
è nello stesso tempo..colui..per..mezzo del quale..ogni cosa..è stata creta.. ( prologo del vangelo di Giovanni ) .
il Messianesimo..è..già presente.. la Fisica Quantistica..ha scientificamente dimostrato..che tutto l’Universo..è..materia..a diversi stadi..di concentrazione..secondo..l’equazione..di Einstein.. (E = mc2 è l’equazione che stabilisce l’equivalenza e il fattore di conversione tra l’energia e la massa di un sistema fisico. )
Si conoscono..ormai..scientificamente..attualmente..circa 8 diverse..materie.
“E indica.. l’energia contenuta.. o emessa.. da un corpo, “m” la sua massa e “c” la costante velocità della luce nel vuoto.

Venne enunciata da Albert Einstein nel 1905 nell’ambito della relatività ristretta, benché non compaia nel primo articolo sulla teoria del giugno, ma in un secondo del settembre intitolato “L’inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?”[1].

È probabilmente la più famosa formula della fisica, grazie all’intreccio di novità, semplicità ed eleganza.

Si conoscono..scientificamente..circa 8 diverse,,concentrazioni..di materia..che spazia..da quella..elettromagnetica..l’unica visibile..dall’occhio umano..alla materia oscura..che è..approssimativamente..il 94% della materia esistente, .poi..esiste..un tipo di materia..chiamata..dagli scienziati..Forza debole;
questa materia..vibrazionale..è generata..dalle emozioni..che l’uomo..prova..con la sua intelligenza.
E’ l’unico..tipo..di materia..che ha la capacità..di attraversare..tutte le altre materie.
Questa forza..sarà..la responsabile..del cambiamento dell’ Umanità.
Cambierà..la coscienza..”circuita” dell’uomo..reso incapace..di sentire..la sua Coscienza..originaria.
Come insegnò..Gesù..il Regno di Dio..è..”dentro di noi..e fuori di
noi.” ” alza un sasso..e lì..mi troverai ” ” beato chi non cessa mai..di cercare..perchè..alla fine..troverà..il regno” ( vangelo..di Tommaso apostolo..fratello di Gesù..altrimenti detto.. ” detti segreti..di Gesù.
Questo è..quello che alla fine..ho trovato..
Questa..è la vera.. liberazione..dell’anima ..umana.
Andrea Sinicatti..blogger.. ( https://andreasinicatti.wordpress.com

Pubblicato 6 settembre 2016 da sorriso47 in 9(11 truth, 9/11, 9/11 truth, agapè, Albert Einstain, Amina Tyler.., amore, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, animus, antica farmacia profumeria S.M.Novella, ASTROFISICA, attentato torri gemelle, Attualità, auto a risparmio energetico, auto ad acqua, auto ad idrogeno, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, beauty, beauty of Universe, bellezza, blog, cambiamento, catene religiose, compassion, compassione, conflitto Israele Palestina, conoscenza, conoscenza di se stessi, contemplazione, corpo umano, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., Dio, dogma, dogmatismo, dogmi, dottrina, dottrina sessuale, earth, Ebraismo, educazione, educazione sessuale, ENERGIA DEBOLE, energia elettromagnetica, energia gratis, energia pulita, energia senza fili, erich fromm, eros, esegesi, essere, estasi, etica sessuale, femminismo islamico, Fisica, fisica quantistica, fratellanza, gendre, genere, Gesù, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, Giordano Bruno, Giuliana Conforto, giustizia, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, Gospel, grace, human creativity, il principio..era il Verbo, il Regno..., Il Verbo, inganno globale, Kesher Foundation, l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la nostra terra, la terra è il mio santuario, laici, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, Lobbies, Lobbies americane, love, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, maschio, Massoneria, Massoneria conservatrice, Media e tecnologia, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, mente razionale, menzogna, messianesimo, misericordia, mistificazione, morale, Nag Hammadi, Natura, naturismo, Nikola Tesla, Noam Chomsky, nude, nudismo, pace, Parola, Parola incarnata, Parola storica, parole segrete di Gesù, passion, passione, passioni, passioni umane, pedr mezzo di lui..tutte le cose..sono state..create, pensatori, perdono, piacere, Piergiorgio Odifreddi, Popoli e politiche, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, sacro, salute, salute benessere, scienza, Scuola, segni, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, Signore tu mi scruti..e mi conosci, società, Società e costume, Solidarietà, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, spiritualità tantra, Tantra, tantrismo, TED talks, Ted.com, teologia, terapia genica, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, torri gemelle, truth, TULLIO SIMONCINI, tumore, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, vita, vita dopo la morte, vitamina C, women's wriths, Wright, Yoga, yoni

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L’Italia..è una Repubblica..fondata.. sulla Bellezza..delle opere d’arte dei suoi artisti..di tutti i secoli.L’arte..e la bellezza dei suoi paesaggi.. le opere..architettoniche..sono patrimonio della Repubblica. Essa ha il compito..di tutelarle..come prevede..il Diritto internazionale..che tutela..le opere d’arte.   Leave a comment


 

L’Italia..è una Repubblica..fondata.. sulla Bellezza..delle opere d’arte..dei suoi artisti..di tutti i secoli.

L’arte e la bellezza dei suoi paesaggi..di tutte le sue opere..architettoniche..

è patrimonio della Repubblica.

Essa ha il compito..di tutelarle..come prevede..il Diritto internazionale..

che tutela..le opere d’arte…di tutto il mondo.

 

Michelangelo Pietà vaticana volto GesùCASTELLO  POOPI VERDE

 

 

(un’opera del pittore contemporaneo Clet Abraham)

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Jpeg

Maria Maddalena

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Maria Maddalena

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Nascita del Quarto Reich (Piergiorgio Odifreddi)   2 comments


La capitolazione imposta alla Grecia dalla’Germania segna il momento ufficiale della morte della democrazia europea e della nascita del Quarto Reich. Fino a ieri potevamo ancora illuderci che le nazioni europee mantenessero la propria sovranità, e che le elezioni e i referendum servissero a dare un mandato ai parlamenti e ai governi. Da ieri sappiamo ufficialmente che i pareri degli elettori sono carta straccia, e contano soltanto le decisioni della Germania e, tramite essa, dei mercati, delle borse e della finanza.

All’annuncio dell’accordo, gli speculatori hanno immediatamente votato nell’unico modo che ormai conta: facendo salire gli indici di borsa. E, come gli avvoltoi che all’annuncio del terremoto festeggiavano, al pensiero degli affari della ricostruzione, anch’essi hanno esultato, nella previsione della spartizione delle spoglie pubbliche greche che va sotto il macabro nome di “privatizzazione”

Da domani la farsa della democrazia greca chiude i battenti. L’ex ministro Varoufakis ha raccontato in un’intervista quale fosse la filosofia dei leader del nuovo Quarto Reich nelle trattative: “Non possiamo permettere che le elezioni nei vari paesi cambino le direttive imposte dai mercati e dalle borse”. Dal che discende, ovviamente, che è ormai inutile tenerle, le elezioni, perché i risultati non avranno effetti sulle decisioni dei padroni e sui comportamenti dei servi.

Ora sappiamo anche cosa è successo nel 2011 in Italia: esattamente la stessa cosa. Con una differenza: che mentre un leader come Tsipras e un partito come Syriza hanno cercato coraggiosamente, benché inutilmente, di preservare la dignità e la democrazia del proprio popolo, un presidente come Napolitano è un partito come il Pd le hanno svendute vigliaccamente all’italiana: cioè, senza nemmeno combattere.

Il risultato sono stati i governi Monti e Renzi, eterodiretti e senza mandato elettorale. Le politiche che i greci dignitosamente contestano in piazza e che gli italiani indegnamente accettano in silenzio, in preda alla sindrome di Stoccolma. E soprattutto una schifosa visione del mondo, basata su un unico valore: il denaro.

In base a questa visione, i lavoratori non sono uomini considerati come fini, ma animali usati come mezzi. I servizi sociali non sono misure di civiltà, ma costi improduttivi. Delle merci conta non l’utilità, ma la vendibilità. Gli acquisti si fanno non in base ai bisogni degli acquirenti, ma ai desideri dei venditori. E i media sono contenitori non di alta cultura, ma di bassa pubblicità.

In un mondo come questo, non vale la pena vivere: nemmeno per i ricchi, anche se nella loro stupida avidità essi nemmeno se ne accorgono. Anzi, pensano che lo squallido “modello” di vita che propongono debba essere imposto al mondo intero: paradossalmente, all’insegna della democrazia che quello stesso “modello” ha ucciso rendendola ormai un’utopia obsoleta e anacronistica.

6LUG2015
E ora un referendum in Europa!

L’ossimorico “colpo di stato democratico”, consistente nel far cadere un governo liberamente eletto con un diktat della BCE o del FMI e sostituirlo con un governo fantoccio prostrato ai loro ordini, riuscito in Italia nel 2011 con la correità del presidente Napolitano e l’acquiescenza dei governi Monti, Letta e Renzi, è fallito nel 2015 in Grecia.

I leader della Comunità Europea, dai giganti come la Merkel ai nani come Renzi, passando per il santo protettore degli evasori fiscali Juncker, sono pesantemente intervenuti nella campagna per il referendum greco, a favore della sconfessione del governo Tsipras e delle sue conseguenti dimissioni anticipate. Gli elettori greci hanno invece fatto loro una solenne pernacchia, quasi raddoppiando i voti che Tsipras aveva ottenuto cinque soli mesi fa.

Se la Merkel, Renzi, Juncker e i loro comparigrado dei diciotto paesi dell’Eurozona fossero, per ipotesi assurda, uomini e donne d’onore, indirebbero per domenica prossima un referendum e chiederebbero democraticamente ai cittadini che pretendono di rappresentare se sono o no d’accordo con le politiche economiche che essi impongono ai propri e agli altrui paesi, in nome e per conto delle banche e dei giganti aziendali smascherati dai Luxemburg Leaks.

Se così facessero, forse tra una settimana si potrebbe finalmente incominciare a costruire un’Europa dei Cittadini, e a smantellare l’Unione delle Banche Europee. Ma, naturalmente, gli uomini e le donne del disonore che si fanno chiamare leader, ma sono in realtà dei follower, si guarderanno bene dal farlo: rimarranno aggrappati con le unghie al potere che è stato loro affidato dai poteri forti, proprio perché lo gestissero contro i cittadini deboli.

E così dovremo aspettare le elezioni in Spagna, per dare il secondo colpo di piccone all’Euro. E il referendum in Inghilterra, per darne un’altro all’Unione. In Italia, non si prevedono elezioni o referendum alla breve, e forse nemmeno alla lunga. Infondo, Renzi trova tanto comodo comandare senza alcun mandato elettorale, che non si vede perché dovrebbe scomodarsi a chiederne uno: non vale la pena giocare gli stupidi giochi della democrazia, soprattutto quando si corre il concreto rischio di perderli.

28GIU2015
Je suis grec et démocratique

Il presidente del Consiglio greco Alexis Tsipras è stato eletto il 26 gennaio scorso dagli elettori del suo paese con il mandato di contrastare le politiche liberiste che, con la scusa della crisi, gli organi extranazionali nominati cercano di imporre oligarchicamente ai parlamenti e ai governi nazionali democraticamente eletti.

Tsipras ha coraggiosamente cercato di contrastare per cinque mesi i diktat della famigerata troika composta da Banca Europea, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale. E posto di fronte al ricatto finale dei loro Dracula ha deciso di appellarsi al popolo greco e chiedere il suo parere attraverso un referendum, benché forte di un recente mandato elettorale per rifiutarlo.

Il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi è stato nominato il 22 febbraio 2014 dal presidente della Repubblica e ha ricevuto, in un parlamento eletto con una legge incostituzionale, la fiducia da parte di una maggioranza di parlamentari eletti nel Pd con il mandato di perseguire la politica non liberista del programma elettorale di quel partito.

Piegandosi ai diktat degli stessi Dracula della stessa troika, Renzi ha implementato invece la politica liberista da essa pretesa, imponendo riforme elettorali, lavorative e scolastiche che hanno diviso il paese, benché non avesse mai ricevuto alcun mandato elettorale dagli elettori italiani, e la sua maggioranza ne avesse ricevuto uno per implementare riforme contrarie a quelle a cui si è piegata.

Domanda da un milione di euro (o dracme): chi, fra Tsipras e Renzi, è democratico? Quello che non fa ciò che è stato eletto per non fare, e che chiede comunque ai suoi elettori se vogliono che non lo faccia? O quello che fa ciò non è stato eletto per fare, anche perché non è mai stato eletto, e che non chiede ai suoi elettori se vogliono che lo faccia?

Ps. Il ministro delle finanze Varoufakis ha dichiarato che, poiché la legge elettorale maggioritaria greca ha permesso al partito di Tsipras di andare al governo con solo il 36 per 100 dei voti, esso non è legittimato a prendere decisioni importanti come quella in gioco, che richiedono il 50 per 100 più 1 dei voti. Evidentemente la Grecia, che ha inventato la democrazia a sua gloria, la capisce meglio di un paese come l’Italia, che ha inventato il fascismo a sua vergogna, ed è più a suo agio con la dittatura.

Pps. A favore del referendum e del “no” ai diktat della troika, ecco i pareri di piketty, krugman e stiglitz.

24GIU2015
La Corte Costituzionale all’amatriciana

La Corte Costituzionale ha stabilito che il blocco degli stipendi della Pubblica Amministrazione, in vigore ormai dal 2010, era non solo illegale, ma addirittura incostituzionale. I dipendenti che hanno dunque visto lesi non solo i propri diritti legali, ma i diritti costituzionali di tutti i cittadini, dovranno allora essere risarciti? Manco per idea! Siamo in Italia, nel paese delle operette, e dipendenti e amministrazione possono cantare in coro:

Chi non ha avuto, non ha avuto, non ha avuto…
Chi non ha dato, non ha dato, non ha dato…
Scurdámmoce ìo ppassato,
Simmo ’e Napule paisá!…

E se qualcuno, invece di essere a Napule e governato da De Luca, sperava di essere in Italia e tutelato dalla Corte Costituzionale? Dovrà farsene una ragione.

D’altronde, quest’ultima non è la stessa che ha stabilito, un paio d’anni fa, che l’intero Parlamento è stato eletto con una legge elettorale incostituzionale, ma può rimanere comunque in carica? Siamo appunto in Italia, nel paese delle operette, e elettori ed eletti possono cantare in coro:

Chi ha avuto voti, ha avuto, ha avuto…
Chi ha dato voti, ha dato, ha dato…
Scurdámmoce ìo ppassato,
Simmo ’e Napule paisá!…

E se qualcuno, invece di essere a Napule e governato da Renzi, che ha avuto come unico mandato governativo la fiducia di un Parlamento eletto con una legge incostituzionale, ma può comunque governare come se niente fosse, sperava di essere in Italia e tutelato dalla Corte Costituzionale? Di nuovo dovrà farsene una ragione.

Almeno fino a quando il popolo sovrano non deciderà di darle di santa ragione al Parlamento, al governo e alla Corte Costituzionale. D’altronde, se interpellata, quest’ultima non stabilirà forse che coloro che se le sono prese, le hanno ricevute in maniera incostituzionale, ma dovranno comunque tenersele? Siamo in Italia, nel paese delle operette, e menatori e menati potranno cantare in coro:

Chi le ha prese, le ha prese, le ha prese…
Chi le ha date, le ha date, le ha date…
Scurdámmoce ìo ppassato,
Simmo ’e Napule paisá!…

Viva Napule! E viva la Corte Costituzionale all’amatriciana!

16GIU2015
Uno Stato ormai delegittimato

In qualunque consesso civile, affinché le decisioni prese abbiano valore si richiede la presenza del “numero legale”: se manca la maggioranza degli aventi diritto, non si può deliberare. Così avviene nei condomini, nelle associazioni, nelle società, nei dipartimenti, nelle facoltà, persino nei referendum.

Se lo Stato fosse dunque un consesso civile le elezioni di ieri verrebbero annullate, perché la maggioranza degli elettori non vi ha preso parte. Ma è appunto per evitare questo risultato che lo Stato incivile si tutela imponendo sé stesso e la propria presenza in ogni caso, indipendentemente dall’opinione che i cittadini hanno su di esso.

E fa bene, perché ormai da qualche tempo ogni appuntamento elettorale conferma l’impressione che l’opinione della maggioranza dei cittadini sia una sola, e cioè questa: che lo Stato non sia altro che un inutile e dannoso moloch, che ha forse come scopo secondario quello di soddisfare i loro bisogni sociali, ma ha certamente come scopo primario quello di preservarsi a loro spese, ed è dunque inutile andare a votare per l’uno o l’altro suo rappresentante.

In effetti, dalle tasche dei contribuenti lo Stato sottrae più di metà dei loro guadagni: più del 40 per 100 in Irpef sul reddito, e più del 20 per 100 in Iva sulle spese effettuate con il rimanente. Una parte di questi introiti va sicuramente a coprire i cosiddetti “servizi” ai cittadini, che si situano però spesso a livelli da terzo mondo: la sanità, i trasporti, le poste, le scuole, i lavori pubblici, la giustizia, eccetera. Ma un’altra consistente parte va altrettanto sicuramente a coprire le spese per il funzionamento del carrozzone della Pubblica Amministrazione locale e centrale, che è disgustosamente inefficiente e vergognosamente sovradimensionato.

E’ ovvio che alla lunga i cittadini incomincino a domandarsi se valga la pena partecipare alla profana rappresentazione delle elezioni, in mancanza di propositi sensati e credibili (ovvero, né berlusconiani, né renziani) di rifondare l’intero carrozzone. Anzitutto, smantellando radicalmente l’esercito di parassiti clientelari che infestano i comuni, le province, le regioni, il parlamento e i ministeri, e contribuiscono non solo a drenare risorse, ma anche a tessere le maglie dell’idiota e bizantina rete burocratica che soffoca la vita quotidiana del cittadino qualunque.

Inoltre, modernizzando e rendendo efficienti i servizi che costituiscono la ragion d’essere dello Stato stesso. A partire dalla sanità, che da un lato succhia la fetta preponderante delle spese locali, ma dall’altro la sperpera per foraggiare le lobbies delle case farmaceutiche, degli ospedali e dei medici, che finora nessuna riforma ha nemmeno pensato di toccare.

Infine, eliminando l’assurda divisione dicotomica di un paese nel quale, secondo i dati di pochi giorni fa, trenta milioni di cittadini non denunciano alcun reddito, e dieci milioni denunciano un reddito che permette loro di pagare tasse inferiori ai 55 euro annuali. Sui venti milioni di contribuenti rimanenti si accaniscono le grinfie dell’Agenzia delle Entrate, che non fa nulla o quasi per effettuare controlli sui rimanenti quaranta milioni, e pretendere da loro spiegazioni su come si mantengano e di cosa vivano.

L’astensione ormai maggioritaria nei confronti dei vuoti riti di questo Stato cialtrone e inefficiente, forte con i deboli (lavoratori e contribuenti) e debole con i forti (parassiti ed evasori), suona un campanello d’allarme che può essere messo a tacere solo in due modi. Il primo, legale, è la convocazione di un’Assemblea Costituente a cui partecipino rappresentanti della società civile incaricati di riformare il sistema dalle radici, e dalla quale siano interdetti i politici di professione, sulla base del principio per cui una riforma della giustizia non viene affidata ai delinquenti, né una riforma dell’erario agli evasori.

In assenza di questo ci si dovrà aspettare, e non ci si potrà stupire, che la maggioranza della popolazione, che rifiuta di continuare a giocare allo sporco gioco della scelta obbligata fra alternative tutte screditate e fra loro indistinguibili, sia costretta a far ricorso ai mezzi illegali che storicamente sono sempre serviti a effettuare i veri cambiamenti di potere. Compresi, ovviamente, quelli che hanno portato ai sistemi democratici: chi è causa del suo mal, piangerà sé stesso.

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13GIU2015
Bergoglio: da che pulpito! E chi se ne frega!

In questi giorni i media non ci danno tregua, sparando a titoli cubitali una dietro l’altra supposte notizie su Bergoglio. Cioè, abboccando come polli alle esche lanciate dal suo spin doctor Greg Burke, che arrivando pure lui dai media (per la precisione, dal canale trash delle Fox News statunitensi) sa bene quali siano le sollecitazioni alle quali i giornalisti sono sensibili, e dalle quali sono più propensi a lasciarsi menare per il naso.

A parte la visita dei 100.000 futuri presidenti del Consiglio italiani, per ora fermi alla prima tappa del loro duro percorso di formazione nello scoutismo, prima di passare gioiosamente alla seconda tappa dei giochi a premi televisivi, la grande notizia di ieri e oggi è che la Chiesa è pronta a una data unica e fissa per la Pasqua: come se quella data non fosse per sua natura una vuota convenzione, che può ovviamente essere cambiata a capocchia nel modo che fa più comodo.

Un paio di giorni fa si era invece trattato della profonda scoperta linguistica, dapprima confidata a Scalfari nel segreto dei loro incontri e ora divulgata urbi et orbi, che il sostantivo “Chiesa” è femminile, e non maschile: come se da questo dovesse derivare chissà quale conseguenza epocale. Aspettiamo con ansia il momento in cui Bergoglio scoprirà che la parola “spirito” è maschile in italiano e in latino, ma era neutra nel greco pneuma e femminile nell’ebraico ruah, con conseguenze immaginiamo epocali per la teologia francescana (del papa, non dei frati).

Mentre c’era, Bergoglio ha aggiunto che “la Madonna è più importante degli Apostoli”, anche se il suo ruolo era secondario nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli: come se la mariologia non fosse una fantasiosa invenzione successiva. I dibattiti sulla questione, cruciale per la storia dell’umanità, se la Madonna fosse christotoka o teotoka furono infatti “risolti” al Concilio di Efeso nel 431. Quelli, altrettanto cruciali, sulla sua verginità “prima, durante e dopo il parto” al Sinodo Lateranense del 649. La sua immacolata concezione fu dichiarata dogma di fede nel 1854, dopo un referendum tra i vescovi (evidentemente, tutti testimoni oculari dei fatti). E la sua assunzione in cielo fu proclamata nel 1950 da un papa con le traveggole, che la settimana prima aveva visto con i suoi occhi “il Sole rotante”.

Sono pronto a scommettere che il pubblicitario Bergoglio sta meditando di fare ciò che non aveva osato Giovanni Paolo II, che pure era un fan talmente sfegatato della Madonna da aver scelto come motto totus tuus: proclamare, cioè, il quinto dogma mariano della corredenzione, come proposto da Madre Teresa di Calcutta e richiesto da tanti altri invasati.

Nell’attesa del grande evento, Bergoglio ha lanciato le prove generali con un giubileo straordinario, evidentemente immemore del fatto che quel genere di carnevale simoniaco è un’invenzione del dantesco Bonifacio VIII: a dimostrazione che le apparenze dei papi cambiano, ma la sostanza rimane immutata, esattamente al contrario di ciò che accadrebbe con la transustanziazione del pane e del vino.

A noi il giubileo straordinario costerà 500 milioni di euro di finanziamenti statali diretti, oltre ai rivoli indiretti che si disperderanno in tutte le direzioni. Un business straordinario, che Renzi ha sfilato dal controllo del sindaco di Roma e affidato alla gestione del prefetto, per riportarlo saldamente sotto il controllo del governo, come ai tempi delle emergenze di Bertolaso.

Nel frattempo, così come il presidente del Consiglio si preoccupa di fare da sponda al papa, il papa gli rende il favore: l’altro giorno, ad esempio, è andato a pontificare di fronte al Consiglio Superiore della Magistratura. Tutto tronfio, ovviamente, per essersi finalmente deciso in quegli stessi giorni a far processare i vescovi che hanno coperto gli scandali di pedofilia del clero: ovviamente, da un tribunale vaticano, invece di consegnarli ai tribunali civili degli stati dove hanno commesso i loro crimini di connivenza.

Si potrebbe andare avanti a lungo. Come dicevamo, infatti, di queste non notizie ne riceviamo a tamburo battente, con commenti estasiati per le supposte aperture del papa, senza che nessun giornalista abbia il coraggio di dire le poche parole che sarebbero l’unico commento completo e pertinente: cioè, a seconda dei casi, “da che pulpito!”, e/o “chi se ne frega!”.

30MAG2015
Il Grande Rottamatore e i suoi Grandi Rottami

Prima di occupare prepotentemente la poltrona di Palazzo Chigi, per cooptazione presidenziale ma senza alcun mandato elettorale, Matteo Renzi si era presentato al pubblico dello spettacolo della politica come il Grande Rottamatore. Ora che sul trono ci si è seduto e intende rimanerci fino al 2023, almeno secondo le sue ultime dichiarazioni, Matteo Renzi ha gettato la maschera ed è sceso in campo personalmente, insieme alla sua vestale Boschi, a far campagna elettorale per Vincenzo De Luca, uno dei Grandi Rottami del Pd.

I due ovviamente se la intendono, perché condividono molte delle più bieche caratteristiche dell’uomo politico italiano: l’arroganza, la superbia, l’amore per il potere fine a se stesso e il disprezzo della legalità. De Luca l’aveva dimostrato tempo fa, rifiutandosi di rispettare la legge che vieta di cumulare le cariche di sindaco e di sottosegretario. E l’ha dimostrato ora, pretendendo di candidarsi alla presidenza della Regione nonostante la legge Severino gli impedisca di esercitare il mandato, essendo lui stato condannato per un abuso d’ufficio commesso da sindaco.

Gli stolti elettori delle primarie del Pd l’hanno votato lo stesso, a dimostrazione del suo controllo da boss del territorio, e il furbo presidente del Consiglio l’ha presentato in campagna elettorale come un esponente di spicco del sedicente Partito della Legalità, oltre che come l’ideatore di politiche locali che adottate su scala regionale farebbero salire il Pil di un punto percentuale: a vantaggio di quale parte della popolazione, si può facilmente immaginare.

Non c’era dunque bisogno che la Commissione Antimafia (o, nella fattispecie, Anticamorra) lo dichiarasse “impresentabile”. E le reazioni isteriche alla sua pacifica inclusione nella lista (che, si ricorda, l’Antimafia ha sempre pubblicato anche prima di tutte le altre elezioni amministrative, politiche ed europee, a partire dal 2007) non sono altro che i capricci del bambino che se la prende con il fratello o il compagno che l’ha consegnato alla madre o alla maestra, invece che con se stesso per la marachella che ha combinato.

In questo caso, però, il bambino furbetto è un presidente del Consiglio, che pretende di essere il volto nuovo e pulito della politica italiana. E la marachella è la difesa di un uomo che pretende di essere al di sopra di una legge la quale, col senno di poi, si capisce essere stata fatta ad personam, come pretesto per eliminare dalla scena Berlusconi, e non per ripulire l’immondezzaio della politica.

Renzi ora trema, e dice che le elezioni di domani non sono un test su di lui, ma se gli elettori vogliono possono diventarlo. Di motivi per mandare a casa Renzi ce ne sono a dozzine, ma quello che ha tradito la sua falsa missione di rottamazione e di moralizzazione sarebbe il più indicato. Naturalmente non accadrà, perché Renzi non è affatto un uomo nuovo o pulito: è invece l’ultima espressione del trasformismo di un partito vecchio e sporco che ha espresso De Luca nel passato, e che continua a difenderlo nel presente. E altrettanto naturalmente gli elettori lo voteranno, non nonostante il fatto che sia un condannato impresentabile, ma proprio per questo.

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25MAG2015
Si è spenta una Mente Meravigliosa

John Nash e la moglie Alicia sono morti ieri in un incidente stradale, sbalzati fuori da un taxi che li riportava a casa da Oslo, dove il matematico aveva ricevuto la scorsa settimana il premio Abel dalle mani del re di Norvegia, e aveva incontrato il campione del mondo di scacchi, il norvegese Magnus Carlsen. Una morte straordinaria, analoga a quella della principessa Diana, per una coppia straordinaria, che era rimasta unita per più di mezzo secolo nella buona come nella cattiva sorte.

Nash, una delle menti più brillanti del secolo, negli anni ’50 aveva avuto un inizio sfolgorante di carriera e ottenuto risultati memorabili in aree diversissime fra loro. Risalgono appunto a quegli anni della giovinezza i lavori sulla teoria dei giochi, da un lato, e sulla teoria delle equazioni differenziali, dall’altro, che gli valsero in seguito il premio Nobel per l’economia del 1994 e il premio Abel per la matematica del 2015.

Nella teoria dei giochi, il suo massimo contributo fu l’introduzione della nozione di equilibrio di Nash (puro): la situazione in cui si trovano due giocatori che, dopo aver giocato le loro rispettive mosse, non hanno nulla da recriminare perché avrebbero giocato la stessa mossa anche se avessero saputo in anticipo la mossa giocata dall’avversario. Nash dimostrò al proposito un famoso teorema, secondo il quale in tutti i giochi a due persone si può sempre ottenere un equilibrio analogo (probabilistico): una situazione descritta inconsapevolmente da Calvino in Se una notte d’inverno un viaggiatore, quando scrisse che “il meglio che si può ottenere nella vita è di evitare il peggio”.

Presto però lo squilibrio della schizofrenia si impadronì della mente di Nash, prima che egli compisse i trent’anni, sospingendolo su una strada ben diversa da quella del successo. Egli iniziò un calvario negli ospedali psichiatrici, in cui venne trattato con coma insulinici e altre cure invasive, che anni dopo lui stesso non esitò a definire “torture”. Si isolò dal mondo e incominciò a vivere da barbone, aggirandosi come un fantasma nell’Università di Princeton.

La moglie divorziò da lui nel 1963, ma nel 1970 lo riprese in casa nonostante la sua condizione, anche se i due si risposarono ufficialmente soltanto nel 2001. Quello stesso anno il film A beautiful mind li rese entrambi celebri come dei divi, ed essi iniziarono a girare il mondo: sempre insieme, e a volte accompagnati dal figlio, schizofrenico come il padre.

Io lo conobbi poco dopo, il 13 ottobre 2003, quando andai a trovarlo a Princeton per questa intervista. Ci aveva messi in contatto Harold Kuhn, uno dei pochi amici e colleghi che gli erano stati vicini anche durante la sua malattia, e che nel film si vede comunicargli in anticipo l’assegnazione del premio Nobel: un procedimento irrituale, deciso a Stoccolma per evitargli un annuncio che avrebbe potuto turbarlo e agitarlo, nella sua condizione di ancora parziale recupero dalla malattia.

La mia prima impressione fu di un uomo riservato e schivo, quasi impaurito dai contatti umani, e con qualche difficoltà ad affrontare le situazioni normali della vita: paradossalmente, per eccesso di razionalità. Ricordo che passammo vari minuti a decidere se lasciare la borsa nella hall oppure nella biblioteca dell’Istituto per gli Studi Avanzati, dove aleggiavano gli spiriti di Albert Einstein e di Kurt Gödel, o se invece portarla con noi nel ristorante. E la scelta di cosa ordinare a pranzo dovette attendere una minuziosa analisi preventiva, sui vantaggi e gli svantaggi di ciascuna portata potenziale.

L’uomo ispirava però tenerezza e affetto, e la nostra conversazione toccò non soltanto aspetti tecnici legati ai suoi teoremi giovanili e ai suoi studi attuali, ma anche le sue traversie psicologiche e psichiatriche. Con una certa sorpresa di Kuhn, che quando vide la trascrizione dell’intervista mi disse che avevo avuto la fortuna di trovare il modo giusto per farlo parlare anche di cose sulle quali rimaneva normalmente riservato e reticente.

Fu così che restammo in contatto e col tempo diventammo amici, per quanto possano esserlo due persone così ovviamente diverse nel valore scientifico e nell’esperienza umana. Nel 2006 tornai a trovarlo a Princeton, mentre ero in sabbatico alla Columbia University di New York. Mi venne a prendere alla stazione del treno in auto, col suo berretto di lana, e per tutto il viaggio enunciò dichiarativamente le azioni che stava per compiere performativamente: “Ora parto. Ora ingrano la marcia. Ora giro a sinistra. Ora stiamo arrivando…”.

A casa sua voleva presentarmi la moglie, ma dopo essere salito a dirle che eravamo arrivati, ridiscese dicendo che lei stava facendo un lungo bagno, e per quella volta non la incontrai. Tornati alla stazione, mentre aspettavamo il treno per New York gli raccontai che stavo leggendo il libro Emicrania di Oliver Sacks, e gli chiesi se lui ne avesse mai sofferto. Rispose di sì, ma solo in un passato ormai lontano. Tornato in ufficio, un paio di ore dopo, trovai però una sua mail che iniziava: “Come ho detto, erano molti anni che non avevo un attacco di emicrania, ma dopo che ne abbiamo parlato…”.

Quando tenemmo i tre Festival di Matematica a Roma, dal 2007 al 2009, Nash ci fece il regalo di venire ogni volta, e le nostre conversazioni pubbliche rimangono per me tra i momenti più significativi di quell’esperienza. Appena arrivato la prima volta, entrò in albergo con la macchina fotografica spianata e prese a fotografare tutti noi, incurante del fatto che il divo era lui. Io gli suggerii di non dare interviste prima della serata conclusiva, per non rovinare la sorpresa del pubblico, e quandogli chiesi un giorno se potevamo andare alla radio per un’anticipazione, mi rispose laconico che gli era stato proibito.

Un episodio divertente successe al Quirinale nel 2009, quando in occasione del Festival portammo cinque premi Nobel e una medaglia Fields in visita al presidente Napolitano. Una sua domanda di cortesia scatenò una specie di miniconferenza ai massimi livelli, alla quale Nash partecipò con alcune delle sue osservazioni spiazzanti, fino a quando il presidente la concluse diplomaticamente dicendo: “Beh, ci avete fatto una bella lezione!”.

Ricordo varie altre interviste e conversazioni pubbliche, da Bergamo a New York, alcune delle quali reperibili in rete e altre nel libro Il club dei matematici solitari (Mondadori, 2009). Quest’ultimo, in particolare, contiene una lunga storia della teoria dei giochi raccontata in prima persona da Nash e Robert Aumann, un altro premio Nobel dell’economia, e registrata in due puntate: una al Festival della Matematica del 2008 e l’altra a un successivo convegno a Brescia organizzato dall’Iseo (Istituto per lo sviluppo economico e l’occupazione) fondato da Franco Modigliani.

Nel 2010 andammo a New York per Repubblica e L’Espresso, a registrare con Nash questo dvd della serie Beautiful Minds, che si ispirava nel titolo proprio all’espressione indissolubilmente legata al suo nome. In quell’occasione passammo un’intera giornata con lui, che si intrattenne poi cordialmente a cena con gli operatori. Anche se ci diede un po’ di filo da torcere nella registrazione, perché esaurì in dieci minuti la lista delle domande che avevo preparato, dando risposte concise e stringate, e mi costrinse a fare i salti mortali per riuscire a farlo parlare di vari argomenti per il tempo richiesto di un’ora.

L’ultima volta che l’ho visto è stata il 30 settembre del 2013 a Bergamo, per una conferenza di nuovo organizzata dall’Iseo. Passammo una giornata con lui e l’amico Gianfranco Gambarelli, un teorico dei giochi che l’ha a sua volta invitato parecchie volte in Italia. Parlammo della lettera che Benedetto XVI mi aveva inviato da poco, e quando tornò a casa mi inviò una mail nella quale paragonava il papa a San Nicola e me a Thomas Huxley, il “mastino di Darwin”, dicendo che non potevo vincere quel genere di disputa, ma che “la situazione sembrava colorita e stimolante”.

L’ultima volta che l’ho sentito, invece, è stata il 26 marzo scorso, quando mi scrisse di aver ricevuto una telefonata a sorpresa da Oslo in cui si annunciava che gli era stato assegnato un premio Abel “di seconda categoria”: il suo modo per lamentarsi di dover condividere una somma che, purtroppo, non gli sarebbe servita a molto neppure intera. Quel premio gli è stato fatale, ma gli ha permesso di morire avvolto dall’abbraccio della comunità dei matematici. E l’incidente l’ha portato via tragicamente, ma ha evitato sia a lui che alla moglie la sorte peggiore di un lungo e triste declino e di una morte separata.

(Articolo uscito sul cartaceo di Repubblica di oggi)

14MAG2015
#staiserenascuola

Il presidente del Consiglio, evidentemente accortosi di aver varato un’altra delle raffazzonate riforme sulle quali una volta “ci metteva la faccia”, salvo ritirarcela immediatamente, ha scelto per la scuola una strategia differente. Parlando di fronte a una lavagna di ardesia e usando un gessetto, forse per sottolineare il suo anacronismo, ha illustrato con una calligrafia incerta da cattivo studente i provvedimenti della sedicente Buona Scuola, schermendosi: “Non chiamiamola riforma, che non ne possiamo più di riforme”.

Questa è stata una delle poche cose sensate che ha detto. Perché i cinque punti sui quali si baserebbe il suo pastrocchio, che effettivamente non si può certo chiamare riforma, sono stati i seguenti vuoti proclami:

1. Alternanza scuola-lavoro, “per ridurre una disoccupazione giovanile che attualmente è al 44%”. Come se mandando gli studenti a curiosare per qualche ora in qualche luogo di lavoro equivalesse a impegarli, e riducesse il tasso di disoccupazione di coloro che la scuola l’hanno finita e attendono appunto di essere assunti in pianta stabile (Jobs Act permettendo).

2. Cultura umanista, con il potenziamento della storia dell’arte, della musica e delle lingue. Come se l’alternanza scuola-lavoro non richiedesse al contrario un potenziamento delle materie utili per il lavoro, invece che per la formazione culturale. E come se le materie umanistiche (a partire, ovviamente, dalla religione) non fossero già eccessivamente rappresentate in tutte le scuole, comprese quelle nominalmente a indirizzo scientifico.

3. Più soldi agli insegnanti, nella forma di 500 euro ai docenti come paghetta annua per i loro sfizi culturali, e 200 milioni da assegnare ai 200.000 più meritevoli (circa un quarto del totale). Come se questa ennesima elemosina, equivalente ancora una volta ai soliti 80 euro mensili per i beneficiari, mutasse la sostanza di uno stipendio medio che è di un terzo inferiore a quello di altri paesi ai quali Renzi ha alluso nella sua lezioncina, come la Germania e la Svizzera.

4. Autonomia, “per togliere il potere alle circolari ministeriali”. Come se il decreto sulla scuola non venisse attuato con una serie di altre circolari ministeriali, la prima delle quali Renzi ha detto che stava appunto per andare a firmare nel pomeriggio. E come se affermare che le scuole di Scampia devono per forza di cose essere diverse da quelle di Trieste fosse “dire qualcosa di sinistra”, invece che gettare la maschera e mostrare il volto bieco della destra.

5. Continuità didattica con il potenziamento dell’organico, a partire da 100.000 nuovi assunti dalle graduatorie a esaurimento. Come se il rapporto Ocse Education at Glance 2014 non mostrasse che il numero degli insegnanti per studente è molto più alto in Italia (uno ogni 12 studenti) che nella media europea (uno ogni 15 studenti),

Alla fine del suo video Renzi ha buttato sul tappeto, oltre ai cinque punti precedenti, la cifra di quattro miliardi di euro in investimenti per l’edilizia scolastica. Evidentemente confidando che il popolo bue avesse già dimenticato l’analoga promessa fatta prima dell’estate dello scorso anno, quando ancora molti credevano che le parole che uscivano dalla sua bocca corrispondessero da un lato a idee nella sua testa, e dall’altro a fatti del suo governo.

Oggi, dopo più di un anno dal suo colpo di palazzo, immaginiamo che solo i ciechi e i sordi possano dar credito alle sue vuote sparate. Certo non sembrano farlo studenti e professori: quegli stessi, cioè, che nel 1969 riuscirono a scalzare dal piedistallo un gigante come De Gaulle, e che oggi potrebbero farlo anche con un nano come Renzi.

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5MAG2015
Si riparte dall’educazione

Qualche mese fa l’Italia del lavoro era uscita dalle fabbriche e dalle industrie per protestare contro la cancellazione dei diritti dei lavoratori imposta dal liberista governo Renzi. Negli scorsi giorni l’Italia delle opposizioni è uscita dal Parlamento per protestare contro la cancellazione dei diritti degli elettori imposta dall’illiberale governo Renzi. E oggi l’Italia dell’insegnamento e dell’apprendimento è uscita dalle scuole per protestare contro l’ennesima raffazzonata riforma imposta dall’incompetente governo Renzi.

Non c’è naturalmente niente di male a essere liberisti, a meno che si sia di sinistra. Così come non c’è niente di male a essere illiberali, a meno che si sia democratici. E non c’è niente di male a essere incompetenti, a meno che si ami l’efficienza. Altrettanto naturalmente, in questo paese del paradosso Renzi si presenta invece come un efficiente democratico di sinistra: non si sa se per arroganza, per presunzione o per stupidità, cose che peraltro convivono benissimo insieme.

Parte del problema sta naturalmente nella democrazia stessa: affidare direttamente o indirettamente al “popolo” la scelta del governo è come affidare la scelta dei programmi o dei libri all’Auditel o alle classifiche. Ovvio che poi ci si ritrova a guardare il Festival di Sanremo o leggere Dan Brown, in un caso, e a votare Berlusconi o Renzi, nell’altro. E neppure i blog sono immuni dal problema: se lasciati democraticamente a sé stessi, c’è appunto il rischio che alla fine vengano invasi dagli spettatori del Grande Fratello o di Amici, e che si trasformino in pollai o asinai simili al Parlamento.

E’ successo anche a Il non-senso della vita, da sempre aperto a chiunque volesse parteciparvi, ma recentemente diventato il patologico sfogo di alcuni minus habentes incarnanti le stesse spiacevoli caratteristiche del presidente del Consiglio. Inoltre, benché il cosiddetto rasoio di Heinlein metta in guardia dall’attribuire alla malizia ciò che può essere spiegato con la stupidità, c’era anche il sospetto che dietro alle intemperanze verbali di alcuni commentatori si nascondessero propositi più o meno consci di sabotaggio.

D’altronde, è certo che a più riprese alcuni fondamentalisti religiosi e politici avevano apertamente tentato di far naufragare un blog che si distingueva per la sua indipendenza dal politically correct. E non è da escludere che essi abbiano cercato di ottenere subdolamente, col sabotaggio, ciò che non erano riusciti a raggiungere apertamente, con le liste di proscrizione.

Come sottolineato dal nuovo titolo Il non-senso della vita 3.0, ho dunque deciso di modificarne la natura, e di permettere la partecipazione soltanto a chi avrà avuto un commento già approvato in precedenza. D’altronde, lasciando le portespalancate e incustodite si corre il rischio di trovare la propria casa non solo invasa di insetti e imbrattata di escrementi, ma anche trasformata in un delirio alla Project X.

Spero che questo risolva semplicemente e incruentemente il problema dei pervertiti del blog. Peccato che non sia possibile sbarazzarsi in maniera altrettanto semplice e incruenta dei pervertitori della politica.

(dal blog su repubblica..di Odifreddi: “il non senso della vita” http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/

VERITA’ RAGIONE E CORAGGIO DI PIERGIORGIO ODIFREDDI, SULLA QUESTIONE ISRAELO-PALESTINESE   Leave a comment


20 NOVEMBRE 2012 REDAZIONE IL fATTO

Il matematico aveva scritto parole dure sul conflitto in Medio Oriente accusando lo Stato ebraico di “logica nazista”,

ma il suo intervento è scomparso dopo 24 ore. Oggi il saluto ai lettori: “Continuare sarebbe un problema. D’ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso o scrivo può non essere gradito a coloro che lo leggono”

 

 

NETANIAU

Un post pubblicato domenica. Tema: il conflitto israelo-palestinese che in questi giorni sta vivendo un’altra pagina dai toni drammatici. Una presa di posizione molto dura nei confronti dello Stato ebraico, accusato di “logica nazista” nei confronti dei palestinesi. Ma la rimozione del suo intervento dal sito di Repubblica.it ha colto di sorpresa Piergiorgio Odifreddi (matematico, divulgatore scientifico, diventato noto anche per le sue posizioni critiche alla Chiesa cattolica). Ieri sera, infatti, il suo post nel blog “Il non senso della vita” non c’era più. Tanto è bastato, comunque, perché Odifreddi decidesse di scrivere un ultimo intervento, di commiato, per salutare i numerosi lettori che lo hanno seguito fin qui. D’altronde l’intervento in un blog non riflette la linea editoriale del giornale, che del resto nei casi più controversi – come potrebbe essere questo – può scegliere di pubblicare due interventi in antitesi (l’uno che intende confutare l’altro), davanti ai quali i lettori possono confrontarsi.

“Per 809 giorni Repubblica.it ha generosamente ospitato le mie riflessioni – scrive Odifreddi nel suo saluto – che spesso non coincidevano con la linea editoriale del giornale, e ha offerto loro l’invidiabile visibilità non solo del suo sito, ma anche di un richiamo speciale nella sezione Pubblico. Da parte mia, ho approfittato di questa ospitalità per parlare in libertà anche di temi scabrosi e non politically correct, che vertevano spesso su questioni controverse di scienza, filosofia, religione e politica. Naturalmente, sapevo bene che toccare temi sensibili poteva provocare la reazione pavloviana delle persone ipersensibili. Puntualmente, vari post hanno stimolato valanghe (centinaia, e a volte migliaia) di commenti, e aperto discussioni che hanno fatto di questo blog un gradito spazio di libertà. Altrettanto naturalmente, sapevo bene che la sponsorizzazione di Repubblica.it poteva riversare sul sito e sul giornale proteste direttamente proporzionali alla cattiva coscienza di chi si sentiva messo in discussione o criticato”.

“Immagino che il direttore del giornale e i curatori del sito abbiano spesso ricevuto lagnanze, molte delle quali probabilmente in latino – ammette – Ma devo riconoscere loro di non averne mai lasciato trasparire più che un vago sentore, e di aver sempre sposato la massima di Voltaire: ‘Detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo’. Mai e sempre, fino a ieri, quando anche loro hanno dovuto soccombere di fronte ad altre lagnanze, questa volta sicuramente in ebraico”. Fino a ieri, dunque, tutto ok. Poi, però, la cancellazione del post che “non è, di per sé, un grande problema: soprattutto nell’era dell’informatica, quando tutto ciò che si mette in rete viene clonato e continua comunque a esistere e circolare. Non è neppure un grande problema il fatto che una parte della comunità ebraica italiana non condivida le opinioni su Israele espresse non soltanto da José Saramago e Noam Chomsky, al cui insegnamento immodestamente mi ispiro, ma anche e soprattutto dai molti cittadini israeliani democratici che non approvano la politica del loro governo, ai quali vanno la mia ammirazione e la mia solidarietà”.

“Il problema, piccolo e puramente individuale, è che se continuassi a tenere il blog, d’ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso o scrivo può non essere gradito a coloro che lo leggono: qualunque lingua, viva o morta, essi usino per protestare – Dovrei, cioè, diventare ‘passivamente responsabile’, per evitare di non procurare guai. Ma poiché per natura io mi sento ‘attivamente irresponsabile’, nel senso in cui Richard Feynman dichiarava di sentirsi in Il piacere di trovare le cose, preferisco fermarmi qui”. “Tenere questo blog è stata una bella esperienza, di pensiero e di vita, e ringrazio non solo coloro che l’hanno ospitato e difeso, ma anche e soprattutto coloro che vi hanno partecipato – conclude Odifreddi – La vita, con o senza senso, continua. Ma ci sono momenti in cui, candidamente, bisogna ritirarsi a coltivare il proprio giardino”.

Ma la scomparsa improvvisa del post aveva scatenato proprio i frequentatori più assidui del blog di Odifreddi che, utilizzando lo spazio del suo articolo precedente, non solo hanno chiesto insistentemente al matematico come mai quel testo fosse stato rimosso, ma lo hanno copiato e incollato a beneficio di chi non l’avesse letto. A quel punto, certo, si è sviluppato il dibattito tra chi è d’accordo con la tesi di Odifreddi e chi non lo è. ”Non c’era nessun delirio antisemita, filoislamico, comunista. Solo una condanna alla violenza” scriveva B.dg. ”Il post – secondo Giulioru – è un minkiata se l’ha o gliel’hanno tolto hanno fatto bene, non per i contenuti che sono aleatori come tutte le informazioni che ci imboccano, ma per l’uso di paragoni matematici che sono infantili e inopportuni. Uno, 10, 100 non è questione di moltipliche ma di follia umana che non ha formule né tempo né luoghi”.

I lettori del blog ora commentano invece l’addio del matematico al blog: “Con l’ultimo thread non ero d’accordo, come ho scritto – interviene Nivadi – Ciò non toglie che desidero continuare a leggere osservazioni non convenzionali e stimolanti facci sapere dove potremo leggerti. Smetterò di leggere il sito di Repubblica”. “Che gran peccato, il suo blog mi ha sempre offerto dei grossi spunti di riflessione – dice lucajeck_01 – A volte mi sono trovato in disaccordo con le sue vedute, ma è stato un piacere anche quello, poter testare il mio senso critico su argomenti complessi o comunque su punti di vista particolari è stato stimolante”.

Di seguito il post di Odifreddi cancellato dal blog

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Dieci volte peggio dei nazisti (18)
Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona.

Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer. Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l’eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per “motivi di salute” (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni). Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all’ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario.

In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l’eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall’esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi.

Ma a far condannare all’ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare anche Netanyahu e i suoi generali?

Piergiorgio Odifreddi

NO AL TERRORISMO, MA QUALE? Piergiorgio Odifreddi   Leave a comment


NO AL TERRORISMO, MA QUALE?

Piergiorgio Odifreddi


Scrivo queste parole contro la guerra dal Laos, nel quale mi trovo per combinazione, e del quale ho appena visitato il Nordest: la zona, cioe’, piu’ martoriata dalla guerra ” segreta ” che gli Stati Uniti vi combatterono dal 1964 al 1975. Una guerra di cui erano all’oscuro non solo i cittadini e i media, ma addirittura i membri del Congresso. Una guerra contro un paese che l’accordo di Ginevra del 1962, solennemente firmato dagli Stati Uniti, aveva dichiarato neutrale e smilitarizzato. Una guerra nella quale sono state scaricate sul Laos piu’ bombe che nell’intero secondo conflitto mondiale: due milioni di tonnellate, ovvero dieci tonnellate per ogni chilometro quadrato, e mezza tonnellata per ogni cittadino. Una guerra che ha torturato il paese al ritmo di un bombardamento ogni otto minuti, ogni giorno della settimana, per nove anni ininterrotti. Una guerra che e’ costata ai contribuenti statunitensi due milioni di dollari al giorno. Una guerra che non e’ servita a nulla, se non a posporre inutilmente la liberazione di una nazione.

Il Laos ha avuto la sfortuna di trovarsi, geograficamente, a ridosso del Vietnam: sul suo territorio passava il “sentiero di Ho Chi Min”, attraverso il quale la Repubblica del Nord riforniva l’Esercito di Liberazione del Sud. Per ostacolare le operazioni vietnamite la Cia vi organizzo’, addestro’ e finanzio’ segretamente un esercito mercenario di 10.000 uomini, arruolati fra le minoranze etniche del paese, e lo riforni’ militarmente e logisticamente attraverso una compagnia aerea “civile” di sua proprieta’ (la famigerata Air America, le cui imprese si possono leggere in un omonimo libro di Christopher Robbins). Ottrocentomila litri di defolianti ed erbicidi furono rovesciati nei dintorni del sentiero di Ho Chi Min, distruggendo ogni tipo di vegetazione, e avvelenando i raccolti e l’acqua. Le operazioni venivano coordinate dalla citta’ fantasma di Long Tieng, che pur non comparendo sulle mappe divenne la seconda citta’ del Laos per popolazione, con uno degli aereoporti piu’ trafficati del mondo.

Come se non bastasse, il Laos ha anche avuto la sfortuna di trovarsi, in linea d’aria, sul tragitto che collegava le basi statunitensi in Tailandia e i loro obiettivi in Vietnam. Quando i bombardieri non riuscivano a raggiungere la destinazione a causa del maltempo, bombardavano a tappeto il territorio sul quale si trovavano casualmente in quel momento, per evitare di dover tornare carichi alla base. I bombardamenti sul paese diventarono pianificati, invece che casuali, dapprima quando Johnson sospese ufficialmente quelli sul Vietnam nel 1968, concentrando in segreto l’intera aviazione sul Laos, e poi quando Nixon e Kissinger autorizzarono (all’insaputa del Congresso) le incursioni sistematiche dei B-52.

Gli statunitensi se ne sono andati ormai da ventott’anni, ma le conseguenze della loro guerra rimangono. Il Pian delle Giare, un luogo misterioso ed enigmatico che prende il nome da centinaia di giare megalitiche scavate nelle rocce, di cui non si conoscono ne’ la provenienza ne’ l’uso, e’ desolatamente crivellato di enormi crateri. I campi dell’intera regione continuano a nascondere innumerevoli cosiddette “bombette”, che venivano lanciate a girandola da contenitori paracadutati che si attivavano nelle vicinanze del suolo per effetto della pressione dell’aria. Contadini e bambini continuano giornalmente a saltare in aria o a mutilarsi a causa di questi ordigni, costruiti al solo scopo di uccidere o sfigurare essere umani. Ubiqui manifesti ammoniscono a non toccare oggetti sospetti e a non allontanarsi dai cammini battuti. Nei villaggi i residuati affiorano dovunque, e sono usati come vasi da fiori, panche, sostegni per i tetti, staccionate, o utensili da eta’ del ferro bellico. Un numero imprecisato di abitanti soffre di malattie tossiche causate dalla “pioggia gialla” prodotta dalle armi chimiche.

Sarebbe difficile definire questa guerra altrimenti che terrorismo pianificato su larga scala, e i metodi che sono stati usati per combatterla altrimenti che armi di distruzioni di massa. Eppure, e’ proprio in nome di queste due parole d’ordine, “terrorismo” e “armi di distruzioni di massa”, ripetute come mantra fino a far perdere loro qualunque significato, che gli Stati Uniti pretendono di chiamare oggi alla guerra contro l’Iraq, riproponendo il paradosso evangelico di chi vede la pagliuzza nell’occhio altrui, ma non la trave nel proprio.

Se veramente si volesse o si dovesse far guerra agli stati che da un lato pianificano, finanziano e praticano il terrorismo, e dall’altro producono, posseggono e usano armi di distruzione di massa, gli Stati Uniti dovrebbero esserne il primo e il principale obiettivo. Naturalmente le loro mascalzonate in Laos non sono che un motivo fra i tanti, scelto qui occasionalmente per le impressioni di un viaggio, ma si inseriscono corerentemente all’interno di una storia che inizia, e’ bene non dimenticarlo, col genocidio che sta alla base della stessa costituzione (fisica, ovviamente, non legale) degli Stati Uniti: quello dei diciotto milioni di indiani che ne abitavano il territorio, e che sono stati oggetto di uno sterminio premeditato e sistematico di stampo protonazista (nel senso letterale, visto che Hitler stesso ha dichiarato di averlo preso ad esempio per la sua “soluzione finale” del problema ebraico).

Sarebbe inutile da un lato, e impossibile dall’altro, elencare pedestremente tutti i capi d’accusa contro gli Stati Uniti, in un ideale processo per terrorismo e uso di armi di distruzione di massa. Bastera’ ricordare alla rinfusa i nomi di alcuni stati che hanno avuto la sventura di essere oggetto delle loro “attenzioni”: dalle Filippine alla Corea, dall’Iran al Guatemala, dal Vietnam alla Cambogia, da Santo Domingo al Cile, dal Nicaragua a Panama, … E non si dovra’ dimenticare che finora (e per fortuna !) gli Stati Uniti sono gli unici membri del “club nucleare” (al quale l’Iraq non appartiene !) ad aver usato la bomba atomica, per ben due volte, e ad averne minacciato l’uso parecchie altre: da Foster Dulles, che penso’ di usarla per sbloccare l’assedio dei francesi a Dien Bien Phu, ai due Bush, che l’hanno promessa a Saddam come ritorsione per l’eventuale uso (difensivo, e sul proprio territorio!) di armi chimiche.

Sara’ forse per questi motivi, che tutti conoscono, ma di cui troppo spesso politici e media di ogni parte fingono di dimenticarsi, che nella loro propaganda a favore della guerra contro Saddam e l’Iraq gli Stati Uniti aggiungono, agli slogan sul “terrorismo” e le “armi di distruzioni di massa”, quelli del “dittatore feroce” da cui bisognerebbe liberarsi, e della “democrazia” che bisognerebbe (re)instaurare.

Anche in questo caso, naturalmente, per smascherare la finzione che si nasconde dietro a questi slogan bastera’ ricordare i nomi di alcuni dei dittatori che gli Stati Uniti hanno appoggiato, spesso instaurandoli direttamente al potere con colpi di stato da essi stessi organizzati: da Somoza a Batista, da Diem a Lon Nol, dallo Scia’ a Pinochet, … Per non parlare degli stessi Saddam e Bin Laden, che andavano benissimo fino a quando servivano a combattere gli ayatollah in Iran o i russi in Afganistan. Persino il macellaio Pol Pot, il cui nome e’ forse quello che piu’ si identifica col Male nell’immaginario collettivo degli ultimi cinquant’anni, e’ stato sostenuto finanziariamente e militarmente dagli Stati Uniti (oltre che dalla Gran Bretagna e dalla Cina) per tredici anni dopo la sua caduta, e i Khmer Rossi mantenuti alle Nazioni Unite come artificiali rappresentanti della Cambogia fino al 1992, solo perche’ erano stati i vietnamiti a liberare il paese nel 1979.

E poi, di grazia, quale esempio di democrazia gli Stati Uniti forniscono al mondo, per potersi arrogare il diritto di volerlo instaurare ovunque? Quello di una nazione che ha avuto come presidenti, anche di recente, militari come Eisenhower, o capi della Cia come Bush padre? Quello di una nazione i cui cittadini di colore hanno tassi di alfabetizzazione e di sopravvivenza inferiori agli indiani del Kerala? Quello di una nazione che mantiene in vigore la pena di morte, e ne esegue le sentenze con rituali barbari e psicotici? Quello di una nazione che tiene in carcere due milioni di abitanti, con una percentuale (uno su centocinquanta) quindici volte superiore alla europea, e uguale invece a quella di stati totalitari come la Russia e la Cina (ai quali gli Stati Uniti sono accomunati, a proposito di armi di distruzioni di massa, anche dal rifiuto di firmare il trattato di Ottawa sulla produzione, l’uso e la vendita delle mine antiuomo)? Quello di una nazione che rifiuta di applicare ai suoi prigionieri di guerra le norme stabilite dalla Convenzione di Ginevra, e li segrega in gabbie da animali in una base militare che mantiene illegalmente da quarant’anni, contro le esplicite richieste di restituirla da parte del paese “ospitante” (Cuba)? Quello di una nazione che rovescia i piu’ basilari principi del diritto, e pretende che sia l’accusato (Saddam) a fornire le prove della propria innocenza, invece dell’accusatore (gli Stati Uniti) a fornire quelle della sua colpevolezza? (Tra parentesi, come concilia l’alleato Berlusconi l’applicazione a Saddam del motto “colpevole fino a disprova contraria “, e a Previti di quello “innocente nonostante prova contraria”?)

In ogni caso, e questo vale naturalmente non soltanto per gli Stati Uniti, ma per tutti i paesi del mondo, Gran Bretagna e Italia comprese, democrazia significa “governo del popolo”: uno stato sedicente democratico, dunque, prima di prendere decisioni su questioni cosi’ fondamentali e di eccezionale amministrazione come la dichiarazione di una guerra preventiva nei confronti di un’altra nazione, sulle quali non ha ovviamente ricevuto nessun mandato dagli elettori, dovrebbe sentirsi in obbligo di consultarli con un referendum o, almeno, di conformarsi strettamente allle loro opinioni espresse dai sondaggi.

 E non comportarsi, invece, alla stregua delle dittature che dichiara di voler rovesciare, agendo in base a supposti “interessi di stato”, evidentemente contrapposti a quelli dei cittadini.

Nonostante quanto qualcuno pensera’ (ad esempio “Il Riformista”, che l’ha non solo pensato, ma scritto in prima pagina il 23 dicembre 2002, a proposito della mia intervista a Chomsky sul recente Almanacco di Filosofia pubblicato da questa stessa rivista), le affermazioni precedenti non sono affatto un’espressione di “antiamericanismo”. Se non altro perche’, diversamente da coloro che abusano di questa parola,

io conosco la differenza fra l’America e gli Stati Uniti: come la conoscono, d’altronde, i latino-americani che si risentono, fortemente e giustamente, nel veder definire come “americani” per antonomasia gli statunitensi. La confusione (voluta) risale alla formulazione della dottrina Monroe, “l’America agli americani”, che andava (ed e’ stata) naturalmente intesa come “l’America agli Stati Uniti”: sarebbe bene, dunque, evitare di perpetuare l’antiamericano (questo si’!) equivoco e parlare eventualmente, e piu’ precisamente, di sentimenti “antistatunitensi”.

Ma anche questa qualifica sarebbe scorretta: se non altro perche’, ancora una volta,

io conosco la differenza fra il governo e la popolazione degli Stati Uniti (non solo, ma anche, per averci studiato e insegnato per vent’anni). E so che alla Casa Bianca e al Pentagono stanno “persone” ben diverse da una parte di quelle che popolano le citta’ e le universita’ del paese.

 Naturalmente, so anche che un’altra parte della popolazione sta col governo, per convinzione o circonvenzione (in fondo Bush e’ pur sempre stato eletto, benche’ soltanto coi voti di un quarto degli aventi diritto: un altro bell’esempio di “democrazia”). E dunque, non mi permetto nessuna posizione generica riguardo agli “statunitensi”.

Volendo a tutti i costi parlare in termini di contrapposizioni, accetterei comunque volentieri, per il mio rifiuto di questa guerra, le qualifiche di “anticolonialista” e “anti-imperialista” (e anche, perche’ no, di “antifascista”). Esso infatti non riguarda specificamente gli Stati Uniti e l’attuale intervento in Iraq, ma qualunque azione militare essi e le altre potenze coloniali e imperiali, dalla Gran Bretagna alla Francia, dalla Russia alla Cina, possano proporre alla comunita’ internazionale per contenere o espandere i loro interessi, eventualmente mascherandola con le pelli di agnello dell’intervento umanitario o internazionale.

Di ” guerre giuste ” si potra’, eventualmente, parlare quando ci saranno veramente una comunita’ e un diritto internazionali. Ad esempio, quando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ritirera’ l’anacronistico diritto di veto a Gran Bretagna e Francia, e lo assegnera’ piu’ realisticamente all’Europa e all’India. O quando all’Aia verranno processati non soltanto i Milosevich e i Karadzic, ma anche i Kissinger e gli Sharon. Fino ad allora, il mondo rimarra’ in balia delle potenze coloniali e imperiali, e io rimarro’ contro le loro guerre: tutte quante, compresa la piu’ infida ed estesa di tutte, che va sotto il nome di “globalizzazione”.

Un uomo di coraggio..Piergiorgio Odifreddi   Leave a comment


SULL’AMERICA…ovvero..più precisamente..sul Governo Americano….(il popolo americano è un’altra cosa)

Intervista a

ADOLF HITLER

Piergiorgio Odifreddi

Gennaio 2005

Adolf Hitler nacque in Austria il 20 aprile 1889, e dedicò la sua vita alla realizzazione del piano politico esposto nel 1924 nel Mein Kampf, “La mia battaglia”, scritto in prigione dopo un fallito tentativo di colpo di stato. Il suo regno di terrore potè iniziare legalmente nel 1933, grazie al 44% dei voti del Partito Nazionalsocialista, e all’8 % del Partito Nazionalista (20,5 milioni in tutto), ottenuti alle elezioni: a dimostrazione del paradosso che un dittatore può anche arrivare al potere democraticamente.

L’espansione del Terzo Reich iniziò nel 1938 con l’annessione dell’Austria, e raggiunse al suo massimo un’estensione da Capo Nord al Sahara, e dalla Normandia al Caspio. La contrazione iniziò nel 1942 con le sconfitte di Stalingrado e di El Alamein, e si concluse il 9 maggio 1945 con l’entrata dei russi a Berlino. Poco prima, il 30 aprile, Hitler si era ucciso con un colpo di pistola nel suo bunker.

Sessant’anni dopo, mentre nel mondo si sta organizzando un Quarto Reich che va dagli Stati Uniti al Mediterraneo, abbiamo parlato del Terzo col sanguinario vegetariano che l’ha comandato per dodici anni.

Fürer, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale il suo nome è diventato sinonimo del male. Cosa ne pensa?

La storia è sempre stata scritta dai vincitori, e il bene è ciò che sta dalla loro parte. Se avessimo vinto noi, sinonimo del male sarebbe diventati i nomi di Churchill o di Roosevelt.

Non crede che ci siano motivazioni oggettive, oltre alla sconfitta? Stalin la guerra l’ha vinta, eppure anche il suo nome è diventato sinonimo del male.

Milioni di persone non l’hanno pensata così, su Stalin, prima e dopo la guerra: quanti russi hanno pianto, quando è morto? Temo che lei non sappia molto nè dello stalinismo, nè del nazismo, a parte ciò che le ammanniscono i Ministeri della Propaganda, del suo paese e di quello che lo comanda.

Ministeri della Propaganda? E quali sarebbero i nostri Goebbels?

Per parlarle in termini che lei può capire, se il nostro era il totalitarismo inumano del 1984 di Orwell, il vostro è oggi il totalitarismo dal volto umano del Mondo nuovo di Huxley. I suoi Ministeri della Propaganda sono dunque il cinema e la televisione: se vuole trovare i nuovi Goebbels, li cerchi fra gli Spielberg e gli Zeffirelli, o fra i Murdoch e i Berlusconi.

Cosa voleva insinuare, fra l’altro, con quel “paese che ci comanda”? Che l’Italia sarebbe una colonia degli Stati Uniti?

E non lo è, forse? Da quando siete stati occupati, nel 1944, non vi siete più liberati. A tutt’oggi ci sono 125 basi e 35.000 truppe statunitensi in Italia: è indipendenza questa? In Germania, poi, stiamo ancora peggio. Quella che voi chiamate liberazione, fu soltanto la sostituzione di un’occupazione militare a un’altra, meno esibita ma non meno effettiva.

Non vorrà negare, però, che il nazismo si è macchiato di crimini contro l’umanità mai visti prima.

Ah, sì? E quali?

Anzitutto, lo sterminio di sei milioni di ebrei.

Non dica cretinate. Il mio modello per la soluzione del problema ebraico è stato il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l’analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell’America del Nord. Quanti indiani rimangono negli Stati Uniti, oggi? Qualche centinaio, mantenuti in riserve come i bisonti. E quanti ebrei rimangono invece, al mondo? Milioni, e hanno addirittura uno stato tutto per loro: il quale, tra l’altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione sul come trattare le minoranze etniche.

Lei è proprio un senza Dio!

Senza il Dio degli ebrei, magari. Ma avevamo il vostro: non è forse stato Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che “tutti gli assassini dell’Olocausto erano cristiani, e il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell’Europa cristiana”? Non senza motivo le mie SS portavano scritto Gott mit uns sulla fibbia della cintura.

La Chiesa non la pensa certo così!

Ma se, da quando Rolf Hochhuth ha rotto l’incantesimo con Il vicario nel 1963, non si fa che parlare del silenzio di Pio XII nei confronti di quello che voi chiamate Olocausto! E poi, lei non ha certo letto il mio Mein Kampf, che immagino non sia facile da trovare nelle vostre librerie: se l’avesse fatto, ricorderebbe però che il progetto per il trionfo del nazismo era modellato sulla tenace adesione ai dogmi e sulla fanatica intolleranza che hanno caratterizzato il passato della Chiesa cattolica.

In ogni caso, basterebbe a condannarvi il disprezzo per la vita umana di civili innocenti che avete dimostrato durante la guerra.

Questa la vada a raccontare agli abitanti di Amburgo e di Dresda, sui quali avete riversato le “tempeste di fuoco” che ne hanno ucciso un milione. O a quelli di Hiroshima e Nagasaki, trecentomila dei quali sono stati inceneriti da due bombe atomiche: nessuna propaganda può cancellare il fatto che i “cattivi” nazisti non hanno costruito queste armi di distruzione di massa, mentre i “buoni” Stati Uniti le hanno non solo costruite, ma usate!

Almeno, non vorrà negare la sua aberrante politica eugenetica.

Perchè mai dovrei negarla? Era un mezzo per ottenere la purezza della razza. Ma non capisco cosa ci trovi di aberrante: la mia legge del 1933, per la prevenzione dei difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale noi demmo per questo motivo una laurea ad honorem nel 1936 a Heidelberg. Lo sa, lei, che la prima legge per la sterilizzazione di “criminali, idioti, stupratori e imbecilli” fu promulgata nel 1907 dall’Indiana? Che fu poi imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corta Suprema? Che negli anni ’30 furono sterilizzati 60.000 individui negli Stati Uniti, metà dei quali nella sola California? E che negli anni ’50, dopo la guerra, furono castrati 50.000 omosessuali?

Non vorrà dire che gli Stati Uniti, il melting pot, sono un paese razzista!

Lei è proprio un ingenuo! Secondo lei, contro cosa manifestava Martin Luther King, ancora negli anni ’60? E chi scrisse Il passaggio della Grande Razza nel 1916?

Chi?

Madison Grant, amico di Theodore Roosevelt. Quando il libro fu tradotto in tedesco, gli mandai una lettera entusiasta, di cui lui fu molto compiaciuto. E a proposito di Roosevelt, non dimentichi che Pierre van der Berghe, studioso della razza, l’ha messo insieme a me e a Hendrik Verwoerd, l’artefice dell’apartheid sudafricano, nella Trinità del Razzismo del Novecento.

Di questo passo, arriverà a dire che gli Stati Uniti furono anche un paese nazista!

Gli Stati Uniti non possono aver seguito il nazismo, perchè l’hanno preceduto e ispirato.

In fondo, volevamo entrambi una cosa sola: come cantavano le mie SS, Morgen die ganze Welt. Purtroppo il mondo era quasi tutto nelle mani delle potenze coloniali, e bisognava toglierglielo con la forza. Il “male” di cui ci hanno accusati era tutto qui: voler fare a loro ciò che essi avevano fatto ad altri. Noi abbiamo fallito, ma gli Stati Uniti stanno portando a termine quello che era il nostro vero progetto: il dominio globale (militare, politico ed economico) del pianeta.

E’ questa, dunque, l’eredità del nazismo?

L’ha già dichiarato Otto Dietrich zur Linde, il giorno prima della sua esecuzione, nell’intervista rilasciata all’argentino Borges, poi pubblicata col titolo Deutsches Requiem: il nazismo era un’ideologia così ben congegnata, che l’unico modo per sconfiggerla era di abbracciarla. Noi volevamo che la violenza dominasse il mondo, e il nostro scopo è stato pienamente raggiunto. Non abbiamo vissuto e non siamo morti invano.

Dialogo..interreligioso ( mejo che nulla..Caramella…io…Piergiorgio Odifreddi..aspetto gli altri)   Leave a comment


 

Caramella..(devi essere una “rossana-fondente)..

caramella

hai “RAGIONE” e dico anche..semplicemente..ragione..

il tuo post..  (ETICA DEGLI IPOCRITI)

http://caramella-fondente.blog.kataweb.it/2007/11/07/etica-degli-ipocriti/     è “vero”

“CHI RUBA LA MELA E’ UN LADRO…..CHI RUBA UN REGNO DIVENTA RE……”

Slogan quali “Una nazione sotto Dio”, e “In Dio confidiamo”, come riportato persino sulle banconote da un dollaro,

sono spesso ripetuti nei discorsi politici correnti…..ma gli americani sono tra i popoli più bellicosi del mondo.

A noi, suoi fervidi amici, non resta che dire, “Dio benedica l’America”….

La spiritualità non scende mai a compromessi, ma si ammanta di paramenti firmati…

Ci attendevamo il regno dei cieli e invece è sopraggiunto il ben più misero, si fa per dire, regno vaticano. D’altra parte il Vaticano possiede il 22% del patrimonio immobiliare italiano, e non si tratta solo di edifici adibiti al culto, ma anche di complessi affittati per usi commerciali:

«Ci troviamo di fronte alla più grande multinazionale che opera in Italia: ha poteri e privilegi ovunque, che non si limitano all’8 per mille che frutta un miliardo di euro, ma vanno contati anche i circa 500 milioni per lo stipendio degli insegnanti di religione e altre centinaia di milioni tra finanziamenti delle scuole e dell’università cattoliche, buoni scuola, fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari, stipendi dei cappellani militari, fondo di previdenza del clero»

http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/conti-della-chiesa/conti-della-chiesa/conti-della-chiesa.html

Constato che la suddetta organizzazione sembra tutt’altro che un’autorità morale. «Il Papa che parla di famiglia senza rispondere al filmato ‘Crimen Sollicitationis’ è negazionista.”

In realtà il male si nasconde sempre tra le pieghe del moralismo.

Viceversa, il sommo bene, che è amore, si manifesta, soprattutto, nella sincerità, nella verità. Per quanto riguarda la vita spirituale, solo l’essere di colui che è intimamente senza scelta schiude le porte della vera azione. Se la qualità della propria consapevolezza è tale da riuscire a comprendere un problema nella sua interezza, la risposta possibile sarà solo una. Pertanto, le reazioni basate su un modello preordinato sono, in effetti, tutte relativistiche. Mentre quelle consapevoli sono essenzialmente univoche.

Qualcuno potrebbe pensare che io sia anticlericale…. sono solo osservatrice di quegli emeriti marpioni che si approfittano dell’influenzabilità e suggestionabilità connaturali ad ogni essere umano.

Come dimenticare inoltre, l’incompatibilità tra religione e politica? Un binomio che nel nostro scalognato paese è, al contrario, sempre più affiatato. Avere voce in capitolo, influenzare le alte sfere può rivelarsi determinante per le organizzazioni religiose che giocano la loro partita in un mercato, quello delle coscienze, che dispone di risorse incommensurabili. Sicché l’allegra brigata dei lobbisti spirituali si diletta a propagandare e imporre la propria fede con la forza della persuasione occulta, quanto del ricatto psicologico. Facendosi scudo di un moralismo ipocrita e di sola facciata.

Una famosa frase di Bertrand Russell del 1930 diceva “di fronte alla porta del progresso c’è un drago di guardia, e questo drago è la religione: per accedere al progresso bisogna prima abbattere il drago”….

Ma l’unico modo di “abbattere” quel drago è diventarne così consapevoli da riuscire a discernere il buono dal mefitico, ciò che risana da quanto, invece, ammala la coscienza.

Nella stessa misura in cui sono favorevole alla spiritualità, diffido delle religioni tradizionali, specialmente quelle di matrice dogmatica. Ma Cristo che sta sempre con gli ultimi, ha preso le sembianze del profugo, del precario, del derelitto o del senzatetto?

NO

Ha preso le le sembianze di un regno, del regno pontificio….

Perché l’impero economico e finanziario del Vaticano non si spoglia delle ricchezze terrene quando bambini e anziani muoiono di malattie e stenti in tante parti del mondo? Ciò nondimeno il primo nucleo d’ipocrisia è già nello Stato. Le incongruenze sono persino eccessive. Eccone una tra le tante. Esistono parlamentari già condannati in via definitiva, che invece di risultare sospesi sono nel pieno esercizio delle loro funzioni.

Considerando poi che i mass media più influenti sono condizionati dall’ideologia ufficiale, chi potrà risanare il sistema?

Bene, restituito a Cesare ciò ch’è di già gli appartiene, bando ai salamelecchi. Contro le vipere dell’ingiustizia non serve alcun buonismo! Semmai, bisogna rifuggire urgentemente d’ogni ipocrisia etica.

Compito di coloro che s’interessano di spiritualità è favorire il risveglio interiore. Il che significa rivolgersi a se stessi, ed essere svegli……”

come le tue citazioni..””IL SONNO DELLA RAGIONE…GENERA MOSTRI..”

 

 e pensare che la ragione  è “l’essenza specifica”che fà del mammifero Uomo,

(pur geneticamente identico per il suo 98% del genoma..alle scimmie Bonobo..)

l’essere vivente ritenuto costruito ad Immagine e Somiglianza del creatore medesimo…

La Parola,il Logos cristiano..Gesù..fà dire a Giovanni-vangelo..proprio questa asserzione..ma ancor più…si arriva a comprendere..proprio con “il buon uso della ragione”..e dell’insegnamento di un tale maestro..che..tale creatura ha in sè..

ha la capacità…non è..ma potrebbe essere in divenire..(Erich Fromm)  ..un Dio..egli stesso..

ma solo se fà buon uso dell’altro incommensurabile dono  che..sempre il medesimo padre-dio ha elargito..

il “dono” della conoscenza del bene e del male..perchè questo…”non è..un dono da… Serpente..”

Usando questa esperienza del bene e del male..nel suo cammino tempo-reale…cioè..dagli albori della creazione al ..forse..

21esimo secolo..ed oltre..

l’essere umano è proprio… nato-generato cosi..capace e libero..di “fare” esperienza di bene e di male..

sperimentandolo sulle proprie ed altri strade -cammini-vite..

la Religione..mi riferisco all’ebraismo antico..è una reale tragedia delle coscienze..non sò se ..costruita in buona fede..o più verosimilmente..”costruita” concepita..come strumento…

a fine di alienazione del popolo… da parte di  un “Impero nascente” ..solo interessato al dominio ed al denaro…

è l’invenzione di una “casta sacerdotale”..divenuta…  per naturale conseguenza..” covo di lupi..vipere e vari serpenti pericolosi..

( mi perdoni quel serpentello del paradiso perchè ne offendo la specie..)

All’interno di questa “piccola ed insignificante nazione” rapportata..cioe’..nel contesto naturalmente storico”….

alcuni dei loro padri fondatori,ritennero.. legittimamente e doverosamente..”utile”   costruirsi..

una propria genealogia araldica decorosa..per non “scomparire” agli occhi del contesto culturale dell’umanita’ di quei tempi..

la Bibia diventa..”Storia Illuminata” all’interno..prima del Mediterraneo e poi ..di gran parte del mondo..

non solo ” Occidentale”..unicamente per il “messaggio” di Umanesimo..di circa 2o menti illuminate-profeti..che richiamarono..

“alla coerenza”   Re e Sacerdoti di questo popolo..  riguardo alle “Esigenze” del loro stesso dettato..civile e religioso..

le esigenze..raccolte nella “TORAH”..non uccidere,non rubare,non dire falsa testimonianza,non “offendere ” almeno..”il tuo dio”..

tra  questi “risalta” la visione “UNIVERSALE” di ISAIA….

“VERRANNO TEMPI… IN CUI TUTTE LE NAZIONI… NON MUOVERANNO PIU’ GUERRE..

MA TRASFORMERANNO LE LORO LANCE IN VOMERI..

(e pensare ..che il manoscritto più antico ritrovato di questa pagina..

che fù peraltro tramandata vocalmente  “INTATTA” per generazioni …

è stata universalmente riconosciuta come.. “PATRIMONIO DELL’UMANITA’ ” .

Dispiace che i governanti attuali di questa nazione..come direbbe David Grosmann..stiano “versando” svuotando i vasi della  “loro”..immensa sapienza..

di questi profeti  fà parte Elia..”inviato” a Davide..

il grande e timorato re..da cui per “giuramento” del solo dio ..

sarebbe nato ..Un Messia per il popolo…il cui regno sarebbe stato eterno..

Questo Davide..prima di comandare ..”tirava a campà…”razziando…le tribu vicine..

depredando ed uccidento tutti,,uomini,donne,bambini..

al solo fine di non avere ..testimoni..

la Bibbia..le verità storiche..le dice..convenienti o sconvenienti che siano.,…

a tale personalità..fu inviato Elia..

perchè ne aveva combinate un’altra delle sue..ma stavolta..

addittura …contro uno stesso del suo popolo..

si era invaghito di Betsabea..l’unica moglie.pecorella..

di un uomo qualsiasi..un certo Uria…

e Davide.. di concubine ne aveva tante..questo era l’uso di Israele..

anche ai tempi di Gesù..erano poligami..

come fare..senza “infrangere” agli occhi del popolo..la Legge divina?..

Davide era intelligente ed astuto..per questo era re..

presto fatto.. manda Uria..  in prima linea..perchè ,questo.. (è scontato e riportato), 

 Uria.. era già al fronte.. senno ..come avrebbe potuto fare a non accorgersi delle corna!!..

poco dopo arriva la notizia sperata..una freccia lo ha ucciso..

e quindi Davide… può incorporare …legittimamente e moralmente..

 Betsabea nel suo harem..

Ma Yahvè..non si fà prendere per il culo…invia il profeta Elia a Davide..

per “raccontargli” una “parabola..”

“dimmi Davide..un uomo possedeva cento pecorelle..

al contrario di un suo servo che ne aveva solo una.. ed era la sua unica felicità…

ma il padrone..desidera quella e gliela ruba..uccidendolo prima..”

” quest’uomo è un ladro ed un  assassino” risponde Davide…” quell’uomo sei tu!!!”

Questi sono i 20 profeti..che hanno fatto di “questo romanzo sapienziale-immorale..” 

 la Saggezza dell’Umanità…

“20 Profeti..ammazzati dallo stesso Potere..l’ultimo profeta non-riconosciuto..è stato Gesù…

La Pedagogia di questo Figlio_Padre..

è quella di insegnare e nell’amonire..

 specialmente  i PERFETTI SACERDOTI  che non peccano..

che proprio  LORO.. SONO I PIU’ PECCATORI..

loro che si sentono “santi”

 loro…che non “rubano”  il pane per vivere,,

ma che di “nascosto”…incassano..

“tangenti “religiose”, e “legittime “..al popolo..

“per cui lavorano, senza titolo, da intermediari di dio..”

ad essi.. e solo ad essi… egli dice..

“razza di vivere”  “omicidi” …voi..

 che vi vantate di essere  i figli di coloro ..

che ammazzarono ” i profeti” ..

da essi stessi riconosciuti..tali..

anche voi …siete peccatori …come…  e più…

del  pubblicano e la meretrice..

perchè..sappiatelo..

la Vera Legge..non si esplicita nell’osservanza.. a non compiere  dieci gravi peccati..

ma le “esigenze” di amore… del dio a cui vi rifate..

[mio padre ..e non il vostro ( Mammona..)]

richiedono  e giudicano…come egualmente..grave…

 il dare  al fratello del  “pazzo”…

per tale Padre..ciò..equivale ad  “omicidio”

Ma “qui”…c’è un distinguo doveroso e “necessario” da fare..

almeno cosi.. io la penso…

“tu hai il “diritto”… ed il “dovere “… (dice e disse Gesù.)

di ” correggere “..violentemente” …il fratello..

perchè  tuo fratello..

specialmente quello ..più “stronzo”  ..religioso o potente che sia..

DEVE IMPORTARE  A TE.. COME.. LA “LA PUPILLA  DEL TUO OCCHIO”  ..

(INSOMMA TU DEVI ..” I… CARE  “..INTERESSARTI DI TUO FRATELLO!!!!!!!!!)

ma devi essere “mosso “..da sincero e fraterno interesse per lui..

 tu che sei solo un misero laico…hai il “dovere morale ” di  dire…

 al vicario di Pietro e non.. tuo santo Padre..

quello di cui  ha bisogno per correggersi…

  ( tu dai importanza alla tua vista..?

la stessa importanza..  devi tenere..  

 per “preservare”.. il comportamento  corretto di tuo fratello.. sia pure stronzo)

 queste parole ,comprese quelle sulla ” pagliuzza”…

GESU’..insegno’ ai suoi futuri  pastori… di pecore sue..

perchè si guardassero “bene” dal “pesare” le bazzecole… delle sue pecorelle…

 senza prima aver levato le “TRAVI” ..che li rendono” pericolosamente cieci”

 e inadatti a “guidare”..quelli che sono ciechi di nascita..

GESù…perse il proprio tempo e la vita..

per insegnare a tutti ..che è necessario perdonare..

se a propria volta …si desidera ..essere “perdonati” dal Padre..

perche cosi.. “siamo stati creati”….capaci di bene e di male …

proprio al fine.. di convincersi .. PERSONALMENTE…per la scelta ragionevole del bene…

e trasformare l’Umanità… in Tempio di dio ..

“Gerusalemme celeste” …sulla terra..

che non ha bisogno di un TEMPIO..

perchè la stessa Luce del figlio…la illumina.. giorno…e notte..

ma ciò non vuol dire ..che Hitler, o Stalin,o G.W .Bush..o Putin..

saranno messi e “posti”..in giudizio.. 

sul medesimo piano ..dei peccatori..comuni…puttane,e “bastardi”..

quelli “nati”..

“Nei quartieri ..dove il sole  del buon Dio..non dà..i suoi raaggi..

ha già troppi impegni per scaldar la gente..d’altri…paraaggi..”

Fabrizio era un figlio..un vero religioso..

quelli che ..smadonnano..

e talvolta si arrabbiano  e si fanno ..male..anche tra loro..

crediamo forse che questo dio,,

non “conosca”.. il concetto… di “proporzionalità”..

non sia capace… di pesare… “correttemente”… i peccati?..

Mi rendo conto… che sono stato… come mio costume ,,prolisso..

ma ora arrivo al dunque..e mi capirete meglio!!!

IL PARADOSSO è..che si fà passare per “Chiesa cristiana” ed in particolare ..

come chiesa..successora di pietro..

la “medesima genia di vipere- sacerdoti”.. come se fossero “agnelli” ..

saranno forse.. tutti stati..

“non correttamente formati , fin da piccoli ,nelle loro coscienze”

( altro figlio “verace” ..Lorenzo don)

ma avverto… che il tempo delle salutari ..”esperienze ” di male … è esaurito..

come lo è … anche “il  Termine-Tempo -Pazienza- divino..

e verranno sradicate..

nel contempo..

ci tocca poi..sentire dire..e sopportare ..

da un Razionale che stimo ( Piergiorgio Odifreddi..intervista di  Augias) o dagli atei..

che i “cristiani” sono  “cretienne” cretini…

non..in senso dispregiativo..ben inteso..

ma nel senso “vero” DEL TERMINE..UN FRANCESISMO..

almeno questa è cultura..

 ma Piergiorgio..dovrebbe ” capire” od almeno ..”asserire”

 che “questo”.. mi riferisco…all’ “originario insegnamento”….  

è si..l’insegnamento .. semplice ….

di uno “sconosciuto” Rabbi-maestro della Palestina..

ma che al tempo stesso è..

” il più ..Ragionevole..Consiglio,,che un Dio-Logos_Semplice Padre…

abbia potuto consigliare ” alla Tutta Sua Umanità..”

“Sperimentate tutti..voi tutti..cari figlioli..(sostanzialmente questo..l’insegnamento)..

serenamente…e facendo..mi raccomando.!!  …anche un pò di esperienze personali….

il  Bene ed il Male..”

“alla fine vi renderete conto ..di tasca propria…che quanto vi ho detto..

da buon padre..rincoglionito ..

era il meglio che vi potessi consigliare”..

Fa bene ..l’amico Razionale..

a MALE_DIRE..( tra virgolette) la “cosidetta chiesa cristiana”..

ma..dare del “sempliciotto”..

 a coloro che …salano….

e saleranno…

 e renderanno soddisfacente..

in un ottica semplicemente..naturale..

(anche grazie  al  contributo” razionale-spirituale”di tutti)

 ( e non sto scherzando)

 l’Umanita..riconducendola ..dagli albori..

da quando iniziò il  suo cammino…

 di esperienza del bene e del male..

ad una migliore… di come lo fu in principio..

a me pare ,un “discorsetto” ugualmente ..sempliciotto…

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