Archivio per la categoria ‘Salute e benessere

La natura..è la mia..Religione..la Terra ..il mio..Santuario   1 comment


Vorrei..celebrare..un matrimonio..cosi..

Vengono a mente..le parole di Gesù..

“QUANDO FARETE..DEL CONVESSO..E DEL CONCAVO..UNA COSA SOLA..

QUANDO FARETE..DEL BASSO..E DELL’ALTO..UNA COSA SOLA..

QUANDO FARETE..DELLA TENEBRA..E DELLA LUCE..UNA COSA SOLA..

QUANDO FARETE..DEL MASCHILE..E DEL FEMMINILE..UNA COSA..SOLA

ALLORA..ENTRERETE..NEL REGNO..

 

NON VI PREOCCUPATE..DI COSA..MANGERETE..E DI COSA BERRETE..

DI COSA VESTIRETE..

GUARDATE..IL FIORE DEI CAMPI..CHE OGGI..C’E’..E DOMANI..NON PIU’..

IO VI DICO….NEANCHE SALOMONE..IN TUTTO IL SUO SPENDORE.. ERA ..UGUALE A UNO DI LORO.

SE NON RITORNERETE..COME BAMBINI..NON ENTRERETE..NEL REGNO DEI CIELI..

IL REGNO DI DIO..E’ DENTRO DI VOI..E FUORI..DI VOI..

Nature is my religion

 

 

Pubblicato 28 agosto 2016 da sorriso47 in ANIMA ANIMUS, anima e corpo, Attualità, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, beauty of Universe, bellezza, conoscenza, conoscenza di se stessi, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, creazione, cristianesimo, cuore di dio.., danza, Dedo, Dio, educazione, eros, esegesi, essere, estasi, fede, foresta amazzonica, fratellanza, Gesù Cristo, Gesù Cristo..frasi celebri, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, grace, il Regno..., l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la nostra terra, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, maschio, mente razionale, messianesimo, Natura, naturismo, orgasmo, Pace, parole segrete di Gesù, passion, passione, passioni, passioni umane, pensatori, piacere, poveri, poveri in spirito, principio femminile, principio maschile, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, Salute e benessere, scienza, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, società, Solidarietà, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità primitiva, spiritualità razionale, teologia, terra, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, VANGELO, vangelo di Tommaso, Verità, vita dopo la morte, yoni, yony

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“la Bellezza..salverà..il mondo.. Isadora Duncan.. il futuro della danza..”   Leave a comment


 

La Danza del Futuro – tratto da “Lettere dalla Danza” di Isadora Duncan

 

 

http://www.maryem.it/2011/09/la-danza-del-futuro-e-la-danza-del.html

Una volta una donna mi chiese perché danzassi a piedi nudi e io le risposi:
“Signora, io credo nella religione della bellezza del piede umano”.
La donna rispose:
“Io però non ci credo”.
E io:
“Eppure, signora, Lei dovrebbe crederci, perché l’espressione e la sensibilità del piede umano è una delle più grandi vittorie nell’evoluzione dell’uomo”.
“Ma io non credo nell’evoluzione dell’uomo”, disse la signora.
“Il mio compito allora termina qui”, risposi.
“Le consiglio di rivolgersi ai maestri che tengo più in considerazione, il signor Charles Darwin e il signor Ernst Haeckel”.
La donna disse: “Io non credo neanche in Darwin e Haeckel”.
A questo punto non seppi più cosa dire. Vi renderete dunque conto di quanto poco io valga per convincere la gente e forse non dovrei neppure parlare. Invece vengo portata fuori dall’isolamento del mio studio, trepidante e balbettante davanti a un pubblico, e mi si dice di tenere una conferenza sulla danza del futuro.
Se ricerchiamo la vera origine della danza, se ritorniamo alla natura, troviamo che la danza del futuro è la danza del passato, la danza dell’eternità, che è sempre stata e sempre sarà la stessa.
Il movimento delle onde, dei venti, della terra esiste da sempre nella stessa armonia. Noi non andiamo sulla spiaggia a chiedere all’oceano come fosse il suo movimento nel passato e come sarà in futuro. Ci rendiamo conto che il movimento proprio della sua natura rimane eternamente aderente a essa. Il movimento degli animali in libertà e degli uccelli corrisponde sempre alla loro natura, ai bisogni e ai desideri di essa, e all’armonia che essa ha con la terra.
Solo quando si impongono restrizioni artificiali a degli animali liberi, questi perdono la facoltà di muoversi in accordo con la natura e assumono movimenti che sono espressione delle limitazioni loro imposte.
Così è successo per l’uomo civilizzato. I movimenti dell’uomo primitivo, che viveva in libertà, in costante contatto con la natura, erano senza limitazioni, spontanei e meravigliosi.
Solo i movimenti del corpo nudo possono essere completamente naturali. L’uomo, giunto al termine della civilizzazione, dovrà ritornare alla nudità: non alla nudità inconsapevole del selvaggio, ma a quella conscia e riconosciuta dell’uomo maturo, il cui corpo sarà l’espressione armoniosa della sua vita spirituale.

E i movimenti di quest’uomo saranno belli e naturali come quelli degli animali liberi.
Il movimento dell’universo, concentrandosi in un individuo, diventa ciò che è chiamato volontà. Per esempio, il movimento della terra, essendo concentrazione di tutte le energie che la circondano, conferisce alla terra stessa la sua individualità, ossia la sua volontà di movimento. Così anche le creature della terra, ricevendo a loro volta queste forze concentrate e tra loro diversamente correlate, trasmesse loro dagli antenati che le avevano ricevute dalla terra, sviluppano in se stesse quel movimento individuale chiamato volontà.
La danza allora dovrebbe essere semplicemente la gravitazione naturale di questa volontà dell’individuo, che in fondo non è altro che la versione umana della gravitazione universale.
L’odierna scuola di balletto, lottando inutilmente contro le leggi naturali della gravità o contro la volontà naturale dell’individuo, e operando nel suo movimento e nella sua forma in disaccordo con la natura, produce un movimento sterile che non genera movimenti futuri, ma che muore appena compiuto.
L’espressione della moderna scuola del balletto, in cui ogni azione è finita e dove nessun movimento, posa o ritmo è legato all’altro o può generare un’ azione successiva, è un’ espressione di degenerazione, di morte vivente. Tutti i movimenti della nostra moderna scuola di balletto sono movimenti sterili perché sono innaturali: cercano di dare l’illusione che per loro la legge non esista.
I movimenti primari o fondamentali della nuova scuola di danza invece devono contenere in sé i semi dai quali si evolveranno tutti gli altri movimenti; questi a loro volta ne faranno nascere altri, in un sequenza senza fine di espressioni, pensieri e idee sempre più nobili ed elevati.
A tutti coloro che, ciononostante, per ragioni storiche, coreografiche o altre, apprezzano questi movimenti, io dico che non sanno vedere al di là dei tutù e delle maglie. Guardate invece: sotto i tutù e le maglie danzano muscoli deformati.
E guardate poi ancora più a fondo: sotto i muscoli ci sono ossa deformate. Uno scheletro deformato sta danzando di fronte a voi. Questa deformazione data dall’abbigliamento inadatto e dal movimento sbagliato non è altro che il risultato dell’addestramento necessario per il balletto.
Il balletto si condanna da solo perché impone la deformazione del corpo meraviglioso della donna! Nessuna ragione storica o coreografica può avere la meglio contro questo argomento!
La missione di tutta l’arte è quella di esprimere i più alti e meravigliosi ideali umani. Che ideale esprime il balletto?
No, la danza era un tempo la più nobile di tutte le arti, e ritornerà a esserlo. Risorgerà dal grande abisso in cui è sprofondata. La danzatrice del futuro raggiungerà delle vette così alte, che tutte le altre arti ne trarranno vantaggio.
Esprimere ciò che vi è di più morale, sano e bello: questa è la missione della danzatrice e a essa ho dedicato la mia vita.

 

Questi fiori davanti a me racchiudono il sogno di una danza che potrebbe essere chiamata “la luce che si spande sui fiori bianchi”. Una danza che sarebbe la traduzione sottile della luce e della purezza. Così pura, così forte che la gente direbbe: quella che vediamo muoversi è un’anima, un’anima che ha raggiunto la luce e trovato la purezza. Il suo movimento ci rende felici, perché attraverso questo intermediario umano, attingiamo la piena sensazione del movimento, della luce e di tutte le cose belle. Attraverso questo tramite umano, il movimento di tutta la natura scorre in noi trasmessoci dalla danzatrice. Percepiamo il movimento della luce fusa con l’idea della purezza. È una preghiera, questa danza; ogni suo movimento raggiunge i cieli in ampie onde e diventa parte del ritmo eterno delle sfere.

Trovare quei movimenti fondamentali del corpo umano dai quali tutti i movimenti della danza futura dovranno svilupparsi in un eterno variare, naturalmente, in sequenze senza fine – questo è il dovere del nuovo danzatore di oggi.
Come esempio, possiamo prendere in considerazione l’atteggiamento dell’Ermes dei greci, che viene rappresentato come se volasse nel vento. Se l’artista avesse pensato bene di rappresentare il piede della statua in posizione verticale, lo avrebbe potuto fare come se il dio, volando nel vento, non toccasse la terra; comprendendo invece che nessun movimento è reale, se non suggerisce una sequenza di altri movimenti, lo scultore ha collocato l’Ermes con il piede che posa sul vento, dando così al suo movimento un carattere di eternità.
Allo stesso modo potrei portare come esempio ogni atteggiamento o gesto delle migliaia di immagini che ci sono state lasciate sui vasi greci e nei bassorilievi; non ce n’è uno, di questi gesti, che non prefiguri un movimento successivo.
Questo perché i greci erano i più grandi studiosi delle leggi della natura, dove ogni cosa è espressione di un’evoluzione senza fine, in continua crescita, che non conosce arresti o pause. Tali movimenti dipenderanno sempre dalla forma che si muove e a essa corrisponderanno. I movimenti di uno scarabeo si accordano alla sua forma e così anche quelli di un cavallo. Allo stesso modo, i movimenti del corpo umano devono essere in armonia con la sua forma: non possono esistere neppure due sole persone la cui danza sia simile.
La gente ha sempre pensato che, purché si danzi seguendo il ritmo, la forma e il movimento nello spazio non hanno importanza; ma non è così, l’una deve essere in perfetta armonia con l’altro.
I greci lo capirono molto bene. Esiste una statuetta che rappresenta un Cupido danzante. La sua è una danza da bambino. I movimenti dei piedi e delle braccia paffute si adattano perfettamente alla loro forma. La pianta del piede si appoggia sul terreno in una posizione che potrebbe sembrare sgraziata in una persona adulta, ma è invece naturale per un bambino che cerca di mantenersi in equilibrio. Una delle sue gambe è per metà sollevata e piegata: se fosse completamente distesa ci darebbe fastidio, perché il movimento sarebbe innaturale. Esiste anche la statua di un satiro danzante che è molto diversa da quella del Cupido. I suoi gesti sono quelli di un uomo maturo e muscoloso, e sono in perfetta armonia con la struttura del corpo.
In tutta la loro pittura, scultura, architettura, letteratura, nella danza e nella tragedia, i greci svilupparono i movimenti da quelli della natura, come si può chiaramente vedere in tutte le immagini degli dèi greci che, non essendo altro che i rappresentanti delle forze naturali, vengono raffigurati in pose che esprimono il concentrarsi e l’evolversi di queste stesse forze. Per questa ragione l’arte dei greci non è un’arte nazionale o tipica, ma è stata e sarà sempre l’arte di tutta l’umanità e di tutti i tempi. Quando allora io danzo a piedi nudi sulla terra, mi vengono spontanei gli atteggiamenti greci, proprio perché sono semplicemente atteggiamenti della natura.
La cosa più nobile dell’arte è il nudo. Questa verità viene riconosciuta da tutti e seguita da ogni pittore, scultore o poeta: solamente la danzatrice l’ha dimenticata, proprio colei che più dovrebbe tenerne conto, in quanto lo strumento della sua arte è lo stesso corpo umano.
La prima concezione della bellezza deriva dalla forma e dalla simmetria del corpo umano; la nuova scuola di danza dovrebbe perciò cominciare da quel movimento che è in armonia con questo corpo e che lo svilupperà nella sua forma più perfetta. lo intendo lavorare per questa danza del futuro. Non so se possiedo le qualità necessarie: forse mi manca la genialità, forse il talento o il temperamento. So però di avere la Volontà, e volontà ed energia talvolta si rivelano più forti di ogni genialità, talento o temperamento.

Lasciatemi anticipare, con questa breve favola, tutto ciò che si può obiettare alla mia qualificazione per questa impresa.
Un giorno gli dèi guardarono giù attraverso il tetto di vetro del mio studio e Atena disse:
“Non è saggia, non è saggia, in verità, è notevolmente stupida”. Anche Demetra guardò e disse:
“È gracile, è un essere minuto, non è come le mie figlie dall’ampio seno, che giocano nei campi Elisi; le si possono contare tutte le costole, non è degna di danzare sulla mia Terra dai larghi sentieri”.
E Iride guardò in giù e disse:
“Cosa? Pensa forse di conoscere i movimenti dei miei satiri, splendidi giovani dalle corna adorne d’edera, che portano in se tutta la vita profumata dei boschi e delle acque?”
E poi Tersicore diede un’occhiata piena di disprezzo:
“E lei lo chiama danzare! Ma via! I suoi piedi si muovono piuttosto con i passi pigri di una tartaruga traballante”.
Tutti gli dèi risero, ma io guardai coraggiosamente in alto attraverso il tetto di vetri e dissi:
“O voi, dèi immortali, che dimorate nel sommo Olimpo e vivete d’ambrosia e di miele, e non pagate l’affitto dello studio né il conto del fornaio, non giudicatemi con tanto disprezzo. È vero, o Atena, che non sono saggia e che la mia testa è vuota, ma di quando in quando, leggo le parole di coloro che contemplarono II blu infinito dei tuoi occhi, e chino umilmente la mia zucca vuota davanti ai tuoi altari”. E continuai:
“O Demetra dal Sacro Serto, è vero che le splendide fanciulle della tua Terra dai larghi sentieri non mi accetterebbero come loro compagna, però io ho gettato da parte i miei sandali affinché i miei piedi possano toccare ancora più riverentemente la tua terra che genera vita, e ho cantato il tuo inno sacro davanti ai barbari del giorno d’oggi, e li ho convinti ad ascoltarlo e ad apprezzarlo”.
“O Iride dalle ali d’oro, è vero che il mio è solo un movimento pesante, ma altri della mia stessa professione si sono opposti ancora più violentemente alle leggi di gravità a cui tu, o unica gloriosa, non sei sottoposta. Il vento delle tue ali però ha attraversato il mio povero spirito terreno e spesso ho pregato la tua immagine ispiratrice di coraggio.”
“O Pan, tu che sei stato pieno di compassione e di benevolenza verso la semplice Psiche nei suoi vagabondaggi, considera più pietosamente i miei piccoli tentativi di danzare nei tuoi boschi.”
“E tu, o Tersicore, che sei la più raffinata, mandami un po’ di serenità e di forza affinché possa celebrare in Terra durante la mia vita la tua potenza, e in seguito, negli inferi, il mio spirito insoddisfatto intreccerà danze ancora più belle in onor tuo.”
Si udì allora la voce di Zeus, il Tonante:
“Continua la tua strada e confida nell’ eterna giustizia degli dèi immortali. Se opererai bene essi lo sapranno e ne saranno lieti”.

In questo senso, allora, intendo impegnarmi e, se riuscissi a trovare nella mia danza alcune o anche una sola posizione che lo scultore potesse riportare nel marmo, così da conservarla, il mio lavoro non sarebbe stato vano: anche questa sola forma sarebbe un progresso, sarebbe un primo passo verso il futuro. La mia intenzione è di fondare, a tempo debito, una scuola, di costruire un teatro dove centinaia di giovani fanciulle saranno addestrate nella mia arte che esse, a loro volta, sapranno migliorare.In questa scuola non insegnerò alle bambine a imitare i miei movimenti, ma a trovare propri. Non le costringerò a studiare determinati movimenti prestabiliti; le aiuterò a sviluppare quei movimenti a loro spontanei. Chiunque veda i movimenti di un bambino piccolo, privo di istruzione, non può negare quanto siano belli. E sono belli proprio perché gli sono naturali. I movimenti del corpo umano possono essere altrettanto meravigliosi in ogni stadio di sviluppo, purché siano in armonia con la fase e col grado di maturità raggiunto dal corpo. Ci saranno sempre movimenti che sono l’espressione perfetta di quel corpo e di quell’animo individuale, quindi non dobbiamo costringerlo a fare movimenti non naturali, ma propri di una scuola. Un bambino intelligente rimane sbalordito nel vedere come nella scuola di balletto si insegnino movimenti contrari a tutti quelli che egli farebbe spontaneamente.
Potrebbe sembrare un problema di poca importanza, un problema di opinioni diverse sul balletto e la nuova danza. È invece una questione molto seria. Una questione che non riguarda solo la vera arte, ma la specie, l’evoluzione del sesso femminile verso la bellezza e la salute, il ritorno del corpo della donna alla forza originaria e al movimento naturale. È una questione che riguarda lo sviluppo di madri perfette e la nascita di bambini sani e belli. La scuola di danza del futuro svilupperà e rivelerà la forma ideale della donna, Essa sarà, come era un tempo, un museo della bellezza vivente della sua epoca.
I viaggiatori che arrivano in un paese e vedono delle danzatrici, dovrebbero scoprire in loro l’ideale della bellezza, della forma e del movimento di quel paese. Invece gli stranieri che ogni giorno giungono in una qualsiasi nazione e vedono le danzatrici della scuola di balletto, si fanno un’idea davvero strana dell’ideale di bellezza di quel paese. Inoltre la danza, come ogni arte in ogni epoca, dovrebbe riflettere il momento di più alta spiritualità raggiunto dall’uomo in quel determinato periodo. Si può forse pensare che l’odierna scuola del balletto esprima questo ideale? Perché le sue posizioni sono in così grande contrasto con le meravigliose posizioni delle sculture antiche conservate nei nostri musei, e che ci vengono costantemente presentate come modelli perfetti della bellezza ideale? O forse che i nostri musei sono stati fondati solo sulla base di un interesse storico o archeologico e non per amore della bellezza degli oggetti che conservano?
L’ideale di bellezza del corpo umano non può cambiare con la moda ma solo con l’evoluzione. Ricordate la storia della meravigliosa statua di una fanciulla romana scoperta sotto il pontificato del papa Innocenzo VIII, che con la sua bellezza provocò così grande sensazione che tutti gli uomini si accalcavano per vederla e facevano pellegrinaggi fino a lei, come fosse una sacra reliquia, tanto che il papa, preoccupato per l’agitazione che aveva suscitato, la fece sotterrare di nuovo. Qui vorrei chiarire un malinteso che potrebbe facilmente sorgere. Da ciò che ho detto potreste forse concludere che la mia intenzione sia quella di ritornare alla danza degli antichi greci, o che io pensi che la danza del futuro sarà una rinascita delle danze antiche o di quelle delle tribù primitive. No, la danza del futuro sarà un movimento nuovo, il risultato dell’intera evoluzione attraverso cui è passata l’umanità. Ritornare alle danze dei greci sarebbe tanto impossibile quanto inutile: noi non siamo greci e perciò non possiamo danzare le danze greche.
La danza del futuro però dovrà ritornare a essere una sublime arte religiosa, com’era presso i greci. L’arte che non è religiosa non è arte, ma pura merce.
Il corpo e l’anima della danzatrice del futuro saranno cresciuti insieme così armoniosamente che il linguaggio naturale dell’anima sarà diventato il movimento del corpo. La danzatrice non apparterrà a una nazione, ma all’umanità intera; non danzerà in forma di ninfa, o di fata, o di seduttrice, ma in forma di donna nella sua espressione più alta e pura. Ella realizzerà la missione del corpo femminile e la santificazione di tutte le sue parti. Danzerà il mutare della vita nella natura, mostrando come ogni elemento si trasformi nell’altro. Da ogni parte del suo corpo si irradierà l’intelligenza splendente, che comunicherà al mondo i pensieri e le ispirazioni di migliaia di donne. Ella danzerà la libertà della donna. 
Oh, che battaglia la sta aspettando! Sentite come si avvicina, come sta arrivando, questa danzatrice del futuro! Aiuterà le donne a raggiungere una nuova consapevolezza della forza e della bellezza potenziale del loro corpo e del rapporto che esso ha con la natura della terra e con i figli del futuro. Danzerà il corpo che risorge da secoli di oblio civilizzato, che risorge non nella nudità dell’uomo primitivo, ma in una nudità nuova, non più in lotta con la spiritualità e !’intelligenza, ma unita a esse in una gloriosa armonia.
Questa è la missione della danzatrice del futuro. Non sentite come è vicina, non desiderate ardentemente, come me, che arrivi? Prepariamole il posto. lo costruirò il tempio per aspettarla. Forse non è ancora nata, forse ora è una bambinetta. Forse, oh me felice!, sarà mia la sacra missione di guidare i suoi primi passi, sorvegliare giorno per giorno il progresso dei suoi movimenti finché questi, superando di molto i miei poveri insegnamenti, diventeranno divini, rispecchiando in sé le onde, i venti, movimenti delle cose che crescono, il volo degli uccelli, il passaggio delle nuvole e infine il pensiero dell’uomo nel suo rapporto con l’universo.
Oh, sta arrivando, la danzatrice del futuro, libero spirito che abiterà nel corpo della nuova donna: più gloriosa di qualsiasi donna mai esistita, più bella dell’egiziana, della greca, dell’antica italiana, più bella di tutte le donne dei secoli passati.
L’intelligenza più elevata nel corpo più libero!

Isadora Duncan

Da Lettere dalla danza; La Casa Usher, Firenze 1980.

 

Il sogno di.Isadora Duncan..si realizzerà..perchè..è vero..

però..a mio avviso..tutte le arti dell’uomo..contribuiranno; quando si manifesta..la bellezza..che è dentro..l’Essere..umano..qualunque sia..la forma che si usa…

allora ..il risultato..sarà..il medesimo..per me..la lirica,ad esempio,è una forma di bellezza..anche se..il suo linguaggio..è,a mio avviso,superato.

L’umanità di oggi..ha una sensibilità..diversa.. riguardo..al secolo.passato..

Andare  ad ascoltare un’opera..non è..alla portata..economica..di tutti.

lo è..a mio avviso..la canzone..

Paolo Conte..fece..un esempio..a mio avviso..calzante..

il testo di una canzone..e la sua musica..rispetto ad un’opera..

“sono  come.. una lucertola..rispetto..ad..un coccodrillo”…

 

 

Un mio amico accademico.. sulla storia dell’arte..mi ha confidato..delle verità..sulla legislazione internazionale sull’argomento..che è..impensabile.

L’arte..come espressione dell’uomo..è nata..quando,per la prima volta, un nostro antenato..impresse nella roccia..la sua mano..spalmata di fango.

L’arte appartiene al suo creatore..ma anche alla comunità in cui è nato e vissuto.

Non è ammesso..distruggere..l’opera d’arte..perchè è considerato Reato penale. Il proprietario di un’opera..ha il diritto di rivenderla..ma ..sulla differenza..tra il prezzo dell’acquisto..e quello della vendita.. la metà del surplus..è.per legge,di diritto del creatore..e questo..si rinnova..ad ogni passaggio.

La responsabilità..morale e civile… riguardo all’opera d’arte…è dello Stato..a cui..appartiene..

Per tali motivi..è plausibile il diritto italiano sul quadro della Gioconda..in quanto..questa..non fù venduta ..da Leonardo al Re di Francia..ma fù data,indebitamente al Re..dall’allievo di Leonardo (el Diablo     Cragnozzi  ).

Quando Leonardo stava per morire..egli ando’ dal Re di Francia..proponendo di vendergli alcuni quadri di Leonardo..asserendo che erano..di sua..proprietà  

( e tra questi..vanto’ la proprietà..della Gioconda)  

Leonardo..aveva lasciato un testamento..in cui donava al suo allievo..diversi quadri..ma..tra questi..non era inclusa la Gioconda.    

Per questo motivo,io penso,che Vittorio Sgarbi..abbia fondata ragione..di convincere lo Stato francese…a rendere l’opera..all’Italia;

non è stata comprata..legittimamente..dal Re di Francia..seppur..egli..ne fosse all’oscuro della questione.La Bellezza della danza,come la intui..e la pensò…Isadora..

penso..possa essere..rappresentata..da questo video…

 

 

 

è..di una Bellezza..sconvolgente.. la Meraviglia..che intui..la Duncan..

la danzatrice..non è nuda..ma..i movimenti..sono talmente naturali..

che sembra essere nuda…

Si può capire..la danza..che ballò..Salomè..davanti..ad Erode.

Fu uno sconvolgimento della sua mente.e..per questo..arrivò a promettere..di donarle..anche..metà..del suo regno.

Il dramma fù..che Salomè..era figlia..di una donna.. senza costumi..

che aveva infranto..la Legge ebraica..

il suo astio..verso Giovanni il Battista..era tale..che disse a sua figlia..di chiedere..come ricompensa..la testa..di Giovanni il Battista.

 

Erode..non potè che eseguire..la decapitazione..di Giovanni..a malincuore..

perchè..pur..ammonito da lui..egli sapeva..che aveva ragione..perchè parlava a nome di Dio.. ed  era un Profeta.

Gesù..diede ..di Giovanni il Battista..un giudizio inpensabile..(tra l’altro..erano cugini..)

di lui disse : ” non c’è stato ..tra i nati da donna..uno più grande..di Giovanni”

 

I video che ho aggiunto di seguito..sono un come esempio..di come..la spontaneità..

e la Creatività..dell’Uomo..siano capaci..di Bellezza..di emozioni..profonde..

che ci richiamano..alla parte..più bella e ..profonda ..che è.. dentro di noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Musica Proibita di S. Gastaldon

Ogni sera di sotto al mio balcone
Sento cantar una canzone d’amore,
Più volte la ripete un bel garzone
E battere mi sento forte il core.

Oh quanto è bella quella melodia!
Oh com’ è dolce, quanto m’ è gradita!

Ch’io la canti non vuol la mamma mia:
Vorrei saper perché me l’ha proibita?
Ella non c’è ed io la vo’ cantare
La frase che m’ha fatto palpitare:

Vorrei baciare i tuoi capelli neri,
Le labbra tue e gli occhi tuoi severi,
Vorrei morir con te, angel di Dio,
O bella innamorata tesor mio.

Qui sotto il vidi ieri a passeggiare,
E lo sentiva al solito cantar:

Vorrei baciare i tuoi capelli neri,
Le labbra tue e gli occhi toui severi!
Stringimi, o cara, stringimi al tuo core,
Fammi provar l’ebbrezza dell’amor.

 

 

 

Recording from February 1904. More digitally remastered arias on my non-profit Caruso website – http://www.enricocaruso.dk (English).

E lucevan le stelle is the romanza of Mario Cavaradossi in the 3rd act of Tosca, the opera composed by Giacomo Puccini to an Italian libretto by Luigi Illica and Giuseppe Giacosa. It is sung by Tosca’s lover, the painter Mario Cavaradossi (tenor), while waiting for his coming execution.

Text Italian:

E lucevan le stelle,
ed olezzava la terra
stridea l’uscio dell’orto
e un passo sfiorava la rena.
Entrava ella fragrante,
mi cadea fra la braccia.

O dolci baci, o languide carezze,
mentr’io fremente le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d’amore.
L’ora è fuggita, e muoio disperato!
e muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!
tanto la vita!

English translation:

And the stars were shining,
and the earth smelled sweet,
the garden gate scraped,
and a step brushed the sand.
She came in, fragrant,
and fell into my arms.

Oh! sweet kisses, oh! languid caresses,
while I, trembling, released her lovely features from their veils!
My dream of love has vanished forever.
The moment is gone, and I die in despair!
And I never have loved life so much!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Napule paese mio carnale versi di Mario Ferraro,Una poesia di quando si e costretti ‘a partire per paesi lontani, e lasciare il paese natìo scene tratte da il lungomare di Napoli di Mario Turco Bellissimo video sottofondo musicale. I mandolini di Napoli video realizzato Mario Ferraro. Traduzione in Italiano
Si parte! stai preparando già i bagagli?
Come? Ci stanno tanti italiani, si vive meglio
si spende poco. L’isola d’amore si fa chiamare
ci sta pure il mare..come Napoli….Alle Canarie. *
Questa sera e una serata piena di sentimenti,
anche la luna dispettosa si e messa di sentinella
chiamando le stelle ad una,ad una sotto questo
cielo di Napoli. *
Stasera me la godo pure io questa Napoli,
tra Posillipo e Mergellina, è son venuto apposta
per dirtelo: “Sei bella assai, ma sei male governata
paese mio carnale” *
Per l’ultima volta ti vedo, Napoli mia!
Questi occhi si perdono , in questo mare blù,
questo mare che ha visto la mia prima gioventu’.
E tu! luna spiona sei stata testimone di questo amore. *
Le onde si infrangono sugli scogli, diventano mille
gocce d’acqua, sembrano che piangono di dolore, vedendo
questa tristezza mia. *
Per l’ultima volta, cosi’ tu mi saluti! Mergellina!
Tu! che mi hai visto innamorato sotto questa luna chiara.
Tu! che sei stata paradiso di tutti gli innamorati. *
Stasera quest’acqua si e fatta più salmastra..
il canto del mare..gemiti lagni. Son come gli
occhi miei..che si bagnano di quest’acqua
di mare…gocce salate. *
Sei stata la mia prima innamorata
Napoli mia…E adesso che ti lascio
mi vedi piangere……così.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato 22 agosto 2016 da sorriso47 in amore, anima, anima e corpo, Attualità, AVVENTO DEL REGNO DI DIO, beauty, beauty of Universe, bellezza, conoscenza, conoscenza di se stessi, corpo umano, corporeità umana, Coscienza Collettiva, coscienza originaria, coscinza, creazione, danza, Dio, earth, educazione, erich fromm, eros, erotismo, esegesi, essere, estasi, fisica quantistica, fratellanza, Gesù Cristo, Giordano Bruno, giornalisti, gnostici, Gnosticismo, God Father, God Mother, grace, human creativity, il Regno..., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la nostra terra, le persone vengono nella tua vita..per..una ragione, LETTURE CONSIGLIATE, liberazione culturale, liberazione sessuale, libertà, libertà di opinione, Life after death..exist, love, Maddalena, manipolazione masse, manipolazione mediatica, manipulación mediática, Maria Maddalena, Media e tecnologia, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, mente razionale, messianesimo, Natura, naturismo, nude, Pace, parole segrete di Gesù, passion, passione, passioni umane, pensatori, photographer, piacere, poveri, principio femminile, principio maschile, psicologi, psicoterapia, regno di dio, Resurrezione, riflessioni, sacro, Salute e benessere, scienza, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, Società e costume, soul, soul and body, Spirito cosmico, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità razionale, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, truth, Tutto è Uno, tutto non succede per caso, twin spirit, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, vangelo di Tommaso, Verità, vita dopo la morte

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Ancient sex..in Pompei…   Leave a comment


 

 

 

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La Villa dei Misteri, esempio mirabile di commistione tra villa d’otium e villa rustica, appartenuta forse alla famiglia degli Istacidii, fra le più importanti della Pompei di età augustea, è stata riaperta al pubblico il 20 marzo 2015. Gli interventi di restauro, finanziati con fondi ordinari della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia per un importo di circa 900.000 euro, sono iniziati nel maggio del 2013 e hanno interessato tutti gli apparati decorativi, mosaici e pitture, degli oltre 70 ambienti in cui si articola la Villa. I lavori sono stati organizzati in lotti per consentire la visita del pubblico nelle aree non interessate dal cantiere, evitando così che un edificio tanto importante non fosse fruibile per un periodo molto lungo.
La conservazione delle pitture è stato il principale obiettivo degli interventi, pertanto si sono mantenuti gli ultimi strati di cera, che garantiscono nel tempo una buona aderenza dei pigmenti decoesi al supporto e lo difendono dall’ossidazione. I restauri hanno interessato anche il noto ciclo di pitture che ha reso famosa la Villa dei Misteri, sul quale in via innovativa è stata applicata una tecnologia d’avanguardia di pulitura mediante strumentazione laser.

 

Anno 79 dopo Cristo. Pompei. La grande Villa dei Misteri ospita molte persone. Tutti attorno alla grande mensa al chiarire del plenilunio. Dioniso bambino legge la pergamena che contiene i segreti tutti di un rito antico che viene da lontano. E nello spazio della sala, risuonante delle note dei musici, lei danza e si libera in un balletto ammaliante e superbo. E così all’ombra del Vesuvio la vita scorre usuale e dolce inondando la fantasia di soavi seduzioni.
Dalla raccolta di http://www.vesuvioweb.com

 

 

 

 

 

 

Illuminazione Appassionata..(il tantra)   Leave a comment


 

 

ILLUMINAZIONE APPASSIONATA

Miranda Shaw, Casa editrice Venexia, Roma, 2010

illuminazione

Il tantra, sia nella variante indù sia in quella buddhista, è un sentiero religioso attraverso il quale uomini e donne possono accedere insieme alla dimensione spirituale ed all’illuminazione attraverso una serie di espressioni d’intimità ritualizzate che trasformano la passione fisica in estasi divina.

Il buddhismo tantrico si distingue da altre tradizioni buddhiste perché è l’unico a considerare il corpo e le esperienze sensoriali come un mezzo per attingere alla Fonte originaria della conoscenza e del potere spirituale.

Entrando in un tempio del Ladakh, terra del buddhismo tantrico, rimaniamo colpiti dalle spettacolari rappresentazioni delle donne-dee nell’atto di cavalcare una tigre o di danzare sull’acqua con i loro corpi sinuosi che fluttuano nell’aria, le chiome al vento… donne dagli sguardi persi nell’infinito, che spiccano il volo avvinghiate ai loro partner maschili, i volti risplendenti di passione ed estasi mentre si librano negli spazi sconfinati dei paesaggi surreali del buddhismo tantrico… e ci sembra quasi di sentire il ciondolio dei loro strani ornamenti d’osso quando, irate, combattono contro l’ego: quando appaiono in forma pacifica le dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici;

interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle   “devadasi indiane”  dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”.

 

Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo.

Lo scopo principale del libro è restituire alle…  yogini… la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio egocentrismo.

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici: interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle devadasi indiane dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”. Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

 

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo. Lo scopo principale del libro è restituire alle yogini la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini: donne coraggiose, libere, di grande spessore e potere spirituale che guidano i maschi verso l’illuminazione.

La visione indiana che emerge da questi scritti e biografie femminili non conferma le interpretazioni svalutanti nei confronti delle yogini tantriche dei più accreditati testi occidentali, ma esprime, al contrario, grande rispetto e venerazione profonda della potenza spirituale-magica intrinseca alla condizione di Donna.

Le descrizioni delle donne del buddhismo tantrico come corrotte o depravate, prostitute etc… , sottolinea la Shaw, descrizioni dal colorito tipicamente androcentrico, tradiscono un residuo di indignazione vittoriana non solo nei confronti dell’attività sessuale delle donne al di fuori del matrimonio, ma anche verso la venerazione ed esaltazione religiosa della Donna in quanto tale. La reverenza religiosa verso le donne che caratterizza il tantrismo è così in contrasto con i valori ed i precetti tramandatici dalle nostre religioni tradizionali, sostiene la Shaw, da costituire uno dei più grandi ostacoli all’accettazione e comprensione della filosofia tantrica.

Nel contesto tradizionale del buddhismo monastico i partecipanti vengono incoraggiati al potenziamento dell’intelletto ed alla dialettica filosofica a scapito delle dinamiche corporee, delle sensazioni ed emozioni. La filosofia tantrica sottolinea invece che la mente da sola non è sufficiente ad aprire le porte della conoscenza; vengono enfatizzate, al contrario, soprattutto la soggettività e le componenti relazionali e sensoriali che animano i rituali: l’interdipendenza della dissoluzione e dell’apoteosi dei due partner così come la passione ed il piacere come fonti primarie di conoscenza e di potere spirituale – una sorta di reazione complementare e correttiva all’unilateralità monastica.

I testi tantrici espongono, passo dopo passo, un programma buddhista di decostruzione del sé contemporaneamente alla decostruzione dell’altro, seguito dalla ricreazione di una nuova identità soggettiva integrata: l’unione di un Buddha ed una Buddha. Solo seguendo la nostra passione fino alla sua origine, riusciamo a contattare, secondo la filosofia tantrica, il nostro nucleo interiore di beatitudine, la fonte originaria del Piacere che in quanto tale non ha alcuna causa immediata, ma appartiene alla natura stessa della psiche, alla sua “divina essenza primordiale”. E’ la beatitudine sensoriale, il “piacere umano”, l’elemento catalizzatore di questo percorso, il moto dinamico che conduce i partner yogici a varcare la soglia del regno terreno verso le sfere trascendenti dell’esistenza. L’esperienza erotica contiene già al suo interno il seme di questa consapevolezza illuminata: il piacere estremo, l’abbattimento delle barriere dell’ego, l’oblio di sé che culminano nell’estasi e nella consumazione del pensiero concettuale nel fuoco della passione.

Nel suo aspetto di fusione di forma e contenuto l’unione tantrica sfugge a qualsiasi descrizione in termini puramente fisici e diviene il tipico esempio dell’esperienza spirituale di “dissoluzione nella luce pura”, quello stato di non-dualità in cui il soggetto e l’oggetto si dissolvono e si fondono: saggezza e compassione, beatitudine e vacuità, insieme al congiungimento fisico degli organi sessuali femminili e maschili ed a numerosi altri elementi fisico-spirituali che vengono integrati sulla via verso l’illuminazione.

La stessa anatomia interna dell’organo sessuale femminile, per esempio, è percepita come un mandala, al centro del quale troneggia un palazzo tempestato di pietre preziose, la Dimora di un Buddha.

Esso non ha dimensioni fisse, perché si tratta di un “luogo incommensurabile” sul piano mistico dell’esperienza.

Michel Foucault contrappone all’oggettivazione e alla manipolazione occidentale della sessualità (che definisce scientia sexualis ) quella che lui definisce l’ars erotica dell’Oriente (il tantra ne è un esempio), una sessualità vissuta ed esplorata per se stessa, per il piacere che conduce alla fonte interiore di Vita ed alla trascendenza.

Il buddhismo tantrico non propone un modello relazionale di sfruttamento, ma di complementarietà e reciprocità e rimanda ad una variante delle relazione umane che arriva persino a trascendere il dualismo di genere.

Tutto ciò appare quantomeno insolito agli occhi di un lettore occidentale il quale parte dal presupposto che le relazioni in generale e quelle tra i sessi in particolare, implichino sempre una qualche forma di potere o di rivendicazione egoica.

I filosofi tantrici ci raccontano che al momento del concepimento una scintilla di beatitudine si unisce con una goccia dei fluidi generativi femminili e maschili, formando una scintilla di Piacere che è il nucleo del nuovo essere.

 

Nell’intera genesi di un essere umano è presente quindi un elemento di piacere metafisico: il Sé interiore o l’Essenza.

 

Questa beatitudine che è presente nel momento del concepimento di un essere umano rimane lì, nel suo recesso più intimo, nel suo cuore per sempre, come un ponte che gli indica la via del ritorno, un ponte che può riportarlo indietro alla Prima e Ultima realtà.

 Virginia Salles

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L’UNIONE SESSUALE SACRA

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Molte persone mi chiedono spesso come usare il sesso nella pratica spirituale. 
L’unione di due corpi muove energie particolari perché si forma una polarità maschile/femminile che, come un circuito, attiva delle grandi potenzialità. Ovviamente più se ne diventa consapevoli meglio si può utilizzare l’intero processo. 
Non mi metterò ora a fare un trattato tantrico, ma darò alcune indicazioni per iniziare a vivere l’incontro sessuale non come un semplice atto animale, ma come un mezzo utile alla pratica verso la libertà.

La polarità maschile/femminile che si attiva nell’unione sessuale può liberare quella bellissima e potente energia che si trova alla base della spina dorsale e che, se fatta salire fino alla cima del capo, porta il risveglio dei centri energetici assopiti. 
Non solo; è possibile entrare in stati di coscienza espansi che portano oltre alla piccola percezione del proprio ego, e possono manifestarsi grandi intuizioni di consapevolezza che aprono porte sulla libertà del Sé. 

Solitamente l’incontro con l’altro avviene esclusivamente a livello del primo chakra e non ci si sposta da lì. È più che altro uno scarico di tensione, uno sfogo che fa sentire il corpo al massimo un po’ più rilassato. Quante persone, soprattutto donne, mi parlano di quella triste sensazione che rimane “dopo”! A qualcuno comunque può continuare ad andare bene così, ma altri sicuramente sentiranno il bisogno di conoscere e utilizzare tutte le potenzialità dell’unione maschile/femminile.
Ovviamente è anche importante con chi ci si incontra poiché lo stato di coscienza del compagno/a viene unito al nostro e ne è estremamente influenzato.

L’atteggiamento interiore dovrebbe essere quello dell’apertura totale del cuore nei confronti dell’altro. Non si può incontrare il partner se si hanno resistenze, rancori o chiusure di qualche tipo; l’energia sacra così non scorre. È necessario essere disposti ad aprirsi totalmente in un abbraccio profondo nel quale abbandonarsi fino in fondo, mantenendo quel tenero sguardo assolutamente non giudicante, che permette di svegliare sempre più la consapevolezza di Sé. 

Anche tutti i tabù sociali sul sesso e un’educazione particolarmente rigida su tal punto, inibiscono quel lasciarsi andare necessario al libero scorrere delle energie. Le persone mi raccontano spesso quanto il far l’amore sia per esse il contrario stesso dell’apertura, rendendolo più un gioco di potere e di attaccamento che un’unione vera. Questo accade a causa dei conflitti irrisolti e delle dinamiche negative con l’altro.
Il proprio compagno/a diventa spesso la persona con la quale ci si chiude di più perché è proprio quella dalla quale ci si sente più feriti.

Chi comprende che il miglior modo per difendersi è invece proprio l’apertura del cuore, riesce pian piano ad avere veramente quella cura del rapporto che permette di risolvere i problemi.
La paura dell’aprire totalmente il proprio cuore all’altro è una delle cause principali della grande sofferenza generata nelle relazioni affettive.

È necessario capire che un cuore amorevole e aperto è un cuore sempre vittorioso, anche di fronte al dolore del tradimento, anche in caso l’altro si riveli non corrispondere alle proprie aspettative. 

È il cuore aperto che rende appagati e permette di fluire con la vita; nessun partner sarà mai in grado di renderci liberi e felici.

L’errore più grande è infatti quello di credere che il proprio compagno/a possa sostituirsi a Dio e saziare ogni nostro bisogno d’amore.

Se il nostro cuore è chiuso, non scorrerà in noi né l’amore né la felicità, nemmeno se il nostro partner fosse Gesù Cristo!

Per entrare nella sacralità del sesso occorre, innanzi tutto, essere disposti ad aprirsi totalmente all’altro, a tutti i livelli, senza inibizioni e senza paura di doversi difendere con la chiusura del cuore. 

Cercando di essere sempre più naturali e spontanei, quindi si può permettere all’apertura del cuore di chiamare il sacro fuoco che richiede poi tutto il nostro ascolto e tutta la nostra accoglienza per riuscire a procedere nel suo percorso.

Il secondo passo è riconoscere il divino che c’è nell’altro e far l’amore proprio con il suo aspetto illuminato e risvegliato. A tal fine immaginate il corpo del vostro partner completamente di luce, come un vero Dio.

Di fronte a voi avete la manifestazione della piena potenzialità illuminata del vostro compagno/a e quella abbracciate abbandonandovi totalmente.

 
Non vi devono interessare i difetti e le mancanze dell’altro ora, altrimenti è con l’energia di questi che vi unirete.

Richiamando la vera natura divina dell’altro, sarà con questa che farete l’amore e questa avrà il potere di formare quel circuito sacro che serve per innalzare le energie che altrimenti rimarrebbero a livello basso. 
Naturalmente anche voi dovete immaginarvi e sentirvi luminosi e risvegliati nel vostro aspetto divino! 

Per realizzare l’unione sacra è necessario che non abbiate paura di fondervi con l’altro fino a sparire.

È una resa dell’ego al divino di entrambi che è di fatto Uno: una sola Presenza d’Amore.

 
Devono venir coinvolti in seguito tutti i punti energetici, proprio partendo da quello sessuale, quindi il fuoco sacro dev’essere liberato – grazie al corretto atteggiamento interiore – da quel punto, per poi salire lungo gli altri chakra.

Vi sono ovviamente delle tecniche che aiutano a realizzare questo risveglio dell’energia, ma affinché siano efficaci occorre allenarsi prima a sviluppare gli atteggiamenti interiori sopra descritti.

 

La tecnica, senza lo stato di coscienza appropriato, può anche essere pericolosa e creare scompensi anziché aiutare. Ecco perché è così importante dedicare un lungo periodo di tempo a sviluppare e allenare insieme al partner l’apertura del cuore senza paura, l’abbandono presente e totale a livelli sempre più profondi, il riconoscimento del proprio aspetto divino e di quello dell’altro, la resa totale a quella divina Tenera Presenza che chiama gli amanti a Sé, proprio perché sono stati capaci di aprire gli stretti e miseri confini dell’Io fino a divenire Uno.

  (Carlotta Brucco)

http://www.nonsoloanima.tv/carlottabrucco/index.php?entry=entry120423-122814

 

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Pubblicato 13 giugno 2016 da sorriso47 in amore, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, beauty, beauty of Universe, bellezza, catene religiose, conoscenza, conoscenza di se stessi, corpo umano, corporeità umana, creazione, donna, earth, educazione, educazione sessuale, eros, erotismo, essere, estasi, etica sessuale, female sex, femmina, fratellanza, God Father, God Mother, Illuminazione..appassionata la spiritualità..del..Tantra.., l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, maschio, massaggio tantrico, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, messianesimo, Natura, nude, nudismo, orgasmo, orgasmo prolungato, Pace, passion, passione, pensatori, Peru, piacere, principio femminile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, salute, Salute e benessere, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, soul and body, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità tantra, Tantra, tantrismo, teologia, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, truth, Tutto è Uno, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, Verità, vita, yoni, yony

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Dopo la menopausa le donne fanno sesso? Certo che si!   Leave a comment


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“ho 52 anni suonati e sono in menopausa da due anni. Dopo un periodo di sei mesi dall’ultima mestruazione mi è passato il malumore, grazie a qualche integratore ho sistemato la chimica del mio corpo e poi mi sono detta che era un momento fantastico, per me. Finalmente l’altalena era finita, potevo godermi un tempo di grazia terrena. ho abbandonato la mia vecchia cerchia di amiche sposate, conviventi, comunque vecchie in testa, e ho frequentato un gruppo di persone con le quali condividevo interessi. Attorno a me si sono raggruppati uomini desiderosi di compiacermi, di qualunque età, e io che ho sempre amato fare sesso, l’ho vista come un’opportunità e non come un fastidio. Non indosso capi che mi ringiovaniscono. A malapena taglio i capelli e lascio lì il bianco di qualche ciuffo, e sono semplicemente io, con quello che ho, quello che sono. Venire a letto con me è gratificante per chi lo fa. È quello che mi hanno detto, e io ci credo perché godono sinceramente e mi cercano ancora e io a volte con difficoltà devo dire che se avessi in mente una relazione lo direi, ma ho solo voglia di godermi questo momento di libertà. Da qualche mese si è piazzato nella mia vita un uomo di 17 anni meno di me. Ci capiamo, siamo intellettualmente compatibili e sessualmente lo siamo ancora di più. se è vero che ci sono vecchi bacucchi che amano le adolescenti, è anche vero che c’è una giovane generazione di uomini e donne che se ne frega di simili stereotipi e segue solo l’istinto, l’olfatto e la pelle. Non so cosa farò adesso ma continuo a godermi il momento. Perciò si, credetemi, si può fare, e grazie al femminismo che mi ha insegnato ad essere libera. liberamente distante perfino dalle donne che sono tanto diverse da me.”

 

Dopo la menopausa le donne fanno sesso? Certo che si!

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Mi è capitato di leggere una nota di una donna cinquantenne che consigliava alle ragazze di non seguire l’idea di una uguaglianza perché tanto, ella dice, uguali non saremo mai. Dunque perché provare? Il prezzo che si paga, dice ancora, è la solitudine, perché i “maschi”, così indistintamente descritti, invece sarebbero pieni così di donne che gliela danno. Mi spiace che dica questo così come mi spiace per i commenti che tante donne hanno dedicato a giudizio del corpo della moglie di Hugh Jackman, quasi a confermare il fatto che solo un certo tipo di donne può aspirare ad una relazione con un bell’uomo. Poi ricordo di un altro articolo in cui una donna in menopausa spiega invece come quel periodo per lei sia in realtà magnifico per fare sesso.

Si potrebbe intanto dire che in quanto a sessualità donne e uomini sono diversi ma uguali. Hanno entrambi l’esigenza di fare sesso e l’insicurezza non aiuta nessuno dei due. Se non sei Sharon Stone non vuol dire nulla. La sessualità è fatta di odori, parole, chimica, alchimie e sintesi diverse. Se hai la panza molle e la cellulite, cosa che può capitarti anche se hai vent’anni, non cambia nulla. Sul serio. E dare addosso alle femministe, perché sarebbero responsabili dell’illusione in cui si è cullata la donna cinquantenne ora pentita di aver dato precedenza ad altro invece che a un uomo, è un po’ come prendersela con i genitori se ti hanno consigliato di essere indipendente economicamente, studiare e laurearti e trovare lavoro, invece che dipendere da un uomo o da chiunque. Quel che abbiamo imparato dalle lotte di chi ci ha preceduto, grazie alla loro esperienza e capacità di osservazione e analisi del reale, è che hanno ragione e se il mondo che tu incontri è ancora lievemente retrogrado di certo non è colpa di nessuno.

La responsabilità è di chi non accetta quello che sei, e questo può capitare in ogni caso, anche se hai trascorso la vita a fare la perfetta moglie e madre.

Ma poi, quanta disistima devi provare per gli uomini, in generale, per definirli così trogloditi e superficiali? Allora scorro l’altro articolo e leggo di questa donna che se la gode e che parla di tantissimi uomini che la desiderano per quel che è. Basta poco. Metti un annuncio che dice che vuoi fare sesso e arriveranno a frotte, di ogni età e grado di bellezza, se è quello che ti interessa. Perciò io dico che note come quella che parla alle ragazze alludendo al fatto che devono beccare l’uomo in giovane età perché altrimenti poi non ne trovano altri, secondo me non fanno che alimentare stereotipi sessisti e rafforzare stigmi che pesano su persone che di per se non sono preoccupate del fatto di non essere come Sharon Stone, ma sei tu che fai venire loro questo complesso.

C’è un post, su questo blog, di una ragazza, disabile, che tempo fa ci scrisse, dicendo che voleva fare sesso senza amore. Sesso e basta. Non era un appello e non voleva certo che noi facessimo da tramite. Il suo era uno sfogo, e tra le altre cose, da quel che sappiamo, ora ha trovato una persona con la quale fa sesso quando le pare. Non immaginate neppure quanti commenti e messaggi sono arrivati da parte di uomini che volevano solo soddisfarla e fare sesso con lei. Così, a scatola chiusa, senza averla vista. Solo per le sue parole che evidentemente hanno eccitato la fantasia di tanti.

La menopausa, poi, non è una malattia, per quanto esista chi la intende in quanto tale e vi siano donne che pensano di non dover più fare sesso perché non più riproduttive. La menopausa è si uno stato fisico ma non è detto che condizioni la vostra sessualità. Se poi la condiziona può anche darsi che lo farà in meglio. Non siete mestruate, non c’è pericolo che rimaniate incinta, e se conoscete la persona con cui fate sesso e sapete di non beccarvi alcuna malattia sessualmente trasmissibile potete finalmente godervi un rapporto in cui è più semplice ottenere un orgasmo insieme. Niente coito interrotto, niente complessi adolescenziali, tanta consapevolezza, capacità di ridere di se’ e dell’altr@ complicità, migliore esperienza per trovare intimità. Si può dire che si sono cinquantenni che sono corteggiatissime? Ci sono ventenni che ambiscono a una relazione con una donna adulta, perché a loro piace così. Ci sono uomini che non hanno alcun problema con il vostro corpo, i fianchi larghi, le cicatrici, la pancia, tutte le cose molli che amate nascondere anche quando state in spiaggia. A pancia in giù perché si veda meno la pancia, a pancia in su per non fare vedere il culo o le cosce. E che diamine. Il corpo è corpo e non è vietato invecchiare.

È un bisogno indotto anche quello di pensare che una donna debba essere come una teen ager per restare impressa nei ricordi, desideri, sulla pelle, di un uomo, o comunque di una persona che vi desidera. Ragionare per compartimenti stagni, le belle fanno sesso e le brutte no, significa imprigionare anche la mente e i desideri di tante ragazze giovanissime che non fanno sesso perché si vergognano del proprio corpo. In cerca di rassicurazione, confuse e dipendenti da ogni complimento che sporadicamente arriverà. Invece, sappiamo, per esperienza, che spesso, se non chiedi conferme, se sei sicura di te, nessuno si preoccuperà dei tuoi difetti fisici. L’armonia di un corpo non dipende affatto da quello che vi impone il modello estetico standard. A quarant’anni, con due figli e tanta fatica addosso, una amica intrattiene una relazione sessuale con un diciannovenne che è innamorato perso. A cinquant’anni il sesso può sembrare una chimera ma invece non lo è.

C’è quella che ha trovato la sua dimensione sessuale con una donna. Quell’altra che abbraccia finalmente un uomo che la soddisfa e che ha dieci anni in più. Quella che va in giro senza trucco, con le sopracciglia intatte e nessun intervento estetico e che ha un fascino tremendo perché è intelligente, ha un cervello che eccita terribilmente e i suoi corteggiatori fanno la fila per ottenere un po’ di attenzione da lei.

Ci sono quelle che effettivamente si trovano in difficoltà e trovano altre intimità, altre maniere per coniugare desideri e bisogni. C’è chi non può fare sesso o non ha un orgasmo perché ha dei problemi di salute e anche in quel caso trova un equilibrio grazie ad una relazione con chi se ne frega di queste categorie stagnanti. Il corpo è un mezzo di comunicazione e sei tu che decidi cosa comunicare. Se diventi respingente quel che sarà evidente è il rifiuto. Se sei serenamente a tuo agio è quell’agio che diventa una fonte di desiderio inestinguibile. Ma in ogni caso, lungi da me dispensare consigli, quel che scrivo deriva da singole esperienze e dunque è vero, può capitare.

 

Il Sesso Tantrico..riflessioni Thought abouth Tantra’s sex   Leave a comment


TANTRA: IL TUO CORPO E’ IL TUO TEMPIO

Alcune riflessioni ed insegnamenti da:

https://www.facebook.com/Anima-Tantrika-538029226305220/

nude meditation

Il corpo è la tua base, è il terreno dove nascono le tue radici. Renderti antagonista verso il corpo è distruggerti, è renderti schizofrenico, è renderti miserabile, significa creare un inferno.
Tu sei il corpo. Naturalmente, tu sei più del corpo, ma quel “più» viene dopo. Prima tu sei il corpo. Il corpo è la tua verità base, quindi non essere mai contro di lui. Ogni volta che vai contro il corpo, stai andando contro Dio.
Ogni volta che sei irrispettoso del tuo corpo, stai perdendo contatto con la realtà, perché il tuo corpo è il tuo contatto.
Il tuo corpo è il tuo ponte.
Il tuo corpo è il tuo tempio.
II Tantra insegna venerazione per il corpo, amore, rispetto per il corpo, gratitudine per il corpo. Il corpo è meraviglioso.
È il più grande dei misteri.
Il Tantra ti insegna a riaffermare il rispetto per il corpo, l’amore per il corpo. Il Tantra ti insegna a guardare il corpo come la più grande creazione di Dio. Il Tantra è la religione del corpo. Naturalmente va più in alto, ma non abbandona mai il corpo; è radicato lì.
È la sola religione veramente radicata nella terra: ha radici. Le altre religioni sono alberi sradicati – morte, spente, morenti; in loro non fluisce alcuna linfa vitale.
Il Tantra è vivo, contiene linfa vitale.
La prima cosa da apprendere rispetto al corpo, è disim­parare tutte le sciocchezze che ti sono state insegnate su di esso.
Altrimenti resterai spento, e non andrai mai dentro di te, e non andrai mai oltre. Comincia dall’inizio.
Il corpo è il tuo inizio.

OSHO

yoga 6

LETTERA DI SANT’AGOSTINO ALL’UOMO

PER AMARE UNA DONNA IN PIENEZZA

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita.
Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo.
Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.

Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.
Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire.
Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani.
Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.
Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.
Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.
Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.
E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.

Amala come il sole che invochi al mattino.

Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.
Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!

nudo donna 2 maurizio poll

donna corpo

NEL RITUALE TANTRICO C’E’ LA DONNA ASSOLUTA

Ogni Donna che si appresta ad un Rituale Tantrico, deve essere anche iniziata e istruita nell’arte delle mudrâ, delle posizioni magico-rituali.

Il suo corpo deve essere reso vivente con la tecnica del nyâsa.
È così che la donna, oltre che ratî e shakti, talvolta viene chiamata essa stessa mudrâ, parola che designa le posizioni rituali yoghiche tenute a provocare un determinato stato fluidico. Questo stesso termine indica dunque la Donna, non solo come riferimento alle posture che assumerà nell’atto d’amore, ma anche all’evocazione di una forza in lei che l’assimila ed una forma magica della divinità o a un attributo divino.

Ancora una designazione della donna è Lâta, un nome della pratica sessuale è latâ-sâdhana. Lâta significa pianta rampicante.
Si allude ad una posizione in cui la donna si avvinghia all’uomo seduto, ed è lei ad avere la parte attiva nell’amplesso, tanto da sensibilizzare e riprodurre su questo stesso piano i significati metafisici del maschile e del feminile. Peraltro c’è una fase preliminare o dhyâna preliminare avente per oggetto la visione degli âsana, (delle posizioni rituali) della coppia divina, di Shiva unito a Shakti o Kâlî.

La Donna va amata secondo il rito. Prima essa deve essere pûiyâ e poi bhogyâ, ossia prima adorata e poi posseduta e goduta. Il senso dell’adorazione varia a seconda dei livelli; al livello magico-iniziatico, essa equivale alla già detta animazione e proiezione di una immagine per mezzo della fantasia magica, fino ad una evocazione, alla chiamata del devatâ nella persona, nel corpo e nella carne di Lei.
Per indicare questo procedimento è stato usato il termine tecnico âropa , che significa l’imposizione di una natura diversa all’oggetto, benchè la forma, le sembianze sensibili restino le stesse: nel senso di una integrazione del fisico nel super fisico. In pratica, un processo di momentanea trasmutazione della donna, suscitante in lei una presenza reale: LA DONNA ASSOLUTA
L’âropa viene considerato come una condizione imprescindibile.

LA QUIETE NEL SESSO
Il sesso Tantrico, non nasce dal di fuori e ciò dalla passione, dall’attrazione della sola bellezza fisica, ma dall’interno, dal profondo come una fontana che poi sgorga, non ingolfa, non annoia, non crea dipendenza. Il corpo trabocca dal di dentro, è un sentire l’amata DENTRO l’anima e non solo nei genitali. Non si può amare un corpo senza conoscerne l’anima (è un’illusione). Senza un sentimento spirituale, il sesso è come bussare ad una porta esteriore, mentre dentro non risponde nessuno. Per questo quando la vita poi mette alla prova, anche quelli che facevano sesso con scintille stellari, senza l’amore autentico finiscono per lasciarsi. La sola passione non regge saldamente un legame per troppo tempo, soltanto il valore interiore, perché infinito, tiene insieme una coppia per sempre in maniera pacifica ed armoniosa.

La coppia nel sesso tantrico come nella preghiera deve rimanere immobile e prolungare l’abbraccio così che lo scambio d’energia sia passivo e ricettivo piuttosto che attivo e d’attesa. Nulla viene fatto per far sorgere l’energia sessuale: si deve seguire solo il suo flusso naturale, senza forzature. La sensazione che si ha di solito è quella di una completa fusione di corpi, come se i due partner trascendessero le loro limitazioni fisiche e psichiche per raggiungere una felicità senza confini.
La posizione più ideale è quella dell’uomo a loto e la donna nel suo bacino (Yab-yum: che significa madre-padre), in questa quiete ci si compenetra con lo spirito e ci si sente ad un livello profondo.

LUI ti chiama dal luogo più profondo della sua anima.
T’invita ad usare il tuo potere perché tu possa condurlo sulla vetta più alta dell’estasi, in comunione.
Non temere l’oscurità dell’ombra, quando egli sta con te, nessuno può usare la forza per scagliarsi contro di te, nessuno!
Lui conosce la dimora intima che ospita il segreto del tuo amore e lo trasforma in fuoco
Abbi fiducia in lui mentre raggiunge la pienezza della grazia d’amore che accende il suo spirito e accresce la sua passione.
Il suo ardore è il pulsare del suo cuore, la sua anima è pari solo alla tua luce perfetta, che illumina il suo essere.
La sua perfezione è raggiunta solo quando è rafforzato e purificato dalla magia dei tuoi occhi.
Accoglilo nella profondità nel tuo seno, donagli il tuo cuore nudo, mostra fedeltà al legame d’amore ed egli, in ginocchio e con riverenza, si inchinerà per onorarti.
Quest’Uomo, questo Cavaliere, questo Re brilla della tua luce, il tuo splendore lo circonda.
Egli ti dona tutto ciò che è, scorticato da tutte le prove e ancora incrollabile, mette la sua nuda vita nelle tue mani.
Egli è l’essenza della verità, la lealtà, e la forza.
Non sarà più il tuo mal di cuore, non farà di te il dolore,
Egli è ai tuoi piedi, è il tuo compagno, il tuo campione
Egli è il tuo dio guerriero.
Apriti a lui, ricorda la sua carezza tenera, la sua presenza incrollabile.
Egli è la pienezza del tuo essere,
la completezza dell’amore ri-trovato, quello vero, totale e profondo.
Brama i tuoi misteri
Brama la tua passione che disseta ogni sua arsura
e apre a tutto ciò che può essere soddisfatto dalla tua magnificenza.
Divina, non tardare.
Non trattenere il tuo fuoco, la tua luce, il tuo amore.
Versa te stessa dentro di lui, lascia che i tuoi succhi filtrino l’amore, attraverso la durezza che lo rendeva cieco e geloso del tuo cuore.
La tua pace lo acquieta, la tua acqua è bramata, la tua bellezza lo rapisce.
Riposati Dea!
Le vostre prove sono finite, è questo che cercava, che tu gli facessi conoscere la sua potenza, la sua ricchezza che lo fa sentire ciò che è, tutto ciò che è, perché insieme a TE, Egli è…

KULARNAVATANTRA:

Solamente per mezzo dell’unione sessuale, l’Unione Suprema può essere raggiunta.

Ogni uomo incarna il principio Shiva o purusha.
Ogni donna il principio Shakti o prakrti.

Nel rito, l’uomo si identifica con l’un principio, la donna con l’altro principio. La loro unione riproduce quella della Coppia Divina.
I due principî, shivaico-maschile e shaktico-femminile, che nel mondo manifestato e condizionato appaiono separati secondo la dualità della quale quella dei sessi, di uomo e donna, è una espressione precisa, vanno per un istante in quello “dell’orgasmo sessuale” a ricongiungersi evocando «Shiva androgino» e l’unità del Principio.

Dal punto di vista dell’esperienza, in questi termini l’unione sessuale ha un potere liberatore: sospende la legge della dualità e producendo un’apertura estatica, porta per un istante al di là dalla coscienza individuale e samsârica.

Uomo e Donna divengono temporaneamente identici ai loro rispettivi principi Shiva e Devî, presenti nel loro essere e nel loro corpo, ed essendo sospesa la legge dualistica, in ciò che viene chiamato samarasa, ossia nella simultaneità dell’ebrezza, dell’orgasmo e del rapimento che nell’amplesso unisce i due esseri, si origina lo stesso Samatâ, lo stato di identità e di trascendenza: il sahaja. Ovvero si ottiene una forma singolare di piacere esaltato e trasfigurato, percezione della stessa illuminazione assoluta (sambhodi), e dell’incondizionato (sahaja)

IL VIAGGIO  DEL SESSO
ATTRAVERSO LA COLONNA VERTEBRALE

la colonna vertebrale è vista come l’albero della vita con le radici nel mondo sotterraneo e i rami tesi verso il Paradiso. Alla base dell’albero vertebrale si trova il Serpente del Potere, immagine simbolica del potere divino che si manifesta nella natura sessuale, sia di vita che di morte. La sessualità tantrica consiste nel risveglio del serpente e nella sua ascesa controllata dalle radici dell’albero ai rami.

Questo processo porta a un’illuminazione spirituale e alla liberazione finale da tutto ciò che è materiale. Quando il serpente si trova alla base dell’albero “vertebrale” si manifesta come energia sessuale; quando comincia a salire viene denominato “kundalini”; quando raggiunge la cima dell’albero diventa Spirito.
Durante l’unione quindi il serpente non fa altro che svegliarsi e dirigersi verso la contemplazione del divino incarnato nella donna e nell’uomo.

nudo di donna spirale

SENTI IL TUO UOMO…

LUI ti chiama dal luogo più profondo della sua anima.
T’invita ad usare il tuo potere perché tu possa condurlo sulla vetta più alta dell’estasi, in comunione.
Non temere l’oscurità dell’ombra, quando egli sta con te, nessuno può usare la forza per scagliarsi contro di te, nessuno!
Lui conosce la dimora intima che ospita il segreto del tuo amore e lo trasforma in fuoco
Abbi fiducia in lui mentre raggiunge la pienezza della grazia d’amore che accende il suo spirito e accresce la sua passione.
Il suo ardore è il pulsare del suo cuore, la sua anima è pari solo alla tua luce perfetta, che illumina il suo essere.
La sua perfezione è raggiunta solo quando è rafforzato e purificato dalla magia dei tuoi occhi.
Accoglilo nella profondità nel tuo seno, donagli il tuo cuore nudo, mostra fedeltà al legame d’amore ed egli, in ginocchio e con riverenza, si inchinerà per onorarti.
Quest’Uomo, questo Cavaliere, questo Re brilla della tua luce, il tuo splendore lo circonda.
Egli ti dona tutto ciò che è, scorticato da tutte le prove e ancora incrollabile, mette la sua nuda vita nelle tue mani.
Egli è l’essenza della verità, la lealtà, e la forza.
Non sarà più il tuo mal di cuore, non farà di te il dolore,
Egli è ai tuoi piedi, è il tuo compagno, il tuo campione
Egli è il tuo dio guerriero.
Apriti a lui, ricorda la sua carezza tenera, la sua presenza incrollabile.
Egli è la pienezza del tuo essere,
la completezza dell’amore ri-trovato, quello vero, totale e profondo.
Brama i tuoi misteri
Brama la tua passione che disseta ogni sua arsura
e apre a tutto ciò che può essere soddisfatto dalla tua magnificenza.
Divina, non tardare.
Non trattenere il tuo fuoco, la tua luce, il tuo amore.
Versa te stessa dentro di lui, lascia che i tuoi succhi filtrino l’amore, attraverso la durezza che lo rendeva cieco e geloso del tuo cuore.
La tua pace lo acquieta, la tua acqua è bramata, la tua bellezza lo rapisce.
Riposati Dea!
Le vostre prove sono finite, è questo che cercava, che tu gli facessi conoscere la sua potenza, la sua ricchezza che lo fa sentire ciò che è, tutto ciò che è, perché insieme a TE, Egli è…
TANTRA: LA PRIMA CHIAVE DEL PIACERE
LA PRESENZA, L’ATTENZIONE QUI E ORA

La PRIMA CHIAVE del piacere è l’attenzione, intesa come consapevolezza corporea, il dimorare nel qui e ora
Usare questa chiave vuol dire imparare ad ascoltare il proprio corpo, prenderne contatto toccandolo, sfiorandolo e capire come stanno tutte le sue parti e cosa trasmettono. Sentirne l’emotività: che emozioni, che sentimenti, che clima c’è dentro di me? Dove sento quel sentimento o questa emozione? Che cosa c’è, in quel punto? Farlo è importantissimo, prima in separata sede, poi insieme al partner

Durante l’Unione, invece, dobbiamo prestare attenzione al nostro corpo, alle zone di contatto con quello del partner, e alla sensazione corporea che ne deriva, su cosa sente il nostro corpo in quel momento. Restare in quella sensazione, non seguire i pensieri, soprattutto quelli che iniziano con “dovere” (ad es. dovrei essere più eccitata ecc…).
Piuttosto, chiedersi: cosa sento nel mio corpo quando faccio l’amore?

“Secondo il tantra esistono 4 chiavi per superare i limiti psicofisici del piacere, che sono: l’attenzione, il movimento e il ritmo, il suono e il respiro”

Non si tratta di cercare il partner o la situazione giusta, ma di guardare dentro sé stessi ed espandere la propria energia sessuale.
Come si fa?
Il nostro corpo è naturalmente dotato delle 4 chiavi del piacere: bisogna solo imparare a farle girare nel modo giusto, per aprire l’accesso a una nuova dimensione erotica.

Spesso sentiamo dire che “la sensualità è un’arte innata“, quasi come se fosse una qualità che si trova nel nostro DNA e che non può cambiare nel tempo. In poche parole, nell’ideale comune, o si nasce consapevoli del proprio erotismo oppure si può tranquillamente rinunciare. Nulla di più sbagliato di questo, infatti la nostra energia sessuale cambia nel tempo ed è strettamente correlata alla nostra autostima.

La carica sessuale è fondamentale nella nostra vita, non è legata solo al concetto di sessualità di coppia, ma è data da un insieme di diversi fattori:
La consapevolezza e l’accettazione del proprio corpo
La tensione sessuale, nel senso di fantasia e voglia di sperimentare

Oltre a ratî, shakti, mudrâ e latâ, alle donne che praticano il rituale tantriko, viene dato il nome di vidyâ, parola che vuol dire conoscenza, sapienza, ma non in senso astratto e intellettualistico ma come potere che risveglia e trasfigura. Ciò ha relazione con un aspetto del feminile a cui si possono associare le allusioni di alcuni testi alla donna quale Guru, alla «donna iniziatrice», o «matrice della conoscenza trascendente». In parte, simili accenni riportano(specie quando si afferma la superiorità dell’iniziazione conferita da una donna), a quei ‘Misteri della Donna’ che sono attestati anche nell’antico Occidente e che non sono privi di relazione con la stessa prostituzione sacra esercitata nel segno di una divinità feminile, della Grande Dea. Qui l’uomo soltanto attraverso la donna e l’unione con lei partecipa al sacrum.

Nel tantrismo ci si riferirisce soprattutto al principio generale, che Shiva (di cui l’uomo incarna il principio) non è capace di azione se non è vivificato dalla Shakti. In questi termini alla yoginî, alla compagna del vîra, viene attribuito il potere di ‘liberare l’essenza dell’Io’. Già di Durgâ in un inno Vicvasâra-tantra è detto, che essa è ‘la dispensatrice di buddhi’ significando l’intelletto trascendente. In un suo altro aspetto, la donna contiene dunque potenzialmente questo principio che essa lascia agire insieme all’ebrezza e all’estasi che procura.

NEL TANTRA
la pratica del maithuna è il modo più semplice per risvegliare sushumna, perché si tratta di un atto a cui la maggior parte delle persone sono già abituate. Ma, francamente, molto pochi sono preparati per questo percorso.

L’Interazione sessuale ordinaria non è Maithuna.
L’atto fisico può essere lo stesso, ma lo sfondo è completamente diverso. Nel rapporto tra marito e moglie, per esempio, vi è la dipendenza e la proprietà. Ma in maithuna non vi è alcuna idea della proprietà; ogni partner è indipendente, uno a se stesso.
Un’altra cosa difficile nella sadhana tantrica sta nel NON coltivare un atteggiamento passionale. In effetti, l’uomo deve diventare virtualmente brahmacharya per liberare la mente e le emozioni dai pensieri sessuali e dalla passione che normalmente sorgono in presenza di una donna.

Entrambi i partner devono essere assolutamente purificati e controllati internamente ed esternamente prima di praticare Maithuna. Questo è difficile per la persona ordinaria da comprendere perché per molte persone, l’interazione sessuale è il risultato della passione e dell’attrazione fisica o emotiva, sia per discendenza o per piacere. Ci si è purificati solo quando queste pulsioni istintive, sono assenti. Questo è il motivo per cui, secondo la tradizione, il percorso di Dakshina marga deve essere seguito per molti anni, prima che il percorso di Vama marga possa essere inserito. L’interazione di maithuna non avviene per la gratificazione fisica, l’obiettivo è molto chiaro – il risveglio di sushumna, aumentando l’energia Kundalini da Muladhara chakra deve salire ed esplodere nelle zone inconscie del cervello. Se questo non è chiaro quando si pratica il kriya e sushumna si attiva, non si saprà affrontare il proprio risveglio. La testa si surriscalderà e la passione e l’entusiasmo diventeranno incontrollabili, perché non si è silenziato la mente.

francis aprodite 1
TUTTO IL CORPO E’ EROTICO

Il Tantra è tocco, contemplazione, meditazione, amore, intimità, scoperta del piacere e della sincerità dei contatti più semplici.
La genitalità si concentra soltanto nell’unione dei genitali, più sono forti l’emozioni più ci si brucia, più l’uomo è emozionato più eiacula velocemente.
Nel Tantra invece è la lentezza la forza che non si canalizza verso i genitali, anzi, questi vengono raggiunti per ultimo. E’ importante guardare il proprio partner, toccarlo, abbracciarlo, ascoltare la sua voce, il suo respiro, baciarlo ovunque, accarezzare ogni minima parte del suo corpo, non solo con le mani, ma con altre parti del proprio corpo.
È necessario raccogliersi in se stessi prima di incontrare l’altro e accoglierlo. Si può meditare danzare; l’importante è farlo con consapevolezza, approfittare di questo momento per ritrovarsi nella propria pienezza.

Godersi la Vita…una riflessione in merito…   Leave a comment


Sembrerà strano…ma capita a 50 anni..di pensare questa frase in modo più serio..

come di un proposito mai veramente pensato e realizzato..eppure tanto importante..

cioè proprio di pensare a  doversi godere la vita.. come veramente essa merita ..perché è un passaggio..

una esperienza ,ritengo non unica, ma veramente importante..

come l’agognano ,sospirando, i mutanti del film..Blad Runner ed è molto breve…

Siamo troppo condizionati nelle nostre vite di credenti..e parlo di tutti i credenti ..da un dio..

quello di cui ci parlano le dottrine religiose dell’ebraismo,del cattolicesimo ,dell’islamismo..che non è il vero dio..

A questo punto ritengo utile consigliare di leggere il Prologo del Vangelo di Giovanni..e la traduzione ed il commento(vai all’articolo)..

che di esso ne fanno due biblisti,il cui libro,il vangelo di Giovanni,appunto,

è stato pubblicato da Cittadella Editrice con l’imprimatur del vescovo di Assisi, Sergio Goretti

Il dio che riteniamo di aver conosciuto..che tramandiamo ai nostri figli..alle future generazioni..non è il dio della vita e  della creazione..

Assomiglia più propriamente..ma non abbiamo il coraggio di ammetterlo..al dio Moloch..

vi ricordate quella divinità a cui i non israeliti sacrificavano i propri figli?

Sostanzialmente il dio dei credenti è la stessa divinità..un dio Moloch..a cui sacrifichiamo noi stessi e le future generazioni..

Non ci credete,ma ci arriverete per gradi..se mi seguirete..

La teologia cristiana ..e non solo..ha incentrato tutto il suo sapere..su dio..in un ottica sbagliata..

quella del sacrificio  e dell’espiazione..penso che mi seguiate,..

Ci è stato detto che dio..è l’essere perfettissimo,creatore del cielo e della terra di tutte le cose visibili ed invisibili..

è stato poi aggiunto che egli ama la giustizia in quanto giusto..che egli ha creato la legge..e questa egli applica perché è la sua volontà..

ed il suo occhio..vede e giudica le nostre azioni..anche le più recondite ed i nostri pensieri..e che niente a lui sfugge..

Siccome poi ..egli è anche buono..Costui .per soddisfare le sue esigenze di legalità,in quanto egli è legge..

ha condannato i nostri peccati nella carne del proprio figlio..appendendolo alla croce..

Questa è in poche parole ..ma sostanziali..la TEOLOGIA,SCIENZA DI DIO..CRISTIANA E NON SOLO..

Ma non è cosi..siamo ciechi..incapaci di vedere..non sentiamo la Vita…cioè dio..l’abbiamo persa per strada ..la vita..

Già i veri profeti..i veri sapienti..se ne erano accorti …in tempi lontani..c’è un racconto,una riflessione ebraica che a me piace ricordare..

a proposito di Mosè e dei comandamenti..

Mosè..sul monte Sinai..non poté vedere il volto di Dio..perché sarebbe morto..nascosto in una caverna udì  la sua voce..cioè la sua coscienza..

percepi’ quello che potè percepire, di dio, come uomo..

poté vedere ed in effetti vide.. solo le spalle di dio..

Il significato di ciò  è presto detto..Mosè e tutti gli intermediari dell’antica alleanza hanno espresso  su dio,

il concetto che essi hanno potuto capire..senza conoscere veramente il suo volto..

Solo il Figlio che vive nel seno del  Padre..egli ce lo ha rivelato..Prologo di Giovanni,1-18

Il dio della Vita,della Creazione.. è un’altra cosa..è il dio che ha creato, la vite ed il grano, perché divenissero per noi, vino e pane..

sostegno e sollievo alla nostra esistenza umana..è il dio che ha creato il maschile ed il femminile..

che ha voluto..si unissero e creassero..con quel godimento scambievole..quel fuoco d’artificio cosmico..quella estasi ..come è appunto la sessualità nell’orgasmo..

A tale proposito..c’è una pagina di poesia..vera per me..e scandalosa.. che vi propongo..

POESIA D’AMORE SU UN TEMA DI WHITMAN

Senza rumore entrerò nella camera da letto e mi stenderò tra lo sposo e la sposa,
quei corpi caduti dal cielo sdraiati in attesa nudi e irrequieti, braccia posate sugli occhi nel buio,
affonderò il mio volto nelle loro spalle e nei seni,respirando la loro pelle,
e accarezzerò e bacerò il collo e la bocca e farò che il dorso sia aperto e conosciuto,
gambe alzate piegate a ricevere, uccello spinto nel buio tormentato e aggressivo
duro dal buco alla testa eccitata,
corpi nudi allacciati tra brividi, fianchi caldi e natiche avvinte
e occhi, occhi lucenti e maliardi, spalancati nell’abbandono,
e gemiti dei movimenti, voci, mani nei capelli, mani tra le cosce,
mani bagnate, su labbra intenerite, palpitante contrazione di ventri finché lo sperma bianco fluisce tra lenzuola sconvolte,
e la sposa implora pietà, e lo sposo è coperto di lacrime di passione e di compassione,
e io mi alzo dal letto sazio di ultimi gesti intimi e baci di addio –
tutto prima che la mente si svegli, dietro persiane e porte chiuse in una casa oscurata
dove gli abitanti vagano insoddisfatti nella notte,
nudi spettri che si cercano nel silenzio a vicenda.

Questo è il vero dio..il dio della Vita..che vuol fare di noi..lo aveva già annunciato con i suoi profeti più lungimiranti..

degli altri Dei..simili a lui ..come già fummo creati a sua immagine e somiglianza..

una ipotesi poco immaginabile.. a cui non abbiamo mai creduto..

L’essenza vera dell’uomo..il cui vero fine su questa terra è..divenire dio..

è appunto questa…sentire e vivere e mai tradire..mai vendere..a sua spontanea naturalità..

che lo rende partecipe ed aperto all’umanità intera ..a tutti i suoi simili..

per godere dell’amore fraterno..dell’amore paterno ,materno.. dell’amore dell’eros..

Questa divina umanità  purtroppo si avverte di più nelle civiltà meno evolute e più naturali ..

.e si è quasi persa..ed ancor più travisata..nelle cosiddette civiltà religiose…occidentali e cristiane..voi cosa ne pensate?

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