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Ora anche le escort devono pagare le tasse….   Leave a comment


“La escort paghi Irpef e Iva”. Il giudice tributario: “Pecunia non olet”

La Gdf ha rintracciato i movimenti bancari di una escort che guadagnava 3mila euro al mese. Ora la Commissione Tributaria di Savona impone il pagamento dell’imposta sul reddito, delle addizionali locali, dei contributi e pure dell’Iva.

ROMA – Sui suoi conti correnti, la Guardia di Finanza ha trovato utili e ricavi che la bella escort si era guardata bene dal dichiarare al fisco: 36 mila euro nel 2010, 40 mila 523 nel 2011, altri 39 mila 395 nel 2012. Per questo, i finanzieri sono andati a fondo. Hanno perquisito l’abitazione della donna scovando – come prova ulteriore – un’agendina con gli appuntamenti e i relativi incassi, tutti rigorosamente in nero. Almeno 100 euro al giorno, 3000 euro al mese (nei momenti peggiori).
L’Agenzia delle Entrate allora ha intimato alla escort di pagare l’Irpef, le addizionali Irpef sia comunali sia regionali, i contributi previdenziali, infine l’Iva al 21 per cento sugli “incassi lordi”. Cifre che sono state calcolate al netto della pubblicità che la donna ha comprato sui giornali spendendo anche 4300 euro l’anno. Adesso la Commissione Tributaria provinciale di Savona – che respinge il ricorso della professionista del sesso – aggiunge a tutte queste imposizioni altri 2000 euro per risarcire le spese di giudizio.

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La Commissione Tributaria considera “irrilevante” che la professione di “cortigiana” (così nel testo della decisione) non sia regolamentata dall’Italia. E non conta che sia anche “riprovevole” sul piano morale. A questo proposito, la Commissione cita l’imperatore Vespasiano che non esitò a varare una specie di Iva sulla pipì. In sostanza, Vespasiano impose ai proprietari di latrine di versare la centesima venalium sull’urina che essi vendevano ai conciatori di pelle (smaniosi di ricavarne l’ammoniaca). Al figlio Tito che gli rimproverava di risanare le casse pubbliche con un’imposta indegna, Vespasiano rispose che “pecunia non olet”. Il denaro non puzza. Motto che la Commissione Tributaria di Savona adesso fa proprio. La prostituzione – che la legge italiana non classifica come reato – è “una prestazione di servizio verso corrispettivo”. Dunque può rientrare nel radar del fisco alla luce del Dpr 633 del 1972, soprattutto quando ha un carattere di “abitualità”. Non solo. Anche la sentenza C-268/99 della Corte di Giustizia europea classifica la escort come “lavoratrice autonoma” e senza vincolo di subordinazione a fronte di una retribuzione “pagata integralmente e direttamente dal cliente”. E dunque è legittimo che l’Agenzia delle Entrate reclami – oltre al versamento dell’Irpef – quello dell’Iva.

La sentenza – di cui ha scritto il sito cassazione.net – spiega anche che i soldi trovati sui conti correnti bancari e postali, e non dichiarati, costituiscono indizio sufficiente della sospetta evasione. A quel punto, l’onere della prova si capovolge. Spetta al contribuente dimostrare che i “movimenti bancari non sono riferibili a operazioni imponibili”, che quei guadagni non sono “fiscalmente rilevanti”. Tuttolegittimo, dunque. La legge italiana e le sentenze europee incastrano la professionista. Ma certo impressiona che la escort – solo sul reddito netto da lavoro autonomo del 2010, pari a 31 mila 700 euro – debba ora versarne oltre 24 mila tra Irpef, Iva e contributi previdenziali.

 

 

Commento personale

articolo interessante..rispetto le prostitute..e le vedo..come..un Ordine Religioso..in soccorso alle legittime pulsioni sessuali..di single o vedovi..come me; di portatori di handicap..di ..parzialmente sani di mente. La figura dell’assistente sessuale in Italia non esiste..e la prostituzione..pur legale..in realtà non lo è..esiste ed è applicata una legge del codice Rocco..ancora vigente..per la quale..se due prostitute lavorano insieme per dimezzare i costi..sono arrestate a motivo di una incredibile valutazione: cioè sono accusate di reciproco sfruttamento..sono leggei indegne di un paese civile..ma bacchettone e cattolico..anche se lo stato
è..per costituzione..laico.

video erotici..per il proprio piacere..(18+) ..e per imparare a soddisfare la propria donna od il proprio uomo…   3 comments


 

coppia eros

PREFAZIONE

Anche la pornografia..in certi limiti..è utile..perchè sopperisce..alla educazione sessuale mancante. L’amore tra 2 persone è costruito sui sentimenti..ma la pratica della sessualità è necessaria.

Sono stato “educato” alla religione cattolica..per la quale la sessualità (masturbazione,sesso con la bocca..o nel dietro..è considerata “peccato mortale”. Eppure..nel vangelo l’argomento non viene affrontato..e la Chiesa cristiana si rifà..indebitamente,alla Religiosità ebraica..datata di 5000 anni..prima di Cristo;. Lo stesso succede nell’Islamismo..secondo i dettato di Maometto..che lo scrisse 1400 anni fà. LA parola dei Profeti..è “datata” secondo la realtà storica in cui è stata “elaborata”.A mio avviso..questo è l’errore delle religioni….l’Intoccabilità” nel tempo. Ma la Coscienza Universale è in Cammino..e richiede una comprensione diversa. Tutti..nasciamo diversi..con una miscela,dentro la psiche, di maschile e femminile; l’omosessualità,maschile e femminile,non è una “perversione dell’individuo latente..ma una oggettiva personalità. E’ evidente che se un uomo nasce con una psiche prevalentemente femminile..sarà attirato dal maschile..come se una donna nasce con una psiche maschile..sarà attirata dal femminile. Tutte le realtà che vivremo..sono necessarie per la nostra crescita sentimentale; anche gli errori servono.. dobbiamo tener conto di una realtà fondamentale:il regno dei cieli..è già dentro di noi I maestri di vita..tra cui Gesu Cristo..lo hanno sempre ricordato..(le Chiese lo hanno nascosto)..stà a noi..riconoscerlo attraverso quello che siamo e che viviamo..per il resto..siamo collegati all’Universo intero..da cui..riceviamo..ma anche inviamo..Emozioni positive.

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/06/09/sessualita-e-genere-lomosessualita-maschile/

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/06/16/la-menzogna-della-chiesa-cattolica-ovvero-letica-sessuale-cattolica/

 

ci sono dei video pornografici..che sono..educazione sessuale..e sentimentale..

in the mood for love

http://www.redtube.com/40407 via @RedTube

http://www.redtube.com/40407

 

 

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/05/12/omosessualita-maschile-e-femminile-una-sessualita-umana/

 

 

 

 

 

 

 

 

http://te-quero-molhadinha.tumblr.com/post/139477940572

http://es.pornhub.com/view_video.php?viewkey=ph55be6d6b19a32

 

 

 

 

 

Illuminazione Appassionata..(il tantra)   Leave a comment


 

 

ILLUMINAZIONE APPASSIONATA

Miranda Shaw, Casa editrice Venexia, Roma, 2010

illuminazione

Il tantra, sia nella variante indù sia in quella buddhista, è un sentiero religioso attraverso il quale uomini e donne possono accedere insieme alla dimensione spirituale ed all’illuminazione attraverso una serie di espressioni d’intimità ritualizzate che trasformano la passione fisica in estasi divina.

Il buddhismo tantrico si distingue da altre tradizioni buddhiste perché è l’unico a considerare il corpo e le esperienze sensoriali come un mezzo per attingere alla Fonte originaria della conoscenza e del potere spirituale.

Entrando in un tempio del Ladakh, terra del buddhismo tantrico, rimaniamo colpiti dalle spettacolari rappresentazioni delle donne-dee nell’atto di cavalcare una tigre o di danzare sull’acqua con i loro corpi sinuosi che fluttuano nell’aria, le chiome al vento… donne dagli sguardi persi nell’infinito, che spiccano il volo avvinghiate ai loro partner maschili, i volti risplendenti di passione ed estasi mentre si librano negli spazi sconfinati dei paesaggi surreali del buddhismo tantrico… e ci sembra quasi di sentire il ciondolio dei loro strani ornamenti d’osso quando, irate, combattono contro l’ego: quando appaiono in forma pacifica le dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici;

interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle   “devadasi indiane”  dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”.

 

Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo.

Lo scopo principale del libro è restituire alle…  yogini… la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini riposano sopra un fiore di loto in tranquilla beatitudine, quando appaiono in forma irata calpestano i cadaveri del proprio egocentrismo.

Secondo quanto scrive Miranda Shaw, nel suo libro intitolato Illuminazione appassionata (casa editrice Venexia, Roma, 2010), gli studiosi che non appartengono alla tradizione culturale del tantrismo tendono a focalizzare l’attenzione sulle forme esteriori dei rituali ed a negare un possibile collegamento tra le immagini femminili rappresentate nei templi e le donne realmente vissute. Stando alle interpretazioni occidentali dell’arte e della letteratura tantrica, solitamente di matrice junghiana o freudiana, queste immagini femminili sono simboli dei processi psichici dell’Anima maschile che emergono nella coscienza e non vengono mai in alcun modo relazionate con la vita vissuta delle yogini tantriche né con le loro qualità spirituali.

L’ipotesi che queste donne così magnificamente rappresentate potessero essere state davvero donne di grande spessore spirituale e persino donne illuminate, non viene mai contemplata. Al contrario: le adepte femminili del tantra vengono di solito descritte come niente più di un mezzo per raggiungere uno scopo, scopo che viene raggiunto dallo yogi maschio. Il buddhismo tantrico viene considerato come un movimento oppressivo nei confronti delle donne le quali occupano posizioni subordinate e marginali all’interno dei rituali, donne che vengono spesso umiliate e persino abusate. Anzi, secondo questo punto di vista, più corrotta è la donna, più risulta adeguata ai rituali tantrici: interpretazione questa che ci ricorda le definizioni delle devadasi indiane dell’epoca colonialista, considerate anch’esse in termini dispregiativi e sprezzanti come le “prostitute del tempio”, vere e proprie “depravate”. Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi occidentali è che nel tantrismo sono gli uomini i veri ricercatori spirituali, le donne sono le loro “controparti passive” e vengono usate come “oggetti rituali” per far sì che il maschio raggiunga l’illuminazione.

 

Miranda Shaw espone nel suo libro una ricerca approfondita e ben documentata sulle donne che hanno ispirato e contribuito alla creazione delle suggestive immagini femminili ritratte nella tradizionale iconografia tantrica ed offre un’importante testimonianza della presenza partecipativa e creativa delle donne nel buddhismo tantrico, della loro esistenza storica, concezione religiosa e liberazione spirituale e scrive un nuovo capitolo sul tantrismo. Lo scopo principale del libro è restituire alle yogini la loro dignità di ricercatrici spirituali e donne illuminate che hanno molto influito sulla storia culturale e spirituale dell’oriente.

Dalle biografie e dai testi scritti dalle adepte del tantra esaminate dalla Shaw emerge un intero pantheon di Buddha femminili, figure di donna eccezionali note come dãkini: donne coraggiose, libere, di grande spessore e potere spirituale che guidano i maschi verso l’illuminazione.

La visione indiana che emerge da questi scritti e biografie femminili non conferma le interpretazioni svalutanti nei confronti delle yogini tantriche dei più accreditati testi occidentali, ma esprime, al contrario, grande rispetto e venerazione profonda della potenza spirituale-magica intrinseca alla condizione di Donna.

Le descrizioni delle donne del buddhismo tantrico come corrotte o depravate, prostitute etc… , sottolinea la Shaw, descrizioni dal colorito tipicamente androcentrico, tradiscono un residuo di indignazione vittoriana non solo nei confronti dell’attività sessuale delle donne al di fuori del matrimonio, ma anche verso la venerazione ed esaltazione religiosa della Donna in quanto tale. La reverenza religiosa verso le donne che caratterizza il tantrismo è così in contrasto con i valori ed i precetti tramandatici dalle nostre religioni tradizionali, sostiene la Shaw, da costituire uno dei più grandi ostacoli all’accettazione e comprensione della filosofia tantrica.

Nel contesto tradizionale del buddhismo monastico i partecipanti vengono incoraggiati al potenziamento dell’intelletto ed alla dialettica filosofica a scapito delle dinamiche corporee, delle sensazioni ed emozioni. La filosofia tantrica sottolinea invece che la mente da sola non è sufficiente ad aprire le porte della conoscenza; vengono enfatizzate, al contrario, soprattutto la soggettività e le componenti relazionali e sensoriali che animano i rituali: l’interdipendenza della dissoluzione e dell’apoteosi dei due partner così come la passione ed il piacere come fonti primarie di conoscenza e di potere spirituale – una sorta di reazione complementare e correttiva all’unilateralità monastica.

I testi tantrici espongono, passo dopo passo, un programma buddhista di decostruzione del sé contemporaneamente alla decostruzione dell’altro, seguito dalla ricreazione di una nuova identità soggettiva integrata: l’unione di un Buddha ed una Buddha. Solo seguendo la nostra passione fino alla sua origine, riusciamo a contattare, secondo la filosofia tantrica, il nostro nucleo interiore di beatitudine, la fonte originaria del Piacere che in quanto tale non ha alcuna causa immediata, ma appartiene alla natura stessa della psiche, alla sua “divina essenza primordiale”. E’ la beatitudine sensoriale, il “piacere umano”, l’elemento catalizzatore di questo percorso, il moto dinamico che conduce i partner yogici a varcare la soglia del regno terreno verso le sfere trascendenti dell’esistenza. L’esperienza erotica contiene già al suo interno il seme di questa consapevolezza illuminata: il piacere estremo, l’abbattimento delle barriere dell’ego, l’oblio di sé che culminano nell’estasi e nella consumazione del pensiero concettuale nel fuoco della passione.

Nel suo aspetto di fusione di forma e contenuto l’unione tantrica sfugge a qualsiasi descrizione in termini puramente fisici e diviene il tipico esempio dell’esperienza spirituale di “dissoluzione nella luce pura”, quello stato di non-dualità in cui il soggetto e l’oggetto si dissolvono e si fondono: saggezza e compassione, beatitudine e vacuità, insieme al congiungimento fisico degli organi sessuali femminili e maschili ed a numerosi altri elementi fisico-spirituali che vengono integrati sulla via verso l’illuminazione.

La stessa anatomia interna dell’organo sessuale femminile, per esempio, è percepita come un mandala, al centro del quale troneggia un palazzo tempestato di pietre preziose, la Dimora di un Buddha.

Esso non ha dimensioni fisse, perché si tratta di un “luogo incommensurabile” sul piano mistico dell’esperienza.

Michel Foucault contrappone all’oggettivazione e alla manipolazione occidentale della sessualità (che definisce scientia sexualis ) quella che lui definisce l’ars erotica dell’Oriente (il tantra ne è un esempio), una sessualità vissuta ed esplorata per se stessa, per il piacere che conduce alla fonte interiore di Vita ed alla trascendenza.

Il buddhismo tantrico non propone un modello relazionale di sfruttamento, ma di complementarietà e reciprocità e rimanda ad una variante delle relazione umane che arriva persino a trascendere il dualismo di genere.

Tutto ciò appare quantomeno insolito agli occhi di un lettore occidentale il quale parte dal presupposto che le relazioni in generale e quelle tra i sessi in particolare, implichino sempre una qualche forma di potere o di rivendicazione egoica.

I filosofi tantrici ci raccontano che al momento del concepimento una scintilla di beatitudine si unisce con una goccia dei fluidi generativi femminili e maschili, formando una scintilla di Piacere che è il nucleo del nuovo essere.

 

Nell’intera genesi di un essere umano è presente quindi un elemento di piacere metafisico: il Sé interiore o l’Essenza.

 

Questa beatitudine che è presente nel momento del concepimento di un essere umano rimane lì, nel suo recesso più intimo, nel suo cuore per sempre, come un ponte che gli indica la via del ritorno, un ponte che può riportarlo indietro alla Prima e Ultima realtà.

 Virginia Salles

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L’UNIONE SESSUALE SACRA

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Molte persone mi chiedono spesso come usare il sesso nella pratica spirituale. 
L’unione di due corpi muove energie particolari perché si forma una polarità maschile/femminile che, come un circuito, attiva delle grandi potenzialità. Ovviamente più se ne diventa consapevoli meglio si può utilizzare l’intero processo. 
Non mi metterò ora a fare un trattato tantrico, ma darò alcune indicazioni per iniziare a vivere l’incontro sessuale non come un semplice atto animale, ma come un mezzo utile alla pratica verso la libertà.

La polarità maschile/femminile che si attiva nell’unione sessuale può liberare quella bellissima e potente energia che si trova alla base della spina dorsale e che, se fatta salire fino alla cima del capo, porta il risveglio dei centri energetici assopiti. 
Non solo; è possibile entrare in stati di coscienza espansi che portano oltre alla piccola percezione del proprio ego, e possono manifestarsi grandi intuizioni di consapevolezza che aprono porte sulla libertà del Sé. 

Solitamente l’incontro con l’altro avviene esclusivamente a livello del primo chakra e non ci si sposta da lì. È più che altro uno scarico di tensione, uno sfogo che fa sentire il corpo al massimo un po’ più rilassato. Quante persone, soprattutto donne, mi parlano di quella triste sensazione che rimane “dopo”! A qualcuno comunque può continuare ad andare bene così, ma altri sicuramente sentiranno il bisogno di conoscere e utilizzare tutte le potenzialità dell’unione maschile/femminile.
Ovviamente è anche importante con chi ci si incontra poiché lo stato di coscienza del compagno/a viene unito al nostro e ne è estremamente influenzato.

L’atteggiamento interiore dovrebbe essere quello dell’apertura totale del cuore nei confronti dell’altro. Non si può incontrare il partner se si hanno resistenze, rancori o chiusure di qualche tipo; l’energia sacra così non scorre. È necessario essere disposti ad aprirsi totalmente in un abbraccio profondo nel quale abbandonarsi fino in fondo, mantenendo quel tenero sguardo assolutamente non giudicante, che permette di svegliare sempre più la consapevolezza di Sé. 

Anche tutti i tabù sociali sul sesso e un’educazione particolarmente rigida su tal punto, inibiscono quel lasciarsi andare necessario al libero scorrere delle energie. Le persone mi raccontano spesso quanto il far l’amore sia per esse il contrario stesso dell’apertura, rendendolo più un gioco di potere e di attaccamento che un’unione vera. Questo accade a causa dei conflitti irrisolti e delle dinamiche negative con l’altro.
Il proprio compagno/a diventa spesso la persona con la quale ci si chiude di più perché è proprio quella dalla quale ci si sente più feriti.

Chi comprende che il miglior modo per difendersi è invece proprio l’apertura del cuore, riesce pian piano ad avere veramente quella cura del rapporto che permette di risolvere i problemi.
La paura dell’aprire totalmente il proprio cuore all’altro è una delle cause principali della grande sofferenza generata nelle relazioni affettive.

È necessario capire che un cuore amorevole e aperto è un cuore sempre vittorioso, anche di fronte al dolore del tradimento, anche in caso l’altro si riveli non corrispondere alle proprie aspettative. 

È il cuore aperto che rende appagati e permette di fluire con la vita; nessun partner sarà mai in grado di renderci liberi e felici.

L’errore più grande è infatti quello di credere che il proprio compagno/a possa sostituirsi a Dio e saziare ogni nostro bisogno d’amore.

Se il nostro cuore è chiuso, non scorrerà in noi né l’amore né la felicità, nemmeno se il nostro partner fosse Gesù Cristo!

Per entrare nella sacralità del sesso occorre, innanzi tutto, essere disposti ad aprirsi totalmente all’altro, a tutti i livelli, senza inibizioni e senza paura di doversi difendere con la chiusura del cuore. 

Cercando di essere sempre più naturali e spontanei, quindi si può permettere all’apertura del cuore di chiamare il sacro fuoco che richiede poi tutto il nostro ascolto e tutta la nostra accoglienza per riuscire a procedere nel suo percorso.

Il secondo passo è riconoscere il divino che c’è nell’altro e far l’amore proprio con il suo aspetto illuminato e risvegliato. A tal fine immaginate il corpo del vostro partner completamente di luce, come un vero Dio.

Di fronte a voi avete la manifestazione della piena potenzialità illuminata del vostro compagno/a e quella abbracciate abbandonandovi totalmente.

 
Non vi devono interessare i difetti e le mancanze dell’altro ora, altrimenti è con l’energia di questi che vi unirete.

Richiamando la vera natura divina dell’altro, sarà con questa che farete l’amore e questa avrà il potere di formare quel circuito sacro che serve per innalzare le energie che altrimenti rimarrebbero a livello basso. 
Naturalmente anche voi dovete immaginarvi e sentirvi luminosi e risvegliati nel vostro aspetto divino! 

Per realizzare l’unione sacra è necessario che non abbiate paura di fondervi con l’altro fino a sparire.

È una resa dell’ego al divino di entrambi che è di fatto Uno: una sola Presenza d’Amore.

 
Devono venir coinvolti in seguito tutti i punti energetici, proprio partendo da quello sessuale, quindi il fuoco sacro dev’essere liberato – grazie al corretto atteggiamento interiore – da quel punto, per poi salire lungo gli altri chakra.

Vi sono ovviamente delle tecniche che aiutano a realizzare questo risveglio dell’energia, ma affinché siano efficaci occorre allenarsi prima a sviluppare gli atteggiamenti interiori sopra descritti.

 

La tecnica, senza lo stato di coscienza appropriato, può anche essere pericolosa e creare scompensi anziché aiutare. Ecco perché è così importante dedicare un lungo periodo di tempo a sviluppare e allenare insieme al partner l’apertura del cuore senza paura, l’abbandono presente e totale a livelli sempre più profondi, il riconoscimento del proprio aspetto divino e di quello dell’altro, la resa totale a quella divina Tenera Presenza che chiama gli amanti a Sé, proprio perché sono stati capaci di aprire gli stretti e miseri confini dell’Io fino a divenire Uno.

  (Carlotta Brucco)

http://www.nonsoloanima.tv/carlottabrucco/index.php?entry=entry120423-122814

 

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Pubblicato 13 giugno 2016 da sorriso47 in amore, anima, ANIMA ANIMUS, anima e corpo, beauty, beauty of Universe, bellezza, catene religiose, conoscenza, conoscenza di se stessi, corpo umano, corporeità umana, creazione, donna, earth, educazione, educazione sessuale, eros, erotismo, essere, estasi, etica sessuale, female sex, femmina, fratellanza, God Father, God Mother, Illuminazione..appassionata la spiritualità..del..Tantra.., l'uomo è..eterno.., la bellezza..salverà..il mondo, la Grande Unione, la Natura è la mia religione, la terra è il mio santuario, maschio, massaggio tantrico, medicina alternativa, medicina olistica, medicine naturali, mente interiore, messianesimo, Natura, nude, nudismo, orgasmo, orgasmo prolungato, Pace, passion, passione, pensatori, Peru, piacere, principio femminile, psichiatri, psicologi, psicologia, psicoterapia, regno di dio, riflessioni, salute, Salute e benessere, Scuola, sensi, sensibilità, sensibilità naturale, sensualità, sesso, sesso umano, sessualità, sessualità femminile, sessualità sacra, sessualità sacralizzata, sessualità umana, sex, sexual love, sexualidad, sexuality, soul and body, spiritualità, spiritualità laica, spiritualità tantra, Tantra, tantrismo, teologia, the beauty..and tenderless..of human..eros..love, theology, truth, Tutto è Uno, umanesimo, umanità, un altro mondo, Universe, Universo, uomo, uomo donna, Verità, vita, yoni, yony

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Dopo la menopausa le donne fanno sesso? Certo che si!   Leave a comment


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“ho 52 anni suonati e sono in menopausa da due anni. Dopo un periodo di sei mesi dall’ultima mestruazione mi è passato il malumore, grazie a qualche integratore ho sistemato la chimica del mio corpo e poi mi sono detta che era un momento fantastico, per me. Finalmente l’altalena era finita, potevo godermi un tempo di grazia terrena. ho abbandonato la mia vecchia cerchia di amiche sposate, conviventi, comunque vecchie in testa, e ho frequentato un gruppo di persone con le quali condividevo interessi. Attorno a me si sono raggruppati uomini desiderosi di compiacermi, di qualunque età, e io che ho sempre amato fare sesso, l’ho vista come un’opportunità e non come un fastidio. Non indosso capi che mi ringiovaniscono. A malapena taglio i capelli e lascio lì il bianco di qualche ciuffo, e sono semplicemente io, con quello che ho, quello che sono. Venire a letto con me è gratificante per chi lo fa. È quello che mi hanno detto, e io ci credo perché godono sinceramente e mi cercano ancora e io a volte con difficoltà devo dire che se avessi in mente una relazione lo direi, ma ho solo voglia di godermi questo momento di libertà. Da qualche mese si è piazzato nella mia vita un uomo di 17 anni meno di me. Ci capiamo, siamo intellettualmente compatibili e sessualmente lo siamo ancora di più. se è vero che ci sono vecchi bacucchi che amano le adolescenti, è anche vero che c’è una giovane generazione di uomini e donne che se ne frega di simili stereotipi e segue solo l’istinto, l’olfatto e la pelle. Non so cosa farò adesso ma continuo a godermi il momento. Perciò si, credetemi, si può fare, e grazie al femminismo che mi ha insegnato ad essere libera. liberamente distante perfino dalle donne che sono tanto diverse da me.”

 

Dopo la menopausa le donne fanno sesso? Certo che si!

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Mi è capitato di leggere una nota di una donna cinquantenne che consigliava alle ragazze di non seguire l’idea di una uguaglianza perché tanto, ella dice, uguali non saremo mai. Dunque perché provare? Il prezzo che si paga, dice ancora, è la solitudine, perché i “maschi”, così indistintamente descritti, invece sarebbero pieni così di donne che gliela danno. Mi spiace che dica questo così come mi spiace per i commenti che tante donne hanno dedicato a giudizio del corpo della moglie di Hugh Jackman, quasi a confermare il fatto che solo un certo tipo di donne può aspirare ad una relazione con un bell’uomo. Poi ricordo di un altro articolo in cui una donna in menopausa spiega invece come quel periodo per lei sia in realtà magnifico per fare sesso.

Si potrebbe intanto dire che in quanto a sessualità donne e uomini sono diversi ma uguali. Hanno entrambi l’esigenza di fare sesso e l’insicurezza non aiuta nessuno dei due. Se non sei Sharon Stone non vuol dire nulla. La sessualità è fatta di odori, parole, chimica, alchimie e sintesi diverse. Se hai la panza molle e la cellulite, cosa che può capitarti anche se hai vent’anni, non cambia nulla. Sul serio. E dare addosso alle femministe, perché sarebbero responsabili dell’illusione in cui si è cullata la donna cinquantenne ora pentita di aver dato precedenza ad altro invece che a un uomo, è un po’ come prendersela con i genitori se ti hanno consigliato di essere indipendente economicamente, studiare e laurearti e trovare lavoro, invece che dipendere da un uomo o da chiunque. Quel che abbiamo imparato dalle lotte di chi ci ha preceduto, grazie alla loro esperienza e capacità di osservazione e analisi del reale, è che hanno ragione e se il mondo che tu incontri è ancora lievemente retrogrado di certo non è colpa di nessuno.

La responsabilità è di chi non accetta quello che sei, e questo può capitare in ogni caso, anche se hai trascorso la vita a fare la perfetta moglie e madre.

Ma poi, quanta disistima devi provare per gli uomini, in generale, per definirli così trogloditi e superficiali? Allora scorro l’altro articolo e leggo di questa donna che se la gode e che parla di tantissimi uomini che la desiderano per quel che è. Basta poco. Metti un annuncio che dice che vuoi fare sesso e arriveranno a frotte, di ogni età e grado di bellezza, se è quello che ti interessa. Perciò io dico che note come quella che parla alle ragazze alludendo al fatto che devono beccare l’uomo in giovane età perché altrimenti poi non ne trovano altri, secondo me non fanno che alimentare stereotipi sessisti e rafforzare stigmi che pesano su persone che di per se non sono preoccupate del fatto di non essere come Sharon Stone, ma sei tu che fai venire loro questo complesso.

C’è un post, su questo blog, di una ragazza, disabile, che tempo fa ci scrisse, dicendo che voleva fare sesso senza amore. Sesso e basta. Non era un appello e non voleva certo che noi facessimo da tramite. Il suo era uno sfogo, e tra le altre cose, da quel che sappiamo, ora ha trovato una persona con la quale fa sesso quando le pare. Non immaginate neppure quanti commenti e messaggi sono arrivati da parte di uomini che volevano solo soddisfarla e fare sesso con lei. Così, a scatola chiusa, senza averla vista. Solo per le sue parole che evidentemente hanno eccitato la fantasia di tanti.

La menopausa, poi, non è una malattia, per quanto esista chi la intende in quanto tale e vi siano donne che pensano di non dover più fare sesso perché non più riproduttive. La menopausa è si uno stato fisico ma non è detto che condizioni la vostra sessualità. Se poi la condiziona può anche darsi che lo farà in meglio. Non siete mestruate, non c’è pericolo che rimaniate incinta, e se conoscete la persona con cui fate sesso e sapete di non beccarvi alcuna malattia sessualmente trasmissibile potete finalmente godervi un rapporto in cui è più semplice ottenere un orgasmo insieme. Niente coito interrotto, niente complessi adolescenziali, tanta consapevolezza, capacità di ridere di se’ e dell’altr@ complicità, migliore esperienza per trovare intimità. Si può dire che si sono cinquantenni che sono corteggiatissime? Ci sono ventenni che ambiscono a una relazione con una donna adulta, perché a loro piace così. Ci sono uomini che non hanno alcun problema con il vostro corpo, i fianchi larghi, le cicatrici, la pancia, tutte le cose molli che amate nascondere anche quando state in spiaggia. A pancia in giù perché si veda meno la pancia, a pancia in su per non fare vedere il culo o le cosce. E che diamine. Il corpo è corpo e non è vietato invecchiare.

È un bisogno indotto anche quello di pensare che una donna debba essere come una teen ager per restare impressa nei ricordi, desideri, sulla pelle, di un uomo, o comunque di una persona che vi desidera. Ragionare per compartimenti stagni, le belle fanno sesso e le brutte no, significa imprigionare anche la mente e i desideri di tante ragazze giovanissime che non fanno sesso perché si vergognano del proprio corpo. In cerca di rassicurazione, confuse e dipendenti da ogni complimento che sporadicamente arriverà. Invece, sappiamo, per esperienza, che spesso, se non chiedi conferme, se sei sicura di te, nessuno si preoccuperà dei tuoi difetti fisici. L’armonia di un corpo non dipende affatto da quello che vi impone il modello estetico standard. A quarant’anni, con due figli e tanta fatica addosso, una amica intrattiene una relazione sessuale con un diciannovenne che è innamorato perso. A cinquant’anni il sesso può sembrare una chimera ma invece non lo è.

C’è quella che ha trovato la sua dimensione sessuale con una donna. Quell’altra che abbraccia finalmente un uomo che la soddisfa e che ha dieci anni in più. Quella che va in giro senza trucco, con le sopracciglia intatte e nessun intervento estetico e che ha un fascino tremendo perché è intelligente, ha un cervello che eccita terribilmente e i suoi corteggiatori fanno la fila per ottenere un po’ di attenzione da lei.

Ci sono quelle che effettivamente si trovano in difficoltà e trovano altre intimità, altre maniere per coniugare desideri e bisogni. C’è chi non può fare sesso o non ha un orgasmo perché ha dei problemi di salute e anche in quel caso trova un equilibrio grazie ad una relazione con chi se ne frega di queste categorie stagnanti. Il corpo è un mezzo di comunicazione e sei tu che decidi cosa comunicare. Se diventi respingente quel che sarà evidente è il rifiuto. Se sei serenamente a tuo agio è quell’agio che diventa una fonte di desiderio inestinguibile. Ma in ogni caso, lungi da me dispensare consigli, quel che scrivo deriva da singole esperienze e dunque è vero, può capitare.

 

Excition… Infibulazione..una pratica arcaica ed inumana..ancora in uso in molti paesi africani,compreso l’Egitto   1 comment


L’infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell’asportazione della clitoride (escissione della clitoride), delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.
Ha origine esclusivamente culturale, e oggi è adottata e praticata soprattutto in molte società in Africa, nella penisola araba e nel sud-est asiatico.

Le origini delle mutilazioni femminili sono legate a tradizioni dell’antico Egitto (da qui il nome di infibulazione faraonica). Si calcola che in Egitto, nonostante la pratica sia vietata[1], ancora oggi tra l’85% e il 95% delle donne abbia subito l’infibulazione[2].

La Somalia, dove la pratica è diffusa al 98%[2], è stata definita dall’antropologo de Villeneuve le pays des femmes cousues, il paese delle donne cucite[3].

L’infibulazione e l’escissione della clitoride non sono menzionate dal Corano: non è dunque richiesta dall’Islam alcuna forma di manipolazione dei genitali (tra cui l’infibulazione) che rechi danno fisico alla donna. Secondo diversi studiosi non è neppure considerato accettabile nell’Islam che sia limitato il piacere sessuale della donna[4]. L’Islam ortodosso accetta la pratica meno invasiva della sola circoncisione della clitoride seguendo l’unica presunta prescrizione lasciata da Maometto e riportata nel libro degli Hadit.[5]

Di qui il fatto che la giurisprudenza coranica ammette, fra le cause di divorzio, difetti fisici della sposa, come ad esempio una circoncisione mal riuscita[6].
Al contrario, il cosiddetto “padre” del Kenya moderno, Jomo Kenyatta, difese l’infibulazione come una pratica culturale importante.

Sebbene non sia in nessuna sua parte richiesta dal Corano, l’infibulazione è però una pratica che si può riscontrare in alcuni paesi, in tutto o in parte islamici (essenzialmente la parte meridionale dell’Egitto, Sudan, Somalia, Eritrea, Senegal, Guinea), dove viene consigliata come sistema ritenuto utile a mantenere intatta l’illibatezza della donna. In Nigeria l’infibulazione è stata ufficialmente vietata nel giugno 2015.

In Somalia, una donna non infibulata viene considerata impura; pertanto, non riesce a trovare marito e rischia l’allontanamento dalla società[7].

La scrittrice Ayaan Hirsi Ali, somala naturalizzata olandese, è una delle principali attiviste contro le mutilazioni femminili, nonché testimone di come questa pratica sia tipica della società somala: ella stessa fu infibulata all’età di cinque anni, assieme alla sorella di quattro[8].

Nel Cristianesimo, le mutilazioni, anche quelle autoinflitte, sono considerate un peccato contro la santità del corpo e sono quindi proibite. Ma – come per l’Islam – essendo l’infibulazione legata a culture antropologiche tribali precedenti la cristianizzazione, tale pratica si è conservata, soprattutto tra i copti (ortodossi e cattolici) del Corno d’Africa, in Eritrea e in Etiopia (qui ad eccezione della provincia nord-occidentale del Gojjam, dove tali pratiche non sono diffuse)[9].

Effetti dell’infibulazione
I rapporti sessuali, attraverso questa pratica, vengono impossibilitati fino alla defibulazione (cioè alla scucitura della vulva), che in queste culture, viene effettuata direttamente dallo sposo prima della consumazione del matrimonio. Le puerpere, le vedove e le donne divorziate sono sottoposte a reinfibulazione con lo scopo di ripristinare la situazione prematrimoniale di purezza. I rapporti diventano dolorosi e difficoltosi, spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. L’asportazione totale o parziale degli organi genitali femminili esterni è praticata con lo scopo di impedire alla donna di conoscere il piacere durante il rapporto sessuale e come forma di controllo del desiderio sessuale femminile.[senza fonte]

Ulteriori danni si hanno al momento del parto: il bambino deve attraversare una massa di tessuto cicatriziale e reso poco elastico a causa delle mutilazioni; in quel momento il feto non è più ossigenato dalla placenta e il protrarsi della nascita toglie ossigeno al cervello, rischiando di causare danni neurologici. Nei paesi in cui è praticata l’infibulazione, inoltre, è frequente la rottura dell’utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino[10].

Tutela della donna dalle mutilazioni genitali
Lo stesso argomento in dettaglio: Mutilazioni genitali femminili nel mondo.
Italia
Con la legge 9 gennaio 2006, n. 7, il Parlamento italiano ha provveduto a tutelare la donna dalle pratiche di mutilazione genitale femminile, in attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne. Al codice penale è aggiunto l’articolo 583-bis che punisce con la reclusione da quattro a dodici anni chi, senza esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili. Per mutilazione il legislatore intende, oltre all’infibulazione, anche la clitoridectomia, l’escissione della clitoride o comunque (norma di chiusura) qualsiasi pratica che cagioni effetti dello stesso tipo.

Allo stesso modo, chi, in assenza di esigenze terapeutiche, al fine di menomare le funzioni sessuali, provoca lesioni agli organi genitali femminili diverse da quelle indicate al primo comma, da cui derivi una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre a sette anni.

Le disposizioni di questo articolo si applicano altresì quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia, ovvero in danno di cittadino italiano o di straniero residente in Italia. In tal caso, il colpevole è punito a richiesta del Ministro della giustizia.

L’articolo 583-ter precisa inoltre che l’esercente la professione sanitaria resosi colpevole del fatto sottostà altresì alla pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio della professione da tre a dieci anni, con comunicazione della sentenza di condanna all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

Liliana Ocmin, Vicepresidente del comitato per le Pari Opportunità, ha affermato: «In Italia sono circa 40.000 le donne che hanno subito l’infibulazione». Secondo uno studio di Aldo Morrone e di Alessandra Sannella, in Italia le donne infibulate sarebbero invece circa 30-35 000 (ovvero il dato più alto presente in Europa) e ci sarebbero ogni anno circa 2.000 o 3.000 bambine immigrate a rischio. Tali infibulazioni verrebbero per lo più fatte a pagamento (senza anestesia) presso medici o anziani appartenenti alla propria comunità.[11]

Regno Unito Regno
In Gran Bretagna tale pratica è illegale dal 1985, tuttavia secondo alcune stime il Paese deterrebbe il primato europeo per numero di mutilazioni, a causa della forte presenza di donne di origine egiziana e sub-sahariana.[12]

Eritrea
In Eritrea, la pratica dell’infibulazione è reato dal 31 marzo 2007 e per i trasgressori sono previste multe e carcerazione a seconda della gravità del reato. Unione delle Donne Eritree stima che il 90% delle donne sia stato soggetto a infibulazione e che nel continente africano almeno tre milioni di bambine subiscano la pratica ogni anno[13].

Burkina Faso Burkina Faso[modifica | modifica wikitesto]
L’escissione e l’infibulazione sono vietate nel Burkina Faso, messe al bando dal 1985 grazie a un provvedimento legislativo promosso da Thomas Sankara, all’epoca presidente del paese.[14]

Campagne politiche
Una campagna per l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili è stata lanciata negli anni novanta dalla leader politica Emma Bonino[15], che, a fianco dell’organizzazione Non C’è Pace Senza Giustizia (NPWJ), ha organizzato eventi, iniziative, conferenza e meeting su questo argomento con politici europei e africani[16].

Proprio per questo motivo, nel dicembre 2008, Non C’è Pace Senza Giustizia ha organizzato al Cairo (Egitto) una conferenza internazionale per l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili[17], alla quale ha partecipato un centinaio di donne e uomini politici africani ed europei[18].

Nel 2010 è stata rilanciata da Emma Bonino, Radicali Italiani e Non c’è pace senza giustizia, la campagna contro le mutilazioni genitali femminili. In tutto il mondo, grazie alla loro iniziativa, sono state raccolte firme per un appello di messa al bando di questa pratica da presentare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il 20 dicembre 2012 l’assemblea generale dell’Onu ha adottato la risoluzione di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili, depositata dal gruppo dei Paesi africani e in seguito sponsorizzata dai due terzi degli stati membri delle Nazioni Unite[19].

El amor entra por la boca. L’amore passa per la bocca (un corto spassoso per un pubblico maturo…)   Leave a comment


Cortometraggio: “L’amore passa dalla bocca” [El amor entra por la boca]
(Argentina 2006, 14′,53”):
Che conseguenze puó avere il non essere
esperti in alcune pratiche sessuali? Alle volte ci possono essere
piacevoli scoperte e sorprese …

La fellatio è una pratica sessuale orale che consiste nello stimolare il pene con la lingua, le labbra e la bocca per dare piacere all’uomo. Si tratta di una delle fantasie erotiche più ricorrenti nella mente degli uomini che però non tutte le donne amano praticare.

La fellatio riproduce il movimento della penetrazione e provoca sensazioni di piacere intenso nell’uomo, che possono portare fino all’orgasmo.

Non si tratta però di un movimento meccanico ripetitivo e sempre uguale; perché si procuri un maggiore piacere all’uomo infatti, bisogna saper variare il ritmo, l’intensità delle pressioni, alternare tenerezza e passione. Ogni uomo poi ha le proprie preferenze ed è bene assecondarne gusti e desideri per aiutarlo a vivere un intenso momento di piacere. Vediamo tutto quello che c’è da sapere sulla pratica della fellatio.

Pubblicato 27 giugno 2015 da sorriso47 in amore, eros, fellatio, sessualità, sex, sexuality

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Massaggio della Yoni (Vagina) Yoni massage   Leave a comment


 

UNA TESTIMONIANZA VERA

“volevo raccontare al forum questa mia esperienza perchè stasera sono troppo contenta.. eccitata dall’aver finalmente fatto questa cosa che volevo fare da anni…era tanto tanto tempo che cercavo un massaggio Yoni autentico.. ma quante fregature… ne ho viste di ogni… gente che non sapeva farlo e si spacciava per esperto, semplici truffatori che avrebbero voluto massaggiarti sul tavolo della cucina… quando pensavo di dover andare in India per poterne provare uno vero, come per incanto ne salta fuori uno su Roma, un bell’annuncio, scritto bene… lo chiamo, e fin da subito mi dà l’impressione di uno che non parla a vanvera.. di milano, colto, fine.. ti parla del massaggio in un modo che ti fa capire subito che non stai perderndo tempo con un ciarlatano.. la sera lo raggiungo nel suo studio… un primo momento di imbarazzo, ma lui con la sua gentilezza e la signorilità dei suoi modi mi mette subito a suo agio.. un uomo piacente, sui 45, mani bellissime, raffinato.. appena mi mette le mani addosso vado in estasi… ogni uomo dovrebbe toccare così la sua donna.. e poi il massaggio Yoni.. wow ragazze… un orgasmo lunghissimo che levati… ma neanche se vai a letto con mister universo.. una fila di orgasmi uno dietro l’altro, mi sono sentita leggera.. non credevo.. veramente non credevo fosse possibile.. ora sono a casa e mi sento bene, bene come non sono mai stata in vita mia.. e tra l’altro (cosa che oggi non guasta perchè a me hanno anche abbassato lo stipendio riducendomi le ore) mi ha chiesto POCHISSIMO! … mmmmh… prossima settimana sto già pensando di tornarci .. quando ti abitui a certe cose

Yoni è il termine sanscrito per “vagina” ed ha il significato di “luogo-tempio sacro”.
Il massaggio che porta questo nome è una pratica di derivazione tantrica, che ha come filosofia basilare l’amore e il rispetto. L’amore viene reso in termini maschile e femminile perché è l’uomo a massaggiare la donna, provocando in lei uno stato di beatitudine, in cui l’orgasmo può essere una componente aggiuntiva oppure non verificarsi affatto.
Per l’uomo è la gioia e l’amore di donare alla propria compagna un momento di grande intimità.
Molto spesso questa pratica è utilizzata non solo come modo per rilassarsi e ritrovare in sé equilibrio e benessere psicofisico, ma anche per offrire un modo di guarigione da traumi o problemi di eccessiva frigidità.
Ci teniamo a ribadire che il massaggio tantrico, almeno per quanto ci riguarda, è pratica di valenza spirituale e non deve in nessun modo essere confusa o scambiata per una situazione ambigua.yony è il posto sacro di ogni donna e, come l’aria, l’acqua, la notte, il sonno ed il rilassamento, anche lo yoni richiede un lento e graduale approccio d’amore.
Pertanto il massaggio che gradualmente e con moltissima delicatezza va a coinvolgere i genitali della donna, ha come scopo un profondo rilassamento, un risveglio di sensazioni, il semplice ed intenso piacere di essere accarezzate con amore e dolcezza. Questo massaggio è basato sull’YIN fisiologico della donna.
YIN è la parte di ciascuno di noi che è lenta, calma e delicata.
Questo massaggio comincia col rituale e continua con carezze lievi sulla pelle, sul viso, i capelli ed il seno con l’uso di una piuma e delle dita.
Prosegue poi con un massaggio a base di olio di sesamo caldo su entrambi i lati del  corpo.
Deciderete la tecnica del massaggio Yoni prima e durante con chi lo esegue, ma per aumentare il piacere e la salute sessuale un’impostazione mentale ffilosofica e non corporale.
Col procedere del massaggio, la massaggiatrice o massaggiaotre aspetterà per vedere se lo yoni è aperto e ricettivo.
Potrebbe quindi continuare con carezze leggere al  ventre e nell’area sopra i genitali.
Il massaggio Yoni è un’esperienza salutare che normalmente trasmette una sensazione di rilassatezza, piacere e sicurezza.
Il Piacere, per una donna, non è soltanto piacere fisico, confinato al solo corpo, ma un insieme di ormoni, enzimi e stimolazioni nervose che si riflettono immensamente sulla sfera emotiva ed intellettiva, cioè sulla personalità.
Purtroppo non tutte le donne danno importanza al Piacere ritenendolo solo un momento legato al sesso non sapendo che invece è un perfetto regolatore della propria personalità e dell’umore ed un eccezionale antistress.
Tale diffidenza può portare a situazioni paradossali come gravi problemi sul lavoro, incompatibilita’ col partner, colpevolizzazione di figli, uso e abuso di psicofarmaci… tutte situazioni che si possono prevenire!
Se la stressante corsa alla carriera, la vita da single o il partner indifferente ti costringono a non usufruire dei benefici che un intenso piacere ti può dare e se desideri qualcosa che ti lasci “limpida” dal punto di vista psicologico, ora puoi avere tutto in modo molto elegante e particolareBenefici del Massaggio Yoni
1) Scomparsa di tensioni emozionali e stress.
2) Riduzione dei dolori mestruali .
3) Eliminazione di dolori durante rapporti sessual.i
4) Aumento della sensibilità delle parti intime .
5)Aumento della naturale lubrificazione quando eccitata.
6) Apertura a nuovi livelli di estasi del piacere.
7)Orgasmi più intensi e più facili da raggiungere.
8)Eliminazione di blocchi psichici ed emozionali relativi ad un cattivo rapporto col sesso.
Il Massaggio Yoni non ha l’obiettivo di raggiungere l’orgasmo, anche se spesso l’orgasmo è un piacevole effetto collaterale desiderato.
L’obiettivo base sarà sempre quello di  raggiungere uno stato di benessere e di piacere generale che renda serene, soddisfatte.
È anche utile per il donatore non aspettarsi nulla in cambio, ma semplicemente consentire a chi riceve il massaggio di godere il momento di relax.

 COME FARE IL MASSAGGIO YONI

Nel massaggio Yoni è importante innanzitutto la fiducia reciproca tra le due parti e la creazione di un ambiente rilassante e idoneo al massaggio che seguirà.
Luci soffuse, quindi, lettino comodo, asciugamani a disposizione, essenze profumate e soprattutto olio da massaggio.
Durante la fase di massaggio è meglio limitare al minimo la conversazione, per creare maggiore intimità con le proprie sensazioni.
La ragazza, nuda, si distende di schiena sul lettino, allargandole leggermente le gambe, con un cuscino sotto il capo e uno sotto la parte inferiore della schiena.
Iniziando con una lenta e regolare respirazione diaframmatica si cerca di rilassare il corpo e si comincia massaggiando le gambe, salendo sul ventre, il seno, le spalle, le braccia e il collo. Quando la ragazza è rilassata, si versa dell’olio nelle mani e nel pube della ragazza iniziando il massaggio nello Yoni.

massaggio della Yoni (+18)
Il massaggio in questa parte deve essere delicato ed iniziare dalle parti esterne della vagina, il monte di venere, le grandi labbra, senza fretta, con movimenti circolari e leggere pressioni, arrivando al clitoride, la parte più recettiva della vagina.
Questo va massaggiato con movimenti circolatori, in senso orario e anti-orario, preso poi fra pollice e indice.
La ragazza non deve ancora raggiungere l’orgasmo, il passo successivo infatti è inserire il dito medio della vostra mano destra all’interno della vagina (Yoni), tenendo il palmo rivolto verso l’alto.
Il dito medio deve muoversi molto dolcemente, con movimenti dall’alto verso il basso, esplorando la zona e variando pressione e velocità a seconda della reazione della ragazza.
Non ci sono limiti di tempo per questo massaggio, lo scopo è far rilassare il più possibile la partner.
Piegate verso l’alto e leggermente il dito medio (come a voler invitare qualcuno ad avvicinarsi) e andrete a toccare una parte spugnosa dello Yoni, appena sotto l’osso pubico.
Si tratta del punto “g”.
Continuate a stimolarlo anche con due dita (medio e indice), muovendole su e giù o con pressioni.
Con l’altra mano continuate a stimolare clitoride, massaggiare il seno o altre parti del corpo. La stimolazione del punto “g” deve essere delicata ma non come per il clitoride (è infatti meno sensibile).
Legate il movimento delle dita al vostro respiro, evitando così di stancarvi troppo la mano. Aumentate poi pressione ed intensità con il suo inturgidirsi, per poi rallentare ancora e viceversa.
Durante la stimolazione, la ragazza potrebbe sentire il bisogno di fare pipì, sensazione naturale e passeggera, bisogna lasciarsi andare e cercare di far si che il massaggio continui senza vergognarsi di nulla; oppure potrebbe piangere o ridere dal piacere, le sensazioni che provoca la stimolazione del punto “g” sono molto varie.
Ad ogni modo quella che si verifica di conseguenza è un’eiaculazione femminile, (squirting), dovuta alla fuoriuscita di liquido trasparente (non si tratta di pipì).
Anche dopo l’eiaculazione il massaggio può continuare e potrebbe anche verificarsi più di un orgasmo.

massaggio della yoni (donna-donna) +18

Una volta terminato il massaggio, ci si allontana dolcemente dallo Yoni permettendo alla ragazza di rilassarsi e godere intimamente dell’esperienza appena vissuta.

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