Archivio per la categoria ‘spiritualità razionale

‘Musulmane, togliete il velo che ci opprime’.   4 comments


La “sciagura” delle religioni;L’iran..scientificamente è all’avanguardia..ma la suaSpiritualità..è ferma a 1400 anni fà; secondo le Religioni..il Corano..la Bibbia ..sono testi intoccabili. Ma la Coscienza Umana..è andata avanti..quello che era avvertito dai Profeti come idoneo..oggi non lo è più..una donna può essere virtuosa con o senza lo hijab.Erano costumi legati al tempo..Ugualmente per i Cristiani..san Paolo..consigliava alle donne di portare il velo..usanza che è rimasta solo per le monache..

La giornalista iraniana Masih Alinejad, che vive in esilio, ha creato MyStealtyFreedom per raccontare la sua vita senza velo. Ora la pagina ha quasi 800mila iscritti e donne di tutte le età e condizione sociale vi pubblicano foto e video. Perché, come dice Masih, il velo è il simbolo di tutti i diritti negati alla popolazione femminile in Iran

DI MARTA CALDARA
'Musulmane, togliete il velo che ci opprime'. Le iraniane su Facebook senza  hijab
Una delle immagini postate su ‘My Stealty Freedom’

Si chiama MyStealthyFreedom ,(La mia libertà clandestina ndr) la pagina Facebook (e dal 3 maggio scorso anche un sito web), un luogo virtuale che conta quasi 800.000 iscritti, dove le donne iraniane pubblicano le proprie foto (o video) senza l’hijab, il velo islamico, obbligatorio in Iran per legge da quando lo stabilì l’Ayatollah Khomeini nel marzo 1979, subito dopo la Rivoluzione Iraniana.

La giornalista iraniana Masih Alinejad, che ora vive in esilio tra Londra e New York da quando ci furono le elezioni di Ahmadinejad nel 2009, l’ha fondata dopo aver ricevuto un sostegno inaspettato da parte delle donne iraniane, quando circa un anno fa pubblicò una sua foto senza il velo. Propose così anche a quelle donne di inviare foto in cui erano ritratte senza l’hijab. Da quel momento è stata sommersa dalle foto e dalle testimonianze di chi ha trovato il coraggio di far sentire la propria voce. La più bella è una foto che racchiude tre generazioni insieme: nonna, madre e figlia tutte e tre a capo scoperto.

'Musulmane, togliete il velo che ci opprime'. Le iraniane su Facebook senza  hijab
Una delle immagini postate su ‘My Stealty Freedom’

Si chiama MyStealthyFreedom ,(La mia libertà clandestina ndr) la pagina Facebook (e dal 3 maggio scorso anche un sito web), un luogo virtuale che conta quasi 800.000 iscritti, dove le donne iraniane pubblicano le proprie foto (o video) senza l’hijab, il velo islamico, obbligatorio in Iran per legge da quando lo stabilì l’Ayatollah Khomeini nel marzo 1979, subito dopo la Rivoluzione Iraniana.

La giornalista iraniana Masih Alinejad, che ora vive in esilio tra Londra e New York da quando ci furono le elezioni di Ahmadinejad nel 2009, l’ha fondata dopo aver ricevuto un sostegno inaspettato da parte delle donne iraniane, quando circa un anno fa pubblicò una sua foto senza il velo. Propose così anche a quelle donne di inviare foto in cui erano ritratte senza l’hijab. Da quel momento è stata sommersa dalle foto e dalle testimonianze di chi ha trovato il coraggio di far sentire la propria voce. La più bella è una foto che racchiude tre generazioni insieme: nonna, madre e figlia tutte e tre a capo scoperto.

Iran, l’imam di Isfahan: “Le donne senza velo fanno seccare il fiume”

L’incredibile affermazione è stata pronunciata durante la predica del venerdì: secondo il religioso, la scarsità di acqua del fiume Zayendeh è dovuta al fatto che molte donne si fanno ritrarre senza hijab nei pressi del corso d’acqua e poi postano le loro immagini su Facebook. E ha aggiunto che “Allah punisce chi si allontana dal Corano”

Iran, l'imam di Isfahan: Le donne senza velo fanno seccare il fiume

Sembrerebbe una favola nera, di quelle che un tempo, nell’Europa della controriforma, si raccontavano per mandare al rogo le streghe. E invece è una storia vera, e arriva dall’Iran di oggi. La riferisce il sito e profilo Facebook My Stealthy Freedom , che promuove a livello internazionale una campagna affinché le donne iraniane si facciano fotografare senza velo. La cosa non piace all’imam Yosef Tabatabei, che guida le preghiere del venerdì nella città di Isfahan

L’affermazione, fatta durante la predica del venerdì in una moschea della città iraniana, è stata ripresa dal profilo facebook My Stealthy FreedomLeggi l’articolo

Il religioso ha attribuito la persistenze mancanza d’acqua del fiume Zayendeh, che scorre in città, al fatto che un crescente numero di donne si fa fotografare davanti al panorama del fiume senza indossare lo hijab: “Ho visto molte donne che si fotografano vicino al fiume senza hijab e ho sentito che sui social media vengono incoraggiate a togliersi il velo. Sono queste donne senza velo che fanno seccare il fiume Zayandeh”.

Così commenta, in un post recente, il profilo My Stealthy Freedom : “In passato il religioso Kazen Sedigi ha dichiarato che le donne che non si vestono modestamente diffondono l’adulterio nella società e così provocano i terremoti. Ora siamo accusate di un altro disastro naturale. Pare che chi governa l’Iran abbia deciso di gettare l’onta della propria incompetenza e della propria incapacità di governo sulle donne. Con le belle foto che abbiamo fatto, noi aggiungiamo qualcosa alla bellezza della natura, non causiamo disastri naturali. Quelli sono causati dalla nostra inabilità di gestire le limitate risorse dell’Iran”.

VIVERE LA PROPRIA VITA..NON QUELLA DEGLI ALTRI   Leave a comment


SE VUOI FARE LA DIFFERENZA NEL MONDO..

ALLORA NON LIMITARTI AD ESSERE TE STESSO !!

E NON PENSARE A CIO’ CHE GLI ALTRI PENSERANNO DI TE..

PERCHE’ ALLORA TU NON VIVRESTI LA TUA VITA..

MA QUELLA DEGLI ALTRI.

 

Le varie specie della materia..un’interessante scoperta scientifica   1 comment


La Feconda Concezione

Pubblicato il 31 dic 2013

Sta sorgendo una nuova concezione dell’Uomo e dell’Universo. Promossa da grandi saggi quali Giordano Bruno, è la feconda concezione che ci libera dalla tirannia a cui crede tutta la “conoscenza”: quella del tempo lineare unico. Credendo nel “tiranno” crediamo anche a un’evoluzione che ci aliena dalle vere origini e nasconde la nostra umana immortalità.

 

 

Astrofisica prima, docente di meccanica classica e quantistica poi, Giuliana Conforto snida i trucchi e gli inganni che stregano le menti umane, ritrovando così la sua natura di donna amante della verità. Con emozione, impegno rigoroso e mente scerna, penetra le pieghe nascoste che animano il mondo e il suo scrigno segreto: la materia nucleare.
Spaziando su varie discipline contribuisce a una nuova cultura, fondata sul vero centro dell’universo, l’essere umano, che oggi può smettere di fare il credente, la pecora di un gregge e diventare il protagonista della sua esistenza attivando le potenzialità latenti del suo cervello, creatività e abilità a risolvere i problemi. Propone una nuova scienza basata sulla co-scienza, la Fisica Organica, simile a quella già espressa dai grandi saggi della storia, quali Socrate, Pitagora, Giordano Bruno, ecc. e aggiornata con le recenti scoperte. Si dissocia dalle mode “spirituali” che scambiano le teorie scientifiche per teologie.

 

L’astronoma Giuliana Conforto afferma che la scienza è consapevole che esistono 3 tipi differenti di materia, di cui solo una è a noi visibile. Solo il 5% della materia riusciamo a vedere, toccare e percepire mentre il restante 95% è a noi invisibile.

 

 

 

E’ inutile negare..che la Religione Cattolica in Italia è invadente nei principi di uno Stato laico. E questa considerazione obbiettiva dovrebbe far riflettere tutti. Però..ci dovrebbe essere anche il  rispetto degli atei..per chi è orientato da principi morali,spesso a mio avviso anacronistici, che vengono assunti come pratica di vita. La Vita..è una palestra di Esperienza..che mette l’uomo in grado di accettare e capire forme di Pensiero diverse.

L’importante è liberarsi da quello che incatena la nostra riflessione..perchè un Uomo..

sia religioso od ateo..deve essere un Uomo che Cammina.

 

la Spiritualità degli Indiani d’America   2 comments


 

Nature is my religion

Dio è il Creatore dell’Universo..ed in ogni Tempo ed in ogni cultura ha parlato all’Uomo..alla sua Coscienza storica. Ma la Coscienza dell’Uomo è sempre in divenire ..Tutta la Religione..è figlia del tempo..ma Dio è un Vivente.Questa mia personale premessa..non nega che ci sono state nella Storia..delle Spiritualità stupefacenti..particolarmente quelle che si sono sviluppate dalla Contemplazione della Natura…intravista come un’Organismo Unico..Cosciente..in tutte le sue Forme. Questa è la Spiritualità degli Indiani d’America.

….tutto è sacro, dal ramo dell’albero, al sasso, all’acqua, la Terra e ciò che in essa vive….

Questo è uno dei concetti alla base della spiritualità dei Nativi Americani. Da qui si parte per comprendere che tutto intorno a noi, tutto ciò che la Natura ci offre, sono dei doni che ci sono stati messi a disposizione e con i quali dobbiamo interagire con grande rispetto.

Tutti gli elementi della Natura ci parlano, ma noi Esseri umani, non ascoltiamo, dimenticando spesso che siamo solo ospiti:

…se ti siedi su un Sasso sentirai il suo cuore che batte. La pietra vive, la pietra parla, ascolta la pietra….

I Nativi d’America considerano tutto ciò che è in natura con reale potere: le pietre, ad esempio, non sono oggetti inanimati, ma pulsanti di vita e di magico potere. La grande visione di Alce Nero si adatta a tutti, di qualsiasi razza, cultura e religione :

…e mi trovai in cima alla più alta delle montagne e sotto di me vidi il Cerchio del mondo. In quel luogo vidi più di quel che posso raccontare e capii più di quel che vedevo, perché vedevo in maniera sacra la forma di tutte le cose così come debbono vivere insieme come un unico essere…

 

 

 

Oggi..sono i più grandi scienziati..che scoprono le stesse Verità nella Realtà della Natura.

Tesla era certo che tutto nell’universo

dalle galassie agli elettroni

possiede  una coscienza;

il Cosmo è organismo unico,vivente ed intelligente.

Credeva di essere parte dell’universo;

Tesla ripetè molte volte

che un’azione…

anche se di un piccolo essere…

comporta

la modifica di tutto l’universo”

https://andreasinicatti.wordpress.com/2015/09/21/nikola-tesla-il-grande-scienziato-nascosto-conoscere-il-dio-sconosciuto/

Biodanza..la Danza della vita (un linguaggio che è Dentro di noi… )   Leave a comment


Recuperate..la nostra “Coscienza Originaria)

Biodanza Casentino

Corto producido por el Instituto Internacional de de Biodanza Javier de la Sen, que muestra una visión más cercana a lo que Biodanza puede hacer por las personas.
Hemos querido hacer más hincapié en lo que se transmite que en la realización técnica de los ejercicios con el fin de que llegue a los corazones.

“un sistema di integrazione umana, di rinnovamento organico, di rieducazione affettiva e di riapprendimento delle funzioni originarie della vita”

La danza per il sistema di Rolando Toro è considerata nel suo significato primordiale di collegamento alla vita, un movimento integrante e naturale che ci è proprio ancora prima del linguaggio. La danza come tale è espressione dei moti vitali della persona e canale di integrazione ad un nucleo sociale più vasto, alla comunità umana. La Biodanza pertanto non è ballo, ma un sistema composto da una serie di esercizi  ispirati ai gesti naturali dell’essere umano e che hanno come obiettivo il risveglio della nostra sensibilità e il potenziamento dei nostri potenziali genetici, principalmente quello affettivo. La Biodanza è stata negli ultimi anni definita da Rolando Toro come…

“un sistema di accelerazione di processi di integrazione a livello cellulare, immunologico, metabolico, neuroendocrino, corticale ed esistenziale mediante la vivencia indotta in ambiente arricchito dalla musica, la danza, il contatto, la carezza e la presenza del gruppo”

Per vivencia si intendono esperienze di intenso coinvolgimento emozionale, cenestesico e viscerale, vissute e percepite dalla persona con presenza nel “qui ed ora”.

Biodanza Casentino

“un’ esperienza vissuta con grande intensità nel qui ed ora”

Fu Wilhelm Dilthey, filosofo e psicologo tedesco (1833 al 1911), il primo studioso a proporre il termine vivencia  (in tedesco Erlebnis) come un “qualcosa rivelato nel complesso psichico dato nell’esperienza interna di un modo di esistere la realtà per un individuo”6, concetto che diventò chiave per tutta la corrente di pensiero fenomenologica di Merleau-Ponty e per gran parte della filosofia contemporanea. Dilthey concepì la vivencia come concetto fondante della sua filosofia dello spirito. Per lui la vivencia è un complesso di stati d’animo che costituiscono l’esperienza interiore; è un modo di esistere una realtà per un individuo.

Rolando Toro allargò il concetto di vivencia enfatizzando l’aspetto incarnato di questa e così divenne concetto base della sua metodologia. La definì come un’esperienza vissuta con grande intensità da un individuo nel momento presente. Decisamente coinvolgente, la vivencia è un’esperienza totale. Quando si è raggiunto lo stato di vivencia, la persona partecipa nella sua interezza coinvolgendo principalmente la propria dimensione emozionale e viscerale. La vivencia non è quindi un semplice susseguirsi di emozioni in un tempo dato, né la si può confondere con il sentimento, di elaborazione e di durata maggiore.  La vivencia è la percezione più completa dell’essere vivi “qui e ora”.

Attraverso la stimolazione emozionale e cenestesica, la persona che è solita vivere in uno stato di frammentazione, gradualmente può accedere ad una consapevolezza incarnata della sua presenza nel mondo, riappropriandosi del suo senso di Sè come unità. Si tratta di una conoscenza multidimensionale ed esperienziale che si matura progressivamente e non si limita alla conoscenza simbolico-razionale.

In Biodanza la vivencia ha come obiettivo di stimolare la “funzione arcaica di connessione con la vita” attraverso una serie di esercizi che hanno il potenziale di evocare vivencia integranti. Lavivencia può scaturire spontaneamente, ma qualunque sia l’intensità di vivencia sperimentata, questa necessita della predisposizione dell’individuo ad abbandonarsi all’esperienza.

La sessione di Biodanza si prefigura come un laboratorio esperienziale dove la vivencia può avere luogo con maggiore facilità, grazie all’ambiente arricchito che rappresenta. La presenza del gruppo, il movimento e la musica agiscono quale concentrato di stimoli per agevolare un vissuto di grande intensità. La metodologia della Biodanza consente alla persona di sentire che la vita continua a scorrere e che non c’è scissione tra l’esperienza soggettiva dell’individuo e le azioni che lei/lui intraprende per il suo sviluppo, anche all’interno della sessione.

La percezione di completezza ed integrazione avviene potenzialmente su tre livelli che interagiscono e si condizionano vicendevolmente pur mantenendo una loro autonomia di base: illivello cognitivo, il livello esperienziale (vivencial) e il livello viscerale. Detto questo, la Biodanza da priorità nella sua prassi alle emozioni, agendo principalmente dal basso verso l’alto, dalle vivenciaai significati. Lo spazio per l’integrazione della funzione cognitiva e del pensiero simbolico arriva in secondo luogo come eco di ciò che prima avviene a livello “vivencial”. Come suggerisce Eugenio Pintore, un metodo basato sulla vivencia consente il recupero della dimensione esperienziale dell’apprendimento e il superamento della scissione tra conoscenza ed esperienza, aspetto importante di una nuova epistemologia che restituisce alla percezione umana il suo legittimo valore.

Il senso di essere interconnessi con gli altri e con la vita è facilitato dall’acquisizione di una conoscenza corporea della propria soggettività. Grazie ai meccanismi di feedback che si instaurano spontaneamente con gli altri durante le danze, la persona inizia a diventare partecipe della creazione di uno spazio intersoggettivo con l’Altro. Sentirsi capace di creare e costruire “insieme” è fondamentale per abbattere il senso di solitudine e isolamento che portano all’illusione di sentirsi separati dal resto, chiusi in noi stessi.

Le neuroscienze hanno scientificamente messo in luce l’esistenza del correlato neurale della nostra natura intersoggettiva, i neuroni specchio, che consentono il “rispecchiamento” interno di quanto avviene nel mondo circostante, particolarmente di quanto accade ad altri esseri umani. Nella vivencia questo rispecchiamento è facilitato ed accessibile grazie all’empatia.

Nelle vivencia atte ad evocare questa percezione di interconnessione, si ha la sensazione di cadere in uno stato di permeabilità con l’Altro e con l’ambiente circostante. La persona supera, non intenzionalmente ma in modo spontaneo e fluido, l’ostacolo che la separa da chi ha davanti. Di conseguenza, l’apertura all’Altro può portare la persona a percepire una piacevole sensazione di alterazione o trasformazione della propria identità, e anche, a volte, una vera e propria sensazione di “espropriazione momentanea della soggettività”, un “ritorno all’indifferenziato”, come piaceva descriverla a Rolando Toro. In tante altre discipline e tradizioni questa esperienza trascendente viene descritta come  la “sensazione di essere uno con il Tutto”.

Come l’esistenza umana, la vivencia non è misurabile. Sembra quasi accogliere in sè il principio di indeterminismo proprio della fisica quantistica, che ha dimostrato che l’osservatore modifica l’osservato, cioè, che la persona stessa modifica con la sua esistenza la realtà che abita e la percezione che ha di essa.

La vivencia ha gradi e intensità variabili e a seconda della sua profondità, consente alla persona un livello d’integrazione a sé stesso, all’Altro e all’Universo diverso. La vivencia nel suo livello più profondo “annulla la distanza tra ciò che si sente e l’osservazione del proprio sentire”. E’ temporanea, ma allo stesso tempo eterna in quanto può precedere la mente razionale e svincolarsi dal tempo cronologico.

https://biodanzacasentino.wordpress.com/2015/10/15/cose-la-biodanza/  (Carolina Oro)

BIODANZA: La poética del encuentro humano.

Rolando Toro – Creador de la Biodanza

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: